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Garda by Bike: Pista ciclabile lungo il Garda

Garda by Bike cos’è?

Negli ultimi mesi avrete sicuramente sentito parlare di Garda by Bike, un progetto davvero ambizioso che ha visto recentemente muovere i suoi primi passi, il 14 luglio 2018 infatti, è stato inaugurato il secondo tratto della pista ciclabile che si snoda intorno al lago di Garda, la parte inaugurata è di soli 2 chilometri che diventeranno 140 entro il 2021, questo è l’ambizioso progetto che al momento ha richiesto un investimento di 7 milioni di euro per il primo e secondo tratto.

La pista ciclabile più lunga d’Europa

A progetto terminato Garda by Bike sarà la pista ciclabile più bella d’europa che potrà essere calcata anche dai non ciclisti, un vero e proprio percorso naturalistico che si snoda sul lago di Garda sospeso a circa 50 metri sul livello dell’acqua che permette di ammirare tutta la bellezza della natura che circonda il lago di Garda.

Garda by Bike: il percorso

La pista ciclabile si snoda lungo la sponda ovest dello spettacolare bacino lacustre e attraversa le provincie di: Brescia, Verona, Trento e Mantova, il percorso completo nel 2021 verrà sviluppato per 140 chilometri totali, di seguito vediamo come sono distribuiti i chilometri del percorso per i comuni che attraverserà:

  • Brescia: la pista ciclabile in questo comune si estenderà per circa 89 Km, snodandosi tra le suggestive località di Sirmione, Desenzano del Garda e raggiunge Limone sul Garda, lungo il percorso la pista si arrampicherà sugli ardui rilievi della Valvestino un tratto impegnativo che sarà aperto ai ciclisti più esperti, per gli altri turisti verranno messi a disposizione dei comodi battelli;
  • Trento: la pista attraverserà il comune di Trento per un totale di 7 km passando per i comuni di Riva del Garda, di Nago-Torbole e del comune di Arco;
  • Verona: in questa provincia l’ameno itinerario naturalistico si estende per quasi 70 km 
  • Mantova: infine la pista attraversa anche il comune di Mantova lungo i comuni di Peschiera del Garda e Pozzolengo, per poi condurre alla fine del percorso a Lonato del Garda.

Garda by Bike: in attesa della fine dell’opera

Il tratto inaugurato il 14 Luglio di 2 chilometri si aggiunge al primo tratto, lungo invece 4, già inaugurato nell’anno 2013, al momento quindi i primi 6 chilometri sono aperti al pubblico e possono essere percorsi a piedi o in bicicletta, il prossimo tratto di pista che verrà inaugurato sarà quello tra Riva e Limone, nella provincia di Trento.

All’inaugurazione della Garda By Bike sono intervenute numerose emittenti anche straniere, un progetto che ha destato molta attenzione e curiosità anche al di fuori del nostro paese, un progetto che una volta portato a termine permetterà di aumentare considerevolmente il flusso turistico delle zone e dei comuni che la pista ciclabile attraversa.

3 modi originali per visitare Venezia che forse non conosci

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Visitare la Serenissima è sempre emozionante, ma oltre a camminare e percorrere in maniera tradizionale le viuzze ci sono anche modi alternativi per conoscerla e scoprirla, alcuni anche inconsueti. Ecco la nostra personale selezione dei 3 modi stravaganti per visitare Venezia che forse con conosci.

Visitare Venezia In SUP

Venezia si può visitare percorrendola sull’acqua e con l’ausilio di una tavola da surf: è possibile usufruendo della disciplina denominata SUP. Si tratta di un mezzo green e che permette anche ai bambini di fare movimento e di visitare la città dai canali, insieme ad istruttori specializzati e in tutta sicurezza. Un modo originale anche per trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta, fare sport e scoprire le calle e gli angoli più nascosti ella città.

Voga alla veneta

Sempre via acqua potrete visitare la città ma facendo trasportare da vogatori esperti, che vi racconteranno tante curiosità e vi faranno scoprire angoli suggestivi. Non solo, la voga alla veneta permette di raggiungere punti anche molto affollati ella città in poco tempo, così che possiate visitare il più possibile anche in poche ore e godendovi il paesaggio dai canali. Si possono poi anche prendere lezioni e remare nell’area cittadina.

In bici nell’orto di Venezia

Nelle vie del centro città è vietato scorrazzare con bici, pattini, skateboard e simili, ma per visitare un’area storica e interessantissima di Venezia scegliete questo tour che vi vedrà immersi nel verde con una due ruote. Infatti sono tantissime le visite guidate dell’orto di Venezia, sull’Isola di Sant’Erasmo. Questa è situata tra Murano, Burano e Punta Sabbioni e regala un panorama mozzafiato, oltre ad essere ricchissima di frutteti, vigneti,orti e aree verdi fin dall’antichità.

I 5 modi di dire veneti assolutamente da sapere

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L’accento veneto è inconfondibile ed è un po’ come un marchio di fabbrica. Tra le donne più famose che in TV fanno conoscere anche alcuni modi di dire c’è Mara Venier, che ogni tanto si lascia scappare anche qualche detto in dialetto. Un’altra egregia rappresentante è l’attrice Emanuela Grimalda, che in diversi ruoli ha vestito i panni della veneta DOC. E voi li conoscete questi 5 modi di dire veneti?

Modi di dire Veneti:

Andar a torsio

Questa espressione significa andare a zonzo, andare in giro senza meta, senza combinare nulla.

Che togo!

Con Che togo! si vuole esclamare Che figo! Troppo togo è invece una analoga versione resa famosa in TV dal personaggio Silvano Rogi in Camera Cafè.

Vado a coionar i orbi

Significa andare a dormire, letteralmente invece sta per: vado a prendere in giro i ciechi.

Ghe n’ho ‘na sgionfa

Quest’altra espressione esprime la stanchezza, l’essere stufi di fare qualcosa o di una situazione.

A ben po’!

In questo caso si tratta di una semplice espressione di stupore, da pronunciare rigorosamente con la “e” aperta.

Voi quali espressioni usate di solito? Volete suggerircene alcune e darci anche il loro originario significato? Scriveteci.

Uno sguardo al passato: il bombardamento di Treviso

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La guerra, si sa, va ad abbattersi con maggiore violenza proprio su coloro i quali non hanno colpa né possibilità di scampo. Questa è la breve storia del bombardamento di Treviso, una piccola città, ferita nel suo cuore dalla furia del terribile conflitto, una tra tante vittime di quell’orrore insensato.

Per un archivio completo di tutte le immagini relativa al bombardamento di Treviso potete consultare questo archivio della regione veneto.

Bombardamento di Treviso: un errore fatale

Fu a causa di un errore di traduzione di un messaggio criptato (a quanto pare scritto in latino, ove il risultato di traduzione finale citava forse erroneamente Tarvisium) intercettato dagli Alleati che, il 7 aprile 1944, la città di Treviso subì un massiccio bombardamento a tappeto ad opera dell’aeronautica statunitense.

In appena 6-7 minuti – dalle 13:24 alle 13:31 – circa 2000 bombe furono sganciate sopra la città, lesionando più o meno gravemente l’80% delle sue strutture edilizie e provocando un numero di morti mai del tutto pienamente quantificato. Si è parlato di circa 1000 vittime, 1600 secondo altre versioni mai del tutto confermate. Ci mise di suo poi anche la stampa di regime, più che altro a mero scopo propagandistico con titoli e slogan passati alla storia locale come: Venerdì di Passione per Treviso o Ecco il Tetro Volto dell’Invasore – Codesta La Vera Natura del Falso Salvatore, seguiti da macabre vignette raffiguranti aviatori e soldati americani di colore… deliberatamente disegnati coi tratti facciali simil-scimmieschi e nell’atto di insidiare in gruppo giovani contadine.

L’obiettivo primario era la Stazione Ferroviaria di Treviso e – secondo un’ipotesi storica recente – il comando interforze nazifascista presso l’albergo “Stella d’Oro” (allora sito, prima della sua completa distruzione, in Piazza Borsa), ove si diceva si sarebbe tenuta una riunione segreta fra alti gerarchi fascisti ed ufficiali d’alto rango del locale distaccamento della Wehrmacht.

Tarvisio, non Treviso

Treviso tuttavia, albergo “Stella d’Oro” a parte, non ricopriva particolari ruoli rilevanti da un punto di vista bellico.  È pertanto possibile che, per un errore di traduzione, sia stata scambiata con la città friulana di Tarvisio, la quale era nota per i propri rifornimenti di armi e munizioni tramite convogli ferroviari locali.

A tutt’oggi anche questa ipotesi fa comunque sorgere dei dubbi, dato che in genere gli americani erano soliti eseguire delle perlustrazioni a scopo rilevazioni fotografiche aeree sopra i cieli delle aree considerate come “obiettivi militari primari”, cosa tra l’altro che ha ancor più dell’assurdo alla luce del fatto che Treviso e Tarvisio hanno topografia e planimetria fin troppo differenti già ad osservarne solo ad occhio nudo da antiche riproduzioni sulle prime carte urbanistiche delle due rispettive città prese in questione.

Tuttavia, questo non ha impedito in seguito alla cittadina veneta di rinascere, forse più bella e caratteristica di prima, autentica perla da visitare anche per una scappatella durante una gita a Venezia.

Alla scoperta delle Terme Euganee

Quando si parla delle Terme Euganee non è raro sentir nominare Abano e Montegrotto terme, conosciute fin dai tempi dell’antica Roma come “Aquae Patavinorum”.

Per una vacanza rilassante, per ripristinare le proprie energie o anche a fine clinico, sono una meta senza dubbio indicata. Ma non si avvalgono solo di centri termali rinomati a livello mondiale: andiamo a vedere insieme cosa possiamo trovare in questa zona di meraviglie naturali.

Le Terme Euganee: i Trattamenti

Le fonti termali, raccolte all’interno di quattro comuni della provincia di Padova (Abano Terme, Montegrotto Terme, Battaglia Terme e Galzignano Terme) si avvalgono di uno standard qualitativo alto, dato da rigorosi controlli volti alla tutela della particolare composizione chimica che rende l’acqua delle Terme Euganee unica in tutto il mondo (e soprattutto della regolazione dell’utilizzo, al fine di evitare sprechi).

I 4 trattamenti termali più in voga:

I trattamenti termali che si possono trovare in queste fonti sono innumerevoli, tra le quali spiccano:

  • la Balneoterapia, ottima per problemi legati alle articolazioni, ai muscoli e anche come trattamento riabilitativo a seguito di fratture o traumi fisici di varia natura.
  • L’idrokinesiterapia, la quale viene praticata specialmente nei confronti di soggetti reduci da interventi chirurgici o persone anziane, essendo mirata alla cura e al rinforzamento del tessuto muscolare
  • La fangoterapia, la quale è principalmente conosciuta per i suoi effetti positivi sulla pelle
  • Le terapie inalatorie a base di acqua termale nebulizzata, per ripulire le vie respiratorie, e quindi prevenire o curare sintomi di vario genere.

Non solo Terme Euganee

Se poi volessimo aggiungere qualche attività interessante alla nostra visita, possiamo andare a vedere i vari musei a Padova, come il Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori ad Abano, che ospita una collezione di maschere teatrali frutto del lavoro dei due artigiani, oppure la Casa delle farfalle a Montegrotto (o Butterfly Arc), dove si possono ammirare esemplari vivi di farfalle e capirne il ciclo vitale e molte altre curiosità a riguardo, sempre a Montegrotto troviamo gli scavi romani, testimoni dell’utilizzo già al tempo di queste fonti “miracolose”. In alternativa possiamo visitare il museo della navigazione fluviale a Battaglia Terme, o infine il museo dei Colli Euganei a Galzignano.

Due passi ai Serrai di Sottoguda

Sotto la Marmolada, la più alta vetta delle Dolomiti, si cela una meraviglia della natura: i Serrai di Sottoguda.

Serrai di Sottoguda cosa sono?

Formazione della gola

Si tratta di una gola naturale, formatasi dall’erosione derivata dallo scorrere del torrente Pettorina (che ne percorre il fondo tuttora) e che partendo da Sottoguda (una frazione del comune di Rocca Pietore, in provincia di Belluno) si snoda lungo circa due chilometri, stretta tra le sue pareti sinuose alte centinaia di metri.

Quando visitare i Serrai di Sottoguda?

Si possono visitare sia d’estate che d’inverno, in quanto offrono due spettacoli diversissimi tra loro: la meraviglia dell’instancabile erosione della roccia d’estate, fruibile anche tramite il Trenino dei Serrai, e il magico gioco di luci sul ghiaccio d’inverno. (Con un po di fortuna si può addirittura assistere ad una fiaccolata all’interno dei serrai, i quali si tingono d’oro alla luce delle torce).

All’inizio dei Serrai (Poste quindi a valle) si aprono due gallerie risalenti al primo conflitto mondiale, adibite a deposito di approvvigionamenti e munizioni.

Una volta insinuatisi all’interno dei Serrai salta subito all’occhio il lavoro dell’inesorabile scorrere dell’acqua del Pettorina, la quale ha plasmato la roccia dolomitica fino a creare delle linee flessuose,

intervallate dalla formazione di grotte naturali. Proseguendo, si arriva alla cascata del Franzei, la quale scrosciando arriva a sfiorare la strada, e offrendo uno spettacolo senza precedenti.

Cosa vedere ai Serrai di Sottoguda?

Chiesetta Sant’Antonio da Padova

Degna di nota è oltretutto la minuscola chiesa posta a lato del cammino, dedicata a Sant’Antonio da Padova, sebbene un tempo lo fosse a Sant’Antonio Abate, a protezione del bestiame dei vari pascoli della zona (si dice che sia stata eretta a seguito di una morìa).

Al suo interno si possono notare due affreschi, raffiguranti S. Sebastiano e S. Rocco.

Subito all’esterno troviamo una lapide a commemorare i caduti della guerra.

Grotta della Madonna

Più avanti, poi, possiamo ammirare la grotta della madonna, all’interno della quale vi è una statua raffigurante la madonna, un pò come a Lourdes, alla quale effettivamente si ispirarono per la collocazione.

Funivia

Una volta usciti dai serrai ci troviamo a Malga Ciapela, e quindi ai piedi della Marmolada. Qui se vogliamo dare un ulteriore tocco di magia alla nostra visita possiamo prendere la Funivia, la quale ci porterà da Malga Ciapela a Punta Rocca.

Per maggiori informazioni vi lasciamo al sito ufficiale https://www.serraipark.it/i-serrai/

Risparmiare a Venezia: Mangiare Venezia senza spendere troppo

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È possibile mangiare del buon cibo e bere del buon vino riuscendo a risparmiare a Venezia? La risposta è SI!

Venezia, si sa, è una città che fa camminare parecchio. E camminare mette un certo appetito, se non una autentica fame da lupi.

Essendo infatti una città prettamente turistica, il maggior timore quando si deve mangiare qualcosa sta nell’uscire “spennati” da un ristorante, oppure di salvare qualche euro ma di andare incontro ad un servizio (o peggio ancora a del cibo) scadente. 

Perché Venezia è cara?

Bisogna considerare che, essendo una città che si erge su un sacco di piccole isole (se volete approfondire vi rimandiamo al nostro articolo su Murano, Burano e Torcello), il trasporto dei prodotti (specie quelli freschi) richiede un passaggio aggiuntivo via barca, per non parlare dei portantini che fanno su e giù dagli innumerevoli ponti con i carrelli. E tutto questo va a sommarsi al nostro conto.

Risparmiare a Venezia: ecco i nostri consigli

Ma quindi ci sarà modo di risparmiare a Venezia? Certo che sì! Seguendo alcuni piccoli stratagemmi, o facendo delle scelte che a prima vista possono sembrare “inusuali”. Ma adesso andiamo a vederle.

Evitare le Vie Principali

La prima cosa da fare, innanzitutto, è cercare di muoversi al di fuori delle principali vie turistiche. Lasciate perdere i cartelli “per Rialto” o “per San Marco”. Slegatevi dall’itinerario. Tralasciando il fatto che Venezia è disseminata di perle nascoste, di sicuro chi ha aperto bottega sulle strade principali tende a far pagare di più il privilegio di trovarsi in una zona di grande passaggio.

Cercate le Zone Residenziali

Restando in tema, il consiglio è di scegliere più o meno accuratamente la zona in cui si mangia, cercando di prediligere zone residenziali (come Cannaregio, andando verso l’ospedale SS. Giovanni e Paolo, oppure Castello, la zona di Via Garibaldi e le calli li intorno) oppure le zone universitarie (Il sestiere di Dorsoduro, essendo zona universitaria, pullula di pizzerie e ristorantini a misura di studente, e quindi decisamente più abbordabili).

Andare a Bacari

Un’altra alternativa è lasciarvi deliziare dalle leccornie reperibili nei bacari, che sono, per tradizione insulare, quei cantoni specializzati in “ombre” di vino e in finger food, che qui vengono definiti “cicchetti”.

Qui possiamo trovare, per l’appunto i cicchetti, ovvero dei crostini di pane con Baccalà mantecato, o salmone, o addirittura soppressa fresca.

Oppure dei piattini da consumarsi con del vino a base di calamari, seppioline in umido, moscardini in “tocio” o addirittura capesante, per non parlare dei “fritoìni”, che da tradizione sono i locali del luogo che preparano dei fritti di pesce da consumarsi a passeggio, dei coni di carta contenenti calamari fritti, polpettine di pesce e gli immancabili fiori di zucca.

Lista dei Bacari di Venezia

È quindi possibile perdersi dolcemente nelle romantiche calli, godendosi la giornata “cicchettando”, ovvero sbocconcellando, per non perdersi nemmeno un minuto (e finanche nemmeno un gusto) della città lagunare.

Vi lasciamo una lista dei 10 bacari più caratteristici della città.

Seguendo questi semplici consigli, noi di Veneto Club speriamo che possiate godervi appieno il tour del gioiello del nordest, risparmiando qualche Euro (magari per un bel giro in gondola).

Calà del Sasso: la scalinata più lunga d’Italia

Come immaginate la scalinata più lunga d’Italia? Bene, Calà del Sasso in Veneto è proprio quella più lunga e tra le più suggestive. Meta non solo per chi ama camminare ma anche per i curiosi e per chi ha voglia di sgranchirsi un po’.

Calà del Sasso: dove si trova

La Calà del Sasso conta da ben 4444 gradini di pietra sorta secoli orsono per facilitare il trasporto della legna da Sasso di Asiago a Valstagna.

Il punto di partenza di Calà del Sasso si trova alle coordinate 45.86809694343213, 11.635009535454802. Per raggiungere Sasso di Asiago bisogna seguire la SP72 in direzione per Bassano del Grappa. Attraversato Campomezzavia si prosegue per circa 1 km per poi girare a sinistra. Dopo circa 3,5 km si trova la segnaletica che indica l’inizio del paese. Svoltate a destra e troverete il parcheggio a breve distanza.

La leggenda di Calà del Sasso

La Calà del Sasso come molti altri luoghi e monumenti nazionali è protagonista di una leggenda amorosa. Si narra infatti che due giovani innamorati, Loretta e Nicolò erano in procinto di sposarsi ma qualcosa andò storto. Loretta incinta del primo figlio si ammalò molto gravemente e Nicolò si mise in cammino per cercare un unguento magico in grado di guarirla.

Il giovane volle recarsi a Padova e prese la Calà del Sasso ma tardando allarmò la popolazione locale che decise a notte inoltrata di cercarlo. Gli abitanti incontrano il giovane che stava tornando scortato da due valorosi uomini e con l’unguento magico, Loretta guarì grazie a questo e il matrimonio tra i due innamorati non tardò ad essere celebrato.

Ogni seconda domenica di agosto il cielo notturno si punteggia delle fiammelle di vivaci torce per mantenere vivo il ricordo dell’antico mito popolare creando una atmosfera al tempo stesso mistica, festosa e coinvolgente. Musica e banchetti accolgono infatti i partecipanti per celebrare la romantica leggenda.

Quando percorrere la scalinata

La scalinata Calà del Sasso si può percorrere tutto l’anno, ma nei mesi invernali è bene prestare attenzione alla scivolosità della stessa a causa della neve e del ghiaccio. Il percorso è contrassegnato dal segnavia n.778 ed ha inizio dal parcheggio di Lebo di Valstagna; termina poi alla Chiesa di Asiago

Per avere qualche curiosità in più e per pianificare al meglio la vostra escursione, potrete consultare anche questo articolo proprio su Calà del Sasso.

Escursione a Venezia? In SUP per scoprire la città spostandosi a filo d’acqua

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Fare un escursione a Venezia stando a pelo d’acqua è possibile grazie alle escursioni in SUP.

Ma di cosa si tratta e come provare?

Venezia è sempre Venezia… ma in SUP non è decisamente la solita Venezia!” così definisce questa esperienza davvero unica Eliana Argine, della Surf Club Venezia. Questa è un’associazione sportiva dilettantistica affiliata ACSE PGS che offre l’opportunità di visitare Venezia proprio stando a filo d’acqua, navigando per i piccoli canali del centro storico alla scoperta anche dei luoghi più lontani dal turismo di massa. L’uso del SUP è sicuramente sinonimo di turismo ecosostenibile e alternativo, capace di mettere d’accordo i turisti più diversi, anche per età.

Ma cos’è il SUP?

SUP che significa Stand Up Paddle viene svolto tramite l’ausilio di un’apposita tavola e tramite una pagaia per spostarsi e fare manovre sull’acqua. Il SUP è definito il punto d’incontro tra il Surf e la Canoa: dal primo prende la caratteristica di muoversi a pelo d’acqua e in piedi su una tavola, mentre dalla canoa eredita la pagaia, remo che si utilizza in piedi.

Questa disciplina può essere svolta davvero da chiunque, da amanti e professionisti di altri sport acquatici come da semplici curiosi ed amatori delle novità. I turisti poi a Venezia lo troveranno un modo davvero nuovo ed eco-friendly per visitare la città e fare anche un po’ di sport.

La tavola da SUP si differenzia da quella tradizionale da surf per le sue grandi dimensioni, così da garantire maggiore stabilità e con l’ausilio della pagaia poi si potrà navigare in sicurezza anche se non si è pratici di questi sport.

Il SUP inoltre si può praticare ovunque ci sia una superfici d’acqua, dalle più calme come quelle dei canali e dei laghi a quelle più briose come il mare o i fiumi.

Escursione a Venezia in Sup? SUP in Venice !

SUP in Venice vi offrirà tanti diversi tipi di escursione, dei veri e propri pacchetti di 2 ore di navigazione che si caratterizzano per percorso ad esempio. Non solo, troverete anche i tour da svolgere insieme ai vostri bambini, oppure quelli che comprendono un aperitivo con Spritz: davvero da non perdere.

Ad ognuno la sua escursione in SUP a Venezia! Scoprite tutti id dettagli visitando il sito o scrivendo a: supinvenice@gmail.com.

Murano, Burano e Torcello: le isole di Venezia

Venezia ha 3 isole vicine visibili in un solo giorno. Per una gita fuoripista davvero unica scegliete di visitare le isole di Venezia, non ve ne pentirete.

Le isole di Venezia, le isole della Laguna

Le isole più famose della Laguna Veneta, mete suggestive e adatte a tutta la famiglia.  Le escursioni organizzate, anche in barca, sono infinite e tutte molto interessanti ma è possibile anche visitare le isole in autonomia, organizzandosi da sé. Tenete però presente che per vederle tutte ci vorrà circa una giornata.

Murano

Murano è forse la più celebre delle 3 isole, questo per l’omonimo vetro conosciuto in tutto il mondo. Questa è anche la più grande delle 3 e si può anche assistere a dimostrazioni della lavorazione del pregiato vetro. L’assetto urbano è simile a quello di Venezia ma con un tono più rustico e arioso, non mancano i mercati del pesce e ovviamente tantissimi souvenir.

Burano

Burano è caratteristica per la colorazione davvero vivace delle sue abitazioni: un susseguirsi di tessere colorate che tiene la vista impegnata per tutta la visita. Non c’è che dire, qui l’allegria è di casa e una visita è d’obbligo anche alla Casa di Bepi Suà, l’abitazione più colorata dell’isola in Calle del Pistor. Un fiore all’0ccchiello dell’isola sono anche i merletti, apprezzabili nelle tantissime botteghe artigiane.

Torcello

È l’isola più rustica e selvaggia delle 3, ma ricca di monumenti e siti da visitare. Tra questi la Basilica di Santa Maria Assunta, un magnifico esempio di gotico bizantino e ricca di mosaici. Merita una visita anche il Ponte del Diavolo, famoso per non avere un parapetto.

Escursioni

Come detto sono tantissime le escursioni e le gite organizzate possibili per visitare le famose Isole veneziane, ecco alcuni enti che offrono interessanti alternative.

Veneto Inside.com propone una gita in barca di mezza giornata verso le isole partendo da Piazza San Marco.

Vivo Venetia invece vi fa visitare le isole ma dall’alto, grazie ad un tour mozzafiato in elicottero.

Anche Alilaguna vi farà vivere un tour indimenticabile alle 3 isole protagoniste del nostro articolo.