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Cosa fare a Tombolo in provincia di Padova: 4 idee

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Scopri cosa fare a Tombolo. La festa di Sant’Andrea, la chiesa di Sant’Andrea Apostolo, Villa Cittadella Giusti, il parco palude di Onara, Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Tombolo?

Il comune di Tombolo confina a nord con Galliera Veneta, a sud con San Giorgio in Bosco, a est con San Martino di Lupari e Villa del Conte, a ovest con Cittadella.

La festa di Sant’Andrea

L’edizione 2022 della festa si è svolta nei fine settimana del 19 e 20 novembre, il 26 e 27 novembre ed il 3 e 4 dicembre.

Esperienza consigliata per gli intenditori di buona cucina alla ricerca dei sapori autentici e prelibati della gastronomia veneta, l’evento prevede squisiti piatti a base di carne come i bigoli al ragù di salsiccia, fette di musetto con cren e sottaceti, selezioni di affettati di prima scelta nonché la tradizionale lingua salmistrata, solo per citare alcune delle pietanze che potrete assaporare durante la rinomata manifestazione culinaria.

Piatto forte della celebrazione sarà il gustoso lesso, specialità tipica del nord Italia cotta lentamente in brodo con carote, sedano e cipolla.

Per rimanere sempre aggiornati in merito ai prossimi appuntamenti della festa di Sant’Andrea si consiglia di visitare la pagina Facebook Pro Loco Tombolo.

Se vi chiedete cosa fare a Tombolo e desiderate intraprendere un viaggio sensoriale che valorizzi gli aromi dei prodotti genuini della regione, partecipare alla festa di Sant’Andrea è un’esperienza certamente consigliata!

Chiesa di Sant’Andrea Apostolo

Incastonata nel cuore storico del paesino rurale dell’alta padovana, la solenne struttura della chiesa ricorda quella di un antico tempio greco.

Situato in Via Chiesa Tombolo, 2, il luogo di culto è accessibile tramite un massiccio portale timpanato anticipato da un imponente pronao scandito da quattro colonne ioniche che sorreggono l’architrave, il fregio ed il frontone triangolare dentellato ingentilito da un affresco raffigurante Sant’Andrea, circondato da angeli, che impugna la pesante croce decussata con la quale è stato martirizzato.

Racchiusa da un grande arco a tutto sesto, la stessa scena si ripete al di sopra del portone ligneo. Ritratto con una veste blu e rossa, il santo apostolo è avvolto da nuvole luminose e paffute che nascondono quasi completamente la volta celeste, di cui si intravede uno spicchio in basso a sinistra. I contrasti chiaroscurali delle nubi generano una suggestiva veduta prospettica animata da angioletti che sorreggono la croce di Sant’Andrea.

Se vi chiedete cosa fare a Tombolo, l’incantevole luogo di culto custodisce uno splendido organo a canne e altari in marmi policromi di pregiata fattura.

Villa Cittadella Giusti

Situati in Via Sen. G. Cittadella, i ruderi della proprietà signorile sono cinti da una densa cortina vegetale formata da pioppi, acacie e aceri campestri avviluppati ad una schiera compatta di canne di bambù selvatico all’apparenza impenetrabile.

Ammantato da un fitto strato di edera che ne infesta la superficie fino a raggiungerne la merlatura a coda di rondine, l’arco di accesso è in parte nascosto da rigogliosi ligustri, oleandri, maestosi cedri e sinuosi esemplari di albero della carta (broussonetia papyrifera).

Simile ad un castello incantato protetto da due massicce torri, il cuore delle nobili vestigia è fiancheggiato da eleganti adiacenze rustiche porticate.

Il parco palude di Onara

Situata nell’omonima frazione di Tombolo, l’incantevole oasi è accessibile tramite un viale di cipressi svettanti presso l’oratorio di Santa Margherita, grazioso edificio risalente a circa novecento anni fa, armoniosamente inserito in un praticello ben curato in Via degli Ezzelini, 7.

Il sito naturalistico è attraversato da serpeggianti camminamenti di legno da cui è possibile contemplare la lussureggiante vegetazione arborea e arbustiva che include varietà di platani, biancospini, platani, salici, ontani ed un florido manto di equiseti, giunchi e canneti lambiti dalle limpide sorgenti gorgoglianti del fiume Tergola. Dalla superficie cristallina dei fontanili si intravedono folti ciuffi brillanti di erba gamberaia mossi lentamente da gelide correnti.

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