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Cosa fare a Piovene Rocchette, provincia di Vicenza: 4 idee

Scopri cosa fare a Piovene Rocchette: la Chiesa dell’Angelo, il sentiero dei Girolimini, la sagra di Grumello, il percorso ciclopedonale ex ferrovia Rocchette. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Piovene Rocchette?

Il comune di Piovene Rocchette confina a nord con Cogollo del Cengio, a nord est con Caltrano, a nord ovest con Velo d’Astico, a sud est con Zanè, a sud ovest con Santorso, a est con Caltrano, Chiuppano, Carrè e Zanè, a ovest con Velo d’Astico e Santorso.

La chiesa dell’Angelo

Il sentiero dei Girolimini

Il sentiero dei Girolimini si snoda nella fiabesca vegetazione boschiva che riveste i pendii del monte Summano. Qui sotto sono elencati quattro punti di partenza, dal più vicino al più lontano.

Parcheggio 1: Via dell’Angelo

Il parcheggio si trova nelle immediate vicinanze dell’itinerario, un ampio spiazzo di fronte alla trattoria dell’Angelo.

Parcheggio 2: Via Ceriotti

L’ingresso del municipio, in Via Libertà, 82, è alla vostra destra. Prendete la strada a destra in lieve salita, Via Ceriotti, e procedete per circa 90 metri fino ad arrivare al parcheggio.

Parcheggio 3: Birreria Vecia

Un muretto di pietra separa il parcheggio in Via Lavrena da un parco giochi dietro il quale splendidi pioppi, tigli, platani e ippocastani svettano su un rilievo erboso e ombreggiano i tavolini della Birreria Vecia.

Da Via Lavrena imboccate Via Ospizio e continuate verso nord ovest lungo la via in acciottolato che passa al di sotto di una una graziosa finestra con parapetto tramite una breve galleria coperta da una volta a tutto sesto che attraversa il borgo e conduce Via dell’Angelo.

Parcheggio 4: parco Vittoria

Potete lasciare l’auto presso la serena area verde costellata di cedri dell’Atlante tra le cui chiome argentate si innalza un monumento recante l’iscrizione “DI QUI NON SI PASSA… PIOVENE ROCCHETTE AI SUOI GLORIOSI CADUTI” sul quale si erge la scultura bronzea di un uomo dal volto severo rivolto alle montagne che compie con la mano sinistra il gesto perentorio di fermarsi. Nell’altra mano, tesa lungo il fianco, impugna una lama.

Alla base del monumento appaiono le figure di una madre dal volto esausto che abbraccia il giovane figlio, raffigurato in piedi con il braccio destro teso a mostrare dei boccioli di rosa.

Procedete in direzione sud lungo Via Libertà, lasciate alla vostra destra la facciata neoclassica della chiesa di Santo Stefano ritmata da quattro semicolonne ioniche. Raggiunta una dimora a due piani, distinta dalle abitazioni che la fiancheggiano per l’elegante accesso formato da tre bianche arcate sopra le quali si stagliano i resti di un antico affresco, svoltate a destra in Via dell’Angelo e percorrete per circa 2 km la strada asfaltata in salita che dal pittoresco caseggiato si inoltra serpeggiante tra acacie, pioppi, olmi e carpini fino a portare alla Chiesa dell’Angelo.

L’escursione dei Girolimini e la chiesa della Madonna dell’Angelo

L’inizio del percorso è situato in corrispondenza della chiesa della Madonna dell’Angelo, incantevole luogo di culto del XV secolo caratterizzato da un fronte tripartito da quattro paraste sopra le quali poggia il frontone triangolare. Al suo interno è custodita una statua lignea plurisecolare della Madonna.

Con un dislivello di più di mille metri, il sentiero è scandito dai gradini in legno e terra battuta di una mulattiera ricoperta nella stagione autunnale di un denso strato di foglie dorate. All’ombra del folto manto arboreo, la strada è immersa in un silenzio profondo, intenso interrotto solo da cinguettii sfuggenti, un’atmosfera di quiete quasi irreale per chi è abituato al sottofondo chiassoso e al trambusto delle grandi città.

A rendere il sinuoso e ripido tracciato ancor più affascinante sono le spettacolari vedute panoramiche che si scorgono tra le fronde degli alberi che si diradano fino a lasciare spazio a vaste distese prative da cui si abbraccia con lo sguardo la pianura disseminata di minuscole casette avvolte dai campi e dalle scure siepi che sbiadiscono perdendosi all’orizzonte.

La cima di monte Summano è coronata da una elaborata croce metallica realizzata da Giorgio Sperotto nella quale Gesù Cristo, sorridente e brillante nei giorni di sole spezza il millenario simbolo della croce con il braccio destro sollevato al cielo in segno di saluto, un’immagine nella quale dolore, speranza, sacrificio, coraggio, vigore e serenità, all’apparenza in contrasto, coesistono in modo armonioso.

La sagra del Grumello

La sagra di Grumello si svolge ogni anno dal 29 di agosto all’11 settembre in corrispondenza della chiesa parrocchiale della Natività della Beata Vergine Maria in Via Monte Pasubio, 47.

Situata ai piedi della maestosa mole di monte Summano, l’area antistante alla chiesa è allestita con grandi plachi per le esibizioni di gruppi musicali, da talentuose band che vi faranno scatenare alle sonorità di intramontabili successi del rock alle tradizionali orchestre per ballare il liscio, nonché emozionanti spettacoli di danze coreografiche.

Nelle aree di ristorazione potrete assaporare pietanze prelibate realizzate con prodotti di prima scelta, da squisiti risotti al tartufo a tipicità di pesce come gli avannotti, appetitosi pesciolini di fiume particolarmente saporiti quando impanati e fritti oppure preparati in saor, ovvero conditi con aceto di vino, uvetta, pinoli e un pizzico di sale. Non mancheranno i classici e irresistibili panini onti, ricchi di affettati di qualità da far venire l’acquolina in bocca.

Se vi chiedete cosa fare a Piovene Rocchette e desiderate trascorrere momenti di divertimento e spensieratezza all’insegna di balli sfrenati e fiumi di birra per rinfrescare le calde serate estive, partecipare alla sagra del Grumello potrebbe fare proprio al caso vostro!

il percorso ciclopedonale ex ferrovia Rocchette

Lasciata l’auto nel parcheggio presso parco Vittoria (in alternativa nel vicino piazzale degli Alpini), imboccate Via Forziana e continuate lungo Via Preare per circa 600 metri costeggiando monte Summano.

Giunti a Via Alessandro Rossi tenete la sinistra e seguite la pista ciclabile per 150 metri. Attraversate le strisce pedonali e seguite il sentiero segnalato da pannelli informativi che si addentra tra i rami ondeggianti di floride acacie. L’itinerario ciclo-pedonale si snoda per 10 km fino ad Arsiero assecondando la direzione di una linea ferroviaria ottocentesca dalla quale si gode di scorci naturalistici mozzafiato, dal ponte che collega con un grande arco le sponde dell’Astico, al vivace torrente Posina, nonché le stupende vette del Cengio e del Cimone, legate a momenti significativi del primo conflitto mondiale.

Cosa fare a Cogollo del Cengio, provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Cogollo del Cengio: Monte Cengio, la sagra del prezioso, la chiesetta di Sant’Agata. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Cogollo del Cengio?

Il comune di Cogollo del Cengio confina a nord est con Roana, a nord ovest con Valdastico, a sud con Piovene Rocchette, a est con Roana e Caltrano, a ovest con Valdastico, Arsiero e Velo d’Astico.

Monte Cengio

Una delle località più significative del comune a livello culturale e naturalistico, il monte Cengio vide contrapporsi il corpo militare dei Granatieri di Sardegna e i fanti del Regio esercito contro le truppe austro-ungariche.

La battaglia degli altipiani

Strenuamente difeso dal 29 maggio al 3 giugno 1916, il monte Cengio era uno dei bersagli che il capo di stato maggiore Franz Conrad von Hötzendorf aveva pianificato di conquistare nell’ambito di una complessa strategia che consisteva nello sfondare le linee italiane lungo la Valdastico e la Vallarsa in direzione di Thiene per dilagare quindi nella pedemontana vicentina.

L’avanzata nemica iniziò il 15 maggio. A Val Terragnolo e sull’altopiano di Tonezza gli italiani furono falcidiati dalla martellante artiglieria austriaca e i pochi sopravvissuti costretti ad arretrare. Cedute le posizioni del Col Santo, gli alpini difesero tuttavia con incredibile ardore il massiccio del Pasubio, la Vallarsa e Coni Zugna.

Nell’altipiano di Asiago, le truppe italiane attestate da Monte Costesin a Marcai furono costrette ad una rovinosa ritirata lasciando in mano austriaca anche Campolongo e Verena. I massicci bombardamenti austriaci causarono più di tremila vittime a colle Costesin e nel vicino bosco della Brusolada in uno scenario devastato da crateri lunari e alberi rasi al suolo.

Il coraggio italiano non fu sufficiente a contenere l’impeto dell’esercito austro-ungarico che occupò monte Cimone, Arsiero e si spinge fino ad Asiago.

Dopo Forte Corbin, anche il monte Cengio cadde a seguito di arditi combattimenti che costarono la vita a più di diecimila italiani..

Escursione sul Cengio

Il punto di partenza è Piazzale principe del Piemonte, accessibile in auto. La prima tappa dell’tinerario è il percorso del granatiere, via di comunicazione costruita lungo le ripide pendici ammantate di abeti da cui si gode di una veduta ad ampio raggio della vallata sottostante, tempestata di minuscoli tetti sbiaditi simili a tessere di un mosaico adagiato ai piedi del Summano.

Attraverso un tunnel scavato nel fianco della montagna chiamato Galleria Cannoniera si arriva ad una trincea rinforzata da tavole di legno, circondata in primavera ed estate da ranuncoli, calendule, margherite e cardi selvatici di colore viola acceso.

Saliti gli scalini in terra battuta tra densi arbusti il sentiero porta alla mulattiera di arroccamento, strada realizzata tra il 1917 e il 1918 per consentire gli spostamenti al riparo dai cannoneggiamenti.

La via a strapiombo conduce all’ecomuseo della prima guerra mondiale. Procedete a ovest e imboccate il tracciato serpeggiante nella roccia denominato Salto dei Granatieri, dal quale si rimane facilmente colpiti dall’affascinante panorama dei pendii ricoperti di scura vegetazione boschiva che precipitano nella pianura scandita da campi e folte siepi che avvolgono le case, i palazzi e le aree industriali simili a miniature.

Due dei più suggestivi punti di osservazione dell’itinerario sono l’area monumentale in cui troneggia una grande croce metallica ed una possente statua a forma di soldato realizzata con pezzi e schegge degli ordigni esplosi più di un secolo fa. Più avanti si trova un punto di osservazione raggiungibile tramite angusti condotti di pietra da cui potrete ammirare il sinuoso corso dell’Astico e i paesi di Arsiero e Velo d’Astico tra le vette di Monte Summano e Monte Giove.

Se vi chiedete cosa fare a Cogollo del Cengio e desiderate immergervi nella natura incontaminata alla scoperta dei luoghi che hanno marcato in modo indelebile alcuni dei capitoli più tragici della storia del Novecento, visitare il Monte Cengio sarà un’esperienza indimenticabile!

Sagra del prezioso

La sagra del Prezioso si svolge ogni anno nella prima metà di luglio in corrispondenza della parrocchia di San Cristoforo in Via Angelo Dal Zotto, 68.

Oltre a promuovere le gustose specialità gastronomiche del territorio, da assaporare in grandi aree di ristorazione, l’evento prevede esibizioni musicali e serate danzanti all’aria aperta.

La chiesetta di Sant’Agata

Situata a breve distanza dai meandri dell’Astico cui fa da sfondo la mole incombente del Summano (45.775903697775604, 11.423559145163042), la chiesa di Sant’Agata è uno splendido luogo di culto risalente al VI secolo. Incorniciata da rigogliosi vigneti e dalle floride siepi del fiume torrentizio, l’edificio di epoca longobarda si distingue per il grazioso campanile, le incantevoli arcate che anticipano l’ingresso e le decorazioni pittoriche ne decorano la navata.

Cosa fare a Salgareda in provincia di Treviso: 3 idee

Scopri cosa fare a Salgareda in provincia di Treviso: Oasi di Chiesa Vecchia, la casa delle fate, Bike Tribe MTB Trail, Volete saperne di più? Prima di tutto:

Dove si trova Salgareda?

Il comune di Salgareda confina a nord est con Chiarano, a nord ovest con Ponte di Piave, a sud est con Noventa di Piave, a sud ovest con Zenson di Piave, a est con Cessalto e San Donà di Piave, a ovest con Ponte di Piave e San Biagio di Callalta.

Panorami di Salgareda

Oasi di chiesavecchia Salgareda TV
Cosa fare a Salgareda in provincia di Treviso: 3 idee 5

Al tempo stesso cornice naturalistica di maestosi palazzi secolari e cuore pulsante dell’antica cultura agricola del territorio, vaste estensioni di vigneti secolari garantiscono la produzione di eccellenti qualità vinicole uniche e amate in tutto il mondo.

A distinguere l’incantevole panorama delle grandi tenute venete sono le vaste estensioni di rigogliosi vigneti che crescono verdeggianti dalle fertili terre lambite dalle acque del Piave, la cui lineare successione regala suggestive vedute panoramiche.

Non a caso l’immagine della vite, unita a quella del tortuoso corso del Piave e del salice (o salgher, albero da cui il comune prende il nome), costituisce uno dei simboli del gonfalone di Salgareda.

Oasi di Chiesavecchia

Oasi di Chiesavecchia a Salgareda TV
Cosa fare a Salgareda in provincia di Treviso: 3 idee 6

L’oasi di Chiesa Vecchia è considerata una delle aree verdi più suggestive della provincia di Treviso per alla bellezza mozzafiato dei paesaggi boschivi e alle innumerevoli specie vegetali e floreali che vi crescono rigogliose grazie alla vicinanza del corso del Piave.

La splendida are silvestre costituisce l’habitat per la nidificazione svariate specie avicole, rendendo il sito boschivo il contesto perfetto per gli appassionati di birdwatching.

L’area golenale, delimitata dall’argine del Piave e caratterizzata da un suolo molto umido, permette al visitatore di ammirare la ricchezza , come la lanca del Piave (meandro fluviale abbandonato a forma di mezzaluna), il bosco igrofilo e il prato umido.

Casa delle Fate

Casa Parise, conosciuta anche come “La casa delle fate”, è una graziosa dimora in pietra dalle persiane verdi e dalle pareti dipinte di rosa, situata sul greto del Piave in prossimità del piccolo borgo di Gonfo e circondata di alberi e vigneti, luogo ideale per dedicarsi con serenità alla lettura e alla scrittura.

Bike Tribe MTB Trail

Bike Tribe MTB Trail. Salgareda TV
Bike Tribe MTB Trail Salgareda

L’appassionante itinerario ciclabile che si snoda lungo il corso del Piave è indicato sia per gli esperti di mountain bike ed agonisti, sia ai giovanissimi che provano curiosità e interesse verso il mondo del ciclismo.

Per maggiori informazioni e aggiornamenti circa il Cross Country del Piave, entusiasmante evento sportivo di mountain-bike che si svolge nell’area golenale del fiume Piave, si consiglia di visitare la sezione apposita del sito della federciclismo.

Il florido patrimonio arboreo di salici, ontani, acacie e pioppi è un punto di riferimento per gli amanti di escursionismo e per chiunque desiderasse contemplare l’incontaminato ambiente fluviale capace di regalare, specialmente nella stagione primaverile, scorci panoramici mozzafiato.

Se vi appassiona lo sport e cercate un’alternativa a cyclettes e tapis roulants, l’ameno itinerario lungo il fiume sacro alla patria è un luogo tranquillo in cui passeggiare o fare ciclismo immersi in uno scenario da sogno.

Percorso lungo il Piave

Bike Tribe MTB Trail SalgaredaTV
Cosa fare a Salgareda in provincia di Treviso: 3 idee 7

L’itinerario ciclabile lungo il Piave si snoda per circa 4 km attraversando l’Oasi di Chiesavecchia.

Partendo da Ponte di Piave, il tracciato è accessibile da Via Gonfo (laterale a destra di Via Argine Piave), nella zona in cui si può visitare la già citata Casa Parise.

Se vi chiedete cosa fare a Salgareda e volete esplorare affascinanti mete che hanno destato l’ispirazione di alcuni dei più autorevoli poeti e autori del Novecento, una visita alle località dense di valore storico, culturale e paesaggistico di questo comune del trevigiano al confine con la provincia di Venezia farà sicuramente al caso vostro!

Cosa fare a Caltrano in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Caltrano: Il giro delle Malghe, Bocchetta Paù, la festa del ringraziamento e dell’agricoltura. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Caltrano?

Il comune di Caltrano confina a nord est con Asiago, a nord ovest con Roana, a sud con Chiuppano, a sud ovest con Piovene Rocchette, a est con Asiago e Calvene, a ovest con Roana e Cogollo del Cengio.

Il giro delle Malghe

Il giro delle malghe è un incantevole sentiero ad anello su strada sterrata e asfaltata che si articola per circa 14 km accompagnando il visitatore alla scoperta dei pascoli delle Bregonze, vasta area collinare e montuosa separata dal versante sud dell’altipiano di Asiago dal limpido corso torrentizio dell’Astico.

Il punto di partenza consigliato dell’itinerario panoramico è l’ampio parcheggio del Rifugio Bar Alpino di Pozza (45.81321912696183, 11.469114357978405) circondato dalla sconfinata area forestale in cui torreggiano svettanti abeti dalle folte chiome pungenti.

Il percorso naturalistico attraversa lievi pendii erbosi brillanti al sole impiegati per la monticazione tra i mesi di giugno e ottobre. Caratterizzate da un clima mite, aria fresca e pura, le amene aree pastorali sono distinte da una quiete quasi irreale per chi è abituato al trambusto chiassoso delle grandi città, una dimensione in cui il tempo pare essersi fermato il cui silenzio è interrotto dal frinire ipnotico dei grilli e dall’eco dei campanacci delle vacche muggenti.

La prima tappa dell’itinerario è la serena località di Lovarezze, incorniciata dalla densa corona di faggi e abeti da cui proviene l’aroma balsamico che il vento diffonde tra i rami aguzzi. Dai verdi e luminosi declivi che avvolgono l’edificio di pietra è possibile contemplare la pianura disseminata dei tetti delle case che formano come tessere di un mosaico i centri urbani avvolti dai campi coltivati e dalle siepi in cui pioppi, acacie e salici si fondono come macchie scure.

Nei giorni estivi particolarmente afosi, il lontano scenario rurale appare offuscato da una densa foschia che crea l’illusione di trovarsi sospesi sulla cima di un’isola che sovrasta le valli sbiadite che si perdono all’orizzonte.

Passando per passo della Pianetta, uno dei punti più elevati del tragitto, a 1397 metri sopra il livello del mare, raggiungerete malga Fondi. Il luogo si caratterizza per prati tempestati di ranuncoli e rocce bianche dove il bestiame viene condotto per l’alpeggio tra i mesi di maggio e settembre.

A malga Serona potrete rifocillarvi in un’area di ristoro gestita da giovani allevatori la cui passione e duro lavoro hanno permesso di valorizzare e salvaguardare il patrimonio paesaggistico, faunistico e gastronomico del territorio basati sui delicati equilibri che legano biodiversità, salubrità del clima e rispetto della natura.

Punteggiata di vivaci genziane, Malga Foraoro regala vedute spettacolari degli abitati di Chiuppano e Piovene Rocchette adagiati ai piedi del monte Summano.

A questo punto siete a circa metà del cammino. Uno degli aspetti più distintivi e affascinanti di Malga Sunio sono i narcisi che nella stagione primaverile sbocciano e fioriscono ammantandone i declivi scoscesi.

Da malga Sunio procedete verso Malga Paù, una delle mete più affascinanti dell’escursione nella quale si trova uno specchio d’acqua circolare e cristallino nel quale si abbeverano il bestiame e gli asini.

A 1286 m.s.l.m Monte Paù è una delle cime più alte che incontrerete durante vostra avventura, a breve distanza dal quale, a Bocchetta Paù, si erge un’altura rocciosa sormontata dalla scintillante stele metallica della Madonna dei Crauti, dalla cui posizione dominante potete abbracciare con lo sguardo cima Summano, monte Priforà e le maestose vette della catena del Pasubio.

Armoniosamente inserite in un’atmosfera fiabesca e incontaminata, l’ex malga Carrioletta e malga Carriola sono gli ultimi punti di riferimento dello splendido viaggio alla scoperta dei luoghi della transumanza tra i colli della pedemontana vicentina.

Festa del ringraziamento e dell’agricoltura

La festa dell’agricoltura si svolge ogni anno nella prima metà di ottobre con l’obiettivo di promuove le tradizioni che per secoli hanno legato la tranquilla e umile comunità contadina al lavoro nei campi e alle attività artigianali che scandivano la quotidianità della popolazione prima che la tecnica, in origine dominio delle conoscenze manuali e dell’intelligenza pratica nate dall’esperienza e dall’attenzione, fossero sostituite dai più moderni ed efficienti processi di meccanizzazione.

Mercati ortofrutticoli all’aria aperta, specialità enogastronomiche tra cui gustosi piatti a base di carne e formaggi da assaporare in grandi punti di ristorazione, laboratori per acquisire familiarità con gli antichi mestieri dei nostri avi, dalle attività boschive all’allevamento, l’evento include anche animali da cortile tra cui adorabili asinelli.

Se vi chiedete cosa fare a Caltrano e desiderate fare un tuffo nel passato partecipando ad una fiera di paese all’insegna di musica dal vivo e prelibatezze di una terra fertile e amena, la festa del ringraziamento e dell’agricoltura potrebbe fare proprio al caso vostro!

Cosa fare a Chiuppano in provincia di Vicenza: 5 idee

Scopri cosa fare a Chiuppano: l’Astico, la roggia dell’ex cotonificio Rossi, il parco dell’Isolon festival, il sentiero Chiuppano-Marola, settembre chiuppanese. Volete saperne di più?

Dove si trova Chiuppano?

Il comune di Chiuppano confina a nord con Caltrano, a sud con Carrè, a est con Calvene e Lugo di Vicenza, a ovest con Piovene Rocchette.

L’Astico, la roggia del cotonificio Rossi, il parco dell’Isolon festival

Nato dalle gelide sorgenti sotterranee che scorrono nelle viscere dell’altipiano di Folgaria tra le vette del Sommo e del Plaut in Trentino-Alto Adige, il fiume solca il territorio di Lavarone, attraversa la Val d’Astico e delimita insieme alla Brenta lo sconfinato altipiano dei sette comuni.

Il corso d’acqua torrentizio favorisce lo sviluppo di un denso patrimonio arboreo che le stagioni primaverile ed estiva inondano di luce esaltando le tonalità vivaci di pioppi, ontani, salici bianchi, noci e acacie lambiti da tortuose anse cristalline da cui si intravede il candido letto sassoso attraverso i riflessi azzurri, verde chiaro e blu scuro.

Il florido microcosmo naturale racchiude sinuosi percorsi in terra battuta simili a corridoi di fronde ondeggianti che si intrecciano a creare una brillante una cupola vegetale. Nei mesi autunnali, le folte chiome lasciano spazio a file di scuri rami intricati che delimitano i sentieri ammantati di foglie dorate e scivolose.

Potete lasciare l’auto in corrispondenza della parrocchia di S. Michele Arcangelo oppure in piazza dei terzi. Procedete a piedi in direzione sud est tramite Via Dè Faveri Don Pio fino ad arrivare all’incrocio con Via Alessandro Rossi. Svoltate a sinistra e percorrete Via Alessandro Rossi per 550 metri dopodiché, salvo segnali di divieto per il transito pedonale, procedete verso est lasciando alla vostra destra l’unità locale socio sanitaria N.4.

Procedete per 230 metri fino a giungere ad un bivio. Tenete la sinistra e continuate per 700 metri addentrandovi nell’ombrosa formazione boschiva dalla quale proviene via via sempre più intenso il suono della corrente. Qui si trova la Roggia dell’antico Cotonificio della famiglia Rossi, ora non più in funzione, affascinante esempio di archeologia industriale nonché meta irresistibile per gli appassionati di escursionismo.

Di notevole suggestione è il dislivello dei due corsi d’acqua separati dal muro di pietra della roggia, uno scuro e profondo, l’altro, dal fondale basso, da cui affiorano isolotti ciottolosi bagnati da limpide increspature.

Procedendo in direzione nord est, assecondando le rive serpeggianti dell’Astico si giunge dopo circa 800 metri ad un’ampia estensione erbosa cinta da alte e maestose acacie e frassini nella quale per diversi anni si è svolto un festival di musica rock, reggae, blue beat e boogie. Tra i lunghi rami si annida una creatura metallica simile ad un insetto dal profilo aguzzo, dalle ali spiegate e antenne appuntite, il cui addome reca l’immagine di una persona coi capelli lunghi e arruffati che si punta una pistola alla tempia, sopra la quale è stato dipinto un cuore rosso stilizzato.

Dopo aver fatto una nuotata nelle acque fredde e terse del fiume potete sdraiarvi e riposarvi nell’area prativa disseminata di ranuncoli nella quale troverete una zona barbecue.

Sentiero Chiuppano Marola

Il punto di partenza del sentiero è il parcheggio del camposanto di Chiuppano presso la chiesa di San Michele al monte. Dirigetevi verso est e imboccate la Strada Vicinale della Fonda. L’antico percorso si articola tra ameni rilievi alberati, conduce ad un’area con panche e tavoli in legno, attraversa il torrente Vaccara e porta al grazioso e silenzioso abitato di Marola.

Se vi chiedete cosa fare a Chiuppano e desiderate avventurarvi in spettacolari località fluviali e visitare tranquille cittadine rurali circondate da un ambiente incontaminato e fiabesco, fare una passeggiata in questo splendido comune incastonato nel cuore del vicentino sarà un’esperienza indimenticabile!

Settembre chiuppanese

La sagra popolare si tiene ogni anno nella prima metà di settembre e prevede specialità gastronomiche del territorio da assaporare in grandi aree di ristorazione, attività sportive all’aria aperta che includono divertenti camminate, ginnastica, yoga e partite di calcio, nonché musica dal vivo e laboratori artigianali per imparare attività come la panificazione. L’evento prevede inoltre iniziative culturali come mostre fotografiche e presentazioni di libri.

Cosa fare a Carrè in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Carrè: passeggiata tra i colli di Carrè, la chiesa di Santa Maria Assunta, la sagra patronale dell’Assunta. Volete saperne di più? prima di tutto…

Dove si trova Carrè?

Il comune di Carrè confina a nord con Chiuppano, a nord est con Lugo di Vicenza, a sud con Zanè, a est con Lugo di Vicenza e Zugliano, a ovest con Piovene Rocchette.

Passeggiata tra i colli di Carrè

Il punto di partenza dell’itinerario naturalistico consigliato è il parcheggio in Via Ca’ Magra. (45.73095153209996, 11.47695242816705). Il sentiero di ghiaia si snoda attraverso il limpido torrente Igna lungo le cui sponde crescono rigogliose specie di noce, acacia, tasso e pioppo, solo per citarne alcune.

Percorrete l’ameno percorso alberato assecondando il fiumiciattolo fino ad arrivare in Via Tavani (45.747855369767265, 11.472761467649729), svoltate a destra e procedete in leggera salita all’ombra di faggi e aceri campestri. Seguite Via Tavani fino a raggiungere un piccolo caseggiato rurale dietro il quale si staglia il profilo roccioso dei monti all’orizzonte.

Alla vostra destra imboccate la strada incorniciata da un gruppetto di abitazioni tra cui spicca un’affascinante dimora di pietra, casa natale di Monsignor Massimiliano Spiller. Lasciate il capitello alla vostra destra, continuate lungo la tranquilla via alberata e, salvo segnali di divieto, passate da Via Tavani a Via Costa Diana per poi sbucare all’incrocio tra Via Broiadosso e Via Ca’ Vecchia (45.75055859501658, 11.479851444872676).

Svoltate a destra e procedete lungo Via Ca’ Vecchia passando affianco ad un’o spiazzo un’area verde con panche, panchine ed un’area barbecue.

Procedete tra le vaste estensioni collinari punteggiate di olivi argentati fino ad arrivare all’Hotel La Rua. Allo stop voltate a destra e seguite Via Rua per 1,9 km, poi continuate su Via S. Rocco per 1,2 km all’ombra di alti pioppi tra le cui fronde si intravede la soleggiata campagna carradiense percorsa da floride siepi e vigneti adagiati su lievi pendii erbosi. All’incrocio lasciate la chiesetta della Madonnetta alla vostra destra e procedete lungo Via Madonetta fino alla successiva intersezione, dopodiché svoltate a destra in Via Ca’ Magra per tornare al punto di partenza.

La chiesa di Santa Maria Assunta

Ad annunciare la maestosa mole della parrocchia, incastonata nel cuore di Carrè in Piazza XI Febbraio, 4, sono gli svettanti e candidi campanili merlati che si innalzano alle estremità della facciata nei quali si aprono eleganti bifore con parapetto.

La facciata del luogo di culto è orizzontalmente scandita in tre registri divisi da cornici marcapiano. Ritmato da lesene, il piano terra è accessibile tramite un’elegante scalinata che conduce al massiccio portone collocato all’interno di un maestoso arco strombato.

Il secondo livello, anch’esso ritmato da lesene, presenta al centro la lunetta del grande arco internamente decorata da una formidabile opera musiva nella quale la figura di santa Maria Assunta si staglia insieme agli angeli nella dimensione divina e senza tempo rappresentata da un brillante sfondo dorato.

Separato dalla fascia mediana da un motivo a dentelli, l’area sommitale del fronte presenta un orologio in numeri arabi sormontata da una croce metallica affiancata dalle celle campanarie.

Vero e proprio museo di arte sacra, la chiesa custodisce spettacolari dipinti, altari marmorei, tabernacoli lignei in eccellente stato di conservazione realizzati dal XV al XVIII secolo.

La sagra patronale dell’Assunta

Il 15 agosto è il giorno dell’assunzione in cielo di Maria, anche se la celebrazione in suo onore si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data.

Alle celebrazioni liturgiche, occasione di raccoglimento spirituale della comunità che prevede la santa messa nel camposanto del comune e la solenne processione, sentita cerimonia che consiste nel trasportare la statua della santa nella chiesa parrocchiale, l’evento concilia l’atmosfera vivace di una fiera che riunisce la popolazione e valorizza specialità enogastronomiche da assaporare in grandi aree di ristorazione, da succulente tipicità di carne, spiedi e tagliate, a piatti di pasta e gnocchi al ragù da far venire l’acquolina in bocca nonché gustose pietanze a base pesce fritto il cui aroma si diffonde tra le lunghe panche ben allineate dei tendoni bianchi da cui proviene il rimbombo del brusio allegro di adulti e bambini.

La festa include serate danzanti al ritmo di gruppi talentuosi che vi faranno rivivere alcuni dei più grandi successi della musica italiana.

Se vi chiedete cosa fare a Carrè e desiderate conoscere le antiche tradizioni di un incantevole paesino incastonato nel cuore rurale del vicentino, partecipare alla sagra patronale dell’Assunta farà sicuramente al caso vostro!

Cosa fare a Zanè in provincia di Vicenza: 4 idee

Scopri cosa fare a Zanè: la sagra dei bigoli co’ l’arna, la chiesa dei santi Pietro e Paolo, parco Santa Rosa, il mulino ad acqua. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Zanè?

Il comune di Zanè confina a nord est con Carrè, a nord ovest con Piovene Rocchette, a sud est con Thiene, a sud ovest con Marano Vicentino, a est con Zugliano e Thiene, a ovest con Piovene Rocchette, Santorso, Schio e Marano Vicentino.

la sagra dei bigoli co’ l’arna

Una delle tipologie di pasta più rappresentative della cucina veneta risalenti ai tempi della Repubblica di Venezia nel XIV secolo, i bigoli sono degli spaghettoni preparati con uova, farina di grano duro e tenero. Conosciuti e amati in tutta Italia, i bigoli sono un piatto di origine contadina, gustosissimi soprattutto quando preparati in casa.

L’edizione 2022 della festa si è tenuta dal 30 settembre al 2 ottobre e si svolge ogni anno come di consueto nei vasti spazi degli impianti sportivi comunali in cui sono allestite grandi cucine dalle quali l’eco metallico delle padelle agitate sui fuochi si confonde col vociare allegro e chiassoso di adulti e bambini che rimbomba tra le pareti di plastica dei tendoni bianchi e l’aroma della carne d’anatra sfrigolante sull’olio bollente si diffonde tra le lunghe file di tavoli di legno ben allineati.

Ad animare ulteriormente le giornate della fiera vi saranno spettacoli dal vivo, dalla musica rock, alle esibizioni di talentuosi DJ, all’orchestra per ballare il liscio.

Oltre ai bigoli al ragù d’anatra, protagonisti indiscussi della manifestazione gastronomica, la sagra prevede passeggiate all’aria aperta e serate danzanti ai ritmi latino americani.

Se vi chiedete cosa fare a Zanè e desiderate partecipare all’atmosfera spensierata di una vivace celebrazione popolare in cui assaporare specialità da far venire l’acquolina in bocca da accompagnare a eccellenze vinicole della regione, la sagra dei bigoli co’ l’arna farà sicuramente al caso vostro!

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo

Situata in Via Roma, 58, la parrocchia di Zanè si innalza nel cuore storico del tranquillo paesino dell’alto vicentino. Accessibile tramite un massiccio portale sormontato da un timpano ad arco, il luogo di culto si distingue per una candida facciata incorniciata da lesene ioniche ed è conclusa da un’elegante frontone curvilineo finemente modanato.

Internamente illuminato tramite sei finestre collocate lungo i lati dell’edificio ed un oculo che si apre sulla sommità del fronte, il luogo di culto presenta una sola ampia navata ornata da elaborati altari in marmi policromi e raffinate opere pittoriche incorniciate da lesene.

Di notevole fascino è inoltre il grande arco elevato su quattro scalini che anticipa il presbiterio nel quale si staglia l’altare maggiore arricchito da splendide decorazione dorate.

Il mulino ad acqua, parco santa rosa

Per visitare il parco naturale del comune di Zanè potete lasciare l’auto in Via Santa Rosa. La vasta area naturalistica è costellata di rigogliose varietà arboree, tra cui pruni, acacie rosa e frassini che svettano lungo il sinuoso itinerario di ghiaia che serpeggia attraverso la vasta area erbosa in cui sono inserite diverse panchine e attrezzi da ginnastica.

Percorrendo il sentiero da Via Santa Rosa in direzione sud ovest raggiungerete il rudere di un antico complesso molitorio alimentato dalle acque di una roggia risalente al XIII secolo lungo le cui sponde erbose cresce una florida siepe.

Ombreggiato dalle fronde di un maestoso ciliegio, l’antico mulino conserva ancora l’antica ruota in pietra per la macinazione dei cereali.

Se vi chiedete cosa fare a Zanè e siete alla ricerca di un’amena località in cui passeggiare immersi nel verde e scoprire suggestivi esempi di archeologia, visitare questo incantevole comune incastonato nel cuore del vicentino sarà un’esperienza indimenticabile.

Cosa fare a Thiene in provincia di Vicenza: 4 idee

Scopri cosa fare a Thiene: la festa di San Gaetano, la sagra Caffè e cioccolato, il castello di Thiene, la chiesa della natività di Maria vergine. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Thiene?

Il comune di Thiene confina a nord est con Zugliano, a nord ovest con Zanè, a sud est con Villaverla, a sud ovest con Malo, a est con Sarcedo, a ovest con Marano Vicentino, Malo e Villaverla.

Il castello di Thiene

Situato in Corso Giuseppe Garibaldi, 2, il castello di Thiene è uno degli edifici più rappresentativi e affascinanti del comune. Racchiusa da una cinta muraria merlata, la residenza signorile quattrocentesca è armoniosamente inserita in un raffinato giardino costellato di alberi secolari.

La facciata dell’antico palazzo è scandita al piano terra da cinque ampie arcate che definiscono gli ariosi ambienti di un sontuoso loggiato.

Affiancata da due monofore intervallate da aperture quadrangolari, al centro del fronte si staglia una polifora a cinque luci con archetti trilobati ornata da balaustre.

Originariamente conclusa da una merlatura a coda di rondine, ora inglobata nella parete del fronte, la dimora gentilizia è coronata da un tetto a doppio spiovente. Ai lati della villa secolare si innalzano due torri, anch’esse merlate, da cui di ergono svettanti camini alla veneziana.

Gli interni dell’abitazione sono ingentiliti da raffigurazioni storiche e leggendarie che si svolgono nell’atmosfera incantevole di ameni paesaggi naturalistici e all’interno di scenari urbani che riproducono suggestive illusioni prospettiche.

Il formidabile complesso architettonico sorge a pochi passi dalla Chiesa della natività della Vergine Maria. Sito in piazza Artuto Ferrari, il luogo di culto presenta una facciata gotica in mattoni rossi tripartita verticalmente da lesene raccordate da archetti pensili. culminante con un arco inflesso decorato esternamente da un motivo vegetale in pietra e recante tre aperture circolari in cui si trovano altrettante statue.

La chiesa custodisce pregiati altari marmorei, nonché fini opere scultoree e pittoriche tra cui spicca un ritratto del santo patrono di Thiene eseguito circa quattrocento anni fa.

La festa di San Gaetano

La celebrazione del santo patrono ha inizio ogni anno tra la fine del mese di luglio e si conclude il 7 di agosto. Oltre alle solenni funzioni liturgiche in onore del santo vissuto tra il XV e il XVI secolo, la festa prevede aree di ristorazione da cui si diffondono i profumi invitanti di carne sfrigolante alla griglia, gnocchi e bigoli al ragù, nonché il saporito baccalà con polenta, una della ricette più amate della gastronomia veneta.

L’evento si svolge in un’atmosfera allegra e vivace all’insegna di musica dal vivo, attività sportive, da partite calcio a passeggiate all’aria aperta, e prevede l’immancabile banco di beneficenza.

Sagra Caffè e cioccolato

Uno degli eventi più attesi a Thiene, la sagra del caffè e del cioccolato si svolge nella prima metà di febbraio.

Le piazze e le arterie del cuore storico di Thiene, delimitate da un lato dalle alte mura del castello quattrocentesco, dall’altro da polmoni urbani ben curati da sui si innalzano maestosi pioppi, tigli e cedri, sono pervase nelle fredde domeniche invernali dell’aroma intenso e avvolgente di dolci e bevande le cui radici affondano nelle millenarie civiltà precolombiane del sud America e nelle sconfinate e fertili foreste etiopi.

Miscelate, temprate, guarnite, le materie prime attraversano un elaborato processo di lavorazione che concilia la precisione e la tecnica che rendono pasticceria una scienza al talento ed estro creativo che caratterizzano l’arte e la cucina italiana. Il risultato sono squisiti prodotti artigianali che appagheranno i vostri peccati di gola: paste, creme, mousse, bevande e gelati naturalmente a base di caffè e cacao.

Se vi chiedete cosa fare a Thiene e desiderate addentrarvi nell’atmosfera magica di questo splendido comune del vicentino costellato di bancarelle e punti di degustazione in cui potrete riscaldarvi e soddisfare la vostra golosità, partecipare a questo appuntamento farà sicuramente al caso vostro!

Cosa fare a Sarcedo in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Sarcedo (VI): la festa dell’uva, Sarcedo summer festival, il percorso permanente. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Sarcedo?

Il comune di Sarcedo confina a nord con Zugliano, a sud con Villaverla, a sud est con Montecchio Precalcino, a sud ovest con Thiene, a est con Fara Vicentino e Breganze, a ovest con Zugliano e Thiene.

La festa dell’uva

Uno degli eventi più significativi del territorio, la festa dell’uva si svolge nella prima metà di settembre per celebrare le tradizioni legate alla viticoltura, una delle coltivazioni che caratterizzano l’identità culturale della comunità sarcedense incastonata tra i verdi pendii che si estendono a sud dell’altopiano dei sette comuni.

Occasione di incontro per l’intera comunità del piccolo comune del vicentino, la celebrazione prevede conferenze per approfondire tematiche inerenti alle ultime novità in campo vitivinicolo, tra cui strategie per prevenire e fare fronte alle malattie che colpiscono la vite, dalla peronospora alla Flavescenza dorata.

Oltre agli appuntamenti informativi la festa prevede una competizione per stabilire quali siano le migliori qualità di uve del comune e incoronarle con il titolo di “Grappolo d’oro”

L’evento include inoltre grandi stand gastronomici e punti di degustazione per assaporare specialità enogastronomiche di prima qualità che conciliano tradizione a innovazione, nonché passeggiate e percorsi in bicicletta per esplorare il vasto panorama agricolo scandito dalla regolare successione dei filari ben allineati ancora avvolti di verde e rigogliosa vegetazione.

A concludere le divertenti giornate della fiera vi saranno serate danzanti all’insegna di musica latino americana, country e orchestre per ballare il liscio.

Se vi chiedete cosa fare a Sarcedo e desiderate conoscere le tradizioni di un paesino soleggiato ancorate agli antichi valori del duro lavoro e del rispetto della terra che caratterizzano l’umile cultura contadina, una visita alla festa dell’uva sarà un’esperienza memorabile!

Sarcedo summer Festival

Appuntamento imperdibile per gli appassionati di musica rock, pop rock e disco, Sarcedo summer Festival si svolge ogni anno a fine agosto e rappresenta uno degli eventi più amati e attesi del comune.

Oltre alla possibilità di ascoltare i vostri gruppi preferiti, la festa prevede grandi aree di ristorazione in cui troverete tipicità a base di carne, piatti a base di verdure e ovviamente fiumi di birra per rinfrescare le calde serate estive.

Il festival si svolge all’aria aperta nel vasto spazio del Parco Anfiteatro di Sarcedo, luogo ideale per scatenarsi all’aria aperta.

Il percorso permanente

Inaugurato il primo marzo 2017, il percorso permanente è un incantevole itinerario podistico che si articola tra il centro storico e la campagna sarcedense alla scoperta di diverse tappe di notevole rilevanza storica e paesaggistica.

Il sentiero, ben segnalato e indicato nel sito ufficiale del comune di Sarcedo, ha inizio presso la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea ed accompagna il visitatore a conoscere suggestivi punti di riferimento culturali e naturalistici. Tramite Tramite Via Ca’ Bonate, imboccate Via Martella e svoltate a destra in una piacevole via alberata che attraversa lievi pendii ammantati nei mesi autunnali da un denso strato di foglie dorate.

La stradina sterrata si sviluppa attraverso una silenziosa area boschiva che si dirama a nord e a sud. Procedendo a nord, la strada conduce a Villa Ca’ Dotta, a Villa Tretti, sontuosa residenza signorile immersa in un grande parco secolare e alla chiesa del XIII secolo di San Pietro in Bodo. Seguendo le indicazioni in direzione sud ci si addentra nello sconfinato scenario rurale di Sarcedo. Attraverso Via Rubicone, il sentiero Scaliega, Via dei Molini, Via Duomo, Via Praoti e Via Astico potrete esplorare la campagna del comune ritmata da campi coltivati delimitati da folte siepi e raggiungere l’Astico, dai cui argini erbosi disseminati di alberi e arbusti si gode di una veduta mozzafiato.

Cosa fare a Calvene in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Calvene: sapori di Calvene, Cima Fonte, la chiesa di Santa Maria dell’Annunciazione, Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Calvene?

Il comune di Calvene confina a nord con Asiago, a sud est con Lugo di Vicenza, a sud ovest con Chiuppano, a est con Lugo di Vicenza, a ovest con Caltrano e Chiuppano.

Sapori di Calvene e Cima Fonte

L’evento si svolge ogni anno sul finire di settembre (l’edizione 2022 di Sapori di Calvene si è svolta dal 24 al 28 settembre) al fine di promuovere le specialità gastronomiche di un incantevole paesino incastonato tra pendii soleggiati solcati dalle acque dell’Astico e del torrente Chiavona e scandito da suggestivi rilievi ammantati di folta vegetazione arborea da cui emergono amene località come la Cima Fonte, che con un’altezza di 1.518 s.l.m. è uno dei punti più elevati del versante meridionale dell’altipiano di Asiago, meta ideale per gli amanti di escursionismo alla ricerca di panorami mozzafiato.

Protagoniste indiscusse della manifestazione sono le tipicità casearie da assaporare con eccellenze vinicole autoctone di Calvene e dei comuni limitrofi.

Radicata in tradizioni millenarie che ancora resistono all’accelerazione imposta dal progresso e dall’industrializzazione, il processo di lavorazione dei formaggi di Calvene ha origine dalle verdi malghe brillanti circondate da densi faggeti nelle quali le vacche al pascolo trovano l’ambiente ed il clima ideale per generare di latte di prima scelta.

In occasione della festa che riunisce sia la comunità che visitatori da ogni parte del Veneto, per le vie del centro troverete grandi paioli di latte fumante che abili casari mescolano con un la rodela, arnese simile ad un cucchiaio con un lungo manico, per assicurarsi che la temperatura rimanga omogenea e per amalgamare bene la cagliata.

Disseminate lungo le sinuose strade del borgo troverete utensili impiegati nel settore caseario come i contenitori per il trasporto del latte realizzati in alluminio, ceste intrecciate a mano, fascere in legno e la caratteristica Zangola, strumento in legno a forma di tronco di cono utilizzato per trasformare la panna in burro.

Se vi chiedete cosa fare a Calvene e desiderate celebrare gli aromi e i colori dell’autunno all’insegna di gustose pietanze, partecipare a Sapori di Calvene vi permetterà di conoscere le affascinanti usanze che scandivano le giornate di lavoro dei nostri avi consolidando nel tempo le virtù di pazienza, rispetto del territorio e zelo che distinguono l’antica e umile cultura contadina.

La chiesa di Santa Maria dell’Annunciazione

Situato nel cuore storico di Calvene in Piazza della Resistenza e circondata da scuri e silenziosi colli boscosi, il luogo di culto è costituito da un corpo centrale, leggermente avanzato rispetto alle sezioni laterali, orizzontalmente tripartito.

Una elegante gradinata conduce al portone incorniciato da due semicolonne che sorreggono un massiccio architrave. Affianco al portale, sopra il quale si staglia l’iscrizione “D.O.M. in honorem B.M.V. ANNUNTIATAE A.D. MDCCCLII RES MCMXII”, si trovano due statue collocate in nicchie semicircolari.

Una cornice marcapiano separa il registro inferiore da quello centrale recante tre dipinti inseriti in altrettante cornici, due circolari e una quadrangolare.

A completare lo sviluppo verticale della struttura è il frontone triangolare dentellato al centro del quale appare l’Occhio della Provvidenza, ovvero un occhio raggiante posto dentro un triangolo.

La parrocchia presenta una sola navata ritmata da paraste ioniche (riconoscibili per le caratteristiche volute) che affiancano nicchie con volte a tutto sesto in cui si trovano gli altari laterali.

Spiccano per valore storico e perizia nell’esecuzione un maestoso crocifisso ligneo dipinto del XV secolo ed una pregiata opera pittorica raffigurante la cena di Emmaus.

Ulteriore elemento di pregio architettonico è il campanile erto a poca distanza dalla chiesa. La struttura presenta lungo il fusto un orologio in numeri romani, separato da un motivo a dentelli dalla cella campanaria nella quale si aprono quattro monofore con candide balaustre. A coronare la svettante costruzione è una cuspide metallica poggiante su un tamburo ottagonale e sormontata da una croce scintillante nei giorni di sole.