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Cosa fare a Sant’Urbano in provincia di Padova: 4 idee

Scopri cosa fare a Sant’Urbano in Provincia di Padova: la festa CampEquestre, la chiesa di Sant’Urbano Papa, Villa Nani Loredan, le chiuse di Rotta Sabbatina. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Sant’Urbano?

Il comune di Sant’Urbano confina a nord est con Villa Estense, a nord ovest con Vighizzolo d’Este, a sud est con Lusia, a sud ovest con Lendinara, a est con Vescovana e Barbona, a ovest con Piacenza d’Adige.

La festa CampEquestre

La festa CampEquestre si svolge ogni anno nel mese di maggio a Carmignano di Sant’Urbano. L’edizione 2023 ha avuto luogo domenica 28 maggio.

Organizzato dal Centro Equestre il Salice, l’evento prevede esibizioni equestri mozzafiato, attività ludiche a cavallo per consentire ai bambini di familiarizzare con questo maestoso animale nonché dimostrazioni di Horse-Ball.

Nato negli anni trenta del Novecento, l’Horse-Ball è uno sport di squadra equestre in cui i giocatori, utilizzando solo mani e piedi, mirano a inserire una palla con sei maniglie di cuoio in una rete elevata a un metro di altezza.

A rendere il gioco ancor più avvincente e impegnativo è la regola secondo cui, qualora la palla tocchi terra, gli sfidanti debbano riuscire a prenderla senza scendere da cavallo.

Questa dinamica disciplina richiede un elevato livello di destrezza, concentrazione e naturalmente rispetto e amore per l’animale, aspetti fondamentali che animano l’intera manifestazione.

Se vi chiedete cosa fare a Sant’Urbano e desiderate trascorrere la stagione primaverile in un’amena cittadina agreste della Bassa Padovana, l’appassionante ricorrenza prevede coinvolgenti esibizioni equestri, spettacoli di balli e musica country, lezioni di equitazione nonché aree di ristorazione in cui potrete assaporare specialità del territorio.

Per maggiori informazioni in merito all’evento è possibile consultare le pagine Facebook Pro Loco Sant’urbano e Centro Equestre Il Salice.

La chiesa di Sant’Urbano Papa

Situata in Via Chiesa, 10, la chiesa di Sant’Urbano Papa è un’incantevole chiesa neogotica realizzata agli inizi del XX secolo.

Ritmata orizzontalmente da fasce in mattoni intervallate da fasce intonacate, la facciata a salienti del luogo di culto è scandita da sei paraste in mattoni a vista raccordate da un motivo ornamentale a archetti ciechi. Al di sopra del massiccio portale ligneo si apre un candido rosone con dodici raggi.

Ingentilite sulla sommità da una serie di archetti pensili a tutto sesto, le pareti laterali alternano fasce in mattoni e in pietra a vista.

Illuminata da monofore strombate a sesto acuto che si aprono nelle pareti laterali, la candida navata è ingentilita da altari in marmi policromi e da una splendida croce dorata collocata nell’abside.

Villa Nani Loredan

Situato in Via Priula, 2, Villa Nani Loredan è armoniosamente inserita al confine meridionale di un ameno giardino a sviluppo rettangolare, incorniciato da rigogliose siepi di arbusti e alberi d’alto fusto.

In parte nascosta dalla folta vegetazione di robinie, ailanti e gelsi da carta, la facciata sud del palazzo rinascimentale presenta al piano nobile un’elegante trifora formata da una monofora centrale, ornata da un balcone aggettante e coronata da una finestra a lunetta, ai cui lati si aprono due finestre architravate sormontate da due finestrelle quadrate.

Se vi chiedete cosa fare a Sant’Urbano, Villa Nani Loredan è uno dei più splendidi punti di riferimento architettonici del comune.

Rotta Sabbatina

Situate in Via Rotella, 5, 35040 Foscarina (PD), le chiuse di Rotta Sabbatina sono un’affascinante opera di ingegneria idraulica realizzata agli inizi del cinquecento per regolare il flusso d’acqua del fiume Adige. La struttura fu edificata in corrispondenza del canale della Rotella, via di comunicazione fluviale, ora in stato di abbandono, che consentiva di raggiungere i colli Euganei e Padova.

Circondata da cipressi, ailanti, salici, cedri dell’Atlantico e densi ciuffi di canne comuni, la costruzione in laterizio si presenta come un massiccio ponte alla base del quale si aprono tre fornici a tutto sesto sormontati da un arco ribassato.

Nel 1513, durante la guerra di Cambrai (1508 -1516), la Repubblica di Venezia decise di far esondare il fiume Adige per allagare la campagna e ostacolare quindi l’avanzata degli eserciti delle potenze che si erano schierate contro Venezia.

Cosa fare a Villa Estense in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Villa Estense in Provincia di Padova: Villa Beer Fest, Palazzo San Bonifacio, Chiesa dei Santi Andrea Apostolo e Colomba di Sens. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Villa Estense?

Il comune di Villa Estense confina a nord con Este, a sud est con Vescovana, a sud ovest con Sant’Urbano, a est con Sant’Elena e Granze, a ovest con Vighizzolo d’Este e Sant’Urbano.

Villa Beer Fest

Villa Beer Fest si svolge ogni anno nel mese di agosto in corrispondenza degli impianti sportivi comunali in Via Finale. L’edizione 2023 dell’evento si è svolta da mercoledì 16 a domenica 20 agosto.

Occasione indicata per i buongustai alla ricerca di pietanze goderecce e invitanti, la sagra paesana prevede spaziose aree di ristorazione all’aperto nelle quali potrete assaporare gustosi panini, succulente costine, salsicce e braciole alla griglia servite con fette di polenta alla piastra, croccanti patate fritte e freddi boccali di birra, ideali per dissetarsi e lenire la calura estiva.

Ad animare le serate di festa vi attendono elettrizzanti concerti di gruppi tributo durante i quali potrete scatenarvi al ritmo di alcuni dei più grandi successi di musica rock, pop e disco italiana e internazionale.

Se vi chiedete cosa fare a Villa Estense e desiderate trascorrere un’estate memorabile all’insegna di musica dal vivo, fiumi di birra e tipicità caserecce da far venire l’acquolina in bocca, partecipare a Villa Beer Fest potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per maggiori informazioni in merito al Villa Beer Fest è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco di Villa Estense.

Palazzo San Bonifacio

Situata in Via C. Battisti, 1, Palazzo Bonifacio è una splendida residenza nobiliare incastonata nel cuore storico del comune. Il complesso architettonico rinascimentale è formato dalla dimora padronale e da due adiacenze dispose a “U”.

Armoniosamente inserito in un radioso giardino costellato di cipressi e cedri dell’Atlante, il maestoso edificio signorile è delimitato da un muro perimetrale nel quale si aprono tre elaborati cancelli.

Particolarmente suggestivo è il cancello che si apre sul lato ovest, racchiuso da due pilastri in mattoni a vista sormontati dalle candide sculture velate di muschio di due guerrieri paludati e scudati, l’uno armato di spada, l’altro di lancia.

Dietro la recinzione muraria spunta una rigogliosa siepe di oleandri. Attraverso il cancello a ovest, la cui sommità è coronata dallo stemma araldico di famiglia in ferro battuto, si intravede l’elegante scalinata che conduce all’ingresso.

Sulla facciata ovest, otto finestre quadrate si aprono al pian terreno. In asse con le sottostanti, le finestre rettangolari al primo e al secondo piano sono ornate da cimase e intervallate da lesene.

Al centro della facciata si aprono due finestre centinate. Quella al piano nobile è ingentilita da un parapetto, quella al secondo piano da un balcone aggettante. Quest’ultima è nobilitata dallo stemma del casato che si staglia al di sopra della chiave di volta.

Se vi chiedete cosa fare a Villa Estense, Palazzo San Bonifacio Ardit è uno dei più significativi punti di riferimento architettonici e culturali della Bassa Padovana.

Chiesa dei Santi Andrea Apostolo e Colomba di Sens

Situata in Via Roma, 9, la chiesa parrocchiale si caratterizza per una solenne facciata scandita al pianterreno da semicolonne corinzie poggianti su alti basamenti. Ornato da formelle quadrangolari, il massiccio portale ligneo è sormontato da un timpano ricurvo, al di sopra del quale si staglia l’iscrizione D.O.M. IN HONOREM S.ANDREAE. AP. S. COLUMBAE.V.M.

Ai lati del portale si aprono due nicchie concluse da timpani triangolari in cui sono inserite due statue, quella di sinistra raffigurante Sant’Andrea Apostolo, riconoscibile per la pesante croce, quella di destra San Pietro, riconoscibile per i simboli della chiave e della tiara ai suoi piedi.

Al di sopra del cornicione dentellato si staglia il registro superiore, ritmato da due coppie di lesene che incorniciano due nicchie. In quella di destra si distingue San Giovanni apostolo per il simbolo dell’aquila.

A completare la struttura è il frontone triangolare sormontato da tre statue, la centrale delle quali ritrae una figura alata con una tromba.

L’aula unica della chiesa è decorata da ornamenti a stucco, splendidi altari in marmi policromi e pregiate pale d’altare, una della quali realizzata da Paolo Veronese.

Cosa fare a Sant’Elena in provincia di Padova: 4 idee

Scopri cosa fare a Sant’Elena in Provincia di Padova: la sagra di Sant’Elena, Villa Miari de Cumani, la barchessa comunale, la chiesa di Sant’Elena Imperatrice. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Sant’Elena?

Il comune di Sant’Elena confina a nord con Este, a sud con Granze, a est con Monselice e Solesino, a ovest con Villa Estense.

La sagra di Sant’Elena

Il 18 agosto è il giorno in cui la chiesa cattolica celebra Sant’Elena Imperatrice. Nel comune di Sant’Elena, la celebrazione in onore della madre di Costantino si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data.

L’edizione 2023 della sagra di Sant’Elena ha avuto luogo da venerdì 18 a mercoledì 23 agosto nella splendida barchessa comunale.

Occasione consigliata per le buone forchette, la manifestazione prevede spaziose aree di ristorazione in cui potrete scegliere tra squisite pietanze sia caserecce che gourmet, da gnocchi e bigoli al ragù di cinghiale a costate di manzo e galletti alla brace, da squisite fritture di pesce e invitanti pizze a panini e piadine con porchetta e salsiccia, solo per citare alcune delle gustose pietanze che potrete assaporare con freddi boccali di birra.

L’evento valorizza il patrimonio culturale e folclorico dell’amena cittadina rurale attraverso affascinanti esposizioni di biciclette e trattori d’epoca, coinvolgenti percorsi guidati nel museo contadino e visite a Villa Miari de Cumani, gioiello di architettura del duecento.

Se vi chiedete cosa fare a Sant’Elena e desiderate trascorrere la bella stagione in un grazioso paesino della Bassa Padovana, la sagra di Sant’Elena si svolge all’insegna di musica dal vivo, serate di liscio, parchi divertimento e specialità enogastronomiche di prima scelta!

Per maggiori informazioni in merito al prossimo appuntamento della sagra potete visitare la pagina Facebook Sagra di Sant’Elena.

Villa Miari de Cumani

Situata in Via Roma, 1, Villa Miari de Cumani è una maestosa residenza signorile in origine appartenuta all’Ordine di San Benedetto. Tra il XIII ed il XIV secolo la proprietà passò alla famiglia De Cumani, che si occupò di ingentilirne la struttura conferendole l’aspetto del sontuoso maniero medievale che è possibile ammirare oggi.

Al XVI secolo risale la costruzione di un annesso rustico e di una serie di eleganti edifici a un piano. A seguito dell’edificazione della cappella di famiglia, una serie di modifiche donò alla dimora gentilizia il suo aspetto attuale.

Incorniciato da un elegante perimetro murario merlato, il complesso architettonico plurisecolare è avvolto da un incantevole giardino romantico di metà ottocento costellato di piante esotiche articolare intorno a un laghetto e a una grotta artificiale, elementi caratteristici dei parchi all’inglese.

Meta imperdibile per chi si chiede cosa fare a Sant’Elena, Villa Miari de Cumani è una straordinaria abitazione nobiliare internamente decorata da spettacolari opere pittoriche cinquecentesche.

La barchessa comunale

Situata in Via Roma, 20, la barchessa comunale è immersa nel cuore del comune di Sant’Elena.

Sorta sulle fondamenta di fabbricati rustici rinascimentali, la barchessa è scandita sul lato sud da quattordici arcate a tutto sesto, sostenute da pilastri ingentiliti da lesene.

Dalle estremità del complesso agricolo si estendono altri annessi rurali formando un angolo retto. Delimitata da un muro in mattoni a vista, il complesso racchiude una vasta estensione erbosa, in parte occupata da un cortile in cotto risalente al XIX secolo.

La chiesa di Sant’Elena Imperatrice

Situata in Via Roma, 37, la chiesa di Sant’Elena Imperatrice si distingue per una monumentale facciata neoclassica verticalmente scandita da quattro semicolonne tuscaniche poggianti su massicci basamenti. Le semicolonne sorreggono l’architrave, il fregio scandito da triglifi e metope, e il frontone triangolare dentellato, sottolineato da cornici aggettanti e coronato da tre statue.

Sormontato da un timpano triangolare sorretto da mensole, il portale ligneo dà accesso alla navata unica della chiesa. Illuminata da ampie lunette, l’aula è adornata da preziosi altari in marmi policromi, inseriti nelle nicchie laterali, e da uno stupendo capocielo dorato che sovrasta l’altare centrale collocato nel presbiterio.

Cosa fare a Barbona in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Barbona in Provincia di Padova: la chiesa di San Michele Arcangelo, la barchessa di Barbona, giro in bicicletta a Barbona. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Barbona?

Il comune di Barbona confina a est e a nord est con Vescovana, a ovest e a nord ovest con Sant’Urbano, a sud con Lusia, a sud ovest con Rovigo.

La chiesa di San Michele Arcangelo

Situata in Piazza Aldo Moro, la chiesa di San Michele Arcangelo si innalza nel cuore del grazioso paesino rurale all’estremità meridionale della Bassa Padovana, al confine con Rovigo.

Il luogo di culto seicentesco si distingue per una candida facciata a doppio spiovente, semplice e severa, verticalmente ritmata da quattro lesene sormontate dalla trabeazione. A completare lo sviluppo verticale della struttura è il frontone triangolare modanato coronato dalle statue di tre figure femminili.

Affiancato da due monofore a tutto sesto, il portale è concluso da un timpano triangolare sottolineato da cornici aggettanti e sorretto da mensole, tra le quali si legge l’iscrizione S.MICHELE.ARCANGELO.

Illuminata dalle lunette laterali e dalle due monofore che si aprono su fronte, la navata unica della chiesa presenta delle nicchie laterali con archi a tutto sesto in cui sono inseriti altari in marmi policromi. L’aula è ulteriormente ingentilita da un raffinato pulpito e da splendide opere pittoriche che decorano il soffitto a padiglione e il presbiterio.

Nobilitata da un’affresco della Crocifissione, l’abside ospita l’altare maggiore, ornato da due sculture che affiancano il ciborio.

Erto al fianco della chiesa di eleva la torre campanaria in mattoni a vista. Poggiante su un robusto basamento a tronco di piramide, il campanile culmina con una merlatura a coda di rondine e reca in corrispondenza della cella campanaria due monofore per ogni lato.

La barchessa

Immersa nella campagna barbonese, la maestosa barchessa si trova a est della chiesa di San Michele Arcangelo in Piazza Aldo Moro.

L’imponente fabbricato rustico, a pianta rettangolare, è alleggerito da un elegante portico scandito da ampie arcate a tutto sesto. Al di sopra della chiave di volta di ogni arcata si apre una piccola finestrella ovale per arieggiare l’interno della struttura.

Incorniciata da un muretto in mattoni rossi, la barchessa è avvolta da rigogliose piante tra cui cedri, betulle e farnie. Dal muro perimetrale spunta la densa vegetazione di un florido boschetto di bambù.

Se vi chiedete cosa fare a Barbona, questo affascinante esempio di architettura rurale è accessibile tramite un elaborato cancello in ferro battuto ed è rivolto verso un suggestivo filare di tigli, cedri e di acacie di Costantinopoli che si estendono lungo l’argine erboso dell’Adige.

Giro in bicicletta a Barbona e Sant’Urbano: la Rotta Sabbadina

Situata in Via Rotella, 5, Foscarina, la Rotta Sabbatina è un’antica opera di ingegneria idraulica realizzata nel XVI secolo per regolare i flussi delle acque dell’Adige. Durante la guerra di Cambrai, la Repubblica di Venezia decise di rompere gli argini del fiume Adige per allagare la pianura e ostacolare l’avanzata degli eserciti coalizzati contro Venezia.

Come raggiungere la Rotta Sabbatina?

Partendo dal municipio di Barbona, procedete a sud in direzione dell’argine, poi svoltate a destra in via Rialto. Dopo circa 50 metri imboccate la stradina sterrata alla vostra destra. Dopo 600 metri tenete la sinistra e procedete fino all’incrocio. Attraversate la strada e continuate lungo la strada provinciale 81 per 100 metri, poi proseguite lungo Via Foscarina all’ombra di noci, acacie e sambuchi per circa 450 metri.

A questo punto tenete la destra in Via Ghiaia, procedete per circa 300 metri ed immettetevi nella strada provinciale 1. Dopo 300 metri svoltate in Via Coronella, poi subito a destra in Via Rotella e procedete per circa 230 metri fino a trovare la Rotta Sabbatina alla vostra sinistra. Se vi chiedete cosa fare a Barbona, Rotta Sabbatina è una meta imperdibile per chi desideri ammirare l’incantevole e silenzioso panorama fluviale e archeologico del comune di Barbona.

Cosa fare a Solesino in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Solesino in Provincia di Padova: la festa della birra, la chiesa di santa Maria Assunta, barchessa Pisani – Trevisan. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Solesino?

Il comune di Solesino confina a nord con Monselice, a sud est con Stanghella, a sud ovest con Granze, a est e a nord est con Pozzonovo, a ovest con Sant’Elena.

La festa della birra

La festa della birra si svolge ogni estate nella zona industriale di Solesino. L’edizione 2023 della festa della Birra ha avuto luogo da martedì 18 a domenica 30.

Come ogni anno, il programma della manifestazione prevede una vasta area di ristorazione all’aperto dove è possibile scegliere tra invitanti piatti goderecci, da appetitose pizze a gustosi hamburger, a panini farciti con affettati e specialità casearie di prima scelta, nonché succulente portate di carne come lo stinco, lo spiedone di pollo e il pollo alla griglia naturalmente serviti con patate al forno, patate fritte e freddi boccali di birra, ideali per dissetarsi e lenire la calura estiva (potrete scegliere tra ben venti qualità di birre speciali, artigianali e in tank).

Ad animare ulteriormente le giornate di festa vi saranno tornei di palla canestro ed elettrizzanti concerti durante i quali potrete scatenarvi al ritmo di intramontabili successi internazionali di musica Pop e Rock, dai Rammstein agli Slipknot, dai Queen a Michael Jackson.

Se vi chiedete cosa fare a Solesino, la festa della birra è un’occasione ideale per trascorrere un’estate memorabile all’insegna di fiumi di birra, musica dal vivo e prelibate pietanze, sia caserecce che gourmet, da assaporare nella splendida cornice di un ameno paese della Bassa Padovana.

Per maggiori informazioni in merito al Beer Fest di Solesino si consiglia di consultare la pagina Facebook Beer Fest Solesino.

La chiesa di Santa Maria Assunta

Situata in Piazza Armando Diaz, 1, la chiesa di Santa Maria Assunta si distingue per una semplice facciata a doppio spiovente, ritmata da due coppie di paraste poggianti su alti basamenti. A completare lo sviluppo verticale della struttura è l’elegante frontone triangolare dentellato coronato da tre statue. Al centro del timpano, un oculo dipinto reca l’iscrizione: D.O.M. ET IN HONOREM B. MARIAE VIRG. ASSUMPTAE.

Al centro del fronte si apre un portale bronzeo ornato da un altorilievo. Concluso da un arco a tutto sesto, il portone è affiancato da lesene e sormontato da un timpano triangolare, al di sopra del quale si staglia una stupenda finestra termale. Affianco al portale si aprono due ingressi minori, rettangolari, anch’essi in bronzo, sormontati da nicchie ospitanti pregiate statue.

La facciata è affiancata da due volumi, in posizione lievemente arretrata, illuminati da lunette. La navata unica della chiesa è impreziosita da pregiati altari in marmi policromi e da un raffinato organo a canne.

Se vi chiedete cosa fare a Solesino, la chiesa di Santa Maria Assunta è un vero e proprio gioiello di architettura e arte sacra immerso nella campagna padovana a breve distanza da Rovigo.

Barchessa Pisani – Trevisan

Situata in Via Giuseppe Mazzini, in località Pisana, la Barchessa Pisani – Trevisan è uno dei più significativi esempi di architettura rurale di Solesino.

Il complesso architettonico consiste in un maestoso fabbricato porticato a pianta rettangolare. Sul lato ovest si eleva l’imponente struttura di un ex-mulino di fine ottocento, mentre sul fronte strada si può ammirare un incantevole oratorio restaurato con paraste di ordine corinzio.

Rivolto verso un vasto cortile incorniciato da un radioso giardino alberato, l’edificio rurale seicentesco è ritmato da ampie arcate a tutto sesto, scandite da possenti pilastri ingentiliti da lesene. Al di sopra della chiave di volta di ogni arcata è collocata una piccola apertura ovale. Al di sotto del portico di può osservare uno scivolo in legno impiegato per agevolare la discesa delle granaglie.

QUESTO WEEKEND TORNA A CAORLE IL BIC COMIX COSPLAY & GAME FESTIVAL, L’UNICO SUL MARE

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QUESTO WEEKEND TORNA A CAORLE IL BIC COMIX COSPLAY & GAME FESTIVAL, L'UNICO SUL MARE 4

Per due giorni, sabato 16 e domenica 17 settembre dalle 10 alle 23, al Villaggio San Francesco, c’è l’evento per gli appassionati del mondo cosplayer, fumetti e videogiochi

BIC COMIX COSPLAY & GAME FESTIVAL: Ritorna a Caorle il BIC Cosplay & Game Festival: l’unico che si svolge a un passo dal mare. L’evento, patrocinato dal Comune di Caorle, si svolge negli spazi del Villaggio San Francesco il16 e 17 settembre, dalle 10 alle 23. Una due giorni che va ad inaugurare la stagione dei grandi eventi invernali per gli appassionati del fumetto, del cinema, del gioco e dei cosplay. Sono tante le novità di questa edizione 2023. 

Si parte con tantissime le aree tematiche. Area expo dedicata al mondo del fumetto, cosplay, nerd e cultura pop. Artist Valley con autori, disegnatori, illustratori, artisti. Tanti spazi con giochi da tavolo e rompicapo aperti a tutti. Area Medieval Time con giochi medievali e di una volta per sentirsi come i Cavalieri della Tavola Rotonda.  E ancora: area Harry Potter con figuranti, animazione, coreografie: avrete la possibilità di essere smistati in una delle 4 case della scuola di Hogwarts dal cappello parlante, imparare incantesimi, pozioni e tanto altro. Area Big Robot con una expo’ di robottoni giganti per foto super. Nell’area Sci-Fi in mostra oggetti con i personaggi del mondo Star Wars, Ghostbusters, Star Trek e Stargate. Per i fan degli anni 80 nell’area retrogaming sarà possibile giocare con i mitici videogame cabinati e con le console che hanno fatto storia. Da non perdere poi i tornei: Tetris, Street fighter, i quiz sui videogiochi, sulle serie tv anni 80/90; interviste con gli autori.

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QUESTO WEEKEND TORNA A CAORLE IL BIC COMIX COSPLAY & GAME FESTIVAL, L'UNICO SUL MARE 5

Anche tu senti la Barbiemania? E allora vestiti in Barbie o Ken style – o come ti va – e scatta la tua foto all’interno della Barbie Box che troverai a Barbieland. 


Tra gli eventi da segnare in agenda: sabato sera alle 21.00 appuntamento per tutti con la Gara Cosplay. Mentre domenica alle 17.00 grande sfilata nel parco con tutti i personaggi ospiti (cosplay e sci-fi).


Durante la giornata si svolgeranno numerose attività di animazione dal risveglio muscolare con Rambo (ore 9.30) all’Acqua Gym con le Cartoon Hits (11.00); solo sabato Torneo Holly e Benji (ore 16.00); solo domenica Show de le Libellule d’Oriente: Harry Potter Mania (ore 18.00).

Infine chi accede al festival (sia ingresso giornaliero che ingresso 2 giorni con pernottamento) può partecipare alle attività sportive come acqua gym, tiro con l’arco, beach volley… Anche in cosplay; accedere ai campi sportivi (padel incluso); accedere al nuovo Spray Park e a tutte le piscine del Villaggio; gustare ottimi piatti da mattina a sera nei nostri ristoranti (*il costo dei pasti non è incluso nel biglietto d’entrata) accedere alla spiaggia, sia attrezzata (costo a parte) che libera.

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QUESTO WEEKEND TORNA A CAORLE IL BIC COMIX COSPLAY & GAME FESTIVAL, L'UNICO SUL MARE 6


Info e Prezzi

Bambini fino a 11 anni non compiuti gratis
Adulti (dagli 11 anni) 15€ / giorno

OFFERTA SHORT BREAK BIC
2 notti a partire da 43€ al giorno (valida solo il 16 e 17 settembre in occasione dell’evento BIC)

Cosa fare a Granze in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Granze in Provincia di Padova: Villa Ca’ Conti, la festa di Santa Cristina, la chiesa di Santa Cristina. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Granze?

Il comune di Granze confina a nord ovest con Sant’Elena, a nord est e a est con Solesino, a sud con Vescovana, a sud est e a est con Stanghella, a ovest con Villa Estense e Sant’Urbano.

Villa Ca’ Conti

Situata in Via Gazzolo, 1129, Villa Ca’ Conti è uno dei monumenti più rappresentativi e affascinanti di Granze. In origine di proprietà benedettina, il complesso architettonico rinascimentale fu acquisito dalla nobile famiglia Conti, che convertì la tenuta in una sontuosa residenza estiva impiegata come base per le attività di caccia.

Riccamente affrescata, la maestosa abitazione signorile passò poi alla famiglia Camerini, cui si deve la creazione dello splendido giardino d’inverno.

Accessibile tramite un’elegante scalinata balaustrata, la dimora padronale è costituita da un pronao aggettante scandito da quattro colonne ioniche, sopra le quali si staglia il timpano triangolare dentellato recante al centro uno stemma araldico.

Ai lati del nucleo residenziale sono collegati due corpi a tre piani dai quali si estendono le barchesse, di altezza inferiore rispetto alla dimora padronale.

La villa è racchiusa tra un vasto e ben curato giardino all’italiana costellato di alberi secolari e una serie di imponenti fabbricati porticati disposi a ferro di cavallo, situati a nord.

La festa di Santa Cristina

La chiesa cattolica commemora Santa Cristina è il 24 luglio. La celebrazione in suo onore, nel comune di Granze, si svolge anche nei giorni precedenti a questa data.

L’edizione 2023 della festa di Santa Cristina ha avuto luogo da venerdì 14 a domenica 16, da venerdì 21 a lunedì 24 luglio in corrispondenza della chiesa parrocchiale in Via della Libertà.

La tradizionale ricorrenza rende omaggio a santa Caterina sia attraverso solenni cerimonie liturgiche, sia attraverso sgargianti composizioni floreali e pittoreschi carri allegorici che durante la manifestazione animano il cuore della graziosa cittadina rurale.

Il programma dell’evento include spaziose tendostrutture nelle quali è possibile gustare panini goderecci ricchi di squisiti ingredienti come porchetta, salsiccia, bacon, fontina, peperoni, verdure grigliate e molte altre invitanti pietanze da assaporare con freddi boccali di birra, ideali per dissetarsi e lenire la calura estiva.

Se vi chiedete cosa fare a Granze e desiderate immergervi nel vivace folclore di un incantevole paesino agreste della Bassa Padovana, la festa di santa Cristina prevede serate danzanti, competizioni canore, specialità enogastronomiche di prima scelta, motoraduni, tornei di calcetto e spettacoli pirotecnici mozzafiato!

Per essere sempre aggiornati sui prossimi appuntamenti dell’evento si consiglia di consultare le pagine Facebook Eventi Granze e Infiorata Santa Cristina Granze.

La chiesa di Santa Cristina

Situata in Via della Libertà, 22, la chiesa di Santa Cristina è rivolta verso la sede municipale ed il monumento in onore ai caduti di Granze dal 1940 al 1945. Incorniciato da maestosi cedri, tigli, magnolie e altre rigogliose piante d’alto fusto, il candido cippo commemorativo è sormontato dalla statua bronzea di un soldato dal portamento fiero, col braccio sinistro alzato, mentre la mano destra impugna il fucile al suo fianco.

Il luogo di culto si distingue per una facciata a doppio spiovente ritmata verticalmente da due coppie di lesene.

Incorniciato da un candido paramento, il portale ligneo è coronato da un timpano ricurvo adornato da tre amorini, al di sopra del quale si apre un oculo modanato. Tra il portale e il timpano si individua l’iscrizione MDD LXXXII (?).

A concludere lo sviluppo verticale della struttura è il frontone triangolare dentellato ingentilito da tre guglie.

Internamente, la vasta e luminosa navata presenta un pavimento a scacchiera ed è nobilitata da pregiati altari in marmi policromi e raffinate decorazioni pittoriche, tra cui spicca l’affresco sul soffitto raffigurante Santa Cristina immersa nella volta celeste e circondata dagli angeli.

Se vi chiedete cosa fare a Granze, la chiesa di Santa Cristina è uno spettacolare gioiello di architettura e arte sacra.

ANTOLOGIA DEI GIORNI UGUALI Personale di Ruggero D’Autilia

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a cura di Barbara Codogno

Galleria Civica d’arte Moderna e Contemporanea

Piazza Indipendenza, 13, 30027 San Donà di Piave VE

Antologia dei giorni uguali. Personale di Ruggero D’Autilia.
“Il nuovo progetto espositivo nasce nel periodo pandemico e si muove all’interno del fenomeno
artistico definito, in campo internazionale, “appropriation art”, una delle più tipiche espressioni della
cultura postmoderna.”

Inaugura il 16 settembre alle 18.00 la personale dell’artista Ruggero D’Autilia dal titolo “Antologia dei giorni uguali”. La mostra, a cura di Barbara Codogno, si terrà fino all’8 ottobre 2023 negli spazi della Galleria Civica d’arte Moderna e Contemporanea di san Donà di Piave, Venezia. La mostra si terrà fino all’8 ottobre 2023 negli spazi della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di San Donà di Piave, Venezia.

In esposizione una quarantina di opere realizzate dall’autore per lo più al tempo del lockdown avvenuto durante la scorsa pandemia. Spiega infatti D’Autilia: “Il mio nuovo progetto espositivo nasce nel periodo pandemico e si muove all’interno del fenomeno artistico definito, in campo internazionale, “appropriation art”, una delle più tipiche espressioni della cultura postmoderna. In questa visione dei fatti, l’artista, ritenendo superato il mito dell’Avanguardia e abbandonata la convinzione di un lineare progresso storico, si misura con l’intero patrimonio della tradizione artistica, senza più distinzioni diacroniche o gerarchiche. È questo il caso della maggior parte delle opere comprese nell’attuale progetto, una serie realizzata guardando ai maestri del ‘700 in ambito europeo, in particolare Pietro Antonio Rotari, Fragonard e Watteau, cosiddetti pittori della leggerezza e dell’effimero. Le immagini apparentemente frivole, invitano ad una lettura più attenta e in una chiave diversa: vi si vede affiorare, infatti, un’inquietudine, un sentimento di “festa finita” o ancora una diffusa minaccia, è l’inatteso che irrompe. Un mondo di grazia, di intimità, di seduzione e malizia è insidiato dall’incombente, per ricordarci che la bellezza e la felicità non sono durevoli”.

Nel suo testo critico, a compendio del catalogo, Barbara Codogno sottolinea: “Le opere qui proposte da D’Autilia sono state realizzate durante il lockdown dovuto alla diffusione del Covid; successivamente, su alcune di queste, l’autore è intervenuto inserendo lacrime ed espressioni dolorose: una riflessione sulla guerra russo-ucraina in corso. In molti di questi lavori si rintraccia insomma quel fil noir che traspone sulla tela le paure messe in circolo dal contagio violento. La mostra apre infatti con una rielaborazione pittorica da Bernardino Mei, “Ghismunda con il cuore di Guiscardo”, episodio a sua volta tratto da una novella del Decameron di Boccaccio, scritto al tempo della peste nera, della quale possiamo rintracciare un’origine evocativo-narrativa in “Convivio” – dove alcuni topi banchettano tra noci e gioielli abbandonati. Il topo è l’inizio: è la bestia che fa circolare il male. La violenza del contagio non è mai esplicita in D’Autilia, anzi, agisce sempre sottotraccia, insinuandosi come elemento straniante. L’autore, grazie all’impianto scenico e al talento espressivo e stilistico, esercita una continua frizione semantica che allaccia la vanitas al grottesco, lasciandoci un amaro retrogusto: il presentimento di una catastrofe imminente”.

Completano la mostra 69 miniature cabochon, una per ogni giorno di lockdown realizzate ad olio su metalli diversi con misure variabili che vanno da un diametro di 20 mm ad un massimo di 40×30 mm, con soggetti tra i più vari, rifacimenti di particolari o invenzioni personali.

Scrive a tal proposito Codogno: “Queste miniature si riallacciano idealmente agli ex voto: sono insomma un perfetto esorcismo post pandemico. Si tratta di “ex voto suscepto”, che significa: “secondo la promessa fatta”. La promessa è il ritorno all’ordine. Queste raffigurazioni votive costituiscono una gigantesca teatralizzazione della sofferenza”.

Cosa fare a Vescovana in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Vescovana in Provincia di Padova: Villa Pisani Bolognesi Scalabrin, la festa dell’oca, la chiesa di San Giovanni Battista. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Vescovana?

Il comune di Vescovana confina a nord con Granze, a nord est con Stanghella, a nord ovest con Villa Estense, a sud con Rovigo, a est con Stanghella e Boara Pisani, a ovest con Sant’Urbano e Barbona.

Villa Pisani Bolognesi Scalabrin

Situata in Via Roma, 25, Villa Pisani Bolognesi Scalabrin e l’incantevole giardino secolare in cui è armoniosamente inserita rappresentano uno dei più significativi punti di riferimento culturali e naturalistici del comune.

I Conti Bassi di Murena, governatori di Pisa, si trasferirono con cospicue ricchezze a Venezia intorno all’anno Mille. Appartenente al ramo dei Pisani di Santo Stefano, il nobile casato divenne proprietario di un fondo che apparteneva ai marchesi d’Este e lo rese fertile attraverso accurate opere di bonifica.

Commissionata agli inizi del XVI secolo, la residenza gentilizia era sede amministrativa della proprietà fondiaria che l’illustre famiglia aveva acquistato dai Marchesi d’Este e in seguito reso fertile e rigogliosa attraverso accurate opere di bonifica.

Il sontuoso complesso architettonico è costituito da un maestoso corpo padronale, articolato su tre livelli, ai cui lati si collegano due imponenti barchesse porticate scandite da ampie arcate a tutto sesto.

Accessibile tramite un’elegante scalinata, la villa è internamente nobilitata da inestimabili affreschi di Paolo Veronese, Giovanni Battista Zelotti, Alessandro Varotari e Ludovico Pozzoserrato.

Dalla spaziosa terrazza panoramica è possibile ammirare e contemplare il vasto giardino realizzato per volontà di Evelyn van Millingen, ultima contessa Pisani. Nata a Costantinopoli e cresciuta in Turchia, la contessa Evelina era di padre di origine fiamminga e di madre di origine francese.

Spettacolare cornice per matrimoni da sogno, convegni, feste ed eventi culturali, il giardino ottocentesco riflette la ricchezza culturale e l’eclettismo della contessa, come testimoniato dall’armoniosa sintesi del giardino calvinista olandese, il giardino religioso islamico, il giardino formale italiano e il giardino romantico inglese.

La festa dell’oca

L’edizione 2023 della festa dell’oca ha avuto luogo da giovedì 24 a mercoledì 30 agosto in Via Roma, 54.

Come ogni anno, in occasione della sagra verranno allestite ampie tendostrutture nelle quali potrete assaporare squisite pietanze a base di oca da abbinare a qualità vinicole del territorio e freddi boccali di birra.

Se vi chiedete cosa fare a Vescovana e desiderate trascorrere la stagione estiva all’insegna di invitanti specialità eno gastronomiche nella tranquilla cornice rurale di un ameno paesino rurale della Bassa Padovana lambito dal Frassine e dal Garzone, partecipare alla festa dell’oca potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per maggiori informazioni in merito all’evento si consiglia di visitare la pagina Facebook Proloco Vescovana.

La chiesa di San Giovanni Battista

Situata in Via Roma, 44, la chiesa parrocchiale di san Giovanni Battista si distingue per una candida facciata a doppio spiovente verticalmente tripartita da quattro paraste corinzie.

Il portale d’accesso è sormontato da un elegante timpano ricurvo interrotto decorato da tre graziosi putti. Ai lati si aprono due finestre rettangolari, ingentilite da frontoni ricurvi, amorini, e da motivi ornamentali a forma di conchiglia.

A completare lo sviluppo verticale della facciata è il frontone triangolare dentellato coronato sulla sommità da una croce.

Illuminata da ampie monofore a tutto sesto, l’aula unica della chiesa è nobilitata da pregiati altari in marmi policromi, un raffinato pulpito e da sgargianti opere pittoriche che adornano il soffitto. Una delle opere più preziose custodite nella parrocchia di San Giovanni Battista è il dipinto del XVIII secolo raffigurante San Marco Evangelista, opera di Antonio Pellegrini.

Se vi chiedete cosa fare a Vescovana, la chiesa di San Giovanni Battista è un vero e proprio gioiello di arte, storia e architettura che attende solo di essere scoperto!

Cosa fare a Stanghella in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Stanghella in Provincia di Padova: la sagra della Madonna del Carmine, Villa Centanini e Parco Marco Antonio Centanini, Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Stanghella?

Il comune di Stanghella confina a nord con Solesino, a est con Pozzonovo, a ovest con Granze, a sud est con Boara Pisani, a sud ovest con Vescovana.

La sagra della Madonna del Carmine

Secondo il calendario liturgico, il giorno dedicato alla Madonna del Monte Carmelo è il 16 luglio e la celebrazione in suo onore, nel comune di Stanghella, si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data.

L’edizione 2023 della sagra si è tenuta da sabato 15 a domenica 23 luglio in corrispondenza del centro sociale parrocchiale in Via Santa Caterina, 4.

Occasione ideale per le buone forchette, la manifestazione prevede una grande area di ristorazione in cui potrete assaporare squisite pietanze di terra e di mare, dagli spaghetti alla pescatora e fettuccine al ragù di carne e di anitra al musso con polenta, da squisite fritture di pesce a succulente braciole, costine e salsicce alla griglia servite con patate fritte e fette di polenta alla piastra.

Il menù include gnocchi al ragù di carne e bigoli all’amatriciana da gustare con qualità vinicole di prima scelta e freddi boccali di birra, ideali per dissetarsi e lenire la calura estiva.

Se vi chiedete cosa fare a Stanghella, la sagra della Madonna del Carmine è un’iniziativa consigliata per chi desideri trascorrere la bella stagione in un’incantevole cittadina rurale immersa nel cuore della Bassa Padovana tra musica dal vivo, serate di danza e invitanti specialità enogastronomiche.

Per maggiori informazioni in merito alla tradizionale ricorrenza è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Stanghella.

Villa Centanini

Situata in Piazza Renato Otello Pighin, Villa Centanini è uno dei più rappresentativi punti di riferimento architettonici e culturali del comune.

Affacciata su un vasto parco alberato plurisecolare, la sontuosa abitazione gentilizia che è possibile ammirare oggi è l’esito di una serie di ricostruzioni e ampliamenti di un più antico nucleo residenziale risalente ai secoli XVII e XVIII.

Acquistato da Francesco Centanin di Domenico nei primi anni dell’Ottocento, il complesso architettonico signorile è formato un corpo centrale affiancato da due ali laterali a due piani.

Articolata su quattro livelli: basamento, piano terra, piano nobile e mezzanino, la dimora padronale è coronata da un terrazzo con parapetto, collocato sul tetto in posizione centrale, realizzato nella prima metà del XIX secolo per volere di Pietro Luigi Centanin, sindaco di Stanghella dal 1914 al 1920.

All’Ing. Centanin si deve anche la decisione di costruire la svettante torretta impiegata per le osservazioni astronomiche.

La facciata della villa, sul lato sud e sul lato nord, è adornata al piano nobile da un’elegante porta centinata ingentilita da una sinuosa balaustra in ferro battuto.

Parco pubblico Marco Antonio Centanini

Se vi chiedete cosa fare a Stanghella, il parco pubblico Marco Antonio Centanini è uno splendido giardino alberato che per 62.000 m² si estende di Fronte a Villa Centanini.

Dalla balaustra di pietra si discende nel radioso polmone verde ottocentesco. Il parco è costituito da una vasta area erbosa incorniciata da regali piante d’alto fusto, da cedri dell’Atlante argentati a maestosi tigli, ailanti, pini marittimi, pioppi e cipressi le cui fronde ombreggiano diverse panchine.

Il sentiero guida il visitatore attraverso la lussureggiante vegetazione arborea e arbustiva fino a condurre ad un grazioso laghetto avvolto da vivaci collinette. Elemento architettonico degno di nota è l’antica serra a pianta rettangolare posta sul lato nord del giardino.

Scandita da tre ampie arcate a tutto sesto, la struttura versa da molti anni in uno stato di abbandono ed è avvolta da una suggestiva aura di fascino decadente.