Museo di Storia Naturale Montebelluna

Museo di Storia Naturale di Montebelluna: Il Museo

Le undici sale espositive del Museo di Storia Naturale di Montebelluna sono allestite al piano terra di Villa Biagi, antica abitazione signorile del XV secolo nella quale Andrea Barbarigio, mercante e proprietario della villa, si rifugiava per sfuggire alle frequenti epidemie di peste che all’epoca colpivano Venezia.

Il complesso abitativo, ampliato, ristrutturato e restaurato più volte, è formato da un corpo principale e da una barchessa (edificio rurale di servizio costituito da due ali laterali porticate che hanno origine nel corpo nobile della villa) che oggi ospita la sezione archeologica del museo, costituita da reperti databili dal Paleolitico medio all’età romana, rinvenuti soprattutto nel territorio di Montebelluna.

La tappa iniziale dell’itinerario ripercorre il processo di evoluzione della razza umana, tramite l’esposizione di calchi di crani di ominidi, cui corrispondono i relativi utensili in pietra.

L’area dedicata al Neolitico e all’età del Bronzo, periodo che va dal V al l millennio a.C., espone testimonianze di ceramiche relative alla cultura dei vasi a bocca quadrata, rinvenuti nel nucleo abitativo neolitico di Valle S. Lorenzo (Cornuda, TV), frammenti di falcetto in selce, di recipienti per derrate alimentari, e una macina con pestello ancora intatta.

Il resto della sala espone reperti dell’età del Ferro (l millennio a.C.) relativi alla cultura dei Veneti antichi.

Museo di Storia Naturale di Montebelluna: Le Tombe

Tomba n°12
Della notevole raccolta di corredi funebri spicca la tomba n. 12 di S. Maria del Colle, della quale è possibile ammirare una situla in bronzo, due asce bronzee spezzate ritualmente, una punta di lancia e un coltello con manico e fodero sempre in bronzo di pregiata fattura e decorato finemente. 

Tomba n°42
La tomba n 42 di Posmon, come confermato dalla tipologia del corredo e dall’analisi delle ceneri nella situla di bronzo, apparteneva ad una coppia. La cuspide di una lancia di ferro è infatti relativa alla sfera maschile, mentre la fusaiola in pasta di vetro e due scettri recanti incisioni e decorazioni a sbalzo sono riconducibili alla sfera femminile della società dell’ epoca.

Tomba n°43
La tomba n.43, accoglie con ogni probabilità le spoglie di un uomo, data la presenza di tre coltelli dotati di fodero e di una fibula tipo certosa di ferro (tipo di fibbia o spilla per sostenere e assicurare capi di abbigliamento, con arco più alto verso il capo, terminante con bottone rilevato alla staffa).

Tomba n°29
I corredi della tomba n.29, risalenti alla metà del V secolo a.C. testimonia i contatti con le popolazioni celtiche in Italia settentrionale.

Durante il II secolo a.C. il centro abitativo subì un lento e pacifico processo di romanizzazione fino a divenire, tra il 49 e il 42 a.C. uno degli insediamenti che gravitano nel municipium di Acelum (Asolo).

I reperti risalenti all’età romana provengono da corredi funebri di tombe a cremazione rinvenute nei territori di S. Maria in Colle e Posmon, occupati dall’età del Ferro all’età romana. 

Tra i reperti funerari di maggior interesse rinvenuti presso Montebelluna sono degne di nota due urne cubiche in pietra e una stele con i ritratti dei due defunti, risalente al l secolo d.C

Affascinante e suggestiva è la ricostruzione di una tomba detta alla cappuccina, (la cui forma ricorda infatti quella del cappuccio di un frate) realizzata con tegole (dal latino tegĕre «coprire») e coppi (questi ultimi sono le coperture per i tetti più antiche della storia, ovvero tegole curve e leggermente conica), in cui gli elementi del corredo sono stati collocati secondo la disposizione originale.

Tra i reperti del corredo sopraccitato emerge per la delicata fattura che la contraddistingue, una tazza invetriata con decorazioni vegetali in rilievo, detta skyphos, prodotta nel l sec d.C.

Tomba n°75
Dei numerosi corredi sepolcrali rinvenuti nelle necropoli pedecollinari è degna di nota la tomba n. 75, con tre ossuari e un contenitore dotato di coperchio recanti l’iscrizione dei defunti, probabilmente imparentati.

Relativi al banchetto funebre, è possibile ammirare tre olpai (brocche), tre bicchieri, tre patere (piatti) e un bicchiere in argilla dalle pareti sottili, anchesso recante l’incisione “di Aco” nome del loro celebre fabbricante.

La presenza delle incisioni dei sui vasi ossuari dei nomi dei defunti è un tratto tipico del tardo periodo della cultura veneta.

La transizione dalla cultura veneta al processo di romanizzazione è testimoniato dal tipo di incisioni presenti sui reperti esposti: dai caratteri venetici si passa prima alla traslitterazione (cioè riscrivere nomi o testi usando un sistema di scrittura diverso) in grafia latina, poi ad una fase bilinguistica che include sia l’iscrizione venetica che latina per arrivare infine alla designazione onomastica secondo il formulario latino.

Tomba n°4
Il vaso ossuario della tomba n. 4 reca l’incisione Pusilai in grafia latina, il cui significato è “per Pusila”(dativo arcaico). L’aggettivo Pusilla, ovvero piccola, potrebbe riferirsi quindi alla tomba di una bambina, ipotesi confermata dalla presenza di un piccolo braccialetto d’argento, una piccola fibula e una valva di conchiglia (per valva si intendono le parti mobili di cui è composta la conchiglia).

Tomba n°3

Tra i reperti funebri di maggiore valore storico e artistico emerge la tomba n.3, risalente al II secolo d.C., il cui corredo è costituito quasi esclusivamente da vetri, tra cui spicca una brocca di vetro blu decorata con gocce in pasta di vetro bianca, una brocca vitrea più piccola di colore viola, un calice recante tre gruppi di linee incise e una piccola coppa con strette costolature (cioè dotato di nervature in rilievo a fine decorativo) in vetro azzurro trasparente e un cucchiaino in vetro soffiato.

Sempre di grande valore per la pregiata fattura che lo caratterizza è uno specchio con manico sagomato, esposto accanto ad una fibula bronzea, un anello, un ago in ferro e frammenti di ago crinale (cioè uno spillone per sollevare e tenere fermi i capelli) in osso.

Il sito di scavo ci ha restituito una lucerna decorata con la figura di Mercurio in rilievo su disco e quattro balsamari in vetro deformati dal fuoco, oggetti provenienti da una sepoltura del l secolo d.C.

Tomba n°1
La tomba n. 1 ha conservato un curioso ossuario in terracotta, la cui forma riprende quella delle urne in pietra. Il rinvenimento del sepolcro ci ha restituito inoltre un raffinato servizio in vetro viola che include una bottiglia, un balsamario  e due coppe una delle quali è decorata con delicate e sottile bacellature (arte Rippenshale).

Tomba n°1
La scoperta della tomba n. 10 ha portato alla luce reperti di incredibile valore non solo per la rarità dei materiali impiegati per la loro creazione ma anche per le minuziose decorazioni che li caratterizzano e che testimoniano un’ impressionante abilità artigianale.

Degni di nota sono anelli d’argento a fascia e castone-sigillo costituito da una corniola (varietà rossastra del calcedonio) recante l’incisione di un cavallo al galoppo, una pasta vitrea blu con la rappresentazione di Atena e passanti di cintura in bronzo in buono stato di conservazione.

L’ultima sezione del museo è dedicata agli antichi insediamenti nella zona di Montebelluna. Nella zona centuriata pianeggiante, sul fondo di due cisterne per la raccolta di acqua piovana, sono stati rinvenuti oggetti di un vicino insediamento rustico , come due pesi di telaio, mole di macine, frammenti di brocche e anfore rotte.

Dalle campagne di scavo nella zona collinare sono stati rinvenuti resti di antiche abitazioni, come è testimoniato dalla presenza di tubature in terracotta (che probabilmente componevano un acquedotto) e di fistule, ovvero tubi in piombo di diametro ristretto usate per collegare l’acquedotto all’abitazione.

Si ipotizza che esistesse a Montebelluna una figlina, ovvero uno stabilimento di produzione di laterizi, della famiglia Messi, come testimoniato dalle lettere presenti nell’angolo di un mosaico, ovvero T (Titus), Messius T (imo).

Proprio in questa zona sono emersi lacerti bianchi e neri di un mosaico risalente al l secolo d.C. composto da tre pannelli, uno dei quali presenta al centro la lettera A, mentre un’altro le lettere OR.

Info Prezzi e Contatti del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna

Indirizzo:
via Piave, 51 31044 – MONTEBELLUNA (TV)

Contatti:
Sito Internet:
https://www.museomontebelluna.it/it
Email: info@museomontebelluna.it
Tel.: 0423-300465
Tel. Segreteria didattica: 0423602271 dal LUN. al VEN. 9.00 – 13.00
Fax: 0423602284

Orari:
Da martedì a venerdì: 10:00-12:00 e 14:30-17:30
Sabato e domenica: 10:00-18:00
Apertura per gruppi e scuole su prenotazione: orario continuato, tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00.
Chiuso lunedì e nei giorni: Natale, Capodanno, Pasqua, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre 

Prezzi:
Intero: €6,00;
Ridotto: €4,00  (Giovani fino ai 26 anni compiuti, adulti oltre 65 anni, gruppi minimo 10 persone, persone con disabilità);
Gratuito: Bambini sotto ai 6 anni, Insegnanti con tesserino ministeriale o certificazione da parte della scuola, giornalisti muniti di tesserino, blogger con accredito rilasciato dal museo, accompagnatore di persona disabile, minore nel giorno del suo compleanno e accompagnatore, adulto nel giorno del suo compleanno, soci ICOM e ANMS;
Pacchetto famiglia: €15,00 (2 adulti+ massimo 3 figli sotto i 18 anni)
Offerta nonno/a-nipote: €4,00  (offerta valida solo dal martedì al venerdì, ogni nipote aggiunto, +€1,00 euro)

Per informazioni circa le visite guidate clicca il link qui sotto!
https://www.museomontebelluna.it/it/info/orari-e-tariffe

Di Michele

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