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Cosa fare a Salara in provincia di Rovigo: 3 idee

Scopri cosa fare a Salara: la fiera di san Valentino, giro in bicicletta a Salara, il monastero di Santa Croce. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Salara?

Il comune di Salara confina a nord con Trecenta, a sud con Sermide e Felonica, a est con Bagnolo di Po e Ficarolo, a ovest con Ceneselli e Calto.

La fiera di san Valentino

L’edizione 2024 della sagra di san Valentino si è svolta da domenica 11 a domenica 18 febbraio nel cuore urbano del comune. In occasione della vivace ricorrenza, la solennità della santa messa in onore di san Valentino si concilia con l’atmosfera gioviale e spensierata di una festa d’altri tempi, durante la quale il centro storico salarese si colora di sgargianti composizioni florali, mostre d’arte e corsi di disegno per trascorrere l’antica celebrazione in buona compagnia all’insegna di divertimento e creatività.

Per maggiori informazioni in merito al prossimo appuntamento della sagra di san Valentino è possibile consultare il sito comune.salara.ro.it e il gruppo Facebook NOI DI SALARA.

Giro in bicicletta a Salara e Ficarolo

Il punto di partenza dell’itinerario è la parrocchia di san Valentino Martire in Via Roma, 193. Procedete a nord in Via Roma e Via Trieste per circa 250 metri procedendo ai margini di un boschetto di noci, poi svoltate a sinistra in Via Croce. Procedete a ovest per 1 km fino a raggiungere l’incantevole monastero di Santa Croce.

Il monastero di Santa Croce

Lambita a nord da un sinuoso canale, l’antica proprietà è armoniosamente inserita all’estremità occidentale del comune di Salara.

Al centro del complesso architettonico, originario del XII secolo, si staglia la maestosa chiesa coronata da un corpo sommitale a profilo mistilineo. Rivolto su un radioso giardino costellato di molti arbusti e piante d’alto fusto, il luogo di culto è affiancata da due lunghe ali articolate su due piani più sottotetto. All’estremità dell’ala ovest si innalza una graziosa torretta in mattoni a vista.

Svoltate a sinistra e procedete in Via Bolzon per 1,1 km tra campi di granturco, vaste estensioni di frumento e vigneti soleggiati che incorniciano eleganti cascine e fabbricati rustici. All’incrocio svoltate a destra in Via Coati costeggiando i margini di un parco alberato, dopodiché tenete la destra nella pista ciclabile, attraversate le strisce pedonali e girate a destra in Via Argine Vecchio.

Seguite Via Argine Vecchio per 1 km. Una volta raggiunta la sommità dell’argine, svoltate a sinistra e percorrete per 4,3 km la strada asfaltata che asseconda un’ampia ansa del Po. Durante il tragitto potrete contemplare la lussureggiante vegetazione di pioppi cipressini, salici bianchi, carpini, gelsi e canne comuni che ammantano le sponde del fiume più lungo d’Italia.

A questo punto (44.94940798151232, 11.430118885643909) discendete l’argine, poi svoltate a sinistra in Via Castello. All’incrocio svoltate a sinistra e seguite Via Ercole Sarti per 500 metri fino all’intersezione. Svoltate a sinistra in Via Roma, passando di fronte ai giardini pubblici, poi svoltate a destra in Corso Giacomo Matteotti e attraversate il centro storico di Ficarolo.

Raggiunta la chiesa monumentale di Sant’Antonio Martire e lo svettante campanile in Piazza Marconi, svoltate a sinistra in Via Ermanno Giglioli. Continuate a nord ovest per 1 km lungo Via Ermanno Giglioli e Via Solferino, fiancheggiando l’ameno parco alberato che avvolge Villa Giglioli, dopodiché tenete la destra in Via I Maggio e procedete per 1 km fino all’incrocio con la strada regionale 6 Eridania.

Il percorso prosegue per 550 metri lungo Via Vallicella tra graziosi caseggiati agresti e floridi pioppeti, poi svolta a sinistra in Via Giuseppe Verdi. Dopo 650 metri superate il canale e svoltate a sinistra in Via Sabbioni Sud.

Seguite Via Sabbioni Sud per 750 metri zigzagando nello scenario campestre salarese. Raggiunto un florido bosco di betulle, tenete la destra e continuate per 300 metri fino all’incrocio. Girate a sinistra e continuate in Via Sabbioni Sud per 450 metri, dopodiché svoltate a destra per tornare alla chiesa di san Valentino Martire.

Cosa fare a Ceneselli (RO): 3 idee

Scopri cosa fare a Ceneselli: la fiera di Ceneselli, giro in bicicletta a Ceneselli, Villa Peretti. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Ceneselli?

Il comune di Ceneselli confina a nord con Castagnaro, a nord est con Giacciano con Baruchella, a nord ovest con Villa Bartolomea, a sud con Calto, a sud ovest con Castelmassa, a est con Trecenta e Salara, a ovest con Castelnovo Bariano e Castelmassa.

La fiera di Ceneselli

L’edizione 2023 della fiera ha avuto luogo da venerdì 15 a martedì 19 settembre nel cuore storico del comune in Piazza Guglielmo Marconi.

In occasione della festosa ricorrenza popolare, la solennità della santa messa in onore di san Rocco si concilia con il clima gioviale e spensierato di un’allegra sagra paesana all’insegna di parchi di divertimenti, spettacoli musicali, raduni di moto, esposizioni di trattori d’epoca e chioschi itineranti in cui scegliere tra invitanti specialità gastronomiche da gustare con calici di vino e freddi boccali di birra.

Se vi chiedete cosa fare a Ceneselli, questa vivace ricorrenza è un’opportunità per trascorrere la stagione estiva all’aria aperta nella splendida cornice della campagna rodigina, contemplare mostre d’arte con originali creazioni artigianali, mettersi alla prova partecipando a tornei di calcetto e gare di pesca sportiva e molto altro!

Per essere sempre aggiornati in merito ai prossimi appuntamenti della vivace ricorrenza popolare è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Ceneselli.

Giro in bicicletta a Ceneselli, Calto, Salara e Trecenta

Il punto di partenza dell’itinerario è Piazza Guglielmo Marconi. Lasciate alle vostre spalle l’ingresso della chiesa dell’Annunciazione di Maria Santissima e procedete a sud est in Via Battisti per 600 metri.

All’incrocio svoltate a destra e procedete per poco più di 1,5 km seguendo la pista ciclabile che si addentra nel sereno panorama campestre rodigino. Durante il tragitto troverete alla vostra destra una svettante torre ciminiera in mattoni rossi, affascinante esempio di archeologia industriale degli inizi del XX secolo. Raggiunta la rotatoria, entrate nel sottopasso che conduce in Via Giuseppe Garibaldi.

Continuate a sud ovest lungo Via Giuseppe Garibaldi per 550 metri, attraversando il centro urbano di Calto in cui si erge la chiesa settecentesca di San Rocco, poi continuate a sud ovest lungo Via Vittorio Emanuele. Tenete la destra in Via Lungo Po, dopodiché, raggiunta la sommità dell’argine, svoltate a sinistra e procedete a sud est per 5,8 km assecondando le sponde dell’omonimo fiume ammantate da pioppeti, salici, carpini, olmi, gelsi e dense formazioni di canne palustri.

A questo punto (44.97001008085688, 11.418262628248426), discendete l’argine e seguite Via Bosco Papino all’ombra di un incantevole viale di Albizia julibrissin, comunemente nota con il nome di acacia di Costantinopoli.

All’intersezione imboccate la corsia di immissione per svoltare a sinistra e proseguite a nord fino a raggiungere la parrocchia di San Valentino Martire di Salara, superata il quale tenete la sinistra nella strada provinciale 1, dopodiché attraversate il canale e inoltratevi nel placido paesaggio agreste punteggiato di caseggiati rustici.

Dopo aver superato Casa Pepoli (Castello Sariano), dimora rinascimentale immersa nel verde, svoltate a sinistra in Via XI Febbraio. Il tranquillo percorso regala vedute suggestive della chiesa trecentesca di San Maurelio (Piazza XX Settembre, 6, 45027 Sariano RO) e di un profondo canale presso il quale si trova il Gorgo di Magherino (45.003274309542704, 11.406394349536328) cavità naturale incorniciata da florida vegetazione boschiva.

Superato il canale tenete la destra nella strada provinciale 11 e procedete per 3 km tra eleganti cascine avvolte da campi di granturco, poi svoltate a sinistra in Via XXV Aprile. All’incrocio svoltate a destra e continuate lungo Via XXV Aprile per 350 metri, poi svoltate a sinistra nella pista ciclabile. Attraversate le strisce pedonali e continuate a nord ovest in Via Battisti per tornare al punto di partenza.

Se vi chiedete cosa fare a Ceneselli, questo breve itinerario permette di ammirare antiche dimore storiche che punteggiano la campagna di Rovigo, contemplare vedute mozzafiato del fiume più lungo d’Italia e della lussureggiante vegetazione selvatica che cresce lungo le sue sponde.

Villa Peretti

Situato all’estremità occidentale del comune in Via Massa, 70/ 74, il complesso architettonico seicentesco è rivolto su un radioso parco costellato di molti arbusti e piante d’alto fusto. Cinta da un muro perimetrale in mattoni a vista, la proprietà signorile comprende le scuderie, un fienile e la maestosa residenza nobiliare, al centro della quale si staglia un’elegante doppia loggia aggettante scandita da cinque candidi archi a tutto sesto, due laterali e tre frontali.

Libri In Cantina 2024 è LentaMente!

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LIBRI IN CANTINA – la mostra nazionale della piccola e media editoria- COMPIE 20 ANNI E… SI REINVENTA.

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Riflettori tutti puntati su Libri in Cantina che quest’anno raggiunge un importante traguardo: festeggia i suoi primi vent’anni la celebre kermesse dedicata alla piccola e media editoria. L’appuntamento è al castello San Salvatore di Susegana (Treviso), nei giorni 5 e 6 ottobre 2024.

Un compleanno così importante meritava senz’altro una riflessione. Nasce da qui la svolta e il significativo cambio di passo, all’insegna… della lentezza.

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L’edizione 2024 titola infatti “LentaMente” e si propone di rivoluzionare il festival trevigiano. Del resto, 20 anni sono passati in un baleno. Sono stati 20 anni ricchissimi di incontri con editori e autori, di presentazioni di libri e di progetti, di ricerca, di cultura e territorio. La manifestazione è arrivata alla sua ventesima edizione così in fretta che è parso a tutti necessario… rallentare. I tipi di Libri in Cantina erano dei visionari già 20 anni fa. La kermesse aveva scommesso sulla piccola editoria, da sempre settore di nicchia. Dedicando risorse, energie e idee alla produzione culturale. Una scommessa vinta, nonostante non fosse affatto scontata. Il libro invece resiste. Diventando indiscusso protagonista dell’offerta culturale del nostro territorio.

Cosa proporre quindi di diverso?

Pochi incontri con gli autori ma tutti di altissimo livello e con più tempo.

Come ad esempio quello con Franco Arminio, poeta e paesologo, che si fermerà nella verdissima terrazza del leccio di Palazzo Odoardo. Chi meglio di Arminio poteva essere il testimone per questo cambio di passo del festival? Arminio, da sempre, come un rabdomante, cerca la vena in cui ancora scorrono parole dense di significato e di luce. I suoi versi si offrono come occasione per aprire il cuore alla meraviglia, cantano l’importanza di prestare attenzione al minuscolo per sentirci parte dell’immenso. Dell’amore per il suo paese (Bisaccia, in Irpinia) – che non ha mai lasciato, restando e resistendo di fronte allo spopolamento – l’autore ha fatto la sua bandiera, fondando la paesologia, disciplina etica che insegna ad amare il paesaggio. Anche quello interiore.

Così come Matteo Saudino, creatore di Barbasophia, un luogo di divulgazione virtuale che unisce le due peculiarità più evidenti dell’autore: la barba e la filosofia. Saudino insegna storia e filosofia ai ragazzi e scrive libri. Per raccontarci di cose serie ma con impennate geniali che tolgono la storia dalla polvere per trasportarla nel contemporaneo.

Scrittore, youtuber e attivista, Saudino collauda strumenti e affina cervelli per ragionare sulla società, sulla politica, sulle istituzioni e sull’istruzione, sui diritti e sulla giustizia sociale, perché “fare filosofia -come ripete sempre – è un atto di ribellione”.

E ancora nuove collaborazioni con partner già amici della mostra: la Fondazione Benetton studi e ricerche per un qualificato sguardo sul paesaggio. E con la Fondazione Stepan Zavrel, scuola internazionale dell’illustrazione, con le suggestioni della fantasia.

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Cosa aspettarsi dunque?

Non il solito festival bulimico dove si passa da un tema o da un autore all’altro. Non la solita presentazione quindi, ma una giornata a chiacchierare sotto al leccio, a disegnare in un prato, a pensare guardando il paesaggio, ascoltando una musica. Lunghi incontri che saziano lo spirito.

Presentazioni lente che mettono appetito di conoscenza, ci rendono affamati di libri, ghiotti di storie. Ma anche di camminate. Col naso all’insù, a guardare il cielo, immersi nel verde delle nostre colline: un luogo che sembra uscito da un libro di favole.

Oggi  tutto è veloce: la cultura si consuma e spesso non si assapora, siamo in contatto con tutto il mondo e in relazione con nessuno. Abbiamo davvero bisogno di rallentare.

LentaMente propone un ritmo diverso, per dare il tempo all’anima di raggiungerci. Perché il pensiero ha bisogno di tempo: per lasciare spazio alla fantasia; per godere a pieno delle parole.

Ma anche per contemplare il paesaggio, per ascoltare il silenzio, per sentire i profumi. Per restare umani.

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Cosa fare a Calto in provincia di Rovigo: 3 idee

Scopri cosa fare a Calto: la sagra di San Rocco, giro in bicicletta a Calto, la chiesa di San Rocco. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Calto?

Il comune di Calto confina a nord con Ceneselli, a sud con Sermide e Felonica, a est con Salara, a ovest con Castelmassa.

La sagra di San Rocco

L’edizione 2023 della sagra di san Rocco ha avuto luogo da mercoledì 16 a martedì 22 agosto in Via Roma e in Piazza IV Novembre.

Occasione consigliata per i buongustai, la tradizionale ricorrenza prevede ampie tendostrutture nelle quali è possibile scegliere tra invitanti pietanze che valorizzano i prodotti del territorio, dal risotto alla pilota con costine “puntel” e i tortelli al radicchio e alla zucca con burro e salvia a succulente costine con fagioli da gustare con freddi boccali di birra e qualità vinicole locali.

Se vi chiedete cosa fare a Calto, l’antica festa popolare concilia la solennità della SS messa votiva e della processione in onore del santo patrono con l’atmosfera spensierata e gioviale di una sagra d’altri tempi all’insegna di parchi di divertimenti, spettacoli teatrali, musica d’orchestra, esibizioni di danza, concerti di musica elettronica, serate di ballo al ritmo latinoamericano, squisite tipicità enogastronomiche ed emozionanti coreografie pirotecniche da ammirare nella cornice di una graziosa cittadina immersa nella campagna rodigina solcata dal corso del Po.

Per maggiori informazioni in merito alla sagra di san Rocco è possibile consultare la pagina Facebook Calto – la piazza virtuale di Caltès.

Giro in bicicletta a Calto e Salara

Il punto di partenza dell’itinerario è Piazza IV Novembre. Lasciate l’ingresso del municipio alla vostra destra e procedete a sud ovest per 140 metri lungo Via Vittorio Emanuele, dopodiché svoltate a destra in Via Felice Cavallotti. Seguite Via Felice Cavallotti per 350 metri, poi tenete la sinistra in Via Moiette e seguite la strada in salita fino a raggiungere Via Argine Po. Svoltate a sinistra e procedete a sud est per 6,2 km assecondando le ampie anse del fiume più lungo d’Italia.

Lungo il percorso potrete contemplare suggestivi isolotti fluviali plasmati dalla corrente, in parte nascosti dalla densa vegetazione palustre di folti canneti e dalle chiome ondeggianti di rigogliosi salici, pioppi cipressini, betulle, ontani e di molte altre floride piante d’alto fusto.

Alla vostra sinistra si estende lo sconfinato panorama agreste caltese ammantato di campi di granturco che avvolgono antichi casolari e cascine immerse nel verde. A questo punto (44.969963795739844, 11.418262821887197) discendete l’argine e procedete lungo Via Bosco Papino all’ombra di un viale di acacie di Costantinopoli (Albizia julibrissin), specie arborea asiatica riconoscibile per i caratteristici bacelli, le foglie simili a quelle della mimosa e per i fiori rosati formati da sottili stami.

All’incrocio attraversate Via Dante Alighieri e procedete a nord lungo la strada provinciale 1 per 4,1 km, attraversando il centro urbano di Salara. Dopo aver superato Casa Pepoli (Il Castello di Sariano), svoltate a sinistra in Via XI Febbraio e procedete per 4,1 km lungo la strada provinciale 11, poi svoltate a sinistra in Via XXV Aprile. All’incrocio svoltate a destra e seguite Via XXV Aprile per 350 metri, dopodiché imboccate il percorso ciclopedonale alla vostra sinistra.

Attraversate le strisce pedonali, girate di nuovo a sinistra e continuate lungo la pista ciclabile a sud per 1,6 km. Lungo il tragitto, alla vostra destra (45.001652409323704, 11.362724771529003), si staglia la svettante mole in mattoni rossi della ciminiera di una fornace, affascinante esempio di edilizia industriale di inizio Novecento.

In corrispondenza della rotonda, superate il sottopasso e continuate in Via Giuseppe Garibaldi per 550 metri fino a tornare al punto di partenza.

La chiesa di San Rocco

La facciata della chiesa settecentesca è divisa in due registri separati da una candida cornice marcapiano modanata. Entrambi i registri sono scanditi da lesene doriche che incorniciano due coppie di nicchie sovrapposte, contenenti statue di santi.

Il registro superiore è raccordato a quello inferiore tramite due ali spioventi arcuate, alle cui estremità si innalzano guglie piramidali.

Internamente, il luogo di culto è diviso in tre navate delimitate da ampie arcate a tutto sesto sorrette da pilastri, sovrastate da una maestosa volta a botte lunettata. Se vi chiedete cosa fare a Calto, la chiesa di san Rocco è uno straordinario punto di riferimento spirituale e culturale in provincia di Rovigo, al cui interno sono custoditi pregiati altari in marmi policromi e incantevoli opere pittoriche.

Cosa fare a Castelmassa (RO): 3 idee

Scopri cosa fare a Castelmassa: fiera nazionale San Martino di Castelmassa, giro in bicicletta a Castelmassa, Teatro Cotogni. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Castelmassa?

Il comune di Castelmassa confina a nord e a ovest con Castelnovo Bariano, a sud con Sermide e Felonica, a est con Ceneselli e Calto.

Fiera Nazionale San Martino di Castelmassa

Secondo il calendario liturgico, il giorno dedicato a san Marino è l’11 novembre. Nel comune di Castelmassa, la celebrazione in onore del santo si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data.

L’edizione 2023 della fiera nazionale di san Martino di Castelmassa si è svolta da venerdì 10 a lunedì 13 novembre nel cuore urbano massese.

Come ogni anno, il percorso fieristico illumina le serate di festa dedicate alle attività artigianali del territorio rodigino. In occasione della tradizionale manifestazione il cuore storico del paese si anima di espositori ricchi di pregiati manufatti, laboratori di pittura e ceramica, mostre fotografiche, parchi di divertimenti con giostre adrenaliniche brillanti di luci elettriche nonché di chioschi itineranti con invitanti specialità che valorizzano il patrimonio gastronomico della penisola.

L’antica sagra popolare prevede spaziose e comode aree di ristorazione in cui scegliere tra gustose tipicità, come il somarino con polenta, il cotechino con purè e le maltagliate con fagioli nonché salumi e formaggi del territorio, zucca fritta, castagnaccio, polena e stracotto, formaggio e sopressa, il caratteristico pinzin e un vasto assortimento di marmellate, miele, mostarde e squisiti dolci caserecci. Oltre alla classica pesca di beneficienza, il programma dell’evento prevede appassionanti lezioni di tiro con l’arco.

Se vi chiedete cosa fare a Castelmassa, la fiera di san Martino è un’opportunità da non perdere per trascorrere la stagione autunnale all’insegna di invitanti pietanze da abbinare a eccellenze vinicole locali e freddi boccali di birra artigianale, da assaporare nella cornice di un’incantevole cittadina lambita dal serpeggiante corso del Po.

Per maggiori informazioni in merito all’antica ricorrenza è possibile consultare la pagina Facebook Fiera Nazionale San Martino di Castelmassa e il sito sanmartinoinfiera.eu.

Giro in bicicletta a Castelmassa e Calto

Il punto di partenza dell’itinerario è l’area di parcheggio in Piazza Vittorio Veneto, in corrispondenza della sede municipale.

Dirigetevi a ovest in Via G. Pasi per circa 170 metri, poi all’incrocio con Via Giacomo Matteotti svoltate a destra e procedete a nord per 300 metri all’ombra di un florido viale di tigli. All’incrocio con Via San Martino svoltate a sinistra e seguite Via San Martino per 400 metri fino a raggiungere Via Argine Po.

A questo punto tenete la sinistra e procedete a sud est per 7,8 km lungo la strada asfaltata che si snoda lungo la sponda sinistra dell’omonimo fiume, in parte nascosta dalle dense chiome di salici, pioppi cipressini, gelsi, carpini, olmi e molte altre rigogliose piante d’alto fusto. Dalla posizione privilegiata dell’argine si può contemplare il sinuoso corso del Po, maestoso serpente argentato dalla cui gelida superficie emergono candide isole fluviali ammantate di vegetazione selvatica.

Alla vostra sinistra si estende il vasto panorama campestre rodigino punteggiato di eleganti cascine e fabbricati rustici secolari.

A questo punto (44.97812332146471, 11.380347389726301), poco prima dell’antica chiavica di Calto, svoltate a sinistra e discendete l’argine, dopodiché, dopo 220 metri, svoltate a sinistra e procedete per 1,8 km. Raggiunto l’oratorio di Sant’Antonio tenete la sinistra in Via Costantino Munari. Dopo 600 metri svoltate a sinistra in Via G. Garibaldi, dopo 100 metri girate a destra in Via Giuseppe Mazzini.

Procedete a ovest per 4 km lungo Via Giuseppe Mazzini, Via Bosco e Via Galberte, poi (45.01118603051921, 11.316471697083935) svoltate a destra in Via Mercanta. Dopo 700 metri svoltate a sinistra e attraversate il centro urbano massese lungo Via Leonardo da Vinci e Via Galileo Galilei.

All’incrocio svoltate a sinistra in Via Cesare Battisti, poi subito a destra e seguite Via G. Pasi per circa 70 metri, affiancando il Teatro Cogni fino a tornare al punto di partenza.

Teatro Cotogni

Situato in Piazza Vittorio Veneto, il complesso architettonico risalente alla seconda metà del XIX secolo è accessibile da est tramite un’incantevole struttura porticata ritmata da ampie arcate a tutto sesto. Ristrutturato negli anni Ottanta del Novecento, il Teatro Cotogni ha una capacità di 150 posti e rappresenta uno dei più affascinanti punti di riferimento culturali per chi si chiede cosa fare a Castelmassa.

Al Castello di Thiene si gioca ‘come una volta’, nel week-end del 20 e 21 aprile c’è il magico mondo di Alice

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Castello di Thiene view 1 R

Thiene, 17 aprile 2024 – Un nuovo appuntamento per bambini e famiglie è in arrivo al Castello di Thiene sabato 20 e domenica 21 Aprile: “Il Castello delle Meraviglie, il Magico Mondo di Alice”. Il parco della maestosa villa si trasformerà in un grande percorso interattivo dove poter essere protagonisti di una due giorni tutta ispirata alla celebre fiaba di Lewis Carroll. E oltre alla experience si potrà godere dello show per tutti, del laboratorio per i bimbi assieme al Bianconiglio e ovviamente vistare il Castello.

Il Castello di Thiene ha da alcuni anni abbracciato la scelta di ospitare iniziative dedicate ai più piccoli basate sul gioco ‘come una volta’: correre, divertirsi, sperimentare ed imparare. “Riteniamo che il Castello – spiega Francesca di Thiene, comproprietaria – possa essere un veicolo di cultura per i più grandi ma anche un luogo adatto ai più piccoli con attività ludiche basate sulla semplicità e sullo stare insieme e all’aria aperta”.      

La partecipazione è su prenotazione, il percorso interattivo sarà accessibile su turni. e per accedere bisognerà presentarsi 10 minuti prima dell’orario riservato. Il percorso è strutturato per i bimbi, ma adatto per un pubblico da 0 a 100 anni. I bambini al di sotto dei 12 anni devono esser sempre accompagnati.

Prevendita biglietti https://feshioneventi.it/prodotto/wonderland-thiene/

Costo ticket:

Biglietto adulti: (> 11 anni): 12€
Biglietto baby : (2-11 anni): 10€
Gratis < 2 anni

Orari di ingresso percorso:

Sabato 20 aprile: 14.00; 15.00; 16.00; 17.00; 18,00
Domenica 21 aprile: 10.00; 11.00; 12.00; 14.00; 15.00; 16.00; 17.00

La direzione artistica del percorso interattivo è a cura della performer Maria Teresa Duggento. Evento realizzato da FEshion Eventi in collaborazione con “L’Atelier di Giulia Eventi”.

L’evento sarà rimandato in caso di maltempo.

Cosa fare a Castelnovo Bariano (RO): 3 idee

Scopri cosa fare a Castelnovo Bariano: la fiera di San Rocco, giro in bicicletta a Castelnovo Bariano, la chiesa di sant’Antonio di Padova. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Castelnovo Bariano?

Il comune di Castelnovo Bariano confina a nord est con Villa Bartolomea, a nord ovest con Legnago, a sud con Sermide e Felonica, a est con Giacciano con Baruchella, Ceneselli e Castelmassa, a ovest con Bergantino e Borgocarbonara.

La fiera di San Rocco

L’edizione 2023 della fiera di San Rocco ha avuto luogo da venerdì 25 a martedì 29 agosto in corrispondenza della chiesa parrocchiale.

Occasione consigliata per i buongustai, la manifestazione prevede grandi aree di ristorazione in cui è possibile scegliere tra invitanti pietanze goderecce di mare e di terra: dal baccalà agli spaghetti alle vongole, dal somarino con polenta a succulente portate di carne alla griglia che includono pancetta, salsicce, coppa e petto di pollo da assaporare con freddi boccali di birra e qualità vinicole del territorio.

Come ogni anno, il programma della festa popolare prevede un parco di divertimenti con vorticose giostre brillanti di luci elettriche, appassionanti esibizioni di danza sincronizzata, raduni di auto e moto d’epoca e dimostrazioni mozzafiato di arti marziali. Per gli amanti dei giochi da tavolo, l’evento prevede l’immancabile tombola e tornei di burraco.

Se vi chiedete cosa fare a Castelnovo Bariano, la fiera di San Rocco è un’occasione da non perdere per trascorrere la bella stagione all’insegna di elettrizzanti concerti all’aperto, serate di danza, specialità enogastronomiche locali, fiumi di birra ed emozionanti coreografie pirotecniche da ammirare nella splendida cornice rurale della pianura rodigina solcata dal maestoso e serpeggiante corso del Po.

Per essere sempre aggiornati in merito ai prossimi appuntamenti della vivace ricorrenza paesana è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Castelnovo Bariano APS e il sito prolococastelnovobariano.it.

Giro in bicicletta a Castelnovo Bariano, Castelmassa e Calto

Il punto di partenza dell’itinerario è la chiesa di Sant’Antonio di Padova in Via Dante Alighieri, 2. Lasciate alle vostre spalle la facciata del luogo di culto e procedete a sud ovest fino all’incrocio, poi svoltate a destra in Piazza Municipale. Procedete per 240 metri, poi svoltate a sinistra in Via Gramignazzi.

Seguite Via Gramignazzi per 800 metri tra boschi di pioppi, betulle, campi di granturco e di frumento, poi tenete la sinistra in Via Giacciana. Dopo 600 metri tenete la destra per raggiungere l’argine, dopodiché svoltate a sinistra.

Procedete a sud est per poco più di 9 km lungo Via Argine Po e Via Lungo Po. Da questa prospettiva è possibile contemplare il suggestivo scorrere del fiume, dalla cui superficie emergono isole fluviali ammantate da floridi pioppi cipressini, ontani, salici, gelsi, olmi e biancospini.

Degna di nota è senz’altro l’Isola Bianchi, incantevole oasi naturalistica situata nel comune limitrofo di Sermide (MN), nella quale trova rifugio il guccione, affascinante volatile migratore.

Poco prima dell’attracco fluviale Al Port (44.98975195180263, 11.352378055345856), discendete l’argine, poi tenete la sinistra in Via Vittorio Emanuele fino a raggiungere il centro di Calto dove si trovano la sede municipale e la chiesa di San Rocco, quindi svoltate a sinistra in Via Giuseppe Mazzini.

Procedete per 1,3 km addentrandovi nel sereno scenario agreste caltese scandito da campi di frumento e rigogliose siepi di salici. Raggiunto il grazioso Oratorio della Madonna Pellegrina, continuate a nord ovest per 2,7 km lungo Via Bosco. A questo punto (45.01117238699501, 11.316474990543261) svoltate a destra in Via Mercanta e procedete a nord per 700, poi svoltate a sinistra in Via Leonardo da Vinci.

Attraversate il centro di Castelmassa lungo Via Leonardo da Vinci e Via Galileo Galilei. Una volta raggiunta la sede municipale di Castelmassa, svoltate a sinistra in Via Cesare Battisti. Dopo 90 metri girate a destra in Piazza della Libertà, attraversata la quale risalite sull’argine (qui si trovano la meridiana solare e la scacchiera gigante) e tornate al punto di partenza percorrendo a ritroso la strada panoramica.

La chiesa di sant’Antonio di Padova

L’elegante facciata del luogo di culto, in mattoni a vista, è racchiusa da due paraste che ne anticipano il profilo a doppio spiovente, sottolineato da un motivo ornamentale di archetti pensili. Concluso da un archivolto a sesto acuto, il massiccio portale ligneo è sormontato da un rosone. Quest’ultimo è ingentilito da candide colonnine raccordate da archetti trilobati.

Sovrastata da un elaborato soffitto a capriate lignee, l’ampia navata della chiesa è illuminata in parte dallo sgargiante rosone, in parte dalle monofore, bifore e dalle aperture circolari, anch’esse in vetri policromi, che si aprono rispettivamente nell’abside e lungo i lati dell’edificio.

Se vi chiedete cosa fare a Castelnovo Bariano, la chiesa di sant’Antonio di Padova è un gioiello di architettura neogotica nonché uno dei più significativi punti di riferimento spirituali e culturali del comune.

Cosa fare a Bergantino (RO): 3 idee

Scopri cosa fare a Bergantino: giro in bicicletta a Bergantino, il museo della giostra, festival del salame di Bergantino. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Bergantino?

Il comune di Bergantino confina a nord est con Legnago, a nord ovest con Cerea, a est e a sud est con Castelnovo Bariano, a sud ovest con Borgocarbonara, a ovest con Melara.

Giro in bicicletta a Bergantino, Castelnovo Bariano e Castelmassa

Il punto di partenza dell’itinerario è il municipio di Bergantino in Via Vittorio Emanuele II, 107. Lasciate alle vostre spalle l’ingresso della sede comunale, attraversate la piazza e imboccate la strada lastricata che porta in Via Bellini, poi attraversate la strada e salite la scalinata che porta in Via Argine Po.

Svoltate a sinistra e procedete per 9 km lungo la strada asfaltata che asseconda le ampie anse del fiume Po. Dalla prospettiva privilegiata dell’argine si domina con lo sguardo lo straordinario panorama del Po, sinuoso confine naturale tra Veneto e Lombardia dal quale emergono isolotti fluviali ammantati di vegetazione selvatica. Tra questi spicca la maestosa Isola Bianchi, oasi naturalistica in cui trova rifugio l’uccello migratore guccione.

L’area golenale è ombreggiata di pioppi cipressini, salici, olmi, ontani neri, farnie, sambuchi, ligustri, sanguinelli, rovi e dense formazioni di canne comuni. Volgendo lo sguardo a nord si può contemplare il florido paesaggio campestre rodigino costellato di cascine e fabbricati rustici immersi nel verde.

A questo punto (45.01391224871096, 11.31056950895548) discendete l’argine in Via Cesare Battisti. Seguite Via Cesare Battisti per 1 km, attraversando il centro urbano massese. All’incrocio svoltate a sinistra e seguite Via San Martino e Via Castello per 1,6 km affiancando vigneti soleggiati e un rigoglioso vivaio.

Attraversate la strada provinciale e proseguite a ovest lungo Via Castello e Piazza Municipale per 900 metri, poi svoltate a sinistra in Via Gramignazzi. Seguite Via Gramignazzi per 800 metri tra pioppeti e campi di granturco, poi tenete la sinistra in Via Giacciana. Dopo 600 metri tenete la destra per tornare in Via Argine Po e ripercorrete la strada a ritroso per tornare al punto di partenza.

Il museo della giostra

Situato in Piazza Giacomo Matteotti, 85, il Museo della giostra e dello spettacolo popolare itinerante ripercorre la storia dei parchi di divertimenti attraverso antichi strumenti musicali, minuziose riproduzioni di caroselli e di molte altre giostre risalenti al XIX secolo e alla prima metà del XX secolo.

Fiore all’occhiello dell’esposizione museale è un antico orchestrion, organo meccanizzato un tempo impiegato durante gli eventi fieristici per allietare l’atmosfera e invitare i presenti a salire nelle giostre. Oltre alle canne dell’organo, lo strumento include grancassa, tamburo, piatti e graziosi campanelli che vengono suonati da due figure in legno dipinto. Un sofisticato sistema di ingranaggi, mantici e cinghie, in origine azionato a mano e perfettamente sincronizzato, permette tutt’ora di ascoltare le giocose melodie che rallegravano le giornate di festa dei luna park ottocenteschi.

Situato in Piazza Giacomo Matteotti, 85, il museo della giostra è uno dei percorsi espositivi più originali e affascinanti della regione.

Festival del salame di Bergantino

L’edizione 2023 del festival del salame di Bergantino ha avuto luogo da giovedì 29 giugno a domenica 2 luglio in Via Pasino, in corrispondenza del campo sportivo comunale.

Occasione da non perdere per le buone forchette, la tanto attesa manifestazione prevede spaziose e comode tendostrutture in cui è possibile scegliere tra squisite pietanze, sia goderecce che gourmet, che rendono onore alla tradizione gastronomica regionale.

I menù delle precedenti edizioni hanno incluso specialità come i bigoli con le sarde, le fettuccine all’anatra, i maccheroni con il guanciale e il prelibato risotto al tastasal. Quest’ultimo consiste in un impasto di carni suine, magre e grasse, che viene salato, pepato e aromatizzato con chiodi di garofano, cannella e rosmarino.

Ideale per condire pasta, risotti e per realizzare hamburger di prima scelta, il tastasal trae il proprio nome dalla consuetudine di tastar, cioè assaggiare l’impasto per verificare il giusto livello di salatura.

Oltre al tastasal, rinomato prodotto veronese di origine contadina, durante la sagra è possibile gustare succulente tagliate di manzo, costine con fette di polenta alla piastra e il caratteristico pinsin, da abbinare a fette di salame autoctono e a formaggi locali.

Gli ingredienti del pinsin sono farina, acqua minerale e un pizzico di sale. Una volta steso con il mattarello, l’impasto viene tagliato in piccoli rombi che vengono poi fritti nell’olio o nello strutto.

Se vi chiedete cosa fare a Bergantino, il festival del salame è un appuntamento consigliato a chi desideri trascorrere la bella stagione all’insegna di spettacoli musicali, serate di danza e tipicità culinarie da assaporare nella splendida cornice rurale della pianura rodigina solcata dal Po.

Per maggiori informazioni in merito alla vivace ricorrenza è possibile consultare la pagina Facebook Festival del Salame di Bergantino.

Cosa fare a Melara in provincia di Rovigo: 3 idee

Scopri cosa fare a Melara: la festa della zucca, la chiesa di San Materno Vescovo, Giro in bicicletta a Melara, Correggioli e Bergantino Vescovo. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Melara?

Il comune di Melara confina a nord con Cerea, a sud est con Borgocarbonara, a est con Bergantino, a ovest e a sud ovest con Ostiglia.

La festa della zucca

L’edizione 2023 della festa della zucca ha avuto luogo da martedì 8 a domenica 20 agosto in Via dell’Artigianato (45.06368014645005, 11.207225828315057).

Appuntamento imperdibile per le buone forchette, la manifestazione prevede una spaziosa e comoda tendostruttura nella quale è possibile scegliere tra invitanti ricette a base del rinomato frutto delle Cucurbitaceae che nel fertile territorio melarese trova le condizioni ideali per crescere rigoglioso.

Come ogni anno, in occasione della festa è possibile assaporare prelibate pietanze, sia goderecce che gourmet, come i tortelli alla zucca burro e salvia, gli gnocchetti al cuore di zucca, il risotto alla zucca e alla salsiccia nonché succulente grigliate miste, lo stinco di maiale con patate al forno e l’appetitosa zucca fritta, solo per menzionare alcuni dei piatti del menù dello scorso anno.

Se vi chiedete cosa fare a Melara, la festa della zucca è un’opportunità per trascorrere la stagione estiva all’insegna di musica dal vivo, serate di danza, spettacoli di cabaret, parchi di divertimento per i più piccoli ed eccellenze enogastronomiche da gustare nella cornice di un incantevole paese rurale lambito dal serpeggiante corso dell’Po.

Per maggiori informazioni in merito alla vivace ricorrenza culinaria è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Melara Festa della Zucca e il sito prolocomelara.it.

La chiesa di San Materno Vescovo

Situata in Piazza XX settembre, l’imponente chiesa arcipretale in mattoni a vista è distinta da una pianta a croce latina ed è internamente divisa in tre candide e luminose navate.

Il luogo di culto è accessibile attraverso tre portali lignei, il centrale dei quali, di dimensioni maggiori, è sormontato da un sinuoso fregio concluso da un ornamento a forma di conchiglia.

L’ampia navata centrale è coronata da una volta a botte, mentre quelle laterali, sovrastate da volte a crociera, sono ingentilite da splendidi altari in marmi policromi. Collocato nel presbiterio, l’altare maggiore è sovrastato da un pregiato capocielo dorato.

Se vi chiedete cosa fare a Melara, la chiesa di San Materno Vescovo è uno dei più straordinari punti di riferimento spirituali, architettonici e artistici della provincia di Rovigo.

Giro in bicicletta a Melara, Correggioli, Bergantino e Castelnovo Bariano

Il punto di partenza dell’itinerario è Piazza XX Settembre. Procedete a est per 400 metri lungo Via Giuseppe Garibaldi all’ombra di maestosi tigli, poi tenete la destra in Via Guglielmo Marconi. All’incrocio con la SP25 svoltate a sinistra e procedete a est per poco più di 2 km lungo Via Paradello, addentrandovi nel sereno panorama agreste melarese scandito giardini ben curati costellati di cipressi, cedri dell’Atlante, magnolie e oleandri che incorniciano eleganti cascine e fabbricati rustici circondati da campi di granturco e di frumento.

Dopo aver superato l’albergo ristorante Possessioni Ferraresi (alla vostra destra) svoltate a sinistra in Via Pagan. Seguite la candida strada che si estende al confine tra Veneto e Lombardia all’ombra di querce, aceri campestri, pioppi e molte altre floride piante d’alto fusto.

Dopo aver superato la breve salita dell’argine erboso (45.06006659569252, 11.172440502742335) svoltate a sinistra e procedete a sud est per 4,5 km lungo Via Argine Po. Dalla posizione privilegiata dell’argine potete ammirare, a nord, affascinanti panoramiche del centro urbano di Melara e della chiesa di San Materno Vescovo, a sud, del gelido corso del Po e della lussureggiante vegetazione di pioppi, salici, olmi e frassini che ne ammanta le sponde.

A questo punto (45.05369512606509, 11.22508700583849) tenete la sinistra in Via Mariconda e continuate lungo Via San Michele. Al segnale di stop svoltate a destra in Via Giuseppe Mazzini. Seguite Via Giuseppe Mazzini per 800 metri, poi svoltate a destra e procedete in Via Guglielmo Marconi, tenendo la destra fino a tornare in Via Argine Po.

Continuate lungo Via Argine Po per quasi 5 km, poi svoltate a sinistra e discendete l’argine (45.03257653578571, 11.268376196442519). In corrispondenza di un bosco di pioppi svoltate a sinistra e seguite Via Giacciana fino all’intersezione con Via Toscana. Svoltate a sinistra e procedete 3 km, poi tenete la sinistra in Via Givecca. Dopo aver attraversato il centro di Bergantino continuate in Via G. Oberdan fino a tornare al centro di Melara.

Cosa fare a San Zeno di Montagna (VR): 3 idee

Scopri cosa fare a San Zeno di Montagna: la festa del marrone di San Zeno DOP, escursione a San Zeno di Montagna, la chiesa di San Zeno Vescovo. Volte saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova San Zeno di Montagna?

Il comune di San Zeno di Montagna confina a nord con Brenzone sul Garda, a sud con Costermano sul Garda, a est con Ferrara di Monte Baldo e Caprino Veronese, a ovest con Brenzone sul Garda e Torri del Benaco.

La festa del marrone di San Zeno DOP

L’edizione 2023 della festa del marrone di San Zeno DOP ha avuto luogo da sabato 21 ottobre a domenica 5 novembre 2023 in Piazza Schena.

In occasione della fiera il centro urbano sanzenese si anima di mercatini artigianali e di numerose bancarelle con prodotti genuini locali, tra cui spiccano le squisite castagne e i rinomati marroni D.O.P biologici che in questo incantevole comune, situato a breve distanza dalle rive del Garda, trovano le condizioni climatiche ideali per crescere rigogliose.

La vivace manifestazione include spaziose aree di ristorazione nelle quali è possibile assaporare prelibate ricette che valorizzano la biodiversità del territorio, dal minestrone alle castagne e il risotto di castagne alla polenta di castagne con gorgonzola. Dai vari chioschi, disseminati nel cuore del paese, proviene l’aroma invitante di dolci fatti a mano a base di castagne, da abbinare a specialità vinicole locali, grappe e vin brulè.

Oltre alla classica pesca di beneficienza, il programma dell’evento prevede escursioni guidate alla scoperta di fertili colli di San Zeno di Montagna costellati di castagneti secolari.

Se vi chiedete cosa fare a San Zeno di Montagna, la festa del marrone di San Zeno DOP è un’occasione da non perdere per immergersi nei colori della stagione autunnale, scatenarsi al ritmo di spettacoli musicali dal vivo, passeggiare nella natura lussureggiante della campagna veronese e assaporare prelibate castagne cotte a legna nella cornice di un grazioso paese rurale armoniosamente inserito tra il Lago di Garda e le pendici dei monti Lessini.

Per maggiori informazioni in merito alla ricorrenza enogastronomica è possibile consultare le pagine Facebook San Zeno di Montagna e Consorzio di Tutela del Marrone di San Zeno D.O.P.

Escursione a San Zeno di Montagna

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio in Via del cimitero, 4 (45.631942539136354, 10.724662454452949). All’incrocio con Via degli Alpini svoltate a destra e procedete per circa 90 metri, poi svoltate a sinistra in Via Molina.

Procedete a sud est per 2,6 km lungo Via Molina e Via Pineta Sperane all’ombra della florida vegetazione di un bosco costellato di cedri, abeti, querce, pioppi, carpini e molte altre rigogliose piante d’alto fusto, dopodiché tenete la sinistra in Via Lumini. La sinuosa strada asfaltata che conduce all’omonimo abitato attraversa gentili declivi alberati ammantati da vaste estensioni prative solcate da candidi muriccioli di pietra.

La tappa successiva del percorso è contrada Ca’ Longa, in corrispondenza della quale si trova uno splendido castagneto centenario. Continuate a nord in Via Prà Cappello per circa 1 km, poi tenete la sinistra in Via Corrubio e continuate lungo la strada provinciale 9 fino a raggiungere contrada la Pora (45.645814740752456, 10.74148403658307), dalla cui posizione privilegiata si gode di una veduta straordinaria del Lago di Garda.

Procedete a sud ovest lungo Via Monte Baldo fino a raggiungere il punto panoramico in corrispondenza del tornante, (45.64220504873858, 10.736448628900343), poi tenete la destra in Via Monte Baldo. All’incrocio svoltate a sinistra in Contrada Castello. Procedete a sud ovest per per 2 km lungo Contrada Castello, Contrada Montagna, Contrada Ca’ Sartori e Viale degli Alpini fino ad arrivare in Piazzale Risorgimento, poi svoltate a destra in Via del Cimitero per tornare al punto di partenza.

La chiesa di San Zeno Vescovo

Situata in Via degli Alpini, 1, la chiesa di San Zeno sorge su un’altura rivolta verso Piazzale Risorgimento, area lastricata ombreggiata da pini marittimi da cui potete ammirare il Lago di Garda e del Monte Pizzocolo e di Cima Comer. Conclusa da una copertura a doppio spiovente, la facciata settecentesca del luogo di culto è divisa orizzontalmente da una cornice marcapiano ed è ornata da quattro statue.

Edificata su un preesistente luogo di culto del XV secolo, la chiesa è accessibile tramite un massiccio portale ligneo sormontato da un timpano triangolare ed è internamente ingentilita da spettacolari affreschi e da altari in marmi policromi.

Al lato est della chiesa svetta un’imponente torre campanaria di pietra conclusa da un’elegante cuspide a bulbo.

Se vi chiedete cosa fare a San Zeno di Montagna, la chiesa di San Zeno Vescovo è uno dei più significativi punti di riferimento spirituali, architettonici e artistici del comune.