Halloween 2021 a Treviso: 10 luoghi misteriosi da vedere

Halloween 2021 si avvicina: Cerchi un località intrigante e avvolta dal mistero in cui trascorrere la prossima domenica 31 ottobre?

Ecco 10 località storico-naturalistiche incantevoli e maestose di giorno, enigmatiche e tetre al calar della notte, ideali per vivere Halloween in modo autentico e spettrale. Siete pronti?

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Il cimitero dei burci a Casier (TV).

Cimitero dei Burci a Casier

Dove si trova il cimitero dei burci?

Osservabile attraverso un’ampia e comoda passerella in legno, il cimitero dei burci è un’affascinante località di interesse storico situata nel comune di Casier in provincia di Treviso.

Oltre ai burci, imbarcazioni fluviali da trasporto a fondo piatto, il cimitero dei bruci include esemplari di comacine, gabarre, batei, un topo e un barchetto, difficilmente distinguibili a causa del deterioramento della loro struttura e della graduale scomparsa di quelle conoscenze nautiche che il progresso tecnologico e la modernizzazione dei trasporti hanno reso sempre più desuete.

Avvolte nella stagione autunnale da un pallido manto di nebbia, i profili delle antiche barche alla deriva immerse nel quieto ambiente ripariale di canneti ed erbe palustri si distinguono per un fascino decadente ideale per trascorre la vigilia di Ognissanti in modo indimenticabile.

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Mulino Toso

Dove si trova il mulino Toso?

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Mulino Toso ed ex Stabilimento Chiari e Forti.

Superati gli scafi in legno che affiorano dall’acqua, reperti di un grande museo a cielo aperto, si prosegue per circa 500 metri attraverso la passerella in legno e una stradina alberata che asseconda il corso del Sile. In un punto in cui la vegetazione arborea appare più diradata, è possibile osservare al di là del fiume la maestosa struttura di quello che un tempo era lo stabilimento molitorio di Angelo Toso.

Spettacolare esempio di archeologia industriale, l’edificio abbandonato è affiancato all’ex oleificio Chiari e Forti, la cui gigantesca facciata in mattoni rossi, coronata sulla sommità da merli a coda di rondine, affascina ogni giorno passanti e ciclisti.

Un po’ di storia

Nata nel 1920 grazie allo spirito imprenditoriale delle famiglie Chiari, Forti e Medioli, l’azienda molitoria acquistò nel 1937 il molino Toso come quarto impianto. Oltre alla macinazione del granturco, lo stabilimento introdusse all’inizio degli anni ’40 le apparecchiature per la spremitura e la raffinazione dell’olio che negli anni ’50 avrebbero portato alla nascita degli storici marchi Topazio e Olio Cuore.

Negli anni ’70 la Chiari e Forti si dedicò inoltre alla produzione di preparati per dolci come la miscela “9 torte”.

In seguito alle accuse in merito ai presunti problemi cardiaci causati dall’olio Topazio (accuse in seguito smentite) l’azienda attraversò un periodo di crisi. Sarebbe stato Giulio Malgara, manager della multinazionale alimentare americana Quaker, a ristrutturare e risollevare l’impresa in difficoltà.

Tra gli anni Ottanta e Novanta, la Quaker Chiari & Forti diede il via alla produzione di alimenti per animali domestici e della popolare bevanda energetica Getorade.

Nel 2001, la cessione delle quote dei precedenti investitori portò la società ad indebitarsi di circa 175 milioni di euro. Il Brand Olio Cuore passò alla Bonomelli. Nel 2003, l’azienda era in debito di 19 milioni di euro. Falliti i tentativi di riconversione dell’area, si cercò senza successo di vendere all’asta l’impianto produttivo, senza successo. In seguito all’incendio del 2015, forse doloso, dell’edificio, la speranza di riqualificare gli impianti di produzione svanì ormai del tutto.

Parco dello Storga

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Dove si trova il parco dello Storga?

La vasta area boschiva si estende per 67 ettari nei comuni di Treviso e Carbonera. La partenza dell’itinerario naturalistico ha inizio dal parcheggio in prossimità della Comunità Murialdo di Treviso in Via Cal di Breda, 67, 31100 Treviso (TV). L’ingresso sud si trova presso la Chiesetta della Madonnetta, in Via della Madonnetta, 33, 31100 Treviso (TV).

Il sentiero che attraversa il parco si sviluppa in corrispondenza del complesso architettonico di Sant’Artemio, ex ospedale psichiatrico tra le cui mura molti vulnerabili degenti subirono nel corso del Novecento gli effetti devastanti dell’emarginazione, dell’isolamento e di indicibili sofferenze causate da trattamenti debilitanti, oggi fortunatamente scomparsi.

Il delicato quanto suggestivo sito archeologico, inserito nella cornice del parco regionale del fiume Sile, conta ben 19 relitti abbandonati nel corso del XX secolo.

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Ex ospedale psichiatrico Sant’Artemio a Treviso.

La splendida oasi verde è popolata da un ricco patrimonio di biodiversità arborea che include pioppi, salici, ontani, frassini, carpini, noccioli, olmi, platani, nonché alberi da frutto come ciliegi e meli selvatici. Tra le specie floreali presenti nel parco sono degne di menzione la scilla silvestre, l’anemone dei boschi dai petali candidi, l’anemone giallo, il pungitopo dalle caratteristiche bacche rosse e altre sgargianti varietà come la primula e la campanula selvatica dai petali azzurro violaceo, solo per citarne alcune.

Il proliferare della fitta vegetazione erbacea che circonda le fredde risorgive, il tortuoso andamento del fiume Storga ed il profilo sinuoso di alberi spogli dai rami nodosi generano durante la stagione autunnale un’atmosfera truce, inquietante, irresistibile per gli amanti delle ambientazioni horror.

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Parco dello Storga a Sant’Artemio, Treviso

La vecchia pieve di San Biagio

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Facciata della chiesa antica di San Biagio Vescovo e Martire. San Biagio di Callalta (TV).

Dove si trova pieve di San Biagio?

Situata in via Pier Fortunato Calvi, 21, 31048 San Biagio di Callalta (TV), la chiesa secolare è uno dei luoghi di culto più arcani e affascinanti del comune di San Biagio di Callalta e della provincia di Treviso, anche se il grave stato di incuria ha reso la pieve inaccessibile da diversi decenni.

Risalente al XIV secolo, l’antica chiesa abbandonata è internamente divisa in tre navate con volte a crociera e volte a schifo recanti pregiate decorazioni pittoriche.

La facciata a capanna presenta un profilo a doppio spiovente costituito da due paraste che sostengono il frontone triangolare, sopra il quale si staglia una nicchia, anch’essa incorniciata da paraste che sorreggono un timpano.

Il campanile a base quadrata, alto più di trenta metri, presenta una cella campanaria con due monofore a tutto sesto per lato. Altre quattro aperture si aprono sul tamburo ottagonale, sormontato da una cuspide a bulbo.

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Antico cimitero a lato della chiesa antica di San Biagio Vescovo e Martire (TV).

Il castello di Collalto

Dove si trova il castello di Collalto?

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Castello di Collalto in Via Strada di Collalto, 31058 Susegana (TV).

Meta consigliata per amanti di storia e antiquariato, il castello di Collalto è una grandiosa fortificazione edificata nella prima metà del XII secolo per volere di Ensedisio I, feudatario e Conte di Treviso. Circondata dalle rovine dell’antico borgo, la massiccia torre dominava i territori circostanti attraversati dal fiume Piave.

Avvolta al calar della notte da un’aura occulta e minacciosa, la possente mole della rocca è il luogo in cui si svolse l’agghiacciante storia della morte di Bianca da Collalto, la cui tragica scomparsa è degna di uno dei più terrificanti racconti di Edgar Allan Poe.

La disperazione di Bianca da Camino per la partenza per la guerra di Tolberto da Collalto, nobile al quale la fanciulla era profondamente legata, attirò la tremenda gelosia di Aicha da Camino, la quale, per vendicare l’orgoglio ferito, attese la partenza del conte per ordinare che la giovane fosse murata viva e lasciata agonizzare nelle buie segrete del castello, condannandola a morire di fame e sete.

Secondo la leggenda, il fantasma di Bianca da Collalto si aggira ancora oggi tra le stanze del castello e sarebbe ancora possibile udire i lamenti spettrali della sua anima tormentata.

Castello di San Salvatore

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Castello di San Salvatore in Via Sottocroda, 31058 Susegana (TV).

Dove si torva il castello di San Salvatore?

La poderosa fortezza troneggia sulla cima dell’omonimo colle che Alberico da Romano, podestà di Treviso, aveva venduto alla nobile casata dei Collalto nel 1245.

Nel 1312 il conte Rambaldo VIII ottenne dall’imperatore Arrigo VII la totale giurisdizione politica e amministrativa delle contee di Collalto e San Salvatore, garantendo a se stesso e alla propria famiglia notevole autonomia sui territori circostanti pur rimanendo sotto il controllo di Treviso e in seguito della Serenissima.

Sede di un monastero francescano nel XVI secolo, poi convertito in filanda in epoca napoleonica, il castello di San Salvatore è arricchito dalle spettacolari opere pittoriche di artisti rinascimentali come il Pordenone e Francesco da Milano.

Analogamente alla fortezza di Collalto, il castello di San Salvatore non sfuggì ai pesanti cannoneggiamenti del primo conflitto mondiale che, pur compromettendone la struttura, non riuscirono a cancellare l’aura magica, enigmatica e arcana che distingue lo stupendo castello medievale e lo rende una località ambita dagli amanti del mistero.

Abbazia di Santa Maria del Pero

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Abbazia di Santa Maria del Pero a Monastier di Treviso (TV).

Dove si trova il monastero di Santa Maria del Pero?

Il monastero di Santa Maria del Pero si trova in Via Monastero, n. 3, 31050, Monastier di Treviso (TV).

La fondazione della solenne abbazia benedettina, in origine dedicata a San Pietro, risale alla seconda metà del X secolo grazie a una donazione di Ottone I. Il monastero fu successivamente intitolato a Santa Maria Assunta nel XIII secolo.

L’antica anima dell’abbazia sembra tutt’ora popolata da fantomatiche presenze, forse troppo legate a questi luoghi per riuscire a slegarsene. Come riportato da diverse testimonianze, tra le mura del monastero continuerebbe a riecheggiare l’eco lontano di monaci in preghiera, il cui canto liturgico accompagna processioni che hanno luogo al calar della notte.

All’apparenza inquietanti, le spettrali apparizioni non sembrano voler corrompere l’ambiente pacifico e riposante del monastero. Al contrario, più nostalgiche che tormentate, le anime dei benedettini paiono rimpiangere il sacro e quieto splendore di quello che un tempo era il loro rifugio e, nel farvi ritorno, tradiscono la propria presenza facendo sbattere una porta o una finestra, o recitando un’orazione a voce alta, destando la curiosità degli ospiti, o suscitandone inquietudine.

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Abbazia di Sant’Eustachio

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Abbazia di Sant’Eustachio a Nervesa della Battaglia (TV).

Dove si trova l’abbazia di Sant’Eustachio?

L’abbazia di Sant’Eustachio si trova in Via Collalto, 1, 31040 Nervesa della Battaglia (TV).

L’armonioso e placido scenario naturale in cui si inserisce il sito Benedettino sembra invitare al calmo raccoglimento meditativo, alla preghiera e all’introspezione.

Punto di riferimento nel panorama storico, archeologico e culturale del territorio di Nervesa, la fondazione dell’Abbazia di Sant’Eustachio è testimoniata dalla bolla papale di Alessandro II del 1062, secondo la quale la costruzione dell’edificio ecclesiastico sarebbe avvenuta per volere di Rambaldo III di Collalto (nobile feudatario di origine longobarda, signore di Lovadina e Santa Felicita Collalto) e dalla madre Gisla.

I saccheggi e depredazioni del periodo napoleonico, uniti all’emissione di un decreto di secolarizzazione e soppressione dell’abbazia da parte di Papa Pio IX, diedero inizio ad un lungo stato di trascuratezza del luogo di culto, la cui struttura sarebbe stata devastata in modo irreparabile dai massicci bombardamenti austriaci nel corso della Prima Guerra Mondiale.

Le costanti devastazioni subite nel corso dei secoli non sono riuscite tuttavia a cancellare la vera anima dell’antichissimo sito Benedettino, costituita dalla storia sua millenaria e mantenuta in vita da storici, restauratori, volontari e da tutti i visitatori che manifestano curiosità verso l’inestimabile mosaico culturale e artistico che caratterizza nostro territorio.

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Messe nere nell’abbazia di Sant’Eustachio

Negli ultimi anni l’antico santuario è stato al centro di culti satanici, il cui svolgimento è testimoniato dalla presenza di lumini collocati in posizione rituale e dalle tracce di atti vandalici realizzati con vernice spray, di cui si distingue la locuzione latina “memento mori” ovvero: ricordati che devi morire.

I residenti hanno inoltre riportato di aver avvistato fuochi in corrispondenza delle rovine abbaziali e suoni di tamburi durante la notte.

Visitare l’abbazia di Sant’Eustachio, monumento storico e architettonico immerso nel verde e intriso di mistero, renderà quella di Halloween una giornata memorabile.

La torre degli Ezzelini

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Torre degli Ezzelini in Via Castellaro, 27, 31020 San Zenone degli Ezzelini (TV).

Dove si trova la torre degli Ezzelini?

Situata in via Castellaro, 27, 31020 San Zenone degli Ezzelini (TV), la candida fortificazione in pietra domina un’altura da cui si può ammirare il favoloso panorama dei territori un tempo appartenuti alla casata dei da Romano. La serena cornice naturalistica fatta di verdeggianti pendii scanditi da rigogliosi filari di vigneti ed ombrose estensioni boschive che circondano antichi santuari, stride con le raccapriccianti vicende che segnarono la fine del casato dei da Romano, la cui tragica sorte si consumò nella piazzaforte in cui Alberico e la propria famiglia si erano rifugiati.

Ezzelino III da Romano, il terribile

Bellicoso condottiero veneto, Ezzelino III da Romano fu ardente sostenitore di Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero dal quale il pugnace ghibellino aveva ricevuto la nomina di vicario imperiale della Lombardia. Animato da ambiziose mire espansionistiche, il conquistatore sottomise i territori di Bassano, Belluno, Brescia, Padova, Treviso, Trento, Vicenza e Verona, costituendo sotto il proprio dominio quella che può definirsi una proto signoria.

Indebolito politicamente in seguito alla morte di Federico II, Ezzelino si mostrò a tal punto bramoso di potere da attirare su di sé l’ostilità del Papa Innocenzo IV, che lo scomunicò nel 1254.

Sconfitto a Cassano d’Adda nel 1259 Ezzelino III fu catturato a Soncino e, rifiutate le cure, si lasciò morire il 27 settembre dello stesso anno.

L’eccidio dei da Romano

Con la scomparsa di Ezzelino III, una coalizione formata dai comuni di Treviso, Padova, Vicenza, Verona e Mantova assediò il castello di colle Castellaro nel quale Alberico, fratello di Ezzelino, e la sua famiglia si erano rifugiati.

Traditi dai soldati tedeschi, la roccaforte fu espugnata e il 26 agosto 1260 gli ultimi esponenti della famiglia da Romano furono brutalmente giustiziati: le donne arse vive, gli uomini decapitati. Alberico, prima di essere liberato della testa, venne legato alla coda di una cavallo e trascinato tra i rovi.

A distanza di secoli dalla raggelante strage, sono numerose le testimonianze degli abitanti del luogo che dichiarano di aver udito i lamenti strazianti di Ezzelino III e dei suoi familiari riecheggiare tra le rovine della fortezza.

Castello di Conegliano

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Castello di Conegliano (TV).

Dove si trova il Castello di Conegliano?

Situata in via Coderta, 3, 31015 Conegliano (TV), la possente fortificazione del XII secolo è uno dei monumenti più rappresentativi del comune di Conegliano, nonché uno dei palazzi di maggior rilievo storico, architettonico, culturale e artistico della provincia di Treviso.

L’imponente struttura è riconoscibile per la maestosa torre campanaria i cui rintocchi davano formalmente inizio al Consiglio Cittadino.

Gli ambienti interni dell’elegante complesso architettonico ospitano attualmente il museo civico di Conegliano, all’interno del quale sono allestiti diversi itinerari che ripercorrono e illustrano elementi fondamentali dell’eredità culturale del comune: da una variegata collezione di rinvenimenti archeologici, la cui origine va dal paleolitico all’età romana, a splendide opere pittoriche e affreschi rinascimentali di carattere sacro, nonché diversi manufatti e opere artigianali di pregevole fattura rinvenuti da antiche chiese del territorio.

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