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L’Abbazia di Santa Maria del Pero a Monastier di Treviso

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L'Abbazia di Santa Maria del Pero a Monastier di Treviso | VenetoClub
Il chiostro della Meridiana, Abbazia di Santa Maria del Pero.

Dove si trova l’Abbazia di Santa Maria del Pero?

Situata in Via Monastero, 3, l’Abbazia di Santa Maria del Pero è l’edificio più antico di Monastier di Treviso (il toponimo del paese deriva infatti dalla parola “monasterium”) nonché uno dei più significativi punti di riferimento storici, architettonici e culturali della regione Veneto.

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Veduta aerea dell’Abbazia di Santa Maria del Pero e della campagna di Monastier di Treviso.
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Veduta aerea del chiostro della meridiana.

Le origini dell’Abbazia di Santa Maria del Pero

Fondata intorno al 958 d.C durante il Sacro Romano Impero a seguito di una donazione di Ottone I, il complesso abbaziale sorge nella serena cornice rurale della Bassa Trevigiana solcata dal limpido corso del Meolo. Anticamente chiamato Pero, questo importante snodo fluviale consentiva fiorenti traffici commerciali con la Laguna di Venezia.

Edificato in prossimità della Via Claudia Augusta, strada romana del I secolo d.C. che collegava la Pianura Padana alla Baviera, l’organismo architettonico si adatta sapientemente al fertile scenario campestre di Monastier di Treviso, scandito da floridi vigneti, sconfinati campi di granturco, candidi viali di pioppi cipressini, filari di platani e dense siepi di olmi, salici, acacie, pioppi e noci.

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Ingresso dell’Abbazia di Santa Maria del Pero.

Dai monaci benedettini alla soppressione napoleonica

Armoniosamente inserito in un parco secolare costellato di cedri, pini marittimi, robinie, faggi e molte altre piante d’alto fusto, il monastero conobbe il periodo di massimo splendore a partire dal 1479, anno in cui la proprietà passò a una congregazione Benedettina e venne affidata all’Abate di San Giorgio Maggiore in Venezia. Alla dominazione della Serenissima seguì quella di Napoleone, durante la cui supremazia, nel 1807, fu imposta la soppressione degli ordini monastici. Nel 1837 l’Abbazia di Santa Maria del Pero fu acquistata dalla famiglia nobile veneziana Ninni, di origine greca.

L’Abbazia di Santa Maria del Pero nella prima guerra mondiale

Durante la battaglia di Caporetto (24 ottobre – 12 novembre 1917), l’avanzata degli eserciti tedesco e austro-ungarico costrinse i soldati del Regio Esercito ad una ritirata di 150 km, stabilendo la nuova linea di difesa lungo il fiume sacro alla patria.

In questa fase del conflitto l’Abbazia di Santa Maria del Pero funse da ospedale da campo e ospitò Ernest Hemingway, all’epoca appena diciottenne, il quale si era arruolato come volontario e aveva prestato servizio come autista di autoambulanza dell’American Red Cross. Il giovane scrittore si occupava, inoltre, di comunicare informazioni ai soldati e di fornire loro generi di conforto nelle trincee. L’autore statunitense avrebbe poi ricordato le sue esperienze di guerra in questi territori nelle sue opere “Addio alle armi” (A Farewell to Arms) e “Di là dal fiume e tra gli alberi” (Across the River and Into the Trees).

Con un’altezza di 44 metri, la torre campanaria dell’Abbazia di Santa Maria del Pero veniva impiegata come posto di vedetta per segnalare l’avvicinamento delle truppe e degli aerei nemici. Per tale ragione, l’artiglieria austro-ungarica bersagliò il campanile colpendo però la chiesa abbaziale, di cui oggi rimangono solo le rovine.

Nei decenni successivi alla guerra la famiglia Ninni Riva continuò a vivere in questo gioiello di architettura. A partire dai primi anni 2000, grazie a meticolosi interventi di restauro, l’Abbazia di Santa Maria del Pero è stata riportata al suo originario fascino.

Il chiostro della Meridiana

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Panoramica serale del Chiostro della Meridiana.

Così chiamato per la presenza di due meridiane quattrocentesche, il chiostro rinascimentale è impreziosito da pregiate decorazioni a fresco e da un bassorilievo raffigurante San Giorgio che uccide il drago.

Incorniciata da ampie e ariose arcate a tutto sesto, l’area centrale del chiostro è in parte lastricata, in parte ingentilita da un giardino ben curato in cui crescono un rigoglioso olivo e uno scuro cipresso.

Adibito a ospedale militare durante la Grande Guerra, il cortile interno dell’ex monastero può ospitare fino a duecento persone e rappresenta l’ambiente ideale per organizzare incontri ed eventi memorabili, come riunioni aziendali, in un contesto riservato e suggestivo.

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Il chiostro della meridiana. A destra, il Portico dell’Abate, a sinistra, il Portico del Torchio.
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Veduta diurna del Chiostro della Meridiana
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Il Chiostro della Meridiana: la torre, il cipresso, il campanile

Il portico dell’Abate

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Panoramica serale del portico dell’Abate.

Ritmato da un incantevole colonnato che sorregge ampie arcate a tutto sesto, il portico settentrionale dell’Abbazia di Santa Maria del Pero è stato restaurato nel 2015. Con una capienza di centoventi persone, il portico dell’Abate regala vedute mozzafiato dell’ameno scenario rurale della tenuta e del limpido corso del Meolo, i cui sinuosi argini erbosi si estendono a breve distanza dal compendio.

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Il Portico dell’Abate, travi a vista.
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Scorcio del Portico dell’Abate, della torre e del campanile.

Il Portico del Torchio

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Il Chiostro della Meridiana. A destra, il Portico del Torchio.

In grado di accogliere centodieci persone, i vasti e luminosi ambienti del portico custodiscono un torchio della metà del Novecento, ancora funzionante.

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Veduta frontale del Portico del Torchio dalla prospettiva Portico dell’Abate.

La sala del Torchio

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La Sala del Torchio. Abbazia di Santa Maria del Pero.

Al di sopra del portico del Torchio, la Sala del Torchio può ospitare fino a cento persone. Ultimati nel 2021, i lavori di restauro hanno valorizzato il raffinato terrazzo alla veneziana e le eleganti geometrie delle travature in legno plurisecolari.

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La sala del torchio con terrazzo veneziano, mobili antichi, opere pittoriche.
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La sala del torchio. Soffitto a capriate lignee.

La sala della Regola

Gli ambienti del refettorio dei monaci dell’Abbazia di Santa Maria del Pero fungono oggi da esposizione di fotografie originali, tratte dall’archivio di famiglia, che illustrano il complesso abbaziale all’epoca della prima guerra mondiale. Il valore storico della sala è arricchito dalla presenza di una carrozza antica, da botti secolari, anticamente usate per la conservazione del vino.

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Le antiche botti nella cantina della famiglia Ninni Riva.

La Sala del Camino

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Il camino affiancato da due finestre.

L’atmosfera intima e riservata della sala, con travi a vista, è dominata dalla presenza del grande camino, ancora funzionante.

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La sala del camino, ambiente luminoso e accogliente con mobili d’epoca, fotografie storiche e opere pittoriche alle pareti. Soffitto con travi a vista.

La Sala di San Giorgio

Con una capienza di settanta persone, la luminosa Sala di San Giorgio è nobilitata da una collezione di opere d’arte appartenenti alla famiglia Ninni Riva.

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Abbazia di Santa Maria del Pero e parco alberato.

Il Brolo

Con un’estensione di 9000 m², il brolo è un’oasi di pace disseminata di pioppi, querce e noci. Se vi chiedete cosa fare a Monastier di Treviso, l’Abbazia di Santa Maria del Pero include tre splendide stanze ideali per chi desideri soggiornare nella dimensione intima e sospesa nel tempo di un’abbazia millenaria immersa nel verde.

l’Abbazia di Santa Maria del Pero concilia il fascino antico di un’accogliente e maestosa opera di architettura medievale con le più moderne comodità per garantire un’esperienza indimenticabile e fuori dal comune all’interno di una cornice naturalistica romantica e fiabesca.

Per maggiori informazioni in merito alle camere, alle suites e alle eccellenze vinicole prodotte nella tenuta vitivinicola si consiglia di visitare il sito abbaziadipero.it.

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