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Cosa fare a Pramaggiore in provincia di Venezia: 4 idee

Scopri cosa fare a Pramaggiore: la chiesa di Pramaggiore, il museo etnografico del mulino di Belfiore, boschetto Martin Pramaggiore Belfiore e la chiesa di Santa Susanna. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Pramaggiore?

Il comune di Pramaggiore confina a nord con Chions, a nord est con Cinto Caomaggiore, a sud est con Portogruaro, a sud ovest con Annone Veneto, a est con Cinto Caomaggiore e Portogruaro, a ovest con Pravisdomini e Annone Veneto.

Giro in bicicletta a Pramaggiore

Il percorso in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio della chiesa di San Marco Evangelista in Strada Provinciale 64, 27.

L’austero luogo di culto presenta una candida facciata a doppio spiovente culminante con tre guglie sormontate da croci metalliche.

Accessibile tramite un portone ligneo scandito da formelle quadrangolari, la chiesa è illuminata grazie al rosone che si apre al di sotto del timpano e alle monofore incorniciate da lenese lungo i lati sud-est e nord-ovest, sopra le quali si distingue un ornamento ad archetti ciechi intersecati lungo il cornicione.

Ulteriore elemento di pregio architettonico è il campanile in mattoni a vista parzialmente inglobato nella parete in corrispondenza dell’area absidale.

Recante quattro bifore lungo la cella campanaria, la svettante costruzione culmina con una cuspide conica poggiante su un tamburo ottagonale.

Lasciate la chiesa alla vostra destra e procedete in direzione sud-ovest lungo Piazza Libertà per 140 metri fino alla rotonda, prendete la seconda uscita e percorrete per 1,2 km la pista ciclabile alberata lungo la strada provinciale 64.

Alla rotonda prendete la terza uscita e imboccate la strada regionale 53 Postumia. Percorrete la pista ciclabile per 1,5 km, poi svoltate a destra in Via Belfiore e inoltratevi nell’ameno scenario rurale dell’entroterra veneziano tra floride siepi e rigogliosi vigneti fino a trovare alla vostra sinistra l’incantevole chiesa di Santa Susanna, splendida costruzione in laterizio incorniciata da maestose farnie.

Distinto da una facciata disadorna accessibile tramite un grande portale in legno sormontato da un timpano triangolare, il luogo di culto presenta un semplice fronte a capanna culminante con una croce sulla sommità della struttura.

Lasciate l’edificio sacro alla vostra sinistra e percorrete Via Belfiore per circa sessanta metri, dopodiché troverete alla vostra destra l’ingresso, in parte nascosto da folte siepi e dalle chiome di pioppi bianchi e acacie, del museo etnografico del mulino di Belfiore.

Inserito armoniosamente nella florida vegetazione boschiva lambita dal limpido fiume, il museo è allestito all’interno del complesso molitorio risalente a circa quattrocento anni fa e di una più recente adiacenza rustica.

A rendere l’antico molino una delle località più significative del comune, oltre all’ameno e pacifico ambiente naturale in cui il museo è inserito, è l’anima storica del molino stesso, simboleggiata e mantenuta viva dalla grande ruota del molino azionata dalle acque del Lancon.

L’itinerario museale accompagna il visitatore attraverso un percorso espositivo volto ad illustrare le varie tappe della produzione della farina: dall’attività millenaria della coltivazione dei cereali agli affascinanti processi meccanici messi in moto dal corso d’acqua per azionare secolari macine di pietra.

Il percorso offre un suggestivo spaccato della quotidianità dei nostri avi prima che i più moderni processi di meccanizzazione dell’agricoltura rendessero tali tradizioni obsolete.

Se vi chiedete cosa fare a Pramaggiore e vi incuriosisce fare un tuffo nel passato in una dimensione immersa nel verde al fine di riscoprire aspetti culturali legati ritmi della natura e del lavoro che scandivano la vita delle nostre comunità secoli orsono, visitare il museo etnografico di Pramaggiore sarà un’esperienza memorabile.

Terminata la visita tornate alla chiesa di Santa Susanna, lasciate il luogo di culto alla vostra destra e procedete per circa settanta metri, dopodiché svoltate a destra in Via Lison.

Continuate su Via Lison per 650 metri e svoltate a sinistra in Via della Pietra e procedete per 900 metri inoltrandovi nelle vaste estensioni di vigneti costellate da caseggiati rustici. All’incrocio con Via Staimbeck, tenete la sinistra in Via della Pietra e proseguite per 250 metri passando affianco al Boschetto Martin Belfiore, sereno polmone verde incastonato nel cuore del comune popolato di aceri, pioppi, palme, salici, acacie, olmi e molte altre varietà arboree che coronano con le loro fronde dense formazioni arbustive.

Continuate lungo Via della Pietra fino all’incrocio con Via Belfiore, attraversate la strada, svoltate a destra e seguite la pista ciclabile lungo la Strada Regionale 53. Procedete per circa 1,4 km, poi attraversate le strisce pedonali alla vostra destra e continuate lungo la strada regionale in direzione nord est fino alla rotonda.

Prendete la prima uscita e seguite la Strada provinciale 64 affiancando la chiesa di Santa Maria Assunta e dell’alta torre campanaria fino a raggiungere il punto di partenza.

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