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Cosa fare a Marano Vicentino: 3 idee

Scopri cosa fare a Marano Vicentino: la sagra del Carmine, la festa del mais, la chiesa di Santa Maria Annunziata. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Marano Vicentino?

Il comune di Marano Vicentino confina a nord est con Zanè, a nord ovest con Schio, a sud con Malo, a est con Zanè e Thiene, a ovest con Schio e San Vito di Leguzzano.

La sagra del Carmine

La commemorazione della Vergine Maria del Monte Carmelo si tiene ogni 16 luglio anche se la celebrazione ha luogo anche nei giorni immediatamente precedenti successivi a questa data. L’edizione 2022 della sagra del Carmine si è svolta dal 15 al 18 luglio. Per tenervi aggiornati in merito al prossimo appuntamento della fiera si consiglia di visitare il sito del comune.

La fiera è allestita come ogni anno negli ampi spazi dei campi sportivi in Viale Europa e include vaste aree di ristorazione nelle quali potrete assaporare squisite pietanze della gastronomia vicentina, tra cui prelibati bigoli e gnocchi al ragù d’anatra, patate fritte e specialità di carne sfrigolante alla griglia il cui aroma invitante si diffonde all’interno delle grandi tensostrutture. Non mancheranno fiumi di birra e qualità vinicole di prima scelta.

Alle solenni funzioni liturgiche l’evento concilia serate danzanti al ritmo di talentuosi gruppi rock, sonorità latino americane e orchestre per ballare il liscio.

La ricorrenza prevede inoltre tranquille passeggiate alla scoperta dell’ameno paesaggio rurale maranese e sarà conclusa da spettacolari scenografie di fuochi d’artificio.

Se vi chiedete cosa fare a Marano Vicentino e desiderate trascorrere l’estate all’insegna di musica dal vivo e tipicità locali da far venire l’acquolina in bocca, partecipare alla sagra del Carmine potrebbe fare proprio al caso vostro!

La festa del Mais

La festa del mais si svolge ogni anno nella prima metà di ottobre nell’area degli impianti sportivi in Viale Europa, 50. L’edizione 2022 della sagra si è tenuta dal 7 al 9 ottobre e riunisce sia la popolazione locale che turisti e avventori da ogni parte della regione.

A rendere la celebrazione folcloristica tanto coinvolgente sono le rievocazioni che tramandano le secolari attività artigianali e agricole che scandivano le giornate dei nostri nonni e bisnonni.

Fondamentale per il sostentamento della comunità, la coltura del granturco riuniva un tempo intere famiglie durante i lavori di aratura, di semina, di raccolta e di lavorazione del mais.

Le pannocchie venivano sgranate a mano nei cortili delle cascine, la molitura dei chicchi avveniva tramite pesanti macine azionate dalle acque di limpidi torrenti incanalate in rogge di pietra, i botoli venivano impiegati per accendere il fuoco e le foglie secche del mais venivano usate anche per creare elaborati cesti.

La farina di mais veniva mescolata e cotta in grandi paioli per preparare la polenta, alimento nutriente e ricco di carboidrati, proteine e sali minerali, diffusissimo nel nord Italia e soprattutto nelle comunità contadine.

Per vincere la noia, i bambini intrecciavano le foglie delle spighe di granturco per costruire bambole, animali, usavano i tutoli come barchette e si perdevano rincorrendosi nei labirinti di alti steli secchi allenando così, senza rendersene conto, creatività, intelligenza pratica e spirito di iniziativa, virtù che i moderni mezzi di comunicazione virtuali, la cui diffusione è sempre più pervasiva soprattutto tra i giovani, affievoliscono e rimpiazzano con superficiale intrattenimento sempre a portata di mano che tende ad atrofizzare l’immaginazione ed alienare dal sole e dalla natura.

Se vi chiedete cosa fare a Marano Vicentino e vi incuriosisce l’idea di fare un viaggio nel tempo per riscoprire le antiche usanze che legavano l’uomo alla terra in un clima spensierato all’insegna di laboratori artigianali, esibizioni di macchinari e trattori d’epoca e prodotti gustosi e salubri, visitare la festa del mais è un’esperienza certamente consigliata!

La chiesa di Santa Maria Annunziata

Erta nel centro storico del comune Via IV Novembre, 22, la parrocchia si distingue per una maestosa facciata neoclassica ritmata da quattro semicolonne corinzie che incorniciano due nicchie semicircolari ornate da due statue: a sinistra una figura alata, a destra una figura femminile, entrambe coronate da un’aureola.

A completare lo sviluppo verticale della struttura è il frontone triangolare dentellato culminante con tre eleganti sculture.

Accessibile tramite una candita scalinata, il luogo di culto è circondato da vegetazione arborea ben curata che include cedri scuri e imponenti, olivi dal tronco nodoso e pallido, svettanti cipressi, tassi dalle innaturali chiome tondeggianti e una magnolia dalle foglie lucide e brillanti al sole.

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