Halloween Veneto 2020

halloween in veneto 2020
halloween in veneto 2020

Località da visitare ad Halloween in Veneto nel 2020.

Il 31 ottobre è alle porte, e questo 2020 cade proprio di sabato!
Ecco 10 antiche località, affascinanti e misteriose, in cui potrete celebrare la vigilia di Ognissanti in modo originale e mettere alla prova il vostro coraggio.
Se il fegato non vi manca e non sapete resistere all’atmosfera intrigante di roccaforti medievali infestate di fantasmi e lazzaretti popolati da anime tormentate, questo decalogo farà sicuramente al caso vostro.

Halloween a Venezia 2020

1 – Palazzo Dario

Situato al civico 352 a Campiello Barbaro nel Sestiere di Dorsoduro, Palazzo Dario è un sontuoso edificio quattrocentesco affacciato sul Canal Grande, riconoscibile per una lieve inclinazione verso destra causata da un indebolimento strutturale e facilmente distinguibile per gli elaborati medaglioni realizzati in marmi policromi e candida pietra d’Istria che spiccano sulla facciata, alla base della quale è visibile l’iscrizione dedicata a Giovanni Dario, facoltoso mercante nonché notaio e cancelliere Ducale: VRBIS GENIO IOANNES DARIVS, ovvero Giovanni Dario, in onore del genio della città

Palazzo Dario: La maledizione, tra mito… e realtà

L’ipotesi che le fondamenta della nobile dimora siano state costruite dove un tempo sorgeva un camposanto sembra alimentare il timore che il palazzo rechi una terribile maledizione.

In seguito alla scomparsa del proprietario e committente dell’elegante abitazione  (formidabile esempio di architettura lombardesca realizzato su un preesistente edificio gotico), la sorte avversa parve colpire gli ereditieri del palazzo:

Si tramanda che la povera Marietta, figlia di Giovanni, sarebbe prematuramente scomparsa a 32 anni in seguito al tracollo finanziario del marito, Vincenzo Barbaro, mentre uno dei loro figli morì accoltellato nella guerra di Candia, a Creta.

Secondo la leggenda, nel corso del XIX secolo l’allora proprietario del palazzo Arbit Abdoll, facoltoso mercante armeno, cadde in rovina. 

Vittima della stessa sorte sarebbe stato il successivo acquirente, lo sventurato Rawdon Brown, che avrebbe fatto bancarotta.

Nel 1964, il grande tenore Mario del Monaco, intenzionato a vivere nella splendida casa, subì un incidente stradale che lo portò ad interrompere la procedura d’acquisto, mentre il conte Filippo Giordano delle Lanze, dopo aver comprato l’immobile, vi fu assassinato nel 1970. 

Ricordate l’iscrizione latina poc’anzi citata? Oramai da secoli la gloriosa dicitura è stata anagrammata in Sub ruina insidiosa genero, ovvero colui che abiterà sotto questo tetto andrà in rovina… e l’elenco di sventure non è ancora finito!

Christopher Sebastian Lambert, produttore musicale che al culmine del suo successo possedeva, oltre che Palazzo Dario, un lussuoso appartamento a Knightsbridge, morì in seguito a una caduta da una rampa di scale.

Raul Gardini, autorevole industriale che acquistò la proprietà nel 1985 si tolse la vita in seguito allo scandalo di Tangentopoli.

L’antico palazzo è una meta ideale per chi volesse anche solo ammirarne la spettacolare architettura, recentemente restaurata, la cui spettacolare bellezza ha ispirato l’estro creativo di maestri come Claude Monet, genio assoluto dell’impressionismo che ha scelto di immortalare la la formidabile facciata in una delle sue tele.

L’intrigante susseguirsi di misfatti e tragedie che da secoli pervade l’atmosfera della dimora quattrocentesca rende Palazzo Dario una delle località più affascinanti e spaventose della città di Venezia.

2 – L’Isola di Poveglia

Situata lungo il Canal Orfano di fronte al quartiere di Malamocco nella parte meridionale della laguna di Venezia, l’isola di Poveglia risulta divisa in tre sezioni: 

Il forte ottagonale risalente al XVI secolo, rimaneggiato durante l’occupazione austriaca, Poveglia Sud, in cui emergono gli edifici diroccati del campanile, dell’ospedale (impiegato come ricovero per gli anziani fino agli anni 60) e dell’ex casa di riposo.

Poveglia Nord, separata dal resto dell’isola da un canale navigabile e collegata a Poveglia Sud grazie a un ponticello, si caratterizza per una vegetazione florida e incontaminata. 

Ad alimentare la teoria secondo cui la splendida oasi lagunare sarebbe posseduta da anime tormentate sono le vicende legate all’imbarcazione Tartana, che nel 1793, durante l’epidemia di peste che colpì Venezia, venne fatta approdare sull’isola di Poveglia per dare rifugio ai membri dell’equipaggio infetti, dodici dei quali non sopravvissero al terribile morbo.

In seguito alla drammatica emergenza l’isola venne adibita in altre occasioni per contenere focolai di peste, febbre gialla e colera. Poveglia venne dichiarata stazione di sanità marittima nel 1814.

L’ambiente spettrale della torre campanaria, assalita dalla fitta vegetazione arborea, l’atmosfera sinistra delle camere abbandonate nella vecchia casa di ricovero, i fatti di cronaca riguardanti l’orrenda morte di sventurati marinai appestati, sembrano aver calato sull’isola di Poveglia un invisibile e lugubre manto, capace al tempo stesso di attirare curiosi avventurieri e di farli fuggire in preda allo sgomento, spaventati da rumori improvvisi o dalla eco di lamenti esasperati la cui origine risulta tutt’ora inspiegabile.

Halloween a Chioggia 2020

3 – Halloween a La Valle dei sette Morti

Una delle più antiche e lugubri leggende marinaresche della Regione è sicuramente quella ambientata nella laguna meridionale di Venezia,  scenario nel quale, secoli orsono, si verificò la misteriosa ed inspiegabile morte di sei pescatori. 

Secondo la tradizione la tragica scomparsa ebbe luogo nel tratto di Laguna tra il Lago Anghiero e la Valle Caneogrosso, 16 miglia a libeccio in linea retta da Venezia, raggiungibile tramite il canale del Cornio.

Le cause del decesso dei marinai rimangono tuttora ignote. Alcune testimonianze fanno risalire il rinvenimento dei cadaveri al 1695, altre fonti sembrano confermare la tesi che la leggenda abbia origini ben più antiche, risalenti al XII secolo, più di ottocento anni fa.

Nonostante le incertezze in merito alle origini della macabra vicenda, la versione più diffusa vede come protagonisti sei pescatori che, dopo aver rinvenuto il corpo di un annegato, scelgono di caricare la salma a bordo e trasportarla al casone da pesca più vicino, dove hanno intenzione di trascorrere la notte in compagnia di un ragazzino.

Per rinfrancare lo spirito dopo la lugubre scoperta, i marinai decidono di prendersi gioco del giovane in loro compagnia facendogli credere che il cadavere sia in realtà uno dei loro compagni, rimasto nella barca per riposare.

Riuniti intorno al fuoco al calar della notte, i pescatori mandano il ragazzo a chiamare il defunto, indistinguibile nelle tenebre da un uomo addormentato, per invitarlo a cenare. 

Nel vedere il giovane allontanarsi, i pescatori si compiacciono per lo scherzo ben riuscito, ma la loro ilarità si spegne improvvisamente dopo che il fanciullo, di ritorno dal breve tragitto, si presenta in compagnia del corpo redivivo che con aria minacciosa e spettrale indica uno alla volta i marinai pronunciando i sette peccati capitali.

La terribile apparizione fredda immediatamente i presenti ad esclusione del ragazzino, unico testimone dell’accaduto, la cui identità rimane avvolta dal mistero.

Visitare in barca una delle località più occulte e affascinanti al mondo, immersa nello spettacolare territorio lagunare clodiense, è un’occasione imperdibile per trascorrere la Vigilia di Ognissanti in modo avventuroso e memorabile. Ne avete il coraggio?

4 – La casa della Strega

La casa infestata è incastonata nel pittoresco contesto urbano del centro storico di Chioggia, situata di fronte a Ponte Scarpa in Fondamenta Canal Vena.

Secondo la tradizione popolare la casa era un tempo abitata da una temibile fattucchiera che rapiva fanciulli per trascinarli di nascosto nel suo covo.

La leggenda vuole che gli abitanti di Chioggia, esasperati dalla spregevole maga, riuscirono a catturarla per porre fine alle sue incursioni scellerate. 

Per scongiurare l’aura malefica di cui la casa era pervasa, fu realizzato ed affisso  all’ultimo piano della dimora maledetta un tabernacolo recante la figura a mezzo busto della Madonna con in baccio il Bambin Gesù.

Avreste il fegato di trascorrere la notte di Halloween all’interno della dimora più spettrale di Chioggia?

Halloween a Treviso 2020

5 – Il Castello di Collalto

Le raccapriccianti circostanze legate alla morte di Bianca, giovane donna che il conte Tolberto di Collalto aveva cresciuto e amato come una figlia, 

presentano inquietanti affinità con “Il barile di Amontillado” (The Cask of Amontillado, 1846), disturbante racconto dell’orrore di Edgar Allan Poe.

Analogamente alla storia del tormentato autore americano, in cui l’aristocratico Montrésor aveva murato vivo il nobile Fortunato per vendicarsi di un’offesa giudicata imperdonabile, la povera Bianca avrebbe subito la stessa tragica sorte per aver suscitato la gelosia di Chiara Da Camino, esponente dell’insigne casata veneziana andata in sposa a Tolberto per porre fine alle aspre contese che per secoli avevano coinvolto le due illustri famiglie venete.

Prima di partire per la guerra, il Conte di Collalto si era recato nelle stanze della moglie per porgerle un saluto. Bianca, che in quel momento stava pettinando la Signora, faticò a trattenere la commozione nell’apprendere la notizia.

Tradito dalle lacrime che le solcavano le guance, il dispiacere della giovane non passò inosservato all’occhio attento della contessa che, attraverso lo specchio, studiava con discrezione la reazione della fanciulla.

Indispettita dall’accaduto, la perfida donna attese il congedo del marito per riversare la sua acredine sulla povera ragazza, ordinando che venisse murata viva nelle prigioni sotterranee della fortezza e condannandola così ad una morte lenta e atroce.

A distanza di secoli dal macabro accaduto, pare che l’anima in pena di Bianca vaghi ancora tra le mura del castello, annunciando la sua presenza con lamenti spettrali e presentandosi in una veste candida che, in occasione di eventi funesti, si tramuta in un delicato velo corvino.

6 – Halloween all’Abbazia dei Fantasmi di Monastier

Inestimabile monumento sacro fondato nel 958 d.C., l’abbazia millenaria di Santa Maria del Pero è circondata dal radioso scenario agreste della campagna Trevigiana.

Elemento di spicco del luogo di culto benedettino è lo splendido chiostro romanico, sezione più antica dell’abbazia ora fruibile al pubblico in seguito ad accurate opere di restauro. Il cortile interno rappresenta un connubio intelligente ed armonioso tra l’architettura dell’edificio e l’incontaminata area verde che cresce rigogliosa al suo interno, fonte di vita che grazie alla reintroduzione di specie autoctone ha riportato alla luce l’antico frutteto un tempo curato dai monaci benedettini, che ora cresce rigoglioso all’interno dello spettacolare giardino interno racchiuso da mura quattrocentesche.

Al 1493 risale l’ampliamento che ha portato alla creazione del primo piano del chiostro, esempio di architettura organica ed equilibrata distinguibile per le caratteristiche bifore che, rendendo gli ambienti luminosi e ventilati, creano un legame di continuità con l’esterno che conferisce alla struttura un’atmosfera lieve e serena.

Il valore storico dell’abbazia, che durante la Grande Guerra aveva ispirato i racconti di Ernest Hemingway, sembra animarne gli antichissimi ambienti, tra le cui mura, come riportato da diverse testimonianze, continuerebbe a riecheggiare l’eco lontano di monaci in preghiera, il cui canto liturgico accompagna fantomatiche processioni che hanno luogo al calar della notte.

All’apparenza inquietanti, le spettrali apparizioni non sembrano voler corrompere l’ambiente pacifico e riposante del monastero. Al contrario, più nostalgiche che tormentate, le anime dei benedettini paiono rimpiangere il sacro e quieto splendore di quello che un tempo era il loro rifugio e, nel farvi ritorno, talvolta un poco maldestre nello spostarsi, tradiscono la propria presenza facendo sbattere una porta o una finestra, o recitando un’orazione a voce alta, disturbando così il sonno degli ospiti in carne e ossa e suscitandone a volte l’irritazione, a volte il raccapriccio.

7 – Halloween a Treviso: Gli Spiriti di Colle Montello

L’incantevole rilievo naturale si estende tra i comuni di Nervesa della Battaglia, Montebelluna, Crocetta del Montello, Giavera e Volpago del Montello.

Il peculiare assetto geologico del colle, dovuto allo scontro della placca africana con quella europea e modellato dall’erosione degli agenti atmosferici e del corso del Piave, si caratterizza per la presenza di numerose gole naturali, doline e sorgenti, molte delle quali sotterranee, il cui scorrere silenzioso sembra ricordare il sistema circolatorio di un fantastico gigante dormiente, invisibile dalla superficie ma essenziale portatore di vita, testimoniata dal vasto e pulsante patrimonio di biodiversità floreale, arborea e faunistica che cresce rigogliosa e vibrante in questo luogo fiabesco.

Ad aumentare il fascino della spettacolare oasi naturalistica è l’alternanza, spesso repentina e sorprendente, tra il luminoso e verdeggiante scenario boschivo del colle, e gli oscuri meandri che si insinuano con andamento imprevedibile nelle viscere del montello, custode di sorgenti carsiche dalle acque cristalline, inaccessibili ai visitatori inesperti.

Ed è proprio il suggestivo e intricato complesso cavità naturali ad aver dato vita nel corso dei secoli ad un vasto repertorio di leggende popolari che vedono come protagonisti diavoletti e spiritelli dispettosi, fate benevole e minuscoli gnomi, troppo operosi e indaffarati per mostrarsi ad occhi indiscreti.

Tra le oltre sessanta grotte che costellano i pendii del Montello, il Buoro di Ciano emerge non solo per per l’abbondanza delle acque limpide che vi scorrono, ma anche per il fascino esoterico dei racconti folkloristici che riguardano l’antica caverna, uno dei quali, secondo la mitologia romana, narra di come la ninfa Ciane, fata che dimorava nella suggestiva spelonca, venne tramutata in fonte dal dio Plutone, Signore dell’Ade, come castigo per aver cercato di impedire il rapimento di Proserpina.

Pervasi da un irresistibile fascino arcano e leggendario, i floridi e misteriosi pendii del Montello sono lo scenario ideale per amanti del misticismo e cacciatori di presenze paranormali, e quale migliore occasione per esplorarne i segreti di questa terra se non il prossimo Halloween? Cosa state aspettando? Il 31 ottobre 2020 è ormai vicino!

Halloween a Padova 2020

8 – Castello di Valbona

Sorto in corrispondenza delle estreme propaggini occidentali del Monte Lozzo, nel padovano, il castello di Valbona fu edificato sul feudo di Lozzo Atestino, che la nobile famiglia Maltraversi aveva ricevuto nel IX secolo come premio per la sua fedeltà guerresca all’imperatore Ottone III.

Realizzato secondo alcune ipotesi nel 983, la presenza del baluardo difensivo nell’anno 1258 è attestata dal Codice di Gianfrancesco Capodilista.

Il castello di Lozzo, di cui la fortezza di Valbona era una dipendenza, fu distrutto la prima volta nel 1300 da Ezzelino da Romano e successivamente nel 1313, in seguito al tradimento di Nicolò da Lozzo, il quale, dopo aver ceduto il proprio castello agli Scaligeri, lasciò che venisse distrutto e si rifugiò a Vicenza per timore della vendette dei Padovani.

Dove un tempo sorgeva il maestoso castello, venne costruita la sontuosa Villa Lando-Correr, spettacolare villa rurale a tre piani distinguibile per la caratteristica barchessa.

Guerre, insidie, tradimenti e ritorsioni hanno alimentato una diverse terrificanti leggende che vedono come protagonisti spadaccini e cavalieri fantasma, i cui spettri errano angosciati nei pressi dell’antica fortezza durante le notti di tempesta, oppure incentrate sulla drammatica vicenda della figlia di Germano Ghibelli, la cui tragica storia, pur non essendo confermata da fonti attendibili, continua a distanza di secoli a destare inquietudine negli animi di chi si avventura tra le mura del castello.

Secondo alcune testimonianze, il cuore della donna avrebbe ceduto allo strazio per non aver potuto sposare il suo amato. 

Secondo altre versioni, la giovane sarebbe stata murata viva all’interno del fortilizio, oppure, come sostenuto in altri racconti, la donna sarebbe stata decapitata e la sua testa gettata nel fiume sottostante.

Molti giurano di aver avvertito i lamenti della vittima tra le mura del castello, altri di aver percepito una improvvisa sensazione di freddo penetrare per un istante nelle loro ossa, pur trovandosi nell’ambiente riscaldato della fortezza.

Superstizione o apparizione paranormale? Il modo migliore per valutare la veracità di queste suggestive leggende è di recarsi alla portentosa roccaforte, sempre che ne abbiate l’ardire.

Halloween a Verona 2020

9 – Chiesa di San Pietro sotto la Rocca

Circondato da uno splendido oliveto, il luogo di culto millenario è una gemma di architettura romanica immersa nel rigoglioso contesto rurale di Limone sul Garda, comune del Veronese di cui la chiesetta costituisce il tempio più antico, come testimoniato da fonti scritte che ne attestano la presenza a partire dal 1084.

Accessibile tramite un grazioso portico, recante iscrizioni che documentano la peste del 1630 e il passaggio di Napoleone, questo monumento di arte sacra custodisce all’interno della sua unica navata un inestimabile ciclo di affreschi recentemente restaurato e riportato al suo originario splendore.

Un’accurata campagna di scavo eseguita nelle immediate prossimità della chiesa medievale, situata in Via Gardesana dell’Acqua, 38 37011 Località San Pietro, Bardolino (VR) ha permesso di riportare alla luce reperti di una necropoli romana dei secoli II e IV d.C e altri rinvenimenti di notevole importanza archeologica relativi a nucleo abitativo, una via di comunicazione e una dimora di epoca imperiale.  

La leggenda della chiesa di San Pietro sotto la Rocca

Si narra che lo scenario idilliaco che circonda la stupenda chiesa romanica si sia macchiato molti anni orsono dalla tragica scomparsa di Diana e del suo amato, un povero pescatore di cui non è sopravvissuto nemmeno il nome. 

I due giovani, desiderosi di sposarsi, incontrarono l’irremovibile opposizione del padre della giovane, fermamente contrario al matrimonio, e decisero pertanto, con la collaborazione di un eremita che viveva nella chiesetta di San Pietro sotto la Rocca, di celebrarvi le nozze in segreto.

Per evitare di essere scoperti, il pescatore raggiunse Diana nei pressi di casa sua e una volta saliti in barca, salparono alla volta del piccolo tempio, la cui posizione era segnalata da un cero, unico riferimento nell’altrimenti totale oscurità.

Il forte vento tuttavia, tragico imprevisto, finì per ribaltare la barca e i due sventurati morirono annegati. A distanza di secoli dalla loro scomparsa.

Secondo la leggenda gli spiriti dei due amanti, di cui talvolta si odono i lamenti provenienti dal lago, insistono nel cercare la debole fiammella del cero, per raggiungere la chiesa millenaria e sancire finalmente la loro unione.

Halloween a Vicenza 2020

10 – Halloween in Villa Fraccaroli

Palazzo Fraccaroli è un maestoso rudere risalente al 1853 che, pur essendo incompiuto, si presenta come un sontuoso monumento architettonico, nobile ed elegante nonostante il suo attuale stato di degrado e trascuratezza.

Il progetto della residenza signorile era stato concepito per accogliere Paolina Carlotta Fraccaroli e Francesco Dalla Negra, con cui si era recentemente sposata.

Nonostante i lavori di costruzione fossero già a buon punto, marito e moglie si trasferirono ad Arzignano dopo essere diventati genitori.

Progettata da Antonio Caregaro Negrin, uno dei più talentuosi architetti dell’epoca, la palazzina consiste in un corpo centrale a due piani, concluso da un attico e affiancato lateralmente da due torri a pianta poligonale che le conferiscono l’aspetto di un’imponente casa-castello.

Le presenze Spettrali di Villa Fraccaroli

Si tramanda che durante i lavori di costruzione della villa, una pesante trave sarebbe piombata addosso ad una bambina lì presente, causandone la morte.

Secondo la leggenda lo spirito travagliato della bimba continua ad aggirarsi tra le mura desolate del palazzo, incompleto e in rovina.

L’incertezza in merito all’origine della tragica sorte della fanciulla, unita all’atmosfera spettrale delle sontuose rovine, attira ogni anno impavidi visitatori che sedotti dal fascino morboso e proibito di questi ambienti, vi si recano per indagare e fare luce su uno dei più macabri misteri del vicentino, tutt’ora irrisolto.

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Di Michele

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