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Cosa fare a Arsiè (BL): 4 idee

Scopri cosa fare a Arsiè in Provincia di Belluno: Summer Fest Arsiè, il lago del Corlo, il campanile vecchio, la chiesa di Rocca. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Arsiè?

Il comune di Arsiè confina a nord con Lamon, a nord ovest con Castello Tesino, a sud con Valbrenta, a est con Fonzaso e Seren del Grappa, a ovest con Grigno e Valbrenta.

Summer Fest Arsiè

L’edizione 2024 della Summer Fest ha avuto luogo da giovedì 13 a domenica 16 giugno nel centro Polivalente di Fastro.

Il programma dell’evento ha previsto invitanti specialità culinarie, da galletti alla brace e fritture di pesce a succulenti spiedi con polenta, da assaporare con freddi boccali di birra e qualità vinicole del territorio.

Se vi chiedete cosa fare a Arsiè, la Summer Fest Arsiè è un’occasione da non perdere per trascorrere la bella stagione all’insegna di elettrizzanti concerti, coinvolgenti attività sportive all’aria aperta, fiumi di birra e tipicità goderecce da far venire l’acquolina in bocca.

Per maggiori informazioni in merito al prossimo appuntamento della vivace ricorrenza è possibile consultare la pagina Facebook Summer Fest Arsié e la pagina Instagram summer_fest_official.

Il lago del Corlo

Salvo segnali di divieto, il punto di partenza dell’itinerario è l’area parcheggio in Via San Rocco (45.95239749879048, 11.750117098063072), a breve distanza dalla Chiesa dei Santi Ippolito, Cassiano e Antonio da Padova. Percorrete Via San Rocco fino all’incrocio con Via Liberazione, poi svoltate a destra e seguite le indicazioni per il cimitero e per Val Carazzagno. La sinuosa strada asfaltata si estende lungo il fianco di un’altura assolata punteggiata di noci, robinie, abeti, aceri campestri, frassini e molte altre rigogliose piante d’alto fusto. Lasciate alla vostra destra l’ingresso del cimitero di Rocca e attraversate il Ponte di Polo, da cui si gode di una veduta mozzafiato del gelido invaso idrico sovrastato da pareti rocciose strapiombanti.

Il sentiero si addentra nella densa vegetazione arborea di salici, pioppi, acacie, olmi e ontani che ombreggiano le sponde del profondo bacino lacustre artificiale, specchio d’acqua cristallino sorto negli anni Cinquanta del Novecento. Durante il tragitto è facile rimanere incantati dai ruderi di antichi caseggiati di pietra, come la contrada de Coste, e dalle limpide cascate che sgorgano da rocce ammantate da muschio e felci.

Il percorso escursionistico sbuca in Via I Maggio (45.981518330792596, 11.784676448165273). Svoltate a sinistra e superate il ponte sul torrente Cismon. Alla rotonda prendete la prima uscita e procedete per 140 metri, poi imboccate la strada alla vostra sinistra. Seguite la strada in discesa per 180 metri in direzione della centrale dell’Enel, dopodiché girate a sinistra nella strada sterrata che si ricollega all’itinerario. Quest’ultimo si snoda parallelamente alla strada statale 50 per circa 550 metri, prima di addentrarsi in un florido bosco.

L’ultima parte del sentiero si articola lungo la sponda occidentale del lago, attraversa Villaggio Nuovo e continua a sud lungo Via Liberazione fino a tornare al punto di partenza in corrispondenza della Chiesa di Rocca.

Il campanile vecchio

Uno dei monumenti più affascinanti e storicamente significativi dell’itinerario è lo svettante campanile di pietra di Corlo, ultima testimonianza dell’abitato di Curon, antico villaggio abbandonato con la costruzione e il riempimento della diga nella metà del XX secolo.

Se vi chiedete cosa fare a Arsiè, il percorso ad anello del Lago di Corlo è consigliato a chi desideri esplorare uno dei bacini lacustri più suggestivi della provincia di Belluno.

La chiesa di Rocca

Situata in Via Chiesa, 1, la Chiesa dei Santi Ippolito, Cassiano e Antonio da Padova si caratterizza per una facciata a doppio spiovente nella quale si apre un luminoso rosone.

Incorniciato da cedri, cipressi, abeti, pruni e olivi, il luogo di culto in stile romanico moderno è accessibile tramite un massiccio portale ligneo anticipato da un arioso portico, scandito sul fronte da tre ampie arcate a tutto sesto.

Cosa fare a Tambre (BL): 3 idee

Scopri cosa fare a Tambre in Provincia di Belluno: la fiera della montagna, la foresta del Cansiglio, itinerario a Tambre. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Tambre?

Il comune di Tambre confina a nord con Chies d’Alpago, a sud con Caneva, a est con Barcis, Aviano, Budoia e Polcenigo, a ovest con Alpago e Fregona.

La fiera della montagna

L’edizione 2024 della fiera della montagna ha avuto luogo sabato 10 agosto in località Sant’Anna.

Come ogni anno, la manifestazione prevede mercatini dell’artigianato, laboratori artistici, dimostrazioni dei lavori boschivi, degustazione di formaggi di malga e di molte altre squisite eccellenze del territorio.

Se vi chiedete cosa fare a Tambre, la fiera della montagna è un’appuntamento imperdibile per trascorrere la bella stagione all’insegna di appassionanti competizioni sportive e di eccellenze enogastronomiche da assaporare nella cornice di un antico paese adagiato ai piedi del monte Guslon. Dalla posizione privilegiata dell’altura boscosa si gode di vedute straordinarie della conca alpagota e del Lago di Santa Croce.

Per maggiori informazioni in merito alla fiera della montagna e di tutte le coinvolgenti iniziative organizzate dal comune è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Tambre.

Itinerario a Tambre

Il punto di partenza dell’itinerario è l’area parcheggio in Viale Marconi, leggermente più a sud della Chiesa Parrocchiale dei Santi Ermagora e Fortunato. Procedete a nord lasciando alla vostra destra la maestosa facciata del luogo di culto, al centro del quale si apre un grande arco a tutto sesto.

Superata la chiesa continuate per circa cento metri, dopodiché imboccate la scalinata alla vostra destra che porta a Via Isela. Procedete per altri cento metri in lieve salita lungo la strada asfaltata delimitata da un muricciolo di pietra, da cui si gode di una veduta suggestiva del paese incastonato tra il Lago di Santa Croce e le pendici boscose del monte Guslon, del Cornor, del monte Cavallo e del monte Colombera.

Tenete la sinistra nel sentiero sterrato segnalato da un pannello informativo. Le indicazioni del sentiero nº 3 denominato “sulle tracce del cervo” guidano in visitatore nella densa vegetazione boschiva che ammanta il declivio. Dopo circa 1 km tenete la destra nel tracciato che sfocia in Via Lamaraz.

Continuate a sud ovest e superate l’abitato di Sant’Anna passando per Via Lamaraz e Via Monte Guslon. All’incrocio con Via Cansiglio svoltate a destra, poi prendete Via delle Fornaci alla vostra sinistra e procedete in direzione di un ampio piazzale. Il tragitto riprende in direzione sud, attraversa una luminosa estensione prativa e porta alla candida chiesa di Sant’Anna, grazioso luogo di culto concluso da una copertura di pietra a doppio spiovente coronata da una croce.

La foresta del Cansiglio

Il cammino si articola in direzione est, addentrandosi nell’atmosfera fiabesca e sospesa nel tempo della foresta del Cansiglio tra la Val dei Toiton e Val de Pietra. Usciti dal silenzioso faggeto, il percorso si snoda lungo il Sentiero CAI 926 per il Rifugio Semenza, da cui si abbraccia con lo sguardo lo spettacolare paesaggio del Pian delle Lastre e della Conca d’Alpago.

Tenete la sinistra e seguite l’itinerario sterrato che si estende ai margini della foresta. Poco dopo il bivio Contaront de Sora ha inizio il percorso in discesa che passando per Via Federa riconduce al centro di Tambre.

Se vi chiedete cosa fare a Tambre, il sentiero indicato è solo uno dei numerosi itinerari che è possibile intraprendere per contemplare lo straordinario patrimonio naturalistico e storico di uno delle più affascinanti località del Bellunese. Nella sezione “percorsi naturalistici” del sito prolocotambre.it troverete splendidi percorsi escursionistici alla scoperta di borghi antichi, chiese millenarie, malghe assolate e foreste incantate solcate da limpidi torrenti.

VENETO: SETTIMANE DEL FOLIAGE, GRAN FINALE DOMENICA 1 DICEMBRE A VICENZA E VERONA

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Alla scoperta di piante e natura con la guida degli esperti paesaggisti: “gli alberi sono le sentinelle della natura, i colori ci raccontano le stagioni

Villa Valmarana ai Nani bosco
Villa Valmarana ai Nani bosco

Verona/Vicenza, 28 novembre 2024 – Si va verso il gran finale delle settimane del Foliage curate da Adsi – Associazione Dimore Storiche Italiane e Dimore Amiche del Veneto. Si tratta di una serie di eventi volti ad avvicinare le persone alla conoscenza delle piante e della natura che le circonda. Ogni appuntamento difatti è condotto da un esperto.

Per darci una indicazione su come si riconoscono le piante abbiamo chiesto ad una paesaggista di darci alcune indicazioni: Pamela Nichele, è laureata in progettazione di parchi e giardini, ha frequentato la facoltà di agraria dell’università di Padova, ha conseguito un master di paesaggio a Barcellona. Alla 32esima edizione del Festival Internazionale dei Giardini di Chaumont-sur-Loire, nel 2023, ha vinto il premio come migliore progetto italiano. “Gli alberi – spiega Nichele – sono le sentinelle dell’ambiente in cui viviamo: sono degli ottimi indicatori di ciò che accade e quale stagione stiamo effettivamente attraversando; quindi se è vero che una rondine non fa primavera è vero che quando il Ginko assume il colore giallo oro siamo proprio entrati in autunno: la natura trova sempre il modo per ‘raccontarsi’, basta saper cogliere i suoi segnali”. Parlando ancora di colori , prosegue Nichele “l’Acero o il Liquidambar ci regalano le tinte rosse, la Nyssa invece vira le sue foglie verso l’arancio; per legare il tutto con le giuste sfumature non può mancare il giallo-arancio tipico del Faggio”.

autunno villa valmarana
autunno villa Valmarana

Tre gli appuntamenti di questa domenica – 1 dicembre – con la caccia al Foliage perfetto: a 𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐕𝐚𝐥𝐦𝐚𝐫𝐚𝐧𝐚 𝐚𝐢 𝐍𝐚𝐧𝐢 alle 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟏:𝟑𝟎 e 𝟏𝟒:𝟎𝟎 guidati dall’operatrice olistica Artemisia; da non perdere la visita del bosco, alla palazzina, e alla foresteria: la passeggiata si concluderà con un brindisi finale (info e prenotazioni: info@villavalmarana.com).

Castello di Thiene Foliage R
Castello di Thiene-Foliage

Appuntamento anche al Castello di Thiene con tre tour, guidati da Pamela Nichele, (alle 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟎:𝟎𝟎, alle 𝟏𝟏:𝟑𝟎 e alle 𝟏𝟒:𝟎𝟎 (info e ticket: www.castellodithiene.com).

Villa Sagramoso Sacchetti foliage R
Villa Sagramoso Sacchetti foliage

Sempre questa domenica 1 dicembre a 𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐠𝐫𝐚𝐦𝐨𝐬𝐨 𝐒𝐚𝐜𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐢, a Verona, sono in programma tre tour: alle 𝟏𝟏:𝟎𝟎 alle 𝟏𝟒:𝟏𝟓 𝐞 alle 𝟏𝟔:𝟎𝟎), guidati dal proprietario della dimora, Alvise Sagramoso (Info: sagramoso.alvise@gmail.com +39 348 0172982 – Ingresso dal cancello di via Miniscalchi – angolo via Turbina).

Cosa fare a Rivamonte Agordino (BL): 4 idee

Scopri cosa fare a Rivamonte Agordino in Provincia di Belluno: la sagra di Sant’Antonio, Casera Amarol, le miniere di Val Imperina, la chiesa di San Floriano. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Rivamonte Agordino?

Il comune di Rivamonte Agordino confina a nord con Agordo, a sud con Gosaldo e Sospirolo, a est con La Valle Agordina e Sedico, a ovest con Voltago Agordino e Gosaldo.

La sagra di Sant’Antonio

Secondo il calendario liturgico, il giorno dedicato a Sant’Antonio da Padova è il 13 giungo. Nel comune di Rivamonte Agordino la festa in onore del Santo Patrono si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data.

L’edizione 2024 della sagra di Sant’Antonio ha avuto luogo da mercoledì 12 a domenica 16 giugno presso la casa della gioventù (campo sportivo), nelle vicinanze della chiesa parrocchiale di San Floriano in Via Roma, 4.

La celebrazione concilia la solennità della Santa Messa e della Processione con l’atmosfera vivace e spensierata di una sagra d’altri tempi all’insegna di musica dal vivo, lotterie di beneficienza e invitanti specialità enogastronomiche, da panini goderecci agli squisiti gnoc con la poina. Quest’ultima è una tipicità casearia simile alla ricotta ottenuta facendo bollire il siero che si separa dalla cagliata durante la lavorazione del formaggio di malga.

La poina enfumegada si ottiene facendo affumicare il gustoso latticino, rendendolo ottimo per condire pasta, gnocchi e molte altre prelibate pietanze.

Se vi chiedete cosa fare a Rivamonte Agordino, la sagra di Sant’Antoni è un appuntamento consigliato a chi desidera trascorrere la stagione primaverile nella cornice di un’accogliente comunità montana circondata da malghe assolate, antiche faggete e boschi di conifere lambiti a nord dal torrente Cordevole, sovrastati a ovest dalle ripide vette del Monte Armarolo e del Monte Agner e dominati a est dalla colossale mole dei Monti del Sole.

Per maggiori informazioni in merito alla coinvolgente ricorrenza popolare è possibile consultare la pagina Facebook PRO LOCO Rivamonte.

Le miniere di Val Imperina

Raggiungibili tramite un ponte di legno che collega le sponde del torrente Cordevole, le miniere della Val Imperina testimoniano l’importanza che l’attività estrattiva di rame, piombo, oro e argento rivestiva nel Basso Agordino sin dagli albori del XV secolo.

Valorizzato dopo decenni di abbandono, il centro minerario della Valle Imperina è stato convertito in museo e costituisce oggi uno dei più significativi esempi di archeologia industriale della regione Veneto.

Casera Amarol

Il punto di partenza dell’itinerario è l’ampio piazzale lastricato di sanpietrini antistante alla chiesa di San Floriano.

La parrocchiale di Rivamonte Agordino

Caratterizzato da una maestosa facciata a doppio spiovente, il luogo di culto ottocentesco è accessibile tramite un grande portale sormontato da un timpano ricurvo aggettante. L’elegante portone d’ingresso è incorniciato da due coppie di lesene corinzie scanalate, al di sopra delle quali si stagliano l’architrave e una cornice dentellata. All’altezza dei capitelli corinzi si estende una fascia decorativa scandita da motivi vegetali.

Alle estremità del fronte, due svettanti lesene sostengono il fregio ritmato da triglifi e metope, al di sotto del quale si staglia in caratteri dorati la sigla D.O.M. A concludere lo sviluppo verticale della struttura è il frontone triangolare coronato da tre guglie.

Quest’ultima custodisce un pregiato organo a canne, incantevoli altari in marmi policromi, un’opera pittorica raffigurante la Santissima Trinità, statue di rara fattura dei dodici apostoli nonché una scultura lignea di Andrea Brustolon.

Raggiungere la Casera Amarol

Lasciate alle vostre spalle la facciata del luogo di culto e procedete a sud ovest, tenendo la destra in Via Canop. Attraversate il centro di Rivamonte Agordino tramite Via Rosson e Via Villagrande, dopodiché, poco prima del Panificio Alimentari Orzetti, svoltate a destra e continuate in Via Villagrande per circa 1,5 km procedendo ai piedi di un colle boscoso.

L’inizio del percorso escursionistico si trova in corrispondenza di una caratteristica abitazione in pietra e legno presso la segnaletica per località Casera (46.239442154824715, 12.012766353232026). Il cammino che conduce al rifugio si snoda lungo un candido sentiero che in breve si addenta nella lussureggiante vegetazione arborea che ammanta la luminosa altura.

Circondato dalla densa vegetazione di querce, frassini, aceri campestri, pioppi, pini, abeti e molte altre rigogliose piante d’alto fusto, la Casera Amarol è un grazioso rifugio alpino dalla cui posizione dominante è possibile abbracciare con lo sguardo lo straordinario panorama delle Pale di San Martino, delle vette dei Monti Civetta, Moiazza, di cima di San Sebastiano e dei Monti del Sole.


Cosa fare a Sospirolo (BL): 4 idee

Scopri cosa fare a Sospirolo in Provincia di Belluno: la sagra di Maras, il lago del Mis, i Cadini del Brenton, la Cascata della Soffia. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Sospirolo?

Il comune di Sospirolo confina a nord con Rivamonte Agordino, a nord ovest con Gosaldo, a sud e a est con Sedico, a ovest con Gosaldo, Cesiomaggiore, San Gregorio nelle Alpi e Santa Giustina.

Sagra di Maras

L’edizione 2024 della sagra di Maras ha avuto luogo da giovedì 22 a domenica 25 agosto nella frazione di San Bartolomeo.

La spensierata festa popolare si svolge all’insegna di concerti di musica folk, serate di liscio, invitanti tipicità gastronomiche e appassionanti escursioni storico-naturalistiche alla scoperta delle antiche radici del popolo longobardo.

Il menù dell’ultima edizione della festa ha previsto specialità di pesce, dalla frittura di pesce e gli gnocchi con le capesante alle seppie in umido con polenta, dal pastin con polenta al formaggio alla piastra, da assaporare con freddi boccali di birra e qualità vinicole del territorio.

Se vi chiedete cosa fare a Sospirolo, la sagra di Maras è un’occasione da non perdere per trascorrere la bella stagione in un’incantevole località della Valbelluna lambita dal serpeggiante corso del fiume Piave nella spettacolare cornice del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Per maggiori informazioni in merito alla tradizionale ricorrenza è possibile consultare la pagina Facebook Sagra di Maras.

Il lago del Mis

Il punto di partenza dell’itinerario è l’area parcheggio in corrispondenza del Parco naturale del Mis (46.16511347975926, 12.059447269782064). Procedete lungo il ponte che sovrasta il torrente Falcina, dopodiché imboccate il sentiero alla vostra destra poco prima della galleria della strada provinciale 2.

La prima parte dell’escursione si articola tra le ripide pendici del Monte Sperone e lo straordinario panorama della Valle Felcina. Protetto da staccionate in legno, il sinuoso tracciato si addentra nella densa vegetazione boschiva di abeti, faggi, betulle, carpini, olmi e molte altre rigogliose piante d’alto fusto.

Dopo aver salito una scalinata in legno e terra battuta, il percorso attraversa l’alveo del limpido Torrente Falcina costellato di imponenti massi, poi riprende a est immergendosi nel bosco lussureggiante che ammanta i vertiginosi declivi delle montagne dolomitiche fino a ricondurre all’area ristoro della Val Falcina.

Se vi chiedete cosa fare a Sospirolo, questo itinerario è consigliato agli appassionati di escursionismo che desiderano scoprire e contemplare una delle località lacustri più affascinanti della regione Veneto, brillante gioiello d’acqua turchese incastonato nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

I Cadini del Brenton

Il punto di partenza del sentiero è il Parcheggio della Soffia (46.18730500760441, 12.04313379029168). Superate il ponte sul gelido corso d’acqua sovrastato da colossali pendii rocciosi coperti da un luminoso manto arboreo.

Alla vostra destra si trova l’ingresso (a pagamento) del cammino che conduce ai Cadini del Brenton. Il sentiero si addentra nell’atmosfera primordiale e sospesa nel tempo di un florido bosco punteggiato di aceri, ontani, noccioli e frassini, le cui folte chiome riparano gli escursionisti dal sole estivo.

Meta imperdibile per gli appassionati di fotografia, i Cadini sono delle marmitte fluviali, ovvero delle cavità formatesi dall’azione erosiva dello zampillante torrente cristallino, il cui moto vorticoso ha lentamente plasmato e levigato delle profonde vasche naturali che è possibile ammirare oggi.

La Cascata della Soffia

Il tracciato che conduce al salto d’acqua ha inizio in corrispondenza del Bar la Soffia, presso il quale è collocato un dettagliato pannello informativo. Superati dei graziosi ponticelli di legno, si fa sempre più intenso il suono di una fragorosa cascata zampillante, le cui acque, sgorgando da scoscese pareti rocciose, hanno plasmato misteriose grotte e voragini carsiche dal fondale trasparente.

Cosa fare ad Alpago (BL): 3 idee

Scopri cosa fare ad Alpago in Provincia di Belluno: la sagra di Pieve d’Alpago, il lago di Santa Croce, Escursione ad Alpago. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Alpago?

Il comune di Alpago confina a nord con Erto e Casso, a sud est con Fregona, a sud ovest con Vittorio Veneto, a est con Claut, Chies d’Alpago e Tambre, a ovest con Soverzene, Ponte nelle Alpi e Belluno.

La sagra di Pieve d’Alpago

Secondo il calendario liturgico, il 26 luglio è il giorno dedicato a Sant’Anna, madre della Beata Vergine Maria vissuta a Gerusalemme tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Nel comune di Pieve d’Alpago, la celebrazione in suo onore può svolgersi anche nei giorni precedenti e successivi a questa data.

L’edizione 2024 della sagra di Pieve d’Alpago ha avuto luogo da giovedì 25 a domenica 28 luglio. La tradizionale ricorrenza concilia la solennità della Santa Messa con l’atmosfera gioviale e spensierata di una vivace festa popolare animata da serate di liscio, concerti rock e DJ, mostre mercato e degustazioni di formaggi locali, polenta pastin e molti altri squisiti prodotti tipici.

Se vi chiedete cosa fare ad Alpago, la sagra di Pieve d’Alpago è un’occasione da non perdere per trascorrere la bella stagione all’insegna di musica dal vivo, specialità enogastronomiche ed emozionanti spettacoli di fuochi d’artificio da ammirare nella cornice di un accogliente paese di montagna incorniciato dalle maestose vette della Prealpi Bellunesi.

Per maggiori informazioni in merito alla manifestazione è possibile consultare il sito alpago.club e la pagina Facebook Manifestazioni Alpago.

Escursione ad Alpago

Il Lago di Santa Croce

Il punto di partenza dell’itinerario è il P1 Lago Santa Croce (a pagamento) in Viale al Lago. Procedete a est lasciando alla vostra sinistra l’ingresso dell’albergo ristorante “Alla Spiaggia” in Viale Al Lago, 5, 32016 Farra D’Alpago, dopodiché imboccate la pista ciclabile Via Regia che attraversa il torrente Runal. Seguite per un chilometro e mezzo il candido sentiero sterrato che costeggia la riva del limpido specchio d’acqua all’ombra di frassini, robinie, pioppi, noccioli, olmi e molti altri rigogliosi arbusti, piante d’alto fusto, tra cui splendidi alberi acquatici.

Superato il capitello della Madonna del Lago – Poiatte, incorniciato da un piccolo campanile di legno, lasciate alla vostra destra il centro velico d’Alpago e continuate lungo la pista ciclabile fino a sbucare in Via Poiatte. Svoltate a sinistra in direzione dell’incrocio con la SP 423. Attraversate le strisce pedonali, prendete Via Poiatte e attraversate l’omonimo borgo punteggiato di case di pietra in cui sorge un’antica fontana. Continuate in salita fino a trovare le indicazioni del “nordic walking” (46.10674169126558, 12.355114315465656).

Il percorso panoramico che si inerpica sul verde declive alberato affianca una graziosa casa rurale con un tetto in legno a doppio spiovente situata in Via Pianture. All’incrocio attraversate la strada, superate un vivace corso d’acqua e continuate lungo Via Pianture addentrandovi nella vegetazione di aceri, frassini, abeti e robinie. Lungo la strada troverete una suggestiva fontana ricavata da un tronco da cui sgorga acqua cristallina.

La Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria del Runal

Raggiunto il capitello di legno tenete la sinistra e imboccate il Sentiero Madonna del Runal – Spert – Campon, poco dopo prendete la deviazione a sinistra e procedete lungo il percorso panoramico in direzione est, per arrivare alla cima del monte.

Giunti alla Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria del Runal, il tragitto si articola in discesa a nord est inoltrandosi in un paesaggio fiabesco solcato da gelidi torrenti e ammantato da boschi rigogliosi animati dallo scroscio di cascatelle zampillanti. Un antico ponticello di pietra di epoca romana attraversa il torrente Runal, le cui acque terse scorrono vivaci tra rocce velate di muschio. La parte conclusiva del percorso si snoda in direzione ovest lungo Via Buscole.

Se vi chiedete cosa fare ad Alpago, questa piacevole escursione è consigliata agli amanti di tranquille passeggiate che desiderino esplorare amene località naturalistiche a breve distanza dal Lago di Santa Croce.

Cosa fare a Limana (BL): 3 idee

Scopri cosa fare a Limana in Provincia di Belluno: Limana Paese del Miele, escursione a Limana, il Villaggio fortificato della Madonna di Parè. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Limana?

Il comune di Limana confina a nord con Belluno, a nord ovest con Sedico, a sud con Revine Lago, a sud est con Vittorio Veneto, a est con Belluno e Vittorio Veneto, a ovest con Borgo Valbelluna.

Limana Paese del Miele

L’edizione 2023 di Limana Paese del Miele ha avuto luogo da Venerdì 13 a domenica 15, venerdì 20 e sabato 21 ottobre nell’area proloco del comune in Via Fiabane.

Il programma della scorsa manifestazione ha previsto tranquille passeggiate alla scoperta degli splendidi paesaggi della Valbelluna, mostre mercato con prodotti agricoli locali, degustazioni, convegni e corsi sull’allevamento delle api e sulla lavorazione di formaggi tipici come lo schiz, realizzato con latte munto nelle fertili malghe bellunesi.

Se vi chiedete cosa fare a Limana, la fiera agricola del miele è un’appuntamento consigliato sia ad apicoltori esperti sia a coloro che desiderano acquisire conoscenze utili a muovere i primi passi nel mondo della produzione del miele.

Per maggiori informazioni in merito all’evento agronomico e a molte altre coinvolgenti iniziative culturali e gastronomiche promosse dal comune di Limana, come il concorso “il miele del sindaco” e la Fiera agricola del Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Limana e il sito www.comune.limana.bl.it/it.

Escursione a Limana

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio della chiesa di San Martino – Navasa. Procedete verso il Bar Trevisson Coppe, poi all’incrocio con Via Navasa svoltate a destra e continuate per 250 metri, dopodiché tenete la sinistra e seguite Via Coi per 1,2 km fino a raggiungere il ristorante Pizzeria Parco di Limana.

La prima parte del tragitto regala vedute suggestive di verdi alture soleggiate ammantate da floridi boschi lambiti dal gelido corso del Torrente Cicogna. Volgendosi a nord si rimane affascinati dallo sconfinato panorama della Valbelluna, dominata dalla colossale mole delle Dolomiti Bellunesi che troneggiano all’orizzonte.

Al bivio tenete la destra e procedete in lieve salita in direzione sud est per quasi 1,5 km su Via Ceresera, poi all’incrocio svoltate a destra e continuate lungo la sinuosa strada asfaltata delimitata da un muretto velato di muschio.

Il percorso si snoda a sud ovest per circa 2,5 km addentrandosi nella densa vegetazione di faggi, aceri campestri, olmi, frassini, ontani, betulle, cedri e molte altre rigogliose piante d’alto fusto.

All’incrocio girate a sinistra, affiancate il grazioso capitello di Santa Rita e seguite Via Valpiana per 4 km fino ad arrivare al Centro natura e cultura “Al Vejò”, nel cuore della Valmorel.

Dalla posizione privilegiata dell’abitato, lo sguardo abbraccia i gentili declivi punteggiati di caseggiati di montagna e vaste distese prative brillanti al sole incorniciate da boschi lussureggianti.

Per tornare al punto di partenza seguite Via Valmorel per 900 metri, poi tenete la sinistra in Via Navenze. Superato il pittoresco caseggiato che dà il nome alla via, continuate a nord ovest per poco più di 2 km, dopodiché imboccate la sinuosa strada sulla sinistra che si snoda all’ombra di un bosco di faggi. Superati i tornanti svoltate a destra in Via Cros, poi all’incrocio girate a destra e seguite Via Polentes e Via Calcine affiancando l’antica chiesa di San Vittore.

All’intersezione si svolta a sinistra e si continua su Via Riva US e Via Canalet per circa 1,5 km, dopodiché si prende la laterale a destra (Via Navasa) per tornare alla chiesa di San Martino – Navasa.

Se vi chiedete cosa fare a Limana, l’itinerario suggerito guida il visitatore attraverso alcune delle località naturalistiche più emozionanti e fotogeniche della Valbelluna.

Il Villaggio fortificato della Madonna di Parè

Situato nella frazione di Giaon, in corrispondenza della candida chiesa della Madonna di Parè, il sito archeologico altomedievale consiste in una serie di imponenti massi raccordati da muretti adagiati sui pendii di un colle ricoperto da un folto manto di vegetazione selvatica. Tale struttura è ciò che resta di un insediamento abitativo millenario, la cui posizione strategica consentiva di dominare il territorio circostante.

Cosa fare a Sedico (BL): 3 idee

Scopri cosa fare a Sedico in Provincia di Belluno: la sagra delle antiche Rogge, escursione a Sedico, cascata val Montareze. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Sedico?

Il comune di Sedico confina a nord con La Valle Agordina, a sud con Borgo Valbelluna, a sud est con Limana, a est con Longarone e Belluno, a ovest con Rivamonte Agordino, Gosaldo, Sospirolo e Santa Giustina.

La sagra delle antiche Rogge

L’edizione 2024 della sagra delle antiche Rogge si è svolta da mercoledì 22 a domenica 26 maggio in Piazza IV Novembre a Ponte di Bribano.

Il menù dell’ultimo appuntamento della manifestazione ha previsto invitanti specialità sai di mare che di terra, dal baccalà alla vicentina e le seppie in umido al pollo alla diavola e succulenti spiedi di carne, per non parlare della tradizionale porchetta delle rogge, piatto principe della sagra.

Se vi chiedete cosa fare a Sedico, la sagra delle antiche Rogge è un evento da non perdere per trascorrere la stagione primaverile all’insegna di musica dal vivo, pietanze goderecce da far venire l’acquolina in bocca e freddi boccali di birra da assaporare nella cornice di un’incantevole località armoniosamente inserita nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Per maggiori informazioni in merito alla vivace ricorrenza popolare è possibile consultare la pagina Facebook Sagra delle Antiche Rogge.

Escursione a Sedico: da Bolago alla Cascata val Montareze

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio del Campo comunale “Bruno Fant” in Via Libano. Da questa prospettiva, nelle giornate limpide si rimane incantati dalla spettacolare mole delle vette dolomitiche che cingono questa amena località immersa nel verde e nel silenzio.

All’incrocio con Via Barp svoltate a sinistra e procedete a nord ovest per 550 metri in direzione dell’omonimo abitato, punteggiato di antiche dimore in pietra e legno. Dopo aver superato un’antica abitazione di pietra (latteria, civico nº 12) svoltate a sinistra e seguite la sinuosa strada asfaltata che conduce al camposanto di Barp. Superato il cimitero, continuate a sud fino ad arrivare alla chiesa sconsacrata di Santa Maria Nascente a Valdenère di Bolago.

Annunciato in lontananza dalla cuspide della sua svettante torre campanaria, l’edificio plurisecolare sorge su un’altura erbosa da cui si gode di una veduta suggestiva della Valbelluna e delle imponenti montagne che si stagliano all’orizzonte. Dopo aver contemplato il paesaggio tornate in Via Barp e attraversate il borgo procedendo in lieve salita in direzione nord ovest, dopodiché lasciate alla vostra sinistra l’affittacamere “Vecchia Fattoria”.

Continuate su Via Barp per 650 metri, poi svoltate a sinistra e seguite Via Sommaval per circa 1,5 km in direzione del centro di Bolago, in cui si staglia la splendida chiesa in mattoni a vista dei Santi Faustino e Giovita in Libàno, costruita nel XIX secolo e consacrata agli albori del XX.

All’incrocio svoltate a destra in Via Bolago e procedete per 1 km lungo la strada che discente il soleggiato declivio alberato, poi imboccate Via Val di Fontana e addentratevi nella densa vegetazione boschiva di robinie, noccioli, abeti, pioppi e molti altri arbusti e rigogliose piante d’alto fusto.

Dopo 650 metri tenete la destra in Via Giovanni de Min e procedete per circa 1 km lungo la strada su cui si affaccia l’Oratorio della Madonna del Sonno – Pescul. All’incrocio con Via Casate, in corrispondenza di un grazioso capitello, girate a destra, affiancate il cimitero di Peron e continuate su Via Antonio Gramsci fino a sbucare nella strada regionale 203.

Svoltate a destra e continuate per 170 metri, poi girate a sinistra e attraversate la passerella pedonale del Peron, dalla quale si gode di una veduta panoramica mozzafiato del corso cristallino del Piave, del Monte di San Salvatore del gruppo dello Schiara.

Superato il ponte svoltate a destra e procedete a nord lungo l’itinerario che asseconda il corso del fiume sacro alla Patria. Il piacevole tracciato si articola ai piedi dei Monti del Sole in Località Gottardi inoltrandosi nella lussureggiante riserva naturalistica in cui sorge lo stagno dei rospi e la pozza delle anatre dalle gelide acque turchesi.

La parte conclusiva del precorso attraversa località Salet, estendendosi ai margini della luminosa area prativa, delimitata da una recinzione di legno, in cui pascolano i cavalli del Centro Equestre del Corpo Forestale dello Stato. Il percorso continua lungo l’antica Via degli Ospizi fino a portare, tramite un camminamento di legno, allo straordinario salto d’acqua, meta imperdibile per gli appassionati di escursionismo che si chiedono cosa fare a Sedico.

Tempo di favole al Castello di Thiene, sabato 23 e domenica 24 novembre arriva Aladdin interattivo

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Aladdin Casetello di Thiene
Aladdin Castello di Thiene

Thiene (Vicenza), 20 novembre 2024 – E’ tempo di favole al Castello di Thiene. L’antica dimora thienese ospita questo fine settimana un evento molto particolare: Alddin, lo show interattivo – dove sei tu il protagonista – che promette di incantare grandi e piccini. L’appuntamento è fissato per sabato 23 e domenica 24 novembre, dalle 14.30 alle 18.00, per un weekend di fiaba. Come funziona questo originale spettacolo? Gli ospiti dell’evento saranno i protagonisti di questa avventura dovendo aiutare Alddin a riconquistare la città di Agrabah, liberare Jasmin dal perfido Jafar e riprendersi la lampada con il Genio.

Si tratta di uno spettacolo dalle fattezze uniche. Infatti gli spettatori saranno chiamati ad essere parte attiva dell’evento assieme agli attori. Da non perdere i costumi e gli allestimenti che si integrano, tra luci, musica ed effetti, molto bene nell’antico contesto del Castello. A gruppi – le partenze sono scaglionate ogni 30 minuti – ci si avventurerà nelle sale della Dimora dove ci si troverà immersi in diverse ambientazioni. E servirà l’astuzia di Alddin e degli ospiti per arrivare all’immancabile lieto fine. Lo spettacolo è adatto per adulti e bambini dai 2 anni in su.

Orari:

  • Sabato: ogni 30 minuti dalle 14:00 alle 18.30
  • Domenica: ogni 30 minuti dalle 14:00 alle 18.30
    durata dello spettacolo circa 1 ora

I biglietti sono disponibili in prevendita sul sito: castellodithiene.com

Non perdete l’occasione di vivere un’esperienza magica e indimenticabile. Vi aspettiamo al Castello di Thiene per condividere insieme un’avventura che rimarrà impressa nel cuore di grandi e piccini.

Per ulteriori informazioni: www.castellodithiene.com

Aladdin Casetello di Thiene 2
Aladdin Castello di Thiene

Il foliage? Si ammira con il paesaggista al fianco, nei giardini secolari delle Dimore Amiche del Veneto

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Fino al 1° dicembre eventi dedicati ogni weekend per le visite ai parchi secolari per scoprire la magia dell’autunno

Foliage Dimore Amiche Veneto 3 copia

Padova/Vicenza/Verona, 20 novembre 2024 – Il foliage? Si ammira nei parchi delle Dimore Amiche del Veneto accompagnati da esperti che spiegano scientificamente la magia del foliage. Continuano le Settimane del Foliage in Veneto: fino all’1° dicembre le Dimore Amiche del Veneto – rete di eccellenza che riunisce quelle Dimore Storiche Adsi (Associazione dimore Storiche Italiane, sezione Veneto) che sono ancora oggi vissute dalle famiglie che da secoli le abitano – organizzano viste guidate da paesaggisti dedicate al più romantico dei simboli autunnali

Tra Padova, Vicenza e Verona, il Parco Frassanelle (Rovolon, PD), Villa Rosa (Tramonte, PD),Villa Valmarana ai Nani (Vicenza), il Castello di Thiene (Thiene, VI), Villa Sagramoso Sacchetti (Verona), Villa Angarano (Bassanod el Grappa, VI) e Villa da Schio (Castelgomberto, VI) offrono ai visitatori l’emozione dei giardini storici che si trasformano grazie ai colori dorati dell’autunno. 

Tra gli appuntamenti da non perdere, quelli con i paesaggisti che da anni seguono i parchi delle Dimore Amiche. Pamela Nichele è una di loro, paesaggista che lavora in Italia e all’estero che spiega quali sono gli alberi che trasformano i parchi: “Il Ginko e il Tiglio sono i due re del giallo – spiega Nichele – e quando le loro foglie virano dal verde allora sappiamo che l’autunno è proprio arrivato. La natura trova sempre il modo per ‘raccontarsi’, basta saper cogliere i suoi segnali”. Parlando ancora di colori, prosegue Nichele “l’Acero o il Liquidambar ci regalano le tinte rosse, la Nyssa invece vira le sue foglie verso l’arancio; per legare il tutto con le giuste sfumature non può mancare il giallo arancio tipico del Faggio”.  

Il foliage, infatti è quella variazione autunnale del colore delle foglie degli alberi dal verde al giallo e alle diverse gradazioni del rosso, che è causato dalla diminuzione della clorofilla: con il diminuire dell’irraggiamento solare, il colore verde diventa meno visibile e prevalgono gli altri pigmenti (non più mascherati dalla clorofilla) come i carotenoidi, che conferiscono il tipico colore giallo-bruno. Le tinte rosso e porpora di alcune piante dipendono invece da un diverso gruppo di pigmenti, gli antociani, che, a differenza dei carotenoidi, non sono sempre presenti nelle piante, ma vengono prodotti in autunno. L’evento naturale incanta ogni anno migliaia di persone, affascinate dalle mille sfumature che i boschi regalano ai visitatori.

 

Foliage Dimore Amiche Veneto

Ecco i prossimi appuntamenti e come prenotare le visite:

𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐃𝐚 𝐒𝐜𝐡𝐢𝐨 – 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟐𝟒 𝐍𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟒𝐓𝐮𝐫𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚: 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟏:𝟑𝟎, 𝟏𝟒:𝟎𝟎, 𝟏𝟓:𝟑𝟎
ingresso: € 15,00 intero – € 8,00 ridotto over 70 anni ingresso gratuito per diversamente abili e under 6 anni
Prenotazione obbligatoria: info@villadaschio.com; informazioni al numero 335 64 55 820

Visita con Pamela Nichele paesaggista 𝐏𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐅𝐫𝐚𝐬𝐬𝐚𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 – 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟐𝟒 𝐍𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟒𝐓𝐮𝐫𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚: 𝟏𝟏:𝟎𝟎, 𝟏𝟒:𝟑𝟎
Biglietto adulto 16€Ridotto (4-14 anni) 11€Over 70/studenti (15-25 anni 15,00€Bambini fino a 3 anni Gratis Info e prenotazioni: www.frassanelle.it

Visita con gli operatori del parco 𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐕𝐚𝐥𝐦𝐚𝐫𝐚𝐧𝐚 𝐚𝐢 𝐍𝐚𝐧𝐢 – 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟏 𝐃𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟒𝐓𝐮𝐫𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚: 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟏:𝟑𝟎, 𝟏𝟒:𝟎𝟎€ 20 intero comprensivo di ingresso e visita guidata a Palazzina, Foresteria e bosco, laboratorio e calice finale.€ 10 ridotto sotto i 12 anni Info e prenotazioni: info@villavalmarana.com

Visita con Marzia Voltolina, in arte Artemisia, operatrice olistica 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐓𝐡𝐢𝐞𝐧𝐞 – 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟏 𝐃𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟒𝐓𝐮𝐫𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚: 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟎:𝟎𝟎, 𝟏𝟏:𝟑𝟎, 𝟏𝟒:𝟎𝟎Ingresso 18,00€
Info e prevendita: www.castellodithiene.com

Visita con Pamela Nichele paesaggista 𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐠𝐫𝐚𝐦𝐨𝐬𝐨 𝐒𝐚𝐜𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐢 – 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟏 𝐃𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟒𝐓𝐮𝐫𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚: 𝟏𝟏:𝟎𝟎, 𝟏𝟒:𝟏𝟓 𝐞 𝟏𝟔:𝟎𝟎 15 euro il biglietto intero Bambini entro i 14 anni gratuito Dai 15 anni ai 25 e dai 70 in su 10 euro. Invalidi con anche 1 accompagnatore gratuiti. La visita si potrà tenere anche in lingua inglese, eventualmente suddividendola in 2 gruppi.
Info e prenotazioni: sagramoso.alvise@gmail.com +39 348 0172982

Visita con il comproprietario Alvise Sagramoso

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