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Cosa fare a Pontecchio Polesine (RO): 3 idee

Scorpi cosa fare a Pontecchio Polesine: Pontecchio in fiera, giro in bicicletta a Pontecchio Polesine, Villa Cappello, ora Rama. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Pontecchio Polesine?

Il comune di Pontecchio Polesine confina a nord con Rovigo, a sud con Guarda Veneta, a est con Crespino, a ovest con Bosaro.

Pontecchio in fiera

L’edizione 2023 di Pontecchio in fiera ha avuto luogo da venerdì 26 maggio a venerdì 9 giungo in Piazza Giacomo Matteotti.

Se vi chiedete cosa fare a Pontecchio Polesine, Pontecchio in fiera è un’occasione da non perdere per vivere la stagione primaverile all’insegna di musica dal vivo, serate danzanti, spettacoli teatrali, giostre adrenaliniche, grigliate in piazza e freddi boccali di birra da gustare nella cornice di un incantevole cittadina immersa nella florida campagna rodigina.

Per maggiori informazioni in merito alla vivace ricorrenza popolare è possibile consultare il sito www.comune.pontecchio.ro.it

Giro in bicicletta a Pontecchio Polesine, Guarda Veneta e Crespino

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio in Piazza Giacomo Matteotti. Procedete a sud fino all’incrocio con Via Roma, svoltate a destra e seguite Via Roma in direzione ovest per 350 metri, affiancando la facciata settentrionale di Villa Cappello – Rama.

Alla rotonda prendete la terza uscita e continuate a sud lungo la pista ciclabile in Via Guglielmo Marconi per circa 4,5 km. Il primo tratto del percorso si addentra nella sconfinata pianura del Polesine punteggiata di graziose dimore rurali incorniciate da giardini alberati e di caratteristici caseggiati rustici avvolti da campi di frumento.

Attraversate il centro di Guarda Veneta fino ad arrivare alla scalinata che conduce all’area pic-nic sull’argine del Po. Tenete la destra per raggiungere la sommità dell’argine, dopodiché svoltate a sinistra e procedete per quasi 6,5 km lungo Via Giacomo Puccini e Via Passodoppio. Dalla posizione privilegiata dell’argine è possibile abbracciare con lo sguardo lo straordinario panorama fluviale del Po e delle lussureggianti piante ripariali che ne ammantano le spone.

Al folto intrico di salici, pioppi cipressini, olmi, sambuchi, gelsi, ontani e dense macchie di canne comuni si contrappone la regolare successione di svettanti pioppi che trovano nella fertile area golenale l’ambiente ideale per crescere rigogliosi. Seguite il percorso panoramico fino a intravedere il candido oratorio di Sant’Antonio da Padova. A questo punto tenete la sinistra e discendete l’argine in Via Sant’Antonio.

Tenete la destra in Via Roma, poi attraversate Piazza Fetonte e continuate in Via Santissimi Massimo e Severo, affiancando il lato ovest della maestosa chiesa barocca dei santi Martino E Severo Vescovi. All’incrocio svoltate a sinistra e procedete per 300 metri, dopodiché tenete la sinistra e dirigetevi a ovest per 650 metri.

A questo punto tenete la destra in direzione di San Cassiano. La strada si snoda per 2,5 km tra vaste coltivazioni di frumento e granturco che avvolgono antichi caseggiati rustici. Raggiunto l’abitato di Banchina di Sopra, all’intersezione con Via San Cassiano svoltate a sinistra e continuate lungo Via San Cassiano per 550 metri, poi svoltate a sinistra in Via Selva e procedete per quasi 2 km inoltrandovi nella verde campagna rodigina solcata da serpeggianti canali dalle sponde erbose.

All’incrocio svoltate a destra e continuate in Via Selva per 2,3 km, dopodiché tenete la sinistra in Via Roma e continuate per 1,3 km per tornare al punto di partenza.

Villa Cappello ora Rama

Situato in Via Roma, 44, il complesso signorile è formato dal nucleo residenziale affiancato da una maestosa barchessa e da un candido oratorio dedicato a Santa Maria della Salute.

Elevata su due piani, la casa padronale è conclusa da un corpo sommitale coronato da un frontone triangolare, al centro del quale si staglia un blasone nobiliare.

Se vi chiedete cosa fare a Pontecchio Polesine, visitare il cuore storico di Pontecchio Polesine e ammirare questo splendido gioiello di architettura ottocentesca è un’esperienza da non perdere!

Cosa fare a Guarda Veneta (RO): 3 idee

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Scopri cosa fare a Guarda Veneta: giro in bicicletta a Guarda Veneta, la chiesa di San Domenico, il campanile della chiesa di San Domenico. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Guarda Veneta?

Il comune di Guarda Veneta confina a nord con Pontecchio Polesine, a nord ovest con Bosaro, a sud con Riva del Po, a est con Crespino, a ovest con Polesella.

Giro in bicicletta a Guarda Veneta

Il pinto di partenza dell’itinerario è il parcheggio del cimitero di Guarda Veneta (44.98023626038094, 11.80444740884105). Uscite dal parcheggio e dirigetevi in direzione della chiesa di San Domenico. Lasciate alla vostra destra la facciata del luogo di culto e tenete la sinistra in Via XXV Aprile, poi svoltate a sinistra in Via Roma.

All’incrocio con Via Giacomo Puccini svoltate a destra per raggiungere la sommità dell’argine. A questo punto svoltate a sinistra e procedete per 7,1 km lungo Via Giacomo Puccini e Via Passodoppio. La prima parte del percorso regala suggestive vedute panoramiche del fiume Po, della lussureggiante vegetazione ripariale di olmi, salici, pioppi cipressini, gelsi, carpini, ontani, dense macchie di canne comuni e molti altri arbusti e piante selvatiche che ne ammantano le sponde, a cui si alterna la precisa e regolare successione di svettanti pioppi che definiscono il paesaggio dell’area golenale.

Una volta raggiunto il candido oratorio di Sant’Antonio da Padova (44.97692658179389, 11.878367250751415) continuate per 750 metri, poi discendete l’argine e percorrete Via Trento fino a raggiungere la splendida Piazza Fetonte, sulla quale si affaccia la sontuosa chiesa dei Santi Martino E Severo Vescovi.

All’incrocio con Via Trieste svoltate a sinistra e seguite Via Trieste e Via Roma per circa 200 metri, poi svoltate a destra in Via Guglielmo Marconi. Dopo 130 metri svoltate a sinistra in Via Cappuccini e procedete a est per 2,7 km addentrandovi nel sereno panorama campestre polesano punteggiato di antichi fabbricati rustici avvolti dall’edera e solcato da un canale dalle sponde erbose.

Assecondate il corso del canale fino all’incrocio con Via Passodoppio, dopodiché svoltate a destra e procedete fino all’intersezione con la strada provinciale 33, poi svoltate a sinistra.

L’ultimo tratto del percorso si snoda per 3,8 km nella placida campagna polesana costellata di eleganti cascine circondate da campi di granturco e di frumento fino a raggiungere il centro urbano guardense.

Svoltate a sinistra in Via XXV Aprile fino a tornare alla chiesa di San Domenico. Se vi chiedete cosa fare a Guarda Veneta, questo breve giro in bicicletta è consigliato a chi desideri immergersi nella fertile pianura del Polesine lambita dal serpeggiante corso del Po, confine naturale tra Veneto ed Emilia-Romagna, ammirare incantevoli esempi di architettura rurale e contemplare la florida vegetazione che ricopre le sponde del del fiume più lungo d’Italia.

La chiesa di San Domenico

Situata in Via Guglielmo Marconi, 1, il luogo di culto si distingue per una maestosa facciata a doppio spiovente rivolta su un ampio sagrato lastricato.

Orientato a sud, il fronte della chiesa è diviso in due registri separati da una cornice aggettante. Il registro inferiore è ritmato da lesene doriche erte su alti basamenti, quello superiore da lesene ioniche. Queste ultime, in asse con le sottostanti, incorniciano una nicchia con la statua di San Domenico.

Sormontato da un frontone ricurvo, il massiccio portale ligneo è affiancato da due nicchie, anch’esse sormontate da frontoni ad arco, in cui sono inserite le statue di due santi.

A completare lo sviluppo verticale della struttura è il frontone triangolare coronato da guglie.

Se vi chiedete cosa fare a Guarda Veneta, la chiesa di San Domenico è uno dei punti di riferimento spirituali, culturali e artistici più significativi del comune, un vero e proprio scrigno di arte sacra ingentilito da altari in marmi policromi e sgargianti affreschi.

Il campanile della chiesa di San Domenico

Svettante al fianco est della chiesa, il candido campanile è concluso da una cuspide conica poggiante su un tamburo cilindrico illuminato da monofore. Al di sotto della cella campanaria si staglia un orologio in numeri romani.

Villa Minelli a Ponzano Veneto (TV)

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Villa Minelli giardino interno 2009 Credits Corrado PiccoliBenetton Group

Villa Minelli, giardino interno, 2009
Credits: Corrado Piccoli/Benetton Group

Incastonato nel cuore di Ponzano nella fertile cornice della pianura trevigiana, il complesso di Villa Minelli è un gioiello di architettura del XVII secolo avvolto da un florido vigneto e da un radioso giardino alberato.

Situata in Via Villa Minelli, 1, la residenza signorile sorge a breve distanza dalla via Postumia, strada consolare romana del 148 a.C. che metteva in comunicazione Genova e Aquileia.

L’antico legame di Ponzano Veneto con la civiltà romana trova conferma nel toponimo del paese, che individua in Pontius il capo dei coloni a cui sarebbero state assegnate le terre da rendere coltivabili e nelle quali fondare un insediamento agricolo.

Le origini di Villa Minelli

Il complesso di Villa Minelli – Benetton sorge sulle fondamenta di un sito monastico medievale che comprendeva diverse strutture porticate, costruite con ogni probabilità tra i secoli XI e XII. L’origine di tali edifici, successivamente integrati nella proprietà nobiliare, è oggetto di due ipotesi. Secondo la prima, essi furono fondati in qualità di monastero e ospizio per pellegrini dall’Ospedale del Talpon.

La seconda ipotesi attribuisce ai frati Nonantolani, presenti a Ponzano Veneto dagli albori dell’XI secolo, la costruzione di un piccolo convento per dare rifugio ai viaggiatori.

Tra i secoli XV e XVI, tali fabbricati furono convertiti in stalle, fienili, annessi rustici e case coloniche per ospitare le famiglie dei contadini, i buoi e gli attrezzi agricoli.

Al 20 aprile 1621 risale l’atto con cui Cristoforo Minelli, capostipite della famiglia, acquistò dal convento di Santa Maria Maggiore di Treviso il possedimento in cui avrebbe fatto erigere la casa dominicale, le barchesse e l’oratorio dedicato a San Giovanni Battista che è possibile ammirare oggi.

La famiglia Minelli

I Minelli erano una famiglia di mercanti bergamaschi che, trasferitisi a Venezia nel XVI secolo, accumularono considerevoli ricchezze grazie a fiorenti attività commerciali. Il loro successo economico fu tale da permettergli di ottenere il titolo di patrizi veneti per sé e per la propria discendenza, a seguito del versamento, avvenuto il 27 marzo 1650, di 100.000 ducati alla Repubblica di Venezia.

Un ulteriore passo verso l’ascesa sociale avvenne nel 1661, con il matrimonio di Zuan Battista Minelli con Caterina Maccarelli, unica figlia di Zuanne Maccarelli. Con l’estinzione del casato dei Maccarelli il loro patrimonio passò ai Minelli. Consolidato il proprio potere, i Minelli abbandonarono l’attività mercantile per investire in proprietà fondiarie nel Trevigiano.

Il parco e le adiacenze di Villa Minelli nel XVII secolo

Una mappa del 1680 illustra la dimora padronale, le adiacenze rurali e le case coloniche tra le quali si innalza una torre, non più esistente. Osservando il documento si nota come la strada che univa Ponzano a Treviso, oggi corrispondente alla strada provinciale 55, si interrompeva innanzi alla villa, per poi proseguire a nord come mulattiera.

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Mappa del 1680 (Archivio di Stato di Treviso, B. 17, F. 136)

Dalle mappe catastali dell’epoca si evince che il complesso nobiliare, con ogni probabilità, sorgeva in corrispondenza di un parco con piante d’alto fusto costellato da pregiate statue (vendute all’asta nel XIX secolo). L’area verde antistante a Villa Minelli era attraversata da viali incorniciati da aiole ben curate che rispecchiavano i criteri di simmetria e rigore geometrico dei giardini all’italiana. La proprietà includeva, sul lato meridionale del parco, una peschiera di pietra.

Sovrastati da raffinate travature alla Sansovino, i vasti e luminosi ambienti di Villa Minelli seguono uno schema planimetrico tripartito, formato dal salone centrale affiancato da due sale laterali con pregevoli camini dell’epoca. Il soffitto all’ultimo piano presenta un soffitto più basso, in legno istoriato.

Villa Minelli nei secoli XVIII e XX secolo

Una mappa del 1714 rivela una maggiore somiglianza del complesso nobiliare con il suo aspetto attuale: scompaiono alcune case e la torre raffigurata nel documento del 1680.

Alla scomparsa di Cristoforo, Zuanne Abate Minelli, avvenuta nel 1793, il patrimonio familiare passò alle nipoti Elisabetta, Laura, Camilla e ai loro figli e figlie. Tale successione portò a una diatriba legale coi Governatori del Pio Ospedale della Pietà, ai quali, secondo le disposizioni testamentarie del 3 luglio 1686 di Cristoforo (detto Andrea) Minelli, sarebbe spettata in eredità l’amministrazione della proprietà di Ponzano, qualora questi fosse deceduto senza lasciare figli maschi.

Tale controversia si risolse il 26 maggio del 1800 con il lascito di tre quarti della proprietà all’istituto degli Esposti di Santa Maria della Pietà di Venezia. Il restante quarto andò alle sorelle Minelli.

L’archivio dell’istituto documenta una serie di interventi di restauro a cui furono sottoposti la casa padronale, le barchesse, le case coloniche, il brolo, il giardino, le rimesse, le scuderie e la chiesetta, nel periodo compreso tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo.

Durante il primo conflitto mondiale, dal 1916 al 1918, le Barchesse di Villa Minelli ospitarono un reparto inglese, uno italiano e un reparto di sussistenza, la cui permanenza aggravò il già avanzato stato di deterioramento del complesso signorile.

Il restauro di Villa Minelli

Nel 1969 il complesso di Villa Minelli fu acquistato dalle Maglierie Benetton, ora Benetton Group srl.

Il grave stato di fatiscenza in cui versava la proprietà a seguito di un secolo e mezzo di abbandono rese necessario un accurato intervento di recupero e riqualificazione, condotto sotto la diretta supervisione della Soprintendenza ai Monumenti di Venezia.

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Villa Minelli durante il restauro, anni ‘70
Credits: Foto Film di Pozzobon e Mattiuzzo/Benetton Group

Affidate agli architetti Afra e Tobia Scarpa, le opere di restauro e di adeguamento funzionale di Villa Minelli si svolsero in due fasi, dal 1971 al 1979 e dal gennaio 1989 al settembre 1990, impiegando materiali e tecniche dell’epoca per preservare l’autenticità storica del complesso architettonico e dell’apparato decorativo.

I progetti hanno interessato la villa padronale, la barchessa ovest e i saloni delle feste, la barchessa est adibita a foresteria e scuderia, e la chiesetta dedicata a San Giovanni Battista.

Celati per secoli da diversi strati di calce, gli incantevoli affreschi che adornano le sale di Villa Minelli e delle adiacenze riaffiorarono negli anni ’70 e tornarono all’antico splendore durante un’ulteriore fase di restauro condotta dal 1991 al 1994.

Durante un’epidemia di peste nei primi anni del Settecento, la calce era stata spolverata sulle superfici murarie del complesso edilizio per le sue proprietà caustiche e disinfettanti.

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Barchessa laterale est, prospetto dell’annesso prima del restauro, inizi anni ’70
Credits: Benetton Group

Il complesso architettonico di Villa Minelli

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Villa Minelli, veduta aerea. Anni ‘90
Credits: Benetton Group

il complesso di Villa Minelli è costituito da un corpo centrale ai cui lati si estendono due adiacenze a pianta rettangolare, secondo il classico schema palladiano tipico delle ville venete. La barchessa porticata a est ospitava la foresteria e la scuderia, quella a ovest i saloni delle feste. Dietro la barchessa occidentale sorge l’antico oratorio dedicato a San Giovanni Battista, nel quale è custodito un quadro settecentesco raffigurante l’Assunta, opera di Nicolò Bambini.

La proprietà è incorniciata da un perimetro murario nel quale si aprono, sul lato di Via Villa Minelli, tre eleganti cancelli in ferro battuto. Gli ingressi sono delimitati da pilastri bugnati, ornati da vasi e raccordati al muricciolo da candide volute.

Il corpo padronale di Villa Minelli

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Villa Minelli, giardino interno, anni ‘90.
Credits: Antonia Mulas/Benetton Group

Caratterizzata da saloni passanti e stanze laterali, la casa dominicale a pianta quadrata si sviluppa su due piani più sottotetto. Quest’ultimo è ritmato da finestre quadrangolari, in asse con le aperture sottostanti. La parte sommitale dell’edificio è percorsa da un motivo a dentelli che circoscrive la copertura a quattro falde dell’edificio, coronata da uno svettante pinnacolo.

La facciata prospiciente Via Villa Minelli, identica a quella orientata verso il giardino interno, è scandita al pian terreno e al piano nobile da aperture a profilo centinato. Affiancato da tre monofore per lato, il portale d’ingresso è sormontato da una trifora, la cui apertura mediana è di dimensioni maggiori. Situata al centro del piano nobile, la trifora è ingentilita da un poggiolo di pietra ed è affiancata da coppie di monofore. Tutte le finestre al primo piano sono coronate da mascheroni in chiave d’arco.

Nella facciata occidentale si stagliano due camini, lievemente sporgenti dal filo della muratura.

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Villa Minelli, barchessa est dopo il restauro
Credits: Antonia Mulas/Benetton Group

I giardini di Villa Minelli

Dal 1987 la Fondazione Benetton Studi Ricerche opera concretamente sul tema della salvaguardia e della valorizzazione dei patrimoni di cultura e memoria.

Nel 2006, il lavoro congiunto dell’architetto Domenico Luciani con l’architetto paesaggista Ippolito Pizzetti ha permesso di ripristinare il paesaggio che distingueva secoli or sono i lussureggianti giardini di Villa Minelli, caratterizzati dalla presenza del cosiddetto “brolo”, del frutteto, del giardino e del vigneto.

Gli affreschi di Villa Minelli

Gli affreschi al piano terra della casa dominicale furono realizzati tra gli ultimi anni del Cinquecento e i primi del Seicento.

Varcato l’ingresso di Villa Minelli si rimane incantati dallo splendido affresco raffigurante il Teatro Olimpico di Vicenza che adorna la parete di sinistra.

Il primo piano ospita un quadro de l’ultima Cena, attribuito a Palma il Vecchio, eseguito tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo.

Gli affreschi della barchessa ovest

Realizzate con gusto classicista tra il 1643 e il 1650, le decorazioni parietali nelle prime tre sale dell’adiacenza ovest (delle Quattro Arti Liberali, delle Colonne, della Galatea) sono attribuite al pittore Pietro Liberi, soprannominato Libertino (Padova, 1605 – Venezia, 1687). La prima sala raffigura le personificazioni delle Quattro Arti Liberali, ovvero Pittura, Musica, Scultura e Poesia. Sul soffitto sono visibili rappresentazioni di divinità femminili e cornicioni dipinti sostenuti agli angoli da possenti telamoni.

La sala dei Giganti

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Villa Minelli, barchessa ovest, affreschi della “Sala dei giganti”
Credits: Antonia Mulas/Benetton Group

La quarta e ultima sala prende il nome dal ciclo di affreschi attribuito a Pietro della Vecchia (Venezia, 1603 – Vicenza, 8 settembre 1678). L’opera è una rivisitazione, in chiave satirica, del tema mitologico della caduta dei giganti.

Il restauro della decorazione parietale, celata per centocinquant’anni da diversi strati di calce, fu affidata ai professori Laura e Paolo Mora, noti restauratori romani che hanno curato il restauro della tomba egizia di Nefertari.

Benetton Group

Dagli anni ’80 Villa Minelli ospita il quartier generale di Benetton Group.

Benetton Group è una delle aziende di moda più note al mondo, presente nei principali mercati con una rete commerciale di circa 4000 negozi; un Gruppo responsabile che progetta il futuro e vive nel suo tempo, attento all’ambiente, alla dignità delle persone e alle trasformazioni della società. Il Gruppo ha una consolidata identità di stile, colore, moda autentica, qualità a prezzi democratici, passione, valori che si riflettono nella personalità forte e dinamica dei suoi marchi: United Colors of Benetton e Sisley.

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Villa Minelli, 2009
Credits: Corrado Piccoli/Benetton Group

A Caorle Domenica 26 Maggio i cani bagnini tornano sulla spiaggia

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da non perdere le esibizioni di dog rescue, nuoto a sei zampe e molto altro

SPIAGGIA SAN FRANCESCO BAUWATCH DIMOSTRAZIONE RESCUE 1 R
SPIAGGIA SAN FRANCESCO BAUWATCH DIMOSTRAZIONE RESCUE

A Caorle domenica 26 maggio i cani bagnini tornano sulla spiaggia, da non perdere le esibizioni di dog rescue, nuoto a sei zampe e molto altro

Caorle (Venezia), 23 maggio 2024 – Sono inconfondibili quando dalla battigia si lanciano senza paura tra i flutti: sono i  Rescue Dog che tornano ad essere protagonisti, sulla spiaggia di Caorle (Venezia) domenica 26 maggio, per l’evento BauWatch ospitato sulla spiaggia antistante il Villaggio San Francesco, a partire dalle 10.30.

«Durante l’evento – spiega Michael Brioschi Guinet di BiHoliday, coordinatore dell’iniziativa – si potranno ammirare le unità cinofile impegnate negli esercizi di salvataggio di persone in difficoltà in mare, ma si potrà anche provare l’esperienza di nuotare assieme al proprio cane, oppure essere accompagnati e seguiti dagli istruttori cinofili di Professione Cane, così il proprio amico a quattro zampe potrà testare il suo approccio con l’acqua».

«L’evento BauWatch – sottolinea Ilenia Cherubin, del gruppo BiHoliday, promotrice dell’evento – vuole sensibilizzare sul tema della presenza del cane in vacanza; essere “pet friendly” significa avere una predisposizione all’accoglienza: unità abitative dedicate, la spiaggia, l’agility-dog e tutti quegli spazi e servizi indispensabili per le necessità degli amici a quattro zampe e dei loro padroni».

L’iniziativa si svolge in collaborazione con la Scuola Cinofila Professione Cane e l’Istituto Nazionale di Formazione Unità Cinofile di Soccorso. Al pomeriggio curioso appuntamento con il Dog Photoshoot. Allestito nell’area Tukan un set dove potersi fotografare con il proprio amico a quattro zampe oppure con gli eroi del Dog Rescue. A seguire lezioni one to one con un istruttore cinofilo (per info scrivere a events@biholiday.com).  

Cosa vedere in spiaggia:

SPIAGGIA SAN FRANCESCO BAUWATCH DIMOSTRAZIONE RESCUE 2 R
SPIAGGIA SAN FRANCESCO BAUWATCH DIMOSTRAZIONE RESCUE

Dimostrazioni Dog Rescue con unità cinofile di salvataggio.
Le unità cinofile di salvataggio ci mostreranno una serie di simulazioni di salvataggio in mare che vedranno la collaborazione tra unità cinofile e unità di salvataggio (al mattino dalle 10.30).

Primo approccio all’acqua per tutti gli ospiti che vorranno partecipare con il proprio cane.
Per tutti gli ospiti che vogliono far avvicinare il proprio cane all’acqua per la prima volta, mentre per i più “esperti” c’è la possibilità di provare il “Nuoto a sei zampe” fianco a fianco del proprio amico (al mattino al termine delle esibizioni di Dog Rescue).  

Intrattenimento.
Gli animatori del Villaggio San Francesco intratterranno gli ospiti sia in spiaggia che nel vicino Tukan Beach.

Dog PhotoShoot!

Spazio alle foto, in un set appositamente allestito, per farsi fotografare con il proprio pelosone oppure per uno scatto con i cani bagnini (gli eroi della giornata). Una proposta piacevole anche per i più piccoli.

Informazioni: 
www.villaggiosanfrancesco.cominfo@villaggiosanfrancesco.com

La Spiaggia del Villaggio San Francesco a Caorle R
La Spiaggia del Villaggio San Francesco a Caorle

Cosa fare a Villadose (RO): 3 idee

Scopri cosa fare a Villadose: giro in bicicletta a Villadose, Villa Patella, Rustico Suman. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Villadose?

Il comune di Villadose confina a nord est con San Martino di Venezze, a nord ovest e a ovest con Rovigo, a sud con Ceregnano, a est con Adria.

Giro in bicicletta a Villadose

Il punto di partenza dell’itinerario è la chiesa di San Leonardo Abate. Lasciate alle vostre spalle la facciata del luogo di culto e attraversate il ponte in direzione di Corte Barchessa, dopodiché imboccate la pista ciclabile alla vostra destra che asseconda un sinuoso canale ombreggiato da cedri e platani.

Dopo circa 1 km tenete la destra in Via Filippo Turati e procedete a est per circa 7,5 km inoltrandovi nella serena campagna rodigina punteggiata di graziose dimore rurali, imponenti fabbricati rustici e cimiteri campestri circondati da campi di frumento e di granturco. Particolarmente suggestivo è il bosco comunale di Via Rizzo, incantevole polmone verde ammantato da pioppi, aceri, cedri, magnolie, carpini e molte altre rigogliose piante d’alto fusto.

In corrispondenza di località Valdentro attraversate il ponte in mattoni rossi alla vostra destra. Dopo aver superato i due canali tenete la sinistra e procedete lungo il corso d’acqua che lambisce il giardino alberato di Villa Ca’ Emo.

Situata in Riviera Eloisa, 44, la proprietà include la dimora padronale seicentesca avvolta da vegetazione rampicante, le scuderie, le stalle e i granai.

Tenete la sinistra in Via Giacomo Matteotti e continuate per 300 metri. Attraversate la strada e continuate in Via G. Matteotti e Via Ramalto per 1,7 km all’ombra di salici e robinie, tenete la destra in Località Liparo e procedete fino all’incrocio, dopodiché svoltate a destra e seguite Via Cà Matte per quasi 2 km tra antichi casolari immersi nel verde.

Attraversate la strada regionale in direzione di Cicese. Procedete a sud ovest in Via Ramostorto e Località Mezzana per 2,7 km, poi tenete la destra in Via Don Minzoni e continuate in Via A. Boito, attraversando la località di Pezzoli. Alla rotonda prendete la prima uscita e seguite Via Sant’Antonio per 650 metri, poi tenete la destra in Via S. Francesco.

Il tragitto prosegue a nord per 2,8 km affiancando vaste proprietà agricole coltivate a frumento e colza. Quest’ultima, nella stagione primaverile, è facilmente riconoscibile per la sua caratteristica tonalità giallo brillante.

Alla rotatoria prendete la seconda uscita in Via XXV Aprile. Poco prima del canale e svoltate a sinistra in Via Giuseppe Verdi. Dopo 450 metri, all’incrocio svoltate a destra e seguite Via Alcide De Gasperi per 500 metri. All’intersezione svoltate a sinistra, superate il ponticello alla vostra destra, poi svoltate nuovamente a sinistra e ripercorrete la pista ciclabile a ritroso per tornare al punto di partenza.

Villa Patella

Situata in Piazza Aldo Moro, 24, la Villa del Doge sorge nel cuore urbano villadosano a breve distanza da un sinuoso corso d’acqua.

Elevata su due piani più sottotetto, il candido edificio seicentesco è accessibile tramite una raffinata loggia scandita da cinque arcate a tutto sesto.

Rivolta su un ameno giardino ornato da una magnolia, un cedro e un pino marittimo, la facciata sud-ovest della villa presenta al piano nobile, in posizione centrale, una graziosa trifora con archi a tutto sesto.

Se vi chiedete cosa fare a Villadose, Villa Patella è uno dei più affascinanti e significativi punti di riferimento culturali del comune.

Rustico Suman

Situato in Via Filippo Turati, 115 / 134, il complesso architettonico si inserisce armoniosamente nel panorama agreste polesano tra fiorenti boschi ed eleganti cascine incorniciate da folte siepi e campi di frumento.

Meta consigliata a chi si chiede cosa fare a Villadose, la dimora settecentesca si distingue per un arioso portico sorretto da colonne doriche.

Cosa fare a Bosaro (RO): 3 idee

Scopri cosa fare a Bosaro: la fiera di San Luigi, giro in bicicletta a Bosaro, Villa Artili, Perrona. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Bosaro?

Il comune di Bosaro confina a nord con Rovigo, a sud con Polesella, a est con Pontecchio Polesine e Guarda Veneta, a ovest con Arquà Polesine e Polesella.

La fiera di San Luigi

Secondo il calendario liturgico, la celebrazione di San Luigi ricorre il 21 giugno. Nel comune di Bosaro, la tradizionale manifestazione si svolge anche nei giorni successivi a questa data.

L’edizione 2023 della fiera di San Luigi si è svolta da mercoledì 21 a domenica 25 giugno in Piazza Madonna San Luca.

Come ogni anno, in occasione della festa paesana il cuore storico bosarese si anima di parchi di divertimento con giostre adrenaliniche brillanti di luci elettriche, balli di gruppo ed elettrizzanti concerti di tribute band per rivivere i più grandi successi di musica rock e pop italiana e internazionale.

Se vi chiedete cosa fare a Bosaro, la fiera di San Luigi concilia la dimensione austera e contemplativa della santa messa in onore del santo patrono con il clima gioviale e spensierato di una sagra popolare, all’insegna di musica dal vivo, serate di danza e specialità goderecce da assaporare con freddi boccali di birra e qualità vinicole locali.

Per maggiori informazioni in merito alla vivace ricorrenza tradizionale è possibile visitare la pagina Facebook Pro Loco Bosaro.

Giro in bicicletta a Bosaro

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio in Via Aldo Moro, 263, in corrispondenza della chiesa parrocchiale di San Sebastiano. Affiancate il lato nord del luogo di culto e seguite la SP 28 in direzione dell’argine del Canalbianco. La prima parte del tragitto si snoda a nord est per 8,5 km lungo le sponde erbose del corso d’acqua, passando per Via Roma, Via dei Turolla, Via Passo, Via Dx Canalbianco e Via Francesco Baracca.

Il percorso attraversa gli abitati di Passo e Ca’ Rangon, graziose località racchiuse dai corsi d’acqua del Canalbianco e del collettore Padano Polesano.

Poco prima della Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Nepomuceno in Fienil del Turco, tenete la destra e seguite Via Borghetto per 3 km, addentrandovi nella placida campagna del Polesine ammantata di campi di frumento e granturco solcati da un canale dalle sponde ricoperte di canne comuni.

All’incrocio con Via Olmo e Via Selva, svoltate leggermente a sinistra, imboccate Via Roma e procedete in direzione ovest per 1,7 km.

Il percorso attraversa il centro di Pontecchio Polesine affiancando l’oratorio e la facciata settentrionale di Villa Cappello – Rama. Alla rotonda prendete la seconda uscita e seguite Via Chiaviche per 650 metri, poi tenete la sinistra e continuate in Via Chiaviche per 1,7 km. L’itinerario attraversa la frazione di Chiaviche Roncagalle nella quale si staglia un candido oratorio a pianta ottagonale, ombreggiato da pini marittimi, dedicato alla Beata Vergine del Carmine.

Continuate a sud ovest lungo la strada provinciale 28 per 1,2 km costeggiando il Collettore Padano Polesano, dopodiché attraversate il ponte alla vostra destra. Tenete la sinistra nella strada provinciale 28 per tornare alla chiesa parrocchiale di San Sebastiano.

Se vi chiedete cosa fare a Bosaro, questo breve itinerario è consigliato a chi desideri immergersi nello sconfinato panorama agreste della pianura polesana lambita da serpeggianti canali e punteggiata di antichi caseggiati rustici.

Villa Artili, Perrona

Situata in Via Torelli, 1843 a Bosco di Mezzo, Villa Artili, Perrona è un incantevole complesso architettonico del XVIII secolo.

Erta su un’altura erbosa delimitata a ovest e a sud rispettivamente dalla Fossa di Polesella e dal Collettore Padano, la dimora rurale si articola su tre livelli ed è affiancata da un fabbricato di servizio incorniciato da floride piante d’alto fusto.

Rivolto su un ampio cortile, l’ingresso meridionale dell’abitazione è racchiuso da due svettanti camini, il cui profilo sporge leggermente dal filo della muratura.

Cosa fare a Frassinelle Polesine (RO): 3 idee

Scopri cosa fare a Frassinelle Polesine: la festa del pesce, giro in bicicletta a Frassinelle Polesine, Piazza del Popolo. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Frassinelle Polesine?

Il comune di Frassinelle Polesine confina a nord est con Arquà Polesine, a nord ovest con Villamarzana, a sud con Canaro, a est con Polesella, a ovest con Pincara e Fiesso Umbertiano.

La festa del Pesce

L’edizione 2023 della festa del pesce ha avuto luogo da venerdì 26 a domenica 28 maggio, da venerdì 2 a domenica 4 giungo e da venerdì 9 a domenica 11 giugno nel centro urbano del comune,

Appuntamento consigliato agli amanti delle specialità di mare, la vivace sagra popolare prevede ampie e comode aree di ristorazione nelle quali è possibile scegliere tra squisite pietanze, dal baccalà e la frittura di pesce alle prelibate sarde in saor, da gustare con qualità vinicole locali e freddi boccali di birra.

Se vi chiedete cosa fare a Frassinelle Polesine, la festa del pesce è un’occasione da non perdere per trascorrere la stagione primaverile all’insega di musica dal vivo, allegri canti popolari, spettacoli di danza e tipicità enogastronomiche da assaporare nella cornice di un’incantevole cittadina agreste lambita dal sinuoso corso del Canalbianco.

Giro in bicicletta a Frassinelle Polesine, Canaro

Il punto di partenza dell’itinerario è Piazza del Popolo. Lasciate alle vostre spalle l’ingresso del municipio, girate a destra in Via Roma e continuate per circa un chilometro e mezzo in Via Cesare Battisti. Il tragitto affianca un affascinante fabbricato rustico scandito da ampi archi ribassati e si estende ai margini una folta siepe di acacie, noci, salici e molte altre piante d’alto fusto. Svoltate a sinistra in Via Giuseppe Mazzini e procedete a sud ovest per 2,1 km assecondando un canale dalle sponde erbose che solca la fertile campagna polesana.

Svoltate a sinistra in Via Giuseppe Garibaldi e proseguite per 1,7 km tra campi di frumento e vaste coltivazioni di granturco che incorniciano caseggiati rurali secolari.

Raggiunto l’abitato di Chiesa, alla rotonda prendete la prima uscita e percorrete Via Romana per 2,5 km fino ad arrivare a Crociara. Svoltate a sinistra in Via Nazario Sauro, poi tenete la sinistra in Via Viezze. Seguite Via Viezze e Via Armando Diaz per 3,4 km nel silenzioso scenario agreste polesano punteggiato di antichi casolari e sparute siepi di salici, pioppi, querce e pioppi cipressini.

Lungo la strada, in Via Viezze, 1058, troverete alla vostra destra il rinomato birrificio artigianale 1058, immerso nella campagna di Canaro.

Tenete la sinistra nella strada provinciale 21 in direzione di Polesella e procedete per circa 1 km lungo un sinuoso canale, dopodiché svoltate a sinistra in Via Raccano. Dopo 350 metri svoltate a sinistra in Via Torquato Tasso.

Seguite Via Torquato Tasso e G. Tasso per poco più di 1 km tra ruderi di casolari in mattoni a vista divorati dall’edera e campi di granturco soleggiati che avvolgono eleganti cascine, dopodiché attraversate il canale alla vostra destra e continuate a nord per 3,6 km lungo Via Umberto Maddalena.

All’incrocio con Via Bresparola tenete la sinistra e superate il canale, poi all’intersezione svoltate a sinistra. Seguite la strada Provinciale 22 per 2,5 km lungo l’argine del Canalbianco ammantato di vegetazione ripariale, dopodiché svoltate a sinistra per tornare in Piazza del Popolo.

Piazza del Popolo

Fulcro storico e sociale del paese, la vasta area lastricata si inserisce armoniosamente nel cuore urbano della cittadina a pochi passi dall’argine del Canalbianco, meta imperdibile per chi si chiede cosa fare a Frassinelle Polesine.

Ornata da suggestivi motivi geometrici, Piazza del Popolo è incorniciata da rigogliosi filari di tigli e da caratteristici edifici storici. Tra questi spicca la sede comunale, di fronte alla quale si staglia il candido monumento ai caduti di Frassinelle.

Cosa fare a Costa di Rovigo (RO): 3 idee

Scopri cosa fare a Costa di Rovigo: la fiera di San Giovanni Battista, giro in bicicletta a Costa di Rovigo, Museo etnografico A l’Alboron. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Costa di Rovigo?

Il comune di Costa di Rovigo confina a nord e a est con Rovigo, a sud con Villamarzana, a sud est con Arquà Polesine, a ovest con Villanova del Ghebbo e Fratta Polesine.

La fiera di San Giovanni Battista

Secondo il calendario liturgico, la celebrazione di San Giovanni Battista ricorre il 24 giugno. Nel comune di Costa di Rovigo, la festa in onore del santo patrono di svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data.

L’edizione 2023 della fiera di San Giovanni Battista ha avuto luogo da domenica 11 giugno a sabato 1 luglio in Piazza San Giovanni Battista.

Iniziativa da non perdere per chi si chiede cosa fare a Costa di Rovigo, l’antica ricorrenza concilia la solennità della santa messa in onore di San Giovanni Battista con il clima spensierato di una festa paesana all’insegna di musica dal vivo, serate di danza, giostre elettrizzanti, mostre d’arte, raduni d’auto d’epoca, chioschi itineranti e aree di ristorazione in cui scegliere tra diverse pietanze da far venire l’acquolina in bocca, da invitanti tagliate di manzo, braciole col manico ai ferri e musetto con polenta a squisite fritture di pesce, panini goderecci e gnocchi fritti con salumi da assaporare con freddi boccali di birra e qualità vinicole locali.

Per maggiori informazioni in merito alla tradizionale manifestazione è possibile consultare la pagina Facebook Comune di Costa di Rovigo.

Giro in Bicicletta a Costa di Rovigo

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio in Via Guglielmo Marconi (45.04978534944491, 11.699352560914967). Usciti dal parcheggio svoltate a destra e procedete per 130 metri. All’incrocio tenete la sinistra in Via Dante Alighieri, poi svoltate a destra in Via Galileo Galilei.

Dopo circa 70 metri tenete la sinistra nella pista ciclabile, dopodiché, in corrispondenza di una candida chiesa ornata di primule e speronella, svoltate a destra in Via Martiri della Resistenza. Procedete per circa 600 metri tra graziose dimore rurali incorniciate da giardini ombreggiati da pruni, olivi, palme, lecci, magnolie, gelsomini, cedri, fichi, tigli, ciliegi e molte altre floride piante d’alto fusto.

Assecondate il corso del canale alla vostra destra fino all’incrocio con Via Scardona, attraversate la strada e continuate lungo Via Martiri della Resistenza per 4,5 km. Il percorso si snoda nel fertile panorama campestre rodigino all’ombra di folte siepi di acacie, noci, salici, pioppi bianchi, pioppi cipressini e noccioli.

Al segnale di stop (45.07099169477422, 11.72980572474304), svoltate a destra e attraversate il canale. Svoltate a sinistra e seguite per 2 km Via Giovanni Pozzato lungo le sponde erbose di un sinuoso canale ammantate di canne comuni. Dopodiché svoltate a destra in Via Santa Caterina.

Procedete a sud in Via Santa Caterina e Via Busovecchio per quasi 3 km, svoltate leggermente a destra e imboccate Via Sante Zennaro. All’incrocio con Via Carlo de Rossi girate a sinistra, poi all’intersezione con Via Scolo Sinistro Valdentro svoltate a destra e seguite per 3,5 km il corso d’acqua artificiale che solca la campagna punteggiata di casolari avvolti da sconfinate coltivazioni di granturco.

All’intersezione svoltate a destra e procedete lungo Via San Pietro Martire e Via G. Matteotti per 2,8 km tra antichi casolari in mattoni a vista immersi nel verde, rigogliosi frutteti, lunghi filari di pioppi cipressini e candidi cimiteri campestri incorniciati da palme, cipressi e circondati da campi di frumento.

All’incrocio con Via Umberto I, svoltate a destra e procedete per 400 metri, lasciando alla vostra destra la chiesa neoclassica di San Giovanni Battista, dopodiché tenete la destra in Via Guglielmo Marconi per tornare al punto di partenza.

Museo etnografico “A l’alboron: Costa di Rovigo nel tempo”

Situato in Via Dante Alighieri, 300, il museo etnografico A l’alboron custodisce ed espone documenti e manufatti legati al mondo economico, agricolo e spirituale della comunità agricola immersa nel cuore della campagna rodigina.

Meta imperdibile per chi si chiede cosa fare a Costa di Rovigo, il percorso espositivo si articola all’interno di un edificio restaurato del XVI secolo armoniosamente inserito nel centro storico dell’antica cittadina.

Cosa fare a Lusia in provincia di Rovigo: 3 idee

Scopri cosa fare a Lusia: la fiera di Lusia, giro in bicicletta a Lusia, Villa Morosini. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Lusia?

Il comune di Lusia confina a nord est con Barbona, a nord ovest con Sant’Urbano, a sud con Villanova del Ghebbo, a est e a sud est con Rovigo, a ovest e a sud ovest con Lendinara.

La fiera di Lusia

L’edizione 2023 della fiera di Lusia si è svolta da giovedì 13 a lunedì 19 luglio in Piazza Giovanni XXIII. In occasione della vivace ricorrenza il cuore storico lusiano ospita spaziose e comode tendostrutture in cui è possibile scegliere tra invitanti specialità goderecce da gustare con freddi boccali di birra.

Se vi chiedete cosa fare a Lusia, partecipare a questa tradizionale fiera paesana è un’opportunità da non perdere per trascorrere la stagione estiva all’insegna di concerti all’aperto, serate di danza e prelibate pietanze da assaporare nella cornice di una splendida cittadina rurale lambita dal corso dell’Adige.

Per maggiori informazioni in merito alla fiera di Lusia è possibile consultare la pagina Facebook Fiera Di Lusia.

Giro in bicicletta a Lusia

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio di fronte alla chiesa Parrocchiale dei Santi Vito e Modesto in Via Papa Giovanni XXIII. Procedete a nord ovest in Via Roma in direzione dell’argine. Poco dopo aver superato Torre Morosini imboccate la strada alla vostra destra che asseconda le rive erbose dell’Adige, ricoperte da un denso manto di canne comuni.

Procedete per circa 6,5 km lungo l’argine del fiume costellato di svettanti pioppi cipressini, salici bianchi, gelsi, olmi, ontani e molte altre rigogliose piante d’alto fusto. Poco prima dell’area pic-nic (45.09725912142303, 11.72998333097053), discendete l’argine e procedete a sud in Via Municipio, affiancando il florido parco alberato “Ida Galante”.

All’incrocio con Via S. Gregorio e Via Bassa continuate a sud in Via Casalveghe per 500 metri, attraversate il ponte sul canale, svoltate a destra e seguite Via Ceresolo e Via S. Giuliano per circa sei chilometri e mezzo attraversando gli abitati di Grompo, Cassan e Valle, lambiti da un serpeggiante canale. Il tragitto si addentra nella placida e silenziosa pianura rodigina costellata di eleganti cascine, ruderi di casolari in mattoni rossi coperti di vegetazione rampicante e residenze signorili campestri, tra cui spicca la candida mole di Villa Grimani, affiancata da vaste adiacenze rustiche quasi sepolte da un denso manto di edera.

Rivolto verso il limpido canale, il maestoso complesso nobiliare è incorniciato da campi di frumento e granturco, viali di pioppi cipressini e vigneti soleggiati. Una volta raggiunta la parrocchia di San Giuliano, alla vostra sinistra, attraversate il ponte in Via Bornio, poi svoltate a sinistra.

All’incrocio con la strada provinciale, attraversate la strada e seguite Via Ceresolo per 2,6 km. Il tragitto si snoda lungo il sinuoso corso d’acqua tra imponenti caseggiati agricoli e cimiteri campestri avvolti da campi di granturco. Attraversate il ponticello sul canale, svoltate a destra e continuate lungo Via Ceresolo per 450 metri, poi al bivio tenete la destra e continuate a nord lungo Via Santa Lucia passando per la frazione di Cavazzana.

All’intersezione svoltate la destra e procedete lungo Via L. Cotta e Via Comacchio per 2,3 km, poi svoltate a sinistra in Via Dante Alighieri. All’incrocio in corrispondenza della Scuola Materna S.Giovanni Bosco, ombreggiata da tigli e betulle, svoltate a destra in Via Don Bosco in direzione della chiesa parrocchiale.

Villa Morosini

Per chi si chiede cosa fare a Lusia, Villa Morosini è uno dei punti di riferimento più affascinanti e fotogenici del comune. Ciò che resta del possente complesso architettonico di origine medievale è la massiccia torre merlata, svettante ai piedi dell’argine erboso del fiume Adige (45.10286802066774, 11.661948017181874).

Cosa fare a Polesella (RO): 3 idee

Scopri cosa fare a Polesella: la fiera di Pentecoste, giro in bicicletta a Polesella, Villa Morosini. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Polesella?

Il comune di Polesella confina a nord con Arquà Polesine, a sud con Canaro, a est con Guarda Veneta e Riva del Po, a ovest con Frassinelle Polesine e Canaro.

La fiera di Pentecoste

L’edizione 2024 della fiera di Pentecoste è prevista da sabato 18 a lunedì 20 maggio in Piazza Giacomo Matteotti. Come ogni anno, la festa concilia la solennità della celebrazione liturgica con l’atmosfera allegra e vivace di una sagra paesana all’insegna di musica dal vivo, serate danzanti, parchi di divertimento, mercatini artigianali e chioschi itineranti in cui scegliere tra invitanti pietanze goderecce da accompagnare con freddi boccali di birra.

Se vi chiedete cosa fare a Polesella, la tradizionale ricorrenza della Pentecoste è un’occasione da non perdere per trascorrere la stagione primaverile nella cornice di un’incantevole cittadina storica lambita dal corso del Po.

Giro in bicicletta a Polesella, Guarda Veneta, Crespino e Pontecchio Polesine

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio in Via Achille Grandi (44.962133593723344, 11.748556688432865). All’incrocio con Via Condotti svoltate a sinistra e procedete per 200 metri fino all’incrocio, dopodiché svoltate a sinistra in Via Roma.

L’itinerario si snoda per quasi 11 km lungo il sinuoso corso Po al confine Emilia-Romagna passando per Via Roma, Via Alessandro Selmi, Via Giacomo Puccini e Via Passodoppio, fino ad arrivare al comune di Crespino.

Durante il tragitto potete ammirare suggestivi isolotti fluviali disseminata di salici, pioppi, frassini, sambuchi, olmi, ontani e folte macchie di canne comuni. Al denso intrico di vegetazione selvatica che cresce lungo le rive del Po si alterna la regolare successione di svettanti pioppi soleggiati che punteggiano la feritile area golenale. Alla vostra sinistra si estende la sconfinata campagna rodigina costellata di cascine circondate da campi di granturco e di frumento.

Procedete lungo Via Passodoppio fino a intravedere il candido oratorio di Sant’Antonio da Padova, discendete l’argine e seguite Via Sant’Antonio e Via Roma per 900 metri fino ad arrivare in Piazza Fetonte. Attraversate la piazza in direzione della parrocchia dei Ss. Martino E Severo Vescovi, dopodiché svoltate a sinistra in Via Guglielmo Marconi. Dopo 130 metri girate nuovamente a sinistra e continuate in Via Guglielmo Marconi per 110 metri. Imboccate Via dei Cappuccini e procedete in direzione dell’oratorio di Villa Quaglio.

Il percorso si snoda in direzione ovest lungo Via Cappuccini e Via Natale Francato per quasi 3 km nel silenzioso scenario campestre del Polesine costellato di graziose abitazioni rurali e affascinanti casolari diroccati avvolti da vegetazione rampicante. All’incrocio svoltate a destra e seguite Via Passodoppio fino all’intersezione con la strada provinciale 33.

Svoltate a sinistra e procedete per 500 metri, dopodiché girate a destra in Via Selva. L’itinerario prosegue a nord per circa 4,5 km attraversando l’abitato di Selva, in cui si trova la chiesa neogotica di San Lorenzo martire e San Rocco. Tenete la sinistra in Via Roma e continuate in Via Chiaviche affiancando la facciata nord di Villa Cappello – Rama, splendido palazzo storico armoniosamente inserito nel centro urbano di Pontecchio Polesine.

Alla rotonda prendete la terza uscita in Via Guglielmo Marconi e procedete a sud per circa 4,5 km fino a raggiungere l’argine del Po a Guarda Veneta.

Raggiunta la scalinata che conduce all’area picnic (44.979220784751845, 11.802829036256519), svoltate a destra e ripercorrete a ritroso Via Alessandro Selmi per circa 5 km fino a tornare a Polesella.

Villa Morosini

Rivolta sull’argine sinistro del Po in Via Alessandro Selmi, 676, Villa Morosini è una residenza signorile rinascimentale situata a breve distanza dal cuore storico del comune.

Se vi chiedete cosa fare a Polesella, questa sontuosa dimora del XVI secolo costituisce uno dei più significativi punti di riferimento architettonici e culturali del Polesine.