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Cosa fare a Borca di Cadore (BL): 3 idee

Scopri cosa fare a Borca di Cadore in Provincia di Belluno: Giro in bicicletta a Vodo di Cadore e Borca di Cadore, il mulino Varettoni, Cascata Ru de Àssola. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Borca di Cadore?

Il comune di Borca di Cadore confina a nord con San Vito di Cadore, a sud con Vodo di Cadore, a sud ovest con Val di Zoldo, a est con Calalzo di Cadore, a ovest con Selva di Cadore.

Giro in bicicletta a Vodo di Cadore e Borca di Cadore

Il punto di partenza dell’itinerario è Piazza Santa Lucia, nucleo storico del paese incorniciato a ovest dalla scuola primaria di Vodo di Cadore, a sud dalle pendici alberate del Monte Rite, a nord dalla Chiesa di Santa Lucia Vergine Martire, dietro la quale si staglia la maestosa mole innevata del Monte Antelao.

Dalla piazza procediamo a nord lasciando alla nostra destra l’ingresso del luogo di culto quattrocentesco e procediamo fino all’incrocio con la Strada Statale 51 di Alemagna. Svoltiamo a sinistra, poi subito a destra nella sinuosa strada in salita che si collega alla ciclabile delle Dolomiti.

Seguiamo la pista ciclabile in direzione nord ovest per circa tre chilometri e mezzo fino a trovare un’area con attrezzi da ginnastica per fare trazioni e stretching (46.43846252918497, 12.219495152556622).

Da Borca di Cadore al Mulino Varettoni

Discendiamo il declivio erboso che sbocca nella strada statale 51 in corrispondenza del municipio di Borca di Cadore. Svoltiamo a destra, poi subito a sinistra in Via Riva del Ponte. Dopo aver superato il ponte panoramico sul Boite, gelido torrente nato dalle sorgenti dolomitiche di Cianpo de Crosc, giriamo a sinistra in Via Salieto e proseguiamo su Via della Chiesa. Arrivati alla Chiesa dei Santi Simone e Giuda Taddeo si gira a destra in Via Fusineles, affianchiamo il cimitero di Borca di Cadore e attraversiamo il Ponte di Cancia, punto di partenza di un’appassionante escursione che conduce a Malga Ciauta e al rifugio Venezia, sorto sulle pendici del Monte Pelmo.

Attraversato il ponte teniamo la sinistra per arrivare al Mulino Varettoni, antico opificio idraulico in pietra e legno splendidamente conservato situato a ridosso della riva destra del limpido corso d’acqua. Conclusa la visita torniamo indietro e superiamo nuovamente il ponte, dopodiché giriamo a destra e seguiamo Via Cavour in direzione della Chiesa di San Rocco. Raggiunto il luogo di culto teniamo la destra e continuiamo per circa 150 metri fino a trovare alla nostra sinistra la fontana di Cancia. Giriamo a sinistra e ricongiungiamoci alla strada statale 51 tramite Via Guglielmo Marconi, attraversiamo le strisce pedonali e imbocchiamo Via Antelao, dopodiché giriamo a destra nella pista ciclabile che ci ricondurrà al centro di Vodo di Cadore.

Lungo il comodo percorso ciclabile asfaltato è possibile abbracciare con lo sguardo luminose estensioni erbose punteggiate di ranuncoli, Achillea millefoglie e occhi della Madonna. Delimitati da silenziosi boschi di conifere, le soleggiate aree prative sono dominate dalle solenni vette del Monte Antelao e del Monte Pelmo.

Poco dopo aver superato lo Chalet del Capriolo, in Via Nazionale, 110, prendiamo la stradina alberata alla nostra destra. All’incrocio con la strada statale 51 attraversiamo le strisce pedonali e seguiamo Via Rezzuò per poco meno di trecento metri, poi giriamo a destra in Via Fornas. A questo punto oltrepassiamo il camminamento della diga, dalla cui posizione si scorgono vedute paesaggistiche mozzafiato del Lago di Vodo di Cadore dominato da Cima Tofana.

Il tracciato si addentra nella densa vegetazione di aghifoglie, attraversa una radura in cui sono accatastati dei tronchi e si ricongiunge alla strada asfaltata che conduce a Malga Ciauta. Teniamo la sinistra e superiamo il ponte sul Boite, poi continuiamo su Via Chiarediego, lasciando alla nostra destra il Centro Sportivo Palada, e proseguiamo fino a tornare in Piazza Santa Lucia.

Cosa fare a Borca di Cadore? Visita la Cascata Ru de Àssola

Il punto di partenza dell’escursione che conduce alla Cascata Ru de Àssola è il parcheggio presso il camposanto di Borca di Cadore in Via Fusineles, presso la Chiesa dei Santi Simone e Giuda Taddeo. Attraversiamo il ponte di Cancia e seguiamo le indicazioni del sentiero 476, chiuso al traffico. Il primo tratto del percorso, in asfalto, si inoltra in una rigogliosa foresta di abeti, le cui chiome sovrastano il florido sottobosco ammantato di felci.

Arrivati al bivio seguiamo la deviazione che in pochi minuti ci porta alla spettacolare cascata, simile a un nastro bianco sospeso tra ripide pareti rocciose, avvicinandosi al quale è facile lasciarsi incantare dal fragore sempre più intenso del salto d’acqua che si infrange sulle rocce velate di muschio.

Se vi chiedete cosa fare a Borca di Cadore questo breve itinerario è consigliato a chi desideri immergersi in un’atmosfera primordiale e fiabesca incastonata nel cuore delle Dolomiti in cui il verde e la pace regnano incontrastate.

Cosa fare a Vallada Agordina (BL): 3 idee

Scopri cosa fare a Vallada Agordina in Provincia di Belluno: Giro del Col di Frena, l’abitato di Cogul, Baita Pianezza. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Vallada Agordina?

Il comune di Vallada Agordina confina a nord con Rocca Pietore, a sud con Cencenighe Agordino, a est con San Tomaso Agordino, a ovest con Canale d’Agordo.

Itinerario Col di Frena

Il punto di partenza è il parcheggio in corrispondenza del ristorante Tabià, nella frazione di Feder (46.376516483127716, 11.895626751810735), accogliente paesino sovrastato dalle vette delle cime d’Auta. La prima tappa del tragitto è il Museo Latteria di Feder, situato in Via Pavier, 3. Il percorso museale è allestito in un caseificio della seconda metà del XIX secolo nel quale sono esposti numerosi utensili impiegati per la produzione di latticini secondo metodi tradizionali.

Continuate su Via Pavier in direzione sud est per 750 metri, superate un limpido torrente e procedete in discesa lungo la strada asfaltata all’ombra di un bosco di conifere. All’incrocio svoltate a sinistra in direzione di Fregona, incantevole abitato ai piedi del Col di Frena (1250 m s.l.m) da non confondere con il comune di Fregona in provincia di Treviso, meta ambita dagli appassionati di escursionismo desiderosi di esplorare l’affascinante Parco Grotte del Caglieron.

Attraversate il centro abitato punteggiato di fienili secolari, conosciuti come tabià, e di caratteristiche dimore in legno e pietra che circondano una candida chiesa e una graziosa fontanella. Degno di nota è il Caselo de Fargona, latteria rappresentativa delle realtà produttive legate all’agricoltura, all’allevamento e alla gastronomia del territorio.

Procedendo lungo la strada principale, a breve distanza dal Caselo de Fregona si trovano le indicazioni del sentiero per Carfon, pittoresco paesino adagiato sul luminoso declivio erboso solcato da muriccioli di pietra. Nel cuore del borgo si trovano una chiesa settecentesca, dalla cui posizione privilegiata si può ammirare la mole boscosa di Cima Pape. All’estremità meridionale del paese si trova il Caselo di Carfon, anch’esso convertito in museo.

Dall’abitato di Carfon si procede a nord est in direzione di Toffol, dove si trova la Chiesa della Beata Vergine Maria di Lourdes (Frazione Toffol, 17). Da qui si continua a est lungo un tratto della strada provinciale 15. All’intersezione seguite le indicazioni per Andrich e affiancate la Chiesa di San Giuseppe. Al segnale di stop svoltate a sinistra, poi imboccate la laterale alla vostra sinistra in direzione di località Piaz.

L’abitato di Cogul

Dopo 700 metri svoltate a sinistra per raggiungere Cogul, ospitale paesino di montagna incorniciato a est da Piz Croce, a ovest dal Col di Frena, a sud da Cima Pape, a nord dall’imponente gruppo delle Cime Auta.

Immerso in una verde estensione prativa, il borgo incastonato tra le montagne è punteggiato di antiche case di pietra e legno adornate da fiori, ruote di carri secolari e sculture che decorano giardini ben curati.

Il percorso prosegue a ovest, addentrandosi nel rigoglioso bosco solcato da gelidi torrenti in direzione di Forcella Lagazzon. Poco dopo aver superato il Rifugio l’Agazon, imboccate il sentiero alla vostra destra che si inoltra nella densa vegetazione di conifere che ammanta una verde altura. Il tracciato riporta alla frazione di Feder.

Se vi chiedete cosa fare a Vallada Agordina, questo piacevole itinerario è adatto a chi desideri scoprire delle località appartate, libere dal turismo di massa, il cui straordinario valore paesaggistico, storico e culturale è legato alle antiche tradizioni che pastori, contadini e artigiani hanno saputo tramandare e valorizzare nel corso dei secoli.

Baita Pianezza

Appollaiato sul versante meridionale delle Cime d’Auta, l’accogliente rifugio sorge a 1655 metri s.l.m ed è raggiungibile tramite il sentiero CAI 684. Situata presso una fontana ricavata da un tronco, da cui sgorga acqua cristallina, la baita si trova a circa dieci minuti di distanza da Forcella Pianezza, dalla cui posizione panoramica si può ammirare il gruppo della Marmolada.

Cosa fare a La Valle Agordina (BL): 3 idee

Scopri cosa fare a La Valle Agordina in Provincia di Belluno: escursione da Casera la Roa a Baita Folega, la chiesa di San Michele Arcangelo, Sagra della Madona de La Neif. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova la Valle Agordina?

La Valle Agordina confina a nord con Val di Zoldo, a sud est con Sedico, a sud ovest con Rivamonte Agordino, a est con Longarone, a ovest con Agordo e Rivamonte Agordino.

Escursione da Casera Roa (Rova) a Baita Folega

Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio di fronte al municipio in Via Chiesa, 1. Lasciate alla vostra destra l’ingresso della sede comunale e seguite per 2,5 km la strada provinciale 347 che si snoda lungo il torrente Missiaga, fino a trovare alla vostra destra l’imbocco del sentiero 544 che conduce a Casera Roa. Il sentiero si inoltra nella densa vegetazione boschiva e affianca una graziosa baita in pietra e legno avvolta da un luminoso prato.

Situata a 1436 metri s.l.m., la casera Roa, Rova, o de la Roa è un accogliente rifugio sovrastato dalle vette innevate del gruppo di San Sebastiano. Avvolta da una fertile estensione erbosa un tempo dedicata all’alpeggio, la casera è una meta consigliata a tutti gli escursionisti che si chiedono cosa fare a la Valle Agordina.

Conclusa la visita procedete a sud est lungo il CAI 544. Al bivio continuate a sud est lungo un tratto del CAI 543 per arrivare alla Casera Moschesin, ricovero alpino sorto ai piedi dell’omonimo monte. Dalla posizione privilegiata della casera, a 1801 metri s.l.m. si gode di una veduta panoramica mozzafiato delle Dolomiti e delle vaste e silenziose foreste di conifere che ne ammantano i ripidi versanti.

Il tragitto riprende in direzione della Cresta del Valaraz tramite il CAI 541. Dai suoi 1885 metri di quota, la vertiginosa dorsale montuosa che domina la Val Clusa regala visioni ad ampio raggio dei Monti del Sole a sud, a est del Monte Schiara e del Monte Talvena, a nord del gruppo di San Sebastiano e del Monte Civetta, a est dell’Agner.

Continuando sul CAI 541 una serie di tornanti si snoda attraverso l’area pesantemente colpita dall’uragano Vaia tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2018, fino a portare alla forcella Pongol (1549 m s.l.m.). Superata la suggestiva e a tratti impervia insenatura si giunge al pianoro di Folega. L’incantevole radura fa da cornice a un bivacco di pietra situato a 1547 metri d’altitudine, alla base del Monte Celo.

Da qui si imbocca il sentiero CAI 545 che si inoltra nel bosco fino a portare al capitello della “Madonna della Schiara”, dopodiché si prende la strada con segnavia CAI 542 che discende il declivio alberato fino a portare al campo sportivo nella frazione di Conaggia, situato a meno di un chilometro dal municipio di La Valle Agordina.

La chiesa di San Michele Arcangelo

Sorto sulle rovine di una chiesa medievale, il luogo di culto settecentesco si distingue per una facciata a capanna ingentilita da un pregiato rosone. Quest’ultimo è collocato tra il portone, coronato da un timpano triangolare spezzato, e un’apertura quadrilobata posta sulla sommità del fronte.

Illuminata da una serie di finestre semicircolari, l’aula unica della chiesa custodisce opere pittoriche di rara fattura, un pregiato altare ligneo e un prezioso tabernacolo realizzato da Andrea Brustolon.

Sagra della Madonna de La Neif

L’edizione 2024 della sagra della Madonna de La Neif ha avuto luogo da sabato 3 a lunedì 5 agosto. Se vi chiedete cosa fare a La Valle Agordina, questa tradizionale celebrazione è un’occasione da non perdere per trascorrere la bella stagione nel cuore storico di una splendida cittadina incastonata tra il monte Celo, il monte Talvena, la Moiazza, il gruppo del Tamer-San Sebastiano e della Civetta, mete imperdibili per appassionati di escursionismo e di fotografia provenienti da ogni parte del mondo.

Per maggiori informazioni in merito alla vivace ricorrenza è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco La Valle Agordina – Dolomiti.

Cosa fare ad Agordo (BL): 3 idee

Scopri cosa fare ad Agordo in Provincia di Belluno: La fiera del bestiam e formai & Vin, il rifugio Carestiato, Casera Camp. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Agordo?

Agordo confina a nord e a ovest con Taibon Agordino, a sud con Rivamonte Agordino, a sud est con La Valle Agordina, a sud ovest con Voltago Agordino, a est con Val di Zoldo e la Valle Agordina.

La fiera del bestiam e formai & Vin

La fiera del bestiam

L’edizione 2024 della fiera del bestiam è prevista sabato 12 ottobre nella cornice del giardino Broi, luminosa area verde delimitata da robinie, tigli e siepi ben curate incastonata nel cuore storico del paese. Dalla prospettiva del centro urbano agordino è facile rimanere affascinati dall’imponenza del Gruppo del Tamer-S.Sebastiano, le cui vette innevate fanno da sfondo alla candida Chiesa Arcidiaconale “Santa Maria Nascente” e dalla grandiosa mole del Monte Agner, erto alle spalle della sede municipale.

In occasione dell’evento il parco alberato ospita la fiera mercato di agricoltori e allevatori locali con produzioni biologiche e a km 0.

Se vi chiedete cosa fare ad Agordo, la fiera del bestiam e formai & Vin sono due iniziative consigliate a chi desideri trascorrere un autunno memorabile all’insegna di mostre zootecniche, specialità enogastronomiche di prima qualità e originali manufatti che valorizzano l’antica tradizione artigianale del territorio.

Formai & Vin

La fiera del bestiame si svolge in concomitanza con Formai & Vin, appuntamento enogastronomico che permette a visitatori provenienti da ogni parte della regione di assaporare squisite tipicità culinarie e vinicole agordine nello splendido scenario del prato “Il Broi” e di Palazzo Crotta – De’ Manzoni, maestoso complesso architettonico signorile di origine medievale aperto a visite guidate prenotabili all’Ufficio Turistico di Agordo.

Il rifugio Carestiato, Casera Camp

Il punto di partenza dell’itinerario è il rifugio Cesare Tomè, raggiungibile dal centro di Agordo tramite la strada provinciale 347 in circa 20 minuti in macchina.

Arrivati al rifugio si imbocca il sentiero CAI 549 fino a incrociare la strada forestale che sfida i ripidi versanti meridionali della Moiazza fino a portare al Rifugio Bruto Carestiato, dalla cui posizione privilegiata, a 1834 m s.l.m., lo sguardo spazia sulla Conca Agordina e sulle palestre di roccia che ogni anno attirano migliaia di scalatori e alpinisti.

Per maggiori informazioni in merito alla storia, ai servizi del rifugio e agli itinerari che si possono intraprendere partendo dal ricovero alpino è possibile consultare il sito www.rifugiocarestiato.com.

Il percorso dal passo al rifugio si estende per 2,8 km e presenta circa 275 metri di dislivello positivo.

La meta successiva è la Forcella Camp, raggiungibile tramite il sentiero 554. La fatica dell’escursione è ripagata dalle vedute mozzafiato della Moiazza e dei boschi di conifere che ne ammantano le scoscese pendici.

Dopo aver visitato la Casera Camp (1861 metri s.l.m.), riparo alpino armoniosamente inserito in una vasta area prativa in corrispondenza del valico di Forcella Camp, si ritorna al rifugio Carestiato. A questo punto si procede a sud in direzione dell’incantevole bosco di conifere che avvolge Casera dei Pass, grazioso rifugio di pietra e legno in cui si trovano un tavolo con delle panche e un camino.

Se vi chiedete cosa fare ad Agordo, l’escursione che dal Rifugio Passo Duran “Cesare Tomè” conduce a Forcella Camp, passando per il rifugio Carestiato, è uno degli itinerari più suggestivi del territorio. Il percorso è consigliato a chi desideri addentrarsi in un’atmosfera fiabesca, silenziosa e sospesa nel tempo, contemplare visioni paesaggistiche straordinarie di solenni montagne circondate dal verde e riposarsi in comodi e accoglienti rifugi alpini.


Cosa fare a Rocca Pietore (BL): 3 idee

Scopri cosa fare a Rocca Pietore in Provincia di Belluno: Folklor Jalpé de la Marmolèda, Malga Laste, Serrai di Sottoguda. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Rocca Pietore?

Il comune di Rocca Pietore, confina a nord con Livinallongo del Col di Lana, sud con Vallada Agordina, a sud est con San Tomaso Agordino e Alleghe, a sud ovest con Canale d’Agordo, Falcade e Soraga di Fassa, a est con Colle Santa Lucia e Alleghe, a ovest con Canazei e San Giovanni di Fassa.

Folklor Jalpé de la Marmolèda

L’edizione 2024 del Folklor Jalpé de la Marmolèda ha avuto luogo da venerdì 17 a domenica 19 maggio a Boscoverde, frazione di Rocca Pietore incorniciata a nord da Cima Migogn (2384 metri s.l.m), a sud da Cima Sasso Bianco, svettante a 2407 metri di quota.

Se vi chiedete cosa fare a Rocca Pietore, partecipare a questa tradizionale ricorrenza è un’occasione da non perdere per trascorrere la stagione primaverile all’insegna di musica dal vivo, sfilate in abiti tradizionali e specialità gastronomiche del territorio da gustare in un incantevole borgo dell’Alto Agordino sovrastato dall’imponente gruppo della Marmolada, la cui grandiosa mole innevata sovrasta il vasto e luminoso paesaggio della Val Pettorina, una delle sette valli del territorio agordino.

Escursione a Rocca Pietore: da Val a Malga Laste

Rifugio Migon

Il punto di partenza dell’itinerario è il centro della frazione di Daghèi, in prossimità della chiesa di Val. Il percorso procede a sud est lungo la strada che conduce a Ronch, caratteristico paesino ai piedi di Sass De Rocia, sulla cui sommità, a 1638 metri di quota, sorge il Bivacco Pian de le Stelle.

Da borgo di Roch il sentiero prosegue a nord ovest ai margini del Sass de la Murada, splendida falesia ambita dagli appassionati di arrampicata sulla roccia. Il tracciato attraversa una soleggiata area erbosa per poi addentrarsi nella densa vegetazione di un bosco di conifere. La tappa successiva del percorso è il Rifugio Migon, situato a Pian de la Leda a 1660 metri s.l.m.

Malga Laste

Il cammino continua in direzione nord ovest per poco più di due chilometri e mezzo fino a portare a Malga Laste, rinomata azienda agrituristica incastonata nel cuore delle Dolomiti a 1868 metri di quota, in una delle località più fotogeniche di Rocca Pietore.

Serrai di Sottoguda

I Serrai di Sottoguda sono un’insenatura rocciosa situata ai piedi della Marmolada, la vetta più alta della Dolomiti (3343 metri s.l.m). Frutto dell’erosione del torrente Pettorina, questa meraviglia della natura si estende da Sottoguda, frazione del comune di Rocca Pietore, e si snoda per circa due chilometri tra vertiginose pareti rocciose alte centinaia di metri.

La spettacolare riserva naturale offre vedute mozzafiato in ogni periodo dell’anno: particolarmente suggestive sono le fiaccolate che nei mesi invernali sembrano tingere d’oro i meandri ghiacciati dell’antichissima formazione geologica.

All’inizio dei Serrai si aprono due gallerie risalenti al primo conflitto mondiale, adibite a deposito di approvvigionamenti e di munizioni. Il percorso storico-naturalistico conduce alla cascata del Franzei, fragoroso salto d’acqua che arriva a sfiorare la strada regalando visioni panoramiche indimenticabili.

Degna di nota è anche la graziosa chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova, internamente decorata da affreschi raffiguranti S. Sebastiano e S. Rocco. All’esterno del luogo di culto si trova una lapide commemorativa dei caduti della Grande Guerra.

Lungo il cammino possiamo ammirare una cavità nella roccia all’interno della quale è collocata una statua della Vergine Maria.

Se vi chiedete cosa fare a Rocca Pietore, questa affascinante gola si articola per circa 2 km in un ambiente naturalistico incontaminato solcato dal limpido corso del torrente Pettorina.

Cosa fare a Taibon Agordino (BL): 4 idee

Scopri cosa fare a Taibon Agordino in Provincia di Belluno: la fiera di San Lucano, Rifugio Capanna Trieste, Rifugio Vazzoler, Rifugio Tissi. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Taibon Agordino?

Il comune di Taibon Agordino confina a nord con Cencenighe Agordino, a nord est con San Tomaso Agordino e Alleghe, a sud con Voltago Agordino, a sud ovest con Gosaldo, a est con Val di Zoldo e Agordo, a ovest con Canale d’Agordo e Primiero San Martino di Castrozza.

La fiera di San Lucano

Secondo il calendario liturgico, il giorno dedicato a San Lucano è il 20 luglio. Nel 2024, la fiera in onore del Santo Patrono di Taibon Agordino, conosciuto anche come l’Apostolo delle Dolomiti, ha avuto luogo sabato 20 e domenica 21 Luglio. Come ogni anno, la santa messa si svolge nell’antica Chiesa di San Lucano, situata a ridosso del corso del Tegnas.

Se vi chiedete cosa fare a Taibon Agordino, la tradizionale ricorrenza è un’occasione ideale per trascorrere la stagione estiva all’insegna di eccellenze enogastronomiche del territorio e appassionanti escursioni nella cornice di un’incantevole cittadina storica lambita da torrenti cristallini e incorniciata dalle vette del Monte Alt, delle Pale di San Lucano e del Monte Civetta.

Rifugio Capanna Trieste, Rifugio Vazzoler, Rifugio Tissi

Il punto di partenza dell’itinerario è il centro di Listolade, frazione del comune di Taibon Agordino, sorta ai piedi del Monte San Lucano presso la confluenza tra il Cordevole e il Corpassa. Procedete in direzione nord est per 3,5 km in località Val Corpassa, lungo la strada asfaltata che si snoda attraverso l’omonima valle estesa ai piedi del gruppo Moiazza-Civetta. Il percorso porta al parcheggio del rifugio Capanna Trieste (Località Valcorpassa, 2) Situato a 1135 m s.l.m., il rifugio è dominato da Torre Trieste, la cui svettante mole troneggia sulla sinuosa vallata dai suoi 2458 metri di altezza.

Dopo aver superato un ponte di legno si imbocca il sentiero 555 che si addentra in una foresta di conifere. La mulattiera conduce a un ponticello di ferro su un limpido torrente, attraversato il quale si tiene la destra seguendo le indicazioni, dipinte su un grande masso, per il sentiero 555 (quota 1289 metri).

Ai margini del candido tracciato si trova un grazioso rifugio di pietra e legno, recante una targa con su scritto “capanna Dottor Ginetto”.

La strada forestale, ben segnalata, serpeggia tra pini mughi e rocce velate di muschio. Da questa prospettiva, a circa 1500 metri di quota, si abbraccia con lo sguardo la Val Corpassa. Nelle giornate limpide e luminose è possibile scorgere la capanna Trieste incastonata tra incontaminati declivi boscosi.

Il rifugio Vazzoler

Raggiungibile dopo 4 km di cammino, il rifugio Vazzoler (quota 1714 metri) rappresenta un punto di riferimento per gli escursionisti alla ricerca di affascinanti località montane avvolte dal verde e dal silenzio. Per informazioni in merito alle specialità gastronomiche, ai servizi e alla disponibilità di camere è possibile consultare il sito www.rifugiovazzoler.com

Rifugio Tissi

A questo punto prendete il sentiero CAI 560 in direzione di Rifugio Coldai. L’itinerario escursionistico si immerge nella densa vegetazione forestale procedendo ai margini di case Favretti, grazioso raggruppamento di abitazioni private sorto sul limitare di una malga assolata sovrastata dai ripidi versanti di Torre Venezia.

La via panoramica conduce al bivio per il rifugio Tissi, a sinistra, e all’aspra altura rocciosa in cui si trova la forcella Col Mandro. Continuate lungo il sentiero 560 per il rifugio Tissi, seguendo l’Altavia 1 che si snoda tra distese erbose punteggiate di candidi massi e ruderi di antiche stalle poste ai piedi di gentili declivi alberati.

Se vi chiedete cosa fare a Taibon Agordino, la fatica del cammino è ricompensata dalle vedute panoramiche mozzafiato che si possono ammirare dal rifugio alpino, dalla cui posizione privilegiata, a 2259 m s.l.m, è possibile abbracciare con lo sguardo i vertiginosi pendii del Monte Civetta.

Cosa fare a Voltago Agordino (BL): 3 idee

Scopri cosa fare a Voltago Agordino in Provincia di Belluno: Col di Luna, Malga Losch, Rifugio Scarpa. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Voltago Agordino?

Il comune di Voltago Agordino confina a nord e a ovest con Taibon Agordino, a sud con Gosaldo, a est con Agordo e Rivamonte Agordino.

Malga Luna e Rifugio Scarpa

Il punto di partenza dell’itinerario è Piazza Don Stefano Gorzegno. In alternativa è possibile lasciare l’auto di fronte alla chiesa di San Nicolò, oppure nel vicino parcheggio raggiungibile prendendo la laterale poco più a sud del luogo di culto, all’altezza di Alpenlegno, in Via Villa, 12. (46.25284719694733, 11.984151017264962).

Lasciate alle vostre spalle la facciata della chiesa parrocchiale e procedete a nord su Viale della Vittoria per circa 200 metri, dopodiché svoltate a sinistra in Via Vich, come segnalato da un cartello giallo che indica la direzione per il rifugio scarpa (un’ora e mezza di cammino), per Malga Losch (CAI 771), la ferrata Stella Alpina e Malga Luna. Seguite la strada lastricata di sanpietrini incorniciata da pittoresche abitazioni di montagna, poi svoltate a sinistra e continuate per circa 650 metri su Via Domadore come riportato dalle indicazioni per i sentieri CAI 771 e 772.

Per arrivare a Malga Luna seguite le indicazioni del sentiero CAI 772. L’ameno percorso escursionistico si addentra in un florido bosco di larici che ammanta il col di Luna, sovrastato a ovest dalle ripide vette innevate della Croda Granda e della Cima d’Angheràz.

Superato un ponticello di legno su un limpido torrente, al bivio tenete la destra e continuate lungo il sentiero sterrato (CAI 772). Il cammino si snoda nella densa vegetazione arborea che ombreggia rigogliose felci e rocce velate di muschio lambite la gelidi fiumiciattoli.

Il tragitto attraversa la luminosa area prativa in cui sorge Mason De Pianézze, grazioso rifugio in pietra e legno avvolto dal verde e dal silenzio. La mulattiera, piuttosto scoscesa, sfida le pendenze del declivio fino a portare al rifugio Malga Luna.

Col di Luna

Seguite il sentiero che passa dietro il rifugio di Malga Luna, affiancando un crocifisso ligneo, per raggiungere in circa dieci minuti un bivio. Tenete la sinistra in direzione del colle Luna, sulla cui cima si erge una svettante croce di ferro. Costellato, nelle stagioni primaverile ed estiva, di ranuncoli, margherite e denti di leone, la sommità dell’altura offre visioni mozzafiato delle Pale di San Martino.

Da questa posizione dominante lo sguardo abbraccia gli abitati di Gosaldo, Forcella Aurine, Frassene, Voltago Agordino e più in là fino ad Agordo, incorniciato dal Monte Agner, Moiazza, il Gruppo del Tamer-S.Sebastiano e i Monti del Sole.

Dopo aver contemplato lo straordinario panorama, percorrete la strada a ritroso per tornare al bivio e seguite le indicazioni per il rifugio scarpa. Il tracciato serpeggia tra faggi e conifere fino a portare al bivacco di Malga Losch, a 1720 m s.l.m. e al Rifugio Scarpa, che dai suoi 1735 metri di quota offre una veduta emozionante dei vertiginosi pendii della Moiazza, dell’Agner, della Croda Granda e del gruppo di San Sebastiano che si stagliano all’orizzonte.

Per tornare al punto di partenza, la via più rapida e semplice è il sentiero CAI 771, piacevole percorso che si articola in corrispondenza della seggiovia. Il tracciato discende il colle passando per l’area picnic Rafadora, in cui si trova un crocifisso di legno, un tavolo, una panca e una fontana ricavata da un tronco.

Se vi chiedete cosa fare a Voltago Agordino, l’escursione presenta un dislivello di ottocento metri e si snoda per quasi tredici chilometri regalando alcune delle vedute panoramiche più suggestive e fotogeniche della Conca Agordina.

Cosa fare a Gosaldo (BL): 3 idee

Scopri cosa fare a Gosaldo in Provincia di Belluno: la sagra della Madonna Addolorata, Casera Cavallera, California di Gosaldo. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Gosaldo?

Il comune di Gosaldo confina a nord con Voltago Agordino, a nord ovest con Taibon Agordino, a sud con Cesiomaggiore, a est con Rivamonte Agordino, Sedico e Sospirolo, a ovest con Primiero San Martino di Castrozza e Sagron Mis.

La sagra della Madonna Addolorata

Il 15 settembre è il giorno dedicato alla devozione alla Vergine Addolorata. Nel comune di Gosaldo, tale celebrazione si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data. L’edizione 2024 della sagra della Madonna Addolorata ha avuto luogo sabato 14 e domenica 15 settembre.

Come ogni anno, la sagra concilia la solennità della Santa Messa e della Processione con l’atmosfera spensierata e gioviale di una festa d’altri tempi all’insegna di musica d’orchestra, specialità enogastronomiche del territorio, serate di danza, tornei di briscola, nonché animazione e intrattenimento per i più piccoli.

Se vi chiedete cosa fare a Gosaldo, la sagra della Madonna Addolorata è un’occasione da non perdere per trascorrere la bella stagione nella cornice di un antico paese situato tra la Conca Agordina e la Val del Mis, sovrastato a ovest dalle spettacolari vette innevate della Croda Granda delle Pale di San Martino, a est della grandiosa mole boscosa del Monte Brandol, Piz de Mez e Piz di Sagron a est.

Per maggiori informazioni in merito alla tradizionale ricorrenza è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Gosaldo.

Itinerario a Gosaldo. Da malga Cavallera a Casera da Camp

Partendo da Piazza S. Giacomo, lasciate alla vostra destra l’ingresso principale della parrocchiale di Gosaldo e affiancate lo svettante campanile inglobato nella facciata della chiesa vecchia di San Giacomo, luogo di culto millenario realizzato in stile gotico romanico. Percorrete la strada provinciale 347 per 3,2 km in direzione sud ovest, attraversando gli abitati di Masoch e Pongan, sorti ai piedi di una rigogliosa altura alberata.

Dopo aver superato il Bar Dal Vecia Di Masoch Morena, in Via Sarasin 11 (località Domadore) imboccate Via Faustin alla vostra destra e procedete per circa 1,5 km fino a trovare uno spiazzo, ai margini del bosco, dove potete parcheggiare (46.217563020000945, 11.929529593747565).

L’inizio della strada forestale si trova in prossimità di un canale di pietra da cui sgorga una limpida cascatella zampillante. La strada forestale, cementata nei punti di maggiore pendenza, si inoltra nella densa vegetazione di un bosco di latifoglie e conifere, regalando vedute panoramiche mozzafiato della Croda Granda.

Malga Cavallera

Il tracciato conduce al rifugio di Malga Cavallera (1680 mt). Una delle mete più affascinanti e fotogeniche dell’escursione, il rifugio si inserisce armoniosamente nel versante sud est delle Pale di San Martino al confine con il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, iscritte nella Lista del Patrimonio dell’Umanità il 26 giugno 2009.

Bivacco Menegazzi

Raggiungibile in circa quindici minuti dalla luminosa malga Cavallera, la meta successiva dell’itinerario è il bivacco Menegazzi. Incastonato nell’amena località Pian Lonch a 1737 m s.l.m, il ricovero offre un spettacolare veduta paesaggistica dei ripidi pendii montuosi, delle crode e delle forcelle erte come imponenti torri a coronamento della splendida malga brillante al sole.

Casera da Camp

Il percorso si articola ai margini delle scoscese pendici rocciose che delimitano la valle attraversata da un torrente cristallino. Situato ai piedi della Croda Granda a 1750 m s.l.m, il rifugio alpino è circondato da quattrocento ettari di pascolo, la cui sua posizione privilegiata rappresenta una meta imperdibile per chi si chieda cosa fare a Gosaldo e desideri contemplare le Pale di San Martino e le vette della Conca Agordina.

California di Gosaldo

La storia del borgo abbandonato, oggi ridotto a un cumulo di ruderi e macerie immerso nella boscaglia, è legata all’attività estrattiva del mercurio nell’area compresa tra Agordo e Fiera di Primiero.

A breve distanza dall’abitato di Pattine era stato fondato un villaggio di minatori il cui fulcro sociale era costituito dall’Albergo California, il cui nome, secondo la tradizione, trae origine dal fatto che il proprietario della struttura aveva vissuto nell’omonimo stato della costa occidentale degli Stati Uniti d’America.

Sorta presso la confluenza dei torrenti Mis e Gosalda, la locanda era stata ricostruita a seguito di un’esondazione che aveva devastato l’area nella seconda metà del XIX secolo, un evento terribile che preannunciava la ancor più catastrofica alluvione che avrebbe spazzato via l’intero paese il 4 novembre 1966.

Cosa fare a Chies d’Alpago (BL): 3 idee

Scopri cosa fare a Chies d’Alpago in Provincia di Belluno: il mercatino Manzoniano, Casera Pian de le Stele, Museo di Storia Naturale dell’Alpago. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Chies d’Alpago?

Il comune di Chies d’Alpago confina a nord con Claut, a sud con Tambre, a est con Barcis, a ovest con Alpago.

Il Mercatino Manzoniano

Nel 2024 del Mercatino Manzoniano ha avuto luogo sabato 18 maggio in Viale Alessandro Manzoni. In occasione della vivace manifestazione, il cuore di Chies d’Alpago si anima di laboratori artigianali che tramandano le arti, i mestieri e le antiche conoscenze che hanno caratterizzato per secoli la storia e la quotidianità del territorio. Il programma dell’evento ha previsto inoltre mostre zootecniche per familiarizzare con pony e cavalli e stand informativi legati al mondo dell’apicultura.

Il Museo di Storia Naturale dell’Alpago

Durante la scorsa edizione della festa, il Museo di Storia Naturale dell’Alpago (Via A. Manzoni, 215) ha aperto le porte ai visitatori desiderosi di conoscere lo straordinario patrimonio di biodiversità faunistica e vegetale del bellunese.

Se vi chiedete cosa fare a Chies d’Alpago, il mercatino manzoniano è un appuntamento da non perdere per trascorrere la stagione primaverile all’insegna di prodotti genuini del territorio, originali manufatti di legno e specialità gastronomiche locali da gustare nella cornice della valle del Tesa, splendida località sovrastata dalla grandiosa mole boscosa del Monte Teverone.

Per maggiori informazioni in merito a questa coinvolgente iniziativa è possibile consultare la pagina Facebook Pro loco di Chies d’Alpago.

Casera Pian de le Stele

La Casera Pian de le Stele è raggiungibile tramite il sentiero CAI 924 con partenza dal parcheggio dell’Agriturismo Malga Cate, in cui si trova la segnaletica per la Val Salatis. L’itinerario forestale si articola ai piedi delle maestose vette innevate comprese tra il Monte Venal e il Monte Caulana, confine naturale tra il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia.

Il percorso regala vedute mozzafiato di ripidi pareti montuose e di sconfinati boschi di abeti, faggi e betulle, la cui atmosfera incantata e sospesa nel tempo è ideale per chi è alla ricerca di un ambiente avvolto dal verde e dal silenzio.

La densa vegetazione del bosco incornicia il caratteristico Moltrin di Casera Campitello, in Val Salatis, lungo fabbricato di pietra a base rettangolare concluso da una copertura a doppio spiovente. In prossimità della stalla sorgono i ruderi del Moldrin, consistenti in un perimetro murario circolare realizzato in ciottoli. La secolare costruzione era impiegata per la mungitura delle pecore, il cui latte veniva trasportato alla Malga Cate per la produzione di formaggio.

L’allevamento ovino in questi territori ha rappresentato per secoli una risorsa fondamentale per l’economia locale (come attestato dalla presenza della pecora autoctona nello stemma del comune) dal momento che le pecore potevano fornire, oltre al latte, anche la carne e la lana. La razza di pecore di questo territorio, definita alpagota, era adatta a pascolare nelle malghe comprese tra i 1.000 e i 1.600 metri s.l.m.

La tappa successiva del percorso è la casera di Pian de le Stele, situata a 1421 metri s.l.m. Oggi adibita a bivacco, la casera si inserisce armoniosamente nella sinuosa valle sovrastata a nord dagli scoscesi declivi del Monte Sestier, a sud dalle pendici del Monte Guslon e della Forcella Laste. All’interno del piccolo fabbricato si trovano un tavolo, due panche, uno sgabello ricavato da un tronco, un camino e una scaletta per raggiungere piano superiore.

Procedendo a est si incontra il segnavia (sentiero CAI 924) per arrivare al Col Pezei (1524 metri). Se vi chiedete cosa fare a Chies d’Alpago, questo itinerario è consigliato a chi desideri immergersi nella storia e nella cultura di quest’antica comunità cinta da solenni montagne e avvolta da fertili malghe brillanti al sole.

Cosa fare a Setteville (BL): 3 idee

Scopri cosa fare a Setteville in Provincia di Belluno: l’antica fiera di Santa Croce a Quero, la chiesa di Sant’Antonio, la Valle di Schievenin. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Setteville?

Il comune di Setteville confina a nord con Feltre, a sud con Cavaso del Tomba, a sud est con Pederobba, a sud ovest con Possagno e Pieve del Grappa, a est con Borgo Valbelluna e Segusino, a ovest con Seren del Grappa.

L’antica fiera di Santa Croce a Quero

L’edizione 2024 dell’antica fiera di Santa Croce a Quero è ha avuto luogo domenica 24 aprile lungo Via Nazionale e in Piazza Marconi, di fronte alla sede municipale.

In occasione della festosa ricorrenza il centro urbano del comune di anima di esposizioni di macchine agricole, musica dal vivo, rinomati prodotti agricoli del territorio, dimostrazioni di intaglio e specialità enogastronomiche locali.

Se vi chiedete cosa fare a Setteville, l’antica fiera di Santa Croce di Quero è un’appuntamento ideale per trascorrere la stagione primaverile all’insegna di mostre zootecniche e tranquille passeggiate alla scoperta degli spettacolari panorami naturalistici di questo incantevole comune del Basso Feltrino.

Per essere sempre aggiornati in merito all’evento è possibile consultare le pagine Facebook Pro Loco Quero

La chiesa di Sant’Antonio Abate di Alano di Piave

Situata in Piazza 30 ottobre, la chiesa di Sant’Antonio è incastonata nel cuore storico di Alano di Piave, sovrastato a nord dalla maestosa mole alberata di Punta Zoc, del Monte Valderoa, a sud dalle cime del Monte Palon e del Monte Tomba.

Il luogo di culto si distingue per un’imponente facciata a doppio spiovente, verticalmente tripartita da due coppie di possenti semicolonne composite. Poggianti su alti piedistalli, le quattro semicolonne sorreggono l’architrave, il fregio e il frontone triangolare dentellato. Coronato da una candida croce, quest’ultimo reca al centro del timpano un’apertura a otto punte.

Sormontato da un frontone ricurvo aggettante, il portale ligneo è affiancato da nicchie contenenti statue di santi.

Al fianco del luogo di culto si eleva la svettante torre campanaria di pietra, a base quadrata, conclusa da una cuspide poggiante su un tamburo ottagonale.

Se vi chiedete cosa fare a Setteville, questo gioiello di architettura neoclassica è internamente adornato da pregiate opere pittoriche, maestosi altari in marmi policromi e statue raffiguranti San Pietro, Sant’Antonio e la Madonna. Degno di nota è senz’altro il fine organo a canne situato dietro l’altare maggiore, al di sopra del quale si staglia uno straordinario capocielo dorato.

La Valle di Schievenin

La valle di Schievenin è un sinuoso solco vallivo del Basso Feltrino racchiuso tra il gelido corso del Piave e il versante nord orientale del massiccio del Grappa. Solcata dal Tegorzo, torrente cristallino nato dalle sorgenti carsiche formatesi nel ventre della montagna, questa luminosa formazione geologica prealpina è una meta imperdibile per gli appassionati di escursionismo e di scalata sulla roccia che si chiedono cosa fare a Setteville.

Come raggiungere la Valle di Schievenin?

Partendo dalla chiesa dell’Annunciazione di Quero, lasciate alle vostre spalle la facciata del luogo di culto e procedete su Via Nazionale, alla vostra sinistra. Dopo circa 60 metri svoltate a destra e imboccate Via Monte Cornella, poi tenete la destra in Via Indipendenza, affiancando la chiesa di Sant’Antonio da Padova. Al bivio svoltate a sinistra e seguite Via per Schievenin per 6 km, attraversando l’incantevole valle incorniciata da alture boscose e punteggiata di caratteristici caseggiati immersi nel verde.

Lungo il percorso troverete alla vostra sinistra le indicazioni per raggiungere la grotta di Santa Barbara, austero luogo di culto incastonato nella roccia, all’interno del quale si trova un altare con una candida scultura della Vergine Maria (45.950941288740346, 11.873745565920771).

Conclusa la visita alla grotta, si scende la scalinata e si prosegue verso nord, seguendo le indicazioni dell’itinerario delle Valli Schievenin e Inferno.

Il carsismo ha modellato con lentezza le pareti rocciose, creando profonde insenature, gole e fenditure che ogni anno attirano numerosi scalatori pronti a sfidare le vertiginose geometrie naturali.