HomeComuni del VenetoCosa fare a Gaiba (RO): 3 idee
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Scopri cosa fare a Gaiba: la fiera di San Giuseppe, giro in bicicletta a Gaiba, l’oratorio di San Carlo Borromeo. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Gaiba?

Il comune di Gaiba confina a nord con Bagnolo di Po, a sud con Ferrara, a est con Stienta, a ovest con Ficarolo.

La fiera di San Giuseppe

Secondo il calendario liturgico, la celebrazione di San Giuseppe ricorre il 19 marzo. L’edizione 2024 della fiera di San Giuseppe si è svolta da sabato 15 a mercoledì 19 marzo.

Se vi chiedete cosa fare a Gaiba, la fiera di San Giuseppe è un’ottima opportunità per trascorrere la stagione primaverile all’insegna di emozionanti concerti, serate di danza, parchi di divertimenti e chioschi itineranti ricchi di invitanti specialità da gustare nella cornice della pianura rodigina solcata dal maestoso corso del Po.

Per maggiori informazioni in merito alla fiera di San Giuseppe è possibile consultare la pagina Facebook Comune di Gaiba.

Giro in bicicletta a Gaiba

Il punto di partenza dell’itinerario è Piazza S. Giuseppe. Lasciate alle vostre spalle il ingresso della chiesa di san Giuseppe, attraversate la piazza e continuate in direzione ovest affiancando il Teatro – Sala Civica, poi tenete la sinistra in Via Sabbioni.

Dopo circa 450 metri tenete la sinistra e procedete a sud per altri 350 metri, fino all’incrocio. Svoltate a destra e seguite Via Giovecca per 1 km addentrandovi nel sereno panorama campestre rodigino punteggiato di graziose dimore rurali circondate da campi di frumento.

Svoltate a sinistra e seguite Via Palantone all’ombra di un florido pioppeto. Raggiunta la sommità dell’argine svoltate a sinistra. Salvo segnali di divieto, procedete per 7 km lungo la sinuosa strada asfaltata che asseconda il fiume più lungo d’Italia, dalla cui superficie affiorano candidi isolotti plasmati dalla corrente e ricoperti di fiorente vegetazione selvatica.

Tra le località di maggior interesse naturalistico spicca l’area del Bonello, antica isola fluviale formatasi a seguito della deviazione del Po nel XII secolo che un intervento di bonifica ottocentesco collegò alla terraferma attraverso la costruzione di un argine. All’interno della fertile area golenale, circondato da campi di frumento e granturco, si staglia solitario un grazioso oratorio risalente alla prima metà del XVII secolo, meta ideale per gli amanti di storia e natura che si chiedono cosa fare a Gaiba.

L’oratorio di San Carlo Borromeo (44.94321745772159, 11.508541348968611)

Concluso da una facciata a doppio spiovente, il luogo di culto dedicato a San Carlo Borromeo è scandito da arcate cieche sulla facciata e lungo le pareti laterali. Coronato da una croce metallica, il frontone triangolare presenta al centro una decorazione circolare. Al di sopra del portale ligneo si apre una monofora a tutto sesto. Degno di nota è anche il campanile a base quadrata, inglobato nella struttura.

A questo punto (44.93461916601594, 11.547905518100341) discendete l’argine e seguite Via Argine Sabato fino all’incrocio con Via Eridania. Tenete la sinistra e attraversate le strisce pedonali, poi svoltate a destra e imboccate Via Argine Sabato.

Dopo 450 metri svoltate a sinistra e seguite Via Cavo Bentivoglio per 2 km assecondando il corso di un sinuoso canale dalle sponde erbose. All’incrocio tenete la destra e procedete lungo Via Maffei per 350 metri, poi girate a sinistra e seguite Via Argine Valle per 3,8 km.

Il tragitto si articola a sud ovest nella soleggiata campagna gaibese, solcata da un serpeggiante corso d’acqua e costellata di eleganti cascine e di fabbricati rustici secolari avvolti da campi di frumento dorati. All’incrocio con Via Tommaselle svoltate a sinistra e procedete per 1,2 km fino a raggiungere la strada regionale.

Tenete la destra e seguite la strada regionale per 500 metri fino a trovare alla vostra destra il florido giardino alberato di Villa Fiaschi e di Villa Stampanoni delimitato da un muricciolo in mattoni a vista, dopodiché svoltate a sinistra in Via Roma per tornare in Piazza San Giuseppe.

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