Scopri cosa fare a Mezzane di Sotto: la festa dell’olio e del vino, il Vajo di Mezzane, la Torre di Mezzane di Sott. Volete saperne di più? Prima di tutto…
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Dove si trova Mezzane di Sotto?
Il comune di Mezzane di Sotto confina a nord est con Tregnago, a nord ovest con Verona, a sud con Lavagno, a sud est con Illasi, a sud ovest con San Martino Buon Albergo e Verona, a est con Illasi, a ovest con Verona.
La festa dell’olio e del vino
L’edizione 2023 della festa dell’olio e del vino ha avuto luogo da venerdì 17 a domenica 19 e da venerdì 24 a domenica 26 novembre nell’incantevole cornice storico-naturalistica del parco secolare di Villa Maffei, attuale sede municipale.
Occasione consigliata per le buone forchette, la manifestazione valorizza le rinomate qualità vinicole e di olio prodotte nelle fertili colline mezzanesi attraverso ampie e comode aree di ristorazione nelle quali è possibile assaporare squisite tipicità della tradizione enogastronomica locale.
Se vi chiedete cosa fare a Mezzane di Sotto, partecipare alla festa dell’olio e del vino è un’opportunità imperdibile per trascorrere la stagione autunnale all’insegna di musica dal vivo, serate di danza ed eccellenze enogastronomiche da gustare nello scenario da sogno di una splendida vallata situata a meno di 18 km a nord est di Verona, solcata da sorgenti cristalline, punteggiata di olivi argentati e ammantata da lussureggianti boschi secolari.
Per maggiori informazioni in merito alla vivace ricorrenza tradizionale è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Val Mezzane.
Giro in bicicletta a Mezzane di Sotto – il Vajo di Mezzane
Il punto di partenza dell’itinerario è Piazza Quattro Novembre. Lasciate alle vostre spalle il solenne monumento ai caduti di Mezzane e procedete a nord, in lieve salita, lungo la strada provinciale tra giardini costellati di cedri, cipressi, olivi, aceri e lecci e pittoreschi edifici storici adibiti a molini, locande, osterie, ristoranti, oleifici e falegnamerie. Procedete lungo la strada provinciale (Via Villa), per 1,5 km tra rigogliosi vigneti, costellati nella stagione primaverile di ranuncoli di color giallo brillante, e soleggiate colline boscose che disegnano all’orizzonte il proprio sinuoso profilo.
Dopo aver superato il Molino Sartori, svoltate a sinistra in Via sul Vago. La serpeggiante strada asfaltata si estende lungo il torrente che attraversa radiosi vitigni incorniciati da gentili declivi alberati. Dopo circa 550 metri, una candida stradina sterrata conduce alla sorgente di Sant’Ambrogio immersa nel verde.
Superate il ponte sul torrente e continuate a nord fino a raggiungere la contrada sul Vago, dopodiché imboccate il sentiero sterrato che porta a fondovalle. Il tracciato si snoda lungo il limpido corso d’acqua che lambisce la densa vegetazione arborea.
Il costante lavorio delle gelide acque torrentizie ha lentamente plasmato la roccia calcarea dando vita ai suggestivi fenomeni carsici che caratterizzano questo ambiente magico e primordiale. Insenature e voragini assecondano lo scorrete di tortuosi ruscelli e vivaci cascatelle che zampillano tra umide rocce velate di muschio. Una caratteristica gradinata che si inerpica sul versante dell’altura conduce a un’area attrezzata situata tra profonde grotte.
Se vi chiedete cosa fare a Mezzane di Sotto, intraprendere il percorso che porta al Vajo di Mezzane è un’iniziativa ideale per avventurarsi in un mondo primitivo e incontaminato e contemplare affascinanti fenomeni geologici.
La Torre di Mezzane di Sotto
Uno dei più significativi punti di riferimento storici di Mezzane di Sotto, la svettante torre medievale è incastonata nel cuore urbano del comune in Piazza IV Novembre.
Coronata da un’elegante merlatura a coda di rondine, la torre del XII secolo reca un affascinante orologio in numeri romani al di sotto della cella campanaria, nella quale si aprono quattro caratteristiche bifore.
Le cantine delle abitazioni storiche edificate in prossimità del campanile e dell’antica chiesa, non più esistente, ospitano oggi la rinomata Trattoria La Torre.
Cascate nel Parco Grotte del Caglieron a Breda di Fregona (TV).
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Sovrastato dalla svettante mole boscosa del Monte Pizzoc e dell’altipiano del Cansiglio, il Parco Grotte del Caglieron in località Breda si articola nello scenario fiabesco di una sinuosa forra, ripida cavità carsica immersa nel verde incisa dal costante lavorio delle acque meteoriche dell’omonimo torrente.
Come un paziente scultore, il limpido corso d’acqua ha saputo plasmare nell’arco di milioni di anni le imprevedibili e vertiginose prospettive di un ambiente incantato, primordiale, formato da strati alternati di conglomerato calcareo, di arenarie e di marne sedimentatesi tra i 16 e i 10 milioni di anni fa durante il Miocene medio.
Un robusto camminamento di legno si snoda tra i meandri della serpeggiante insenatura velata di muschi e licheni, tappezzata di felci e coronata da un denso manto arboreo di ontani, aceri campestri, acacie, carpini, ailanti, olmi e altre rigogliose piante d’alto fusto che si stagliano contro la volta celeste.
Da umide sporgenze rocciose, sottili liane di edera pendono al di sopra delle marmitte, voragini carsiche lentamente scavate da fragorose cascate di grande effetto scenografico. Il dislivello dei zampillanti salti d’acqua, di parecchi metri d’altezza, genera un suggestivo croscio che si riverbera sulle pareti verticali della gola.
Le fonti di luce diventano magiche in questo labirinto di rocce, fenditure e cunicoli stillanti, dove imponenti concrezioni calcaree sovrastano parte della forra illudendo il visitatore di avventurarsi in una misteriosa grotta. Nelle zone più illuminate è notevole la presenza di travertino, con alternanza di muschi e altri residui vegetali.
Veduta delle grotte del Caglieron dal camminamento di legno.
Lungo i fianchi scoscesi dell’orrido si spalancano diverse aree di scavo, le più antiche delle quali risalenti al XVI secolo, realizzare per estrarre l’arenaria. Questa particolare pietra tenera, conosciuta come Piera Dolza (impiegata secondo alcuni già in epoca romana) era utilizzata per la costruzione di stipiti, architravi, pietre angolari, sporte, scalini e altri elementi strutturali e manufatti che si possono ancora osservare sulle vecchie case e sui palazzi di Vittorio Veneto, di Serravalle e dintorni.
Interno di una cava nel Parco Grotte del Caglieron.
Questi affascinanti antri artificiali offrono uno spettacolo di geometrie suggestive, con imponenti colonne inclinate simili a gigantesche dita di pietra erte a sostegno della volta calcarea. Perpendicolari al soffitto della cava, tali strutture portanti assecondano l’orografia declinante del sito con pendenze talvolta superiori ai 45°.
Cava sorretta da colonne inclinate, Parco Grotte del Caglieron a Breda, Fregona (TV).
Mirabili esempi di archeologia industriale ed estrattiva, le cave sono preziose testimonianze del lavoro degli scalpellini, conosciuti come i cavatori del Caglieron, abili nell’utilizzo del maglio per incidere ed estrarre i blocchi di Piera Dolza. Nei recessi più profondi delle gallerie, dove si estendono gelidi laghetti cristallini, il pavimento delle cave è punteggiato di perle di grotta, piccole sfere di calcite nate dal deposito di calcare intorno a granuli di sabbia.
La temperatura costante all’interno delle cave, unita all’elevata umidità e alla ridotta esposizione al sole generano una serie di microambienti di notevole interesse botanico e zoologico.
Interno di una cava nel Parco Grotte del Caglieron a Fregona (TV).
Ingresso di una cava incorniciata da vegetazione rampicante, Parco Grotte del Caglieron, Breda di Fregona (TV).
L’itinerario del Parco Grotte del Caglieron
Le cascate del Caglieron a Breda, Fregona (TV).
Il punto di partenza dell’itinerario naturalistico è situato in via Ronzon 2, poco dopo il Centro Visite. Superata la passerella pedonale che si addentra nella forra, il percorso discende su un ampio sentiero per poi passare sotto al ponte della strada provinciale. Poco più avanti, sulla destra, si trova la grotta dei Breda, riconoscibile per le caratteristiche colonne inclinate che sorreggono gli strati di arenaria formanti il soffitto.
Accessibile tramite un comodo camminamento di legno, la tappa successiva del percorso è la Grotta di San Lucio, impiegata per l’affinamento del caratteristico formaggio di grotta del caseificio Soligo. Il sentiero porta a un punto panoramico dal quale si domina con lo sguardo la forra naturale, percorribile su passerelle a tratti sospese.
L’itinerario conduce il visitatore a un complesso molitorio secolare, oggi adibito a ristorante. Seguendo le indicazioni si arriva poi al Mulinetto, edificio sviluppato su due livelli aperto al pubblico per mostre fotografiche ed eventi. Affacciandosi alla finestra al secondo piano, è possibile contemplare una piacevole veduta della cascata vicina.
Percorso Grotte 1, parco del Caglieron a Fregona (TV).
Risalendo il sentiero che passa sopra al mulino ristorante si procede verso la parte terminale del percorso. Lungo l’ultimo tratto dell’itinerario, dapprima ripido e poi pianeggiante, incontriamo sulla sinistra il “lavatoio dei Breda” con affaccio sulla forra e poi a destra due piccole case ristrutturate, destinate a diventare Museo dello Scalpellino, a memoria dell’antico mestiere.
L’ultima parte del tragitto si snoda sulla Provinciale 151 (fare attenzione). Qui si trova la Grotta di Santa Barbara, in origine adibita a fungaia. Procedendo verso l’inizio del sentiero troviamo la “Grotta della Madonna”. Un sentiero scosceso con partenza davanti alla biglietteria conduce in dieci minuti alle grotte di “Canton” e “Fai”.
Itinerario panoramico delle grotte e delle cave del Caglieron, Breda di Fregona (TV).
Luogo del cuore FAI
Grazie alla raccolta firme organizzata da un apposito comitato nel 2016, le grotte del Caglieron hanno ottenuto il 3° posto al Censimento e sono diventate “luogo del cuore FAI”. Con il premio ricevuto è stato realizzato un video e allestito un angolo all’interno del Centro Visite, dove è possibile ammirare una piccola collezione di attrezzi, donati dal signor Arturo Breda, ultimo scalpellino di Fregona.
Tipicità enogastronomiche
Grotta del Caglieron – Caseificio Agricansiglio Soligo
Proveniente da una selezione di aziende qualificate nella produzione di formaggi a latte crudo nell’area del Cansiglio e di Piadera, nelle Prealpi Trevigiane, il latte impiegato per la produzione di questa rinomata qualità casearia viene trasformato a crudo, senza alcun trattamento termico, viene fatto coagulare con la sola aggiunta di fermenti lattici e lasciato riposare per più di due mesi in una delle Grotte naturali del complesso “Grotte del Caglieron”.
Caratterizzata da un colore leggermente paglierino, la pasta morbida del formaggio è compatta al taglio, con scarsa o inesistente occhiatura. Dal sapore dolce, leggermente acido e leggermente salato, il formaggio si distingue per sentori di burro cotto, yogurt agli agrumi, minerale (pietra) e legno umido.
Il Torchiato di Fregona DOCG
Piera Dolza Colli di Conegliano Torchiato D.O.C.G. Torchiato di Fregona (TV).
Eccellenza tra le più rappresentative del territorio, il Torchiato di Fregona è un vino passito che nasce dalle fertili e radiose colline di Fregona, Sarmede e Cappella Maggiore. Morbida, vellutata e nello stesso tempo vivace e fragrante, questa pregiata qualità vinicola si distingue per una colorazione giallo oro carico. All’olfatto si avverte un’effusione di aromi con note di albicocca, uva passa, frutta secca, ma anche fichi, agrumi e spezie morbide che sconfinano nella vaniglia.
L’equilibrata sintesi tra acidità e contenuto zuccherino dona al Torchiato di Fregona una dolcezza gradevole senza mai risultare stucchevole, ideale per accompagnare formaggi piccanti ed erborinati in genere, il foie gras e i dolci, soprattutto a pasta secca.
Ingresso € 3,50 Ingresso ridotto per gruppi/scolaresche sopra i 20 partecipanti paganti: € 3,00 Servizio guida esclusivo su prenotazione € 110,00 Sconto 20%: tesserati Pro Loco e Fai
Gratuità:
Bambini fino a 12 anni compresi, accompagnati dalle famiglie Portatori di handicap e un accompagnatore Residenti nel comune di Fregona Titolari di attività economiche nel comune di Fregona Ospiti e personale dipendente Fondazione Casa Amica Onlus Blogger/Giornalisti
Per la visita al Parco non è necessaria la prenotazione, tranne che per i gruppi e le comitive sopra le 20 unità.
La lunghezza del percorso ad anello è di circa 1 KM e si stima un tempo di visita di circa un’ora.
La visita va effettuata senza creare assembramenti. Si raccomanda tassativamente di procedere secondo il senso unico e con le indicazioni riportate dalla segnaletica installata lungo il percorso e sulla mappa.
Sono ammessi gli animali con l’uso del guinzaglio corto; si raccomanda di non lasciare deiezioni in loco e di utilizzare gli appositi cestini.
La visita al parco non può essere effettuata con passeggini o carrozzine, in quanto il percorso presenta notevoli difficoltà quali pendenze, scale, fondi sconnessi; tuttavia, richieste particolari possono essere avanzate all’ente gestore.
All’interno del percorso ricompreso tra la biglietteria e il cancello inferiore è obbligatorio esibire il biglietto d’ingresso al personale incaricato al controllo.
Parcheggi
È possibile parcheggiare le auto in via Grotte del Caglieron e in via Ronzon, nei parcheggi predisposti, previo pagamento obbligatorio del biglietto per la sosta (tariffa oraria 2.00€) in via Ronzon e via Grotte del Caglieron – Breda, tariffa oraria € 1.50 in via grotte del Caglieron -Piai.
Altri parcheggi, gratuiti, sono in località Piai a mt. 700.
È possibile anche raggiungere a piedi le grotte tramite il sentiero 1037 B “Pont de Fer”, con inizio accanto allo Stadio Comunale – tempo di percorrenza circa 45 minuti – lunghezza 1.750 mt. dislivello mt. 100. Parcheggiando nei pressi del cimitero (park liberi o a pagamento € 1.00/ora, prima ora gratuita)
I camper possono sostare per la notte nei parcheggi gratuiti vicino alle scuole, in via Roma.
Area Pic-nic
In area grotte sono presenti alcuni tavoli per pic-nic lungo il torrente e vicino all’info point; nell’area verde adiacente al campanile di Fregona e dietro la canonica sono presenti 6 tavoli pic-nic; i rifiuti vanno tassativamente portati a casa per il conferimento.
Il coinvolgente itinerario naturalistico include diversi pannelli informativi con approfondimenti in merito alla geomorfologia del paesaggio e alla storia delle cave. Le attività didattiche danno ai visitatori la possibilità di sperimentare con materiali didattici e applicare tecniche di ricerca scientifica.
Nella locandina scaricabile qui sotto sono riportate le appassionanti attività e iniziative che è possibile svolgere nel Parco Grotte del Caglieron.
Scopri cosa fare a Illasi: il castello scaligero, giro in bicicletta a Illasi, l’antica sagra di San Bartolomeo. Volete saperne di più? Prima di tutto…
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Dove si trova Illasi
Il comune di Illasi confina a nord con Tregnago, a sud con Colognola ai Colli, a est con Cazzano di Tramigna, a ovest con Mezzane di Sotto e Lavagno.
Il Castello Scaligero
Situata in Località S. Felice (45.4694177605797, 11.19403507329227), la fortificazione del X secolo si innalza sulla sommità di una verde altura circondata da vitigni e oliveti.
Affiancato da una svettante torre di pietra, il complesso miliare millenario è circondato da una parte della cinta muraria ammantata di piante rampicanti.
Se vi chiedete cosa fare a Illasi, il castello scaligero è uno dei più affascinanti punti di riferimento storici, culturali e paesaggistici del comune. Nel percorso riportato qui sotto troverete le indicazioni per raggiungere il formidabile complesso architettonico.
Giro in bicicletta a Illasi
Il punto di partenza del percorso è il parcheggio in Piazza Libertà, 1. Lasciate l’ingresso del municipio alle vostre spalle, attraversate le strisce pedonali e procedete a sud lungo Via Prognolo, affiancando la candida facciata neoclassica della chiesa di San Giorgio.
Procedete per 1,3 km lungo Via Prognolo e Via Giara di Sotto tra eleganti cascine e floridi vitigni delimitati da graziosi muriccioli di pietra, dopodiché tenete la sinistra e procedete per circa 1,5 km lungo il sentiero sterrato che asseconda i gentili pendii di un colle punteggiato di olivi argentati. Dalla posizione privilegiata dell’altura si domina con lo sguardo lo sconfinato panorama agreste illasiano, scandito dalla regolare successione di rigogliosi filari di vite e costellato di caseggiati rustici incorniciati da soleggiati declivi boscosi.
All’incrocio (45.44786156222476, 11.196134815001987) svoltate a sinistra e procedete a nord per 1,6 km lungo la via panoramica. Il percorso si snoda tra sconfinati oliveti dai tronchi nodosi e radiosi vitigni che delineano il paesaggio dei sinuosi rilievi verdeggianti che si stagliano all’orizzonte.
Dopo aver superato l’antica chiesa di San Marco, luogo di culto campestre immerso in un fiorente giardino ombreggiato da maestosi esemplari di cedri, cipressi, tigli, pini marittimi, frassini e ginkgo biloba, continuate a nord in Località S. Felice fino a raggiungere le rovine del castello scaligero di Illasi.
Dopo aver visitato le vestigia della fortezza medievale avvolta da acacie, cipressi, platani, aceri, querce e molte altre lussureggianti piante d’alto fusto, discendete la collina erbosa fino a raggiungere il Santuario del Crocefisso di San Felice. Al segnale di Stop potete svoltare a destra in Via S. Monte e imboccare la strada sterrata alla vostra sinistra, seguendo le indicazioni per La Vecia Via della Lana e la Via Panoramica della Val Tramigna. Da questa prospettiva lo sguardo abbraccia lo splendido paesaggio bucolico illasiano tempestato di oliveti adagiati su placidi rilievi collinari che si estendono a perdita d’occhio.
In alternativa, all’incrocio con Via S. Monte svoltate a sinistra e procedete per 550 metri, poi tenete la sinistra in Via C. A. dalla Chiesa. Dopo 800 metri, all’incrocio svoltate a sinistra e tenete la sinistra nella pista ciclabile in Via Restel Rosso. Seguite Via Restel Rosso fino ad arrivare al museo del Vino di Villa Canestrari, dopodiché svoltate a sinistra in Via Castello.
All’incrocio svoltate a destra in Via Cadene. All’intersezione successiva girate a sinistra in Piazza Libertà, passate di fronte alla sontuosa facciata di Villa Pompei Carlotti e al monumento ai caduti prima di tornare al punto di partenza.
L’antica sagra di San Bartolomeo
Secondo il calendario liturgico, il giorno dedicato a San Bartolomeo è il 24 agosto. Nel comune di Illasi, la festa in onore del santo patrono di svolge anche nei giorni successivi a questa data.
L’edizione 2023 della sagra di San Bartolomeo ha avuto luogo da venerdì 25 a lunedì 28 agosto nel centro urbano del paese.
Se vi chiedete cosa fare a Illasi, l’antica sagra di San Bartolomeo è l’occasione ideale per trascorrere la stagione estiva all’insegna di musica dal vivo e tipicità enogastronomiche di prima scelta nell’incantevole cornice di un borgo storico immerso nello scenario fiabesco dei colli veronesi.
Per maggiori informazioni in merito alla vivace ricorrenza tradizionale è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Illasi e il sito consorzioveronaest.it.
Scopri cosa fare a Colognola Ai Colli: giro in bicicletta a Colognola Ai Colli, Villa Peverelli, Cavalli, la sagra dei bisi. Volete saperne di più? Prima di tutto…
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Dove si trova Colognola Ai Colli?
Il comune di Colognola Ai Colli confina a nord con Illasi, a sud con Caldiero, a sud est con Belfiore, a est con Cazzano di Tramigna e Soave, a ovest con Lavagno.
Giro in bicicletta a Colognola Ai Colli
Il punto di partenza del percorso è il parcheggio in Piazza del Donatore. Uscite dal parcheggio e girate a destra. All’incrocio con Via Ceriani svoltate a sinistra. Seguite Via Ceriani per 650 metri inoltrandovi nel sereno panorama agreste colognolese scandito da vaste distese di vitigni Garganega che avvolgono eleganti cascine e candidi cimiteri campestri incorniciati da svettanti cipressi.
Tenete la sinistra e seguite Via Borgoletto per 2,2 km. La strada si articola tra incantevoli ville venete armoniosamente inserite in giardini secolari, di cui Villa Vanzetti è un affascinante esempio, e ridenti colline punteggiate di olivi argentati e solcate da soleggiati filari di vite che ne assecondano i gentili rilievi.
All’incrocio con la strada provinciale 37 svoltate a destra e procedete in salita fino a raggiungere la maestosa chiesa parrocchiale dei Santi Fermo e Rustico. Dalla posizione privilegiata dell’altura si domina con lo sguardo il paesaggio fiabesco della campagna veronese ingentilita da radiosi pendii boscosi costellati di caseggiati rurali che da questa distanza ricordano le tessere di un mosaico.
Scendete la scalinata storica ammantata di ciottoli, dopodiché svoltate a destra e imboccate Viale IV Novembre. Seguite Viale IV Novembre per 850 metri all’ombra di ippocastani, cedri, acacie, bagolari, salici, pioppi, tigli, magnolie e altre floride piante d’alto fusto.
All’intersezione svoltate a destra e procedete lungo Via Naronchi per 650 metri. All’incrocio successivo continuate a nord in Via Leorin, dopodiché svoltate a sinistra in Via Ceriani. Dopo 350 metri girate a destra in Piazza del Donatore per tornare al punto di partenza.
La sagra dei bisi
L’edizione 2023 della sagra dei bisi ha avuto luogo da venerdì 19 a lunedì 22 e da giovedì 25 a domenica 28 maggio in corrispondenza del municipio in Piazzale Trento.
Appuntamento consigliato per le buone forchette, la manifestazione promuove il caratteristico verdone nano, rinomata qualità di Pisum Sativum che nel fertile terreno vulcanico di Colognola Ai Colli trova le condizioni favorevoli per crescere rigogliosa.
Protagonisti indiscussi del menù dell’ultima edizione sono stati i classici quanto squisiti risi e bisi e le gustosissime pappardelle ai bisi, appetitose pietanze da abbinare a eccellenze vinicole locali.
Se vi chiedete cosa fare a Colognola Ai Colli, la sagra dei bisi è un’occasione ideale per trascorrere la stagione primaverile all’insegna di musica d’orchestra, concerti di talentuosi gruppi tributo e tipicità enogastronomiche da gustare nello scenario da sogno di un ameno borgo storico incastonato nei verdeggianti colli nel cuore della campagna veronese.
Per maggiori informazioni in merito alla vivace ricorrenza tradizionale è possibile visitare la pagina Facebook Pro Loco Colognola ai Colli e il sito prolococolognola.it.
Villa Peverelli Cavalli
Situata in Via Peschiera, 1, la sontuosa residenza signorile del XVII secolo è accessibile tramite un elaborato portale ligneo lunettato, al di sopra del quale si staglia una raffinata porta finestra, rivolta su un parapetto in pietra e coronata da un timpano ricurvo spezzato ornato al centro da uno stemma gentilizio.
A concludere lo sviluppo verticale della dimora nobiliare è un grazioso timpano triangolare dentellato nobilitato da acroteri.
Se vi chiedete cosa fare a Colognola Ai Colli, Villa Peverelli Cavalli è uno dei più suggestivi punti di riferimento architettonici e culturali di questa accogliente cittadina storica circondata da lussureggianti declivi alberati.
Scopri cosa fare a Caldiero: Monte Rocca, le terme di Giunone, la sagra di San Mattia Apostolo, giro in bicicletta a Caldiero. Volete saperne di più? Prima di tutto…
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Dove si trova Caldiero?
Il comune di Caldiero confina a nord con Cologna ai Colli, a nord ovest con Lavagno, a est e a sud est con Belfiore, a sud ovest con Zevio, a ovest con Lavagno e San Martino Buon Albergo.
Monte Rocca
La sommità della splendida altura alberata è coronata da un elegante edificio neogotico a pianta ottagonale avvolto dalle maestose chiome di cedri, abeti e cipressi.
Pervasa da un’aura fiabesca e sospesa nel tempo, la radiosa vegetazione arborea del colle avvolge i resti di una misteriosa fortificazione medievale sormontata da una suggestiva torretta merlata.
Se vi chiedete cosa fare a Caldiero, il sentiero che conduce alla vetta di monte Rocca è consigliato a chi desideri addentrarsi in una dimensione silenziosa e immersa nel verde nonché ammirare panorami mozzafiato della pianura veronese, dei Colli Lessini che si stagliano all’orizzonte e delle spettacolari Terme di Giunone, alimentate dalle sorgenti cristalline della Brentella e della Cavalla.
La sagra di San Mattia Apostolo
L’edizione 2023 della sagra di San Mattia Apostolo ha avuto luogo da venerdì 24 a lunedì 27 febbraio in corrispondenza del Teatrotenda.
Se vi chiedete cosa fare a Caldiero, la sagra di San Mattia Apostolo è un’occasione ideale per trascorrere del tempo in buona compagnia all’insegna di esibizioni teatrali, specialità enogastronomiche e musica dal vivo nella cornice di un incantevole paese di campagna incorniciato da pendii verdeggianti situato a meno di venti chilometri dal centro storico di Verona.
Per essere sempre aggiornati in merito ai prossimi appuntamenti della tradizionale ricorrenza è possibile visitare la pagina Facebook Pro Loco Caldiero.
Giro in bicicletta a Caldiero e Soave
Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio in Piazza Vittorio Veneto di fronte alla scuola primaria Ederle. Lasciate alle vostre spalle l’ingresso della sala consiliare dell’ex municipio e procedete a ovest, in discesa, passando di fronte alla chiesa neoclassica di San Pietro Apostolo.
Dopo circa 200 metri, all’incrocio tenete la sinistra affiancando il rigoglioso giardino urbano in cui si staglia il candido monumento ai Caduti di Caldiero della prima e seconda guerra mondiale. Ombreggiato da un abete e un cedro, il cippo commemorativo è coronato dalla statua bronzea di un soldato che solleva una fiaccola nella mano destra, mentre nella sinistra impugna il fucile con baionetta. Dopo circa 100 metri svoltate a destra in Via Mirandola.
Procedete per 2,5 km lungo Via Mirandola, Via Lavandari, Via Giare e Via Spezieria, inoltrandovi nel pacifico scenario agreste caldierese ombreggiato da floridi platani e scandito da rigogliosi vigneti che circondano eleganti cascine e fabbricati rustici.
All’incrocio svoltate a sinistra, superate il sottopasso e procedete lungo la strada principale per 750 metri fino alla rotonda. Prendete la seconda uscita e seguite Via S. Irene per circa 1 km tra vitigni soleggiati e lussureggianti siepi di acacie, salici e pioppi.
Alla rotatoria prendete la seconda uscita e continuate fino alla rotatoria successiva. Prendete nuovamente la seconda uscita e procedete per 2,5 km lungo Via Carrozza e Via XXIV Maggio tra muriccioli di pietra ammantati di edera, sambuchi e cornioli che delimitano vasti vitigni e i giardini ben curati di antiche case rurali costellati di cedri, cipressi e tigli. All’incrocio svoltate a sinistra, poi girate a destra in Viale IV Novembre.
All’intersezione tenete la destra e attraversate le strisce pedonali, poi girate a sinistra e imboccate Viale IV Novembre alla vostra destra. Seguite per 850 metri la strada che asseconda il declivio boscoso all’ombra di platani, cipressi, ippocastani e bagolari.
Una volta raggiunta la maestosa Villa Spinola, Franchini, Cometti imboccate Via Peschiera e procedete per 800 metri tra sinuosi muri di pietra e olivi argentati, poi svoltate a destra in Via S. Nicolò. Procedete per quasi 3 km lungo la strada provinciale 37 che si estende ai piedi di un colle boscoso sulla cui sommità sorge l’abitato di Casteggioni.
Una volta arrivati alla pittoresca cittadina di San Vittore (45.42727910087427, 11.221333550013496) svoltate a destra in Via Ghiaia tra ameni filari di vite. Dopo 600 metri girate a destra e continuate in Via Ghiaia, da cui si possono ammirare ridenti pendii alberati punteggiati di caseggiati campestri.
Dopo 800 metri girate a destra. Procedete lungo Via Fornello e Località Vallese per 1,5 km, poi svoltate a sinistra in Via Micheline. All’incrocio con la strada regionale 11 svoltate a destra in Via Strà, attraversate le strisce pedonali e imboccate Via delle Terme. Procedete lungo Via delle Terme e Via Monte Rocca per poco più di 1 km fino a tornare al punto di partenza.
Scopri cosa fare a Monteforte d’Alpone: giro in bicicletta a Monteforte d’Alpone, la chiesa di Santa Maria Maggiore, la sagra delle ciliegie. Volete saperne di più? Prima di tutto…
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Dove si trova Monteforte d’Alpone?
Il comune di Monteforte d’Alpone confina a nord con Montecchia di Crosara, a sud con San Bonifacio, a est con Gambellara, a ovest con Soave.
La chiesa di Santa Maria Maggiore
Situata in Piazza Silvio Venturi, 23, il luogo di culto neoclassico è accessibile tramite un’elegante scalinata che conduce ad un grandioso pronao scandito da quattordici colonne corinzie. Il candido colonnato, rivolto a sud, sorregge l’architrave modanato, il fregio e il frontone triangolare dentellato.
Varcato l’imponente portale ligneo si accede alla vasta navata a pianta rettangolare, sostenuta da colonne corinzie e sovrastata da una volta a botte, nella quale sono custoditi pregiati altari in marmi policromi.
Illuminata da finestre semicircolari, l’aula centrale conduce al presbiterio e all’abside a pianta ottagonale. Quest’ultimo è ingentilito da spettacolari opere pittoriche, raffinati altari e sculture e un maestoso organo a canne.
Se vi chiedete cosa fare a Monteforte d’Alpone, la chiesa di Santa Maria Maggiore e lo svettante campanile ottocentesco che si innalza al suo fianco rappresentano un inestimabile gioiello di architettura e arte sacra incastonato nel cuore storico del comune.
Giro in bicicletta a Monteforte d’Alpone e Gambellara
Il punto di partenza dell’itinerario è la parrocchia di Santa Maria Maggiore. Lasciate l’ingresso della chiesa alle vostre spalle e procedete a est, lasciando alla vostra sinistra la facciata del municipio e il monumento ai caduti alla patria. Seguite Via Vittorio Veneto fino all’incrocio, poi attraversate le strisce pedonali e imboccate Via Roma. Seguite Via Roma per 120 metri, poi al bivio tenete la sinistra in Via Santa Croce.
Procedete per circa 7 km lungo Via Santa Croce, Via Casetta, Via G. Verdi e Via Pozzo Roin, addentrandovi nella serena campagna montefortiana punteggiata di chiese campestri ombreggiate da cipressi e cedri, scandita da rigogliosi vigneti e da siepi di salici, acacie, olmi, gelsi e pioppi che avvolgono graziose cascine ristrutturate.
Raggiunta l’area di sosta camper di Gambellara in Via Piave, 30, incorniciata da pioppi cipressini (45.454375019436725, 11.345295000130292), svoltate a sinistra e seguite la strada provinciale 22 per 650 metri, dopodiché svoltate a sinistra e procedete a ovest per 2 km lungo Via Calderina. Alla rotonda prendete la seconda uscita e seguite Via Alpone e Via Santa Margherita per circa 1,8 km tra vitigni soleggiati circondati da colli boscosi.
Alla rotatoria prendete la seconda uscita e procedete lungo Via Pergola per 100 metri, poi prendete l’uscita Brognoligo-Costalunga. Attraversate il ponte e seguite Via San Brizio inoltrandovi nel centro urbano dell’incantevole abitato. Superata la chiesa di San Brizio tenete la destra in Via Lazzaretto, poi svoltate a sinistra in Via della Conciliazione. Procedete per 750 metri tra floridi vigneti solcati da un limpido canale e giardini ben curati ombreggiati da cedri, acacie, cipressi, magnolie e pini marittimi.
All’incrocio svoltate a sinistra e seguite Via Battisti Micheletti e Via Cervia per 1 km. Alla rotatoria prendete la seconda uscita e seguite Via Silvio Perazzolo per 1,5 km fino a tornare alla parrocchia di Santa Maria Maggiore.
La sagra delle ciliegie
L’edizione 2023 della sagra delle ciliegie si è svolta da venerdì 26 a domenica 28 maggio e da giovedì 1 a lunedì 05 giugno nella frazione di Brognoligo.
Se vi chiedete cosa fare a Monteforte d’Alpone, la sagra delle ciliegie è un’occasione ideale per trascorrere la stagione primaverile all’insegna di musica dal vivo, serate di danza e appassionanti concorsi volti a promuovere le eccellenze vinicole del territorio e le migliori qualità di ciliegie prodotte nella splendida cornice di un ameno paese di campagna armoniosamente inserito tra il centro storico veronese e i lussureggianti Colli Euganei.
Scopri cosa fare a Sona: Giro in bicicletta a Sona, la sagra di Parrocchiale di San Luigi, la torre scaligera. Volete saperne di più? Prima di tutto…
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Dove si trova Sona?
Il comune di Sona confina a nord con Bussolengo, a sud con Sommacampagna, a est con Verona, a ovest con Castelnuovo del Garda e Valeggio sul Mincio.
Giro in bicicletta a Sona
Il punto di partenza del percorso in bicicletta è il parcheggio in Via Gaetano Donizetti in corrispondenza del parco pubblico (45.4371343145276, 10.82429105081749). Uscite dal parcheggio e procedete a sud, in discesa, lungo Via Gaetano Donizetti, poi svoltate a sinistra Via Pozza delle Lastre. Dopo 350 metri svoltate a destra in Via Roma e attraversate il borgo lungo la sinuosa strada asfaltata incorniciata da svettanti cipressi e da antichi muri di pietra e ciottoli velati di muschio, edera e gelsomino.
Dopo 260 metri girate a sinistra in Via Molina e procedete per 1,5 km addentrandovi nel placido scenario campestre sonese scandito da gentili rilievi collinari ammantati di boschi, vigneti, frutteti e folte siepi di gelsi, acacie, sambuchi, pioppi e molte altre rigogliose piante d’alto fusto.
All’incrocio svoltate a sinistra e procedete per 500 metri in Via Verona, poi imboccate Via Castagnaro alla vostra destra. Seguite Via Castagnaro per 1,2 km tra declivi soleggiati punteggiati di olivi, poi svoltate a sinistra in Via Piave. Seguite Via Piave e Via IV Novembre per 400 metri attraversando l’incantevole borgo di Palazzolo in cui si staglia la maestosa chiesa di Santa Giustina. Superate Piazza Vittorio Veneto e svoltate a sinistra in Via Monte Paul.
Procedete lungo Via Monta Paul per 750 metri, dopodiché tenete la sinistra in Via Casette di Sopra. Procedete per 1,8 km lungo Via Casette di Sopra tra eleganti cascine avvolte da vitigni e oliveti argentati, poi svoltate a destra in Via Crocette.
Dopo 120 metri svoltate a sinistra in Via Platano. Procedete per 1,2 km lungo Via Platano e Via Cherubina inoltrandovi nel sereno panorama rurale scandito dalla regolare successione dei filari di vite, da campi di frumento dorati e dai giardini alberati di graziose case di campagna.
All’intersezione svoltate a sinistra e seguite Via Caliari e Via Corte Quaiara per 1,2 km, dopodiché girate a destra in Via Lumara. Seguite Via Lumara per 1,6 km. Alla rotonda prendete la seconda uscita e seguite Via Pozza delle Lastre per 100 metri, poi svoltate a sinistra in Via Gaetano Donizetti per tornare al punto di partenza.
La sagra parrocchiale di San Luigi
L’edizione 2023 della sagra di San Luigi ha avuto luogo da venerdì 1 a mercoledì 6 settembre in Piazza della Vittoria. Appuntamento consigliato per i buongustai, la manifestazione prevede spaziose e comode aree di ristorazione nelle quali è possibile scegliere tra invitanti pietanze come le lasagne al ragù d’anatra, alle verdure grigliate e al brasato nonché il rinomato risotto al tastasal, soffice impasto di carne suina insaporita con sale, pepe e aglio, il cui nome deriva dall’abitudine di assaggiare (tastar) il macinato per assicurarsi che la salatura fosse al punto giusto.
Gli amanti della carne possono assaporare guanciale con polenta, costine, salamella, pollo alla griglia e carne salà da accompagnare con patate al forno, fagioli e verdure grigliate.
La sagra associa la solennità della santa messa in onore di San Luigi al clima spensierato e gioviale di una festa d’altri tempi all’insegna di musica dal vivo, freddi boccali di birra, la classica lotteria di beneficienza e attività ludico-sportive all’aria aperta.
Se vi chiedete cosa fare a Sona, la festa di San Luigi è un’opportunità ideale per trascorrere del tempo nella splendida cornice di un paesino agreste situato a meno di quindici chilometri dal centro storico di Verona.
Per maggiori informazioni in merito alla vivace ricorrenza tradizionale è possibile visitare la pagina Facebook Sagra di Sona.
La torre scaligera
Se vi chiedete cosa fare a Sona, la torre scaligera è uno dei più significativi punti di riferimento storici del comune.
Coronata da merli a coda di rondine, la struttura del XIV secolo reca una bifora per lato in corrispondenza della torre campanaria.
Incastonata nel cuore urbano di Sona in Via Via Castello, 7, la torre realizzata in pietra, ciottoli e mattoni a vista si innalza sulla sommità di un’altura circondata da cipressi, olivi, cedri e alberi di giuda che nella stagione primaverile sprigionano sgargianti fiori rosa e lilla.
Scopri cosa fare a San Martino Buon Albergo: la sagra dei sparasi di Mambrotta, il bosco della Fratta, giro in bicicletta a San Martino Buon Albergo. Volete saperne di più? Prima di tutto…
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Dove si trova San Martino Buon Albergo?
Il comune di San Martino Buon Albergo confina a nord con Mezzane di Sotto, a sud con Zevio, a est con Lavagno e Caldiero, a ovest con Verona e San Giovanni Lupatoto.
La sagra dei sparasi di Mambrotta
L’edizione 2023 della sagra dei sparasi di Mambrotta ha avuto luogo da giovedì 20 aprile a lunedì 1 maggio nell’omonima frazione di San Martino Buon Albergo in Via Indro Montanelli.
Occasione consigliata per le buone forchette, la manifestazione prevede spaziose e comode aree di ristorazione nelle quali è possibile assaporare rinomate pietanze che valorizzano lo squisito ortaggio simbolo di Mambrotta, come il risotto agli asparagi, le tagliatelle agli asparagi, il pasticcio con i “sparasi” e il classico binomio uova e asparagi. I menù delle precedenti edizioni hanno incluso succulenti piatti di tagliatelle con sugo di lepre, tagliate di manzo con patatine, carne salà con fagioli e molte altre prelibatezze da gustare con qualità vinicole locali.
Se vi chiedete cosa fare a San Martino Buon Albergo, la sagra dei sparasi di Mambrotta è un’opportunità per trascorrere la stagione primaverile nella splendida cornice di un ameno paesino incastonato tra i colli a meno di dieci chilometri dal centro storico di Verona.
Per essere sempre aggiornati in merito ai prossimi appuntamenti della tradizionale ricorrenza è possibile consultare la pagina Facebook Sagra dei sparasi di Mambrotta.
Il bosco della Fratta
Se vi chiedete cosa fare a San Martino Buon Albergo, il bosco della Fratta è una delle località naturalistiche più affascinanti del comune (45.439407862146524, 11.113995860289178).
Meta consigliata per chi desideri scoprire una dimensione fiabesca, silenziosa e riposante, questo incantevole polmone verde è un prezioso scrigno di biodiversità arborea, arbustiva, floreale e faunistica che è possibile esplorare attraverso suggestivi percorsi didattici.
Nel breve itinerario qui sotto sono riportate le indicazioni per raggiungere il bosco della Fratta.
Giro in bicicletta a San Martino Buon Albergo e Lavagno
Il punto di partenza dell’itinerario è il parcheggio in Via Casa Pozza (45.42474782386757, 11.114103031512496). Procedete a sud fino all’incrocio con Via Feniletto, dopodiché svoltate a sinistra. Dopo 260 metri svoltate a sinistra in Via Palù. Seguite il rettilineo asfaltato per 1,7 km inoltrandovi nel sereno panorama campestre sammartinese ammantato di boschi e incorniciato da colli soleggiati scanditi da rigogliosi filari di vite.
Salvo segnali di divieto, una volta raggiunto un antico casolare (45.43876211287434, 11.113943580922161), tenete la destra nel sentiero sterrato che si addentra nella lussureggiante vegetazione di sambuchi, gelsi, querce, frassini, olmi, acacie, carpini, pioppi e molte altre floride piante d’alto fusto ricoperte di edera e velate di muschio. A questo punto (45.4458464964251, 11.10815040510115) tenete la sinistra e procedete a nord lungo il candido sentiero che si snoda tra bagolari, robinie e ailanti fino all’incrocio con Via S. Rocco.
Svoltate a destra e procedete in salita per quasi 2 km lungo Via San Rocco, assecondando i declivi del colle avvolti da vitigni, punteggiati di olivi argentati e ombreggiati da folte siepi di abeti, aceri campestri, cedri, cipressi, acacie e pioppi.
Raggiunto l’abitato di Briccio svoltate a destra in Via Riva, passando di fronte alla chiesa di San Briccio, poi svoltate a destra in Via della Liberazione. Il candido sentiero naturalistico regala vedute mozzafiato del paesaggio collinare di Lavagno costellato di pittoreschi borghi. Sulla sommità dell’altura si erge l’imponente fortificazione militare ottocentesca detta Forte San Briccio.
Seguite Via della Liberazione fino al bivio (45.44711139736401, 11.12244435415839), dopodiché tenete la destra. Procedete a sud lungo Via Gioiello, Via Baracca e Via Barco di Sopra. Alla rotonda prendete la prima uscita e continuate a sud in Via Montelungo per 1,8 km. Allo stop procedete a ovest lungo Via Feniletto per 260 metri, poi svoltate a destra in Via Casa Pozza per tornare al punto di partenza.
Scopri cosa fare a Sommacampagna: l’antica fiera di Sommacampagna, Villa Ottolini, Pignatti Morano, l’ossario di Custoza, giro in bicicletta a Custoza. Volete saperne di più? Prima di tutto…
L’edizione 2023 dell’antica fiera di Sommacampagna ha avuto luogo da venerdì 25 a martedì 29 agosto nelle principali vie e piazze della città.
In occasione della vivace ricorrenza tradizionale, il cuore storico di Sommacampagna si anima di punti di degustazione in cui assaporare squisite specialità enogastronomiche del territorio, di appassionanti concerti bandistici e di concorsi artistici durante i quali è possibile contemplare le opere di giovani aspiranti madonnari.
Le precedenti edizioni della festa paesana hanno registrato una notevole partecipazione specialmente per quanto riguarda le fattorie didattiche e le coinvolgenti iniziative ad essere legate (dalla produzione del pane all’apprendimento dell’apicoltura) per insegnare ai bambini il rispetto della natura e incoraggiarli a familiarizzare con gli animali e con il mondo dell’agricoltura.
Se vi chiedete cosa fare a Sommacampagna, l’antica fiera di Sommacampagna è un’occasione ideale per trascorrere la bella stagione all’insegna di musica dal vivo, tipicità del territorio da far venire l’acquolina in bocca, esposizioni di trattori e macchinari d’epoca, prove di equitazione e altre avvincenti attività ludico-sportive nella cornice di un’incantevole città agreste situata a meno di quindici chilometri dal centro storico veronese.
Villa Ottolini, Pignatti, Morano
Situata in Via Bellavista, 7 (45.37357643804684, 10.796352766681526), la residenza signorile si staglia tra i gentili pendii di Custoza punteggiati di olivi argentati e solcati da sinuosi viali di cipressi e tigli.
Articolata su tre piani, la sontuosa dimora nobiliare del XVII secolo è conclusa da un volume mediano sopraelevato che si estende per l’intero vano passante. Il corpo sommitale è coronato da un timpano triangolare ingentilito ai lati da due vasi acroteriali, mentre sulla sommità della struttura (lato ovest) svetta un grazioso campanile a vela.
Al di sotto del timpano, sulla facciata est campeggia lo stemma della famiglia Ottolini, mentre sulla facciata ovest spicca un elaborato blasone metallico che ingloba i simboli delle famiglie Ottolini, Pignatti e Morano. Accessibile tramite un’elegante scalinata, il lato occidentale del palazzo reca ancora i segni dei proiettili sparati durante la battaglia di Custoza.
Se vi chiedete cosa fare a Sommacampagna, Villa Ottolini, Pignatti, Morano rappresenta uno dei più importanti punti di riferimento storici e architettonici del comune.
L’ossario di Custoza
Situato in Str. Ossario, 17, l’ossario di Custoza si innalza sulla sommità di un’amena altura, incorniciata da scuri e svettanti cipressi, da cui è possibile ammirare dolci declivi scanditi da vigneti e rigogliose siepi che si perdono all’orizzonte. Il solenne monumento a pianta ottagonale presenta quattro ingressi lunettati accessibili da pregiate scalinate di pietra.
I quattro portali sono anticipati da protiri formati da una volta a botte coronata da una copertura a doppio spiovente. All’interno della candida struttura sono custodite le spoglie dei soldati italiani, veneti e austriaci caduti tra la prima e la terza guerra d’indipendenza.
All’interno dell’ossario è presente una scalinata che conduce ad una balconata, dalla quale è possibile ammirare l’affascinante panorama naturalistico di Custoza.
Giro in bicicletta a Custoza
Il punto di partenza dell’itinerario è la pittoresca Località Valbusa (45.3748165519043, 10.78900690974284). Imboccate la Strada comunale detta Pei Molini. Il candido sentiero sterrato si addentra nella lussureggiante vegetazione arborea per circa 450 metri. All’incrocio svoltate a destra e procedete a nord lungo Via Valle Molini all’ombra di abeti, cipressi, querce e faggi per 250 metri, dopodiché svoltate a destra. Seguite la Strada comunale dei Mulini 80 per 750 metri tra floridi vigneti, poi tenete la sinistra e procedete per 200 metri nel placido senario rurale sommacampagnese. Al bivio (45.38647718139776, 10.784976812833841) tenete la destra e procedete a nord lungo il sentiero che si estende ai margini di un maestoso bosco.
All’incrocio svoltate a destra e superate i due ponticelli. Dopo 250 metri tenete la sinistra e attraversate il sentiero boschivo conosciuto come il tunnel dell’amore. All’incrocio (45.39661114626496, 10.792136152076889) svoltate a destra in Via Guastalla Vecchia. Dopo 600 metri girate a destra e seguite Str. Staffalo per 600 metri tra vaste distese prative e vigneti soleggiati, poi svoltate a destra in Str. Ossario. Seguite Str. Ossario per 2,1 km.
All’incrocio svoltate a destra e seguite Via XXIV Maggio e Str. Valbusa per 600 metri fino a tornare in Località Valbusa.
Se vi chiedete cosa fare a Sommacampagna, il percorso suggerito è solo uno dei numerosi itinerari indicati per chi desideri esplorare e scoprire il formidabile patrimonio paesaggistico di Custoza, splendido abitato in cui si sono svolti alcuni degli eventi più significativi della storia d’Italia.
Scopri cosa fare a Valeggio sul Mincio: il castello Scaligero, il Parco Giardino Sigurtà, giro in bicicletta a Valeggio sul Mincio. Volete saperne di più? Prima di tutto…
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Dove si trova Valeggio sul Mincio?
Il comune di Valeggio sul Mincio confina a nord con Castelnuovo del Garda, a nord est con Sona, a nord ovest con Peschiera del Garda, a sud con Roverbella, a sud est con Mozzecane, a sud ovest con Marmirolo, a est con Sommacampagna e Villafranca di Verona, a ovest con Ponti sul Mincio, Monzambano e Volta Mantovana.
Il castello Scaligero
Situata in Via degli Scaligeri, la possente fortificazione si innalza sulla vetta di un’amena altura erbosa ombreggiata da cedri, pini marittimi, acacie, tigli, querce e molte altre rigogliose piante d’alto fusto.
Realizzata tra i secoli X e XIV, la roccaforte è accessibile tramite un ponte che conduce alle mura perimetrali e alle svettanti torri coronate da una merlatura a coda di rondine.
Se vi chiedete cosa fare a Valeggio sul Mincio, il castello Scaligero è uno dei punti di riferimento storici, architettonici e culturali più rappresentativi del comune, meta imperdibile per ogni appassionato di storia medievale.
Il Parco Giardino Sigurtà
Il parco Giardino Sigurtà è un’oasi incontaminata di sessanta ettari situata a pochi passi dal centro storico di Valeggio sul Mincio. Questa fiorente località naturalistica, cui fa da sfondo la grandiosa mole in mattoni a vista del castello Scaligero, è disseminata di cipressi, pini marittimi, cedri, tigli e aceri. Nei pressi dei laghetti è possibile ammirare affascinanti esemplari di abeti d’acqua.
Se vi chiedete cosa fare a Valeggio sul Mincio, il parco Giardino Sigurtà è una meta ideale per chi desideri scoprire una dimensione magica e immersa nel verde in cui contemplare spettacolari querce secolari, vasti prati punteggiati di tulipani (la cui fioritura avviene dalla seconda metà marzo ai primi di maggio), addentrarsi in suggestivi labirinti e ammirare limpidi specchi d’acqua costellati di ninfee.
Giro in bicicletta a Valeggio sul Mincio
Il punto di partenza del giro in bicicletta è il parcheggio P2, situato di fronte all’asilo nido comunale, accessibile da Via Ragazzi del ’99 (45.349993239993765, 10.733634032228451). Seguite Via Ragazzi del ’99 in direzione nord fino alla rotonda, dopodiché prendete la seconda uscita. Percorrete Via Goito, Via Marsala e continuate a nord attraversando l’incantevole Piazza Carlo Alberto piena di negozi, caffè e pasticcerie storiche.
All’incrocio svoltate a sinistra. Alla rotonda e prendete la seconda uscita. Seguite Via Rocco per 350 metri, poi imboccate il sentiero lastricato alla vostra sinistra che attraversa il parco pubblico. Superato il ristorante Giardini di Borghetto, continuate a sud lungo la strada Viscontea per 190 metri, poi svoltate a sinistra in Via Andrea Mantegna (45°21’11.0″N 10°43’37.3″E). Seguite Via Andrea Mantegna per 300 metri all’ombra di rigogliose acacie, poi svoltate a destra nella ciclovia Mantova Peschiera.
Il sereno itinerario si snoda per 13 km lungo il limpido corso del Mincio, confine naturale tra Veneto e Lombardia, inoltrandosi nel sereno panorama campestre valeggiano scandito da floride coltivazioni di granturco, vigneti e vaste estensioni prative delimitate da dense siepi di robinie, platani, ailanti, olmi, pioppi, frassini, salici e bagolari.
All’incrocio con Str. Marengo svoltate a sinistra e procedete per 300 metri, poi svoltate a sinistra in Via R. Bacchelli. Procedete per 4 km lungo Via R. Bacchelli e Str. Boschi, tra il canale scaricatore Pozzolo Maglio e lo sconfinato panorama campestre di Valeggio sul Mincio punteggiato di eleganti cascine e antichi fabbricati rustici.
All’intersezione (45.29126513516177, 10.728327297283158), procedete a nord lungo Via Marengo e Via Galileo Ferraris per 2 km, dopodiché svoltate a destra in Località Corte Teresa. Dopo 700 metri svoltate a sinistra in località Turchetti. Il sentiero sterrato si articola per 1,8 km tra lussureggianti pescheti. All’incrocio svoltate a destra, poi subito a sinistra in località Buffoncelli, addentrandovi nel pacifico scenario agreste ammantato di granturco.
Dopo 800 metri girate a destra e procedete a nord per 2 km attraversando località Foroni e continuando lungo Via Ragazzi del ’99 fino a tronare al punto di partenza.
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