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Memoriale Brion ad Altivole: capolavoro di Carlo Scarpa

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Dove si trova il Memoriale Brion?

Memoriale Brion ad Altivole: capolavoro di Carlo Scarpa | VenetoClub
Viale di cipressi, il cimitero di Altivole, l’ingresso del Memoriale Brion anticipato da una conifera. Sullo sfondo, gli anelli intersecati dei propilei.

Capolavoro di Carlo Scarpa (Venezia, 2 giugno 1906 – Sendai, 28 novembre 1978), il memoriale Brion occupa un’area superiore ai 2.200 m² estesa lungo i lati est e nord del camposanto di Altivole, in Via Brioni.

Il complesso monumentale era stato commissionato nel 1969 da Onorina Tomasin-Brion in memoria del defunto marito Giuseppe Brion, scomparso il 12 settembre 1968.

Nato a San Vito d’Altivole il 26 maggio 1909, Giuseppe Brion era stato fondatore e proprietario di Brionvega, azienda di punta nella produzione di apparecchi di diffusione visiva e sonora nel secondo dopoguerra.

L’enorme successo di questa realtà imprenditoriale risiedeva nell’originale sintesi tra la tecnologia all’avanguardia dei dispositivi elettronici e la loro affascinante estetica avveniristica, ispirata al periodo in cui statunitensi e sovietici sfidavano le fredde e misteriose profondità del cosmo per approdare per primi sul suolo lunare.

Le linee arrotondate, futuristiche e accattivanti che distinguevano la produzione Brionvega facevano eco all’entusiasmo dell’era spaziale che dalla fine degli anni ’50 aveva conquistato l’immaginario collettivo, creando un design irresistibile, iconico e al di là del tempo.

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Porta circolare del tempietto del Memoriale Brion.

L’architettura di tomba Brion

Rialzata rispetto al piano campagna, l’area del memoriale si caratterizza per una disposizione a elle, delimitata da un perimetro murario in calcestruzzo inclinato di 60° che la separa dal sereno scenario agreste trevigiano, scandito da floridi campi di granturco e candidi viali di scuri cipressi.

I propilei

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Il cimitero di Asolo e i propilei.

Il memoriale è accessibile tramite un ingresso monumentale chiamato propilei, termine di derivazione greca che significa “situato davanti alla porta”, il cui esempio più rappresentativo è il grandioso colonnato del V sec. a.C. che dava accesso all’acropoli ateniese.

All’interno dei propilei tre gradini, spostati verso sinistra, collegano il piano del cimitero a quello rialzato del complesso monumentale.

Di fronte agli scalini si stagliano due anelli intrecciati, rappresentazione dell’amore e della felice unione matrimoniale tra i due coniugi. Gli anelli sono colorati a sinistra di rosa, a destra di blu, sia che li si guardi da est, sia che li si guardi da ovest, il che significa che su ogni anello sono presenti entrambi i colori, espressione poetica di come le identità di Onorina Tomasin e di Giuseppe Brion si completassero a vicenda.

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Gli anelli intrecciati dei propilei, decorati a sinistra con tessere musive rosa, a destra con tessere musive blu.

L’arcosolio

Ai propilei si collega un tunnel perpendicolare orientato secondo la direttrice nord – sud. Procedendo a nord si raggiunge l’arcosolio, arco tombale ribassato, in cemento, al di sotto del quale sono collocati i sarcofagi dei coniugi, la cui posizione inclinata simboleggia il dialogo e l’eterno legame tra Giuseppe e Onorina.

L’intradosso del maestoso arco che sovrasta i due sacelli è ingentilito da una volta celeste musiva con tessere blu, verdi e dorate.

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Memoriale Brion ad Altivole. A destra, i due anelli rosa e blu dei propilei. A sinistra in muro di cinta inclinato di 60°. Di fronte, l’isola del padiglione incorniciata da un ninfeo e da un canneto.

La Cappella di Famiglia, la Tomba Brion, il tempietto

Lungo il lato nord del complesso funerario sono disposte, oltre all’arcosolio, la tomba dei parenti, la sacrestia e il tempietto per le cerimonie funebri. Quest’ultimo è costituito da un cubo di cemento incorniciato da uno specchio d’acqua e da un viale di cipressi. Inserita in una zona appartata tra il memoriale Brion e il camposanto di Altivole, la tomba di Carlo Scarpa, che oggi accoglie anche le spoglie della moglie Nini Lazzari, è stata progettata dal figlio Tobia e da Fabio Lombardo, anch’egli architetto.

Il padiglione sull’acqua

Se dai propilei si procede a destra, uno stretto corridoio che consente il passaggio di una persona alla volta conduce al padiglione della meditazione. Circondato da una grande vasca d’acqua ammantata di ninfee. La copertura del piccolo edificio presenta internamente dei pannelli dorati, mentre i pannelli esterni sono in larice.

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Memoriale Brion, specchio d’acqua ammantato di ninfee.

Dalla posizione di questa elaborata isola artificiale lo sguardo è indirizzato a nord verso l’arcosolio, cui fanno da sfondo la torre campanaria della chiesa di San Vito e il suggestivo profilo dei Colli Asolani.

I sapienti giochi di luce, le imprevedibili e sinuose geometrie del complesso monumentale e l’uso magistrale dell’acqua come elemento di raccordo tra i vari elementi architettonici del Memoriale Brion generano un’atmosfera sacra che guida il visitatore alla scoperta di mondi antichi, da splendenti monumenti funebri ispirati alla civiltà etrusca a silenziose isole giapponesi popolate di pesci rossi, avvolte da ninfee e punteggiate di canneti.

Incastonato nel cuore campestre di Altivole, il Memoriale Brion è un’oasi concepita per dare valore al ricordo degli affetti più cari e alleggerire i turbamenti dell’animo. Immerso in una dimensione sospesa nel tempo, questo luogo contemplativo invita a riflettere sulla vita e sulla morte con sereno e imperturbabile distacco.

Orari di apertura e visite guidate

Accessibile gratuitamente, il Memoriale Brion è il primo e unico memoriale del FAI a livello nazionale.

Per informazioni in merito alle visite guidate, ai biglietti e agli orari si invita a consultare la sezione apposita del sito del FAI.

Durante le visite si invita a spegnere il cellulare e a mantenere un tono di voce basso.

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