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Cosa fare a Rosà in provincia di Vicenza: 4 idee

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Scopri cosa fare a Rosà: Parco Vecchio Mulino, la festa di Sant’Antonio Abbate, la festa della trebbiatura, il Duomo di Rosà. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Rosà?

Il comune di Rosà confina a nord est con Cassola, a nord ovest con Bassano del Grappa, a sud con Tezze sul Brenta, a est con Cassola e Rossano Veneto, a ovest con Bassano del Grappa, Cartigliano e Tezze sul Brenta.

Parco Vecchio Mulino

Meta ideale per chi è alla ricerca di una serena località isolata dal cemento, dall’inquinamento e dai rumori del traffico, il parco Vecchio Mulino è un rifugio di pace frutto della creatività del Signor Edorado Signori unita alla sua passione per la natura e per la storia della cultura contadina.

A rendere unica nel suo genere la sconfinata distesa prativa disseminata di floride specie arboree è la presenza di un interessante museo che espone antichi utensili realizzati artigianalmente e impiegati secoli orsono nel lavoro nei campi, nonché macchinari agricoli realizzati in legno e metallo ancora funzionanti e intrisi di fascino nonostante l’evoluzione meccanica e industriale li abbia resi obsoleti.

Circondato da vegetazione densa e umida, il complesso molitorio secolare sorge in corrispondenza di un laghetto che ricorda i limpidi specchi d’acqua dei giardini romantici ottocenteschi, concepiti per riprodurre un ambiente selvatico e incontaminato dominato dalle imprevedibili forme curvilinee di sinuosi rivi zampillanti tra rocce velate di muschio, lievi pendii soleggiati e formazioni boschive tali da suscitare lo stupore di chi, addentratosi nei tortuosi sentieri della misteriosa oasi artificiale, rimane ammaliato da un’atmosfera di purezza dalle sembianze primordiali, caotica ma incantevole.

Armoniosamente inseriti nel piacevole contesto naturalistico sono solenni sculture leonine, un candido colonnato circolare coperto da una folta cupola vegetale, graziosi ponticelli che collegano le sponde di tortuosi fiumiciattoli ed un pozzo coronato da un sottile arco ingentilito da ghirigori in ferro battuto da cui pende il secchio e la catena avvolta alla carrucola dalla grande ruota raggiata.

Se vi chiedete cosa fare a Rosà e desiderate scoprire un ameno scenario fiabesco e sospeso nel tempo, immerso nel panorama rurale rosatese che ricorda i paesaggi della contea descritti da J. R. R. Tolkien nel Signore degli Anelli, una visita a questo silenzioso giardino sarà un’esperienza indimenticabile!

La festa di Sant’Antonio Abbate

La celebrazione si svolge nei giorni immediatamente precedenti e successivi al 17 gennaio, anniversario della scomparsa dell’eremita vissuto in Egitto nei secoli III e IV fino alla veneranda età di 105 anni.

Le solenni cerimonie liturgiche ed il raccoglimento spirituale prevedono un emozionante concerto nella solenne e affascinante cornice architettonica del Duomo di Rosà.

La festa della trebbiatura

Uno degli eventi più attesi e caratteristici a Rosà, la festa della trebbiatura si svolge ogni anno nella prima settimana di luglio e coinvolge la popolazione locale per celebrare la millenaria tradizione agricola. A rendere l’evento ancor più gradito saranno banchetti in cui potrete assaporare specialità enogastronomiche che valorizzano la biodiversità e la qualità delle produzioni locali, nonché spettacoli musicali dal vivo ed esposizioni di trattori d’epoca.

Il Duomo di Rosà

La maestosa chiesa si caratterizza per un candido fronte a salienti scandito da quattro semicolonne corinzie, distinguibili per le eleganti girali d’acanto, sulle quali poggia la trabeazione costituita dall’architrave, dal fregio e dal frontone triangolare ornato da un motivo a dentelli e recante al centro un’apertura circolare.

Al di sopra del portale centrale, sormontato da un timpano ricurvo e affiancato da due ingressi minori conclusi da timpani triangolari, si staglia in caratteri neri l’iscrizione latina D.O.M. IN HONOREM S. ANTONII ABBATIS SACRUM.

Degne di nota sono inoltre cinque statue collocate in cima alla facciata: quelle sommitali raffiguranti Fede, Speranza e Carità e, nel registro inferiore, quelle raffiguranti di Sant’Antonio Abate e di San Spiridione.

Il campanile a base quadrangolare si compone di un fusto in mattoni rossi concluso da una cella campanaria in pietra bianca nella quale si aprono ampie monofore incorniciate da lesene.

A completare lo sviluppo verticale della struttura è un’elaborata cuspide sulla quale svetta un segnavento metallico.

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