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Il Palazzo del Dazio a Cordignano (TV)

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Costruito nel primo decennio del Cinquecento per volere del Governatore del Feudo di Cordignano, il Palazzo del Dazio venne eretto presso l’antico ponte sul fiume Meschio a Ponte della Muda (coordinate: 45.94527910733177, 12.43992720658075). Lo storico borgo fluviale fu amministrato dalla nobile famiglia veneziana dei Rangoni di Spilamberto dalla metà del XV secolo fino al 1763, anno in cui la famiglia Mocenigo acquisì il dominio del feudo.

Edificio tra i più rappresentativi del comune di Cordignano, il Palazzo del Dazio si distingue per un maestoso porticato scandito da ampie volte a crociera sorrette da pilastri, ingentiliti dallo stemma nobiliare dei Rangoni.

La storia del Palazzo del Dazio è legata alla presenza di un’importante arteria stradale di origine romana, conosciuta sin dall’Alto Medioevo come Strada Regia, che metteva in comunicazione la città di Venezia con Udine e il nord Europa.

L’edificio rinascimentale ospitava i funzionari incaricati di controllare le merci trasportate da e verso Venezia e di riscuotere il relativo dazio doganale. Nel palazzo trovavano dimora anche i Cavalieri Dei Daciari del Sal Di Treviso che collaboravano con i gabellieri per contrastare il commercio illecito di sale nei territori più a sud, solcati dal fiume Livenza.

Le riforme amministrative introdotte da Napoleone nel 1806 portarono alla soppressione delle giurisdizioni feudali e il Palazzo del Dazio divenne conseguentemente obsoleto.

Il toponimo Ponte della Muda deriva dal ponte, costruito sull’antico corso del fiume, presso il quale era stato edificato il Palazzo del Dazio.
Termine radicato nel linguaggio del Nord Italia sin dal Medioevo, la parola Muda, in origine Muta, significava appunto tassa, dazio o gabella. Inoltre, in loco veniva effettuata anche la muda, ovvero il cambio dei cavalli.

La deviazione del corso del Meschio, resasi necessaria negli anni Trenta del Novecento per ragioni di sicurezza, comportò la demolizione dell’antico ponte.

Si ringrazia Gian Marco Mutton per la gentile collaborazione.

G. M. Mutton, Ponte della Muda: metamorfosi di un paese: documenti e testimonianze, Volume I, pagg. 27 – 34, Vittorio Veneto, 2013.

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