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Cosa fare a Pieve di Soligo: 3 cose da fare a Pieve di Soligo

Cosa fare a Pieve di Soligo? Scopri cosa fare a Pieve di Soligo tra grigliate da record (lo spiedo gigante), misteriosi itinerari naturalistici e incredibili tesori di arte e architettura.

Dove si trova Pieve di Soligo?

Il comune di Pieve di Soligo in provincia di Treviso confina a nord con Cison di Valmarino, a sud con Sernaglia della Battaglia e Susegana, a est con Refrontolo e Susegana, a ovest con Follina e Farra di Soligo.

Cosa fare a Pieve di Soligo? Lo spiedo gigante

L’evento enogastronomico più atteso a Pieve di Soligo si svolge presso la Pro Loco comunale in via Giacomo Battistella, 1, a cui si recano ogni anno migliaia di visitatori di ogni età amanti della musica e della buona cucina, attratti in particolare dallo spettacolare ed enorme spiedo composto tradizionalmente da pollo, ossocollo e costicine di maiale e che, durante l’ultimo giorno della sagra culinaria, offre prelibata carne di quaglia.

L’amore per le specialità gastronomiche locali unita all’ambizione e al talento dei cuochi, degli amministratori del comune e all’impegno e collaborazione del comitato organizzatore dello Spiedo Gigante e dei volontari del Gruppo Festeggiamenti di Barbisano, ha permesso alla Pro Loco di Pieve di Soligo di conseguire il Guinness World Record in data 08/10/2017 per la più grande cottura di carne del mondo: 4 mila volatili cotti lentamente per ben sette ore, per un peso complessivo di ben 504,8 kg.

Per chi desidera partecipare ad uno degli eventi gastronomici più squisiti spettacolari al mondo, non esitate a visitare il sito dell’evento per tenervi aggiornati su tutte le novità della sagra da record.

Maglio di Pradella e Molino Fiorin

L’antico canale Tajada, ricavato da una campagna di scavo nel corso del XV secolo, convoglia le acque dei laghi di San Giorgio e di Santa Maria dando vita, insieme alle acque di altri corsi d’acqua minori al fiume Soligo.

Attraversata la Vallata compresa tra le Prealpi Bellunesi e i rilievi collinari del Quartier del Piave, il fresco e limpido torrente volge il proprio corso a sud lambendo la rigogliosa vegetazione che cresce lungo le sue sponde per poi immettersi nel fiume Piave.

Durante il medioevo le acque del fiume Soligo, strettamente legate alle attività artigianali del luogo, costituivano la forza motrice che azionava diversi mulini e nei secoli successivi imponenti corpi di fabbrica i cui resti costituiscono suggestivi esempi di archeologia industriale.

Il maglio Pradella funzionava grazie ad una roggia che garantiva una costante quantità d’acqua e un ingegnoso sistema che sfruttava il salto di quota azionava il possente maglio. Rimasto attivo fino al 1984 e tuttora in ottimo stato di conservazione, la struttura si eleva su tre piani ed era utilizzata per forgiare strumenti in metallo, in particolare utensili agricoli.

A poca distanza dal maglio, il Molino Fiorin ,di origine medievale, presenta tutt’ora la caratteristica ruota di metallo. L’opificio veniva impiegato per la macinazione del grano e per la creazione di strumenti in ferro. Pur non essendo in funzione, il complesso molitorio è ben conservato e rappresenta uno splendido esempio di archeologia industriale nonché preziosa testimonianza del nostro passato e della cultura del nostro territorio.

Il Maglio di Pradella e il Molino Fiorin (nella frazione di Solighetto) si inseriscono in una delle più incantevoli cornici naturalistiche in provincia di Treviso.

Duomo di Santa Maria Assunta

Situata in via Guglielmo Marconi, 16, 31053 Pieve di Soligo (TV), il solenne duomo troneggia nel centro storico del comune di Pieve di Soligo, del quale costituisce uno dei monumenti di maggior valore storico e artistico per l’impressionante complessità e bellezza della sua architettura e per l’inestimabile patrimonio pittorico e scultoreo custodito al suo interno.

Il grandioso edificio, la cui fondazione risale agli inizi del XX secolo, è immediatamente riconoscibile per la maestosa facciata a salienti in laterizio, ornata da cinque svettanti pinnacoli la cui disposizione lascia intuire la suddivisione della struttura in tre sontuose navate illuminate dalle ampie trifore nelle pareti laterali.

Uno degli aspetti di unicità della stupenda chiesa è la coesione di diversi canoni architettonici, in cui la spiccata verticalità tipica dell’architettura gotica si concilia armoniosamente con la robustezza di arcate e colonne romaniche ed elementi di gusto bizantino e giottesco.

Lo splendido scrigno neogotico accoglie pregevoli opere pittoriche tra cui emerge una pala d’altare del 1540 ritraente l’Assunzione della Vergine del maestro Francesco da Milano, grade pittore vissuto tra il XIV e il XV secolo.

Marta Sammartini, grande pittrice e scultrice pievigina contemporanea, ha realizzato invece un suggestivo ciclo affreschi relativo a storie della vita di Gesù Cristo sulle pareti laterali del duomo.

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