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Cosa fare a Lonigo in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Lonigo: Rocca Pisana, la fiera di Lonigo, la sagra di Sant’Apollinare. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Lonigo?

Il comune di Lonigo confina a nord con Montebello Vicentino, a nord est con Sarego, a nord ovest con Gambellara, a sud est con Cologna Veneta, a sud ovest con Zimella, a est con Sarego, Val Liona, Alonte e Orgiano, a ovest con San Bonifacio, Arcole e Zimella.

Rocca Pisana

Erta sulla cima di una tondeggiante altura erbosa ammantata di boschi, Villa Pisana è uno dei più significativi punti di riferimento culturali del comune insieme al duomo di Lonigo, sorto dove prima troneggiava il maestoso castello di cui è sopravvissuto unicamente il mastio, Palazzo Pisani, il santuario della Madonna dei Miracoli (Via Madonna, 18), internamente decorato da spettacolari architetture affrescate, e la Torre Scaligera, nota anche come Torre delle carceri.

Progettato da Vincenzo Scamozzi nella seconda metà del XVI secolo, il monumento rinascimentale a pianta quadrata si articola su tre livelli: basamento, piano nobile e sottotetto.

Coronato da una cupola poggiante su un tamburo ottagonale, l’edificio è accessibile da sud attraverso una scalinata che conduce ad un portico, lievemente sporgente dalla facciata, ritmato da sei colonne ioniche su cui poggia un frontone triangolare dentellato. Nei lati nord, est e ovest si aprono delle serliane.

Dalla posizione dominante del colle si gode di una veduta ad ampio raggio dell’elegante giardino delimitato da aiole ben curate e dello sconfinato scenario agreste punteggiato di minuscole dimore rurali e scandito da campi coltivati che si perdono all’orizzonte.

Se vi chiedete cosa fare a Lonigo, la Rocca Pisana è una meta imperdibile per chi desideri conoscere lo spettacolare patrimonio storico e architettonico di questo accogliente paesino confinante col veronese.

La fiera di Lonigo

L’antica fiera di Lonigo si svolge ogni anno nei vasti spazi di Parco Ippodromo in prossimità del sentiero che asseconda gli argini erbosi del fiume Guà. Nel 2022 l’evento folclorico ha avuto luogo da venerdì 25 a lunedì 28 marzo.

Nata più di cinquecento anni fa, la manifestazione di origine medievale affonda le proprie radici nel miracolo avvenuto il 25 marzo 1486 nella chiesa di Pavarano. Secondo la leggenda, l’immagine della madonna si animò e si coprì con le mani le ferite arrecatele da un furfante che le aveva sfregiato l’occhio e il petto.

Occasione di incontro, divertimento e conoscenza per migliaia di persone, la fiera illustra le più moderne innovazioni in ambito industriale e agricolo, tramandando al tempo stesso prodotti alimentari frutto di antiche conoscenze che hanno delineato nell’arco dei secoli l’identità culturale del territorio.

Per maggiori informazioni in merito al programma del prossimo evento si consiglia di visitare il sito fieradilonigo.it e la pagina Facebook Fiera di Lonigo.

La sagra di Sant’Appollinare

Secondo il calendario liturgico, il giorno dedicato a Sant’Apollinare è il 23 luglio ma le celebrazioni in suo onore si tengono anche nei giorni precedenti a questa data. Nel 2022 l’evento popolare si è tenuto il 23 e il 24 luglio presso la chiesa di Sant’Apollinare in Via Chiesa Monticello, 8.

Come ogni anno, tranne rare eccezioni, la festa prevede coinvolgenti camminate di gruppo alla scoperta dell’incantevole località di Monticello, pittoresco caseggiato rurale avvolto dai dolci rilievi della campagna leonicena. Conclusa la passeggiata potrete pranzare in compagnia circondati da rigogliosi vigneti adagiati ordinatamente lungo il sinuoso profilo di colli soleggiati.

La sagra concilia la solennità delle sentite cerimonie liturgiche con il clima gioviale e spensierato di una fiera d’altri tempi all’insegna di specialità della tradizione, eccellenze vinicole autoctone e freddi boccali di birra, ideali per combattere la calura estiva. Non mancheranno aree di gioco per i bambini e la classica pesca di beneficienza.

Se vi chiedete cosa fare a Lonigo e siete alla ricerca di iniziative per trascorrere la bella stagione nella splendida cornice naturalistica di un ameno paesino del basso vicentino tra tipicità enogastronomiche da assaporare in una terrazza panoramica da cui si ammirano verdi declivi punteggiati di olivi argentati, partecipare alla sagra di Sant’Apollinare sarà un’esperienza da non perdere!

Per rimanere sempre aggiornati in merito alle prossime edizioni dell’evento è possibile consultare la pagina Facebook Sant’Apollinare in Campo.

Cosa fare ad Alonte in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare ad Alonte: il sentiero 45, la grotta dei mulini, la chiesa di San Biagio. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Alonte?

Il comune di Alonte confina a nord, a ovest e a sud ovest con Lonigo, a sud est con Orgiano, a est con Val Liona e Orgiano.

Il sentiero 45

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio in Piazza Savina in corrispondenza della chiesa parrocchiale. Procedete in direzione sud ovest lasciando alla vostra destra una graziosa chiesa di pietra, con tetto a doppio spiovente, sulla sulla cui sommità svetta un piccolo campanile a vela.

Superate il ponticello sul corso dell’Alonte e procedete lungo il tracciato delimitato a sinistra dai campi da calcio e da calcetto, a destra da un rigoglioso vigneto. Procedete per circa 350 metri tenendo la sinistra fino ad arrivare, superata una lieve salita, in Via Pozzetto (45.36253891160358, 11.4231230052394). Attraversate la strada e seguite Via Pozzetto per 400 metri, dopodiché imboccate il percorso alla vostra destra che conduce alla chiesa di San Michele Arcangelo nella località di Corlanzone.

Il luogo di culto si distingue per una semplice facciata a capanna incorniciata da due candide lesene su cui poggia l’architrave. Al centro del fronte, sopra il massiccio portone ligneo, si staglia un’apertura circolare. Internamente, la chiesa è ingentilita da splendidi affreschi. Ulteriore elemento di pregio architettonico è la torre campanaria, coronata da un’elegante merlatura sostenuta da beccatelli.

Procedete a nord est lungo Via Corlanzone e Terre del Guà. All’incrocio svoltate a destra in Via Corlanzone e procedete per circa 80 metri. Imboccate la stretta scalinata alla vostra sinistra che conduce in Via Molini. Attraversate le strisce pedonali e svoltate a sinistra. Dopo circa 50 metri svoltate a destra e salite lungo Via Castel Bricon.

Superato un gruppetto di case, prendete il sentiero a destra che si addentra nella lussureggiante vegetazione silvana e porta all’incrocio con Via Casara Roveri (45.3746011736452, 11.430943750148884). Attraversate la strada e continuate per 200 metri lungo lo sterrato racchiuso da una siepe (di cui si distinguono alcuni ailanti e aceri campestri) e da un vigneto ben curato, poi tenete la destra e seguite il tracciato come indicato dall’apposita segnaletica (45.375385301392015, 11.433020823220309).

All’incrocio (45.37737011102629, 11.435386382586845), svoltate a destra e procedete a sud est fino ad arrivare in Via Toare. Girate a sinistra e percorrete Via Toare per 400 metri, dopodiché svoltate a destra e riprendete il percorso all’ombra di un filare di cedri e cipressi. Imboccate il sentiero alla vostra sinistra che si snoda tra coltivati e siepi boscose fino a giungere in Via Cavecchie (45.37809526329439, 11.444582853638423).

Svoltate a destra e percorrete Via Cavecchie per 350 metri, poi svoltate a destra e procedete a sud ovest lungo Via Colombello e Via Molini per quasi 3 km. All’incrocio con la strada provinciale 11 svoltate a sinistra e procedete per 750 metri fino a trovare, alla vostra destra, la chiesa di San Biagio.

Se vi chiedete cosa fare ad Alonte e vi appassiona l’escursionismo, questo percorso è ideale per chi desidera esplorare una tranquilla località immersa nel verde ed ammirare incantevoli paesaggi collinari.

La grotta dei mulini

Nascosta dalla superficie erbosa di sinuose doline soleggiate, la grotta dei mulini si addentra per 670 metri nelle profondità carsiche alontine. Scoperto nel 1940 da Gastone Trevisiol, il più esteso labirinto ipogeo dei colli Berici è accessibile tramite un claustrofobico cunicolo fangoso che lentamente si allarga e si biforca in ampie gallerie, avventurandosi nelle quali si avverte sempre più intenso lo scorrere di rivoli che alimentano polle cristalline e lo scroscio di cascate zampillanti che risuona nelle caverne incrostate di tesori fossili, dalle quali è emerso un dente di squalo.

Illuminate dai fasci di luce elettrica, le concrezioni formatesi nella densa oscurità nell’arco di milioni di anni ricordano zanne acuminate di minacciose creature leggendarie, tentacoli pietrificati e gonfie radici gocciolanti, grandiose colonne di mausolei di epoche sconosciute, gelide piante e fiori sbocciati prima della comparsa dell’uomo.

La chiesa di San Biagio

Situato in Via Roma, 10, il luogo di culto presenta una candida scalinata che conduce a un pronao ionico tetrastilo coronato da un frontone triangolare dentellato.

Il massiccio portale ligneo della chiesa neoclassica dà accesso alla grande aula circolare, nella quale grandi nicchie con archi a tutto sesto ospitano pregiati altari marmorei e sgargianti opere pittoriche. Degno di nota è il candido tabernacolo dai riflessi dorati che riproduce un tempio classico in miniatura, affiancato da angeli inginocchiati. Sovrastata dalla grande cupola metallica, un’atmosfera solenne invita al silenzio e alla serena contemplazione dello scrigno di opere sacre illuminato dagli oculi che si aprono nella grandiosa struttura a pianta circolare.

Se vi chiedete cosa fare ad Alonte, la chiesa di San Biagio è uno dei più significativi punti di riferimento culturali e spirituali del comune.

Cosa fare a Orgiano in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Orgiano in Provincia di Vicenza: la festa di fine estate, il sentiero 55, Villa Fracanzan Piovene. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Orgiano?

Il comune di Orgiano confina a nord con Val Liona, a sud con Asigliano Veneto, a sud est con Pojana Maggiore, a sud ovest con Cologna Veneta, a est con Val Liona e Sossano, a ovest con Alonte e Lonigo.

La festa di fine estate

La festa di fine estate si svolge ogni anno, tranne rare eccezioni, nella seconda metà di settembre. Nel 2022 la sagra si è svolta sabato 24 e domenica 25 settembre in Via Valcisana (45.33861375364736, 11.455871798521654).

In occasione dell’evento, la vasta area del campo sportivo ospita grandi aree di ristorazione nelle quali è possibile scegliere tra gustose specialità di carne alla griglia e panini goderecci ricchi di affettati da gustare con freddi boccali di birra.

Ad animare le serate della bella stagione vi saranno spettacoli di musica dal vivo, esibizioni di danza e giochi gonfiabili per i più piccoli.

Per essere sempre aggiornati in merito alle date e al programma delle prossime edizioni, è possibile visitare la pagina Facebook Festa Di Fine Estate – Orgiano VI e Circolo NOI Orgiano.

Il sentiero 55

Il punto di partenza dell’itinerario naturalistico è il parcheggio in Via Roma in corrispondenza del monumento ai caduti della campagna di Russia (45.3516009530495, 11.466611461462723), all’ombra di un lungo filare di tigli.

Percorrete Via Chiesa passando affianco alla sede municipale. Lasciate la facciata della chiesa di santa Maria Assunta alla vostra sinistra e procedete tra maestosi cedri e cipressi fino ad arrivare al camposanto. Imboccate la strada sterrata che si snoda a lato del cimitero addentrandosi nella densa vegetazione silvana, poi tenete la destra (45.353435904419406, 11.46225158925989) e continuate in direzione nord est tra ameni declivi erbosi e folte siepi.

L’itinerario sbuca in Via Castello, di fronte a un caseggiato rustico. Svoltate a destra e seguite la strada asfaltata per 130 metri, poi girate a sinistra nel tracciato in terra battuta che si snoda lungo il fianco del colle. Da questa prospettiva si gode di una suggestiva veduta della pianura punteggiata di case rurali che si perdono all’orizzonte dove si delinea la grandiosa mole boscosa dei Berici.

Il sereno cammino sbuca in Via Cavallo. Svoltate a sinistra e proseguite in salita per poco più di settanta metri lungo un pendio soleggiato da cui si abbraccia con lo sguardo il favoloso panorama collinare orgianese. Lasciate alla vostra destra un candido muretto di pietra ombreggiato da alcuni ailanti e una casa di campagna, poi svoltate a sinistra nel sinuoso tracciato in terra battuta.

Proseguite a sud lungo il sentiero immerso nella lussureggiante vegetazione arborea. A questo punto (45.37227617726438, 11.463207194062546) tenete la sinistra e continuate lungo lo sterrato fino ad arrivare in Via Castello (45.3640868496506, 11.46329337813663). Seguite Via Castello fino all’intersezione con Via S. Francesco, poi svoltate a destra, attraversate le strisce pedonali e proseguite verso ovest fino a trovare, alla vostra sinistra, la facciata nord di Villa Fracanzan Piovene, alla vostra destra l’ameno giardino ad anfiteatro ornato da statue. Continuate a ovest fino a tornare al punto di partenza.

Se vi chiedete cosa fare a Orgiano e vi appassiona l’escursionismo questo itinerario potrebbe fare proprio al caso vostro!

Villa Fracanzan Piovene

Situata in Via S. Francesco, 2, Villa Fracanzan Piovene è uno dei più significativi punti di riferimento culturali del comune.

Costruita nel primo decennio del XVIII secolo secondo il progetto dell’architetto Francesco Muttoni, la residenza signorile è armoniosamente inserita in un florido parco alberato di quaranta ettari circondato dal paesaggio mozzafiato dei colli Berici ammantati di boschi, solcati da rigogliosi vigneti e costellati di olivi argentati.

Caratterizzata da un basamento a bugnato, la facciata meridionale della villa è dominata al centro da un avancorpo nel quale si aprono, al piano terra, tre ingressi centinati sopra i quali si staglia un monumentale pronao ritmato da quattro colonne composite.

A completare lo sviluppo verticale della villa, un’elegante struttura svetta sulla sommità della dimora padronale in posizione mediana. Concluso da un frontone spezzato, tale coronamento presenta, sul lato meridionale, quattro lesene che incorniciano tre finestre, la centrale delle quali centinata.

Per maggiori informazioni in merito alla storia dell’antica dimora gentilizia, agli splendidi fabbricati rustici che sorgono al suo fianco e al sontuoso parco secolare, è possibile consultare il sito villafracanzanpiovene.it.

Se vi chiedete cosa fare a Orgiano e desiderate esplorare l’inestimabile patrimonio storico, artistico e architettonico di questo incantevole comune del Basso Vicentino, Villa Fracanzan Piovene merita certamente una visita!

Cosa fare ad Asigliano Veneto (VI): 3 idee

Scopri cosa fare ad Asigliano Veneto: la sagra di Santa Giusta, la festa del radicchio, la chiesa di San Martino Vescovo, Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Asigliano Veneto?

Il comune di Asigliano Veneto confina a nord est con Orgiano, a ovest, nord ovest e sud ovest con Cologna Veneta, a est e a sud est con Pojana Maggiore.

La sagra di Santa Giusta

Secondo il calendario liturgico, i giorni dedicati al culto di Santa Giusta sono il 13 e il 14 maggio ma la celebrazione in suo onore, nel comune di Asigliano Veneto, non coincide con questa data. Nel 2022 la festa si è svolta da venerdì 26 a domenica 28 agosto.

Zelante osservatrice della fede cristiana sin da giovanissima, la santa nacque nel II secolo a Santa Giusta, in provincia di Oristano. Fermamente opposta alle credenze religiose della figlia, la madre fece rinchiudere Giusta nelle segrete della propria dimora e la sottopose a torture per indurla a rinnegare la propria fede.

Secondo una versione della storia, Giusta e due serve della madre, anch’esse cristiane, furono martirizzate. Un’altra versione prevede che Giusta, dopo che sua madre era morta di dolore per non essere riuscita a convertila, morì annegata a seguito di un nubifragio.

I festeggiamenti prevedono ampie aree di ristorazione in cui si potranno assaporare pietanze goderecce della cultura contadina, dai bigoli col musso, al pomodoro e al ragù d’anatra a succulente braciole, salsicce e costine alla griglia da gustare con fette di polenta fumante, nonché panini con affettati di prima scelta.

Piatto forte dell’evento sarà il baccalà alla vicentina, ricetta tra le più rappresentative e squisite della tradizione vicentina.

Ad animare ulteriormente l’evento saranno esibizioni di band per rivivere intramontabili successi rock. Nel 2022 si sono esibiti i Guns Celebration, adrenalinico gruppo tributo che riproduce i brani della grande band hard rock californiana.

Se vi chiedete cosa fare ad Asigliano Veneto e siete alla ricerca di iniziative per trascorrere la stagione primaverile in un ameno paesino agreste dell’estremità meridionale del vicentino all’insegna di eccellenze vinicole autoctone, boccali di birra, tipicità della cucina vicentina e musica dal vivo, partecipare alla sagra di santa Giusta sarà un’occasione da non perdere!

La festa del Radicchio

La manifestazione gastronomica promuove il pregiato ortaggio dall’inconfondibile gusto amarotico che attesta la ricchezza della biodiversità della regione Veneto. L’edizione 2022 ha avuto luogo da mercoledì 7 a domenica 11 dicembre nella comoda struttura del Palaradicchio in Via S. Martino, 13.

Il raffinato menù declina la squisita varietà di cicoria in diverse ricette gourmet che ne valorizzano il delicato aroma, le proprietà organolettiche e le splendide tonalità, dal bianco, al rosso rubino al viola intenso.

Risotti al radicchio prodotto localmente, gnocchi con radicchio, formaggio e noci e salsiccia farcita di radicchio e polenta sono solo alcune delle prelibatezze che potrete degustare durante la festa con un bel boccale di birra rossa Vicentina, specialità birraia anch’essa a base di radicchio.

Appuntamento consigliato per le buone forchette, se vi chiedete cosa fare ad Agugliano Veneto e desiderate soddisfare il vostro palato con pietanze che esaltano l’inestimabile patrimonio alimentare del vicentino, la festa del radicchio potrebbe fare proprio la caso vostro!

Per maggiori informazioni in merito all’evento si invita a visitare la pagina Facebook 100% Asigliano.

La chiesa di San Martino Vescovo

Situata in Via Roma, 3, la chiesa di San Martino Vescovo è uno dei più significativi punti di riferimento spirituali, culturali e architettonici del comune.

Il maestoso luogo di culto neoclassico si distingue per una facciata a doppio spiovente verticalmente tripartita da quattro lesene sopra le quali si stagliano l’architrave, il fregio e il frontone triangolare. Al di sopra del massiccio portale ligneo si staglia un’opera pittorica raffigurante il santo Patrono nell’atto di porgere un lembo del suo mantello rosso ad un vagabondo seminudo in preda al gelo.

Addossata alla parete nord ovest si innalza la torre campanaria culminante con un’elaborata cuspide metallica a bulbo.

Cosa fare a Pojana Maggiore in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Pojana Maggiore tra antiche feste popolari e splendidi gioielli di architettura palladiana: Cagnaro Summer festival, sagra della Madonna di Settembre, Villa Pojana. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Pojana Maggiore?

Il comune di Pojana Maggiore confina a nord est con Sossano, a nord ovest con Orgiano, a sud est con Borgo Veneto, a sud ovest con Montagnana, a est con Sossano e Noventa Vicentina, a ovest con Asigliano Veneto, Cologna Veneta e Roveredo di Guà.

Cagnaro Summer Festival

Secondo il calendario liturgico, il giorno dedicato a Paolo di Tarso e Simon Pietro, martirizzati tra il 64 e il 67 d.C., è il 29 giugno, anche se la celebrazione in loro onore non coincide sempre con questa data. L’edizione 2022 si è svolta da venerdì 24 a lunedì 27 giugno in corrispondenza della chiesa di San Pietro Apostolo in Via Cagnano, 13.

In occasione dell’evento la grande area concerti ospita gruppi tributo per rivivere alcuni dei più grandi successi rock italiano e internazionale.

Le pietanze del ricco menù includono bigoli al ragù d’anatra, salsicce, bistecche e costine alla griglia e galletto ai ferri con fette di polenta abbrustolite nonché panini pieni di affettati di prima scelta.

Se vi chiedete cosa fare a Pojana Maggiore e desiderate trascorrere l’estate all’insegna di calici di vino, boccali di birra e appetitosi piatti goderecci nel tranquillo scenario agreste di un vivace paesino del basso vicentino, partecipare al Cagnaro Summer Festival potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per tenervi sempre aggiornati in merito al programma dell’evento si consiglia di visitare la pagina Facebook Comitato Festeggiamenti Cagnano.

La sagra della Madonna di Settembre

La cerimonia della natività della Beata Vergine Maria ricorre l’8 settembre, ma la festa poianese si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data. L’edizione 2022 ha avuto luogo dal 3 al 10 settembre.

All’interno di comode aree di ristorazione potrete gustare specialità gastronomiche della tradizione vicentina, dalle succulente grigliate miste e gnocchi al ragù a squisiti dolci caserecci.

Per dissetarvi e combattere la calura estiva non mancheranno fiumi di birra artigianale ed eccellenze vinicole.

Oltre alla divertente pesca di beneficienza, ad animare ulteriormente la fiera vi saranno serate danzanti con orchestre di liscio ed esibizioni di DJ per scatenarvi al ritmo di intramontabili classici della musica disco e di musica elettronica d’avanguardia.

Se siete alla ricerca di coinvolgenti iniziative che valorizzino i prodotti autoctoni di un incantevole comune di campagna incastonato nel cuore della regione, la sagra della madonna di Settembre è un appuntamento da non perdere!

Villa Pojana

Situata in Via Castello, 43, Villa Pojana è uno dei più significativi punti di riferimento culturali del comune. Circondata da un muro perimetrale in mattoni rossi, la residenza palladiana si eleva su tre livelli: il basamento, nel quale si aprono sottili aperture rettangolari, il piano nobile e il mezzanino.

Armoniosamente inserita in un giardino alberato ben curato, la dimora rinascimentale è accessibile da nord ovest tramite una gradinata, ornata dalle statue di Poseidone e di Zeus, che conduce a una serliana affiancata da due finestre con architravi sorretti da mensole.

A completare lo sviluppo verticale della facciata è un timpano triangolare dentellato ingentilito da tre statue che simboleggiano a sinistra la Pittura, al centro la scultura, a destra l’architettura.

Al corpo padronale è annessa una struttura a pianta quadrata collegata ad una lunga adiacenza rustica e ad una barchessa porticata, disposte a L.

Se vi chiedete cosa fare a Pojana Maggiore, Villa Pojana e gli spettacolari affreschi che ne decorano gli ambienti interni dimostrano quanto sia complesso e variegato l’inestimabile mosaico di arte e architettura della provincia di Vicenza.

Cosa fare a Noventa Vicentina: 3 idee

Scopri cosa fare a Noventa Vicentina: l’antica fiera di San Luigi, Villa Barbarigo, il duomo dei santi Vito, Modesto e Crescenzia. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Noventa Vicentina?

Il comune di Noventa Vicentina confina a nord est con Agugliaro, a nord ovest con Campiglia dei Berici e Sossano, a sud con Saletto e Ospedaletto Euganeo, a sud est con Castello Carrarese, a est con Lozzo Atestino, a ovest con Poiana Maggiore.

L’antica fiera di San Luigi

Secondo il calendario liturgico, il 21 giugno è il giorno dedicato a Luigi Gonzaga, gesuita del XVI secolo morto alla prematura età di 23 anni per aver contratto un grave morbo mentre si prendeva cura di ammalati bisognosi, tuttavia, la secolare celebrazione in onore del santo non coincide sempre con questa data. Nel 2022 la festa si è svolta dall’8 al 12 luglio in Viale dei Martiri.

Appuntamento consigliato per le buone forchette, l’evento prevede grandi aree di ristorazione in cui si potranno gustare saporite pietanze che valorizzano i prodotti locali, da ghiotti panini ricchi di affettati e grigliate miste sfrigolanti, il cui aroma si diffonde tra le panche e i tavoli in legno ben allineati nelle spaziose tensostrutture gremite di commensali affamati,

allo squisito baccalà alla vicentina, ricetta tra le più antiche e rappresentative della provincia nonché ponte di congiunzione tra l’estro e la ricchezza della cucina vicentina e le ricercate specialità ittiche delle isole Lofoten, magnifico arcipelago roccioso norvegese da cui proviene il prelibato stockfish, merluzzo del nord (particolarmente pregiata è la qualità skrei dell’isola di Røst) conservato attraverso un processo di essiccazione.

Per dissetarvi non mancheranno fiumi di birra, ideali per combattere la calura estiva, nonché tipicità vinicole autoctone di prima scelta.

Ad animare ulteriormente le serate della fiera saranno divertenti e vorticose giostre brillanti di luci elettriche, piste da ballo ed esibizioni di impeccabili orchestre e DJ da ritmi travolgenti.

Se vi chiedete cosa fare a Noventa Vicentina desiderate trascorrere la bella stagione all’insegna di eccellenze culinarie, musica dal vivo e sgargianti spettacoli pirotecnici mozzafiato nel cuore storico dell’incantevole cittadina all’estremità meridionale del vicentino, partecipare all’antica fiera di San Luigi è un’occasione da non perdere!

Villa Barbarigo

Situata in Via C. Porta, la sontuosa dimora cinquecentesca si eleva su quattro livelli: il basamento, il piano nobile, il secondo piano e il mezzanino.

Distinta al piano nobile un elegante porticato scandito da coppie di colonne tuscaniche, la facciata sud presenta in posizione mediana un maestoso avancorpo dal quale sporge, in posizione centrale, una doppia loggia ritmata da colonne tuscaniche al primo piano, ioniche al secondo e coronata da un frontone triangolare.

Accessibile tramite due eleganti gradinate che conducono al pronao, la residenza rinascimentale reca sul tetto quattro imponenti camini a cuspide piramidale.

Se vi chiedete cosa fare a Noventa Vicentina, Villa Barbarigo e le formidabili decorazioni pittoriche che ne ingentiliscono gli interni rappresentano uno dei più significativi punti di riferimento culturali e artistici del comune.

Il duomo dei santi Vito, Modesto e Crescenzia

Situato in Via Giacomo Matteotti, 10, il luogo di culto è caratterizzato da una solenne facciata a doppio spiovente divisa orizzontalmente in due registri separati da una elaborata cornice marcapiano.

Nel registro inferiore, quattro paraste corinzie affiancano il portale ligneo sormontato da una lunetta raffigurante i santi Vito, Modesto e Crescenzia i quali, condannati ad essere divorati dai leoni per non aver rinnegato la propria fede, vengono salvati dalla miracolosa apparizione di una croce luminosa che ammansisce le fiere.

Tripartito da quattro lesene corinzie, il registro superiore reca al centro il candido rosone sopra il quale si staglia il frontone triangolare ornato da un motivo a dentelli.

La chiesa custodisce un inestimabile scrigno di opere scultoree e pittoriche tra cui spicca una splendida pala realizzata da Giovanni Battista Tiepolo che ritrae san Rocco e san Sebastiano.

Cosa fare a Agugliaro in provincia di Vicenza: 5 idee

Scopri cosa fare a Agugliaro in provincia di Vicenza: la sagra di San Marco, l’oratorio di San Marco, Villa Saraceno, Villa Dal Verme, l’oratorio San Bortolo. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Agugliaro?

Il comune di Agugliaro confina a nord con Albettone, a nord ovest con Sossano, a sud con Noventa Vicentina, a est con Vo’ e Lozzo Atestino, a ovest con Campiglia dei Berici.

La sagra di San Marco

Il 25 aprile, anniversario della liberazione dell’Italia dalla dittatura nazifascista nel 1945, coincide con l’antica cerimonia in onore di San Marco evangelista, vissuto nel I secolo d.C.

La tradizionale celebrazione concilia la solennità delle delle funzioni liturgiche nell’oratorio di San Marco con l’atmosfera gioviale e spensierata di una sagra popolare d’altri tempi all’insegna di squisite specialità gastronomiche della tradizione vicentina, dai bigoli al ragù e succulente portate di carne sfrigolante alla griglia a taglieri di affettati da gustare con fette di polenta alla piastra, per non parlare del prelibato baccalà alla vicentina, una delle ricette più rappresentative della provincia.

Se vi chiedete cosa fare a Agugliaro, la vivace ricorrenza paesana è un’occasione da non perdere per vivere la stagione primaverile nell’amena cornice rurale di un accogliente paesino del Basso Vicentino.

L’oratorio di San Marco

Il minuto luogo di culto del XIII secolo si distingue per una facciata a doppio spiovente semplice e disadorna. Illuminato da cinque lunette, quattro laterali e una al centro del timpano, l’edificio romanico è avvolto da un praticello delimitato a nord da un rigoglioso filare di gelsi, a ovest da una candida stradina che lo separa da un vasto campo di granturco.

Elementi di particolare pregio sono il grazioso campanile a vela realizzato interamente in ferro battuto e le tre piccole guglie, coronate da croci metalliche.

Villa Saraceno

Progettata da Andrea Palladio e realizzata nella metà del XVI secolo, la sontuosa dimora signorile è armoniosamente inserita in un giardino ben curato incorniciato da platani, pioppi e robinie nel cuore della campagna aguglianese.

Accessibile tramite un’elegante scalinata, la facciata sud della residenza rinascimentale è verticalmente divisa in tre sezioni, la centrale delle quali, conclusa da un frontone triangolare dentellato, presenta una loggia ritmata da tre archi a tutto sesto.

Nelle sezioni laterali si aprono due finestre timpanate sopra le quali si staglia un’apertura quadrangolare. A est del corpo padronale (in Via Finale, 8) si estende una raffinata adiacenza rustica porticata.

Se vi chiedete cosa fare a Agugliaro e volete scoprire un gioiello di architettura cinquecentesco decorato da sgargianti opere affrescate, Villa Saraceno è una meta da non perdere!

Villa Dal Verme

Rivolta sul canale Liona, la splendida villa quattrocentesca è incastonata nello sconfinato panorama agreste vicentino scandito all’orizzonte dai gentili declivi dei colli Berici (45.32808044906505, 11.58201861962626).

A regalare uno degli scorci panoramici più suggestivi del territorio è la facciata meridionale della villa, recante al piano nobile una trifora gotica con archetti trilobati, che si specchia nelle acque del canale.

Oratorio San Bortolo

Situato in Via Roma nel cuore urbano del paese a due passi della maestosa barchessa Pigafetta, Trolio, Bressan, la solenne mole del luogo di culto neoclassico è caratterizzata da un fronte tripartito da due coppie di paraste corinzie che sorreggono l’architrave ed il frontone dentellato. Quest’ultimo è coronato da tre statue, la centrale delle quali raffigura la Madonna col Bambino.

Accessibile tramite un massiccio portone ligneo, l’oratorio è affiancato dalla svettante torre campanaria sulla cui sommità campeggia una sinuosa cuspide poggiante su un tamburo ottagonale.

Di notevole fattura sono le sculture di due figure femminili adagiate sugli spioventi del timpano che sovrasta il portale.

Cosa fare a Campiglia dei Berici (VI): 5 idee

Scopri cosa fare a Campiglia dei Berici: la sagra di San Pietro, la festa dea torta Putana, Pavarano Rock, la chiesa della Madonna della Neve, Villa Repeta. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Campiglia dei Berici?

Il comune di Campiglia dei Berici confina a nord e a ovest con Sossano, a sud con Noventa Vicentina, a est con Agugliaro.

La festa della torta Putana

La manifestazione promuove il tradizionale dolce vicentino le cui origini conciliano l’antico principio della cultura contadina che vieta in modo categorico di sprecare il cibo, con il piacevole aroma di prodotti locali semplici e genuini frutto di una terra fertile e salubre. Nel 2023 la festa si è tenuta sabato 18 e domenica 19 marzo in corrispondenza del teatro parrocchiale.

Come si prepara la torta Putana?

Fate scaldate del latte in un pentolino. Giunto a ebollizione, aggiungete del pane raffermo tagliato a pezzetti e lasciate riposare per una notte.

La mattina successiva preparate la polenta di mais e aggiungetela all’impasto insieme a zucchero, uvetta infarinata, fichi (precedentemente tagliati a fettine e scaldati in padella con un filo d’olio d’oliva), mele tagliate a tocchetti, scorza grattugiata di un’arancia e succo d’arancia.

Amalgamato bene l’impasto versatelo in una pirofila unta con olio d’oliva e infornatelo a 160° per un’ora.

Appuntamento indicato per i golosi di dolci della tradizione vicentina, la manifestazione folclorica vi permetterà di fare un tuffo nel passato e immergervi nell’atmosfera accogliente del focolare domestico dei nostri avi per scoprire una ricetta prelibata i cui ingredienti e la cui fragranza esprimono e tramandano l’abilità, la creatività e l’inventiva tipiche dello spirito popolare abituato al duro lavoro, alla povertà e alla fame, prima che l’appiattimento e l’omologazione alimentare delle multinazionali ne minacciassero l’identità offrendo una profusione, all’apparenza senza limite, di dolciumi confezionati farciti di zuccheri raffinati, aromi e coloranti artificiali e grassi trans assuefacenti dannosi per la salute.

La sagra di San Pietro

Secondo il calendario liturgico il giorno dedicato a San Pietro è il 29 giugno ma la celebrazione in suo onore si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data. L’edizione 2022 si è svolta da sabato 25 a mercoledì 29 giugno presso la chiesa parrocchiale in Via Nazionale, 7.

Alla solennità della santa messa nella chiesa di San Pietro Apostolo, l’evento associa il clima spensierato di una fiera paesana con mercatini di manufatti antichi ed esposizioni artistiche, spettacoli pirotecnici mozzafiato, esibizioni di talentuosi dj e di gruppi tributo nonché grandi aree di ristorazione in cui gustare squisiti piatti tipici del territorio.

Se vi chiedete cosa fare a Campiglia dei Berici e siete alla ricerca di iniziative per trascorrere l’estate all’insegna di specialità enogastronomiche di prima qualità nell’incantevole cornice rurale di una tranquilla cittadina del basso vicentino, partecipare alla sagra di san Pietro potrebbe fare proprio al caso vostro!

Pavarano Rock

Le iniziative per vivere al meglio la bella stagione non finiscono qui! Pavarano Rock ricorre ogni anno nel mese di luglio. L’edizione 2022 ha avuto luogo dal 22 al 24 luglio presso la chiesa della Madonna della Neve in Via Pavarano, 7, 36020 Galuppo-Pavarano (VI).

In occasione della sagra verranno allestite, oltre al grande palco per i concerti, ampie e comode tensostrutture nelle quali potrete assaporare succulenti panini ricchi di affettati, patate fritte a volontà e dissetarvi con freddi boccali di birra Pedavena, ideali per rinfrescarsi nelle torride giornate estive.

Se vi chiede cosa fare a Campiglia dei Berici e desiderate scatenarvi al ritmo di grandi gruppi rock, Pavarano Rock sarà un’esperienza imperdibile!

Per maggiori informazioni in merito all’evento si consiglia di visitare le pagine Facebook Pavarano Rock e Pro Loco Campiglia dei Berici.

La chiesa della Madonna della Neve

Armoniosamente inserito in un ameno praticello circondato da pini marittimi, pioppi neri, salici bianchi e giovani querce, il grazioso luogo di culto seicentesco si distingue per una facciata a due falde delimitata da lesene raccordate da archetti pensili a sesto acuto che assecondano il profilo degli spioventi.

Accessibile tramite un massiccio portone ligneo sopra il quale si apre un oculo circolare, la chiesa custodisce candidi altari marmorei ornati da splendide sculture di cherubini.

Ulteriori elemento di pregio architettonico sono le eleganti monofore a sesto acuto di gusto gotico che si aprono ai lati dell’edificio.

Villa Repeta

Situata in Via Piazza Vecchia, 1, Villa Repeta è uno dei più significativi punti di riferimento storici del comune. Edificata nel XVII secolo dove sorgeva una villa palladiana, la sontuosa dimora signorile è caratterizzata da una facciata divisa verticalmente in tre settori, il centrale dei quali, al piano terra, è scandito da quattro lesene doriche che incorniciano il portale, sormontato da una finestra a lunetta, e due finestre balaustrate, anch’esse coronate da lunette. Le tre aperture sono ornate da elaborati sopra porta in ferro battuto e da tre mascheroni.

Al piano superiore, la facciata è ritmata al centro da quattro lesene ioniche tra le quali si aprono tre finestre, sopra le quali si staglia il frontone triangolare dentellato nel quale è inserito uno stemma nobiliare.

Internamente la villa custodisce uno sgargiante patrimonio di affreschi di natura mitologico-leggendaria e formidabili architetture illusionistiche.

Cosa fare a Albettone in provincia di Vicenza: 4 idee

Scopri cosa fare a Albettone: la sagra delle rose, torre colombara Malandrin, colle di Lovertino, la chiesa di San Vito. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Albettone?

Il comune di Albettone confina a nord con Barbarano Mossano, a sud con Agugliaro, a est con Rovolon e Vo’, a ovest con Villaga e Sossano.

La sagra delle rose

La sagra delle rose si tiene ogni anno, tranne rare eccezioni, tra i mesi di aprile e maggio. L’edizione 2024 si è svolta da venerdì 3 a martedì 7 maggio in piazza Umberto I.

In occasione dell’evento è possibile scegliere tra invitanti pietanze, dalla quaglia allo spiedo e la prelibata costata di Sorana alla squisita coppa cotta alla piastra. Il menù include panini ricchi di affettati di prima scelta da gustare gustare con freddi boccali di birra e qualità vinicole autoctone.

Oltre alla classica lotteria e alla pesca di beneficenza, il ricco programma prevede esibizioni di talentuosi DJ e di gruppi rock e pop rock, nonché coinvolgenti competizioni ciclistiche e visite guidate alla scoperta del patrimonio storico di Albettone.

Se vi chiedete cosa fare a Albettone e desiderate vivere al meglio la stagione primaverile nell’incantevole cornice rurale di un ameno paesino incastonato nei colli del basso vicentino all’insegna eccellenze enogastronomiche, serate danzanti e musica dal vivo, partecipare alla sagra delle rose sarà un’esperienza indimenticabile!

Torre colombara Malandrin

Sorta nel cuore urbano del comune in piazza Umberto I, lungo la riva destra del canale Bisatto, la torre colombara è uno dei più caratteristici punti di riferimento culturali di Albettone.

Edificata con ogni probabilità tra i secoli XV e XVI presso l’antico porto con funzione di deposito e di controllo del transito fluviale, l’affascinante costruzione è costituita da una massiccia base quadrata, in parte coperta da un denso manto di edera, sulla quale è innestato un tamburo ottagonale nel quale si aprono otto oculi, alcuni dei quali murati.

Ulteriori elemento di pregio sono i cornicioni ornati da un motivo a dentelli e l’elaborato segnavento che campeggia sulla sommità della struttura.

Colle di Lovertino

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio gratuito in Via S. Vito (45.34428427577771, 11.607763019764663). Procedete in direzione nord ovest lungo Via S. Vito lasciando alla vostra destra la scalinata che conduce alla parrocchia di San Silvestro, dopodiché continuate lungo Via Cà Marchesa per circa 350 metri. Svoltate a destra in Via Str. Pozzetto, poi tenete di nuovo la destra in Via Boldrin.

Proseguite lungo Via Volpara e Via Melia costeggiando le pendici dell’altura boscosa. Raggiunto il bivio in corrispondenza di un fabbricato rurale (45.35742871722725, 11.617921497996736), tenete la destra e procedete in salita lungo il sinuoso itinerario delimitato da rigogliosi vigneti che ammantano l’altura tondeggiante.

Procedete all’ombra di robinie, olmi, ailanti, querce e molte altre piante d’alto fusto fino a trovare alla vostra sinistra l’oratorio della Madonna della Salute, in parte nascosto da un filare di bagolari.

Svoltate a destra in Via San Silvestro e inoltratevi nella folta galleria arborea e arbustiva fino ad arrivare all’antico camposanto delimitato da un suggestivo perimetro quadrangolare di pietra. Dall’antico cimitero continuate verso sud fino a giungere alla croce metallica che svetta sulla cima del colle.

La fatica della camminata è ricompensata dalle favolose vedute dello sconfinato panorama agreste del Basso Vicentino, scandito da rigogliose siepi, solcato da limpidi canali e costellato di graziose dimore rurali adagiate su gentili rilievi collinari che si perdono all’orizzonte.

Per tornare al punto di partenza, dalla croce di ferro procedete a nord ovest e imboccate il sentiero che discende serpeggiando lungo il fianco boscoso del monte (45.34993296350299, 11.61051816749773) e riporta in Via Str. Pozzetto (45.35144349784386, 11.60518850649889).

Svoltate a sinistra e procedete lungo Via Str. Pozzetto e Via Cà Marchesa per circa 900 metri, fino ad arrivare al parcheggio.

La chiesetta di San Vito

Situato in Via S. Vito (45.343942482057166, 11.61216785358701), il luogo di culto quattrocentesco sorge su un brillante praticello incorniciato da scuri cipressi e disseminato, nella stagione primaverile, di margherite e denti di leone.

Distinta da uno stile severo e disadorno, l’antica chiesa di pietra presenta una facciata a doppio spiovente nella quale si aprono due monofore e un piccolo oculo.

Elementi di particolare interesse architettonico e storico sono il grazioso campanile a vela, concluso da una copertura a due falde, e l’iscrizione IHS (abbreviazione in lettere greche del nome di Gesù) incisa sull’architrave del massiccio portale ligneo.

Se vi chiedete cosa fare a Albettone, la minuta chiesa di San Vito è uno dei più significativi monumenti spirituali e culturali di questo tranquillo comune di campagna incastonato tra i colli Berici e i colli Euganei.

Cosa fare a Sossano in provincia di Vicenza: 4 idee

Scopri cosa fare a Sossano: la sagra di San Teobaldo, la chiesa di San Michele Arcangelo, Monte della Croce e Monte Cistorello. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Sossano?

Il comune di Sossano confina a nord est con Villaga, a nord ovest con Val Liona, a sud est con Noventa Vicentina, a sud ovest con Poiana Maggiore, a est con Villaga, Albettone, Campiglia dei Berici e Noventa Vicentina, a ovest con Val Liona e Orgiano.

La sagra di San Teobaldo

Secondo il calendario liturgico, il giorno dedicato a San Teobaldo (nato a Provins nel 1033 e morto a Sossano nel 1066) è il primo giugno ma la celebrazione in suo onore non coincide sempre con questa data. L’edizione 2022 si è svolta dall’1 al 5 luglio in Via Roma, 69.

Appuntamento imperdibile per gli intenditori di cucina unta e godereccia, la fiera include aree di ristorazione e punti di degustazione da cui si diffonde il profumo intenso di braciole, salsicce e costine sfrigolanti alla griglia, di polenta fumante alla piastra, di piadine ricche di affettati ed appetitosi arrosticini (spiedini di carne ovina di origine abruzzese noti per creare dipendenza) e di specialità ittiche come le squisite fritture di pesce da assaporare con qualità vinicole locali e boccali di birra.

Il programma dell’evento prevede orchestre per danzare il liscio in comode piste da ballo, esibizioni di talentuosi dj dai ritmi ipnotici e travolgenti nonché gruppi tributo per rivivere intramontabili successi internazionali di musica rock e pop, per non parlare delle esilaranti giostre brillanti di luci elettriche e dei grandi giochi gonfiabili per il divertimento dei più piccoli.

Se vi chiedete cosa fare a Sossano e siete alla ricerca di divertenti iniziative per trascorrere la bella stagione all’insegna di specialità enogastronomiche da far venire l’acquolina in bocca, serate danzanti e spettacoli pirotecnici mozzafiato, partecipare alla sagra di San Teobaldo è un’occasione da non perdere!

La chiesa di San Michele Arcangelo

Situata in Via Roma, 43, la chiesa parrocchiale rappresenta, insieme alla graziosa chiesetta dell’olmo e Villa Gazzetta, uno dei più significativi monumenti culturali e architettonici del comune .

Incastonata nel cuore urbano sossanese, la candida mole del luogo di culto si distingue per una facciata neoclassica a doppio spiovente.

Sormontato da un timpano triangolare sorretto da mensole, il portale ligneo è anticipato da un pronao scandito da colonne corinzie e coronato da otto statue di santi. La parte sommitale del fronte è ritmata da sei lesene corinzie che affiancano una nicchia in cui è inserita una scultura della madonna col bambino.

A concludere lo sviluppo verticale della struttura è il frontone triangolare dentellato in cima al quale si staglia una croce di pietra.

Rivolta verso un’elegante piazza delimitata da floride magnolie, la chiesa è affiancata da uno svettante campanile culminante con una cuspide ottagonale. Ulteriore elemento di pregio sono le bifore che si aprono nella cella campanaria.

Monte della Croce e Monte Cistorello

Il punto di partenza dell’itinerario è il camposanto di Sossano. Procedete a ovest lungo Via S. Michele fino all’incrocio con Via Monte della Croce. Svoltate a destra e procedete per 1,4 km, dopodiché imboccate la stradina sassosa alla vostra sinistra che si addentra in un denso intrico arboreo e arbustivo.

Il percorso si snoda lungo la dorsale montuosa attraverso la lussureggiante vegetazione silvana che, diradandosi in alcuni punti, lascia spazio a radure erbose e campi punteggiati di pallidi olivi.

La fatica dell’escursione è ripagata dall’incantevole veduta ad ampio raggio del panorama agreste scandito da scure e folte siepi che si perde all’orizzonte dove si delinea il sinuoso profilo dei colli Berici, antichissima formazione geologica un tempo sommersa dal mare e oggi inestimabile scrigno di biodiversità ammantata di boschi.

Se vi chiedete cosa fare a Sossano e desiderate esplorare ameni declivi soleggiati dalla cui sommità si abbraccia con lo sguardo un’incantevole vallata costellata di pittoreschi borghi rurali, visitare Monte della Croce e Monte Cistorello è un’esperienza sicuramente consigliata!