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Parco Archeologico Didattico del Livelet a Revine Lago

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Parco Archeologico Didattico del Livelet a Revine Lago | VenetoClub
Palafitte nel Parco Archeologico Didattico del Livelet a Revine Lago incorniciate dalle Prealpi trevigiane.

Inaugurato il 12 Maggio 2007, il Parco Archeologico Didattico del Livelet nasce dall’unione degli intenti e delle sensibilità della Provincia di Treviso, della Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane e il Comune di Revine Lago, con l’obiettivo di valorizzare il vicino sito archeologico di Colmaggiore di Tarzo e le peculiarità naturalistiche della zona.

Dal 2009 la gestione è stata affidata tramite convenzione al Comitato Provinciale UNPLI Treviso, in collaborazione con il Comune di Revine Lago e il Consorzio Pro Loco Quartier del Piave. Dal 2018 fa parte della rete Parchi Archeologico didattici dell’Alta Marca Trevigiana.
Grazie ad un fruttuoso lavoro di squadra e di collaborazioni attive, nel 2023 il Parco ha superato i 16.000 visitatori.

Dove si trova il Parco Archeologico Didattico del Livelet?

Il Parco Archeologico Didattico del Livelet è situato in Via Carpenè, 31020 Lago (TV).

Scorci panoramici a Revine Lago

Confinante a nord con Limana e Borgo Valbelluna, l’incantevole paese di Revine Lago sorge ai piedi dei maestosi rilevi prealpini trevigiani e bellunesi, la cui grandiosa mole è ricoperta dalle chiome pungenti di abeti bianchi e rossi, di svettanti larici e da molte altre floride piante d’alto fusto.

Quando nei tersi giorni autunnali i raggi solari fendono la densa volta arborea, nel sottobosco regna un’atmosfera magica e sospesa nel tempo, il cui profondo silenzio è interrotto dal vivace scricchiolio del manto fogliare di querce, faggi, noccioli, olmi, frassini e aceri che avvolge rigogliose felci e rocce velate di muschio.

Dalla posizione dominante della dorsale prealpina, la luminosa distesa prativa del Pian de le Femene offre una veduta mozzafiato dei soleggiati versanti montuosi e della placida valle in cui si estendono il lago di Lago e il lago di Santa Maria. I due specchi d’acqua cristallini sono alimentati da profonde sorgenti sotterranee e dal corso del Piaveson, sinuoso torrente che sgorga dal gelido ventre carsico delle Prealpi trevigiane per poi sfociare nel lago di Lago, a circa 300 metri di distanza.

Durante la Glaciazione di Würm, nel periodo compreso tra il 90.000 a 10.000 a.C, un ramo del ghiacciaio del Piave si spostò dalla Val Lapisina in direzione sud ovest, plasmando in questo modo la vallata, fino all’attuale abitato di Gai, i due splendidi bacini lacustri e i declivi morenici boscosi che modulano il paesaggio più a sud.

L’origine del Parco Archeologico Didattico del Livelet

Le palafitte oggi visitabili sono state ricostruite grazie alle informazioni ricavate dalle campagne di scavo degli anni 80′ e 90′ nel sito di Colmaggiore, ma anche da altri “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”, iscritti nel 2011 nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, tra cui il sito trentino di Fiavè (TN). Gli scavi condotti dall’Università di Ferrara dal 2019 forniranno in futuro nuove informazioni utili a rinnovarle, in base alle più recenti scoperte, per dare un’idea il più fedele possibile della vita quotidiana in riva ai laghi fra Neolitico ed Età del Bronzo.

Sia le palafitte che gli oggetti d’arredo presenti nel Parco Archeologico Didattico del Livelet sono fedeli ricostruzioni realizzate sulla base di tali ritrovamenti archeologici.

Come vivevano i nostri antenati tra 6000 e 3500 anni fa?

Alcuni dei reperti più significativi rinvenuti nell’area includono resti di pali verticali e residui di legno carbonizzato. Con ogni probabilità, i tavolati e le massicciate in pietra riportati alla luce erano stati concepiti come fondamenta del sito palafitticolo e come opere di bonifica e di contenimento degli argini lacustri.

I manufatti legati alla vita quotidiana della primordiale comunità revinese includevano lame di selce scheggiata, raschiatoi impiegati per lavorare le pelli, punte di freccia nonché punteruoli e spatole in osso e resti di contenitori di ceramica.

Parco Archeologico Didattico del Livelet a Revine Lago | VenetoClub
Manufatti in ceramica nel Parco Archeologico Didattico del Livelet a Revine Lago (TV).

Nel sito di Colmaggiore, le attività di coltivazione dei cereali e dell’allevamento sono testimoniate dalla presenza di un falcetto in selce, da frammenti di macina e da ossa di mucche, capre, pecore e maiali domestici.

La scoperta di resti ossei di animali, fossili di semi, carbone vegetale e di frutti come nocciole, ghiande, castagne d’acqua e bacche di corniolo si è rivelata fondamentale per comprendere l’alimentazione dei nostri antenati e il tipo di flora e fauna che caratterizzava l’ambiente di quel periodo. La presenza di gusci di chiocciole e bivalvi d’acqua dolce conferma inoltre che i molluschi facevano parte della dieta dell’epoca.

Tali reperti dimostrano che le attività di cacciatore, pescatore e raccoglitore proseguirono anche a seguito dell’introduzione dell’agricoltura.

Il rinvenimento di una coppia di spade di bronzo di tipo Sauerbrunn e di un pugnale di tipo Peschiera, risalenti rispettivamente al XV e al XIII secolo a.C., attestano la frequentazione del sito anche a seguito dell’abbandono dell’insediamento di Colmaggiore.

Il Villaggio palafitticolo

Parco Archeologico Didattico del Livelet a Revine Lago | VenetoClub
Riproduzione di palafitte preistoriche nel Parco Archeologico Didattico del Livelet sulle sponde del lago di Lago a Revine Lago (TV).

Realizzate presso le rive del lago di Lago, sia su acqua che su terra, le abitazioni sospese sono collegate tra loro da robusti camminamenti in legno. Oltre a delimitare il perimetro del nucleo abitativo, le palizzate che circondavano le palafitte potevano estendersi in acqua per regolare il moto ondoso.

Durante il Neolitico, i tronchi per la costruzione delle palafitte venivano lavorati con asce di pietra, nelle età successive con asce di rame e di bronzo.

Le abitazioni del Parco Archeologico Didattico del Livelet sono state realizzate con specie arboree presenti nell’area come il castagno, la quercia, il nocciolo e il corniolo. I pali di sostegno delle strutture, tuttavia, sono stati realizzati in larice, tipologia di legname che pur non essendo presente a queste altitudini è stata selezionata per la sua stabilità, durevolezza e impermeabilità.

Le dimore sopraelevate e quelle su terreno bonificato si distinguono per un pavimento in travi di legno, coperto da uno strato di vegetali rivestito da assi di legno. Le abitazioni presso le sponde del lago presentano invece un pavimento in terra battuta, ghiaia e ciottoli.

Le pareti delle strutture sono realizzate con canne palustri e rami intrecciati coperti da intonaco realizzato con un impasto di argilla, sabbia e paglia.

Le dimore preistoriche erano concluse da un caratteristica copertura a doppio spiovente fatta di canne palustri e paglia. Nel tetto erano presenti delle aperture necessarie a fare uscire il fumo del focolare domestico, il quale risultava utile nel tenere alla larga parassiti e insetti.

Le tre abitazioni sono avvolte dalla rigogliosa vegetazione igrofila di salici bianchi, pioppi neri, ontani neri, saliconi e frangole. In questo ambiente lussureggiante è possibile scorgere eleganti aironi, garzette, nitticore, cormorani, poiane e diverse specie di picchio, solo per citare alcuni dei numerosi esemplari avicoli che in questa oasi di pace trovano il loro habitat ideale.

Parco Archeologico Didattico del Livelet a Revine Lago | VenetoClub
Villaggio del Parco Archeologico Didattico del Livelet a Revine Lago (TV).

L’estrazione e la lavorazione del rame

Intorno al 3.500 a.C., con l’inizio dell’Eneolitico in Italia, l’uomo imparò a lavorare il rame per la creazione di utensili e armi. In origine, il rame veniva raccolto esclusivamente allo stato nativo. A seguito dell’affinamento delle tecniche estrattive fu possibile ricavare il prezioso metallo da minerali come la cuprite, la calcopirite, la malachite e l’azzurrite.

La fusione del metallo avveniva all’interno di appositi crogioli di terracotta collocati sul fuoco, il quale veniva alimentato attraverso un cannello a fiato. Durante l’età del bronzo, l’invenzione del mantice si rivelò estremamente utile per velocizzare il raggiungimento della temperatura di fusione.

L’itinerario naturalistico

Partendo dal Parco Archeologico Didattico del Livelet, il percorso ad anello costeggia le sponde del lago di Lago ammantate di giunchi fino ad arrivare all’istmo e al ponte sul Canale Barche. Il sentiero circonda il lago di Santa Maria per poi inoltrarsi a Fratte, affascinante borgo storico splendidamente affrescato.

Il sentiero si snoda tra suggestivi ambienti tipici delle zone umide. Lungo il percorso, lo stagno cattura l’attenzione con la sua limpida superficie costellata di ninfee, morsi di rana e lenticchie d’acqua. Qui, il gaggiolo acquatico spicca con i suoi vivaci fiori gialli, armonizzandosi con la tonalità viola intensa della salcerella, i candidi fiori del Pallon di maggio e i giuncheti che orlano le sponde del laghetto abitato da molluschi e crostacei.

Particolarmente suggestiva è la visione delle libellule danzanti sul pelo dell’acqua, accompagnata dai vivaci cori gracidanti delle rane e dei rospi nascosti nella vegetazione.

Il sentiero si addentra nel giuncheto ammantato di sottili canne e brasche comuni, Salix caprea, carici e molte altre erbe e piante palustri. Oltre a fornire materiale utile alla creazione di cordame e manufatti intrecciati, la fiorente vegetazione del sito è ideale per la nidificazione di aironi, garzette, rondini, gallinelle d’acqua e cannareccioni, graziosi passeriformi canterini.

La salubrità di questa eccezionale oasi, autentico scrigno di biodiversità meritevole di essere tutelato e preservato, trova conferma nella presenza di volpi, faine e caprioli nel radioso sottobosco, nonché di anfibi come la rana di lataste e il rospo Bufo bufo. Tra le rare specie avicole che è possibile scorgere nel canneto si annoverano il tarabuso, trampoliere distinto da un piumaggio ocra scuro screziato di nero, il martin pescatore e il nibbio bruno.

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Laboratorio didattico per la produzione di manufatti in ceramica nel Parco Archeologico Didattico del Livelet a Revine Lago (TV).

Visitare il Parco Archeologico Didattico del Livelet: informazioni utili

Le visite al Parco Archeologico Didattico del Livelet sono sempre guidate. L’apertura al pubblico è di domenica e nei festivi da aprile a ottobre. Per le scuole, il Parco Archeologico Didattico del Livelet è visitabile da febbraio a novembre.

Oltre a esporre accurate riproduzioni di antichi manufatti, l’itinerario del Parco Archeologico Didattico del Livelet coinvolge visitatori di ogni età in un affascinante viaggio sensoriale volto a conoscere la cultura, la storia e la spiritualità dei nostri antenati vissuti tra 6000 e 3500 anni fa, stimolando la creatività dei partecipanti attraverso laboratori per apprendere l’evoluzione delle tecniche impiegate per forgiare spade di bronzo, creare utensili di pietra levigata, realizzare tessuti e produrre manufatti di ceramica.

Grazie alla guida di archeologi professionisti, delle guide naturalistiche dell’Associazione Naturalmente Guide e dei volontari della Pro Loco di Revine Lago, l’esplorazione del Parco Archeologico Didattico del Livelet e del percorso naturalistico nel quale il villaggio palafitticolo è armoniosamente inserito sarà un’esperienza indimenticabile.

Per maggiori informazioni in merito alle attività didattiche, agli orari e tariffe, è possibile consultare il sito parcolivelet.it

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