HomeComuni del VenetoCosa fare a Gruaro in provincia di Venezia: 3 idee

Cosa fare a Gruaro in provincia di Venezia: 3 idee

- SPONSOR - Descrizione dell'immagine

Scopri cosa fare a Gruaro: la parrocchia di San Giusto, Mulino di Boldara, il Lago Azzurro di Giai. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Gruaro?

Il comune di Gruaro confina a nord Sesto al Reghena, a sud con Portogruaro a est con Cordovado e Teglio Veneto, a ovest con Cinto Caomaggiore.

Giro in bicicletta a Gruaro e Portogruaro

Inizio del percorso ciclabile al Lago Azzurro di Gruaro

Il percorso ciclabile consigliato ha inizio dal parcheggio del Lago Azzurro di Gruaro. Avvolto dalla fiorente vegetazione arborea ai margini con il Friuli-Venezia Giulia, il limpido specchio d’acqua è accessibile tramite una candida stradina ed un camminamento di legno che ne collega le sponde erbose.

Il Lago Azzurro: un’oasi di pace

Delimitato da vasti campi coltivati e serene formazioni boschive, il Lago Azzurro è una tranquilla oasi di pace inserita nell’ameno scenario agreste dell’entroterra veneziano. Accessibile tramite la tessera soci che si può richiedere in sede, questa incantevole località è ideale per gli appassionati di pesca sportiva e per chiunque sia alla ricerca di una meta immersa nel verde in cui dedicarsi a tranquille passeggiate all’ombra di acacie e pioppi neri.

Proseguimento lungo la pista ciclabile

Dal parcheggio di Lago Azzurro procedete in direzione sud per poco più di 200 metri, poi tenete la sinistra e proseguite lungo Via Giovanni Pascoli per 600 metri. All’incrocio con la Strada Provinciale 76 svoltate a sinistra e procedete per 270 metri, dopodiché continuate lungo la pista ciclabile che inizia in corrispondenza del capitello.

Arrivo al centro di Gruaro e la chiesa di San Giusto Martire

Seguite la pista ciclabile che si inoltra per 2,5 km nel panorama rurale gruarese fino a raggiungere centro di Gruaro annunciato dalla solenne mole della chiesa di San Giusto Martire.

Lo splendido luogo di culto si caratterizza per una semplice facciata a doppio spiovente recante affreschi che, pur sbiaditi dagli inesorabili segni del tempo, catturano l’attenzione a distanza di secoli per la maestria con cui furono eseguiti.

Le decorazioni pittoriche mostrano sia la figura del Santo a cui è intitolata la chiesa sia quella di San Cristoforo che impugna un bastone e porta il Bambino sulle spalle, entrambi inseriti nella suggestiva cornice di una finta architettura costituita da due grandi archi sostenuti da colonne scanalate sormontate da capitelli ionici.

A concludere l’elegante struttura illusionistica è il massiccio architrave sopra cui si apre il rosone. Ulteriori elementi di pregio ornamentale sono il motivo ad archetti intersecati che asseconda il profilo del cornicione e le tre guglie che concludono lo sviluppo verticale della struttura.

Booking.com

Esplorazione del Mulino di Boldara

Svettante al fianco della chiesa millenaria, l’alto campanile in mattoni a vista presenta quattro monofore in corrispondenza della cella campanaria e culmina con una cuspide poggiante su un tamburo ottagonale.

Lasciate la parrocchia di San Giusto alla vostra destra e procedete lungo Via Roma fino a trovare alla vostra sinistra Piazza Egidio dal Ben, da cui si eleva il palazzo municipale al centro del quale si innalza la candida torre dell’orologio coronata da merli ghibellini.

Conclusione del percorso al Mulino di Boldar

L’ultima tappa del breve itinerario, forse la più affascinante e misteriosa, è il Mulino di Boldara. Lasciate la sede comunale alle vostre spalle e imboccate Via Guglielmo Marconi affiancando l’edificio d’epoca porticato “Bar Trattoria Centrale“. Seguite Via Guglielmo Marconi per 650 metri fino alla graziosa chiesetta di Sant’Angelo, poi tenete la sinistra e continuate lungo Via Sant’Angelo per circa 130 metri, dopodiché svoltate a destra in Via Boldara.

Descrizione del Mulino di Boldara

Seguite Via Boldara per 1,7 km addentrandovi nel paesaggio rurale formato da ampie distese di granoturco e radiosi boschi di pioppi che crescono lungo le sponde del terso e freddo corso del Lemene dai cui argini erbosi spuntano folte canne selvatiche ed alti alberi ammantati di vegetazione infestante.

Dopo appunto 1,7 km svoltate a sinistra nella silenziosa stradina sterrata ombreggiata da verdi chiome e fitte siepi da cui si può udire il vivace scorrere del fiume il cui suono si intensifica gradualmente con l’avvicinarsi all’antico mulino.

Esplorazione dell’area del Mulino di Boldara

Coperto di intonaco rosso sbiadito e sgretolato, il complesso molitorio in laterizio è un edifico a tre piani in parte avvolto da una densa ragnatela di foglie e spesse radici rampicanti, in parte nascosto dalle chiare fronde di salici piangenti riversati sulla spuma bianca di una cascatella.

Superate il ponte metallico e passate affianco alle finestre inferriate arrugginite, poi svoltate a destra nell’itinerario sterrato dal quale potrete godere di una veduta ad ampio raggio dell’area storico – naturalistica in cui il secolare esempio di archeologia industriale si fonde armoniosamente con l’edera che ne abbraccia le pareti, il muschio che ne percorre i cornicioni da cui spunta uno sparuto alberello, nonché l’alveo scuro e tortuoso del Lemene che muove le alghe d’acqua dolce che si gonfiano e ondeggiano lievi mimando il moto delle correnti.

Ritorno al punto di partenza

Seguite Via Cave passando dal florido ambiente arboreo e arbustivo alla sconfinata pianura rurale lambita dalle anse serpeggianti del fiume di risorgiva che racchiudono una dimora di campagna accessibile tramite un lungo viale alberato.

Attraversate i campi arati esposti al sole fino a raggiungere nuovamente le sponde del fiume Lemene, (45.81236879209113, 12.850645607544017) poi tenete la sinistra e procedete fino al termine di Via Cave.

All’incrocio svoltate a destra in Via Gervino, poi tenete la destra in Via Santa Maria affiancando la parrocchia di Portovecchio. Attraversate il ponte e alla rotonda prendete la prima uscita. Seguite Via Frassinedo per 1,6 km, svoltate a sinistra e proseguite S. da Ronci per 900 metri, dopodiché tenete la sinistra e continuate su S. da Ronci per 1,5 km.

Poco prima dell’incrocio attraversate le strisce pedonali alla vostra sinistra e procedete tenendo la sinistra fino a raggiungere il bar pizzeria da Sergio e Mary. Attraversate le strisce pedonali in corrispondenza del bar, poi svoltate a destra e continuate per 60 metri, dopodiché svoltate a sinistra in Via Giovanni Pascoli.

A questo punto seguite Via Giovanni Pascoli per 900 metri fino a tornare al punto di partenza.

- SPONSOR - Descrizione dell'immagine

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ad

Descrizione dell'immagine

Leggi anche

Ad

Descrizione dell'immagine