Museo Atestino

Il sontuoso palazzo cinquecentesco che dal 1902 ospita il Museo nazionale atestino venne costruito all’interno della fortificazione militare del castello di Este, appartenente alla famiglia Mocenigo.

La nobile famiglia veneziana infatti, aveva ordinato la costruzione della propria villa a ridosso di uno dei bastioni trecenteschi del castello dei Carraresi.

Le finestre a volta e i parapetti in pietra rivelano a colpo d’occhio i caratteri di nobiltà ed eleganza della villa, all’interno della quale è possibile ammirare affreschi risalenti al XVll secolo.

I dubbi relativi all’attribuzione di tali opere, uniti al tema simbolico e leggendario che le caratterizza, conferiscono un elemento di mistero all’ambiente in cui tali affreschi sono inseriti, creando un atmosfera al tempo stesso coinvolgente e suggestiva.

Già dal 1834 il museo aveva sede nell’oratorio di Santa Maria dei Battuti, nel quale erano esposti ritrovamenti in pietra di epoca romana, oltre a corredi funebri preromani, rinvenuti nel territorio di Este dal 1876.

Il Museo è stato riaperto nel 1984 esponendo migliaia di reperti archeologici che ripercorrono la cultura della popolazione dei Veneti presenti nella regione dal primo millennio a.C.

Tra gli utensili risalenti al periodo tra il Paleolitico e la fine dell’età del Bronzo è possibile ammirare armi e attrezzi in selce, mentre i famosi vasi a bocca quadrata in ceramica, emersi in seguito a scavi a Castelnuovo di Teolo e Le Basse di Valcalaona, risalgono al periodo Neolitico.

Molti oggetti di uso comune testimoniano abitudini e rituali tipici delle popolazioni stanziate nel territorio attraversato dal fiume Adige durante l’età del ferro, tra i quali figurano:

  1. Recipienti usati in cucina
  2. Contenitori per la conservazione di granaglie
  3. Banco da lavoro in argilla
  4. Alari decorati con teste di animale, a testimonianza della notevole abilità dell’artigianato locale.

Museo Atestino | VenetoClub

L’esposizione dei corredi funebri, ordinata dal X al lll secolo a.C. non solo dimostra la pratica diffusa della cremazione e della conservazione delle ceneri in apposite urne funerarie, ma permette inoltre di apprezzare le evoluzioni sociali ed economiche della comunità Atestina.

La pregiata fattura di alcuni corredi funebri e dei relativi ornamenti permettono di comprendere non solo l’età e il genere del defunto, ma anche la sua estrazione sociale.

Uno dei ritrovamenti più impressionanti è quello del vaso a forma di uccello acquatico del complesso Pelà 2, il quale, pur facento parte di un corredo funebre piuttosto umile, colpisce per il suo stato di conservazione quasi perfetto, nonostante la fragilità del materiale che lo costituisce e i secoli che lo separano dalla sua creazione (IX sec. a.C.).

Il reperto che gode di maggiore fama nel museo è la situla di bronzo della Benvenuti 126, risalente alla fine del Vll sec. a.C., eccellente esempio di sbalzo sul rame arricchito da preziose incisioni che mostrano scene che vanno dalla vita campestre, ad offerte a divinità, a rappresentazioni di guerrieri e prigionieri alternati ad immagini di creature reali e leggendarie.

Altri reperti di notevole valore artistico e storico sono senza dubbio gli alfabetari e gli stili scrittori bronzei provenienti dal santuario di Baratella, i quali, oltre a testimoniare l’abilità degli artigiani che li hanno creati, attestano l’insegnamento della scrittura da parte di vestali dedicate al culto della dea Reitia.

Il corredo funebre più celebre presente nel museo è senza dubbio la tomba di Nerka Trostiaia, nobile donna vissuta proprio a Este nel lll secolo a.C., di cui è stato ricostruito e d esposto il ricco corredo funebre che ha accompagnato le sue spoglie all’interno tomba monumentale a doppio spiovente.

A testimonianza del processo di romanizzazione del territorio di Este e dell’agro sono esposti ccorredi appartenenti a necropoli romane accompagnati da monumenti funerari, a cui si aggiungono, nelle sale successive, allestimenti che mostrano aspetti tipici della vita quotidiana, tra cui figurano materiali romani di provenienza abitativa ed un frammento di soffitto decorato a fresco rinvenuto nella domus scoperta presso villa Albrizzi.

 

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LE INFORMAZIONI RIPORTATE QUI SOTTO VI SARANNO SENZ’ALTRO UTILI!

Il Museo Nazionale Atestino di trova in:  Via Guido Negri, 9/c – 35042 Este (Padova)

Potete contattare il museo tramite l’indirizzo mail: pm-ven.museoeste@beniculturali.it

oppure chiamando il numero: 39 0429 2085

Orario di apertura: 8.30 – 19.30 tutti i giorni (la biglietteria chiude mezz’ora prima)

Giorni di chiusura: Capodanno – Natale (salvo diverse disposizioni ministeriali)

PREZZO DEI BIGLIETTI:

Intero € 5,00;

Ridotto € 2,00 per i cittadini dell’Unione Europea dai 18 ai 25 anni;

NOTA BENE!

L’ingresso è gratuito per i cittadini dell’Unione Europea, di età inferiore ai 18 anni (visitatori con meno di 12 anni debbono essere accompagnati).

Per ulteriori informazioni potete visitare i siti:

http://www.atestino.beniculturali.it

www.beniculturali.it

Per conoscere le giornate ad ingresso gratuito:

www.iovadoalmuseo.beniculturali.it

Di Michele

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