Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo

Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo: Cenni Storici

Il Museo dei Grandi Fiumi è allestito nell’ex Monastero Olivetano di San Bartolomeo, antico edificio realizzato dall’ordine degli umiliati nel 1255, ma è solo tra il XVI e XVII secolo che l’ordine Olivetano rende possibile l’ampliamento e sviluppo della struttura fino alle dimensioni attuali, con due chiostri, uno dei quali presenta una meravigliosa vera da pozzo (detta anche puteale o ghiera, la vera da pozzo è la balaustra di sicurezza posta attorno al foro del pozzo) e due cortili.

La chiesa intitolata a San Bartolomeo venne creata nel 1562 e la facciata fu eretta dal 1671 al 1681.

La chiesa ospita tuttora un antico quanto prezioso organo del 1778 di Gaetano Callido, grande organaro veneto (Este, 14 gennaio 1727 – Venezia, 8 dicembre 1813), mentre l’altare presenta due angeli portacero in marmo di Carrara di Giusto Le Court (Ypres, 1627 – Venezia, 1679), scultore fiammingo che ha apportato innovazioni nell’ambito veneto creando un modello fluido e armonioso dai delicati effetti chiaroscurali.

Durante l’occupazione napoleonica gli Olivetani si allontanarono dall’edificio a causa della soppressione degli ordini monastici.

Il comune di Rovigo gestì il monastero a partire dal 1844, nel quale furono conservate opere essenziali fino al 1978.

Oggi l’ex monastero ospita l’installazione del Museo dei Grandi Fiumi.

Il Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo

L’itinerario espositivo presenta riferimenti a numerose realtà europee e all’area mediterranea, che si articolano attraverso settori riguardanti l’età del Bronzo, del Ferro, l’età Romana, il Medioevo e il Rinascimento con l’esposizione di materiali provenienti da scavi archeologici condotti nel territorio dell’alto e del medio Polesine.

Alla presenza delle classiche teche e vetrine per l’esposizione dei reperti, si aggiungono installazioni multimediali, ambientazioni scenografiche e diorami plastic (dal greco διά «attraverso» e ὅραμα «veduta», un diorama è una scenografia in scala ridotta che ricrea habitat naturali, avvenimenti storici, ambientazioni reali o fantastiche) portando il visitatore ad immergersi in aspetti e momenti di vita del passato attraverso un’esperienza coinvolgente e suggestiva.

I frequenti richiami al panorama storico, culturale e commerciale dell’Europa protostorica integrano la realtà archeologica nel territorio polesano con gli insediamenti dell’età del Bronzo di Canàr di Castelnovo Bariano, Larda  di Gavello e Frattesina di Fratta Polesine.

Gli spazi dedicati all’età del Ferro riguardano il fiorente processo sociale ed economico del Polesine nei secoli Vl-V a.C. A tal proposito è di notevole importanza l’abitato rurale di S. Cassiano di Crespino, la necropoli di Balone presso Rovigo e altri ritrovamenti nell’area di Gavello.

L’area dedicata all’epoca romana testimonia la gestione del territorio Polesine durante un periodo di considerevole aumento demografico a partire dal II sec. a.C. 

L’organizzazione e lo sviluppo di quest’area è attestata dai contatti commerciali con la popolazione celtica dei Cenomanni nella pianura veronese.

Ne è una testimonianza la necropoli di Lazisetta che ci ha restituito più di 180 tombe a incinerazione con annessi corredi funebri.

Una serie di fotografie aeree mostrano segni di opere di bonifica agraria, detta centurazione e antichi percorsi inseriti in un paesaggio che nell’Alto medioevo sarebbe stato sconvolto dalla crisi ambientale.

Il museo accoglie la riproduzione di una strada romana a schiena d’asino (in cui la superficie stradale è sopraelevata per far defluire l’acqua nei canali di scolo) e la ricostruzione di un ponte di legno costruito in soli dieci giorni per volere di Giulio Cesare nel 55 a.C.

La Tabula Peutingeriana, situata di fronte a queste riproduzioni scenografiche, raffigura tutti i territori conosciuti all’epoca e tutte le strade allora praticabili.

Tra le varie testimonianze esposte nella sezione dedicata al medioevo è senz’altro degna di nota una raccolta di gioielli appartenuti alla Dama di Chiunsano, nobildonna ostrogota.

La sezione del Rinascimento, oltre a mostrare gli sviluppi sociali, economici e culturali di questo periodo storico attraverso testimonianze di architettura civile e religiosa, riporta alla luce la vita e le opere di Francesco Francesco Xanto Avelli “da Rovigo”, pittore e ceramista veneto di grade lievo (Rovigo, 1486 circa – Urbino, 1542 circa).

Dove si Trova Il Museo dei Grandi Fiumi ?

Piazzale S. Bartolomeo, 18 – 45100 Rovigo

Contatti:

Tel. 0039 0425 25077 – 28665 Fax 0039 0425 464546

E-mail: museograndifiumi@comune.rovigo.it

sito internet: http://comune.rovigo.it/web/rovigo/vivere/museo-grandi-fiumi

Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo Orari:

Da martedì a venerdì ore 09:00-13:00. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura;

Sabato, domenica e festivi dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura;

Chiuso i lunedì e nei seguenti giorni festivi: 1 gennaio, Pasqua, 15 agosto, 1 novembre, 26 novembre, 25 e 26 dicembre.

Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo Prezzi:

Biglietto intero/Ticket: € 4,00

Ridotto: € 2,00

Scolaresche / School groups;

Gruppi di almeno 20 persone / 20 visitors or plus;

Visitatori fino a 25 anni / Young visitors from 7 to 25 years;

Visitatori di età superiore a 65 anni / Senior visitors over 65 years;

Accompagnatori di portatori di handicap non autosufficienti / Escorts of visitors with severe disabilities;

Giovani in servizio civile;

Associazioni ed Enti convenzionati.

Tariffa di Cortesia: € 2,00

Gratuito: Bambini fino a 6 anni, Portatori di handicap 

Biglietto famiglia: per i gruppi familiari composti da uno/due genitori con figli fino a 18 anni, l’ingresso per i figli è gratuito.

Di Michele

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