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Cosa fare a Villaga in provincia di Vicenza: 5 idee

Scopri cosa fare a Villaga: la sagra di Sant’Anna, la valle dei mulini di Calto, l’eremo e i covoli di San Donato, monte Tondo. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Villaga?

Il comune di Villaga confina a nord con Zovencedo, a nord est con Barbarano Mossano, a sud con Sossano, a est con Barbarano Mossano e Albettone, a ovest con Val Liona e Sossano.

La sagra di Sant’Anna

La celebrazione di Sant’Anna, madre della Beata Vergine Maria, ricorre il 26 luglio ma i festeggiamenti in suo onore non coincidono sempre con questa data. L’edizione 2022 si è tenuta dal 29 al 31 luglio e dal 5 al 7 agosto.

Appuntamento imperdibile per le buone forchette, la fiera prevede grandi aree di ristorazione nelle quali potrete assaporare succulente costate, braciole, costine e salsicce sfrigolanti alla brace nonché fette di polenta alla piastra (solo per citare alcune delle pietanze del ricco menù) da abbinare a qualità vinicole locali e boccali di birra per dissetarsi durante le calde giornate estive.

Il programma prevede inoltre ampie piste da ballo per danzare il liscio, la classica pesca di beneficienza e dolci fatti in casa.

Se vi chiedete cosa fare a Villaga e siete alla ricerca di divertenti iniziative per vivere appieno la bella stagione all’insegna delle eccellenze gastronomiche di una terra fertile e salubre, partecipare alla sagra di Sant’Anna potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per rimanere sempre aggiornati in merito alle ultime novità relative all’evento è possibile consultare la pagina Facebook Comitato sagra Villaga.

La valle dei mulini di Calto

Il punto di partenza del percorso è il parcheggio in Via Costa all’ombra di floridi tigli nella frazione di Pozzolo (45.406074770090676, 11.498078327537105). In alternativa, un altro parcheggio gratuito si trova in Via Alessandro Manzoni (45.40420093033107, 11.500123835938245), a meno di 300 metri.

Procedete in direzione nord ovest lungo Via Alessandro Manzoni. Dopo circa 750 metri, lasciate il camposanto alla vostra destra e tenete la sinistra in Via Calto. Imboccate il sentiero delimitato da una staccionata all’ombra di maestosi abeti, pioppi neri, cedri dell’atlante, cipressi, noci neri americani, betulle, aceri campestri e olmi, solo per citare alcune delle varietà arboree che ammantano questa incantevole località dei colli Berici, dopodiché attraversate le strisce pedonali e scendete la strada che conduce alla valle dei mulini.

Racchiusa dalla grandiosa mole alberata dei colli Berici, la valle erbosa disseminata di primule e bucaneve è solcata da limpidi fiumiciattoli che, incanalati in rogge di pietra velate di muschio, alimentano le ruote in legno di mulini secolari. Avvicinandosi agli antichi complessi molitori si fa sempre più intenso lo scroscio delle cascate che modellano pareti di roccia coperte da un folto intrico di radici e piante rampicanti. In una di queste insenature, una statua della vergine Maria è stata collocata su un altare di roccia calcarea.

Se vi chiedete cosa fare a Villaga e desiderate immergervi nella dimensione fiabesca e senza tempo di un’amena oasi naturalistica, visitare la valle dei mulini è un’esperienza certamente consigliata!

L’eremo e i covoli di San Donato

Per raggiungere l’eremo di San Donato potete lasciare l’auto in Via S. Donato, (45.40515338458554, 11.520061831193496).

L’eremo di San Donato è un grazioso luogo di culto le cui più antiche testimonianze risalgono al XII secolo. La chiesa millenaria sorge sul fianco di un altura da cui è possibile abbracciare con lo sguardo, a est, la soleggiata pianura che si perde all’orizzonte dove si staglia, simile a un miraggio, il sinuoso e pallido profilo dei colli Berici, a ovest, l’affascinante formazione geologica di origine marina denominata “covoli di San Donato”, antichissimo antro corallino pietrificatosi nell’arco di milioni di anni e popolato sin dalla preistoria.

Monte Tondo

Per raggiungere Monte Tondo, da cui si gode di una veduta a 360° dello straordinario e silenzioso panorama collinare ammantato di densa vegetazione silvana, lasciate l’eremo alla vostra sinistra e, superata la fontana, continuate lungo Via S. Donato per 350 metri. A questo punto (45.40887735854798, 11.523204061014965), salvo segnali di divieto, imboccate il candido sentiero che si inerpica zigzagante sul fianco del monte.

Se vi chiedete cosa fare a Villaga e vi appassiona l’escursionismo, la fatica della camminata sarà ricompensata da straordinari scenari che valorizzano il lussureggiante patrimonio paesaggistico del territorio.

Cosa fare a Sarego in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Sarego: la sagra dell’Assunta, la chiesa di Santa Maria Assunta, l’itinerario panoramico tra i colli. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Sarego?

Il comune di Sarego confina a nord est con Brendola, a nord ovest con Montebello Vicentino, a sud con Lonigo, a est con Brendola e Val Liona, a ovest con Montebello Vicentino e Lonigo.

La sagra dell’Assunta

I tradizionali festeggiamenti hanno luogo ogni anno nella metà di agosto, ma la sagra si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data. L’edizione 2022 si è tenuta dall’11 al 16 agosto in piazza Don Stefano Lago.

La ricorrenza concilia le solenni cerimonie dell’Assunzione della Beata Vergine, nella parrocchia di Sarego, con l’atmosfera estroversa e gioviale di una fiera d’altri tempi dedicata a musica dal vivo e specialità che valorizzano l’eccellenza e la salubrità della gastronomia locale.

Appuntamento consigliato per i buongustai, in particolare per gli amanti di specialità ittiche, l’evento prevede appetitose portate, da succulente fritture di pesce a spaghetti alle vongole, che potrete assaporare all’interno di ampie e comode tensostrutture, senza dimenticare squisite grigliate di carne da accompagnare con fette di polenta fumante e patate fritte.

A rallegrare ulteriormente le calde serate della bella stagione vi saranno esibizioni musicali di talentuosi gruppi tributo, una pista da ballo in cui potrete danzare il liscio grazie ad impeccabili orchestre e, per chi vuole scatenarsi al ritmo di percussioni travolgenti e ipnotiche, non mancheranno elettrizzanti concerti di abili DJ.

A rendere la celebrazione ancor più emozionante saranno gli sgargianti spettacoli pirotecnici che si stagliano brillanti sul cielo notturno.

Se vi chiedete cosa fare a Sarego e desiderate trascorrere la giornata di ferragosto tra calici di vino, boccali di birra e tipicità culinarie da far venire l’acquolina in bocca nella radiosa cornice rurale di una tranquilla cittadina immersa nella pianura vicentina racchiusa dall’elegante profilo di fiorenti rilievi boscosi, partecipare alla sagra dell’Assunta è un’occasione da non perdere!

La chiesa di Santa Maria Assunta

Uno dei più significativi punti di riferimento architettonici e culturali del comune di Sarego, la chiesa di Santa Maria Assunta è situata in Via Chiesa, 7, erta su un’altura dalla cui sommità si domina con lo sguardo la sconfinata pianura seraticense scandita da dense siepi di salici, castagni, lecci, ciliegi e scuri cipressi svettanti lungo candidi viali che separano le vaste estensioni di granturco dai campi punteggiati di pallidi olivi.

La formidabile mole del luogo di culto neoclassico di distingue per una maestosa facciata a doppio spiovente ritmata verticalmente da quattro colossali semicolonne di ordine composito che dividono il fronte in tre settori, nel centrale dei quali, di dimensioni più ampie, si apre il massiccio portale ligneo sormontato da un timpano triangolare sorretto da sinuose mensole.

Al di sopra del portone, affiancato da nicchie che ospitano le statue di due santi, si staglia una raffigurazione in bassorilievo dell’Assunzione di Maria inserita in una cornice ottagonale.

A concludere lo sviluppo verticale della struttura è l’imponente frontone triangolare dentellato coronato da una croce di pietra ai cui lati si elevano due statue.

Itinerario panoramico

Il punto di partenza del percorso consigliato è il parcheggio in corrispondenza degli impianti sportivi in Via Valle (45.408859818187636, 11.410117891889573). Procedete lungo Via Valle in direzione nord ovest fino all’incrocio con Via del Poggio. Svoltate a destra e procedete lungo Via del Poggio e Via S. Eusebio per 550 metri attraverso un folto corridoio di fronde, poi tenete la destra in Via S. Eusebio.

Giunti al bivio, tenete la destra in Via Rocchetta. Seguite Via Rocchetta per 1,4 km tra soleggiati campi di mais, floridi vigneti e alberi da frutto. Svoltate a sinistra in Via Grotte, dopo 190 metri tenete la destra in Via Monte Paolina lungo graziosi muriccioli a secco che affiancano pittoreschi caseggiati rustici. Dopo 1 km svoltate a destra in Via Valle S. Giovanni.

Dopo 500 metri tenete la destra in Via Monte Calonghe circondati da olivi dagli scuri tronchi nodosi presso una splendida quercia. Procedete per 800 metri lungo Via Monte Calonghe e Via Monte Pimpo, poi svoltate a destra in Via Rocca. Seguite Via Rocca per 1,3 km tra vivaci declivi solcati da vigneti e svoltate a destra. Seguite Via Rocca per 190 metri, poi tenete la sinistra in Via Rocca e proseguite per Via Crosetta fino a raggiungere il segnale di stop in Via Grotte (45.40329307106505, 11.406667559787351).

Tenete la sinistra in Via Grotte, poi, superato il camposanto, girate a destra in Via Chiesa. Passate dietro la chiesa lungo il sentiero che sfocia in Via Valle. Tenete la destra, lasciate alla vostra destra l’osteria al Brolo e proseguite lungo Via Valle fino a tornare al punto di partenza.

Se vi chiedete cosa fare a Sarego e desiderate intraprendere un incantevole cammino panoramico che si snoda tra erbosi pendii collinari da cui poter contemplare favolose vedute della campagna vicentina ammantata di lussureggiante vegetazione boschiva, costellata di olivi argentati e solcata da ordinati vigneti, questo è solo uno dei numerosi percorsi che vi faranno apprezzare il patrimonio naturalistico del comune.

Cosa fare a Valdagno in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Valdagno: La sagra croxe del galo, il sentiero Braggion, l’antica Dimora dei Salbanei. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Valdagno?

Il comune di Valdagno confina a nord con Torrebelvicino, a nord est con Schio, a nord ovest con Recoaro Terme, a sud con Brogliano, a est con Schio, Monte di Malo e Cornedo Vicentino, a ovest con Recoaro Terme e Altissimo.

La sagra croxe del galo

La tradizionale celebrazione popolare ricorre ogni anno tra i mesi di giugno e luglio nel quartiere Castello Maso. L’edizione 2022 si è svolta dal 24 al 26 luglio e dall’1 al 3 luglio.

Appuntamento consigliato per le buone forchette, la festa prevede grandi e comode tensostrutture nelle quali potrete assaporare gustose pietanze goderecce come il galletto alla brace e succulenti piatti di trippa con sugo al pomodoro.

L’evento prevede un vasto palco per danzare il liscio, scatenarvi ai ritmi travolgenti di talentuosi DJ e delle calde e coinvolgenti sonorità latino americane.

Se vi chiedete cosa fare a Valdagno e desiderate trascorrere la bella stagione all’insegna eccellenze gastronomiche vicentine, calici di vino e boccali di birra per ristorarvi durante le calde serate estive, giostre e piste da ballo.

Per essere sempre aggiornati in merito alle prossime date potete consultare la pagina Facebook SAGRA CROXE DEL GALO – Quartiere Castello Maso Valdagno.

Il sentiero Braggion

Per intraprendere l’ameno percorso naturalistico, lungo poco più di 7 km, si consiglia di indossare calzature adeguate al terreno scivoloso.

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio presso la chiesa nella contrada di Campotamaso (45.660511017586586, 11.265942375671838). Procedete in salita lungo Contrada Chiesa Campotamaso e lasciate la facciata del luogo di culto alla vostra destra, poi continuate lungo Contrada Case.

Raggiunto il primo tornante, come indicato dalla segnaletica per la Val del Boia e G. Braggion, ha inizio il tracciato che si addentra in un ambiente incontaminato e silenzioso tra le folte chiome di faggi, frassini, acacie, abeti, aceri campestri e molte altre rigogliose piante tra le quali si snoda un gelido ruscello.

Lungo il percorso troverete alla vostra sinistra un ponticello, attraversato il quale arriverete ad uno spiazzo in terra battuta con panche in legno e un’area attrezzate per grigliate.

Seguendo le indicazioni per G. Braggion il percorso transita presso un pittoresco caseggiato rustico avvolto dalla florida vegetazione boschiva.

Il cammino conduce ad un cartello in legno in cui sono incise le parole “Sentiero G. Braggion – chi ama la montagna rispetta le sue regole”. Affianco ad uno gnomo colorato dipinto su un pezzo di legno, si trova una targa che parla dei Salbanei, “arcane presenze” che popolano questi boschi. Agili e sfuggenti, questi vivaci spiritelli seguono chi si avventura in questi luoghi senza farsi vedere, ma la loro presenza è tradita dal repentino fruscio delle fronde che si agitano al loro passaggio e dalle lievi impronte che lasciano sul terreno.

Imboccate la scalinata di pietra e terra battuta che si inerpica su scoscesi pendii solcati da limpidi torrenti zampillanti incorniciati da dense fronde. Avvicinandovi ad uno dei luoghi più suggestivi dell’escursione si avverte con intensità sempre maggiore il suono rilassante e catartico di una cascata scrosciante da una parete di roccia velata di muschio.

Oltrepassato il ponticello di legno, potrete sostenervi ai tiranti d’acciaio per sfidare in sicurezza il ripido pendio.

L’antica dimora dei Salbanei

La fatica della salita sarà ricompensata dall’incantevole località che troverete all’interno in una grotta, la dimora dei Salbanei. Troppo minuto per accogliere gli esseri umani, il fiabesco antro che dà rifugio ai folletti silvani reca al suo interno due porticine, una graziosa scaletta a pioli, un tavolo apparecchiato con quattro seggiole vicino ad un paiolo di rame. In fondo alla caverna, un buio cunicolo conduce ad un luogo misterioso.

Il belvedere

Superata la cristallina fonte rupestre, il sinuoso sentiero per G. Braggion si arrampica sul fianco del monte fino a raggiungerne la sommità, dalla quale godrete di spettacolari vedute della vallata racchiusa da colli boscosi sui cui lievi pendii si adagiano i lontani caseggiati rurali che da questa distanza sembrano minuscole tessere musive che si perdono all’orizzonte.

Se vi chiedete cosa fare a Valdagno e desiderate inoltrarvi in una dimensione da sogno in cui il tempo pare essersi fermato, se volete respirare a pieni polmoni aria fresca e incontaminata al riparo dal chiasso e dai fumi del traffico circondati da un’atmosfera in cui arte, natura e leggenda regnano in armonia, percorrere il sentiero Braggion è un’esperienza da non perdere!

Cosa fare a Chiampo in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Chiampo: la sagra dell’Assunta, i Laghetti Cava Lovara, la chiesa di San Biagio. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Chiampo?

Il comune di Chiampo confina a nord est con Nogarole Vicentino, a nord ovest con San Pietro Mussolino, a sud con Roncà, a sud est con Arzignano, a est con Nogarole Vicentino e Arzignano, a nord ovest con Vestenanova, a sud ovest con San Giovanni Ilarione.

La sagra dell’Assunta

Secondo il calendario liturgico l’assunzione di Maria nel Regno dei Cieli ricorre il 15 di agosto ma la celebrazione di questa sacra credenza si svolge anche nei giorni precedenti a questa data. Nel 2022 la festa si è svolta dal 9 al 15 agosto, come ogni anno, presso il convento dei padri francescani in Via Pieve, 170.

Alla solennità delle cerimonie religiose che si terranno nel convento e nella suggestiva grotta di Lourdes, l’evento associa l’atmosfera gioviale e spensierata di una fiera d’altri tempi all’insegna di serate danzanti al ritmo di sonorità latino americane, di musica country e di classiche orchestre di liscio.

Appuntamento imperdibile per i buongustai, nelle aree di ristorazione allestite all’ombra dei floridi tigli in Via Pieve Bassa potrete dissetarvi con boccali di birra artigianale, ideali per ristorarvi durante le calde serate della bella stagione, nonché assaporare specialità gastronomiche che includono pizze gourmet, succulenti hamburger, panini ricchi di affettati, squisite grigliate e carne arrosto con verdure e patate fritte.

Se vi chiedete cosa fare a Chiampo e siete alla ricerca di iniziative per festeggiare il giorno di ferragosto nella spettacolare cornice storica di un affascinante convento millenario, partecipare alla sagra dell’Assunta potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per tenervi sempre aggiornati in merito alle date e al ricco programma della tradizionale manifestazione si inviata a consultare la pagina Facebook Comitato del Quartiere della Pieve.

I Laghetti Cava Lovara

Il punto di partenza dell’itinerario alla scoperta di questa amena località naturalistica è lo spiazzo in asfalto che affianca la chiesa di San Biagio in Via Vignaga, 18, 36072 Vignaga (VI). Procedete verso ovest lasciando la chiesa di San Biagio alla vostra destra e tenete la destra in Via Vignaga Bassa. Continuate su Via Vignaga lasciando alla vostra destra la scuola elementare. Superata la birreria antica Vignaga, proseguite fino al primo tornante e imboccate la strada sterrata che conduce ai laghetti di cava Lovara.

I due gelidi specchi d’acqua si sono formati dove un tempo sorgeva un’area per l’estrazione del marmo, il cui abbandono ha portato la densa vegetazione arborea e arbustiva che circondava quell’area a farsi strada tra i blocchi di roccia per ridare vita all’ambiente che era stato sradicato ed eliminato dall’intervento dell’uomo durante il periodo dell’estrazione mineraria.

Se vi chiedete cosa fare a Chiampo e desiderate contemplare un’incantevole oasi immersa nel verde e nel silenzio, scrigno di biodiversità nel quale il tempo pare essersi fermato, i Laghetti di Cava Lovara meritano certamente un visita!

La chiesa di San Biagio

Il grazioso luogo di culto è appollaiato su un’altura erbosa delimitata da un muretto a secco e costellata di pallidi olivi e svettanti cipressi.

Intonacata di bianco ad eccezione delle pietre angolari, la minuta chiesa si distingue per una semplice facciata a capanna nella quale si apre un massiccio portone ligneo sormontato da una decorazione in altorilievo sopra la quale si staglia un’apertura circolare.

Erta al fianco della chiesa si innalza il campanile a base quadrangolare. La cella campanaria reca quattro monofore balaustrate ed è coronata da un’elegante merlatura.

Dalla posizione dominante in cui sorge la chiesa di San Biagio potrete abbracciare con lo sguardo lo sconfinato scenario dei sinuosi declivi solcati da rigogliosi filari di vigneti e punteggiati di dimore rurali di cui si intravedono, da questa prospettiva, i lontani e minuscoli tetti rossi perdersi all’orizzonte tra le brillanti colline alberate.

Cosa fare a Montorso Vicentino: 4 idee

Scopri cosa fare a Montorso Vicentino: La sagra di San Marcello, la sagra del Santo Rosario, la chiesa di San Biagio, Villa da Porto Barbaran. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Montorso Vicentino?

Il comune di Montorso Vicentino confina a nord con Arzignano, a nord est con Montecchio Maggiore, a sud est con Zermeghedo, a sud ovest con Montebello Vicentino e Roncà, a est con Montecchio Maggiore, a ovest con Roncà.

La sagra di San Marcello

La sagra di San Marcello si tiene ogni anno nel mese di luglio nella frazione di Ponte Cocco. Nel 2022 la feste ha avuto luogo il 23 e il 24 luglio.

Oltre ai dissetanti cocktail per rinfrescarvi durante le calde serate estive, il menù include prelibate ricette realizzate con prodotti del territorio, da delicate e squisite bruschette gourmet a piatti goderecci come i succulenti hamburger alla griglia da accompagnare con fiumi di birra e calici di vino di prima scelta.

Il ricco programma prevede inoltre piacevoli escursioni alla scoperta del formidabile patrimonio naturalistico e storico del comune nel quale è armoniosamente inserita la chiesa di San Marcello, antico luogo di culto di pietra in cui si svolgerà la messa in onore del santo.

Se vi chiedete cosa fare a Montorso Vicentino e desiderate scatenarvi al ritmo di talentuosi artisti e gustare pietanze di prima qualità nell’incantevole cornice rurale di un ameno comune incastonato tra i soleggiati declivi alberati del vicentino, la sagra di San Marcello potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per rimanere aggiornati in merito alle date del prossimo appuntamento è possibile consultare la pagina Facebook Sagra San Marcello di Montorso.

La sagra del Santo Rosario

La celebrazione si svolge ogni anno tra settembre e ottobre. L’edizione 2022 si è tenuta l’1 e il 2 ottobre.

La ricorrenza concilia la solennità delle funzioni religiose nella chiesa di San Biagio alle vivaci processioni che si svolgeranno con la banda per le vie del centro.

Oltre alle grandi e comode tensostrutture, nelle quali potrete assaporare specialità della cucina tradizionale, saranno allestiti giochi gonfiabili e giostre colorate per i più piccoli. La sagra prevede anche cacce al tesoro, letture animate e coinvolgenti esibizioni musicali.

Se vi chiedete cosa fare a Montorso Vicentino e volete trascorrere la stagione autunnale nel cuore urbano di un’incantevole comune immerso nei colli del vicentino all’insegna di eccellenze vinicole e tipicità gastronomiche da far venire l’acquolina in bocca, partecipare alla sagra del Rosario è un’esperienza certamente consigliata!

Per maggiori informazioni in merito all’evento si invita a visitare la pagina Facebook Pro Loco Montorso Vicentino.

La chiesa di San Biagio

Situata in Via Tovi, 3, la chiesa parrocchiale costituisce, insieme a Villa da Porto Barbaran, uno dei più significativi punti di riferimento storico-culturali del comune.

La maestosa mole del luogo di culto si caratterizza per una candida facciata neoclassica, a doppio spiovente, scandita verticalmente da due coppie di colossali semicolonne corinzie, poggianti su alti basamenti, che sorreggono architrave, fregio, ed il frontone triangolare dentellato culminante con tre statue.

Al fianco della chiesa si eleva la torre campanaria coronata da una cuspide ottagonale. Il fusto del campanile, ad eccezione delle pietre angolari, è intonacato di bianco. Nella cella campanaria si aprono quattro eleganti monofore sorrette da colonne.

Dalla posizione dominante in cui si innalza la chiesa potrete abbracciare con lo sguardo il lussureggiante paesaggio collinare da cui si eleva, alla vostra sinistra, l’antica torre di pietra del camposanto svettante su una verde altura costellata di cedri e cipressi, mentre di fronte a voi potrete ammirare uno scorcio di Villa da Porto Barbaran, residenza signorile di origine quattrocentesca.

Villa da Porto Barbaran

Situata in Via L. da Porto, la splendida dimora signorile plurisecolare presenta una sontuosa facciata ingentilita al centro da un loggiato ritmato da quattro colonne ioniche sopra le quali si staglia il frontone triangolare sormontato da tre sculture femminili. Accessibile tramite un raffinata scalinata, il corpo padronale è affiancato da un’elegante adiacenza porticata ritmata da colonne ioniche.

Cosa fare ad Arzignano in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare ad Arzignano: Il castello di Arzignano, la fiera dei Santi, la festa di Sant’Agata. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Arzignano?

Il comune di Arzignano confina a nord con Trissino, a nord ovest con Nogarole Vicentino, a sud est con Montorso Vicentino, a sud ovest con Roncà, a est con Montecchio Maggiore, a ovest con Chiampo.

Il castello di Arzignano

Situato in Piazzale della Vittoria, la grandiosa roccaforte troneggia sulla sommità di un verde colle punteggiato di pallidi olivi e ammantato di folta vegetazione boschiva tra cui si distinguono le floride chiome di acacie e pioppi.

Dopo aver conquistato il maniero dei conti di Arzignano nella prima metà del XIV secolo, la famiglia scaligera decise di cingere la struttura di alte e possenti mura, dalla cui scura e imponente mole di pietra lavica si innalzavano in origine tredici torri.

Sgominata la nobile stirpe veronese dal casato dei Visconti nel 1377, il castello entrò in possesso dapprima della dinastia milanese per poi passare, nei primi anni del XV secolo, sotto il controllo della Repubblica di Venezia.

Entrata in guerra contro il re d’Ungheria dopo avergli negato il permesso di attraversare i propri territori, la Repubblica di Venezia fu invasa dall’esercito magiaro. Capitanate da Pippo Spano, le truppe ungheresi attaccarono il castello di Arzignano nel 1413.

Il 5 febbraio di quell’anno, tuttavia, l’assedio si rivelò un insuccesso e le truppe ungheresi furono costrette alla ritirata.

Nel corso del XVI secolo, venuta meno la funzione difensiva del complesso architettonico militare, la repubblica di Venezia decise di ingentilirne ed alleggerirne le forme.

Se vi chiedete cosa fare ad Arzignano e desiderate fare un tuffo nel medioevo, la colossale fortezza rappresenta uno dei più significativi riferimenti storici e culturali del comune nonché uno spettacolare punto di osservazione da cui si può abbracciare con lo sguardo la splendida vallata disseminata di lontane e minuscole casette e dei soleggiati declivi boscosi che si stagliano all’orizzonte.

La fiera dei Santi

La tradizionale celebrazione si tiene ogni anno nel mese di novembre. L’edizione 2022 della festa si è tenuta dal 25 all’8 novembre.

In occasione della festa popolare le vie e le piazze del centro si riempiono di giostre brillanti di luci elettriche colorate, di cui non si può non citare la gigantesca ruota panoramica posta di fronte al municipio, dalla quale potrete ammirare prospettive esclusive ed emozionanti del cuore urbano del paese. Per chi è a caccia di esperienze adrenaliniche sarà possibile sfidare la gravità a bordo dello star fighter e sperimentare la forza centrifuga del galeone pirata.

Per i più piccoli non mancheranno il bruco mela, gli autoscontri ed i seggiolini volanti. Queste sono solo alcune delle decine di divertenti attrazioni che illumineranno Piazza Guglielmo Marconi.

Se vi chiedete cosa fare ad Arzignano e siete alla ricerca di iniziative allegre e coinvolgenti per trascorrere la stagione autunnale all’insegna di specialità gastronomiche dal far venire l’acquolina in bocca, un vasto ed esilarante luna park e centinaia di bancarelle di abbigliamento ed oggettistica di ogni tipo, la fiera dei Santi è un appuntamento imperdibile!

La festa di Sant’Agata

La festa di Sant’Agata ricorre ogni giorno il 5 febbraio nella frazione di Tezze.

La data del calendario liturgico corrispondente alla morte della Santa, avvenuta nel 251 nel carcere in cui era stata rinchiusa per essersi rifiutata di rinnegare la fede cristiana, coincide con il giorno in cui, nel 1413, i soldati ungheresi guidati da Filippo Buondelmonti degli Scolari (Pippo Spano) dovettero dichiararsi sconfitti e ritirarsi dopo l’estenuante assedio del castello di Arzignano.

La cerimonia prevede una solenne processione con fedeli riproduzioni di costumi d’epoca di quel periodo realizzati con passione ed impeccabile perizia, emozionanti canti corali, esibizioni acrobatiche mozzafiato, laboratori artigianali e aree mercato medievali, nonché sontuosi banchetti in cui potrete assaporare pietanze degne di un re.

Se vi incuriosisce l’idea di fare un viaggio nel tempo e prendere parte ad una celebrazione del XV secolo pervasa dal fascino di un maestoso castello che ha saputo reggere l’urto di secoli di guerre e che tutt’ora svetta sulla cima di una verde altura boscosa, partecipare alla festa di Sant’Agata potrebbe fare proprio al caso vostro!

Cosa fare a Trissino in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Trissino: la sagra del Rosario, la sagra a San Benedetto, il sentiero delle Bastie. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Trissino?

Il comune di Trissino confina a nord con Brogliano, a sud con Arzignano, a sud est con Montecchio Maggiore, a sud ovest con Nogarole Vicentino, a est con Castelgomberto e Montecchio Maggiore, a ovest con Nogarole Vicentino.

La sagra del Rosario

Nel 2022 la sagra del Rosario si è tenuta il 23, 24, 25, 30 settembre, l’1 e il 2 ottobre.

Alla solennità delle cerimonie liturgiche in onore del santo la ricorrenza associa il clima festoso delle sagre popolari d’altri tempi che si terranno in corrispondenza della chiesa parrocchiale in Piazza G. Giorgio Trissino, 3. Nelle grandi e comode tensostrutture potrete gustare prelibate specialità culinarie della tradizione vicentina. Il programma prevede coinvolgenti esibizioni musicali e laboratori che illustrano e tramandano i giochi a cui si dedicavano i nostri avi quando erano bambini.

Se vi chiedete cosa fare a Trissino e desiderate trascorrere l’inizio dell’autunno all’insegna di serate di liscio, eccellenze vinicole autoctone, tipicità gastronomiche di prima scelta, da ghiotte portate di carne sfrigolanti alla griglia e fette di polenta fumante a piatti di bigoli al ragù d’anatra, partecipare alla sagra del rosario sarà un’occasione da non perdere!

La sagra a San Benedetto

L’edizione 2023 si svolgerà i giorni 7, 8, 9, 14, 15, 16 luglio in corrispondenza della Piazza G. G. Trissino, 10, 36070 Trissino (VI).

Ad animare le calde serate della bella stagione vi saranno esibizioni teatrali, spettacoli di danza e di illusionismo, l’immancabile pesca di beneficenza e naturalmente pietanze da far venire l’acquolina in bocca, dagli squisiti bigoli al pomodoro a succulente braciole, salsicce e costine ai ferri, solo per menzionare alcune delle appetitose ricette del ricco menù della festa.

Per tenervi sempre aggiornati in merito al prossimo appuntamento dell’evento si invita a consultare la pagina Facebook: Sagra a San Benedetto di Trissino.

Il sentiero delle Bastie

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio in Piazza Mazzini. Procedete verso ovest in Via Dalle Ore fino all’incrocio con Via Fontanelle. Svoltate a destra e percorrete Via Fontanelle per 70 metri, dopodiché svoltate a sinistra in Via S. Antonio. Dopo 100 metri svoltate a destra in Via Sant’Antonio. Dopo 150 metri troverete alla vostra destra, presso un Sommacco Maggiore dai fiori raggruppati in pannocchie erette che in autunno assumono un’intensa tonalità rosso fuoco, uno scosceso itinerario erboso scandito da gradini di pietra che si inerpica sulle pendici del colle.

Se avete premura di voltarvi a sud prima di imboccare il sentiero, potrete abbracciare con lo sguardo la vasta pianura, racchiusa all’orizzonte dal lontano profilo dei maestosi colli, disseminata di caseggiati circondati da campi sconfinati solcati da siepi di salici, pioppi, platani e acacie.

Il tracciato costeggia il fianco della verde altura alberata in direzione ovest, passa affianco al camposanto e sbuca in una strada asfaltata. Svoltate a sinistra e procedete lungo Via Pianacattiva di Mezzo per 230 metri, poi tenete la destra e salite la strada asfaltata che conduce alla via sterrata del sentiero Pianacattiva.

A questo punto (45.57601678891254, 11.357383910010148) tenete la sinistra, superate contrà Maghi, e continuate fino all’intersezione in Via Piana Cattiva Bassa. Svoltate a sinistra e procedete lungo Via Piana Cattiva Bassa per 350 metri e tenete a destra. All’incrocio con Via Munaretti svoltate a destra e procedete per 300 metri, poi svoltate a destra in Via dei Mulini. Seguite Via dei Mulini per 300 metri lungo il limpido torrente Arpega, poi svoltate a destra.

Procedete per circa 260 metri lungo la sinuosa strada asfaltata che attraversa una piacevole estensione erbosa da cui svetta un maestoso pioppo nero, dopodiché tenete la destra e continuate a nord ovest per 750 metri, affiancati dalle chiome di floridi gelsi.

All’incrocio svoltate a destra e procedete lungo Via S. Nicolò per 2 km tra rigogliosi vigneti, acacie, aceri campestri e muretti ammantati di folta vegetazione infestante.

A questo punto (45.57020333580055, 11.366260511313799), svoltate a destra e procedete fino all’intersezione in Via Pianacattiva di Mezzo. All’incrocio girate a sinistra e dopo circa 70 metri imboccate il sentiero alla vostra destra e scendete il pendio alberato.

Raggiunta la strada asfaltata (45.568635, 11.362066) continuate lungo Via delle Bastie fino all’incrocio. Svoltate a sinistra e procedete per 950 metri lungo Via Munaretti e Via delle Carrare. All’incrocio con Via Fontanelle e Via Verona, svoltate a sinistra e proseguite in Via Dante Alighieri fino a tornare in Piazza Mazzini.

Se vi chiedete cosa fare a Trissino, questo itinerario è ideale per chi è alla ricerca di una località amena e silenziosa in cui contemplare spettacolari vedute panoramiche di verdi declivi punteggiati di lontani e minuscole casette avvolte dal paesaggio agreste di vivaci colline tondeggianti costellate di olivi argentati.

Cosa fare a Castelgomberto (VI): 4 idee

Scopri cosa fare a Castelgomberto (VI): la sagra di San Fermo, Palazzo Barbaran, la panchina dell’amore e la strada militare. Volete saperne di più?

Dove si trova Castelgomberto?

Il comune di Castelgomberto confina a nord con Malo, a nord est con Isola Vicentina, a nord ovest Cornedo Vicentino, a sud con Montecchio Maggiore, a sud est con Sovizzo, a sud ovest con Trissino, a est con Isola Vicentina, Gambugliano e Sovizzo, a ovest con Cornedo Vicentino, Brogliano, Trissino.

La sagra di San Fermo

La commemorazione del martirio di San Fermo ricorre il 9 di agosto ma la celebrazione in onore del santo si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data. Nel 2022 la festa si è tenuta dal 5 al 9 agosto in corrispondenza della chiesa di San Fermo in Via S. Fermo, 10.

Appuntamento imperdibile per i buongustai, nelle grandi aree di ristorazione potrete gustare specialità della cucina tradizionale vicentina, da succulente bistecche ai ferri a specialità di pesce con fette di polenta alla griglia.

Se vi chiedete cosa fare a Castelgomberto e desiderate trascorrere la bella stagione nella piacevole cornice di un incantevole comune rurale incastonato tra colli boscosi, all’insegna di eccellenze enogastronomiche autoctone, serate danzanti e spettacoli pirotecnici mozzafiato, la sagra di San Fermo è un’occasione da non perdere!

Palazzo Barbaran

Incastonato nel centro urbano del comune in Via Villa, 26, il corpo padronale di Palazzo Barbaran è oggi sede municipale e rappresenta, insieme a Villa da Schio e Villa Trissino, uno dei più significativi punti di riferimento storico-culturali del comune.

La facciata rivolta a sud est del corpo padronale, risalente al XV secolo, è accessibile tramite un sontuoso portone ligneo centinato affiancato da due finestre con cimasa. Al piano nobile si aprono tre finestre balaustrate, la centrale delle quali culmina con una lunetta conclusa da una chiave di volta raffigurante un suggestivo mascherone. L’ultimo piano è scandito da ampie finestre quadrangolari ritmate da cinque colonne e due semicolonne.

Rivolta verso Via Villa, la facciata ovest presenta al primo piano due finestre con candidi parapetti sormontate da timpani ad arco poggianti su mensole.

Al secondo piano due finestre affiancano un antico affresco. A concludere lo sviluppo verticale del fronte è il frontone triangolare dentellato coronato da tre statue.

La facciata nord, rivolta in Via Monte Pasubio, presenta suggestive monofore e bifore trilobate in gotico veneziano.

La panchina dell’amore e la strada militare.

Il punto di partenza dell’itinerario panoramico è il parcheggio di fronte al monumento ai caduti, erto su un a motta erbosa disseminata di cedri e cipressi affianco alla chiesa parrocchiale in Via IV Novembre (45.58607502018808, 11.394844516101168).

Procedete verso nord lungo Via IV Novembre per 130 metri, poi svoltate a destra in Via Castello. Dopo poco meno di 40 metri svoltate a sinistra e imboccate la sinuosa stradina affiancata da un’altura terrazzata delimitata da candidi muretti di pietra da cui spuntano pallidi olivi, cespugli ornamentali in fiore e magnolie.

Il tracciato si snoda per 750 metri fino a condurre a Via Pederiva. Da Via Pederiva continuate in salita per circa 90 metri, dopodiché prendete il percorso alla vostra destra, delimitato da un muretto a secco coronato da tegole e sormontato da un corrimano in legno.

Il cammino prosegue in direzione est lungo il fianco del colle per 220 metri, fino a portare alla panchina dell’amore. Superato un caseggiato rustico, continuate in direzione nord ovest per 950 metri fino ad arrivare ad un gruppetto di case in corrispondenza di un oliveto (45.59664415551807, 11.395266151530041), poi svoltante a destra. Il sentiero prosegue lungo la cresta boscosa dei floridi colli per 2,1 km, inoltrandosi tra svettanti pioppi fino a sbucare in Via Palù. Svoltate a destra, poi svoltate a sinistra in Contrada Carletti.

Salvo segnali di divieto, seguite la strada militare Carletti-Valdilonte per 2 km fino a giungere a un tornante (45.6133450752386, 11.411611449447818). Scendete lungo Via Valdilonte per 3,1 km, attraversando la pianura scandita da campi coltivati incorniciati da declivi alberati. All’incrocio lasciate la graziosa chiesetta bianca alla vostra destra e procedete lungo Via Regina Pacis per 450 m.

Svoltate a destra in contrada Pendina. Dopo 210 metri svoltate a sinistra e seguite il sentiero mtb che costeggia un colle ammantato di vegetazione silvana fino sbucare nella strada provinciale 35 (45.58622051796051, 11.40335415029722). Svoltate a destra e procedete per 280 metri, poi svoltate a destra in Via Bocca. Seguite Via Bocca per 450 metri fino a tornare alla chiesa parrocchiale.

Se vi chiedete cosa fare a Castelgomberto e siete appassionati di escursionismo, questo ameno sentiero regala spettacolari vedute ad ampio raggio del radioso panorama collinare del cuore del vicentino.

Cosa fare a Gambugliano (VI): 3 idee

Scopri cosa fare a Gambugliano: la sagra dei Patroni, la strada militare dei francesi, la chiesa dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Gambugliano?

Il comune di Gambugliano confina a nord con Isola Vicentina, a sud con Sovizzo, a sud est con Monteviale, a est con Isola Vicentina, Costabissara e Monteviale, a ovest con Isola Vicentina, Castelgomberto e Sovizzo.

La sagra dei Patroni

La commemorazione dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia, martirizzati il 15 giugno 303, si celebra a Gambugliano anche nei giorni precedenti e successivi a questo giorno. L’edizione 2022 si è svolta dal 10 al 19 giugno.

In occasione della festa, l’area della chiesa parrocchiale, in Via Antonio Bruttomesso, 1, 36050 Gambugliano (VI), ospita ogni anno, tranne rare eccezioni, grandi aree di ristorazione nelle quali potrete assaporare squisite pietanze della tradizione gastronomica vicentina. Il ricco menù include bigoli e gnocchi al ragù d’anatra, fritture di pesce, lasagne al tartufo, goderecce portate di carne alla griglia e trippe, nonché squisite frittelle fatte in casa. Protagonista indiscusso della manifestazione sarà il succulento spiedo di carne e polenta onta roteante sul fuoco, uno spettacolo per gli occhi e per il palato.

Se vi chiedete cosa fare a Gambugliano e desiderate trascorrere la primavera all’insegna di tipicità da far venire l’acquolina in bocca, calici di vino, boccali di birra, musica dal vivo e serate danzanti con orchestre di liscio, partecipare alla sagra dei Patroni potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per tenervi sempre aggiornati in merito alle date e al programma dell’evento si consiglia di consultare la pagina Facebook Pro Loco Gambugliano.

La strada militare dei francesi

Per intraprendere il sentiero consigliato è possibile lasciare l’auto all’ombra di una grande quercia in Via Zovo, 50, 36050 Isola vicentina (VI). Lasciate la facciata della graziosa chiesa alle vostre spalle. Raggiunta Via Zovo svoltate a destra e procedete per circa 100 metri, dopodiché svoltate a sinistra in Str. False, percorso sterrato che si addentra nell’ameno panorama collinare gambuglianese. All’inizio dell’escursione troverete un dettagliato pannello informativo in merito alla storia del secolare tracciato chiamato strada militare dei francesi.

Durante il sentiero potrete abbracciare con lo sguardo lo scenario dei vivaci declivi tondeggianti solcati da dense e folte siepi e scanditi da campi coltivati punteggiati di caseggiati rustici.

Se vi chiedete cosa fare a Gambugliano e siete alla ricerca di un ambiente incontaminato, lontano dai rumori del traffico, in cui respirare aria pulita e contemplare sconfinate vedute dei rilievi erbosi soleggiati, passeggiare lungo i sereni itinerari di questo pacifico comune incastonato nel cuore del vicentino è un’esperienza certamente consigliata!

La chiesa dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia

Situata in Via Antonio Bruttomesso, 1, 36050 Gambugliano (VI) la chiesa sorge sulle pendici di un’incantevole altura costellata di pini marittimi, cedri, abeti, pruni e salici bianchi, solo per menzionare alcune delle splendide varietà arboree che circondano il luogo di culto.

Distinta da un’elegante facciata a salienti, la chiesa si affaccia su un candido spiazzo da cui si gode di una veduta ad ampio raggio dei radiosi colli ammantati di vegetazione boschiva che impallidiscono all’orizzonte.

Incorniciato da un protiro aggettante concluso da una copertura a doppio spiovente, il massiccio portale ligneo suddiviso in formelle quadrangolari è sormontato da un architrave e da una lunetta a sesto acuto decorata da un’immagine di Gesù con l’aureola, su sfondo ocra.

Delimitato da due paraste coronate da guglie, il fronte presenta un pregiato rosone sopra il quale si staglia una croce greca con decorazioni in bassorilievo. Ulteriore elemento di valore ornamentale è il motivo ad archetti pensili che asseconda il profilo degli spioventi.

Internamente, il luogo di culto custodisce elaborati altari marmorei illuminati dai riflessi sgargianti di monofore piombate in vetri policromi. Al di sotto dell’abside che ricorda la maestosa volta celeste, è inserito un raffinato organo a canne.

Cosa fare a Sovizzo in provincia di Vicenza: 5 idee

Scopri cosa fare a Sovizzo: anguria on the river, la sagra dell’Assunta, SuissSeptember fest, la chiesa di Santa Maria Assunta, Villa Bissari Curti. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Sovizzo?

Il comune di Sovizzo confina a nord Gambugliano, a nord ovest con Castelgomberto, a sud est con Altavilla Vicentina, a sud ovest con Montecchio Maggiore, a est con Gambugliano, Monteviale, Creazzo e Altavilla Vicentina, a ovest con Castelgomberto e Montecchio Maggiore.

Anguria on the river

Opportunità per trascorrere la bella stagione nell’amena cornice rurale della pianura vicentina, Anguria on the river si svolge annualmente nel mese si luglio. L’edizione 2022 si è tenuta il 28 e il 30 giugno, il 5 e il 7 luglio.

Allestita nei vasti spazi del campo sportivo in Via Monte Superga, l’area di ristorazione vi permetterà di gustare appetitosi panini conditi con ingredienti per soddisfare ogni palato, da verdure fresche e mozzarella a ripieni goderecci di cipolla fragrante, carne di manzo e wurstel di prima qualità. Protagonista indiscussa sarà naturalmente l’anguria, ideale per rinfrescarsi nelle calde giornate estive.

Per rimanere sempre aggiornati in merito al prossimo evento si invita a consultare la pagina Facebook della Pro Loco di Sovizzo.

La sagra dell’Assunta

Le iniziative per vivere al meglio l’estate di certo non finiscono qui! Tranne rare eccezioni, la sagra dell’Assunta ricorre ogni anno a metà agosto in corrispondenza del campo sportivo in Via Monte Superga.

Secondo il calendario liturgico, l’assunzione di Maria in cielo ricorre il 15 di agosto ma la celebrazione in suo onore si svolge anche nei giorni procedenti a questa data.

Alla solennità delle cerimonie religiose, la festa associa il clima allegro e spensierato di una fiera d’altri tempi, all’insegna di musica dal vivo, prelibati panini colmi di affettati di prima scelta, succulenta carne alla griglia e fette di polenta fumante che potrete assaporare nelle grandi e comode tensostrutture.

Se vi chiedete cosa fare a Sovizzo e desiderate trascorrere il ferragosto all’insegna di serate danzanti, squisite tipicità gastronomiche, calici di vino e boccali di birra, partecipare a questa manifestazione potrebbe fare proprio al caso vostro!

SuissSeptember fest

Occasione per gli amanti di birra artigianale e ghiotte ricette tedesche, SuissSeptember fest ha avuto luogo, nel 2022, il 24 di settembre.

Il ricco menù include tradizionali piatti come gli spätzle con lo speck, würstel e crauti, patate fritte e l’immancabile strudel di mele, uno dei dolci più rappresentativi in Germania.

Se vi chiedete cosa fare a Sovizzo e non sapete resistere a specialità teutoniche da leccarsi i baffi, il SuissSeptember fest è un appuntamento da non perdere!

La chiesa di Santa Maria Assunta

Situata in Via Risorgimento, 2, 36050 Sovizzo (VI), la maestosa mole in mattoni rossi del luogo di culto si distingue per una facciata a salienti tripartita verticalmente da quattro paraste.

Incorniciato da un finto protiro sostenuto da colonne corinzie, il massiccio portone ligneo suddiviso in formelle quadrangolari è sormontato da un candido architrave decorato da un motivo vegetale alle cui estremità si distinguono le lettere alfa e omega (A e Ω).

Al di sopra del portone, affiancato da monofore e concluso da un frontone semicircolare, si staglia un’elegante trifora a tutto sesto scandita da coppie di colonnine.

Ulteriore elemento di valore ornamentale è il motivo ad archetti pensili che asseconda il profilo degli spioventi del tetto.

Villa Bissari Curti

Situata in Via Roma, 64, 36050 Sovizzo (VI) Villa Bissari Curti è armoniosamente inserita da un florido giardino alberato costellato di cipressi, abeti e cedri secolari. Visibile attraverso un elaborato cancello fiancheggiato da due sfingi di pietra, il corpo padronale della dimora signorile si eleva su tre piani e presenta una facciata ingentilita da finte architetture affrescate.

Accessibile tramite una sontuosa scalinata che conduce al portale ligneo del piano nobile, la residenza gentilizia è coronata da pregiate statue ed è affiancata da due imponenti barchesse.