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Villa Minelli a Ponzano Veneto (TV)

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Villa Minelli a Ponzano Veneto (TV) | VenetoClub

Villa Minelli, giardino interno, 2009
Credits: Corrado Piccoli/Benetton Group

Incastonato nel cuore di Ponzano nella fertile cornice della pianura trevigiana, il complesso di Villa Minelli è un gioiello di architettura del XVII secolo avvolto da un florido vigneto e da un radioso giardino alberato.

Situata in Via Villa Minelli, 1, la residenza signorile sorge a breve distanza dalla via Postumia, strada consolare romana del 148 a.C. che metteva in comunicazione Genova e Aquileia.

L’antico legame di Ponzano Veneto con la civiltà romana trova conferma nel toponimo del paese, che individua in Pontius il capo dei coloni a cui sarebbero state assegnate le terre da rendere coltivabili e nelle quali fondare un insediamento agricolo.

Le origini di Villa Minelli

Il complesso di Villa Minelli – Benetton sorge sulle fondamenta di un sito monastico medievale che comprendeva diverse strutture porticate, costruite con ogni probabilità tra i secoli XI e XII. L’origine di tali edifici, successivamente integrati nella proprietà nobiliare, è oggetto di due ipotesi. Secondo la prima, essi furono fondati in qualità di monastero e ospizio per pellegrini dall’Ospedale del Talpon.

La seconda ipotesi attribuisce ai frati Nonantolani, presenti a Ponzano Veneto dagli albori dell’XI secolo, la costruzione di un piccolo convento per dare rifugio ai viaggiatori.

Tra i secoli XV e XVI, tali fabbricati furono convertiti in stalle, fienili, annessi rustici e case coloniche per ospitare le famiglie dei contadini, i buoi e gli attrezzi agricoli.

Al 20 aprile 1621 risale l’atto con cui Cristoforo Minelli, capostipite della famiglia, acquistò dal convento di Santa Maria Maggiore di Treviso il possedimento in cui avrebbe fatto erigere la casa dominicale, le barchesse e l’oratorio dedicato a San Giovanni Battista che è possibile ammirare oggi.

La famiglia Minelli

I Minelli erano una famiglia di mercanti bergamaschi che, trasferitisi a Venezia nel XVI secolo, accumularono considerevoli ricchezze grazie a fiorenti attività commerciali. Il loro successo economico fu tale da permettergli di ottenere il titolo di patrizi veneti per sé e per la propria discendenza, a seguito del versamento, avvenuto il 27 marzo 1650, di 100.000 ducati alla Repubblica di Venezia.

Un ulteriore passo verso l’ascesa sociale avvenne nel 1661, con il matrimonio di Zuan Battista Minelli con Caterina Maccarelli, unica figlia di Zuanne Maccarelli. Con l’estinzione del casato dei Maccarelli il loro patrimonio passò ai Minelli. Consolidato il proprio potere, i Minelli abbandonarono l’attività mercantile per investire in proprietà fondiarie nel Trevigiano.

Il parco e le adiacenze di Villa Minelli nel XVII secolo

Una mappa del 1680 illustra la dimora padronale, le adiacenze rurali e le case coloniche tra le quali si innalza una torre, non più esistente. Osservando il documento si nota come la strada che univa Ponzano a Treviso, oggi corrispondente alla strada provinciale 55, si interrompeva innanzi alla villa, per poi proseguire a nord come mulattiera.

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Mappa del 1680 (Archivio di Stato di Treviso, B. 17, F. 136)

Dalle mappe catastali dell’epoca si evince che il complesso nobiliare, con ogni probabilità, sorgeva in corrispondenza di un parco con piante d’alto fusto costellato da pregiate statue (vendute all’asta nel XIX secolo). L’area verde antistante a Villa Minelli era attraversata da viali incorniciati da aiole ben curate che rispecchiavano i criteri di simmetria e rigore geometrico dei giardini all’italiana. La proprietà includeva, sul lato meridionale del parco, una peschiera di pietra.

Sovrastati da raffinate travature alla Sansovino, i vasti e luminosi ambienti di Villa Minelli seguono uno schema planimetrico tripartito, formato dal salone centrale affiancato da due sale laterali con pregevoli camini dell’epoca. Il soffitto all’ultimo piano presenta un soffitto più basso, in legno istoriato.

Villa Minelli nei secoli XVIII e XX secolo

Una mappa del 1714 rivela una maggiore somiglianza del complesso nobiliare con il suo aspetto attuale: scompaiono alcune case e la torre raffigurata nel documento del 1680.

Alla scomparsa di Cristoforo, Zuanne Abate Minelli, avvenuta nel 1793, il patrimonio familiare passò alle nipoti Elisabetta, Laura, Camilla e ai loro figli e figlie. Tale successione portò a una diatriba legale coi Governatori del Pio Ospedale della Pietà, ai quali, secondo le disposizioni testamentarie del 3 luglio 1686 di Cristoforo (detto Andrea) Minelli, sarebbe spettata in eredità l’amministrazione della proprietà di Ponzano, qualora questi fosse deceduto senza lasciare figli maschi.

Tale controversia si risolse il 26 maggio del 1800 con il lascito di tre quarti della proprietà all’istituto degli Esposti di Santa Maria della Pietà di Venezia. Il restante quarto andò alle sorelle Minelli.

L’archivio dell’istituto documenta una serie di interventi di restauro a cui furono sottoposti la casa padronale, le barchesse, le case coloniche, il brolo, il giardino, le rimesse, le scuderie e la chiesetta, nel periodo compreso tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo.

Durante il primo conflitto mondiale, dal 1916 al 1918, le Barchesse di Villa Minelli ospitarono un reparto inglese, uno italiano e un reparto di sussistenza, la cui permanenza aggravò il già avanzato stato di deterioramento del complesso signorile.

Il restauro di Villa Minelli

Nel 1969 il complesso di Villa Minelli fu acquistato dalle Maglierie Benetton, ora Benetton Group srl.

Il grave stato di fatiscenza in cui versava la proprietà a seguito di un secolo e mezzo di abbandono rese necessario un accurato intervento di recupero e riqualificazione, condotto sotto la diretta supervisione della Soprintendenza ai Monumenti di Venezia.

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Villa Minelli durante il restauro, anni ‘70
Credits: Foto Film di Pozzobon e Mattiuzzo/Benetton Group

Affidate agli architetti Afra e Tobia Scarpa, le opere di restauro e di adeguamento funzionale di Villa Minelli si svolsero in due fasi, dal 1971 al 1979 e dal gennaio 1989 al settembre 1990, impiegando materiali e tecniche dell’epoca per preservare l’autenticità storica del complesso architettonico e dell’apparato decorativo.

I progetti hanno interessato la villa padronale, la barchessa ovest e i saloni delle feste, la barchessa est adibita a foresteria e scuderia, e la chiesetta dedicata a San Giovanni Battista.

Celati per secoli da diversi strati di calce, gli incantevoli affreschi che adornano le sale di Villa Minelli e delle adiacenze riaffiorarono negli anni ’70 e tornarono all’antico splendore durante un’ulteriore fase di restauro condotta dal 1991 al 1994.

Durante un’epidemia di peste nei primi anni del Settecento, la calce era stata spolverata sulle superfici murarie del complesso edilizio per le sue proprietà caustiche e disinfettanti.

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Barchessa laterale est, prospetto dell’annesso prima del restauro, inizi anni ’70
Credits: Benetton Group

Il complesso architettonico di Villa Minelli

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Villa Minelli, veduta aerea. Anni ‘90
Credits: Benetton Group

il complesso di Villa Minelli è costituito da un corpo centrale ai cui lati si estendono due adiacenze a pianta rettangolare, secondo il classico schema palladiano tipico delle ville venete. La barchessa porticata a est ospitava la foresteria e la scuderia, quella a ovest i saloni delle feste. Dietro la barchessa occidentale sorge l’antico oratorio dedicato a San Giovanni Battista, nel quale è custodito un quadro settecentesco raffigurante l’Assunta, opera di Nicolò Bambini.

La proprietà è incorniciata da un perimetro murario nel quale si aprono, sul lato di Via Villa Minelli, tre eleganti cancelli in ferro battuto. Gli ingressi sono delimitati da pilastri bugnati, ornati da vasi e raccordati al muricciolo da candide volute.

Il corpo padronale di Villa Minelli

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Villa Minelli, giardino interno, anni ‘90.
Credits: Antonia Mulas/Benetton Group

Caratterizzata da saloni passanti e stanze laterali, la casa dominicale a pianta quadrata si sviluppa su due piani più sottotetto. Quest’ultimo è ritmato da finestre quadrangolari, in asse con le aperture sottostanti. La parte sommitale dell’edificio è percorsa da un motivo a dentelli che circoscrive la copertura a quattro falde dell’edificio, coronata da uno svettante pinnacolo.

La facciata prospiciente Via Villa Minelli, identica a quella orientata verso il giardino interno, è scandita al pian terreno e al piano nobile da aperture a profilo centinato. Affiancato da tre monofore per lato, il portale d’ingresso è sormontato da una trifora, la cui apertura mediana è di dimensioni maggiori. Situata al centro del piano nobile, la trifora è ingentilita da un poggiolo di pietra ed è affiancata da coppie di monofore. Tutte le finestre al primo piano sono coronate da mascheroni in chiave d’arco.

Nella facciata occidentale si stagliano due camini, lievemente sporgenti dal filo della muratura.

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Villa Minelli, barchessa est dopo il restauro
Credits: Antonia Mulas/Benetton Group

I giardini di Villa Minelli

Dal 1987 la Fondazione Benetton Studi Ricerche opera concretamente sul tema della salvaguardia e della valorizzazione dei patrimoni di cultura e memoria.

Nel 2006, il lavoro congiunto dell’architetto Domenico Luciani con l’architetto paesaggista Ippolito Pizzetti ha permesso di ripristinare il paesaggio che distingueva secoli or sono i lussureggianti giardini di Villa Minelli, caratterizzati dalla presenza del cosiddetto “brolo”, del frutteto, del giardino e del vigneto.

Gli affreschi di Villa Minelli

Gli affreschi al piano terra della casa dominicale furono realizzati tra gli ultimi anni del Cinquecento e i primi del Seicento.

Varcato l’ingresso di Villa Minelli si rimane incantati dallo splendido affresco raffigurante il Teatro Olimpico di Vicenza che adorna la parete di sinistra.

Il primo piano ospita un quadro de l’ultima Cena, attribuito a Palma il Vecchio, eseguito tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo.

Gli affreschi della barchessa ovest

Realizzate con gusto classicista tra il 1643 e il 1650, le decorazioni parietali nelle prime tre sale dell’adiacenza ovest (delle Quattro Arti Liberali, delle Colonne, della Galatea) sono attribuite al pittore Pietro Liberi, soprannominato Libertino (Padova, 1605 – Venezia, 1687). La prima sala raffigura le personificazioni delle Quattro Arti Liberali, ovvero Pittura, Musica, Scultura e Poesia. Sul soffitto sono visibili rappresentazioni di divinità femminili e cornicioni dipinti sostenuti agli angoli da possenti telamoni.

La sala dei Giganti

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Villa Minelli, barchessa ovest, affreschi della “Sala dei giganti”
Credits: Antonia Mulas/Benetton Group

La quarta e ultima sala prende il nome dal ciclo di affreschi attribuito a Pietro della Vecchia (Venezia, 1603 – Vicenza, 8 settembre 1678). L’opera è una rivisitazione, in chiave satirica, del tema mitologico della caduta dei giganti.

Il restauro della decorazione parietale, celata per centocinquant’anni da diversi strati di calce, fu affidata ai professori Laura e Paolo Mora, noti restauratori romani che hanno curato il restauro della tomba egizia di Nefertari.

Benetton Group

Dagli anni ’80 Villa Minelli ospita il quartier generale di Benetton Group.

Benetton Group è una delle aziende di moda più note al mondo, presente nei principali mercati con una rete commerciale di circa 4000 negozi; un Gruppo responsabile che progetta il futuro e vive nel suo tempo, attento all’ambiente, alla dignità delle persone e alle trasformazioni della società. Il Gruppo ha una consolidata identità di stile, colore, moda autentica, qualità a prezzi democratici, passione, valori che si riflettono nella personalità forte e dinamica dei suoi marchi: United Colors of Benetton e Sisley.

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Villa Minelli, 2009
Credits: Corrado Piccoli/Benetton Group
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