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Cosa fare a Zugliano in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Zugliano: Parco Selgea, gustando l’autunno, Villa Giusti Suman. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Zugliano?

Il comune di Zugliano confina a nord est con Lugo di Vicenza, a nord ovest con Carrè, a sud est con Sarcedo, a sud ovest con Thiene, a est con Fara Vicentino, a ovest con Carrè, Zanè e Thiene.

Parco Selgea

Incastonato tra i territori di Zugliano, Fara Vicentina e Lugo di Vicenza, Parco Selgea è un’oasi incontaminata articolata intorno ad un terso e freddo specchio d’acqua nato a causa di un’esondazione del fiume Astico a seguito ad un’alluvione.

Attraversata da ombrosi sentieri ammantati nei mesi autunnali da foglie dorate secche e scricchiolanti, l’area verde è avvolta dal denso mosaico arboreo, arbustivo e floreale all’apparenza impenetrabile di ontani, gelsi, pioppi, salici e acacie in un folto intrico di rami, foglie e piante infestanti che si arrampicano lentamente sui tronchi come a volerli lentamente divorare. Troverete anche esemplari di buddleja e verbasco, dai caratteristici fiori tubolari di tonalità viola e giallo.

Dal comodo punto di osservazione raggiungibile tramite una scalinata metallica (45.73895246613897, 11.534697839908223) è possibile godere di una veduta ad ampio raggio del paesaggio lacustre cinto dal folto anello di chiome ondeggianti al vento.

A rendere l’atmosfera ancor più rilassante è il coro di cinguettii cui fa da sfondo il regolare suono della vicina torre campanaria.

Se vi chiedete cosa fare a Zugliano e desiderate addentrarvi in una dimensione pacifica per raccogliere i propri pensieri in tranquillità ed osservare il freddo lago restituire nei giorni sereni i riflessi guizzanti del sole e dei suggestivi rilievi boscosi che si estendono da Caltrano a Salcedo, una visita all’oasi Selgea è una meta più che consigliata.

Gustando l’autunno

La manifestazione Gustando l’autunno si svolge ogni anno alla fine di novembre (l’edizione 2022 si è svolta il 27 novembre) e celebra le antiche tradizioni legate al lavoro agricolo alla manifattura locale. Le vie e le piazze del paese si popolano di bancarelle con frutti e ortaggi autoctoni di prima scelta, di operosi artigiani che tramandano le stesse tecniche dei nostri avi nel realizzare, affascinanti sculture, elaborate ceste di vimini, utensili in legno e ferro battuto impiegati dai nostri nonni e bisnonni nel lavoro dei campi ed esposizioni che illustrano l’antica arte della forgiatura.

Oltre all’immancabile sfilata di trattori d’epoca, la cui presenza è annunciata dal loro inconfondibile rombo fumoso e scoppiettante, l’evento prevede grandi stand nei quali assaporare specialità eno gastronomiche, da squisiti risotti a succulente pietanze di carne, aspetti che caratterizzano l’identità di queste terre collinari e soleggiate, i cui prodotti sono l’esito della fertilità del suolo e della mitezza del clima unite all’importanza attribuita all’ambiente e all’amore per il cibo radicate nella cultura e mentalità contadina che la tecnologia ed il progresso, fortunatamente, non hanno ancora del tutto compromesso.

Se vi chiedete cosa fare a Zugliano e desiderate vivere appieno la stagione autunnale attraverso gli aromi di una terra salubre e le tradizioni di una laboriosa comunità immersa nel cuore del vicentino, partecipare alla festa del ringraziamento farà certamente al caso vostro!

Villa Giusti Suman

Situata in Via Villa, 19, Villa Giusti Suman è uno dei più significativi punti di riferimento del patrimonio architettonico zuglianese.

Accessibile tramite un’elegante gradinata, la residenza signorile è armoniosamente inserita in un incantevole e ben curato giardino. Il corpo padronale culmina con un timpano triangolare ingentilito da raffinati motivi vegetali che incorniciano un blasone nobiliare collocato in posizione centrale.

A coronare lo sviluppo verticale dell’edificio sono sette pregiate statue collocate sulla sommità della struttura.

Internamente, i vasti spazi della dimora plurisecolare sono resi all’apparenza più vasti da suggestive illusioni prospettiche dalle quali si intravedono spettacolari scenari naturalistici.

Cosa fare a Lugo di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Lugo di Vicenza: la chiesa di San Giovanni Battista, Villa Godi Malinverni, la festa del ringraziamento, la festa di San Giovanni Battista. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Lugo di Vicenza?

Il comune di Lugo di Vicenza confina a nord con Asiago, a sud con Zugliano, a est con Lusiana Conco, Salcedo e Fara Vicentino, a ovest con Calvene, Chiuppano e Carrè.

La chiesa di San Giovanni Battista

Situata in Piazza XXV Aprile, 22, la parrocchia di Lugo di Vicenza di innalza sulla sommità di un colle racchiusa ad ovest dal camposanto, a sud est da una fila di scuri cipressi, a nord ovest da una densa area boscosa di acacie e pioppi.

Rivolta a oriente, la facciata a salienti del luogo di culto è ritmata da paraste e semicolonne corinzie che separano il portale ligneo, incorniciato da una raffinata architettura formata da due lesene sormontate da architrave, fregio e frontone classico finemente modanati, dalle sezioni laterali decorate con le figure di San Zaccaria e Sant’Elisabetta.

A coronare la svettante mole della struttura, la cui verticalità è accentuata dalla sua posizione dominante in cima all’altura erbosa, è il frontone triangolare sorretto da candidi pilastri scanalati.

Lungo l’architrave, le parole “Piorum minutis” è divisa da “atque labore” dalla raffigurazione pittorica che illustra il battesimo di Gesù Cristo, inserita in un grande arco a tutto sesto nel quale compare in caratteri cubitali l’iscrizione “a domino factum est”.

Ampia e ben illuminata, la candida aula presenta un moderno organo a canne e pregiati altari marmorei collocati in nicchie laterali a tutto sesto.

Villa Godi Malinverni

Situata in Via Andrea Palladio, 44, 36030 Lugo di Vicenza (VI), Villa Godi Malinverni è uno dei più significativi esempi di architettura Palladiana nella regione Veneto.

Armoniosamente inserito in un vasto parco costellato di alberi secolari, il sontuoso palazzo è accessibile tramite una scalinata che conduce al corpo padronale, in posizione leggermente arretrata rispetto alle ali laterali nel quale si aprono da tre eleganti archi a tutto sesto.

A rendere la proprietà signorile ancor più affascinante è il sofisticato giardino definito dalle regolari geometrie di siepi ben curate e punteggiato di chiome tonde e coniche di un verde brillante tra le quali si ergono raffinate statue secolari.

La festa del ringraziamento

Una delle celebrazioni più attese e amate della comunità lughese, la festa di ringraziamento si svolge ogni anno intorno al 20 di novembre.

L’evento celebra il legame primordiale tra essere umano e natura attraverso la valorizzazione di prodotti unici e salubri frutto di una terra fertile e assolata preservata grazie alle conoscenze che nell’arco dei millenni hanno consolidato le virtù di zelo, umiltà e pragmatismo che distinguono l’operosa cultura agricola.

In tale occasione le vie e le piazze del paese si animano del rombo scoppiettante dei trattori d’epoca, testimonianze dei frenetici anni del boom economico che avrebbero catapultato il paesino rurale nella modernità, rendendo così obsoleti molti degli utensili realizzati manualmente che scandivano le lente giornate di lavoro nei campi.

Spesso coperti di ragnatele penzolanti simili a un grumo di stracci polverosi, i vecchi gioghi dei buoi campeggiano ora sopra i portoni delle stalle come pesanti e scuri simboli pagani in cima ai quali si staglia l’immagine ingiallita di Sant’Antonio Abate che benedice le bestie nel paesaggio bucolico sbiadito.

Nella piazza di fronte alla maestosa chiesa si dispongono grandi paioli di polenta fumante, ceste di pane cotto a legna, bancarelle con gli ortaggi del luogo e manufatti artigianali affiancati alle ruote di pietra impiegate dagli arrotini e gli ingranaggi metallici usati per sgranare le pannocchie.

Se vi chiedete cosa fare a Lugo di Vicenza e desiderate festeggiare la stagione autunnale immergendovi nei sapori e nelle tradizioni di una terra antica nell’ambito di un clima festoso e vivace, partecipare alla festa del ringraziamento potrebbe fare al caso vostro.

Cosa fare a Salcedo in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Salcedo: la festa del ringraziamento e della suca, la chiesa di Sant’Anna, l’eremo di San Valentino. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Salcedo?

Il comune di Salcedo confina a nord con Lusiana Conco, a sud con Fara Vicentino, a est con Marostica e Molvena di Colceresa, a ovest con Lugo di Vicenza e Fara Vicentino.

Festa del ringraziamento e della suca

Uno degli appuntamenti più affascinanti e coinvolgenti di Salcedo, la festa del ringraziamento e della suca si svolge ogni anno nella seconda metà di settembre per celebrare le tradizioni agricole e artigianali che costituiscono l’identità culturale dell’operosa comunità armoniosamente inserita tra i vivaci pendii erbosi nel cuore della provincia di Vicenza.

Le vie del centro, le piazze, le case e le chiese si colorano e ravvivano facendo riaffiorare momenti di quotidianità che i ritmi della natura e gli utensili in legno e ferro battuto scandivano lentamente prima che l’avvento dei tempi d’oro dell’industrializzazione nella seconda metà degli anni ’50 accelerasse i ritmi della nostra società.

A testimoniare il progresso tecnico che ha distinto il miracolo economico italiano sono splendidi trattori d’epoca a ruote e a cingoli che annunciano da lontano la propria presenza con boati fumosi e scoppiettanti.

Grandi stand gastronomici vi permetteranno di assaporare specialità di pasta, carne, piatti a base di zucca dall’aroma piacevolmente dolce nonché pregiate varietà di radicchio dalla consistenza lievemente croccante, leggermente amarotiche e dalle brillanti tonalità che vanno dal rosso al viola acceso.

Se vi chiedete cosa fare a Salcedo e siete alla ricerca di un’idea originale per godervi le ultime giornate della stagione estiva, partecipare alla festa del ringraziamento e dea soca sarà un’occasione ideale per conoscere l’operosa comunità rurale attraverso le significative tappe che ne ripercorrono la storia, dalle secolari usanze contadine al rombo del progresso che ha catapultato nella modernità l’antico paesino di pietra senza mai tradirne l’anima, riconoscibile nei piatti poveri, nutrienti e squisiti di una terra unica e incantevole.

Altra prelibata pietanza che attesta l’elevata qualità delle materie prime prodotte nella verde e salubre ambiente del vicentino è la tosella, tipicità casearia originaria dell’altopiano dei sette comuni.

La Chiesa di Sant’Anna e l’eremo di San Valentino

La chiesa è raggiungibile tramite l’ameno itinerario ben segnalato della valle dei mulini che parte dalla località di Valle di Sopra di Lusiana Conco. In alternativa, la meta è raggiungibile partendo dal centro di Salcedo.

Potete lasciare l’auto nel parcheggio in Via Corticella (45.75678866560519, 11.566016047323208). Procedete verso nord fino all’incrocio in Via Roma. Svoltate a sinistra, lasciate la parrocchia alla vostra sinistra e imboccate Via Cesare Battisti. Dopo 190 metri girate a destra in Via Fontana e seguite la sinuosa strada asfaltata delimitata da muriccioli e siepi ben curate che serpeggia tra i colli.

Il percorso si addentra nella densa vegetazione arborea tra le cui fronde si scorgono spettacolari vedute paesaggistiche dei declivi costellati di uliveti e vigneti che si perdono all’orizzonte da maestosi rilievi montuosi.

Seguite Via Fontana fino a raggiungere un vasto spiazzo con dei cartelli che indicano in modo dettagliato i percorsi naturalistici che si addentrano della vasta estensione silvana. Continuate verso ovest lungo un viale incorniciato da cipressi ben allineati che conduce alla candida mole della chiesa di Sant’Anna.

Erta in uno dei punti panoramici più suggestivi di Salcedo, il luogo di culto si innalza sulla cima di un colle boscoso, uno dei luoghi più silenziosi del comune che sembra invitare alla calma contemplazione di un’atmosfera pacifica e all’apparenza senza tempo.

Poggianti su un massiccio basamento, due coppie di lesene corinzie sorreggono architrave, fregio e frontone triangolare che costituiscono l’ingresso della struttura. Illuminato da finestre a lunetta, l’area interna presenta un’elaborato altare marmoreo dedicato a Sant’Anna. La chiesa neoclassica è collegata all’eremo di pietra dell’XI secolo di San Sigismondo e San Valentino, grazioso edificio distinto da una facciata a capanna semplice e disadorna, e al campanile millenario recante quattro bifore nella cella campanaria.

Cosa fare a Breganze in provincia di Vicenza: 4 idee

Scopri cosa fare a Breganze: La sagra del pesce a Maragnole, la chiesa di Santa Maria Assunta, il museo del maglio, degustare il torcolato DOC. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Breganze?

Il comune di Breganze confina a nord con Fara Vicentino, a sud con Sandrigo, a est con Mason Vicentino di Colceresa e Schiavon, a ovest con Sarcedo e Montecchio Precalcino.

La sagra del pesce a Maragnole

Uno degli eventi più amati a Breganze, la sagra del pesce si svolge ogni anno nel mese di luglio nell’omonima località al fine di valorizzare specialità ittiche di prima scelta grazie al gemellaggio con l’isola di Pellestrina.

Il ricco menù a base di tipicità di mare accompagna gli abitanti dell’incantevole comunità incastonata del cuore del vicentino nella magica atmosfera lagunare attraverso i sapori e gli aromi che distinguono l’antica identità della splendida isola.

Ad attendervi nel grande stand gastronomico, situato in corrispondenza della Parrocchia di San Francesco di Paola in Piazza Mons. Camillo Faresin, 4, 36042 Maragnole (VI), troverete squisite capesante, spiedini di gamberi impanati, pesce fritto e alla griglia, saporitissime sarde in saor, ovvero preparate con cipolle bianche, pinoli, uvetta e aceto di vino bianco, nonché seppioline in umido e cozze in padella.

L’evento non trascura tuttavia gli amanti della carne, i quali non potranno resistere al richiamo sfrigolante di braciole, costine e salsicce alla griglia.

Oltre all’ottima cucina e alle eccellenze vinicole del territorio, a rallegrare la calda estate di Maragnole vi saranno spettacoli musicali, serate danzanti, vivaci bancarelle e attività ludiche che coinvolgeranno l’intera comunità.

La chiesa di Santa Maria Assunta

La chiesa di Santa Maria Assunta si caratterizza per una maestosa facciata a salienti divisa orizzontalmente in tre registri: quello inferiore presenta al centro il portale d’ingresso, incorniciato da due colonne su cui poggiano architrave, fregio ed un frontone ad arco.

La parte centrale dell’edificio, leggermente avanzata rispetto a quelle laterali, è ritmata da lesene tra le quali due statue affiancano il portone d’ingresso, mentre le navate laterali sono accessibili attraverso due portoni minori sormontati da timpani a tutto sesto.

Anch’esso scandito da lesene, il registro superiore si distingue per l’elegante rosone ornato da un candido traforo a raggi fiancheggiato da bifore con parapetto.

Il fronte è coronato da architrave, fregio e da una cornice dentellata sulla quale si staglia il frontone triangolare coronato dalla scultura di Santa Maria Assunta.

Una volta entrati nel luogo di culto è facile rimane colpiti dalla vasta e quasi vertiginosa prospettiva dell’aula centrale culminante con un grandioso arco che introduce all’area absidiale.

Internamente illuminata da elaborate bifore, la possente mole della parrocchia è ingentilita da pregiate opere pittoriche ed altari marmorei.

Ulteriore elemento di valore architettonico è lo svettante campanile a base quadrata percorso verticalmente da sottili monofore e recante quattro bifore nella cella campanaria. A completare lo sviluppo verticale della struttura è la cuspide metallica poggiante su un tamburo ottagonale.

Sede del mercato nonché punto focale della vita sociale breganzese, Piazza Giuseppe Mazzini è delimitata a est dalla facciata della parrocchia, a ovest dalle arcate di un lungo portico.

La cantina comunale, i ristoranti e le osterie di cui il paese è costellato sono i luoghi ideali per assaporare la qualità vinicola più rappresentativa del territorio, il torcolato DOC, vino passito nato dai vitigni dei soleggiati pendii vicentini, distinto da un colore ambrato e da un gusto soave ideale da accompagnare con i dolci, motivo in più per visitare una delle numerose pasticcerie dell’affascinante centro storico.

Il museo del maglio

Significativo esempio di archeologia industriale, l’antico maglio ha mantenuto inalterata la propria anima da circa cinquecento anni grazie alla passione, allo zelo e al rispetto per la tradizione di Bruno Tamiello, proprietario dello stabile nel quale viene illustrato il processo di forgiatura degli utensili impiegati dai nostri avi in ambito agricolo e artigianale.

Ad azionare il complesso sistema di ingranaggi, cinghie e pulegge è la secolare roggia di pietra che incanala le acque del vicino corso d’acqua.

Situato in S.da del Molino, 10, 36042 Breganze (VI) il mulino è uno dei più suggestivi punti di riferimento culturali del grazioso comune del vicentino.

Cosa fare a Fara Vicentino: 3 idee

Scopri cosa fare a Fara Vicentino: Anguriara Fara, la chiesa dei Santi Felice e Fortunato, il ponte romanico di Isidoro. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Fara Vicentino?

Il comune di Fara Vicentino confina a nord con Salcedo, a nord ovest con Lugo di Vicenza, a sud con Breganze, a sud est con Mason Vicentino di Colceresa, a sud ovest con Sarcedo, a est con Colceresa, a ovest con Lugo di Vicenza, Zugliano e Sarcedo.

Anguriara Fara

Dove e quando si svolge Anguriara Fara?

Il festival si svolge ogni anno nella prima metà di agosto in Via S. Bortolo, 2. Gli spettacoli si svolgono dalle ore 18:00 alle 02:00 e l’ingresso non prevede alcun pagamento.

Considerato un punto di riferimento per artisti ed amanti di musica sperimentale e indipendente italiana, l’evento si svolge nell’amena cornice dei rilievi erbosi incastonati nel cuore del vicentino, scenario ideale per abbandonarvi ai ritmi travolgenti di talentuosi artisti.

A rallegrare le calde serate estive troverete fiumi di birra e specialità gastronomiche che potrete ordinare nei grandi stand gastronomici e in diversi chioschi.

Se vi chiedete cosa fare a Fara Vicentino e desiderate scatenarvi al ritmo di creativi gruppi indie, partecipare ad Anguriara Fara sarà un’esperienza indimenticabile!

La chiesa dei Santi Felice e Fortunato

Situata in Via S. Fortunato, la chiesa dei SS. Felice e Fortunato si innalza in un punto panoramico da cui si gode di una veduta ad ampio raggio del paesaggio collinare costellato di vigneti, alberi secolari e oliveti argentati la cui crescita è favorita dalla mitezza del clima.

In eccellente stato di conservazione, il luogo di culto quattrocentesco presenta una pianta ottagonale ritmata da lesene e colonnine, le quali sono sormontate da elaborate statue inserite in nicchie terminanti con archi a sesto acuto. Al di sopra delle lesene si stagliano raffinate guglie in stile gotico, anch’esse recanti al loro interno pregiate sculture.

A completare lo sviluppo verticale del luogo di culto è la cupola coronata da una lanterna nella quale si aprono otto monofore.

Accessibile tramite un massiccio portone ligneo culminante con una lunetta a ogiva recante una decorazione pittorica, la chiesa è illuminata attraverso aperture circolari e bifore gotiche ogivali ornate da quadrilobi.

Internamente il luogo di culto è ingentilito da spettacolari affreschi che ritraggono la Madonna e i santi cui è intitolata la chiesa e da un’antico altare in finemente scolpito.

Il ponte romanico di Isidoro

Uno dei più affascinanti punti di riferimento storici del comune, il ponte è situato nella località di Canove di Arzignano (45.751410002666326, 11.548950510890203).

Avvolto da un’irresistibile aura di mistero, la secolare struttura in pietra e mattoni è immersa nella florida vegetazione boschiva nel silenzioso e romantico scenario della campagna di Fara Vicentino.

Vi trovate di fronte all’ingresso della chiesa dei SS. Felice e Fortunato. Lasciate il luogo di culto alla vostra destra e procedete in direzione nord ovest lungo Via S. Fortunato, dopodiché continuate a nord lungo Via Mezzavilla e Via Guglielmo Marconi.

Superata la chiesa parrocchiale alla vostra sinistra proseguite per 300 metri e svoltate a destra in Via Zucchi.

Seguite per 750 metri Via Zucchi inoltrandovi nella fitta vegetazione arborea di acacie e pioppi per 750 metri, poi svoltate a sinistra in Via Artusi. Assecondate il corso del Chiavon lungo le cui sponde cresce una densa e folta siepe fino a raggiungere il ponte che, riparato dall’ombra delle fronde di maestosi alberi, disegna un elegante arco sul vivace fiumiciattolo dal letto disseminato di rocce velate di muschio

Se vi appassiona il ciclismo e desiderate addentrarvi in una serena località in cui storia e natura si intrecciano armoniosamente, il ponte di Isidoro è una una meta certamente consigliata.

Cosa fare a Schiavon in provincia di Vicenza: 4 idee

Scopri cosa fare a Schiavon: la sagra degli avannotti, la chiesa di Santa Margherita Vergine e Martire, la chiesa di San Giovanni Battista, Villa Chiericati Cabianca. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Schiavon?

Il comune di Schiavon confina a nord con Marostica, a nord est con Nove, a nord ovest con Colceresa, a sud con Sandrigo, a est con Nove e Pozzoleone, a ovest con Mason Vicentino, Breganze e Sandrigo.

La sagra degli avannotti

La sagra degli avannotti si svolge nella frazione di Longa nel mese di giugno.

Protagonista indiscusso dell’evento, l’avannotto è un saporito pesciolino d’acqua dolce che viene impanato, fritto e che viene solitamente accompagnato con polenta, patate al forno o patate fritte.

Dal momento che la frittura ha una base grassa che può risultare pesante, molti ritengono che qualche goccia di limone possa aiutare a rinfrescare il palato, ma non tutti sono d’accordo, in quanto l’eccessiva acidità potrebbe compromettere il delicato aroma del pesce. La pietanza è anche servita in saor, ovvero cucinata con cipolle, aceto e pinoli

Oltre alle specialità culinarie, che includono carne alla griglia ed eccellenze vinicole autoctone, la celebrazione prevede anche spettacoli musicali all’aperto, serate danzanti ed esibizioni di pittura.

Se vi chiedete cosa fare a Schiavon e desiderate trascorrere momenti di spensieratezza all’insegna di squisiti piatti locali, balli e musica dal vivo, partecipare alla sagra degli avannotti è un’esperienza certamente consigliata!

La chiesa di Santa Margherita

Situata in Via Danta Alighieri, 25, la parrocchia di Schiavon si distingue per una facciata a doppio spiovente scandita da lesene ioniche sovrastate dall’architrave, dal fregio e dal frontone dentellato coronato da tre statue.

Accessibile tramite un portone ligneo finemente intagliato, la chiesa presenta una pavimentazione a scacchiera e custodisce fini altari in marmi policromi.

Erto al fianco della parrocchia, lo svettante campanile presenta quattro bifore incorniciate da una raffinata architettura culminante con un timpano curvato. A concludere lo sviluppo verticale della struttura è la cuspide innestata su un tamburo ottagonale.

La chiesa di San Giovanni Battista

Situata in Via Simoni, 22, 36060 Longa (VI) la chiesa di San Giovanni Battista è scandita verticalmente da possenti paraste che separano la sezione centrale, in posizione prominente, dalle ali laterali.

Eleganti modanature dividono a loro volta la facciata in tre ordini sovrapposti:

Nella sezione inferiore, ritmata da scanalature orizzontali, si apre il portale ornato da formelle quadrangolari e racchiuso da una suggestiva architettura formata da sottili lesene e da un arco recante una decorazione pittorica.

Distinto da una vivace tonalità gialla e ornato da un motivo ad archetti pensili sotto il cornice, il secondo ordine reca al centro un elaborato rosone decorato da un traforo che ricorda la figura un fiore. Lateralmente, due croci rosse si inseriscono in candidi medaglioni circolari.

In cima alla facciata si stagliano tre solenni statue, fiancheggiate da due sculture posizionate ad altezza inferiore.

Villa Chiericati

Uno degli elementi più significativi del patrimonio architettonico del comune di Schiavon, Villa Chiericati è uno splendido palazzo plurisecolare accuratamente restaurato.

Sita in Via Peraro, 7, Schiavon (VI), la sontuosa dimora gentilizia è immersa in una vasta e ben curata area verde che include un vivace laghetto, elemento tipico dei giardini romantici.

In parte nascosto dalle dense chiome di maestosi alberi secolari, il piano nobile è accessibile tramite una sontuosa scalinata. La facciata dell’abitazione signorile è ritmata da lesene ioniche (riconoscibili per le ampie volute) che separano il portone d’ingresso, sovrastato da una lunetta vetrata, dalle finestre laterali sormontate da archi ciechi.

Conclusa da architrave, fregio e frontone triangolare dentellato, il corpo centrale è fiancheggiato da lunghe ali internamente illuminate da eleganti finestre con parapetto.

Cosa fare a Colceresa in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Colceresa: ciliegie in festa, il sentiero del riccio, la chiesa di Mason Vicentino. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Colceresa?

Il comune di Colceresa confina a nord con Marostica, a sud est con Schiavon, a sud ovest con Breganze, a est con Marostica e Schiavon, a ovest con Salcedo, Fara Vicentino e Breganze.

La chiesa di Mason

Situato in Via Chiesa 50, il maestoso luogo di culto neoclassico presenta una facciata a capanna scandita da quattro possenti semicolonne corinzie sopra le quali poggiano l’architrave, il fregio ed il frontone triangolare dentellato coronato da tre sculture.

Accessibile tramite una candida scalinata, la parrocchia presenta un massiccio portone ligneo affiancato a sinistra dalla statua di San Pietro che impugna la chiave simbolo del regno dei cieli, a destra dalla statua di San Paolo con la spada (non ne sono sicuro). Le eleganti vesti indossate dalle due figure sono distinte da elaborati panneggi che attestano il talento e la maestria dell’artista che le ha realizzate.

L’interno dell’edificio, caratterizzato da un’unica aula ampia e ben illuminata, è ritmato da semicolonne di ordine ionico (riconoscibili per le raffinate giralie d’acanto) che incorniciano pregiati altari inseriti in nicchie laterali sovrastate da archi a tutto sesto.

Di notevole interesse architettonico è inoltre la volta a padiglione lunettata, dalla quale filtra la luce solare generando suggestivi effetti chiaroscurali.

Se vi chiedete cosa fare a Colceresa, la chiesa di Sant’Andrea è uno dei più affascinanti punti di riferimento culturali dell’incantevole comune nato dall’unione di Mason Vicentino e Molvena.

Ciliegie in festa

Uno degli eventi più caratteristici e attesi di Molvena, ciliegie in festa celebra il dolce e squisito frutto considerato fiore all’occhiello dell’operosa comunità rurale, simbolo di unicità ed eccellenza dei prodotti che solo la fertile e soleggiata terra incastonata nel cuore del vicentino può offrire.

La ricorrenza si svolge ogni anno tra la fine di maggio e gli inizi di giugno in Piazza degli Alpini e prevede tranquille escursioni all’aria aperta, divertenti attività ludico sportive adatte a partecipanti di ogni età, avvincenti esibizioni teatrali, emozionanti concerti nonché stand eno-gastronomici ed una mostra mercato volta a narrare e promuovere la storia della ciliegia autoctona da cui il comune prende il nome.

Per gli amanti della natura che desiderano conoscere e apprezzare l’aroma inimitabile del prelibato frutto immersi nel panorama da sogno fatto di dolci rilievi costellati di ciliegi in fiore, ciliegie in festa sarà un’esperienza indimenticabile!

Il sentiero del riccio

L’ameno itinerario è uno dei quattro percorsi ideati per valorizzare le potenzialità del patrimonio paesaggistico del comune ed il notevole complesso di biodiversità arborea, floreale e faunistica che lo contraddistingue.

Il sentiero del riccio è il più breve dei quattro accessibili (la rete di itinerari include anche quello dello scoiattolo, della lepre e del capriolo).

Il tragitto ha inizio dalla scuola elementare in Via Monteferro. Attraversate le strisce pedonali e procedete verso sud fino a raggiungere la trattoria da Battista, edificio d’epoca recante nella parete nord est un affresco raffigurante un paesaggio montano.

Imboccate la strada dei sassi che affianca la parete nord ovest del ristorante, grazioso itinerario lastricato che attraversa floridi vigneti, oliveti argentati e siepi ben curate fino ad arrivare in Via Don Girolamo Carli. Svoltate a destra e dopo circa 60 metri girate di nuovo a destra in Via Mazzarina.

Da Via Mazzarina passate in Via Costabernardo, delimitata da graziosi muriccioli a secco, dalla quale potrete ammirare lo sconfinato scenario rurale dei declivi erbosi ammantati della densa vegetazione di acacie, fichi, lecci e gli immancabili ciliegi che tra marzo e aprile sprigionano le vibranti tonalità che vanno dal bianco brillante al rosa acceso di soffici chiome che si stagliano sul caldo cielo primaverile.

Dopo circa 270 metri il percorso prosegue alla vostra destra lungo un sentiero, affiancato da una staccionata in legno, che discende il verde declivio addentrandosi in una fiabesca macchia boschiva solcata da limpidi fiumiciattoli e attraversata da sentieri ricoperti nella stagione autunnale di un fitto strato di foglie dorate scricchiolanti.

Il sentiero sbuca in Via Costadema. Svoltate a sinistra e procedete a nord lungo Via Costadema per 600 metri tra antiche case di pietra avvolte dalle fronde di pioppi, olivi, acacie. Raggiunto il bivio dove sorge un capitello, tenete la destra e procedete lungo la salita che si inoltra nel percorso cosparso di rocce e alberi secolari.

L’ultimo tratto dell’itinerario si articola per 1,3 km, verso sud, lungo strada asfaltata di Via Collalto.

Cosa fare a Pianezze in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Pianezze (VI): la chiesa di San Zeno, il buso della miniera, la festa della ciliegia Sandra. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Pianezze?

Il comune di Pianezze confina a nord e a est con Marostica, a sud e a ovest con Colceresa.

La chiesa di San Zeno

Situata in Piazza IV Novembre, 4, la parrocchia di Pianezze si innalza sulla cima di un rilievo erboso costellato di olivi raggiungibile tramite una lunga gradinata incorniciata da un corridoio di alti e scuri cipressi.

La facciata del luogo di culto neoclassico è scandita da quattro paraste che sorreggono l’architrave, il fregio ed il frontone coronato da tre statue. Accessibile tramite un massiccio portone ligneo sovrastato da un timpano triangolare sopra cui si staglia un oculo cieco, la parrocchia è affiancata da un possente campanile a base quadrata sormontato dalla cella campanaria in cui si aprono quattro ampie monofore.

A completare lo sviluppo verticale della struttura è un’elaborata cuspide metallica a bulbo poggiante su un tamburo ottagonale.

Uno dei più significativi punti di riferimento architettonici e culturali del comune, la chiesa offre una veduta suggestiva del centro del paese e dei gentili pendii dello sconfinato panorama rurale pianezzese.

Il buso della miniera

Se vi chiedete cosa fare a Pianezze e vi appassiona l’escursionismo, il buso della miniera è una delle mete naturalistiche tra le più affascinanti del vicentino.

Per raggiungere la serena località immersa tra vivaci declivi alberati potete lasciare l’auto nel parcheggio del campo da calcio in prossimità della chiesa di San Zeno*. Procedete lungo Via Roma in direzione sud est per 350 metri, dopodiché svoltate a sinistra in Via Sandri e continuate per 750 metri attraversando la sinuosa strada asfaltata che si snoda in salita tra i colli punteggiati di vigneti, frutteti e pallidi olivi dai rami tortuosi e dalle chiome argentate.

Alla vostra sinistra, in corrispondenza di un tornante, troverete uno spiazzo con un tavolo, due panche di legno e un pannello didascalico che illustra l’itinerario che conduce alla sito storico.

Imboccate il sentiero sterrato che si addentra nello scenario incantevole e avventuroso dell’antica miniera abbandonata nella quale alture scoscese, terrazzamenti in legno e ampi avvallamenti sono solcati da percorsi selciati e in terra battuta, ammantati nei mesi autunnali di un denso strato di foglie dorate.

*in alternativa, per accorciare il tragitto, potete parcheggiare al campo Sportivo in Via Sandri, 12, procedere lungo Via Sandri verso nord per 650 metri fino a trovare il cartello informativo e l’inizio del percorso alberato alla vostra sinistra.

La festa della ciliegia Sandra

A rendere la festa della ciliegia Sandra uno degli eventi più attesi e significativi della comunità di Pianezze è la volontà di promuovere i prodotti tipici del territorio considerati eccellenti per il loro gusto e salubrità, caratteri di pregio e unicità garantiti dalla fertilità del terreno e dalla mitezza del clima.

L’evento celebra l’equilibrio tra l’attività agricola ed il lento ritmo della natura che ogni primavera sprigiona le tonalità rosa pallido dei floridi ciliegi, il cui splendore e longevità sono legati all’antica credenza che tale pianta simboleggi le virtù di pazienza e di armonia interiore.

L’edizione del 2022 della ciliegia Sandra si è svolta nel fine settimana del 20 e 21 maggio all’insegna di coinvolgenti spettacoli musicali, serate danzanti, tranquille camminate all’aria aperta e stand eno-gastronomici di cui la ciliegia Sandra è naturalmente la protagonista indiscussa.

Prodotto certificato I.G.P. (indicazione geografica protetta), lo squisito frutto autoctono simile a una dolce sfera rosso fuoco è vanto è tratto distintivo di questa laboriosa e pacifica comunità.

Se vi chiedete cosa fare a Pianezze e desiderate esplorare l’ameno e soleggiato paesaggio collinare che si estende nel cuore della provincia di Vicenza a circa 10 km da Bassano del Grappa, una visita a questo piccolo ma indimenticabile paesino intriso di cultura, tradizioni e sapori inimitabili sarà un’esperienza memorabile!

Cosa fare a Lusiana Conco in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Lusiana Conco: parco del Sojo, la valle dei mulini, l’anello dei tre confini, Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Lusiana Conco?

Il comune di Lusiana Conco confina a nord est con Valbrenta, a nord ovest con Asiago, a sud con Salcedo, a sud est con Marostica, a sud ovest con Lugo di Vicenza, a est con Valbrenta e Bassano del Grappa, a ovest con Asiago e Lugo di Vicenza.

Parco del Sojo

Incantevole museo a cielo aperto, il parco del Sojo si estende sulle pendici meridionali dell’altipiano dei sette comuni. Per accedervi potete lasciare l’auto nello spiazzo presso il camposanto di Covolo, dalla cui prospettiva si gode di una veduta ad ampio raggio della splendida vallata incorniciata da suggestivi rilievi boscosi.

In alternativa potete parcheggiare di fronte alla graziosa chiesa dell’abitato di Valle di Sopra.

Lungo il sinuoso itinerario tappezzato nei mesi autunnali di foglie umide e dorate, un gigantesco bouquet di matite colorate quasi inghiottito dalle fronde sottili e ondeggianti di alti faggi emerge dal terreno coperto da una fitta rete di vegetazione rampicante.

A umanizzare lo spirito senza tempo del bosco è l’estro creativo di artisti provenienti da ogni parte del mondo i cui linguaggi, pensieri, sogni e traumi si fondono con la natura primordiale acquisendo la forma corporea di volti stupefatti, ridenti, talvolta enigmatici, di corpi nudi danzanti tra gli intrecci dei rami, di enormi mani sospese, aperte o indicanti, di mani minute racchiuse o intrappolate in gabbie di legno, di corpi distesi, incatenati alla nuda roccia e dall’espressione atarassica.

Per informazioni in merito alla storia del parco e dei suoi ideatori, e al prezzo del biglietto, si invita a consultare il sito ufficiale del Parco del Sojo.

Se vi chiedete cosa fare a Lusiana Conco e vi appassiona l’escursionismo, addentrarvi nell’atmosfera al confine tra realtà e magia di una delle più suggestive località dell’altipiano di Asiago sarà un’esperienza indimenticabile!

La valle dei mulini

Ci troviamo nel parcheggio di fronte alla chiesa della frazione di Valle di Sopra a Lusiana. Dirigervi verso sud in direzione di Valle di Sotto passando per il pittoresco caseggiato di Rigine, prima tappa del percorso.

La pacifica località è incastonata negli scoscesi e luminosi rilievi prativi disseminati di soffioni e ranuncoli gialli che sbocciano e fioriscono nello sconfinato panorama che secoli or sono era scandito dalla regolare successione di terrazzamenti coltivati a orzo, segale e frumento brillante al sole.

Accessibile tramite serpeggianti itinerari incorniciati da muretti a secco coperti di foglie, il pestarino di Rigine è alimentato dalle vivaci acque del torrente Chiavone che, azionando il possente tronco dell’albero motore collegato a una ruota dentata, trasmettono il movimento alle macine di pietra al piano superiore che decorticano l’orzo.

Affascinante esempio di archeologia industriale, il maglio di Armido pare animato di vita propria grazie all’incessante movimento della ruota in legno, punteggiata di folte macchie di muschio spugnoso, che mette in moto il grande martello usato per plasmare il metallo e realizzare chiodi e utensili da impiegare in ambito agricolo e artigianale.

Avvolto dal sereno panorama rurale di Valle di Sotto, il mulino della famiglia Garzotto è uno dei complessi molitori più significativi e meglio conservati nella valle dei mulini e reca al suo interno ancora la macina per il granturco.

L’anello dei tre confini

Così chiamato in quanto include le località di Valstagna e Campolongo (attualmente parte del comune di Valbrenta) e Lusiana Conco, l’anello dei tre confini è una piacevole avventura che si snoda tra vaste valli erbose e vette ricoperte di silenziose e maestose foreste di latifoglie che si estendono a perdita d’occhio.

Ideale per gli appassionati di escursionismo, il punto di partenza del sentiero è lo spiazzo sterrato in corrispondenza del Bar Ristorante Val Lastaro (45.81767751319453, 11.626532535389753).

Da Monte Frolla, a 1.118 metri sul livello del mare, potrete ammirare una delle vedute più emozionanti del percorso che abbraccia la sterminata vallata sottostante.

Seguite le indicazioni per l’agriturismo “Le porte”, dopodiché procedete in direzione del monte Cogolin. Ulteriore meta di notevole interesse naturalistico e paesaggistico è Malga Pozzette (raggiungibile seguendo la dicitura 3c), nella quale troverete un rifugio in cui potervi rifocillare prima di procedere verso le successive tappe.

A questo punto procedete verso Malga Col d’Astiago, anch’essa dotata di un’area ristoro, tramite una salita un po’ impegnativa.

Continuate lungo la segnaletica 3c e percorrete una mulattiera per circa 1 km, dopodiché svoltate a destra e seguite un sentiero in salita (sempre seguendo le indicazioni 3c) fino ad arrivare a Malga Montagna Nova di dietro a Conco, da cui potrete intraprendere il tratto sterrato conclusivo della formidabile camminata.

Cosa fare a Nove in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Nove (VI): Il mulino Pestasassi, la festa della ceramica, la chiesa dei SS. Pietro e Paolo. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Nove?

Il comune di Nove confina a nord est con Bassano del Grappa, a nord ovest con Marostica, a sud est con Pozzoleone, a sud ovest con Schiavon, a est con Bassano del Grappa, Cartigliano e Pozzoleone, a ovest con Marostica e Schiavon.

Mulino Pestasassi

Uno dei più significativi punti di riferimento culturali del comune novese, il complesso molitorio venne allestito in un fabbricato del XVII secolo armoniosamente inserito lungo il limpido e zampillante canale della Brenta che attraversa il cuore urbano del paese.

Esternamente, le pareti del fabbricato sono avvolte da un denso manto di edera e da sottili radici rampicanti da cui si intravedono i mattoni rossi esposti al sole nei punti in cui la chiara superficie di intonaco si è sgretolata vicino al pelo dell’acqua. Elemento più distintivo e affascinante è la grande ruota del mulino, velata di muschio, lentamente sospinta dalla roggia delimitata da muriccioli di pietra.

Il mulino serviva a frantumare e polverizzare rocce e sassi di carbonato di calcio recuperati dal letto della Brenta i quali, mischiati al caolino, servivano a generale l’impasto per la ceramica. Da qui il nome pestasassi. Smalti e vernici, necessarie per conferire al prodotto la sua inconfondibile lucentezza, erano invece il risultato della lavorazione del quarzo.

La festa della ceramica

Occasione ideale per trascorrere una piacevole giornata nel grazioso e pittoresco comune del vicentino, la festa della ceramica prevede visite guidate gratuite alla scoperta del fine processo di produzione artigianale all’interno del mulino ristrutturato, spettacolare esempio di archeologia industriale ancora funzionante e tutt’ora mantenuto in ottimo stato di conservazione sia a livello strutturale sia per quanto riguarda il sofisticato complesso di ingranaggi e meccanismi in legno e metallo che rendono possibile la nobile lavorazione artigianale che per secoli ha caratterizzato lo spirito culturale e la spina dorsale dell’economia della comunità novese.

Oltre agli itinerari didattici nella sede del museo, ogni anno nel mese di settembre il paese organizza esposizioni a cielo aperto per divulgare in modo accattivante le varie fasi e conoscenze necessarie alla realizzazione delle opere in ceramica, dalla composizione degli impasti alla capacità di manipolarli per ottenere le forme desiderate, alle non meno delicate fasi di colorazione e di cottura, esito di esperienze sedimentatesi e diffusesi nel corso dei millenni.

L’evento non è solo a scopo illustrativo, bensì include laboratori ideati per permettere a persone di tutte le età di mettersi alla prova, grazie alla guida esperta di abili maestri, e sperimentare con le vostre mani la creazione di oggetti unici e originali.

Se vi chiedete cosa fare a Nove e desiderate immergervi in una dimensione creativa, spensierata e vivace che pervade viali alberati, piazze e palazzi storici che con i loro lenti cigolii e antichi movimenti meccanici sembrano animati di vita propria, partecipare alla festa della ceramica farà sicuramente al caso vostro!

La chiesa dei SS. Pietro e Paolo

Erto nel centro del paese a pochi passi dalla Brenta di fronte ad una vasta piazza da cui si innalzano scuri e maestosi cedri, il luogo di culto neoclassico presenta una fronte scandito da due doppie di semicolonne composite sopra le quali si stagliano l’architrave, il fregio ed il frontone triangolare ornato da un motivo a dentelli e coronato da tre candide statue.

Nella sezione centrale, più ampia, il massiccio portale ligneo è affiancato da due lesene sormontate da un grande arco che domina il centro della facciata. Nelle sezioni laterali si aprono invece due nicchie nelle quali sono collocate le sculture dei santi cui è intitolata la chiesa.

Decorata internamente da inestimabili capolavori pittorici, la parrocchia si eleva presso l’imponente campanile, costruzione formata da un fusto a base quadrata ornato da lesene raccordate da archetti pensili al di sopra del quale si innesta la cella campanaria scandita da raffinate serliane. A concludere lo sviluppo verticale della struttura è una statua metallica svettante sulla cuspide poggiante su un tamburo ottagonale percorso da monofore.