Orto botanico dell’Università degli Studi di Padova

Orto botanico dell'Università degli Studi di Padova | VenetoClub

Dove si trova l’Orto botanico dell’Università degli Studi di Padova?

Situato in Via Orto Botanico, 15, 35123 Padova (PD), l’Orto botanico dell’Università degli studi di Padova rappresenta una delle mete naturalistiche più preziose, delicate e affascinanti a livello mondiale.

Nato come horto medicinale, il sito naturalistico è infatti il più antico Orto botanico universitario ad aver mantenuto inalterata la propria collocazione, oltre ad aver conservato le proprie caratteristiche originarie in modo quasi totalmente inalterato a partire dalla sua fondazione nel 1545.

Incastonato nel cuore storico della città di Padova, l’Orto fa parte del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1997 in quanto l’incredibile ricchezza del patrimonio di biodiversità in esso custodita (3.500 specie distribuite in un’area di 3,5 ettari) ha facilitato nel corso dei secoli l’evoluzione di discipline scientifiche come la botanica, la medicina, la chimica, l’ecologia e la farmacia.

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La progettazione dell’Orto botanico di Padova

Realizzato grazie alla sollecitudine di Francesco Bonafede (1474 – 15 febbraio 1558), botanico, medico e titolare presso l’Università di Padova della cattedra di “lettura dei semplici” (volta ad aiutare gli studenti a identificare le piante medicinali),

il sito naturalistico presenta una complessa struttura formata da un cerchio con un quadrato inscritto, suddiviso a sua volta in quattro quadrati individuati da due viali perpendicolari.

Il rigore geometrico che distingue gli ambienti dell’antico Orto non è fine a se stesso: l’impostazione riproduce allegoricamente un microcosmo vegetativo in accordo con il principio filosofico di armonia tra essere umano e universo.

Il sapiente equilibrio tra il linguaggio di arte e architettura ed il simbolismo del mondo naturale rende l’Orto patavino punto di riferimento nonché modello esemplare per l’istituzione di altri Orti botanici in tutta Europa.

Divisi in aiuole collocate a formare suggestivi disegni geometrici, i quattro quarti, o spalti, prendono il nome dalla pianta che maggiormente li caratterizza: magnolia (sud-ovest), ginkgo (nord-ovest), tamerice (nord-est) e albizzia (sud-est).

La presenza di specie tanto rare e delicate quanto preziose rese necessaria, nel 1552, la costruzione di una muratura perimetrale, mentre agli inizi del XVII secolo risalgono la costruzione di quattro portali monumentali, l’appianamento del dislivello tra i viali e gli spalti nonché la collocazione di sei fontane in corrispondenza dei quarti e all’incrocio dei viali.

All’introduzione dell’Arboretum si aggiunsero in seguito due ulteriori fontane, una dedicata al filosofo greco Teofrasto e una ornata da busti marmorei raffiguranti le quattro stagioni.

Il teatro botanico, le serre in muratura e le tre ampie meridiane risalgono invece alla prima metà del XIX secolo.

Il giardino delle biodiversità

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Ideato dall’architetto Giorgio Strapazzon e inaugurato nel 2014, il giardino delle biodiversità presenta cinque serre che riproducono i biomi arido, temperato, mediterraneo, tropicale e sub-tropicale.

Il visitatore avrà modo di scoprire ed osservare 1300 specie vegetali custodite nel loro habitat ideale attraverso due itinerari:

Le piante e l’ambiente: percorso che illustra il variegato patrimonio vegetativo delle aree climatiche di America, Africa, Asia
Europa temperata, Oceania.

Le piante e l’uomo: suddivisa in quattro aree, questa sezione del giardino indaga il rapporto tra l’essere umano e la vegetazione, dal processo di selezione di piante con finalità medicinali e alimentari alla rivoluzione agricola che 11.000 anni fa ha portato gli esseri umani a trasformarle e produrle in modo più efficace.

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Le piante storiche

Palma di Goethe

Messa a dimora nel 1585, la secolare Palma di San Pietro è la pianta più antica dell’Orto botanico. Pur essendo una pianta erbacea di ridotte dimensioni, la pianta appartenente alla famiglia delle Chamaerops humilis custodita nell’Orto patavino ha raggiunto un’altezza di ben 12 metri grazie alla coltivazione in serra.

Il nome pianta di Goethe deriva dalla visita dell’omonimo scienziato e scrittore che il 27 luglio 1786 osservò e descrisse lo splendido arbusto durante il suo viaggio in Italia.

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Palma di Goethe. Orto botanico di Padova.

Platano orientale

Il maestoso platano fu messo a dimora nel 1680 e si caratterizza per una folta chioma ombrosa ed un fusto alto e possente. Il Platanus orientalis è comune in un’area che si estende dalla regione mediterranea orientale sino ad Est dell’Himalaya. Particolarità di notevole suggestione e interesse botanico è che l’albero, reso cavo dopo essere stato colpito da un fulmine, continui a vegetare in modo rigoglioso grazie ai tessuti di conduzione ancora funzionanti situati nella parte esterna del fusto.

Ginkgo biloba

Messo a dimora nel 1750, il grandioso albero secolare appartenente alle Gimnosperme è originario della Cina e risale a 250 milioni di anni fa. Conosciuto anche con il nome di capelvenere per l’intensa colorazione dorata che le sue foglie assumono nella stagione autunnale, il Ginko Biloba è uno degli alberi più spettacolari nell’Orto botanico.

Magnolia grandiflora

Originaria delle regioni meridionali degli Stati Uniti, l’esemplare custodito dal 1786 nell’antico Orto patavino è probabilmente la prima magnolia grandiflora introdotta in Italia.

La pianta può raggiungere altezze considerevoli di 20-30 metri, anche se quella custodita nell’omonimo quarto dell’Orto si caratterizza per dimensioni più modeste.

Di questa pianta arborea colpiscono con il loro fascino sgargiante i fiori candidi e i frutti di color rosso vivo nonché le eleganti foglie lanceolate, di un verde lucido nella pagina superiore e scuro in quella inferiore.

Natura, arte, architettura, filosofia e scienza si armonizzano in un incantevole microcosmo sapientemente inserito nel tessuto urbano della città tra le basiliche di Sant’Antonio e di Santa Giustina. L’ambiente riposante del giardino e dell’Orto si concilia con gli stimolanti itinerari informativi capaci di suscitare la curiosità e la meraviglia dei visitatori che li percorrono, rendendo l’Orto botanico patavino una delle mete più consigliate al mondo sia per gli amanti di serene passeggiate immerse nel verde sia per studiosi e appassionati della scienza botanica risoluti a difendere e preservare il fragile e fondamentale valore della biodiversità.

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