5 cose da fare a Ponte di Piave in provincia di Treviso

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Municipio di Ponte di Piave in provincia di Treviso (TV).

Strada dei vini del Piave nel comune di Ponte di Piave

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Strada dei vini del Piave a Negrisia, comune di Ponte di Piave (TV).

L’itinerario naturalistico ed enogastronomico si snoda attraverso la campagna veneta assecondando il corso del fiume Piave e accompagnando il visitatore lungo un percorso volto a riscoprire e valorizzare non solo le specialità culinarie e vinicole del territorio, ma anche il suo formidabile patrimonio storico e artistico.

Il suggestivo sentiero si articola prevalentemente a sinistra del Piave, includendo diversi comuni, da Conegliano a Motta di Livenza, fino ad inoltrarsi a Noventa di Piave in provincia di Venezia. Uno dei principali itinerari in cui si ramifica il tragitto è quello chiamato Le terre del Raboso, percorso che da Cimadolmo conduce a Ponte di Piave, immergendosi nel territorio in cui si coltiva la pregiata varietà del Raboso Piave, vitigno autoctono di Treviso dal gusto secco e fresco, dal colore rosso rubino e dal profumo fruttato, riconoscibile per la sua equilibrata combinazione di acidità-tannicità.

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Oasi delle Grave di Negrisia

La spettacolare riserva naturale di Negrisia è costituita da un prezioso quanto delicato ecosistema caratterizzato da una impressionante biodiversità faunistica, floreale e arborea, nutrita dalle acque del Piave al confine con Ormelle.

Le splendide specie arboree che caratterizzano il sito boschivo includono pregiate varietà come il Salice bianco, il Pioppo nero, l’Ontano nero, circondate da ricca vegetazione erbacea e arbustiva. La variegata fauna avicola rende il territorio verdeggiante dell’oasi il luogo ideale per gli amanti del bird watching.

Il visitatore attento avrà la possibilità di osservare esemplari dal bellissimo e variopinto piumaggio come il Picchio rosso maggiore, il Picchio verde, chiamato anche Pitonea, l’Occhione, specie di origine africana dai grandi occhi gialli adatti alla visione semi notturna, il Gheppio, il Falco cuculo, il Succiacapre, le cui abitudini notturne lo rendono un volatile difficile da scrutare, e lo splendido Martin Pescatore dalla brillante colorazione azzurra con iridescenze verdi su testa, ali e coda e dal petto di color bruno-arancio o ruggine.

Villa Loschi a Ponte di Piave

Situata in via Postumia 29, 31047, comune di Ponte Di Piave in provincia di Treviso (TV), Villa Loschi è una meravigliosa dimora signorile settecentesca appartenuta all’omonima famiglia veneta e recentemente riportata al suo antico splendore grazie ad una serie di accurate opere di ristrutturazione e restauro resesi necessarie in seguito ai pesanti danneggiamenti che il maestoso edificio aveva subito durante la Grande Guerra.

Il sontuoso palazzo si sviluppa su due piani sovrastati da una caratteristica torre, la cui vicinanza all’antica strada Postumia ne rivela la probabile funzione strategica di punto di osservazione.

Lo stile eclettico del nobile complesso architettonico risiede nell’accostare armoniosamente l’impianto neo-rinascimentale della struttura alle eleganti decorazioni in stile Liberty che ne impreziosiscono gli esterni, rendendo Villa Loschi e il radioso scenario naturale in cui si inserisce uno degli elementi di maggior valore del patrimonio artistico, architettonico e storico della provincia di Treviso.

Parrocchia di Levada e chiesa di San Bonifacio

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Situata in Via della Vittoria, 23 a Levada di Ponte di Piave (TV), l’edificazione dello splendido luogo di culto risale agli inizi del XX secolo.

La facciata a salienti è scandita da tre sezioni verticali, la centrale delle quali reca il massiccio portone ligneo anticipato da un suggestivo protiro ornato da pinnacoli, la cui struttura richiama l’accesso della chiesa novecentesca di Saletto di Piave (frazione di Breda di Piave).

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Chiesa di San Bonifacio a Levada di Ponte di Piave (TV).

Casa Museo di Goffredo Parise

Casa di cultura Goffredo Parise a Ponte di Piave (TV).

La casa museo di Goffredo Parise si trova in Via Giuseppe Verdi, 1, 31047 Ponte di Piave, provincia di Treviso (TV).

Dopo aver lasciato la vicina casa delle fate, incantevole abitazione immersa nello scenario golenale di Gonfo a Salgareda, il grande scrittore vicentino si trasferì nel 1984 nell’antica barchessa restaurata a Ponte di Piave nella quale avrebbe trascorso gli ultimi anni di vita.

Conscio della gravità del proprio stato di salute, Goffredo Parise si era trasferito in questa proprietà per la maggiore prossimità all’ospedale nel quale doveva sottoporsi alle terapie e dialisi.

Il primo piano dell’abitazione, oggi dedicato alla biblioteca, ospitava in origine il laboratorio di Giosetta Fioroni, pittrice che aveva avuto una relazione con Parise. Al piano terra era invece situata l’abitazione e lo studio dell’autore e poeta. Fu in queste stanze che Goffredo Parise, costretto a letto a causa del male che lo affliggeva, dettò circa trenta poesie a Omaira Rorato, sua amante, e a Giosetta Fioroni, con la quale aveva mantenuto un rapporto di amicizia.

Per informazioni in merito alla vita e alle opere del celebre giornalista e scrittore nonché agli orari di apertura della sua abitazione si invita a consultare il sito dell’associazione del Centro Studi Goffredo Parise.

Museo della Grande Guerra

Situato a pochi passi dalla casa museo di Goffredo Parise, il museo ripercorre attraverso un emozionante itinerario espositivo i momenti salienti delle battaglie decisive sul fronte del Piave, lungo le cui sponde l’ardore e spirito di sacrificio dei soldati italiani contribuirono in modo determinante all’esito vittorioso della Grande Guerra.

Documenti fotografici, giornali, bollettini di guerra e rapporti giornalieri in italiano e tedesco riportano in dettaglio gli interminabili momenti che scandivano le giornate al fronte, prima e durante la battaglia del Solstizio, considerata una delle più cruente e cruciali battaglie che videro contrapposti l’esercito italiano e quello austro-ungarico.

Tra i ritrovamenti più suggestivi il museo annovera una grande chiatta dotata di ancora, rari esempi di confezioni di medicinali e antidolorifici tuttora intatti e pomate per lenire ustioni, nonché impressionanti esempi di istrice (o bocca di lupo), trappola consistente in una fascina di ferri acuminati nascosti all’interno di cavità nel terreno e sulla quale poi il nemico sarebbe caduto infilzandosi.

L’esposizione museale include inoltre utensili come lame e pennelli da barba, pettini, spazzolini e tubetti di dentifricio, testimonianze della quotidianità di una realtà remota ma strettamente legata al nostro presente.

Per chi volesse scoprire in prima persona l’eredità lasciataci dai soldati, molti giovanissimi, che hanno combattuto e sono periti per difendere la nostra Patria, visitare il museo del primo conflitto bellico mondiale sarà un’esperienza significativa ed emozionante.

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