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Cosa vedere a Vittorio Veneto, provincia di Treviso: 10 idee

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Si ringrazia il Comune di Vittorio Veneto per aver acconsentito alla pubblicazione delle foto.

Scopri cosa vedere a Vittorio Veneto: la torre di San Floriano, le sorgenti del Meschio, il sentiero del lago morto, il parco laghi blu, piazza Flaminio, la città in fiore, il palazzo comunale, il castello di San Martino, il giardino segreto, il cammino delle colline del prosecco. Questa è solo una minima parte dello straordinario patrimonio naturalistico, architettonico e paesaggistico del comune di Vittorio Veneto. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Vittorio Veneto?

Il comune di Vittorio Veneto confina a nord con Belluno, a nord est con Farra d’Alpago, a nord ovest con Limana, a sud est con Conegliano, a sud ovest con San Pietro di Feletto, a est con Fregona, Cappella Maggiore e Colle Umberto, a ovest con Revine Lago e Tarzo.

Le sorgenti del Meschio e la torre di San Floriano

Per raggiungere la torre di San Floriano potete lasciare l’auto nell’area picnic in Via del Restello (46.031839292492315, 12.302397970398337) dalla quale potete contemplare la possente fortificazione merlata di origine romana erta sulla sommità di un colle erboso posto tra la scoscesa e incombente mole di Col Occett e Col Visentin ed il terso specchio d’acqua di San Floriano.

Partendo dall’area picnic, per raggiungere le sorgenti del Meschio lasciate la torre alla vostra destra. Di fronte al bivio, prendete la strada a sinistra, in salita, che conduce al monumento ai caduti di San Floriano.

Tenete destra e percorrete la strada statale 51 per 1,5 km, dopodiché potete lasciare l’auto nel parcheggio a lato della statale (46.021613171369005, 12.292242127128356) dove troverete le indicazioni per le sorgenti del Meschio.

Imboccate la strada asfaltata (l’accesso è consentito esclusivamente ai pedoni) e superate la sbarra di ferro. Poco prima del ponte sulla A27, tenete la sinistra sul sentiero che conduce ad un ponticello, attraversato il quale raggiungerete uno spiazzo con un tavolo e delle panche. Superato un secondo ponticello di legno troverete alla vostra destra il corso del Meschio con cascatelle scroscianti.

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Canale del Meschio.

Immersa nella vegetazione di acacie, frassini, olmi, faggi, cornioli, roveri, ortiche e ignea selvatica, una scalinata in legno e terra battuta si inerpica sull’altura boscosa fino a portare ad un sinuoso canale di pietra. Superato il ponticello metallico tenete la destra e seguite il sinuoso camminamento di legno che asseconda lo stretto canale. La fatica dell’escursione è ripagata dalla suggestiva veduta della profonda sorgente cristallina, brillante gioiello azzurro incastonato tra le rocce, uno dei più suggestivi, incantevoli scorci panoramici della regione Veneto.

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Il sentiero del lago morto e il parco laghi blu

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Lago morto.

Il punto di partenza dell’escursione è il parcheggio in Via della Ferrovia, nella frazione di Nove-San Floriano. A due passi troverete una candida spiaggia di sassi alberata lambita dal gelido specchio d’acqua, incorniciato dalla grandiosa mole boscosa delle Prealpi Bellunesi attraversate dal Viadotto Fadalto.

Per intraprendere il percorso ad anello imboccate, all’altezza del parcheggio, Via Borgo Piccin e procedete lungo la stradina di ghiaia affiancata da muretti a secco velati di muschio. Il sentiero si addentra nella densa vegetazione di frassini, salici, robinie e faggi, tra le cui fronde si scorgono spettacolari vedute del lago e degli scoscesi pendii montuosi.

Superate un piccolo capitello ricavato nella roccia, dopodiché proseguite fino a raggiungere un bivio. A sinistra, il sentiero panoramico si inerpica sul fianco del monte fino a portare al grazioso abitato di Caloniche di Sotto.

Tenete la destra lungo il tracciato n° 1044 che costeggia le sponde del bacino carsico fino a portare ad un’area picnic con un tavolo e panche in legno. A questo punto attraversate l’abitato di Fadalto Basso. Superato il ponte seguite Via Fadalto Basso per circa 240 metri, poi svoltate a sinistra per raggiungere l’oasi naturalistica Parco Laghi Blu all’ombra di frassini e abeti.

Conclusa la visita al parco tornate in Via Fadalto Basso. Procedete a sud lungo Via Fadalto Basso, poi imboccate la stradina alla vostra destra che si snoda lungo la riva del lago fino a riportare al punto di partenza.

Piazza Flaminio

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Piazza Flaminio.

Una delle località più significative di Serravalle, Piazza Flaminio è delimitata a ovest dal limpido corso del Meschio, a est da una serie di palazzi quattrocenteschi ornati da minuziose opere pittoriche, ovvero Palazzo Racola, palazzo Troyer, casa Bernardini, la torre dell’orologio ed il palazzo della comunità.

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Il Meschio a Serravalle.

Distinto da un’accentuato slancio e verticalità, il compatto schieramento di edifici riccamente decorati, con tetti a due falde disposti ad altezze diverse, è alleggerito al pian terreno da un porticato in lieve pendenza ritmato da archi a tutto sesto, archi ribassati e archi a sesto acuto sorretti da pilastri e colonne.

Riconoscibile per le raffinate trifore e quadrifore con archi trilobati inflessi, palazzo Racola è ornato lungo il sottotetto da un elaborato motivo di archetti pensili che, intersecandosi, formano archetti a ogiva. Lo stesso motivo prosegue nell’edificio adiacente, ingentilito al terzo piano da trifore gotiche e al piano inferiore da una bifora a tutto sesto balaustrata.

Al di sopra della gelateria artigianale si staglia un balcone coronato da un affresco raffigurante la Madonna col Bambino, tratto distintivo di casa Bernardini.

L’orologio collocato sulla sommità della torre civica passa quasi inosservato rispetto all’orologio sottostante, le cui lancette metalliche ondulate imitano i raggi brillanti di un sole dorato. Al centro del sole, un volto umano emerge da uno sfondo blu scuro simboleggiante la volta celeste.

Circondato da stemmi nobiliari, un affresco ritrae una nobile donna incoronata, con una spada in pugno, seduta su un trono racchiuso da un’arcata a tutto sesto dipinta. Al di sotto del trono compare l’iscrizione latina “VIDISTIS VIDETIS VIDEBITIS (avete visto, vedete, vedrete) IONE BAPTISTA VALERIO PRAETORE ZACHARLAEFILIO MDLXXXV (1585)”.

Attualmente sede del Museo del Cenedese, il Palazzo della Comunità presenta un loggiato con archi a tutto sesto. Al piano superiore due trifore trilobate fiammeggianti affiancano un balcone scandito da colonnine, al di sopra del quale campeggia una rappresentazione del leone marciano.

Se vi chiedete cosa vedere a Vittorio Veneto, piazza Flaminio regala una veduta fuori dal comune di uno splendido quadro di case antiche cui fa da sfondo l’imponente mole boscosa del colle di Sant’Antonio, ammantata di frassini e faggi che avvolgono i resti della rocca del Montesel e i ruderi della chiesetta di Sant’Antonio Abate.

La città in fiore

La vivace manifestazione si svolge ogni anno nel mese di aprile. L’edizione 2023 si è svolta domenica 16 aprile in Piazza del Popolo.

Delimitata ad est dalla sede comunale, la piazza è ingentilita da una grande fontana zampillante a forma di ellisse ed è ornata da una scultura in pietra e metallo che commemora i caduti della prima guerra mondiale.

In occasione dell’evento, la vasta piazza e l’ameno giardino pubblico costellato di cedri, magnolie, pini marittimi e ippocastani, saranno abbellite da sgargianti composizioni floreali e da numerosi banchetti allestiti dai vivaisti del territorio.

Se vi chiedete cosa vedere a Vittorio Veneto e siete alla ricerca di interessanti iniziative per trascorrere la stagione primaverile in un’atmosfera allegra e spensierata, partecipare alla città in fiore potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per maggiori informazioni in merito al prossimo appuntamento della festa è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Vittorio Veneto APS.

Il palazzo comunale

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Cosa vedere a Vittorio Veneto, provincia di Treviso: 10 idee 9

Articolato su quattro livelli (basamento rivestito da bugne, piano nobile, primo piano e mezzanino), il sontuoso edificio è diviso verticalmente in tre sezioni.

L’avancorpo centrale presenta al piano terra due finestre centinate ornate da parapetti affiancate da lesene tuscaniche. Due colonne dello stesso ordine sorreggono il piccolo portico che anticipa il portale d’ingresso, accessibile tramite un’elegante scalinata.

Al primo piano si aprono tre finestre concluse da archi a tutto sesto, anch’esse balaustrate e incorniciate da lesene ioniche sormontate dal fregio, dall’architrave, recante l’incisione latina” Haec tua domus civis” e dal frontone triangolare dentellato nel quale è inserito un orologio in numeri romani.

Il castello di San Martino

Situata in Via Brevia, 33, la maestosa fortificazione fu costruita a cavallo tra i secoli V e VI durante il regno di Teodorico, il cui regno in Italia durò dal 493 al 596.

Uno degli elementi più rappresentativi del formidabile complesso architettonico è la possente torre in cui si aprono diverse monofore e bifore. Avvolta da un folto manto di vegetazione rampicante, la fortificazione millenaria si articola intorno ad un cortile centrale delimitato da eleganti mura merlate.

Dalla posizione privilegiata della rocca si domina con lo sguardo lo sconfinato panorama delineato da alture scoscese disseminate di abeti, cedri, frassini e betulle e del cuore urbano di Ceneda.

Il cammino delle colline del prosecco

Vittorio Veneto costituisce l’ultima tappa del sentiero turistico ed enogastronomico che per 51 km (partendo da Vidor) si articola attraverso ventinove comuni tra cui Valdobbiadene e Conegliano, le cui celebri colline sono considerate patrimonio dell’UNESCO dal 2019.

L’ultimo tratto del serpeggiante itinerario ciclopedonale si snoda lungo la dorsale di Monte Baldo, la cui gigantesca mole sovrasta la pittoresca località di Serravalle. La lussureggiante vegetazione dell’altura avvolge le solenni rovine del castello di Montesel, della chiesa di Sant’Antonio Abbate e di misteriose torri medievali.

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Il giardino segreto.

Come accedere al sentiero?

Da Piazza Flaminio procedete verso il Museo del Cenedese. Svotate a destra in Via Roma, poi subito a sinistra in Via Piai passando sotto il portico. Procedete lungo Via Piai fino ad arrivare al giardino segreto, ameno parco alberato da cui si gode di una splendida veduta di Serravalle. Alla vostra destra, troverete la segnaletica per il sentiero n° 1043.

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