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Cosa fare a Montecchio Maggiore (VI): 3 idee

Scopri cosa fare a Montecchio Maggiore: sagra della Valle, i castelli della Villa e di Bellaguardia, Villa Cordellina Lombardi Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Montecchio Maggiore?

Il comune di Montecchio Maggiore confina a nord con Castelgomberto, a sud est con Brendola, a sud ovest con Montebello Vicentino, a est con Sovizzo e Altavilla Vicentina, a ovest con Trissino, Arzignano, Montorso Vicentino e Zermeghedo.

Sagra della Valle

La sagra della Valle si svolge ogni anno nel mese di settembre in corrispondenza della chiesa di Santa Maria Immacolata in Via Murialdo, 29. L’edizione 2022 si è svolta dall’8 all’11 settembre.

Occasione imperdibile per le buone forchette, la manifestazione prevede grandi aree di ristorazione nelle quali potrete assaporare squisiti piatti della tradizione vicentina. Protagonista indiscusso dell’evento sarà il baccalà alla vicentina con fette di polenta alla griglia, nonché bigoli e gnocchi al ragù da far venire l’acquolina in bocca.

Oltre alle solenni funzioni liturgiche, il programma della festa prevede coinvolgenti attività come la pesca di beneficienza, esposizioni artigianali che illustrano come venivano costruiti i giocattoli all’epoca dei nostri nonni, mostre di automobili, moto e biciclette d’epoca e molto altro

Per rimanere aggiornati in merito all’appuntamento di quest’anno, si consiglia di consultare la pagina Facebook Sagra della Valle – Padri Giuseppini.

Se vi chiedete cosa fare a Montecchio Maggiore e desiderate trascorrere la fine della bella stagione all’insegna di specialità gastronomiche da leccarsi i baffi, eccellenze vinicole, birra artigianale, spettacoli musicali e serate danzanti con orchestre di liscio, partecipare alla Sagra della Valle sarà un’esperienza memorabile!

I castelli della Villa e di Bellaguardia

Situate in Via Castelli 4 Martiri, 721, 36075 Montecchio Maggiore-Alte Ceccato (VI), le imponenti roccaforti si ergono su un’altura alberata dalla cui sommità si gode di una veduta ad ampio raggio dei declivi erbosi solcati da rigogliosi filari di vigneti e della sconfinata pianura punteggiata dei minuscoli tetti rossi delle lontane case rurali sparse tra i campi coltivati scanditi da folte siepi di platani, pioppi, salici e acacie.

Annientato da Ezzelino III da Romano nel 1243 e in seguito ristrutturato, il castello entrò in possesso di Cangrande della Scala nel 1311. Nella metà del XIV secolo Cangrande II costruì la grandiosa fortificazione di Montecchio Maggiore, non più esistente.

Tali possedimenti furono acquisiti prima dai Visconti, poi dalla Repubblica di Venezia all’inizio del XV secolo.

Dalle possenti mura del Castello di Bella Guardia, tutt’ora recanti i segni delle cannonate risalenti alla guerra di Cambrai, spuntano tra le pietre grezze scuri ciuffi d’erba, ad eccezione delle massicce pietre angolari, levigate e disposte in modo più ordinato e rigoroso. Erta nel cuore del fortilizio millenario, la svettante mole in mattoni rossi del mastio si innalza dietro le candide mura e dalla sua posizione dominante si abbraccia con lo sguardo la vallata ed il lontano profilo dei monti Berici che sbiadiscono all’orizzonte come avvolti da una densa foschia.

Se vi chiedete cosa fare a Montecchio Maggiore, i castelli della Villa e di Bella Guardia sono due dei più significativi e affascinanti punti di riferimento storico e culturale del vicentino.

Villa Cordellina Lombardi

Armoniosamente inserito in un sontuoso parco ornato da statue in Via Lovara, 36, 36075 Montecchio Maggiore-Alte Ceccato (VI), l’incantevole complesso architettonico settecentesco è costituito dalla Villa Padronale, due barchesse e da altri maestosi fabbricati rurali.

Divisa verticalmente in tre settori, la facciata sud della Villa è accessibile tramite un’elegante scalinata che conduce ad un pronao scandito da colonne ioniche sopra le quali si staglia il frontone triangolare recante al centro il blasone della famiglia Cordellina.

Per informazioni in merito agli orari di visita e al formidabile ciclo di affreschi che ingentilisce gli interni della dimora signorile, si consiglia di visitare la sezione dedicata alla villa del sito www.provincia.vicenza.it.

Cosa fare a Val Liona in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Val Liona: la sagra dei Gargati, il sentiero di Campolongo, la chiesa di San Martino. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Val Liona?

Il comune di Val Liona confina a nord con Brendola, a nord est con Zovencedo, a sud con Orgiano, a sud est con Sossano, a est con Zovencedo, Villaga e Sossano, a ovest con Sarego, Lonigo e Alonte.

La sagra dei Gargati

La sagra dei Gargati si svolge ogni anno nel mese di novembre. L’edizione 2022 si è svolta il 12, 13, 19 e 10 novembre a Spiazzo di Val Liona.

Come indicato dal nome dell’evento, il piatto forte della festa sono i Gargati, tipo di pasta fresca che ricorda i maccheroni realizzata con semola di grano duro, grano tenero. Particolarmente squisita al ragù e col consiero, questa pregiata qualità di pasta è certificata De. C.O. (denominazione comunale di origine) in quanto il grano impiegato per prepararla è coltivato proprio nella Val Liona.

Non mancheranno le appetitose portate di carne alla griglia da abbinare a fette di polenta alla piastra e panini ricolmi di affettato di prima scelta.

Se vi chiedete cosa fare a Val Liona e siete alla ricerca di iniziative per trascorrere al meglio la stagione autunnale all’insegna di eccellenze vinicole, birre artigianali, musica dal vivo e tipicità gastronomiche della tradizione vicentina da far venire l’acquolina in bocca, partecipare alla sagra dei Gargati sarà un’esperienza memorabile!

Il sentiero di Campolongo n° 54

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio della Chiesa Parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo in Via Campolongo, 10, 36040 San Germano dei Berici (VI). Lasciate la facciata del grazioso luogo di culto alla vostra sinistra e procedete lungo Via Campolongo passando affianco all’arco di pietra che dà accesso al pittoresco borgo rurale. In corrispondenza della torre campanaria prendete la laterale di ghiaia incorniciata alla vostra destra da un lungo fabbricato rustico, alla vostra sinistra da un muretto a secco, da filari di fichi e di salici bianchi dietro i quali si estende un rigoglioso vigneto.

Seguite per circa 700 metri la strada che si addentra nell’ameno e silenzioso scenario agreste vallionese fino a raggiungere il cancello arrugginito di una cava ricoperto da un denso strato di edera. Girate a sinistra nella sinuosa cavedagna che si snoda tra un vigneto e un folta siepe di acacie.

In corrispondenza di un rudere di pietra divorato da piante infestanti (45.37621606281028, 11.489624234776569), percorrete il sentiero che si inerpica zigzagando lungo il fianco alberato del monte.

A questo punto (45.37858992458212, 11.493601627655426) imboccate il percorso alla vostra destra, in direzione sud est.

Durante l’escursione potrete godere di spettacolari vedute dell’incantevole vallata scandita da campi coltivati racchiusi dai vivaci declivi dei colli Berici.

Dopo aver contemplato il formidabile panorama dei verdi rilievi boscosi dalla sommità del monte, seguite il tracciato in direzione nord est che porta a Via Monte della Croce. Raggiunti un casa e un fabbricato di campagna (45.38522749432136, 11.49737630408173) continuate verso nord attraversando i soleggiati pendii punteggiati di pallidi olivi dai tronchi nodosi fino ad arrivare a un bivio. Tenete la destra, inoltratevi nel sereno paesaggio silvano e in questo punto (45.38728405133703, 11.505409419307657) svoltate a sinistra e assecondate l’itinerario che si dirige a ovest transitando per brillanti radure fino a sbucare in prossimità del Capitello della Madonna (45.38882059203012, 11.494890073962813).

Svoltate a destra, procedete per 550 metri e svoltate a sinistra in Via Campolongo. Seguite per circa 1 km la strada in discesa che vi ricondurrà alla chiesa di Sant’Andrea Apostolo.

Se vi chiedete cosa fare a Val Liona e vi appassiona l’escursionismo, il sentiero di Campolongo vi guiderà nell’atmosfera fiabesca e senza tempo di oasi naturalistica ideale per chi desideri respirare aria pulita a pieni polmoni, trovare rifugio dal chiasso del traffico e ammirare visoni paesaggistiche mozzafiato.

La chiesa di San Martino

Situata in Via Chiesa, 1, la chiesa di San Martino si distingue per un’elegante facciata scandita orizzontalmente in tre sezioni. Al piano terra, sei semicolonne ioniche scanalate affiancano un massiccio portale coronato da un timpano ricurvo.

Affiancato da volute, il settore centrale è scandito da lesene ioniche tra le quali si aprono quattro monofore ornate da statue di santi.

A concludere lo sviluppo verticale della struttura è il grande frontone semicircolare poggiante sull’architrave recante l’iscrizione TURONISQUE S. MARTINO EP. DICATUM.

Cosa fare a Brendola in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Brendola: la sagra di San Michele Arcangelo, il duomo di Brendola, il sentiero 32. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Brendola?

Il comune di Brendola confina a nord est con Altavilla Vicentina, a nord ovest con Montecchio Maggiore, a sud est con Val Liona e Zovencedo, a sud ovest con Sarego, a est con Altavilla Vicentina, Arcugnano e Zovencedo, a ovest con Montebello Vicentino e Sarego.

La sagra di San Michele Arcangelo

Il giorno dedicato a San Michele Arcangelo è il 29 settembre, ma la celebrazione in suo onore non corrisponde sempre a questa data. L’edizione 2022 si è svolta dal 16 al 18 settembre.

In occasione dell’evento, Piazza del Mercato ospiterà una grande area di ristorazione nella quale potrete assaporare squisite pietanze da far venire l’acquolina in bocca, dai goderecci panini onti ricolmi di affettati agli intramontabili piatti della tradizione come il baccalà alla vicentina con fette di polenta fumanti. Protagonista indiscusso dell’evento gastronomico sarà la succulenta carne cotta nello spiedo rotante.

Appuntamento indicato per gli appassionati di attività fisica, il programma dell’evento prevede tornei di calcetto nel vicino campo sportivo.

Per maggiori informazioni in merito al ricco menù e alle coinvolgenti iniziative della festa, si consiglia di visitare la pagina Facebook Sagra San Michele.

Se vi chiedete cosa fare a Brendola e desiderate vivere la fine dell’estate nel clima gioviale e accogliente di una fiera paesana d’altri tempi tra calici di vino di prima scelta, boccali di birra e musica dal vivo, partecipare alla sagra di San Michele Arcangelo potrebbe fare proprio al caso vostro!

Il duomo di Brendola

Situato in Via Carbonara, 5, il duomo di Brendola è uno dei monumenti più significativi del patrimonio culturale del Brendola. Progettato nel XX secolo e rimasto incompiuto, il complesso architettonico novecentesco si distingue per un’imponente facciata annerita ritmata da quattro massicce paraste.

Al piano terra di aprono tre varchi ad arco ribassato, corrispondenti ai portali di accesso, sopra i quali si stagliano tre gigantesche monofore a tutto sesto (la centrale delle quali di dimensioni maggiori), attraverso le quali si intravedono le file di possenti colonne che separano le navate e i contrafforti esposti al sole generare impressionanti e taglienti giochi di luce e ombra che avvolgono la gigantesca struttura, lentamente divorata da verdi e rigogliose piante infestanti, in un’aura romantica e misteriosa che sembra invitare lo spettatore a contemplarne silenziosamente la solenne mole.

Se vi chiedete cosa fare a Brendola, visitare questo raro complesso architettonico intriso di mistero e fascino decadente sarà un’esperienza memorabile!

Il sentiero 32

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio tra Via Asiago e Via G. Zanella (45.47161970328074, 11.45784532470339).

In alternativa, se volete includere nel percorso una visita al Duomo di Brendola, potete lasciare l’auto in Piazza del Mercato.

Partendo da Piazza del Mercato, raggiungete l’incrocio tra Via B. Croce e Via Revese tramite Via Gioacchino Rossini. Girate a destra e procedete per 600 metri lungo Via Revese fino a trovare, alla vostra destra, l’elegante struttura incompiuta del Duomo di Brendola. Svoltate a sinistra e percorrete Via Roma per circa 450 metri, dopodiché girate a sinistra nel parcheggio.

In corrispondenza delle strisce pedonali (45.471457065965396, 11.45803580298713), salite la scalinata che conduce alla parrocchia di San Michele Arcangelo. Giunti a Piazzetta del Popolo, la fatica dell’escursione è ripagata dalla veduta ad ampio raggio dei vivaci colli costellati di olivi argentati, della vallata solcata da filari di rigogliosi vigneti e dei pittoreschi caseggiati rustici che si perdono all’orizzonte.

Passate lungo il lato nord della chiesa di San Michele Arcangelo, poi salite la bianca gradinata alla vostra sinistra affiancata da un palazzo a tre piani in cui è affissa una targa dedicata a Felice Piovene.

Seguite per 300 metri Via Pio XII, sinuosa strada panoramica da cui si abbraccia con lo sguardo lo straordinario scenario rurale della vallata scandita da campi coltivati, simili da questa prospettiva a minuscole tessere di un mosaico.

Alle vostre spalle, erte sull’aspra sommità calcarea di un’altura erbosa disseminata di olivi e delimitata da terrazzamenti sostenuti da candidi muretti a secco ammantati di edera, troneggiano le svettanti torri di pietra della Rocca dei Vescovi, fortificazione millenaria costruita presumibilmente durante il regno di Berengario come baluardo di difesa dalle incursioni degli ungari.

A questo punto continuate a nord lungo la Strada Monti Comunali per circa 150 metri fino a giungere ad un bivio. Tenete la destra e proseguite in salita lungo la via, inizialmente asfaltata, poi sterrata, che si addentra in una densa galleria formata dai rami di maestosi faggi dalla quale si intravedono, nei tratti in cui la vegetazione si dirada, paesaggi sempre più suggestivi con l’aumentare dell’altitudine, ne sono esempi La panca sulla Roccia e il belvedere del bosco della Brendola.

Il sentiero a questo punto continua a ovest passando per il Bosco comunale Mario Tonin e Via della Pineta, snodandosi tra folti boschi e brillanti radure fino a giungere, attraverso Strada Monti Comunali, al Golf Club Colli Berici. Poco dopo il parcheggio del Golf Club, inoltratevi nuovamente nel tracciato incorniciato da alte querce (45.484126805740566, 11.454741005246571).

L’itinerario costeggia il fianco del colle in direzione sud. Superata una panchina di legno (45.479825086692145, 11.452820193890329), la stradina di ghiaia attraversa un allegro fiumiciattolo e sbuca in Via G. Zanella (45.4739715954185, 11.455700318407057).

Se avete parcheggiato presso la parrocchia di San Michele Arcangelo, svoltando a sinistra tornerete al punto di partenza seguendo il tratto di strada più breve. Se avete parcheggiato in Piazza Mercato, svoltate a destra e passando per Via Fogazzaro percorrete a ritroso la strada che avete fatto all’andata.

Cosa fare a Zovencedo in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Zovencedo: la sagra di San Gottardo, il sentiero del Calto n° 63, il castello di Zovencedo. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Zovencedo?

Il comune di Zovencedo confina a nord e a nord ovest con Brendola, a nord est con Arcugnano, a sud con Villaga, a sud ovest con Val Liona, a est con Arcugnano, Barbarano Mossano e Villaga, a ovest con Brendola e Val Liona.

La sagra di San Gottardo

Il 4 maggio è il giorno della commemorazione della scomparsa del vescovo benedettino San Gottardo di Hildesheim, anche la celebrazione in suo onore non corrisponde sempre a questa data. L’edizione 2022 si è svolta dall’11 al 13 giugno.

La festa popolare prevede specialità gastronomiche della cucina vicentina e serate danzanti con orchestre di liscio. Se vi chiedete cosa fare a Zovencedo e desiderate vivere l’estate all’insegna di tipicità da far venire l’acquolina in bocca, calici di vino, boccali di birra e musica dal vivo, partecipare a questo evento potrebbe fare proprio al caso vostro!

Il sentiero del Calto n° 63

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio in corrispondenza della chiesa di San Nicola (45.42844921029716, 11.501170340446107).

Imboccate la strada in discesa che affianca il parcheggio seguendo la segnaletica per il sentiero n° 63, lasciate alla vostra sinistra un rudere divorato da piante infestanti e seguite il tracciato in direzione sud ovest fino a raggiungere un vasto spiazzo in terra battuta delimitato da muretti a secco coperti da un florido manto di edera.

Ombreggiata dalle dense fronde di maestosi faggi, l’area è lambita da un limpido ruscello le cui acque sono convogliate, attraverso un sinuoso canale, nella fontana della Villa, grande vasca quadrangolare situata sotto una rientranza nella parete calcarea presso la quale sono presenti un tavolo e due panche.

Lungo il cammino troverete le indicazioni per l’abitazione Rupestre Sengia dei Meoni, il museo della pietra di Vicenza ed il covolo dell’uomo di Neanderthal. Seguendo quest’ultima indicazione troverete lungo il percorso una verde cascata di capelvenere gettarsi nelle acque della fontana dell’Albiolo, appoggiata allo scosceso declivio.

Dopo aver visitato il candido antro, rifugio dei nostri antenati più di settantamila anni fa, il sentiero conduce al borgo rurale di Calto, pittoresco caseggiato rustico circondato da rilievi alberati.

Procedendo verso sud est, lungo Via Calto, l’itinerario si immerge nella valle dei mulini, incantevole località solcata da gelidi fiumiciattoli e cascatelle che alimentano le ruote in legno di complessi molitori secolari incastonati tra i monti disseminati di olivi, acacie e svettanti pioppi.

Da Via Calto continuate su Via Alessandro Manzoni, poi svoltate a sinistra in Via Gervasi (45.412376332009885, 11.493350467985563).

Da Via Gervasi prendete la prima laterale a destra in corrispondenza di un vigneto, poi fiancheggiate un ripido pendio costellato di olivi e, arrivati ad una casa di fronte alla quale sorge un grande pino marittimo (45.41484285745064, 11.496858392971331), lasciate la strada asfaltata e addentratevi nuovamente nella rigogliosa vegetazione boschiva tramite il percorso sterrato che vi ricondurrà al punto di partenza transitando per Via Costabella, Via Croce e Via Roma. Sulla via del ritorno, di notevole interesse sono anche gli scorci paesaggistici che potrete ammirare dal belvedere Calto Val Liona (45.42666462784131, 11.506995352520184) e la profonda fontana della Cazzola (45.42829652736378, 11.507509972550094).

Se vi appassiona l’escursionismo e vi chiedete cosa fare a Zovencedo, il sentiero del Calto n°63 vi guiderà attraverso gli scenari naturalistici mozzafiato di grotte millenarie e dimore di pietra armoniosamente inserite tra i vivaci profili tondeggianti di antichi colli alberati.

Il castello di Zovencedo

Situata in Via Castello, 6, la grandiosa fortificazione troneggia sulla sommità di un’altura da cui si abbraccia con lo sguardo il spettacolare panorama berico. La scarsità scarsità di informazioni in merito alla storia del castello, la cui più antica testimonianza risale a un documento di Federico Barbarossa del 1158, rende la formidabile rocca ancor più affascinante e misteriosa.

Cosa fare a Barbarano Mossano (VI): 3 idee

Scopri cosa fare a Barbarano Mossano in provincia di Vicenza: la sagra del Redentore, la fiera di Santa Caterina, il sentiero di San Bernardino n° 81, Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Barbarano Mossano?

Il comune di Barbarano Mossano confina a nord con Nanto, a nord ovest con Arcugnano, a sud est con Albettone, a sud ovest con Villaga, a est con Rovolon, a ovest con Zovencedo.

La sagra del Redentore

La ricorrenza ha luogo ogni anno la terza domenica di luglio ma i festeggiamenti si svolgono anche nei giorni precedenti e successivi a questa data. L’edizione 2022 si è tenuta dal 15 al 19 luglio nella frazione di Ponte di Barbarano.

Origine della festa del Redentore

Fu a tal punto devastante l’epidemia di peste che nella seconda metà del XVI secolo aveva afflitto la città di Venezia, che una volta dissoltisi gli ultimi focolai del terribile morbo il senato della Repubblica di Venezia incaricò l’architetto Andrea Palladio di realizzare il progetto della chiesa del Santissimo Redentore.

Ogni anno, per celebrare l’estinzione della micidiale calamità, uno spettacolare ponte di barche viene allestito per collegare Fondamenta Zattere ai Saloni al campo del Santissimo Redentore di fronte alla grandiosa mole del convento rinascimentale.

Il programma della festa

Appuntamento consigliato per le buone forchette, il ricco menù include piatti prelibati di bigoli e gnocchi al ragù, carne alla griglia e fritture di pesce da abbinare a qualità vinicole autoctone e boccali di birra, nonché squisiti dolci fatti in casa.

Se vi chiedete cosa fare a Barbarano Mossano e desiderate immergervi nel clima spensierato e gioviale di una delle più antiche e significative manifestazioni culturali della regione Veneto all’insegna di spettacoli musicali e pirotecnici mozzafiato, specialità gastronomiche da far venire l’acquolina in bocca e serate danzanti, partecipare alla festa del Redentore sarà un’esperienza memorabile!

La fiera di Santa Caterina

Il 25 novembre è il giorno in cui si commemora il martirio di Santa Caterina d’Alessandria, vissuta ad Alessandria d’Egitto tra il III e il IV secolo. L’edizione 2022 della fiera si è svolta dal 25 al 27 novembre.

In occasione del tradizionale evento popolare migliaia di partecipanti, sia abitanti del luogo che persone da ogni parte della regione, gremiscono le strade disseminate di punti di degustazione e di padiglioni nei quali troverete prodotti artigianali e agricoli autoctoni. Il programma prevede inoltre esibizioni artistiche e musicali, esposizioni di macchinari agricoli ed una grande area di ristorazione in Via Zonato in cui potrete assaporare tipicità della cucina vicentina da leccarsi i baffi.

Il sentiero di San Bernardino n° 81

L’itinerario 81 si snoda per 10 km con un dislivello di 375 metri. Il punto di partenza è la chiesa di San Pietro Apostolo in Via Giuseppe Garibaldi, 16. Lasciate la facciata del luogo di culto alle vostre spalle e procedete a sinistra (verso sud est) lungo Via Giuseppe Garibaldi per circa 230 metri, dopodiché svoltate a destra in Via Calbin.

Dopo 300 metri svoltate a destra in contra’ dei Munari. Procedete per 300 metri lungo contra’ dei Munari tra caseggiati rurali di pietra, alti e scuri abeti, acacie e aceri campestri dietro i quali si stagliano vivaci rilievi erbosi scanditi da floridi vigneti e pallidi olivi dai tronchi nodosi.

Superato l’Alloggio Colli Berici Mulin Cuchei in Contra’ Munari 27 imboccate una gradinata di pietra alla vostra destra che accompagna ad un antico mulino ad acqua avvolto dalla vegetazione campestre.

Il cammino ben segnalato si inoltra nelle amene alture ammantate di alberi e arbusti i cui rami formano un affascinante corridoio naturale che a tratti, diradandosi, lascia spazio a fantastici scorci panoramici di declivi soleggiati e di suggestive caverne chiamate covoli.

La meta più significativa dell’itinerario a livello culturale, storico e naturalistico è la grotta di San Bernardino, cavità carsica che si addentra nella roccia per circa 30 metri e che avrebbe costituito, nel XV secolo, l’eremo di San Bernardino da Siena.

Se vi chiedete cosa fare a Barbarano Mossano e siete alla ricerca di un incantevole percorso che regali incantevoli vedute della formidabile mole dei monti Berici, il sentiero 81 farà sicuramente al caso vostro!

Cosa fare a Nanto in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Nanto in provincia di Vicenza: la sagra dell’Addolorata, il sentiero dei monti di Nanto, Villa Barbaran Grassi. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si torca Nanto?

Il comune di Nanto confina a nord con Castegnero, a nord est con Montegaldella, a nord ovest con Arcugnano, a sud con Barbarano Mossano, a sud est con Rovolon, a est con Montegaldella e Rovolon, a ovest con Arcugnano.

La sagra dell’Addolorata

La celebrazione dedicata a Maria Addolorata ricorre ogni anno il 15 settembre, giorno successivo a quello in cui Sant’Elena (Flavia Giulia Elena) aveva ritrovato, nel 327, la croce sulla quale Gesù era stato crocifisso. L’edizione 2022 si è svolta dal 26 al 28 agosto e dal 2 al 4 settembre. Per maggiori informazioni in merito alle date del prossimo evento si consiglia di consultare la pagina Facebook della Pro Loco di Nanto e il sito web del comune.

Appuntamento consigliato per le buone forchette, la fiera prevede rinomate ricette della tradizione gastronomica vicentina, dalle seppie ai ferri alle prelibate trippe nonché squisite frittelle artigianali che potrete assaporate nelle grandi aree di ristorazione in corrispondenza della chiesa del Santissimo Salvatore nella località del Bosco di Nanto.

Ad animare ulteriormente le giornate di festa vi saranno brillanti giostre colorate, serate danzanti con orchestre di liscio ed esibizioni di talentuosi dj dai ritmi travolgenti.

Se vi chiedete cosa fare a Nanto e volete immergervi nell’atmosfera spensierata di una festa popolare d’altri tempi all’insegna di pietanze da far venire l’acquolina in bocca, boccali di birra e calici di vino da gustare nella serena cornice rurale di un’incantevole comune situato alle pendici sud orientali dei monti Berici, partecipare alla sagra dell’Addolorata è un’occasione da non perdere.

Il sentiero 85 dei monti di Nanto

Il punto di partenza dell’ameno itinerario è il candido monumento ai caduti in Via Chiesa Vecchia. Superata l’antica pieve di Nanto, alla vostra destra, proseguite per circa 450 metri, tenendo la sinistra, lungo sinuosa strada asfaltata incorniciata da muretti a secco, siepi ben curate e svettanti cipressi che si addentra tra i soleggiati pendii costellati di olivi argentati e floridi ciliegi, dopodiché imboccate lo scosceso sentiero sterrato che si inerpica sui colli (45.43994339575659, 11.5711495676926).

Il tracciato si inoltra tra la rigogliosa vegetazione boschiva fino a condurre all’incrocio tra Via Basili e Via S. Nicolò (45.44768120691991, 11.557546658453619).

Seguite Via Basili per 220 metri, poi tenete la sinistra in Via Mason da cui godrete di vedute ad ampio raggio del Lago di Fimon circondato dai declivi ammantati di vegetazione arborea e arbustiva e del distante profilo dei monti Berici che si stagliano all’orizzonte. Raggiunta la fontana del ciclista, svoltate a sinistra e percorrete Via Brazzolaro per 400 metri, poi girate a destra in Via Bella Pai.

Dopo circa 600 metri, raggiunta una casa rurale, tenete la sinistra, salvo segnali di divieto, in Alta Via dei Berici fino ad arrivare ai covoli di Trene, spettacolari grotte (nelle quali sono stati rinvenuti reperti dell’età del Neolitico), da cui si può ammirare lo sconfinato paesaggio agreste delimitato a valle da folte siepi e le alture boscose che troneggiano all’orizzonte.

Se vi chiedete cosa fare a Nanto e desiderate avventurarvi in un ambiente naturalistico incontaminato solcato da piacevoli sentieri da cui potrete contemplare scorci panoramici mozzafiato, percorrere il sentiero 85 dei monti di Nanto sarà un’esperienza indimenticabile.

Villa Barbaran Grassi

Situata in Via Madonetta, 10, Villa Barbaran Grassi è uno dei più affascinanti e significativi complessi architettonici nel comune di Nanto. Armoniosamente inserita in un vasta estensione erbosa disseminata di querce secolari. Articolata su due livelli, la residenza signorile rinascimentale è costituita da un lungo edificio di pietra scandito al piano terra, sul lato sud, da nove eleganti arcate a tutto sesto, visibili dalla strada, sopra le quali si aprono sei finestre.

Elemento di particolare pregio storico e ornamentale sono i blasoni araldici collocati in corrispondenza della chiave di volta delle arcate, nei quali sono riuscito a riconoscere le figure di pregiati scudi e di un leone rampante. Internamente, la dimora gentilizia custodisce un inestimabile patrimonio di affreschi eseguiti nell’arco dei secoli che delicatissimi interventi di restauro stanno lentamente riportando al loro antico splendore.

Cosa fare a Castegnero in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Castegnero: la festa dea siaresa, la chiesa di san Michele Arcangelo, Il sentiero 1 del monte delle Rose. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Castegnero?

Il comune di Castegnero confina a nord con Longare, a nord est con Montegaldella, a nord ovest con Arcugnano, a sud con Nanto, a est con Montegaldella, a ovest con Arcugnano.

La festa dea siaresa

Nel 2023 la festa della siaresa si svolgerà dal 26 al 28 maggio e dal 2 al 4 giugno. L’edizione 2022 si è svolta in Piazza Mercato, fulcro della socialità del comune circondato dai vivaci declivi ammantati nella stagione primaverile dalle floride chiome rosa dei ciliegi in fiore, pianta simbolo di vita e di rinascita.

La tradizionale ricorrenza vi permetterà di assaporare specialità gastronomiche che valorizzano il dolce frutto rosso rubino, da prelibati risotti e tortellini con caprino di ciliegia alle fettuccine di brasato di ciliegia, squisite pietanze che potrete abbinare ad eccellenze vinicole del luogo e boccali di birra artigianale.

Per maggiori informazioni in merito all’evento si consiglia di visitare la pagina Facebook “Festa dea Siaresa – Castegnero – VI”.

Se vi chiedete cosa fare a Castegnero e desiderate trascorrere le calde giornate estive nella cornice agreste avvolta da verdi alture dello splendido comune del vicentino, partecipare alla festa dea siaresa potrebbe fare proprio al caso vostro!

La chiesa di San Michele Arcangelo

Situata in Via Piazza Villaganzerla, 20, 36020 Villaganzerla (VI) la chiesa di San Michele Arcangelo si distingue per una facciata a salienti ritmata orizzontalmente da candide fasce intonacate cui si alternano fasce in mattoni a vista. Verticalmente tripartito, il fronte del luogo di culto reca al centro un massiccio portale ligneo sormontato da un arco a tutto sesto e affiancato da due monofore.

Al di sopra del portone si apre un’elegante trifora con archetti a tutto sesto incorniciati da un ulteriore arco recante al centro un oculo cieco e delimitato da una ghiera decorata.

Un raffinato motivo ad archetti pensili asseconda il profilo degli spioventi del tetto, coronato da cinque guglie.

Il sentiero 1 del monte delle Rose

Il punto di partenza del percorso consigliato è Piazza Mercato, dove potete lasciare l’auto. Procedete a nord est lungo Via Fontana Fozze fino a trovare alla vostra sinistra l’antica trattoria al Sole. Svoltate a sinistra in Via Pilastrini. Affiancato da case di pietra, la strada asfaltata si restringe via via fino a lasciare spazio ad un percorso in acciottolato incorniciato da colli costellati a ovest di floridi ciliegi, a est di pallidi olivi e di maestosi cipressi tra le cui chiome scure svetta la torre campanaria della chiesa di san Giorgio Martire, sorta su uno spiazzo panoramico ritmato da cipressi e pini marittimi da cui si può ammirare una veduta ad ampio raggio dello sconfinato scenario campestre castegnerese.

Lasciatevi la chiesa alle spalle e continuate verso ovest lungo Via Villavecchia per 260 metri fino ad arrivare al bivio Tra Via Chiesavecchia e Via Castellaro in corrispondenza di un grazioso capitello (45.44484585506384, 11.581767762772852).

Tenete la sinistra e proseguite lungo Via Chiesavecchia delimitata da un muricciolo di pietra all’ombra di cipressi dell’Arizona argentati e alte querce. Dopo 170 metri, al bivio tra Via Chiesavecchia e Via Fontecchio, procedete in salita lungo Via Fontecchio come indicato dal segnale in legno del sentiero n° 1, poi seguite le indicazioni per la variante del sentiero 1.

La fatica dell’escursione è ripagata dalle spettacolari vedute di radiosi declivi disseminati di oliveti e di campi coltivati punteggiati di caseggiati rustici simili, da questa prospettiva, a miniature che sbiadiscono lentamente fino a fondersi all’orizzonte con la grandiosa mole, avvolta da una tenue foschia, dei monti Berici .

Superata una grande casa di campagna imboccate il sinuoso sentiero sterrato che si inerpica zigzagante sul fianco del colle per circa 900 metri, poi svoltate a sinistra in Via Sermondi per arrivare all’oratorio della Santissima Trinità sulla vetta del Monte delle Rose. Riprendete il cammino in direzione nord ovest fino ad arrivare al caseificio Sermondi, produttore di formaggio di capra.

Lasciate l’azienda agricola alla vostra sinistra e proseguite la candida strada in salita che affianca le stalle del caseificio. Superate le stalle, dopo circa 150 metri, tenete la destra e seguite le indicazioni per la variante del sentiero 1 e per la vecchia casa rurale ca’ Gaspari (Colombetto). Dopo aver visitato il suggestivo rudere ricoperto di vegetazione arborea e arbustiva, scendete verso sud est. Il sentiero sterrato sfocia nella strada asfaltata che conduce a una serie di case incastonate tra brillanti pendii alberati.

Scendete lungo Via Castellaro tenendo la destra, come indicato dal segnale variante del sentiero n° 1, e imboccate subito dopo le scalette di legno alla vostra destra che si addentrano nel bosco. Lo stretto sentiero sbuca su una strada di ghiaia. Seguite le indicazioni per il ristorante Il Rovere, raggiunto il quale, scendete lungo il sentiero 1 alla vostra sinistra (45.449937200264706, 11.569557869076728). Dopo 850 metri il sentiero 1 incrocia l’itinerario che avevate percorso all’andata.

Se vi chiedete cosa fare a Castegnero e desiderate godere di una vedute paesaggistiche mozzafiato, avventurarvi in questo incantevole comune del vicentino sarà un’esperienza indimenticabile!

Cosa fare a Montegaldella in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Montegaldella: la festa della zucca, la ciclabile del saluto, la chiesa di San Michele Arcangelo. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Montegaldella?

Il comune di Montegaldella confina a nord con Montegalda, a nord ovest con Longare, a sud est con Cervarese S. Croce e Rovolon, a sud ovest con Nanto, a est con Montegalda e Cervarese S. Croce, a ovest con Longare, Castegnero e Nanto.

La festa della Zucca

La fiera tradizionale si tiene ogni anno, tranne rare eccezioni, nel mese di settembre nella frazione di Ghizzole. L’edizione 2023 si svolgerà dal 15 al 18 e dal 21 al 24 settembre.

Allestita in Via Ghizzole nella tranquilla cornice agreste di un vasto campo ombreggiato da un lungo filare di tigli presso Villa Ragona Cecchetto e la chiesa di San Tarcisio, la sagra esalta i colori e gli aromi della stagione autunnale attraverso squisite ricette a base del prelibato frutto delle Cucurbitaceae dalla polpa compatta e leggermente farinosa, dal gusto dolce e fragrante, la cui simpatica forma tondeggiante e il cui colore arancione acceso

rievocano scenari fantastici e incantati radicatisi nell’immaginario collettivo grazie ad antiche fiabe come quella di Cenerentola, resa nota nella Penisola a partire dal XVII secolo con la pubblicazione di La gatta cenerentola di Giambattista Basile, rivisitazione di una leggenda millenaria dell’antico Egitto.

Nutriente e saporita, la zucca può essere abbinata a insaccati e affettati per la preparazione di diverse pietanze goderecce, di cui i tortelli alla zucca con salsiccia e pomodoro ed il cotechino con la zucca in agrodolce sono solo alcuni esempi dei numerosi piatti del ricco menù dell’evento.

Ad animare la tradizionale ricorrenza vi saranno inoltre giostre e spettacoli di cabaret, esibizioni di danza e serate dedicate ai grandi successi musicali degli anni ’90.

Se vi chiedete cosa fare a Montegaldella e siete alla ricerca di iniziative originali per trascorrere la fine dell’estate in allegria e spensieratezza all’insegna di specialità gastronomiche del territorio, calici di vino e boccali di birra, la festa della Zucca è un’evento più che consigliato.

La ciclabile del saluto

L’itinerario ciclo-pedonale si addentra nel sereno ambiente campestre della pianura vicentina solcata dalle anse serpeggianti del Bacchiglione all’ombra di floride siepi e lunghi filari di scuri e svettanti pioppi cipressini.

Se vi chiedete cosa fare a Montegaldella, questo piacevole sentiero è indicato per chiunque desideri praticare attività fisica leggera all’aria aperta in un silenzioso e ameno scenario naturalistico tra sconfinati campi di granturco e vaste distese erbose costellate di caseggiati rustici e maestose ville secolari.

la chiesa di san Michele Arcangelo

Situata in Via Roma, 2, la chiesa di San Michele Arcangelo è uno dei più significativi monumenti di architettura del comune. Orizzontalmente tripartita, la facciata della chiesa è scandita al piano terra da quattro coppie di lesene corinzie di tonalità rosa che incorniciano il massiccio portale ligneo centinato.

Racchiusa tra due eleganti cornici dentellate, la sezione centrale è ritmata da altre quattro coppie di lesene, di tonalità verde, tra le quali si aprono cinque nicchie ornate da statue raffiguranti, da sinistra a destra: San Giuseppe che impugna il bastone fiorito e tiene in braccio il Bambino Gesù, San Pietro con le chiavi del regno dei cieli, Gesù che mostra il Sacro Cuore, san Paolo, riconoscibile per il libro e la spada al suo fianco e infine Sant’Antonio, identificabile per il saio francescano e i simboli del giglio e del Bambino.

A concludere lo sviluppo verticale della struttura è un elaborato frontone curvilineo coronato da un grande arco a tutto sesto sormontato da una croce di pietra.

Internamente divisa in tre navate, la chiesa reca nella navata centrale una elaborata cantoria in cui è collocato un raffinato organo a canne.

Cosa fare a Montegalda in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Montegalda: la fiera di San Marco, la festa del Baccalà, Castello Grimani-Sorlini, Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Montegalda?

Il comune di Montegalda confina a nord con Grumolo delle Abbadesse, a nord est con Grisignano di Zocco, a nord ovest con Longare, a sud est con Veggiano, a sud ovest con Montegaldella, a est con Veggiano, a ovest con Longare e Montegaldella.

La fiera di San Marco

La fiera di San Marco ricorre ogni anno per commemorare il martirio del santo Patrono di Venezia. L’edizione 2022 si è svolta dal 22 al 25 aprile.

In occasione della sentita celebrazione la vasta area di Piazza Guglielmo Marconi, delimitata a sud ovest da una fila di maestosi tigli, i sontuosi ambienti di Villa Gualdo, residenza signorile del XVII secolo nonché attuale sede municipale e l’ameno parco fluviale di Colzè, delimitato dalle anse serpeggianti del Bacchiglione, ospiteranno aperitivi, esposizioni fotografiche, mostre d’arte e grandi aree di ristorazione in cui potrete assaporare pietanze da far venire l’acquolina in bocca, da portate di carne alla griglia a base di costine, salsicce e fettine di bovino alla piastra da gustare con fette di polenta gialla fumante e croccanti patate fritte, a piatti di tagliatelle con asparagi, cui seguiranno deliziose torte e crostate in casa.

Se vi chiedete cosa fare a Montegalda e desiderate vivere le tranquille giornate primaverili all’insegna di una cucina godereccia che attesta la qualità dei prodotti del territorio, eccellenze vinicole autoctone, giostre esilaranti, spettacoli di danza e iniziative artistiche e culturali allestite nella favolosa cornice naturalistica e architettonica di incantevoli parchi naturali e sontuose dimore gentilizie, la fiera di San Marco è un’occasione da non perdere!

La festa del Baccalà

La sagra ha luogo ogni anno nel mese di ottobre in Piazza Marconi. L’edizione 2022 si è tenuta dal 7 al 9 ottobre.

Appuntamento consigliato per le buone forchette, l’evento promuove i protagonisti della tradizione gastronomica vicentina le cui antiche radici, legate allo spettacolare arcipelago norvegese delle Lofoten, risalgono al periodo in cui un mercante veneziano, naufragato sull’isola di Røst nella prima metà del XV secolo, aveva appreso dai pescatori del luogo i metodi di lavorazione e conservazione del merluzzo per la preparazione del cosiddetto Stockfish.

Importato nella Penisola, i veneziani seppero valorizzare il pesce bastone, così chiamato per la forma e la durezza che lo caratterizzano, ideando il prelibato baccalà alla vicentina, la cui ricetta, codificata e tramandata nei secoli, è oggi preservata e tutelata dalla confraternita del Bacalà. Il nome della tipicità trae tuttavia in inganno, dal momento che l’ingrediente principale non è il baccalà, ovvero il merluzzo salato e stagionato, bensì lo stoccafisso, cioè il merluzzo lasciato essiccare all’aria aperta.

Oltre al baccalà alla vicentina il ricco menù include gnocchi, pasticcio, spaghetti alla chitarra, baccalà mantecato, taglieri di affettati e di formaggi e molto altro!

Se vi chiedete cosa fare a Montegalda e non sapete resistere all’aroma di specialità ittiche di prima scelta, partecipare alla festa del baccalà potrebbe fare proprio al caso vostro!

Castello Grimani-Sorlini

Situata in Via Castello, 19, la fortificazione millenaria si erge sulla sommità di un colle soleggiato costellato di pallidi olivi dai tronchi nodosi e dalle chiome argentate.

Nel XIII secolo la fortezza fu conquistata dal condottiero Ezzelino III da Romano, passò poi sotto il dominio padovano, in seguito scaligero e successivamente milanese. Nel XV secolo, durante la dominazione della Repubblica di Venezia, il formidabile complesso architettonico perse la funzione difensiva per cui era stato concepito e venne sottoposto ad una serie di interventi volti a ingentilirne la struttura e renderla più confortevole.

La poderosa cinta muraria coronata da merli ghibellini avvolge l’incantevole corte interna scandita da un porticato adornato da pregiate statue. Esternamente, lo splendido giardino all’italiana si distingue per i precisi disegni geometrici, improntati ad un rigido criterio di simmetria, dei candidi vialetti articolati intorno a sculture e fontane di pietra racchiuse dal perimetro di aiole ben curate.

Cosa fare a Grisignano di Zocco (VI): 3 idee

Scopri cosa fare a Grisignano di Zocco: l’antica fiera del Soco, Villa Ferramosca, il Molino Benedetti. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Grisignano di Zocco?

Il comune di Grisignano di Zocco confina a nord con Camisano Vicentino, a sud con Veggiano, a sud est con Mestrino, a sud ovest con Montegalda, a est con Campodoro, a ovest con Grumolo delle Abbadesse e Montegalda.

L’antica fiera del Soco

La festosa ricorrenza popolare si svolge ogni anno nel mese di settembre. L’edizione 2023 avrà luogo dall’8 al 14 settembre.

Proprio come le fiere di Santa Lucia di Piave e di Godega di Sant’Urbano, l’antica fiera del Soco tramanda sin dal basso medioevo il legame ancestrale che unisce l’essere umano al lavoro nei campi e alla cura degli animali, attività basate sul rispetto di una terra fertile, salubre, portatrice di vita e ritenuta per tale motivo sacra per le ricchezze che ne derivano.

La manifestazione commemora l’antica credenza secondo la quale la Vergine Maria sarebbe apparsa sul troncone di un albero nel favoloso scenario della pianura vicentina nel quale sorgeva, tra i sette e gli ottocento anni fa, una florida comunità dedita all’agricoltura.

In occasione della celebrazione campestre di fine estate, le piazze e le vie alberate del centro urbano si riempiono di padiglioni in cui sono esposti manufatti locali, laboratori artigianali che illustrano scene di quotidianità della vita medievale, fattorie didattiche nonché punti di degustazione e grandi aree di ristorazione in cui potrete assaporare specialità gastronomiche da far venire l’acquolina in bocca: da pietanze goderecce di carne allo spiedo e pizze cotte in foro a legna a squisiti risotti che potrete abbinare ad eccellenze vinicole autoctone e boccali di birra di prima scelta.

L’evento include vaste aree dedicate sia ad attrazioni moderne, come le vorticose giostre meccaniche illuminate da luci elettriche di cui sono un esempio il loop fighter, le montagne russe, i seggiolini volanti e lo slam bob, sia attività ludiche a cui si dedicavano i nostri antenati, come il tiro con l’arco e la scherma medievale.

Se vi chiedete cosa fare a Grisignano di Zocco e desiderate trascorrere le fresche serate di fine estate all’insegna di tipicità culinarie da leccarsi i baffi, scatenarvi al ritmo di talentuosi gruppi rock, assistere ad esposizioni d’auto d’epoca, ammirare spettacoli pirotecnici mozzafiato, l’antica fiera del Soco sarà un’appuntamento imperdibile!

Villa Ferramosca

Scandita al piano terra da un sontuoso colonato tuscanico, la maestosa dimora cinquecentesca reca al piano nobile, in posizione centrale, un elegante loggiato sopra il quale si stagliano l’architrave ed il frontone triangolare ingentilito da uno stemma nobiliare.

L’edifico adiacente, la cui facciata rivolta a nord ovest presenta una loggia con archi a tutto sesto, è collegato al corpo padronale e alla barchessa tramite un candido colonnato di ordine tuscanico.

Ulteriore elemento di pregio architettonico è il luogo di culto intitolato a Sant’Antonio visibile da Via Vittorio Veneto.

Distinta da una facciata a capanna conclusa da tre acroteri, la cappella è accessibile tramite un portale ligneo sopra il quale si apre una minuta nicchia semicircolare.

Molino Benedetti

Incastonato nel cuore del centro urbano grisignanese, il complesso industriale costituisce una delle località panoramiche più suggestive del comune.

Da Via Bedinella, all’ombra delle chiome pungenti di quattro pini marittimi, è visibile sulla destra una massiccia gradinata in blocchi di pietra chiara velata da un manto d’erba. A sinistra, una fitta successione di pali di legno delimita un isolotto alberato lambito dal fiume Tesinella, le cui acque azionano la ruota metallica del molino affiancato alla chiusa.

A dominare lo sfondo del paesaggio sono la torre idrica in cemento a forma di fungo e l’imponente mole cilindrica di enormi silos intaccati dalla ruggine.

Se vi chiedete cosa fare a Grisignano di Zocco e siete alla ricerca di una prospettiva affasciante per uno scatto fotografico, il molino Benedetti merita certamente una visita.