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Cosa fare a Isola Vicentina: 4 idee

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Scopri cosa fare a Isola Vicentina: La sagra di san Lorenzo, il bosco della Guizza, la chiesa di San Lorenzo a Castelnovo, La sagra del Gran Polu. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Isola Vicentina?

Il comune di Isola Vicentina confina a nord est con Villaverla, a nord ovest con Malo, a sud con Gambugliano, a sud est con Costabissara, a sud ovest con Castelgomberto, a est con Caldogno, a ovest con Malo e Castelgomberto.

La sagra del Gran Polù

La sagra del Gran Palù si svolge ogni anno nella seconda metà di giugno nella frazione di Castelnovo. Nel 2022 la fiera si è svolta dal 17 al 26 giugno.

La tradizionale celebrazione prevede una grande area di ristorazione in cui sarà possibile gustare piatti della tradizione da leccarsi i baffi, da gnocchi affogati nel sugo al pomodoro e bigoli al ragù d’anatra a gustosi spezzatini accompagnati da fette di polenta fumante, nonché fritture di pesce e bruschette per soddisfare ogni palato, solo per citare alcune delle pietanze che rendono l’evento tanto apprezzato dalle buone forchette. Protagonista indiscussa dell’evento sarà la luganega, insaccato di origine lombarda preparato con carne suina macinata mescolata con marsala, formaggio grana e brodo di carne, ottima quando cotta alla griglia e ideale per preparare squisiti risotti.

Se vi chiedete cosa fare a Isola Vicentina e desiderate trascorrere l’estate in questo ameno paesino campestre incastonato nel cuore del vicentino tra freddi boccali di birra artigianale, tipicità vinicole autoctone, musica dal vivo, serate danzanti al ritmo di impeccabili orchestre di liscio ed esibizioni pirotecniche mozzafiato, partecipare alla sagra del Gran Polù sarà un’occasione da non perdere!

La sagra di san Lorenzo

Le iniziative per vivere al meglio la stagione estiva di certo non finiscono qui! La sagra si san Lorenzo si svolge ogni anno nella prima metà di agosto. L’edizione 2022 si è svolta dal 9 all’11 agosto.

La tanto attesa ricorrenza concilia le solenni funzioni liturgiche in onore del santo patrono all’atmosfera gioviale e spensierata delle feste paesane all’insegna di calici di vino, fiumi di birra, esibizioni canore e specialità gastronomiche che attestano la qualità dei prodotti del territorio.

Tra le ghiotte portate che potrete assaporare nella grandi e comode tensostrutture in corrispondenza della chiesa millenaria, il menù include ricchi taglieri di affettati, gnocchi al ragù, pollo piccante condito con patate e rosmarino da far venire l’acquolina in bocca nonché succulente pietanze come il gulyás, nutriente prelibatezza ungherese che consiste in uno stufato di carne bovina e lardo cotto con cipolle, carote, patate e paprika.

Il bosco della Guizza

Maestoso rilievo di origine vulcanica, il monte Ignago alterna straordinari paesaggi disseminati di scure rocce laviche a suggestivi pendii erbosi ricoperti di castagni, carpini, noccioli, ornielli, pungitopo, aceri e roveri, solo per citare alcune delle splendide varietà arboree che rendono il parco un punto di riferimento per gli amanti di escursionismo, anche grazie ai periodici interventi di salvaguardia ambientale che facilitano la crescita delle rigogliose piante.

Armoniosamente inseriti nella folta vegetazione dell’oasi, a tradire l’intervento antropico sono i dettagliati pannelli informativi che illustrano l’evoluzione geologica ed il complesso di biodiversità del sito naturalistico, i sinuosi tracciati che permettono di esplorarne il fragile e spettacolare patrimonio di biodiversità ed alcune panche per riposarsi e contemplare in tranquillità la florida vegetazione del luogo.

Se vi chiedete cosa fare a Isola Vicentina e desiderate immergervi in uno scenario incontaminato all’apparenza sospeso in una dimensione primordiale e senza tempo, una visita al bosco della Guizza sarà un’esperienza memorabile!

La chiesa di San Lorenzo a Castelnovo

Situato in Via Rossioni, 2, il millenario luogo di culto di pietra si erge su un colle soleggiato da cui si gode di una veduta ad ampio raggio di verdi declivi alberati, solcati da stradine ritmate da scuri cipressi e costellati dei minuscoli tetti rossi dei caseggiati di campagna.

L’edificio si caratterizza per una facciata a capanna semplice e disadorna nella quale si aprono, al di sopra del portone ligneo, due aperture circolari.

Inglobato alla struttura troneggia il campanile a base quadrata, quasi sproporzionato rispetto alla minuta e graziosa chiesa, la cui possente mole è ingentilita da quattro bifore in corrispondenza della cella campanaria.

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