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Cosa fare a Crespadoro in provincia di Vicenza: 3 idee

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Scopri cosa fare a Crespadoro: la festa delle castagne, la cascata dei Papalini, il sentiero dei presepi. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Crespadoro?

Il comune di Crespadoro confina a nord con Recoaro Terme, a nord est con Valdagno, a nord ovest con Ala, a sud est con Vestenanova, a sud ovest con Selva di Progno, a est con Altissimo, a ovest con Selva di Progno.

La festa delle castagne

La festa popolare si svolge ogni anno, tranne rare eccezioni, nel mese di ottobre, L’edizione 2022 si è svolta da venerdì 14 a domenica 16 ottobre nella frazione di Durlo.

L’evento valorizza il prelibato frutto attraverso dolci caserecci, creme di marroni e di castagne, sia tramite le tradizionali caldarroste cucinate su fuochi scoppiettanti in grandi padelle forate.

Oltre al mercatino di prodotti tipici e agli spettacoli di musica dal vivo, il programma prevede comode aree di ristorazione in cui gustare piatti gourmet a base di castagne.

Se vi chiedete cosa fare a Crespadoro e desiderate trascorrere la stagione autunnale in modo vivace e spensierato tra bicchieri di vin brulè, calici di vino, musica dal vivo ed assaporare il frutto simbolo di una terra salubre incastonata nei monti Lessini, partecipare alla festa delle castagne potrebbe fare proprio al caso vostro!

La cascata dei Papalini

Il punto di partenza è la località di Ferrazza. Lasciate il ristorante alla vostra sinistra e seguite Via Ferrazza, dopodiché procedete lungo Via Papalini dove inizia il sentiero che asseconda il corso del Corbiolo e regala incantevoli vedute del vibrante patrimonio floreale, arbustivo e arboreo che ombreggia la stradina bianca come una lussureggiane volta di fronde.

Durante il silenzioso tragitto troverete un candido capitello affrescato, ponticelli che regalano affascinanti scorci di rivoli gelati, un rudere secolare in parte divorato da piante infestanti, una raffigurazione sacra dipinta su una roccia, forse di San Francesco. La presenza della cascata è annunciata dal fragore del corso d’acqua che scivola da una superficie calcarea simile ad un imbuto e si abbatte sulle rocce. Passando al di sotto di una fenditura è possibile contemplare questo ameno angolo di natura da diverse suggestive prospettive.

Il sentiero dei presepi

Il punto di partenza dell’itinerario è la chiesa parrocchiale di Campodalbero in Via Bauci. Seguite Via Bauci lasciando alla vostra sinistra il camposanto all’ombra di alti e scuri abeti. Dopo pochi metri compare il primo presepio del percorso, all’interno di un secchio di legno. Le figure di Maria, san Giuseppe e Gesù bambino, realizzate in stoffa e lana, sono adagiate su una superficie di muschio mentre sullo sfondo brilla una stella cadente dorata.

Tenete la destra nel sentiero in terra battuta che discende il verde pendio fino ad arrivare a contrà Rope. Il secondo presepio include le statuine dei re magi, del bue, dell’asinello e di un’agnello, inserite in una minuta capanna ornata esternamente da una cornice di edera.

Procedete in discesa lungo il sentiero che attraversa l’abitato e si inoltra nella densa vegetazione boschiva parallelamente a Via Zanconati. Anch’essa realizzata in un catino di legno, la scena della natività situata lungo il percorso poco prima di contrà Riva presenta, oltre alle figure di Maria, Giuseppe e del bambin Gesù, la scultura di due candide mani congiunte.

Sorto sul versante alberato dei monti Lessini da cui si gode di una veduta ad ampio raggio delle piccole dolomiti, il pittoresco villaggio espone una miniatura dell’antica stalla, descritta nei vangeli di Luca e Matteo, in una grande vasca quadrangolare da cui sgorga acqua cristallina.

Il plastico consiste in unabitazione a due piani, a doppio spiovente, affacciata su un soffice prato di muschio con caprette e pastori. Al fianco della dimora è collocata la grotta in cui è raffigurata la nascita di Cristo. Al di sopra dell’antro si trova un capanno da cui si affaccia l’arcangelo Gabriele.

La seguente tappa del cammino, durante il quale troverete la scultura di una civetta ed un grazioso presepio, è contrà Zanconati.

Alcune delle rappresentazioni del sacro evento natalizio sono realizzate vicino a grandi fontane che alimentano minuscole ruote di mulini ad acqua, altre riproduzioni della città di Betlemme sono inserite nei davanzali delle finestre, dove ciuffi di muschio e rametti di abete fuoriescono dalle grate di ferro.

Un’altra creativa interpretazione mostra un’anfora di terracotta da cui trabocca della fine ghiaia che dilaga in un manto di sassolini più grandi su cui si arrampicano gli abitanti di minuscole casette di cartone, legno e paglia collegate da ponticelli e gradinate.

Superata la statua di un gufo dalle ali spiegate ed un capitello con il simulacro di un santo con due colombe (forse San Gregorio), visibile attraverso un sinuoso motivo floreale in ferro battuto, si giunge in contrà Langari, un gruppetto di case e stalle di pietra tra le quali sorgono una fontana ed un capitello coperto in primavera ed estate di campanelle bianche e primule colorate.

Il percorso continua ora verso nord assecondando il corso del Chiampo dalle rapide zampillanti. Tra la folta vegetazione si scorge una famiglia di volpi scolpita tra folti intrichi di rami, presepi nascosti nelle cavità di tronchi sulle rive di gelidi torrenti.

Contrà Graizzari di sopra e contrà Graizzari di sotto sono ricche di arte, affreschi di scenari bucolici, piccoli villaggi lambiti da ruscelli tra rocce velate di muschio, folletti, gnomi e animali scolpiti nel legno, scene della natività dipinte nelle cavità arboree.

Il tracciato in terra battuta si snoda lungo il fianco del monte fino ad arrivare a Laghetto di Campodalbero, amena borgata incastonata tra ripidi pendii. Questa località è ideale per riposarsi e prendere il sole sul greto del fiume lasciandosi cullare dallo scrocio di limpide cascate.

La meta successiva è contrà Lovezzi, nella quale emerge per originalità un presepio allestito in una barchetta a vela le cui pale sono azionate dal getto di una fontana.

La vegetazione arborea si dirada lasciando spazio a vaste radure erbose. In contrà Lovati di sotto la millenaria stalla della tradizione cristiana è riprodotta in capanne di legno e paglia. L’estro e la fantasia si esprimono anche tramite la sagoma dipinta di un orso che pesca in un ruscello e splendide opere pittoriche di scenari montani.

Il sentiero riporta alla chiesa di Campodalbero, decorata con un affresco della natività nel quale emergono due fonti di luce: la stella cadente che illumina il cielo notturno e la capanna di paglia e le aureole di Gesù bambino, Maria e San Giuseppe che irradiano l’interno della stalla.

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