Museo di Monselice

Torre Ezzelino - Di Liberotag73 - Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8056838
Torre Ezzelino – Di Liberotag73 – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8056838

Storia del Museo del Mastio Federiciano

Il Castello di Monselice, la cui biblioteca ospita da più di vent’anni i resti di una antica necropoli longobarda, merita di essere definito un museo a cielo aperto.

Il complesso monumentale si articola attraverso quattro strutture realizzate nel corso di ben cinque secoli, 

La parte più antica del Castello, detta il castelletto, fu costruita dal XI al XII secolo e vi si può accedere tramite il portone della Corte Grande.

Il Castelletto, cui fu in seguito incorporata la casa Romanica, è la parte più antica del Castello, eretta tra i secoli Xl e XII.

La torre Ezzelino, massiccia opera difensiva risalente invece al XII secolo, venne fatta erigere per ordine dei Ezzelino III da Romano, condottiero e politico nella Marca Trevigiana.

Dopo l’occupazione di Monselice da parte della Repubblica di Venezia nel XV secolo la proprietà del castello passa alla famiglia dei Marcello per ordine della quale viene unita la torre di Ezzelino e la parte Romanica.

Durante il XIX secolo il passaggio della proprietà a diverse famiglie nobili del territorio porta ad un lento degrado dell’intero complesso di edifici.

La maestosa biblioteca infine venne  ricavata da un antico edificio situato di fronte alla torre Ezzelino verso la fine del XVI secolo.

A fine Ottocento il castello passa infine alla famiglia Cini, dalla quale il castello prende il nome attuale.

Antiquarium Longobardo

L’Antiquarium Longobardo consiste in una serie di resti di una necropoli longobarda rinvenuta nel 1989 in un’area archeologica sul colle della Rocca di Monselice.

La necropoli conta sepolture di ben sette individui, tra i quali tre bambini, collocati in cinque tombe.

I sepolcri più rudimentali e poco profondi furono ricavati dalla nuda terra, gli altri invece sono il risultato di uno scavo sulla roccia affiorante.

La composizione del complesso funerario unita alla tipologia di materiali e utensili rinvenuti, tra i quali armi e oggetti personali di rara fattura, suggeriscono che questo complesso tombale fosse una necropoli familiare, attribuibile ad un gruppo di arimanni

 (Dal germanico “Herr”-esercito e “Mann”-uomo, nella società longobarda gli arimanni erano gli uomini liberi che combattevano come guerrieri direttamente alle dipendenze del re e che difendevano punti strategici del regno. Avevano inoltre diritto a partecipare all’assemblea comunitaria chiamata gairethinx. In quanto uomini liberi per eccellenza intervenivano nei giudizi con la funzione di proporre la sentenza)

uniti da legami di parentela e che avrebbero preso parte alla difesa di una tratto della cinta difensiva strappata ai Bizantini.

Paolo Diacono, monaco cristiano, storico e scrittore longobardo vissuto nell’VIII secolo d.C. (nascita: circa 720, Cividale del Friuli ; morte: 13 aprile 799, Montecassino) offre importanti testimonianze relative alla presenza longobarda a Monselice.

Secondo quanto riportato nella sua Historia Langobardorum, in seguito al tentativo fallimentare del sovrano Alboino di conquistare Padova, Monselice e Mantova, il suo successore Agilulfo avrebbe dato il via ad una massiccia offensiva culminata nell’occupazione  di Padova nel 602 d.C. che fu successivamente data alle fiamme.

Proprio in questo contesto, ci insegna Diacono, venne conquistata la cittadella fortificata di Monselice.

Le strutture difensive presso cui furono seppelliti gli Arimanni sono state musealizzate sul posto mentre i corredi funebri hanno richiesto, per la pregiata quanto delicata fattura che li contraddistingue, condizioni di esposizione che ne garantissero integrità e conservazione ottimali.

I reperti mobili sono stati quindi inseriti in un percorso museale che si articola attraverso il complesso monumentale precedentemente descritto nel primo paragrafo.

Il Castello Cini ospita infatti, oltre ad una notevole collezione di armi antiche, anche i reperti della necropoli, conciliando sia le strutture musealizzate in siti che i pregiati corredi funerari dei guerrieri longobardi.

Dopo una prima introduzione di carattere storico e geografico si accede ad un itinerario che ricrea l’insieme delle sepolture tramite la collocazione originale dei resti scheletrici e l’inserimento di sagome neutre relative agli oggetti del corredo.

Un terzo settore museale è dedicato all’esposizione degli oggetti rinvenuti nel complesso tombale sottolineando gli oggetti di maggiore valore e rilevanza storico-archeologica.

Oltre alla presenza di armi, guarnizioni di cintura e altri preziosi ornamenti che indicano lo status dei proprietari, è di notevole interesse una crocetta in oro decorata a sbalzo, con al centro un monogramma, forse di significato cristiano.

La presenza di testi descrittivi rende il percorso ancor più educativo e coinvolgente.

Il percorso prosegue con la visita del sito archeologico, dando al visitatore la possibilità di riscoprire l’ambiente e la storia che caratterizzano l’antiquarum longobardo.

I questo modo giunge a compimento la sintesi tra le opere collocate nello spazio espositivo e quelle musealizzate direttamente sul luogo del ritrovamento permettendo al visitatore di fruire appieno la bellezza di un complesso tanto importante da un punto di vista storico e culturale.

 

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Orari:
Il Complesso Monumentale è aperto al pubblico da Febbraio a Dicembre.
Nel mese di Gennaio è aperto per gruppi su prenotazione.

Il Complesso Monumentale è aperto:
Da Marzo ad Ottobre nei seguenti orari:
h 09:00 – 10:00 – 11:00
h 15:00 – 16:00 – 17:00

Nei mesi di Novembre, Dicembre e Febbraio l’orario di apertura è il seguente:
h 10:00 – 11:00
h 14:00 – 15:00


Per informazioni  circa i prezzi e le prenotazioni visita il sito http://www.castellodimonselice.it  

 

Di Michele

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