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Cosa fare a San Martino di Venezze (RO): 3 idee

Scopri cosa fare a San Martino di Venezze: la festa di San Rocco, giro in bicicletta a San Martino di Venezze, Villa Venezze Giustiniani. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova San Martino di Venezze?

Il comune di San Martino di Venezze confina a nord con Anguillara Veneta, a sud con Villadose, a sud est con Adria, a sud ovest con Rovigo, a est con Pettorazza Grimani, a ovest con Rovigo.

La festa di San Rocco

L’edizione 2023 della festa di San Rocco ha avuto luogo da venerdì 4 a mercoledì 16 agosto in corrispondenza degli impianti sportivi del comune.

La tradizionale manifestazione prevede chioschi itineranti e aree di ristorazione in cui è scegliere tra invitanti pietanze, da tagliate di manzo al rosmarino, bigoli all’anatra e al ragù a gustose pizze e panini goderecci, solo per citare alcune delle specialità del menù dell’ultimo appuntamento della festa.

Se vi chiedete cosa fare a San Martino di Venezze, la fiera di San Rocco è un’occasione da non perdere per vivere la bella stagione all’insegna di musica dal vivo, specialità gastronomiche e freddi boccali di birra da assaporare nello scenario di un accogliente cittadina armoniosamente inserita nella vasta pianura del Polesine.

Per maggiori informazioni in merito alla vivace ricorrenza popolare è possibile consultare la pagina Facebook Festa di San Rocco.

Giro in bicicletta a San Martino di Venezze

Il punto di partenza dell’itinerario è il parco in Piazza Aldo Moro, costellata di cedri, magnolie, pioppi, aceri e altre rigogliose piante d’alto fusto.

Lasciate l’ingresso del municipio alle vostre spalle e procedete a sud lungo Via Marconi Guglielmo per circa un chilometro e mezzo tra graziose dimore rurali avvolte da giardini alberati.

All’incrocio con la strada provinciale svoltate a destra in Via Saline. Il percorso continua in direzione sud est per 3 km lungo Via Saline e Via dei Mille in direzione di Mardimago, tra vaste coltivazioni di granturco, campi di frumento e caseggiati d’epoca incorniciati da muriccioli coperte di edera.

Svoltate a destra e seguite Via Aspromonte e Via Goito per poco più di un chilometro e mezzo attraversando l’abitato di Ca’ Bianca. Tenete la sinistra per raggiungere la sommità dell’argine, poi svoltate a sinistra e procedete a sud ovest per quasi 4 km verso Badia Polesine.

Il sentiero regala affascinanti vedute panoramiche del corso dell’Adige e della densa vegetazione ripariale di salici, sambuchi, betulle, noci, olmi e pioppi cipressini che ne ricoprono le sponde. Alla vostra sinistra potete ammirare il suggestivo scenario della fertile pianura polesana punteggiata di eleganti cascine e fabbricati rustici secolari.

A questo punto (45.107571564559954, 11.788408939008574) svoltate a sinistra in Via San Martino e discendete l’argine. All’incrocio con Via Curtatone girate a sinistra e seguite Via Curtatone per 3,4 km, inoltrandovi nel placido panorama campestre polesano scandito da campi di frumento e svettanti pioppeti che ombreggiano adiacenze rurali ammantate di vegetazione rampicante.

Tenete la sinistra in Via Goito e procedete a nord per 500 metri, poi svoltate a destra e procedete fino a raggiungere la sommità dell’argine. Procedete a nord est per 2 km, dopodiché discendete l’argine e seguite Via Custoza per 2,1 km, attraversando l’abitato di Fenile Morosina.

All’incrocio con Viale dei Mille svoltate a sinistra e ripercorrete a ritroso la strada per tornare al punto di partenza.

Se vi chiedete cosa fare a San Martino di Venezze, questo breve itinerario ciclabile è consigliato a chi desideri immergersi nella fertile campagna rodigina solcata dal sinuoso corso dell’Adige.

Villa Venezze Giustiniani

Edificata tra i secoli XVII e XIX, la proprietà è costituita dalla casa dominicale, elevata su quattro piani, dall’oratorio, annunciato dalla svettante torre campanaria a base quadrata, e da una serie di edifici di servizio disposti lungo i lati est e ovest, tra cui un granaio e un lungo edificio porticato, di fronte al quale si trova la stalla.

Al Villaggio San Francesco i bambini diventano Sentinelle del Mare,

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si chiude oggi il progetto Confcommercio Federalberghi con l’Università di Bologna

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Sentinella Del Mare San Francesco


Al Villaggio San Francesco i bambini diventano Sentinelle del Mare, si chiude oggi il progetto Confcommercio Federalberghi con l’Università di Bologna


Caorle, 21 giugno 2024 – Le Sentinelle del Mare sono arrivate a Caorle. In particolare al Villaggio San Francesco, il progetto promosso da Confcommercio  Federalberghi Caorle con l’Università di Bologna, è arrivata una Biologa per un momento di interazione con i piccoli ospiti in villaggio. Tra attività divertenti ed alcune di spiegazioni relative alla vita in mare i giovani sono stati tutti avviati alla importante attività di Sentinelle del Mare. Il progetto termina oggi 21 giugno dopo tre settimane di lavoro sull’intero litorale di Caorle. 

“Si tratta di un progetto molto bello – spiega Ilenia Cherubin, Sales  & Marketing Director di Bi-Holiday – che ospitiamo con piacere. Senza dubbio la sensibilità di Confcommercio su questi temi ci trova preparati. Stiamo infatti lavorando ad un nuovo progetto di villaggio e di vacanza sempre più attenti alle necessità dell’ambiente che ci circonda. Siamo noi operatori i primi a dover essere Sentinelle del nostro mare”.

“Siamo veramente soddisfatti per come si è sviluppato in queste settimane la nostra tappa del progetto “Sentinelle del Mare” – ha commentato il Presidente di Federalberghi Caorle, Nazzareno Cosmo – La sostenibilità rimane un tema molto caro all’imprenditoria turistica di Caorle ed il successo di questa manifestazione lo dimostra. La partecipazione attiva della comunità, dai giovanissimi studenti ai soci dell’Anmi, dai pescatori ai ristoratori, albergatori e chioschisti e del Villaggio San Francesco, dimostra senza alcun dubbio quanto la battaglia per la difesa del mare e dell’ambiente sia un impegno trasversale”.

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Sentinella Del Mare San Francesco

Cosa fare a Gavello (RO): 3 idee

Scopri cosa fare a Gavello: la fiera di Gavello, giro in bicicletta a Gavello, Palazzo Gradenigo Mocenigo. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Gavello?

Il comune di Gavello confina a nord con Ceregnano, a nord est e a est con Adria, a sud con Villanova Marchesana, a ovest con Ceregnano e Crespino.

La fiera di Gavello

L’edizione 2023 della fiera di Gavello ha avuto luogo da venerdì 26 maggio a domenica 4 giugno nel centro urbano di Gavello.

Se vi chiedete cosa fare a Gavello, la tradizionale manifestazione concilia la solennità della santa messa in onore della Madonna Beata Vergine delle Grazie con l’atmosfera allegra e spensierata di una festa paesana all’insegna di musica d’orchestra, serate di ballo, tornei di briscola, lotterie di beneficienza, gare ciclistiche nonché concerti di gruppi tributo per rivivere alcuni dei più grandi successi di musica rock italiana e internazionale.

Per maggiori informazioni in merito alla vivace manifestazione è possibile visitare la pagina Facebook Fiera Di Gavello.

Giro in bicicletta a Gavello

Il punto di partenza del giro in bicicletta è Piazza XX Settembre. Uscite dal parcheggio e svoltate a destra in Via Giacomo Matteotti, dopodiché procedete a nord per 1,5 km addentrandovi nel sereno panorama agreste del Polesine punteggiato di graziose dimore rurali e fabbricati ristrutturati circondati dal verde.

Alla rotonda prendete la prima uscita e procedete a est per 4,5 km lungo Via Canalbianco Superiore. La prima parte del percorso si snoda lungo il corso d’acqua artificiale all’ombra di salici, pioppi, platani, robinie e molti altri alberi e arbusti ripariali.

Attraversate il ponte sul collettore padano polesano, poi tenete la sinistra e procedete per 800 metri nella silenziosa pianura rodigina solcata da sinuosi canali. Alla successiva intersezione svoltate a sinistra e seguite il rettilineo che per 2,7 km attraversa la fertile campagna rodigina coltivata a granturco.

All’incrocio, in corrispondenza di un maestoso pioppo, svoltate a destra. Il tragitto si articola a sud ovest lungo Via Treponti e Via Sasso, inoltrandosi nella radiosa campagna costellata di eleganti cascine, rinomate trattorie, imponenti annessi rustici in mattoni a vista rivolti su floridi orti ben curati. Particolarmente suggestivo è l’impianto idrovoro del bacino Gavello Dragonzo, una delle località più fotogeniche dell’itinerario.

All’intersezione girate la destra, poi tenete nuovamente la destra e seguite Via Goresina per 1,5 km in direzione di Villanova Marchesana. All’incrocio con la strada provinciale 33 tenete la destra e procedete per poco meno di 200 metri, poi imboccate Via Ponte e procedete per 600 metri costeggiando un placido corso d’acqua che lambisce vivai, vigneti ben curati e pioppeti soleggiati.

Dopo aver attraversato il canale, svoltate a sinistra e seguite Via Canalazzo per 1 km. All’incrocio con Via Trombini girate a destra e procedete a nord per 650 metri in direzione di Anconetta, poi tenete la sinistra nella strada provinciale 31, affiancando caratteristici caseggiati agricoli ombreggiati da querce, pini marittimi, acacie e molte altre piante d’alto fusto.

Seguite Via Serraiolo fino a raggiungere l’ingresso di un incantevole agriturismo, situato alla vostra destra. Tenete la destra in Via Aguiaro e proseguite per 500 metri, poi tenete nuovamente la destra nella strada provinciale 31. L’ultima parte dell’itinerario si snoda in direzione nord per circa tre chilometri e mezzo tra salici, ciliegi, cedri, cipressi, abeti e cimiteri campestri fino a ricondurre in Piazza XX Settembre, nel centro storico di Gavello.

Se vi chiedete cosa fare a Gavello, questo breve itinerario è consigliato a chi desideri immergersi nel placido scenario campestre della provincia di Rovigo a breve distanza dal corso del Po.

Palazzo Gradenigo Mocenigo

Situata in Piazza XX Settembre, 14, la sontuosa proprietà seicentesca è costituita dal nucleo residenziale, rivolto a ovest su Via Giacomo Matteotti, e da una serie di annessi rustici armoniosamente inseriti in un ampio giardino alberato.

Affiancata da due ali simmetriche, la casa dominicale è conclusa da un corpo sommitale coronato da un frontone triangolare.

LA NOTTE DI SAN GIOVANNI Bosco delle Viole

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venerdì 21 giugno, ore 20.30

Notte di San Giovanni Bosco delle Viole

Il tempo è sereno, sta arrivando l’estate e si avvicina anche l’appuntamento al Bosco delle Viole dedicato alla NOTTE DI SAN GIOVANNI!🌼✨

Avremo con noi due grandi relatori:
CLAUDIO RORATO che illustrerà il “Rito dell’acqua di San Giovanni”
MAURO FASAN che parlerà di streghe e “stregherie”

Vi aspettiamo questo VENERDÌ 21 GIUGNO, ore 20.30

PRENOTAZIONE
Gradita la prenotazione rispondendo a questo messaggio.
Info: boscodelleviole@gmail.com

ALTRO
– per partecipare al rito dell’acqua di San Giovanni vi invitiamo a portare un recipiente (anche piccolo) che sia adatto naturalmente a contenere acqua e possibilmente dotato di coperchio;
– consigliamo di dotarvi di repellente contro le zanzare.

Cosa fare a Ceregnano (RO): 3 idee

Scopri cosa fare a Ceregnano: Ceregnano in fiera, Giro in bicicletta a Ceregnano, la chiesa di San Cassiano Martire. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Ceregnano?

Il comune di Ceregnano confina a nord con Villadose, a sud est con Gavello, a sud ovest con Crespino, a est con Adria, a ovest con Rovigo.

Ceregnano in fiera

L’edizione 2023 di Caregnano in fiera si è svolta da venerdì 1 a domenica 3 e da venerdì 8 a domenica 10 settembre in Piazza Guglielmo Marconi.

Se vi chiedete cosa fare a Ceregnano, partecipare a Pro Loco Ceregnano è un’opportunità da non perdere per trascorrere la bella stagione all’insegna di musica dal vivo, serate di danza, mostre d’arte, spettacoli di cabaret, esposizioni di auto d’epoca, mercatini artigianali e agricoli, attività sportive all’aria aperta, chioschi itineranti e aree di ristorazione in cui scegliere tra invitanti specialità enogastronomiche da gustare nella cornice di un ameno paese rurale immerso nella pianura del Polesine.

Per maggiori informazioni in merito alla tradizionale ricorrenza paesana è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Ceregnano.

Giro in bicicletta a Ceregnano

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio in Via I Maggio in corrispondenza del campetto sportivo e del parco giochi delle scuole medie, ombreggiato da abeti e pini marittimi (45.04692808121106, 11.869205022933107). Procedete a est fino ad arrivare all’incrocio con Via Roma.

Svoltate a destra e seguite Via Roma per circa 200 metri, poi svoltate a destra in Via Giuseppe Garibaldi. Dopo circa 230 metri svoltate a sinistra in Via Vincenzo Bellini.

La prima parte del percorso si snoda a sud ovest per 1,3 km lungo Via Vincenzo Bellini e Via N. Biscaccia, tra campi di frumento, folte siepi di salici, robinie e svettanti pioppi che ombreggiano eleganti cascine.

Svoltate a sinistra in Via S. Gaetano e attraversate il ponte sul canale dalle sponde ammantate di vegetazione ripariale, poi tenete la sinistra e continuate in Via San Gaetano per 280 metri passando per l’abitato di Fenil del Turco.

La chiesa di San Cassiano Martire

All’intersezione svoltate a sinistra in Via Francesco Baracca e procedete per 900 metri lungo il corso del Canalbianco, poi svoltate a destra in Via San Cassiano, attraversate il collettore Padano Polesano e continuate fino a raggiungere località San Cassiano, nella quale sorge la candida chiesa di San Cassiano Martire, meta imperdibile per chi si chiese cosa fare a Ceregnano.

Risalente al XVII secolo, il luogo di culto neoclassico si distingue per una facciata a doppio spiovente nella quale si aprono due monofore e un’apertura circolare. Quest’ultima si staglia al di sopra del portale d’accesso. Particolarmente suggestivo è il candido campanile, inglobato nella struttura del luogo di culto e coronato da una croce metallica.

Lasciate la chiesa alla vostra destra e proseguite per 700 metri tra antichi caseggiati rustici avvolti da campi di frumento, poi svoltate a sinistra e procedete per 3,4 km nel silenzioso panorama campestre del Polesine in Via Giuseppe Garibaldi.

All’incrocio svoltate a sinistra e seguite Via Giacomo Matteotti per 650 metri attraversando il pittoresco centro storico di Gaiba, dopodiché continuate a nord in Via Veneziano. Alla rotatoria prendete la seconda uscita e procedete per 400 metri, poi attraversate il ponte in Via P. Micca, da cui si abbraccia con lo sguardo l’incantevole parco Belvedere di Ceregnano.

Tenete la sinistra in Via Vittorio Veneto lungo le sponde del Canalbianco, ricoperte da folte macchie di canne comuni e costellate di salici, acacie, pioppi e molte altre floride piante d’alto fusto, dopodiché tenete la destra in Via 4 Novembre e procedete per 1,5 km in direzione del centro di Ceregnano.

Svoltate a destra in Via Roma e procedete per poco più di metri, poi svoltate a sinistra per tornare al punto di partenza.

Uomini e Boschi uniti nella complessità – Ecosistemi e Benessere

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Locandina

Un incontro nel Bosco per approfondire e sperimentare la CONNESSIONE tra ECOSISTEMI e BENESSERE umano 🌳🙏🏻✨
Ad accompagnarci in questo percorso sarà ALICE STOCCO, ecologa, biologa, ricercatrice presso Ca’ Foscari; presentazione della serata a cura di ALESSANDRO MARCHETTI, operatore di Fattoria didattica.

Vi aspettiamo al Bosco delle Viole VENERDÌ 28 giugno, ore 20.30!

L’evento è promosso da ISDE – Medici per l’ambiente e dalla Comunità di Pratica sulle Prescrizioni Verdi per la Salute Planetaria nell’ambito del Festival della Complessità 2024

EVENTO GRATUITO.

PRENOTAZIONE
Per ragioni organizzative è gradita la prenotazione scrivendo a boscodelleviole@gmail.com
Per info sull’evento: 333 8479659 (Alice)

ALTRO
Consigliamo di dotarvi di repellente contro le zanzare.

Cosa fare a Crespino (RO): 3 idee

Scopri cosa fare a Crespino: E…STATE a Crespino, giro in bicicletta a Crespino, Villa Marzolla. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Crespino?

Il comune di Crespino confina a nord est con Ceregnano, a nord ovest con Rovigo, a sud con Riva del Po, a est con Gavello e Villanova Marchesana, a ovest con Pontecchio Polesine e Guarda Veneta.

E…STATE a Crespino

L’edizione 2023 di E…STATE a Crespino si è svolta da lunedì 19 giugno a sabato 26 agosto in Piazza Fetonte.

Se vi chiedete cosa fare a Crespino, partecipare a questa ricorrenza popolare è un’opportunità da non perdere per trascorrere la bella stagione all’insegna di spettacoli musicali, serate di danza e specialità gastronomiche goderecce da gustare con freddi boccali di birra nella cornice di un accogliente cittadina rurale immersa nella fertile pianura del Polesine.

Per maggiori informazioni in merito alla vivace manifestazione popolare e per essere sempre aggiornati in merito ai prossimi appuntamenti di E…STATE a Crespino è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Crespino APS.

Giro in bicicletta a Crespino

Il punto di partenza dell’itinerario è Piazza Fetonte, sulla quale si affaccia la spettacolare facciata barocca della chiesa dei Santi Martino e Severo. Lasciate il fronte del luogo di culto alle vostre spalle, attraversate la piazza e procedete a sud in Via Trento. Raggiunta la sommità dell’argine procedete a est per poco più di 6,5 km in Via Argine Po Fornace.

La prima parte del percorso regala vedute ad ampio raggio del corso del Po e della fiorente vegetazione di pioppi cipressini, salici bianchi, carpini, olmi, ontani e dense macchie di canne comuni che ne ammantano le sponde.

Dopo aver superato la laterale alla vostra destra che conduce all’Attracco Piarda “Amici del Po” (44.989781074576634, 11.962977487180055), procedete per altri 170 metri, dopodiché discendete l’argine in direzione della chiesa di Santa Maria Assunta e dello svettante campanile che si innalza al suo fianco.

Lasciate alla vostra destra la facciata della chiesa e proseguite a nord in Via Roma fino all’incrocio con la strada provinciale 33, poi svoltate a sinistra e continuate lungo la pista ciclabile per 180 metri. A questo punto attraversate le strisce pedonali e imboccate Via Ponte alla vostra destra. Dopo circa 500 metri tenete la destra e attraversate il ponte sul canale, poi svoltate a sinistra in Via Canalazzo e assecondate per poco più di 1 km il corso d’acqua che lambisce un florido pioppeto.

All’incrocio svoltate a sinistra in Via Trombini, poi girate a destra nella strada provinciale 33 addentrandovi nella sconfinata campagna del Polesine punteggiata di caseggiati rustici avvolti da campi di granturco e da folte siepi di acacie. Dopo 350 metri imboccate la SP 31 alla vostra destra.

Dopo 1,2 km tenete la sinistra in Via Aguiaro e procedete per circa 4 km nel silenzioso panorama agreste crespinese. Attraversate la strada provinciale 33 e seguite Via Giuseppe Verdi per 750 metri, poi tenete la destra in Via Trieste fino a tornare in Piazza Fetonte.

Villa Marzolla

Situato in Via Trieste, 44, il complesso architettonico è costituito da una maestosa casa dominicale a tre piani nella quale si aprono tre portali, il centrale dei quali archivoltato. I tre ingressi sono sormontati da una finestra circolare, al di sopra della quale si staglia un frontone triangolare.

Armoniosamente inserita in un ampio giardino costellato di piante secolari, l’imponente struttura concilia in modo equilibrato l’eleganza di una dimora signorile settecentesca con la funzionalità di un imponente caseggiato rurale. Il pian terreno del complesso ospita le scuderie mentre i piani superiori fungevano da granai.

I vasti e luminosi ambienti di Villa Marzolla accolgono oggi un’interessante esposizione etnografica e una collezione di auto d’epoca.

Se vi chiedete cosa fare a Crespino, Villa Marzolla è uno dei più affascinanti punti di riferimento culturali e storici del Polesine.

Fabrica, Catena di Villorba (TV)

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Foto di Alessandro Favaron

Progetto Tadao Ando Architect & Associates

Fondata nel 1994 da una visione di Luciano Benetton e Oliviero Toscani, Fabrica è un centro culturale e un incubatore di talenti con sede alle porte di Treviso in un complesso nobiliare seicentesco restaurato e ampliato da Tadao Ando, uno dei maestri dell’architettura contemporanea.

Di ispirazione rinascimentale e con un approccio che si basa sull’imparare facendo, Fabrica offre una residenza artistica gratuita di sei mesi a creativi under 25 provenienti da tutto il mondo che intraprendono un percorso di ricerca e formazione nei campi della fotografia, della comunicazione visiva, dell’interaction design, del video, della scrittura, della musica e molto altro attraverso un programma di workshop, conferenze e proiezioni con artisti, mentori e professionisti di caratura internazionale.

Dove si trova Fabrica?

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Foto di Alessandro Favaron

Situato in Via Postioma 54/F, a Catena di Villorba, il complesso edilizio sorge presso il punto in cui la Via Postumia, strada consolare del 148 a.C. che metteva in comunicazione Genova e Aquileia, si intersecava con l’antico percorso che conduceva al guado del Piave a Lovadina, crocevia di pellegrinaggi e di fiorenti traffici commerciali sin dall’epoca romana.

Il parco secolare di Villa Pastega Manera

Alberto Privitera
Foto di Alberto Privitera Venetofotografia

Immerso nella fertile pianura trevigiana scandita da campi di granturco e vigneti soleggiati, il complesso gentilizio è avvolto da un florido giardino ombreggiato da cedri, magnolie, pioppi cipressini, abeti, noci e molte altre rigogliose piante d’alto fusto. Incorniciato da un’alta siepe ben curata, il parco secolare è racchiuso da un perimetro murario in ciottoli e mattoni a vista nel quale si aprono, sul lato est, due sinuosi cancelli in ferro battuto delimitati da pilastri coronati da candide sfere ornamentali.

Architettura e restauro di Villa Pastega Manera

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Foto di Paolo de Wolanski Venetofotografia

Il corpo padronale

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Foto di Maria Pavliuk

Elevata su due piani, la casa dominicale è conclusa da un tetto a quattro falde nel quale si aprono due abbaini, uno a nord, uno a sud. Quest’ultimo è incorniciato da due camini simmetrici, sporgenti rispetto al filo della muratura. Un altro camino svetta sul lato nord.

La facciata est è scandita da una serie aperture rettangolari sormontate da cimasa, distribuite su cinque assi verticali. Al di sopra del portale d’ingresso, affiancato da finestrelle ovali, si apre una porta-finestra rivolta su un poggiolo, sorretto alle estremità da due mensole e ornato da una balaustra in ferro battuto.

Al fine di preservare l’autenticità storica del complesso architettonico e dell’apparato decorativo che ne ingentilisce gli interni, la ristrutturazione e il restauro di Villa Pastega Manera hanno previsto un accurato studio di tecniche e materiali tradizionali. A tale scopo sono stati predisposti oltre 200 campioni di materiali in duplice copia, una a Treviso e una ad Osaka. Durante i lavori sono stati utilizzati mattoni vecchi, intonaci in cocciopesto e finiture in marmorino, mentre i pavimenti sono stati rifatti “alla palladiana” o in tavole di legno.

Riprogettato in forma ellittica, l’atrio di Villa Pastega-Manera, a doppia altezza, si sviluppa per il vano passante tra i due fronti.

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Foto di Maria Pavliuk
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Foto di Paolo de Wolanski Venetofotografia

Le barchesse di Villa Pastega Manera

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Foto di Francesco Radino

Al fianco del nucleo residenziale si estende una barchessa a pianta rettangolare. Articolata su due livelli, l’adiacenza presenta sul lato est un portico ritmato da sei arcate a tutto sesto con voluta in chiave d’arco, sormontata da una finestrella quadrangolare. Il fabbricato è raccordato alla barchessa minore tramite una moderna costruzione vetrata, realizzata in sostituzione della precedente struttura pericolante in muratura.

L’auditorium

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Auditorium

Dal fronte esterno della barchessa maggiore emerge la parete curva in cemento a vista dell’auditorium. Ubicato tra la residenza signorile e l’area ipogea, quest’ultimo è rivolto su una grande apertura che permette di contemplare la corte interna e l’incantevole specchio d’acqua che lambisce sui due lati il nuovo percorso di accesso alla barchessa minore.

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Imago Mundi

Situata tra il suggestivo specchio d’acqua e il patio adiacente la piazza ellittica, la Sala Imago Mundi trae nome dalla collezione d’arte di Luciano Benetton, catalogo enciclopedico della produzione artistica contemporanea che include le opere di venitseimila artisti provenienti da più di 160 Paesi e comunità native di tutti i continenti.

La cappella seicentesca

Prospiciente Via Guglielmo Marconi, la cappella della famiglia Pastega si distingue per una facciata a doppio spiovente, conclusa da un frontone triangolare sorretto da due coppie di lesene ioniche poggianti su alti piedistalli. Sul lato sud dell’edificio si aprono due finestre semicircolari.

L’opera di restauro a cui la candida chiesa è stata sottoposta ha riportato all’antico splendore l’apparato decorativo di stucchi e affreschi seicenteschi, nonché l’incantevole altare in marmi policromi che si staglia nell’aula unica del luogo di culto.

casa bianca lago sereno
Foto di Maria Pavliuk
interno cappella seicentesca foto di maria pavliuk
Foto di Maria Pavliuk

Architettura di Fabrica

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Foto di Francesco Radino
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Foto di Alessandro Favaron

Una teoria di colonne libere con capitelli troncoconici scandisce il percorso rettilineo che, attraversato il parco secolare, si riflette nella vasca d’acqua e dà accesso alla barchessa minore, al di là della quale prosegue nel volume a forma di parallelepipedo che si estende sin quasi al limitare dell’area, creando un armonioso dialogo tra l’opera contemporanea di Tadao Ando, il cui fulcro è costituito dall’affascinante piazza ellittica, e il complesso signorile del XVII secolo, rappresentativo delle radici storico culturali del territorio.

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Foto di Alessandro Favaron

Il corpo di fabbrica in cemento, di cui il lungo colonnato rappresenta un’anticipazione spaziale e geometrica, è costituito da una sequenza di pieni e vuoti compresi tra due pareti laterali di contenimento.

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Foto di Francesco Radino
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Foto di Francesco Radino

Gli atrii e le gallerie che formano il percorso interno fungono da collegamento tra i vari livelli dell’edificio, dagli ambienti ipogei alle terrazze, in cui si inseriscono gli uffici e i laboratori. Tale organizzazione spaziale è concepita per creare luoghi di sosta e “di comunicazione e incontro tra le persone, tra le persone e la storia o la natura”, secondo le parole di Tadao Ando.

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Foto di Alessandro Favaron

La piazza ellittica

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Foto di Francesco Radino

La piazza ellittica si sviluppa al di sotto del piano di campagna sino alla quota di otto metri, comunicando visivamente con gli ambienti che la circondano attraverso ampie vetrate.

Nell’area in cui la curva della piazza ellittica interseca il corpo rettilineo, quest’ultimo risulta sezionato longitudinalmente, lasciando intravedere la propria organizzazione spaziale e strutturale. Da qui si diparte una scalinata che conduce al luminoso ambiente interrato.

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Foto di Francesco Radino

Dal lato opposto, un ampio invaso gradonato consente di scendere, dalle prossimità del viale di ingresso alla villa, sino al centro della piazza.

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Foto di Francesco Radino
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Foto di Francesco Radino

La biblioteca

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Foto di Marco Pavan

Illuminato dall’alto, un suggestivo ambiente ipogeo – una sorta di spirale confitta nel terreno – ospita la biblioteca, definita da AD France tra le più belle al mondo, nella quale sono custoditi circa diecimila volumi di fotografia, design industriale, arte, graphic design e comunicazione visiva.

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Foto di Karina Castro

DOMENICA 9 GIUGNO GIORNATA SPECIALE NELL’ORIGINALE PARCO FRASSANELLE BAGNI DI GONG, THAI CHI, MASSAGGI VIBRAZIONALI

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Parco Frassanelle IST Parco Frassanelle Bagni di Gong
Parco Frassanelle IST Parco Frassanelle Bagni di Gong

Rovolon (Padova), 5 giugno 2024 – Una esperienza unica domenica 9 Giugno nel verde di parco Frassanelle: immersi nella natura per provare l’emozione dei rigeneranti bagni di gong oppure dedicarsi alle movenze gentili, quasi magiche, del Thai Chi. Per i più piccoli invece spazio alle esperienze vibrazionali  per provare l’emozione di suonare  e scoprire come il mondo delle vibrazioni e il loro effetto sull’acqua (alle 11.30 e alle 15.30). 

Ma entriamo nei dettagli di cosa si potrà praticare. Le lezioni dell’antica arte marziale caratterizzata dai movimenti lenti, il Thai Chi, si svolgerà nel parco già dalle 09:00 fino alle 12:00 (durata di ogni lezione 45 minuti con offerta consapevole). Dalle 15:00 alle 18:00 trattamenti Shiatsu con offerta libera consapevole a partire da € 15 a persona.

Il Bagno di Gong è una esperienza di tipo multi-sensoriale che si sviluppa grazie ad un mix di suoni della natura, vibrazioni dei Gong, armonia delle campane tibetane e melodia delle arpe di metallo e di cristallo. Da provare al pomeriggio alle ore 17.30 (su prenotazione Marco 335 1209548) con contributo consapevole euro 10.

Il Massaggio Vibrazionale si svolge invece sdraiati e rilassati su un lettino. Le vibrazioni delle campane tibetane e diapason – della durata di 25 minuti circa – faranno vivere l’esperienza del contatto del corpo con l’anima vibrante di questi strumenti (tutto il giorno ogni 30 minuti su prenotazione Marco 335 1209548) con contributo consapevole.

E come ogni domenica passeggiata nel parco, visite alle misteriose Grotte (dalle 10.30 alle 18.00) e alla Villa storica (due turni su prenotazione 11.00 e 15.00). 
E tour guidato di tutto il parco con grotte villa (su prenotazione).
All’ interno del parco troverete il PUNTO RISTORO attivo per tutto il giorno a cura de Le Delizie di Nonna Tea

Il Parco Frassanelle si trova a Rovolon, nel cuore dei Colli Euganei, in provincia di Padova. Si tratta di un originale tenuta composta da un parco di 120 ettari – 60 ora destinati in uso a campo da golf – e 60 aperti al pubblico. Al centro della tenuta si trova la grande villa. Le Grotte che si trovano sotto la villa hanno una caratteristica tutta particolare: di essere artificiali e ricostruiscono fedelmente – ma in sicurezza – altre grotte non accessibili presenti sempre nella tenuta.

Dove trovarci?
PARCO FRASSANELLE
via Frassanelle 14
35030 Rovolon (PD)

Cosa fare a Villanova Marchesana (RO): 3 idee

Scopri cosa fare a Villanova Marchesana: giro in bicicletta a Villanova Marchesana, la chiesa di Santa Maria Assunta, Ex fornace Etna. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Villanova Marchesana?

Il comune di Villanova Marchesana confina a nord con Gavello, a sud con Riva del Po, a est con Adria e Papozze, a ovest con Crespino.

Giro in bicicletta a Villanova Marchesana

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio in corrispondenza della chiesa di Santa Maria Assunta. Uscite dal parcheggio e imboccate la strada che conduce alla sommità dell’argine, dopodiché tenete la sinistra e procedete a est per 5 km lungo Via Argine Po Fornace.

Il primo tratto del percorso regala vedute mozzafiato del serpeggiante corso del Po, confine naturale tra Veneto ed Emilia-Romagna, e della fiorente vegetazione ripariale che ne ricopre le spone. All’intrico di salici, pioppi cipressini, gelsi, sambuchi, carpini e dense macchie di canne comuni si contrappone la precisa e rigorosa disposizione di lussureggianti pioppeti che ammantano la fertile area golenale.

Lasciate alla vostra sinistra la chiesa dei Santi Bartolomeo e Carlo e continuate lungo Via Argine Po Fornace per circa 400 metri, poi svoltate a sinistra in Via Braglia. Seguite Via Braglia per 400 metri, poi svoltate a sinistra in Viale Francesco Bottoni. Attraversate Piazza della Chiesa e imboccate la pista ciclabile alla vostra destra che conduce a Borgo.

All’incrocio svoltate a destra e seguite Via Borgo (tenendo la sinistra) fino all’incrocio con la strada provinciale. Svoltare a sinistra e procedete per 1,8 km tra campi di frumento e grandi fabbricati rustici in mattoni a vista incorniciati da rigogliose siepi, dopodiché svoltate a destra in Via Peschiera. Il tragitto si articola a nord per 2,6 km nella silenziosa campagna rodigina punteggiata di caseggiati rurali ombreggiati da cedri e pioppi cipressini. A questo punto (45.00650602901131, 12.001381883833028) svoltate a sinistra in Via Isolella e procedete in direzione sud ovest per circa 3 km lungo Via Isolella e Via Goresina assecondando un sinuoso canale dalle sponde erbose.

All’incrocio con la SP 33 tenete la destra, attraversate la strada e imboccate Via Roma, dopodiché procedete per 450 metri fino a tornare alla chiesa di Santa Maria Assunta.

Se vi chiedete cosa fare a Villanova Marchesana, questo breve itinerario in bicicletta è consigliato a chi desideri addentrarsi nel sereno panorama campestre polesano e ammirare splendidi esempi di architettura agreste immersi nel verde.

La chiesa di Santa Maria Assunta

Situata in Via Chiesa, 2, la chiesa di Santa Maria Assunta sorge all’estremità sud di Villa Marchesana, in corrispondenza dell’argine del Po.

Rivolto a ovest, il luogo di culto presenta una facciata in mattoni a vista verticalmente tripartita da due coppie di lesene concluse da candidi capitelli ionici. Accessibile tramite un massiccio portale ligneo sormontato da un timpano triangolare aggettante, la chiesa è coronata da un sinuoso frontone ornato da guglie a forma di vaso. Dal frontone curvilineo si dipartono due ali spioventi arcuate alle cui estremità si innalzano due guglie piramidali.

La luminosa navata del luogo di culto include quattro nicchie in cui sono inseriti gli altari laterali. Il soffitto della chiesa (forse una volta a specchio), sovrasta uno splendido pavimento ritmato da un motivo geometrico a scacchi.

Ex fornaci Etna e Totti

Dove si trova l’ex fornace Etna?

Partendo dalla chiesa di Santa Maria Assunta, lasciate alle vostre spalle la facciata del luogo di culto e imboccate la strada che conduce in Via Argine Po Fornace. Dopo circa 160 metri, la laterale alla vostra sinistra conduce all’attracco fluviale Piarda “Amici del Po”.

Da questa prospettiva, volgendo lo sguardo a ovest è facile rimanere colpiti dall’imponente mole in mattoni a vista dell’ex fornace Etna, affascinante esempio di architettura industriale dell’Ottocento armoniosamente inserito nell’area golenale del Po.

Elevata su cinque piani più un sottotetto, la struttura è conclusa da una copertura a doppio spiovente in parte sfondata. Avvolte da un folto manto di edera, le svettanti torri ciminiere in mattoni rossi dell’ex fornace rivaleggiano in altezza con floride piante d’alto fusto.

Se vi chiedete cosa fare a Villanova Marchesana, l’ex fornace Etna è una delle località più misteriose, affascinanti e fotogeniche del comune.