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Cosa fare a Portobuffolè: 10 cose da fare a Portobuffolè

Cosa fare a Portobuffolè: 10 cose da fare a Portobuffolè | VenetoClub
Quercia secolare a Prà dei Gai Portobuffolè

Cosa fare a Portobuffolè: Pra’ dei Gai e la quercia secolare

I Pra’ dei Gai costituiscono un vasto polmone ecologico che per 340 ettari si estende tra i comuni di Portobuffolè, Mansuè e Gorgo al Monticano in provincia di Treviso e del comune di Prata in provincia di Pordenone.

Lo splendido polmone verde offre suggestive vedute panoramiche sulla sterminata estensione prativa in parte coltivata, in parte dedicata al pascolo.

A determinare la notevole fecondità del terreno è la presenza della Livenza, le cui sponde, ricche di vegetazione arborea, arbustiva e ripariale, sono spesso soggette a straripamenti che causano l’allagamento dell’oasi naturalistica,

L’ambiente florido e ubertoso dei Pra’ dai Gai è legato inoltre al corso del Rasego, torrente di risorgiva nato a Fontanelle e affluente della Livenza.

Di notevole interesse ambientale, una maestosa quercia secolare che troneggia nell’immensa nella verdeggiante estensione prativa.

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Pra’ dei Gai a Portobuffolè

Il GiraLivenza

Il percorso ciclabile si articola attraverso il Friuli Venezia Giulia e il Veneto assecondano il corso del fiume Livenza, il cui andamento sinuoso nasce dalle sorgenti friulane ai piedi delle montagne del gruppo del Cansiglio-Cavallo e si snoda per circa 115 km attraverso le province di Pordenone, Treviso e Venezia fino a raggiungere il comune di Caorle e sfociare nell’Adriatico.

Per gli amanti di ciclismo che si chiedono cosa fare a Portobuffolè, il GiraLivenza è un itinerario naturalistico imperdibile!

Visita Ponte Friuli

Ponte Friuli è il Primo ponte in pietra ad essere edificato sulla Livenza.

Risalente alla seconda metà del XVIII secolo, Ponte Friuli sorge lungo quel tratto della Livenza deviato agli inizi del XX secolo a causa delle numerose alluvioni e della sempre minore rilevanza che il trasporto navale assumeva in questa città, anticamente sede di un fiorente porto fluviale per il commercio di materie pregiate.

Porta Friuli

Le ampie arcate, erte sopra il canale un tempo percorso dalla Livenza e ora coperte da un placido manto erboso, conducono a Piazza Vittorio Emanuele attraverso la spettacolare Porta Friuli (così denominata in quanto accoglieva ospiti provenienti dall’omonima regione), ad ornare la quale, colpiscono con il loro incantevole fascino la bocca della verità scolpita nella roccia, il maestoso leone Marciano sul cui libro si stagliano le parole “Diritti e doveri dell’uomo e del cittadino”.

Visita al Monte di Pietà

Risalente al XV secolo, il monte di pietà è un istituto volto a concedere prestiti a basso tasso di interesse.

Edificato affianco al Palazzo Pretorio, il monte di pietà reca pregiate decorazioni pittoriche sulla facciata raffiguranti le virtù cardinali e teologali: La Fama, distinguibile per il simbolo delle trombe, la Giustizia, riconoscibile per la bilancia, la Carità, intorno alla quale si distinguono le figure di diversi fanciulli, mentre l’ultima figura è raffigurata con un arco e una faretra e rappresenta forse la predicazione.

Ulteriore elemento di notevole interesse storico e artistico è il leone marciato con il libro chiuso racchiuso da un tondo.

visita alla Torre Civica

Uniche sopravvissute del sistema fortificato di Portobuffolè, le mura medievali della svettante costruzione difensiva conciliano il carattere austero e possente dei baluardi medievali alla qualità estetica dello stile rinascimentale, individuabile nei fregi cinquecenteschi che ingentiliscono la facciata in mattoni e al tempo stesso testimoniano l’evoluzione artistica e culturale che nel corso dei secoli ha distinto l’anima dinamica e vitale di Portobuffolè.

Attualmente, questo scrigno di storia e cultura è aperto al pubblico ed accoglie oggi il museo della civiltà contadina e dell’artigianato dell’Alto Livenza, itinerario che espone reperti legati al lavoro agricolo, all’allevamento e all’artigianato prima che i moderni processi di meccanizzazione e produzione in serie rendessero questi utensili obsoleti.

Ammira il Duomo di Portobuffolè

Situata in Piazza Vittorio Emanuele, 2, 31040, la chiesa di San Marco evangelista rappresenta il centro della vita spirituale della comunità di Portobuffolè.

L’austero luogo di culto del XVI secolo presenta una elegante facciata a capanna recante archetti pensili in corrispondenza dei cornicioni.

Internamente, l’ampia e luminosa navata è affiancata da due navate laterali di dimensioni inferiori.

Ulteriore elemento di spicco è lo spettacolare organo a canne realizzato dalla casa Callido.

Visita la casa di Gaia da Camino

Figlia di Gherardo III da Camino, la nobildonna aveva sposato nel 1291 il cugino Tolberto III. I coniugi, signori di Portobuffolè, avevano stabilito qui la loto loro maestosa abitazione (Via Businello, 2, 31019 Portobuffolè).

La facciata della residenza gentilizia si distingue per la presenza di suggestive bifore trilobate scandite da raffinati capitelli a fiore di loto.

Il piano terra ospitava la servitù mentre il primo e secondo piano, decorati da sgargianti affreschi, erano riservati ai signori.

Se vi chiedete cosa fare a Portobuffolè, la casa di Gaia da camino è una delle località più affascinanti della regione Veneto.

Visita la Chiesa di San Rocco

Situata in Via Roma, 27, 31040 Portobuffolè (TV), la chiesa è dedicata al culto di San Rocco, pellegrino e taumaturgo francese vissuto nel XIV secolo e considerato capace di proteggere dal terribile morbo della peste.

La facciata della chiesa, recante due alte finestre ad arco tra le quali si staglia il rosone, è volta verso la strada che la separa da una vasta estensione prativa dalla quale si intravede la cima della torre civica.

All’interno dell’ampia navata sono custoditi un pregevole altare in pietra con una scultura della Madonna seduta su una seggiola con il Bambino Gesù sulle ginocchia.

Oratorio di Santa Teresa

Situato in Via Roma, 31040 Portobuffolè (TV), il candido luogo di culto è l’oratorio di Villa Cellini-Giustinian, splendida residenza signorile del XVII secolo.

Intitolato a Santa Teresa, religiosa e mistica iberica vissuta nel XVI secolo, l’edificio presenta una maestosa facciata scandita da paraste che sostengono il frontone ornato da modanature a dentello.

Il massiccio portone ligneo è sovrastato da una timpano ad arco spezzato al centro del quale si staglia il busto di Santa Teresa.

A completare lo sviluppo verticale della struttura, tre acroteri raffiguranti Fede, Speranza e Carità ornano i vertici del timpano della chiesa.

I sontuosi interni dell’edificio recano spettacolari affreschi secolari, sculture in marmo bianco e un suggestivo crocifisso ligneo rosso

Le luminose vetrate e il sapiente contrasto cromatico generato dai ricercati motivi geometrici della pavimentazione testimoniano la notevole abilità artistica e artigianale veneta.

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