Museo Civico Antonio Giacomelli

Il Museo Civico Antonio Giacomelli ha sede presso Castel San Zeno di Montagnana, possente sistema architettonico e nucleo originario della famosa cinta muraria della città, il cui nome deriva dalla vicina chiesa di San Zeno.

Castel San Zeno e Mura Medievali

La costruzione del complesso monumentale ebbe inizio per volere del tiranno Ezzelino III da Romano nel 1242. 

L’edificio a pianta rettangolare (metri 46 x 26), che fino agli inizi del XIX secolo era circondato da un profondo fossato, ospita tutt’ora un suggestivo quanto vasto cortile interno.

La difesa del castello era garantita da massicce torri, di cui ne restano due, e dal possente mastio che costituiva  un punto di avvistamento di notevole importanza strategica.

La costruzione si ampliò sotto i Carraresi, nobile famiglia di Padova (ala nord) e successivamente in epoca veneziana (ala sud).

L’imponente sistema di fortificazione, originariamente sede degli eredi di Ugo il Grande di Toscana (vissuto tra il IX e il X secolo d.C.) è circondato da una delle cinte murarie medievali più maestose e meglio conservate nel Veneto.

Risalente al XIV secolo, il formidabile complesso difensivo, di cui ancora possiamo ammirare i merli guelfi, i fornici, i camminamenti,  e 24 torri perimetrali che si innalzano per circa 18 metri, si estende per circa due chilometri a difesa della città, comprendendo un’area di 24 ettari.

La creazione del monumentale sistema murario, costruito per volere dei Carraresi e realizzato in mattoni e trachite dei Colli Euganei, è  nata dalla necessità di proteggersi da eventuali attacchi da parte degli Scaligeri di Verona.

Il Museo: Sezione Archeologica e Lapidario

L’itinerario museale ha inizio a partire dalla Sezione Archeologica in cui sono esposti reperti di età preistorica e protostorica, risultato di una serie di campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza Archeologica del Veneto a Montagnana e nei territori limitrofi.

I ritrovamenti più antichi risalgono all’età tardo-neolitica ed eneolitica (fine IV-III millennio a.C.), nei pressi del famoso centro medievale di Palù e i Busi.

È possibile ammirare manufatti in selce di diversa fattura, tra cui punte di freccia e una grande lama di pugnale a ritocco foliato.

Il ritocco foliato si ottiene con una scheggiatura minuta praticata sui bordi del manufatto, distaccando schegge talvolta strette e allungate, talvolta coprenti l’intera superficie del manufatto.

La presenza di insediamenti nell’ area di Busi durante l’età del Bronzo (XVIII-XVI secolo a.C.) è testimoniata da numerosi tipi di boccali, scodelle, dolii(vasi in terracotta di forma globulare di notevoli dimensioni, usati per contenere olio, vino, oppure cereali, legumi ecc. da conservare nei magazzini) oltre a strumenti in selce e corno di cervo, attribuiti ad aspetti della cultura terramaricola e alla cultura di Polada.

Una serie di tombe ad incinerazione, rinvenute a Cognaro (Montagnana) e formate da vasi-ossuari che accoglievano i resti della cremazione, testimoniano una frequentazione intensa dell’area di Montagnana durante l’età del Bronzo (XVI-XIII secolo a.C.).

Alcune di queste urne presentano la tipica forma di vaso biconico con anse tubolari e decorazioni a bozze e larghe solcature.

I ritrovamenti di maggiore rilevanza storica nell’area di Montagnana tuttavia provengono dall’area di Borga S. Zeno nella quale, negli anni ’70, fu riportato alla luce un insediamento risalente all’età del Ferro (seconda metà IX e inizi del VIII secolo a.C.)

I ritrovamenti rivelano in modo piuttosto chiaro le attività domestiche e artigianali svolte nell’abitato.

Alle attività di preparazione dei cibi corrisponde una serie di piatti, scodelle, tazze, oltre alla presenza di scodelloni, olle e vasi biconici per la conservazioni delle derrate alimentari.

Le numerose fusaiole, i rocchetti, i pesi tronco-piramidali e i taralli che sopravvissuti alla prova del tempo testimoniano la pratica di filatura e tessitura praticata dalla popolazione stanziata nel territorio di Montagnana.

L’insediamento di Montagnana-Borgo S. Zeno ci ha permesso di riportare alla luce reperti che dimostrano notevole abilità artigianale quali la produzione di ceramica, l’industria del bronzo, la lavorazione di osso-corno e della pasta di vetro.

Tra i prodotti artigianali in bronzo è possibile ammirare un ripostiglio databile al X secolo a.C.

Il territorio di Ca’ Nogare (Borgo S. Zeno) ha restituito una serie di testimonianze funerarie di grande valore, portate alla luce in seguito alla scoperta di un sepolcreto ad incinerazione.

Le ceneri sono conservate in vasi di uso domestico detti ossuari, decorati con solcature elicoidali o a motivi geometrici. Oltre alle ceneri sono stati trovati al loro interno elementi ornamentali come anellini, oggetti di abbigliamento come fibule o utensili da lavoro come le fusaiole (piccoli dischi muniti di un foro al centro che, nel processo di filatura, sono infilati nella cocca inferiore del fuso per farlo girare in modo regolare).

L’arco cronologico che va dall’ VIII secolo a.C. fino alla fase di romanizzazione è documentato da una serie di sepolture rinvenute a Prato della Valle, fondo De Togni e Lago Zorzi. 

Le sepolture in quest’area erano costituite da vasi situliformi con funzione di urna (da situla: termine latino che significa “secchio” a forma tronco di cono che presenta, dall’alto al basso, un diametro progressivamente ridotto. Le situle erano usate comunemente nell’età del Ferro, ed erano prodotte da popolazioni come quella dei Veneti, degli Etruschi, dei Celti e dei Germani) e da vasi e oggetti dalle grosse perle in pasta di vetro.

Il lussuoso corredo funebre di un sepolcro maschile (rinvenuto a Ca’ Moro di Megliadino S. Fidenzio) documenta la fine dell’età preromana.

Il corredo funerario rivela l’usanza celtica di seppellire il defunto con armi ed utensili personali. Nella fattispecie è possibile ammirare una spada con il suo fodero originale, una punta di lancia, un coltellaccio, una cesoia.

L’età romana, documentata da reperti che vanno dell’epoca augustea a quella tardo-imperiale, attestano un popolamento sparso sul territorio.

Tra i resti archeologici, appartenenti a ville rustiche e sepolcreti, sono degni di nota le tessere musive (tasselli in pietra o pasta di vetro che compone la superficie di un mosaico), i resti di condutture in trachite di forma cilindrica, macine per cereali e una meridiana ricavata da un blocco di calcare.

I monumenti sepolcrali e gli ornamenti funerari attestano la pratica della cremazione tramite l’uso di urne a cassetta di tegole.

Uno dei monumenti lapidei di maggior valore per la pregiata fattura artistica che lo caratterizza è la stele in biancone (tipologia di marmo pregiato) che poggia su un basamento in marmo rosso di Verona e che presenta decorazioni a bassorilievo con una lunga iscrizione indicante lo status medio-alto della committente Postumulena Sabina.

Dove si Trova il Museo Civico Antonio Giacomelli ?

Porta Padova – Piazza Trieste, 15 – Montagnana (PD)

Chiama il numero 0429 81320 per contattare la biglietteria e l’ufficio turistico IAT

Sito Web: http://www.turismopadova.it/it/punti-di-interesse/museo-civico-giacomelli-montagnana

Museo Civico Antonio Giacomelli Orari:

Mercoledì, giovedì e venerdì: turno unico di visita alle ore 11.00

Orario Estivo

Sabato: turni di visita alle ore 10.30, 11.30, 16.00, 17.00, 18.00

Domenica e festivi: turni di visita alle ore 11.00, 12.00, 16.00, 17.00, 18.00

Orario Invernale

Sabato: turni di visita alle ore 10.30, 11.30, 15.00, 16.00, 17.00

Domenica e festivi: turni di visita alle ore 11.00, 12.00, 15.00, 16.00, 17.00

Il Museo è chiuso lunedì, martedì, a Natale e Capodanno.

Di Michele

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