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IL CASTELLO DELLE SCOPERTE a A THIENE: 4 E 5 NOVEMBRE 2023

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IL 4 E 5 NOVEMBRE A THIENE (VICENZA) C’E’ “IL CASTELLO DELLE SCOPERTE”

UNA MOSTRA INTERATTIVA CON LABORATORI, ESPERIMENTI SCIENTIFICI E L’ENTUSIASMANTE SHOW KABOOM!

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Il Castello delle Scoperte a Thiene, Vicenza. Lo Zootropio.

– un evento dedicato alla divulgazione in collaborazione con la Science Farm italiana Pleiadi,  un’esperienza per grandi e piccoli.

VICENZA 17 OTTOBRE 2023 – La Scienza e la divulgazione arrivano al Castello di Thiene: sabato 4 e domenica 5 novembre da non perdere l’incredibile evento “il Castello delle Scoperte”. Una mostra interattiva internazionale, un vero e proprio Science Center, con esperimenti scientifici, laboratori, un misterioso viaggio alla scoperta dei Castle Secrets e l’incredibile spettacolo Kaboom! 

La mostra internazionale, che sarà ospitata nell’antica dimora del ‘400, offrirà ai visitatori – grandi e piccoli – la possibilità di sperimentare straordinari fenomeni che spesso fanno parte della nostra vita quotidiana ma di cui non spesso conosciamo le origini. 

“Il Casello delle Scoperte” è un progetto curato dalla science farm Italiana Pleiadi che ha come mission stimolare grandi e piccini verso contenuti relativi a discipline scientifiche, tecniche e robotiche.

Numerosi i lab interattivi specifici creati negli spazi del Castello. Qualche esempio? Lo Zootropio. Con la costruzione di questo particolare strumento ottico i bambini potranno visualizzare delle immagini in movimento, come un vero e proprio cartone animato, che potranno portare a casa come gadget della giornata. Da non perdere anche il laboratorio di ombre e teatro che offrirà ai bambini l’opportunità di immergersi in un affascinante viaggio nel tempo, esplorando l’incantevole mondo delle ombre e del teatro medievale; qui i giovani partecipanti avranno l’opportunità di costruire con le proprie mani un teatrino delle ombre e metteranno in scena una stupefacente storia medievale.

Per dare un tocco quasi magico alla giornata ecco il grande spettacolo scientifico Kaboom! Uno show per tutte le età totalmente basato sull’animazione scientifica con affascinanti esperimenti e interessanti spiegazioni (sabato ore 15.30, domenica ore 11.30 e 15.30). L’obiettivo dello show non è entusiasmare il pubblico con grandi effetti ed esplosioni (da cui il nome: Kaboom): azoto liquido, reazioni chimiche e tanto altro da scoprire…

L’evento il Castello delle Scoperte è adatto per grandi e piccoli. Inoltre, mentre i piccoli si divertono, i più grandi potranno approfittare per visitare il Castello di Thiene sfruttando i QR code dislocati nelle varie sale, con tanto di audio-guida.

L’iniziativa “il Castello delle Scoperte” è patrocinata dal Comune di Thiene e dall’OGD Pedemontana Veneta.

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Il Castello delle Scoperte a Thiene, Vicenza. Lo Zootropio.

Orari

Sabato 4 novembre: dalle 14.00 alle 17.30 (ultimo ingresso 16.30)

Domenica 5 novembre: dalle 10.00 alle 17.30 (ultimo ingresso 16.30)

Laboratori e show:

– Zootropio dalle 14 alle 17 a ciclo continuo;

– Castle Secrets: dalle 10 alle 17 a ciclo continuo;

– Teatro delle Ombre Medievali: sabato ore 14.00; 15.00; 16.00; domenica 10.30; 11.30; 14.00; 15.00; 16.00 (max 25 persone per turno, a esaurimento)

– Show kaboom: sabato uno spettacolo pomeridiano alle ore 15.30 / Domenica 2 spettacoli, uno al mattino alle ore 11.30 e uno al pomeriggio alle 15.30;

BIGLIETTI

BAMBINI 15 Euro dai 6 ai 18 anni

ADULTI 10 Euro

PACCHETTO FAMIGLIA (2 adulti + 1 bambini) = 30 Euro

PACCHETTO FAMIGLIA (2 adulti + 2 bambini) = 40 Euro

PACCHETTO FAMIGLIA (2 adulti + 3 bambini) = 50 Euro, ogni bambino ulteriore vale 10 Euro.

PREVENDITA biglietti al seguente link https://bit.ly/castellodellescoperte

– I minori possono accedere solo se accompagnati da un adulto

– L’evento si svolgerà anche in caso di pioggia

– Il biglietto comprende anche l’accesso a tutte le sale visitabili del Castello e il suo parco.

– Negli interni sono ammessi solo cani di piccola taglia in braccio o nel trasportino.

“La creatività è contagiosa. Trasmettila.”

A. Einstein

UFFICIO STAMPA

IL CASTELLO DELLE SCOPERTE

tel. 3357734841

tel. 049 4907116

VENEZIA 1602 – La Via Delle Spezie: domenica 15 ottobre a Conegliano

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Domenica 15 ottobre 2023: Venezia 1602 – La Via Delle Spezie a Palazzo Sarcinelli, Conegliano (TV).

Domenica 15 Ottobre verrà inaugurata, nell’androne di Palazzo Sarcinelli di Conegliano (TV), la mostra “VENEZIA 1602 – La Via Delle Spezie”, la collezione d’arte contemporanea che omaggia la ricorrenza della nascita di Venezia.

L’intera esposizione è già stata presentata proprio in laguna il 25 Marzo all’ H10 Palazzo Canova, di fatto questa seconda data è la presentazione in terraferma che, con i suoi 50 giorni, si renderà visitabile nell’interland veneto. Evento GRATUITO aperto al pubblico.

Ad accogliere con grande entusiasmo la rassegna artistica, è stato il Comune di Conegliano, sensibile ai progetti culturali identitari, che proprio in occasione delle grandi mostre di Palazzo Sarcinelli ha voluto inserire un qualcosa che richiami il territorio con dieci opere di dieci artisti che, con la loro visione hanno sviluppato il tema di quest’anno: “la via delle spezie”.

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VENEZIA 1602 – La Via Delle Spezie: domenica 15 ottobre a Conegliano a Palazzo Sarcinelli.

Il conteggio dei 1600 anni dalla nascita della città lagunare, è partito nel 2021, ed è diventato un progetto artistico che propone uno spunto di riflessione sul futuro dell’arte a Venezia. Il 1600+ non è altro che il numero progressivo dell’attività artistica annuale prevista a Venezia per i prossimi anni da NEXT ART sezione d’arte dell’Associazione veneziana NEXT. Lo scopo è quello di contribuire con la bellezza e la creatività, diventando partecipanti attivi della comunità artistica contemporanea. Di anno in anno i progetti saranno arricchiti e nominati dal numero sequenziale (1601, 1602, 1603…) che ne ricorda il continuo contributo culturale; ogni anno vengono selezionati artisti in più ambiti: dalla pittura e la grafica alla scultura e l’installazione.

I dieci artisti, che rappresenteranno il tema, hanno realizzato ognuno un dipinto includendo l’utilizzo di una o più spezie a piacere, mescolandole con il colore, applicandole sull’opera ancora fresca o in altro modo, come meglio suggerisce l’inventiva dell’artista. Il tema 2023 de “LE SPEZIE” è stato scelto ispirandosi al commercio che Venezia possedeva fin dai tempi della Repubblica Serenissima;

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VENEZIA 1602 – La Via Delle Spezie: domenica 15 ottobre a Conegliano (TV), Palazzo Sarcinelli.

ogni artista non sarà necessariamente legato alla spezia in sé ma al concetto che la spezia esprime e rappresenta: per secoli il commercio di spezie è stato anche un mezzo che ha dato la possibilità a culture diverse di venire in contatto ed influenzarsi, contribuendo ad arricchire il patrimonio di arte e bellezza che tutti noi oggi ammiriamo.
– La novità e l’eccezionalità di questa mostra sta nella sua originalità – spiega il presidente della NEXT Daniele Cellini e curatore della mostra – di fatto 1600+ è l’esposizione di arte contemporanea che stimola gli artisti del nostro tempo a dare il proprio contributo all’arte.

Con questo 1602 vogliamo essere attivi culturalmente e non solo spettatori, d’altronde fin ora, in questi 16 secoli passati, abbiamo visto opere di grandi maestri che tutt’ora possiamo ammirare nei musei, e chissà che nei prossimi 1600 anni non si nasconda un futuro Tiepolo, Canaletto, Giorgione o Bellini tra gli artisti che hanno la possibilità di esprimersi nel nostro progetto.

Il tema “La Via delle Spezie” si rifà alla storia della Repubblica Serenissima: un argomento che attinge dal passato per essere reinterpretato in chiave contemporanea. Pensare di entrare in mostra e sapere che ogni opera è stata mescolata fisicamente con delle spezie fa capire quanto ci si addentri nella ricerca artistica. Continua dicendo Elena Cesca l’esperta in spezie della NEXT: – è un piacere essere ospitati a Conegliano, perché dà la possibilità, come a noi associazioni del territorio, di portare avanti progetti culturali identitari con grande passione e determinazione.

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VENEZIA 1602 – La Via Delle Spezie: domenica 15 ottobre a Conegliano (TV).

La mostra inizierà il 15 Ottobre con il taglio del nastro e resterà aperta al pubblico per 50 giorni, ad ingresso gratuito, fino a Domenica 3 Dicembre.

Tutte le opere saranno consultabili tramite un QR-code dedicato. Gli artisti presenti sono: Lucia Zamburlini, Stiven Frarè, Nicole Battiston, Cristina Meotto, Vanessa Modafferi, Andrea Pagotto, Valentina Vendrame, Pino Martello, Michalis Dolapsakis e Giacomo Gerin

Curatore: Daniele Cellini
Palazzo Sarcinelli, via XX Settembre 132, 31015 Conegliano (TV).
Per tutte le info: servizio cultura e turismo 0438 413316 oltre alla pagina Facebook dell’Associazione NEXT
www.fb.com/nextassociazione e il sito www.associazionenext.it

Giornata delle Ville Venete: 21, 22 ottobre 2023

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Un lungo week-end per scoprire e Vivere le Ville Venete

Sogno di Pace e amicizia. Visita, ascolta e degusta in Villa Gera a Conegliano.

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Seconda edizione della giornata delle Ville Venete. Sogno di pace e amicizia: sabato 21 e domenica 22 ottobre, visita, ascolta e degusta in Villa Gera a Conegliano.

Villa Gera a Conegliano in provincia di Treviso

Il 21 e 22 ottobre 2023 si terrà la seconda edizione della giornata delle Ville Venete, un lungo week-end per scoprire e Vivere le Ville Venete durante il quale Villa Gera sarà aperta in una veste inedita, cioè come sede di concerti.

Ecco il programma dell’evento “Sogno di Pace e Amicizia”. Visita, ascolta e degusta in Villa Gera a Conegliano.

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Facciata di villa Gera rivolta verso valle, immersa nel lussureggiante giardino. Sullo sfondo si innalza il castello di Conegliano avvolto da cipressi.

Quando si arriva a Conegliano, affascinante borgo storico immerso nelle colline dorate del Prosecco, si rimane colpiti dalla solenne imponenza di una candida dimora neoclassica, armoniosamente inserita nei gentili declivi di un luminoso colle alberato.

Adagiate sulle dolci pendenze dell’altura, le mura medievali del borgo, del castello e le mura carraresi delimitano a ovest la maestosa residenza signorile ottocentesca.

La proprietà si integra sapientemente coi rilievi boscosi del colle di Giano, al cui apice, la svettante torre merlata del castello di Conegliano rivaleggia in altezza con scuri e regali cipressi.

La famiglia Gera

Incorniciato dalle vette dolomitiche che vegliano sulla Val Comelico, il castello dei Da Camino è una delle più antiche testimonianze del casato signorile originario dell’alto Cadore, il cui capostipite, Niccolò Gera, era nipote del Patriarca di Aquileia Pietro Gera (1299).

I dati di archivio tramandano il ricordo di illustri figure della nobile famiglia in ambito culturale e spirituale, da Giovanni Battista Gera, persona di spicco in Comelico già agli inizi del XVI secolo, a Bartolomeo (1602 ; 1681), Vescovo di Feltre dal 1664.

Proprietari di vasti possedimenti boschivi, i Gera rifornivano di legname la Repubblica di Venezia e si distinsero in diverse attività professionali e imprenditoriali di rilievo, per poi stabilirsi a Conegliano con ingenti ricchezze nella seconda metà del XVIII secolo.

Bartolomeo Gera (30 giugno 1769 ; 1848)

Figlio di Giuseppe e Antonietta Miari, Bartolomeo Gera nacque a Conegliano, dove il padre si era stabilito per curare le sue molte proprietà nel territorio coneglianese dopo che la famiglia si era trasferita dal Cadore a Campea di Miane e abitava nello splendido palazzo Gera (ex Gamba) in via Cavour, al civico 23, in quello che allora era l’antico Borgo Cerche di Sant’Antonio.

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Veduta laterale di Villa Gera, il giardino ombreggiato da una fila di palme.
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Facciata rivolta a valle di villa Gera, progettata da Giuseppe Jappelli: lo zoccolo bugnato, il pronao ionico, il timpano ornato da Marco Casagrande.

L’Accademia Cittadina degli Aspiranti e il progetto del Nuovo Teatro

Attivamente coinvolto nel dinamico ambiente artistico e intellettuale di Venezia, Bartolomeo Gera frequentava il milieu dell’Accademia di Belle Arti, allora presieduta dal Cicognara, mentre a Conegliano contribuiva all’amministrazione cittadina attraverso iniziative culturali come il Casino dei Nobili, di cui era uno dei fondatori. In seguito noto come Accademia cittadina degli Aspiranti, il Casino dei Nobili era un luogo in cui ci si dedicava alla lettura, alla conversazione e al gioco.

Bartolomeo Gera partecipò inoltre alla società per azioni costituita allo scopo di dare alla città un nuovo teatro, in sostituzione del piccolo Concordia, situato in quella contrada nota ora come via Teatro Vecchio, ambizioso progetto di promozione culturale tramite l’attività teatrale e drammatica, pervasa da sottesi e ottocenteschi sentimenti patriottici.

Le origini di Villa Gera

Architetto e personaggio di spicco nell’élite culturale del tardo settecento coneglianese, Bartolomeo Gera decise di costruire sulle antiche mura di fortificazione, poste a difesa del castello alle pendici del Colle di Giano, una villa come la palladiana Malcontenta.

Consultatosi con il Cicognara e con il fratello Vittore, architetto, esperto di agronomia e anch’egli attivo in campo artistico e culturale, Bartolomeo individuò in Giuseppe Jappelli (Venezia 1783-1852) l’architetto adatto per dare forma al suo sogno: una villa splendida che esprimesse solo il bello dell’arte e che potesse essere per tutti la perla di Conegliano!

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Veduta aerea del borgo di Conegliano, dell’ex convento di San Francesco e dei colli alberati. Sullo sfondo si stagliano le antiche mura, villa Gera e il castello di Conegliano.

Ma Bartolomeo Gera non voleva che la sua villa fosse nascosta dalla vegetazione del lungo Brenta, bensì librata in alto, come il Partenone: non solo un’abitazione, ma un luogo di incontro per gli amici artisti e letterati; più che una villa vera e propria, un luogo di piacere, forse, anche se le fonti sono discordanti, un tempio massonico.

Dopo quasi due secoli, la Villa si innalza ancora sul colle di Giano in tutta la sua magnificenza, immersa in una dimensione senza tempo che invita a contemplare il delicato equilibrio tra natura incontaminata e architettura neoclassica. Oggi, come allora, Villa Gera apre le sue porte a chi, con amore e rispetto, vuole respirare la cultura come Bartolomeo Gera la sognava, così come reca l’iscrizione sul tempietto sulle Mura: Pace e Amicizia.

Le aperture al pubblico di Villa Gera sono limitate nel corso dell’anno e realizzate grazie ad alcune associazioni promotrici, tra cui Veneto Segreto.

Architettura di Villa Gera

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Veduta della facciata meridionale di Villa Gera. Poggiante su uno Zoccolo bugnato nel quale si aprono cinque arcate, il candido pronao dorico sorregge la trabeazione coronata da un frontone dentellato ornato da sculture di Marco Casagrande.

Progettata da Giuseppe Jappelli, la struttura di Villa Gera presenta un basamento bugnato nel quale si aprono cinque arcate a tutto sesto con chiave di volta trapezoidale. Posizionato sul sedime della seconda cinta muraria del Castello, il possente zoccolo sostiene il nucleo residenziale, distinto da una pianta a griglia quadrata suddivisa a sua volta in ambienti quadrati. A concludere lo sviluppo verticale della dimora gentilizia è l’elegante copertura a doppio spiovente con tre oculi sul timpano superiore.

Un tempo costituito da un grande arco, il portale d’accesso occidentale era ornato sulla sommità da due massicce sfere di pietra, ora collocate ai suoi lati.

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Veduta del pronao ionico della facciata rivolta a valle e del radioso vigneto contornato da verdi chiome. Sullo sfondo si staglia la torre del Castello di Conegliano circondata da cedri e cipressi.
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Villa Gera, il pronao ionico poggiante su basamento bugnato.

Progettata e costruita nella prima metà del XIX secolo, Villa Gera è di un tempo a noi vicino, ma sono chiari i riferimenti all’antico: al Partenone di Atene nel pronao ionico di matrice palladiana, alla gloria della Repubblica Romana nelle inestimabili opere pittoriche che decorano il piano nobile, con scene ispirate al De Bello Gallico e al De Bello Civili di Giulio Cesare.

Secondo il progetto originario di Jappelli, l’ingresso principale è orientato a est, in asse con la strada comunale dell’epoca. Il sontuoso portale è accessibile tramite un elaborato cancello in ferro in stile egizio, i cui battenti sono ingentiliti dalle sagome di un cane e di una leonessa. Degno di nota, da un punto di vista storico e architettonico, è senza dubbio l’arco trionfale eretto in onore di Garibaldi, ospitato in villa il 5 marzo 1867.

Il duplice accesso si articola intorno ad un salone passante, originariamente adibito al transito delle carrozze, posizionato sullo stesso livello del rigoglioso giardino.

La facciata rivolta a valle è ritmata da otto colonne ioniche sormontate da un timpano triangolare dentellato scolpito da Marco Casagrande, allievo di Antonio Canova. Le sculture, a grandezza naturale, raffigurano l’Architettura che accoglie le altre arti sorelle: pittura, scultura e poesia e musica.

La posizione dominante del pronao regala una straordinaria veduta a volo d’angelo sul soffice manto erboso del colle, scandito dai filari di un rigoglioso vigneto e ombreggiato dalle chiome di pini marittimi, magnolie, salici, tigli, cedri, palme e alberi da frutto.

Al di là delle floride viti e delle mura Carraresi, lo sguardo abbraccia l’antico cuore urbano coneglianese spaziando dall’ex Convento di San Francesco, edificio del XV secolo articolato intorno a un chiostro porticato, al campanile rinascimentale del Duomo, dal Teatro dell’Accademia affacciato su Piazza Giovanni Battista Cima, alla chiesa seicentesca dei santi Rocco e Domenico incorniciata da edifici affrescati.

Più in lontananza si scorge la stazione ferroviaria risalente a metà ottocento circondata da case e palazzi che punteggiano la sconfinata pianura solcata dal Monticano, fino a sfumare all’orizzonte come minuscole tessere di un suggestivo mosaico.

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Foto a sinistra: Particolare dello zoccolo bugnato di Villa Gera; foto a destra: villa Gera e il castello di Conegliano incastonati nel colle di Giano costellato di maestose piante d’alto fusto.

La città di Conegliano

Gioiello urbano di trentacinquemila abitanti, la città di Conegliano sorge alla sinistra del fiume sacro alla Patria, tra la sconfinata pianura trevigiana e i ridenti colli ammantati di lussureggianti vigneti.

Il nome di Conegliano compare per la prima volta in un documento scritto nel 1016 ma le prime documentazioni dell’antico borgo risalgono al X secolo.

Nel corso del Duecento il borgo medievale comincia ad assumere le caratteristiche di una cittadella fortificata e si impreziosisce di chiese, conventi e confraternite. Dal 1420 al 1797, durante la dominazione della Repubblica di Venezia, la città diventa un fiorente centro di attività commerciali. Stupendi palazzi affrescati sorgono intorno ai diversi ordini di mura che avvolgono il cuore storico della città, sede di importanti ordini religiosi.

La fertilità dei terreni unita al delicato microclima del territorio favoriscono lo sviluppo dell’agricoltura e di eccellenze vinicole che fanno guadagnare a Conegliano il titolo di “Cantina di San Marco”.

Con la fine della Serenissima, la città attraversa un lungo periodo di dominazione francese, poi austriaco (1813-1866). È proprio durante questa fase di occupazione straniera che si inserisce l’ideazione e l’edificazione di Villa Gera in Castello.

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Villa Gera a Conegliano: tempietto votivo del cammino di ronda.

Marco Casagrande

Nato a Campea di Miane in provincia di Treviso, Marco Casagrande (18 settembre 1804 – Cison di Valmarino, 5 febbraio 1880) dimostrò fin dalla tenera età una spiccata predisposizione al disegno e alla scultura. Riconosciuto il talento del giovane, Bartolomeo Gera decise di finanziare i suoi studi all’Accademia delle Belle Arti a Venezia, dove Casagrande ottenne diversi riconoscimenti prima di diplomarsi nel 1826. Bartolomeo Gera era infatti convinto della necessità di promuovere l’arte fra i giovani e gli studenti, senza barriere sociali o politiche, senza discriminazioni di ceto o di provenienza.

Ispiratosi all’opera di Antonio Canova, genio assoluto del neoclassicismo, Marco Casagrande scolpì il timpano di Villa Gera dal 1826 al 1827. L’allegoria dell’Architettura che apre la propria casa a Pittura, Scultura Poesia e Musica, esprime in modo inequivocabile la personalità del Gera, pronto ad accogliere, ospitare, aprire le porte a chiunque possa contribuire con un dialogo costruttivo a una crescita culturale, artistica, sociale. Sempre guardando in alto, sempre scegliendo il meglio per tutti, senza esclusioni.

A Ferrara, Marco Casagrande realizzò il motivo ornamentale del timpano di Palazzo Camerini, raffigurante La Fortuna propizia l’Idraulica e realizza l’Abbondanza. A Treviso impreziosì Palazzo Bortolan con tre bassorilievi raffiguranti Ettore e AndromacaPaolo e Francesca e Olindo e Sofronia.

Artista di fama internazionale, il Casagrande fu invitato in Ungheria dal Patriarca di Venezia Ladislao Pirker per eseguire la decorazione scultorea della basilica di Eger, poi di Esztergom. Autore di preziose opere realizzate a Budapest su committenza privata, lo scultore tornò in Italia dopo la morte di Pirker nel 1848 e si stabilì a Cison di Valmarino ove successivamente lascerà pregevoli statue. A Conegliano gli fu commissionata la realizzazione dell’altare di S. Tiziano nel Duomo, ornato da una fine statua marmorea.

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Ingresso di Villa Gera e pregiato terrazzo alla veneziana.

Giuseppe Jappelli

Annoverato tra i massimi esponenti neoclassici, Giuseppe Jappelli (Venezia, 14 maggio 1783 – Venezia, 8 maggio 1852) si iscrisse all’età di quindici anni all’Accademia Clementina di Bologna e divenne architetto, ingegnere e paesaggista.

A Venezia lavorò come agrimensore ed entrò nella loggia massonica locale, di cui condivideva gli ideali. A Padova gli furono commissionate importanti opere per sistemare la viabilità fluviale e urbanistica. Suo il progetto del Macello pubblico comunale, oggi Scuola d’Arte Pietro Selvatico, situata in Largo Egidio Meneghetti, 1. Iniziati nel 1816, i lavori di costruzione dell’edificio si conclusero nel 1821, come riportato in numeri romani sull’architrave sorretto dal possente pronao dorico.

Opera di Jappelli è anche lo splendido caffè Pedrocchi di Padova, inaugurato nel 1831 (il piano nobile, dedicato a spettacoli e feste, fu inaugurato nel 1842 e ospita oggi il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea.)

Magistrale architetto paesaggista, lo Jappelli ideò il Parco romantico di Saonara nel 1816. Dal 1838 al 1840 fu artefice dei padiglioni del giardino di Villa Torlonia a Roma.

Dal 1823 al 1827, Jappelli progettò e costruì villa Gera, da lui stesso definita “palazzo” di Conegliano, considerandola una delle sue opere più significative.

Gli affreschi di Villa Gera

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Particolare dell’affresco di Giovanni De Min, ispirato al De Bello Gallico, che impreziosisce la cupola del salone centrale al piano nobile. In basso a destra, particolare del monocromo che adorna le pareti della sala, tratto dal De Bello Civili.

Dall’androne passante del pianterreno, una raffinata scala a tenaglia in pietra rossa conduce al piano nobile nel grande salone a vela affrescato da Giovanni Antonio De Min con scene tratte dal De Bello Gallico che illustrano la vittoria sugli Elvezi e il passaggio delle Alpi. Le pareti della sala sono nobilitate da due splendidi monocromo raffiguranti le Idi di marzo e un atto di clemenza di Cesare (liberazione di prigionieri) presso la città di Corfinium, ispirati al De Bello Civili.

Quattro salotti e l’accesso al pronao ottastilo sono collocati simmetricamente intorno al salone centrale.

I cartoni con la bozza dei dipinti che Giovanni De Min, dopo più di sette anni di abboccamenti e trattative, aveva presentato nel giugno del 1835 a Bartolomeo Gera, allora sessantaseienne, richiamano in modo allegorico il contesto storico contemporaneo di dominazione austriaca.

Alla gloriosa conquista del territorio degli Elvezi da parte di Cesare e del suo esercito faceva eco la dignitosa ritirata della fiera popolazione autoctona, costretta ad abbandonare la propria terra natia dopo una feroce battaglia. Ai fasti trionfali di Giulio Cesare durante la sua vita da condottiero, corrispondeva la congiura del 15 marzo del 44 a.C. a dimostrazione del fatto che la storia, talvolta, può riscattare gli oppressi e concedere loro giustizia.

Pur riconoscendo il richiamo irredentista del risorgimento antiaustriaco nell’opera di De Min, Bartolomeo Gera accettò il rischio e diede il proprio benestare al progetto.

A dare vita agli affreschi del salone fu la sintesi tra l’estro creativo del talentuoso e audace artista e la personalità vivace e risoluta di Bartolomeo Gera, uomo di profonda cultura e sensibilità, animato da una mentalità aperta, giovanile e proiettata verso il futuro a dispetto della sua età, all’epoca ritenuta veneranda.

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Particolare dell’affresco che decora la volta del salone centrale al piano nobile. Opera di Giovanni de Min.

Giovanni de Min

Prolifico freschista, Giovanni de Min (Belluno, 24 ottobre 1786 – Tarzo, 23 novembre 1859) era grande amico del pittore milanese Francesco Hayez e dell’artista veneziano Giambattista Canal, affreschisti delle Procuratie nuove di Venezia.

Ad attestare l’intensa attività pittorica del maestro bellunese sono gli affreschi che decorano la Galleria Chiaramonti, nei Musei Vaticani, il quadro ad olio La regina di Saba innanzi al re Salomone, portato a Venezia nel 1817 in onore delle nozze dell’imperatore Francesco I. Sempre a Venezia, Giovanni De Min affrescò Palazzo Papadopoli e Palazzo Reale.

Autore degli affreschi che abbelliscono Caffè Pedrocchi a Padova, il pittore fu attivo anche a Vicenza (1819-31), a Milano (1831-35) a Sedico, dove affrescò Villa de’Manzoni ai Patt e a Belluno, di cui affrescò la Sala del Consiglio Municipale. A Conegliano, realizzò gli spettacolari affreschi di Villa Gera. Dal 1840 al 1859, De Min operò a Vittorio Veneto, Belluno, Agordo, Candide, Dosoledo, Pove del Grappa, Mirano, Feltre, Mel, Crespano del Grappa, Este, Auronzo, Cison di Valmarino, Tarzo, Moriago e Codroipo.

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Particolare dell’affresco di Giovanni De Min (1786 ; 1859) nella cupola della sala centrale al piano nobile di Villa Gera.

Le adiacenze della Villa e il terreno circonstante

Il 13 settembre 1943, un terribile incendio distrusse l’affresco di Giovanni De Min “Sbarco di San Saba a Costantinopoli” che nobilitava la parete di un’edificio adiacente alla villa verso est, in origine adibito a studiolo di Bartolomeo Gera, di cui sono rimasti oggi solo i muri perimetrali.

A completare il complesso architettonico è un fabbricato rurale adibito tradizionalmente a stalla, fienile, deposito attrezzi e allevamento dei bachi da seta.

Le mura Carraresi

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Villa Gera, il cammino di Ronda.
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Cammino di ronda di Villa Gera, concluso a nord da un candido tempietto votivo del 1817.

Raggiungibile dalla villa tramite un ponticello, il camminamento superiore delle Mura Carraresi affianca la calle della Madonna della Neve, accessibile dal giardino e dal frutteto. Il cammino di ronda è concluso a nord da un tempietto votivo del 1817 da cui si può ammirare il paesaggio fiabesco dei verdi colli, delle Prealpi che troneggiano all’orizzonte, del serpeggiante corso del fiume sacro alla Patria. A sud termina con un belvedere che offre vedute esclusive ed emozionanti della città e della pianura.

L’antico ingresso cittadino presenta a sud una grotta artificiale ornata da una statua della Madonna del XIX secolo e da una galleria in mattoni a vista che si snoda lungo le mura della calle della Madonna della Neve.

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Foto del retro di Villa Gera.
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Antico ingresso cittadino lungo la calle della Madonna.

Gli inestimabili affreschi, il grandioso colonnato, i panorami mozzafiato e il prospero parco di Villa Gera costituiscono lo scenario ideale per concludere delicate trattative, organizzare appuntamenti e ricorrenze aziendali, cene di gala, festeggiamenti natalizi e matrimoni indimenticabili.

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Suonatore di clarinetto nel salone al piano nobile di Villa Gera, sullo sfondo, monocromo di Giovanni De Min ispirato al De Bello Civili.
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Una Pianista si esibisce nel luminoso salone al piano nobile di Villa Gera.

Grazie alla sua ottima acustica, il Salone costituisce l’ambiente ideale per concerti di musica da camera. L’atmosfera d’altri tempi che pervade i magnifici ambienti affrescati della Villa si presta ottimamente per allestire set cinematografici e servizi fotografici pubblicitari.

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Novelli sposi sul cammino di ronda. Alle loro spalle, il panorama urbano del centro di Conegliano, da cui svettano le torri campanarie del duomo e della chiesa dei santi Rocco e Domenico. Sullo sfondo, la pianura disseminata di case e palazzi
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Eleganti tavole imbandite nel salone del piano nobile di Villa Gera. Sullo sfondo, particolare dell’affresco monocromo di Giovanni De Min raffigurante “La generosità di Cesare”.

Cosa fare a Masi in provincia di Padova: 3 idee

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Il comune di Masi confina a nord con Merlara, a sud con Badia Polesine, a est con Piacenza d’Adige, a ovest con Castelbaldo.

La sagra di Sant’Eurosia

Il calendario liturgico celebra Sant’Eurosia il 25 giugno e la manifestazione in suo onore, nel comune di Masi, si svolge anche nei giorni precedenti a questa data. L’edizione 2023 dalla sagra paesana ha avuto luogo da venerdì 7 a martedì 11 luglio in Piazza Libertà.

A seguito della santa messa e della processione dedicate a Sant’Eurosia, il centro del paese si anima di suggestive esibizioni di danza acrobatica, concerti sotto le stelle, vivaci mercatini e sfilate di moda.

Appuntamento consigliato per le buone forchette, la tanto attesa manifestazione prevede grandi aree di ristorazione nelle quali potrete assaporare gustose pietanze che valorizzano i prodotti del territorio, da squisiti risotti gourmet a invitanti portate di carne alla griglia servite con patate fritte, fette di polenta alla piastra e freddi boccali di birra, niente di meglio per dissetarsi e mitigare la calura estiva.

Se vi chiedete cosa fare a Masi e desiderate trascorrere la bella stagione nella serena cornice di un ameno paesino rurale della Bassa Padovana all’insegna di musica dal vivo, serate danzanti, specialità eno-gastronomiche del territorio e spettacoli pirotecnici mozzafiato, partecipare alla sagra di Sant’Eurosia potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per maggiori informazioni in merito alla tradizionale ricorrenza si invita a consultare la pagina Facebook Comune di Masi.

Sapori d’autunno

Nel 2022 l’evento Sapori d’autunno si è svolto domenica 13 novembre in Piazza Papa Giovanni XXIII.

L’evento prevede numerosi espositori ricchi di appetitose pietanze goderecce che celebrano gli aromi e i profumi dell’autunno, da panini con porchetta fumante, spiedini di carne, salsicce sfrigolanti alla griglia, polenta e spezzatino, a castagne cotte in grandi padelle forate da gustare con vin brulè. Non mancheranno tipicità casearie e dolci caserecci da far venire l’acquolina in bocca.

Se vi chiedete cosa fare a Masi, questa piacevole iniziativa include mostre zootecniche, cucina tipica da leccarsi i baffi, laboratori artigianali e artistici nonché attività ludiche per i più piccoli, un’occasione d’oro per vivere la stagione autunnale in modo spensierato con tutta la famiglia.

Per essere sempre aggiornati in merito al prossimo appuntamento di Sapori d’autunno è possibile visitare la pagina Facebook Comune di Masi.

La chiesa di San Bartolomeo Apostolo

Situata in Via Este, la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo è armoniosamente inserita nel radioso panorama agreste del comune di Masi, scandito da floridi campi di granturco e solcato dal fiume Adige.

L’imponente mole in mattoni rossi del luogo di culto di distingue per una facciata a salienti scandita al centro da tre arcate a tutto sesto. Le tre arcate definiscono un loggiato nella parte superiore del fronte.

Al di sopra del massiccio portale ligneo si apre una grande monofora. Nelle sezioni laterali, campeggiano due lastre rettangolari in pietra bianca con decorazioni in altorilievo.

Coronata da una candida volta a botte, la vasta navata unica della chiesa è illuminata da eleganti monofore. Gli interni della chiesa sono ingentiliti da raffinati altari in marmi policromi, inseriti nelle nicchie laterali, e dal maestoso altare maggiore, dietro il quale si staglia un affascinante tendaggio rosso.

Al fianco della chiesa, due campane sono collocate su un basamento in cemento sovrastato da una copertura metallica.

Una delle opere più preziose che la chiesa di San Bartolomeo custodisce è un quadro del XVI secolo che illustra San Bartolomeo seduto su un trono, in posizione sopraelevata rispetto a San Pietro e San Giovanni Battista.

“Passeggiata Per mano insieme” 2023

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Domenica 15 ottobre a Sant’Eusebio, Bassano del Grappa

È tutto pronto per l’attesa marcia che regala tante opportunità formative in più ai bambini delle Scuole di Sant’Eusebio.

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“Passeggiata Per mano insieme” a Bassano del Grappa.

Bassano del Grappa (VI), 10 ottobre 2023 – È ormai un appuntamento consolidato ed atteso quello con la “Passeggiata per mano insieme”, che si terrà domenica 15 ottobre, organizzata dal Comitato Genitori Scuole Sant’Eusebio, presentata oggi nella sede del Comune di Bassano del Grappa, che patrocina l’evento, alla presenza dell’assessore comunale Mariano Scotton, del rappresentate del Comitato, Diego Rigoni, e di alcuni sostenitori dell’evento.

La “Passeggiata per mano insieme”, aperta e praticabile per tutti,inserita anche all’interno del circuito delle marce iscritte alla FIASP, è nata nel 2003 con lo scopo di raccogliere fondi da destinare a progetti scolastici, per opera di alcuni genitori dei bambini frequentanti le scuole dell’Infanzia e della Primaria di Sant’Eusebio di Bassano del Grappa. Ma è soprattutto un’occasione di grande socialità, oltre che di benessere e di sport, in cui le famiglie del territorio, in particolare, ma non solo, si incontrano, si conoscono e condividono piacevoli esperienze. 

Il Comitato Genitori, costituito nel 2015 con la finalità di promuovere senza fine di lucro eventi sportivi e ricreativi per sostenere le attività delle scuola dell’infanzia e primaria del quartiere, inizia a preparare l’evento un anno prima, occupandosi di tutti gli aspetti della marcia, dai ristori ai servizi di sicurezza (ambulanze, servizio radio, bagni, vigili agli incroci), e coinvolgendo attivamente anche gli altri genitori delle scuole di Sant’Eusebio nella preparazione di panini, biscotti e torte o come volontari per guidare i partecipanti della passeggiata nei vari percorsi.

«È solo grazie al contributo di tutti (genitori, Comune di Bassano, sponsor e numerosi volontari delle associazioni del quartiere) – ha commentato il presidente del Comitato Genitori delle Scuola di Sant’Eusebio Rigoni – che in questi anni si sono ottenuti risultati importanti, trasformati in opportunità per i nostri bambini di esplorare nuove modalità per esprimere sé stessi. Con il ricavato delle manifestazioni, infatti, i bambini delle scuole dell’Infanzia e della Primaria, ad esempio, hanno potuto cimentarsi gratuitamente in corsi di musica, motoria e inglese, nonché avere la possibilità di fare delle uscite per scoprire il proprio territorio».

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Per domenica 15 ottobre, la manifestazione podistica, non competitiva, prevede 4 percorsi: uno da 5 chilometri, semplificato e pensato in particolare per i bambini, i passeggini e per le persone con disabilità, uno da 6 chilometri, uno da 11 chilometri ed uno da 20 chilometri per i più allenati. Si parte dagli impianti sportivi di Sant’Eusebio (Villaggio Sant’Eusebio n. 43), dalle ore 7:30 alle 9 e la conclusione è prevista per le 13. Le premiazioni inizieranno intorno alle 10.30. Le iscrizioni si chiuderanno la mattina stessa, fino all’orario massimo di partenza. In caso di maltempo, la manifestazione si svolgerà ugualmente.

«Ci fa particolarmente piacere essere parte di questa iniziativa – ha dichiarato l’assessore Scotton – perché passeggiare nelle nostre splendide colline significa fare movimento, stare insieme e migliorare il benessere delle persone. Grazie agli organizzatori per il loro lavoro, ai sostenitori e a tutti quelli che vorranno essere presenti domenica».

La Passeggiata “Per mano insieme” è in collaborazione con il Comitato di Quartiere, A.N.A., Donatori di Sangue, Unità Pastorale Angarano, A.R.I. Montegrappa, U.S. Bassanese. Ha il patrocinio del Comune di Bassano e con il prezioso contributo dell’Istituto Comprensivo Statale n. 3 e della Fondazione Banca Popolare di Marostica – Volksbank, nonché degli amici della marcia Electrade spa, Italstampi srl, Studio Dentistico Busnardo, Agb spa, Inklima srl, Anicrin Srl, Mitsubishi spa, Metalba spa, la Bottega Dei Dolci, Clios snc, Giovanni Visentin Arredamenti, Baxi spa, Agenzia Immobiliare Solo Valori, Sweet Devils, Impianti Elettrici Baron Loris, Puratelié, Bassano Golf Club, Trafileria Mauri, Termodiraulica FR, Cortese Serramenti, Estetica Eden, Metallurgia Veneta, Idra, Matteo Ferronato Personal Trainer, Etra spa, Vape Arredo, Ambulatorio Veterinario San Bassiano, Gdp Italia srl , Svapoteca del Grifone, Latterie Vicentine, Farmacia Le Grazie, Rifugio Crucolo, Caseificio Pennar, Villa Il Pozzo, Cmp Campagnolo, Farmacia XXV Aprile, Scomazzon Carrozzeria, Tosingraf, Unipol, IBS Bontorin, Veneto Gas, BCC Banca di Credito Cooperativo, Nico spa.

Informazioni: Diego Rigoni, cell. 3288536211 comitatogenitoriseusebio@gmail.com

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“Passeggiata Per mano insieme” a Sant’Eusebio, Bassano del Grappa

Cosa fare a Casale di Scodosia (PD): 4 idee

Scopri cosa fare a Casale di Scodosia in Provincia di Padova: Villa Correr Summer Fest, Estate casalese, Villa Correr, la chiesa di Santa Maria. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Casale di Scodosia?

Il comune di Casale di Scodosia confina a nord con Montagnana, a sud con Merlara, a est con Borgo Veneto e Megliadino San Vitale, a ovest con Urbana.

Villa Correr Summer Fest

L’edizione 2023 di Villa Correr Summer Fest si è svolta da giovedì 1 a sabato 3 giugno nel parco e nel cortile di Villa Correr, incantevole dimora signorile del XVII secolo situata in Via Altaura, 1441.

Il programma dell’evento prevede elettrizzanti concerti durante i quali potrete scatenarvi al ritmo di talentuosi DJ e di grandi gruppo tributo che vi faranno rivivere intramontabili successi pop e rock italiani e internazionali.

L’evento prevede grandi aree di ristorazione nelle quali potrete assaporare squisite portate di carne alla griglia e invitanti panini goderecci serviti con patate fritte e freddi boccali di birra.

Se vi chiedete cosa fare a Casale di Scodosia, Villa Correr Summer Fest è un’occasione ideale per trascorrere la stagione primaverile in modo vivace e spensierato nell’ameno parco alberato di una sontuosa residenza signorile.

Per maggiori informazioni in merito alla manifestazione si consiglia di visitare la pagina Facebook Pro Loco Casale Di Scodosia.

Estate casalese

L’edizione 2023 della festa ha avuto luogo tutti i fine settimana da sabato 1 luglio a domenica 27 agosto nella splendida cornice del parco e del cortile di Villa Correr.

Se vi chiedete cosa fare a Casale di Scodosia e desiderate trascorrere la bella stagione all’insegna di musica dal vivo e serate danzanti sotto le stelle, immersi nel panorama agreste della Bassa Padovana, Estate casalese potrebbe essere l’evento adatto a voi!

Per essere sempre aggiornati in merito al prossimo appuntamento della sagra paesana è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Casale Di Scodosia.

Villa Correr

Armoniosamente inserito in un rigoglioso giardino all’italiana delimitato da un elegante muro perimetrale in mattoni a vista, il complesso architettonico di Villa Correr è costituito dal corpo padronale, articolato su quattro livelli, e da una serie di annessi rustici, imponenti fabbricati porticati e dalle maestose scuderie.

Rivolta a sud verso il cortile, la facciata della dimora padronale presenta al piano nobile tre finestre balaustrate: quella centrale è conclusa da un arco a tutto sesto, quelle laterali sono sormontate da un architrave. Incorniciato da due eleganti camini sporgenti dal fronte, il settore centrale della facciata è concluso da un frontone ricurvo, ingentilito da due statue che affiancano un elaborato campanile a vela in ferro battuto.

Progettato e costruito nel XVII secolo per volere dei Correr, potente famiglia aristocratica veneziana, il complesso architettonico include la chiesetta medievale di Santa Margherita. Il luogo di culto in mattoni a vista si distingue per una facciata a doppio spiovente, ornata da lesene raccordate da archetti pensili.

Ingentilita da sgargianti affreschi, Villa Correr rappresenta, insieme al suo radioso parco secolare, uno dei più spettacolari punti di riferimento culturali e paesaggistici della Bassa Padovana.

La chiesa di Santa Maria

Incastonata nel cuore urbano casalese in Via Roma, 249, la chiesa di Santa Maria è riconoscibile per la grandiosa facciata a salienti in mattoni a vista.

Nella sezione inferiore della facciata cinque arcate a tutto sesto incorniciano il portale centrale, due lunghe e sottili nicchie a tutto sesto e i due ingressi laterali.

Il portone centrale, di dimensioni maggiori, è ornato da sei formelle bronzee con decorazioni in altorilievo ed è sormontato da una candida statua raffigurante Maria, inserita all’interno di una nicchia.

La sezione superiore, coronata da un timpano triangolare, è ornata da tre arcate a tutto sesto, la centrale delle quali ospita una grande monofora.

Cosa fare a Megliadino San Vitale (PD): 3 idee

Scopri cosa fare a Megliadino San Vitale in Provincia di Padova: la sagra di Megliadino San Vitale, Villa Bruni, la chiesa di Megliadino San vitale. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Megliadino San Vitale?

Il comune di Megliadino San Vitale confina a nord e a est con Borgo Veneto, a sud con Piacenza d’Adige, a ovest con Casale di Scodosia.

La sagra di Megliadino San Vitale

Il calendario liturgico celebra san Vitale il 28 aprile, tuttavia la manifestazione in onore del santo, nel comune di Megliadino San Vitale, si celebra anche nei giorni precedenti e successivi a questa data.

L’edizione 2023 della sagra paesana ha avuto luogo da sabato 22 a martedì 25 aprile e da venerdì 28 aprile a lunedì 1 maggio nelle principali vie e piazze del paese.

L’evento concilia la solennità della santa messa con l’atmosfera festosa e spensierata di un accogliente paesino rurale della Bassa Padovana, il cui vivace folclore si esprime attraverso un programma ricco di iniziative che includono raduni di trattori e moto d’epoca e grandi aree di ristorazione nelle quali sarà possibile scegliere tra invitanti pietanze goderecce che valorizzano i prodotti e la cucina tipica del territorio.

Se vi chiedete cosa fare a Megliadino San vitale e desiderate trascorrere la stagione primaverile all’insegna di musica dal vivo, serate danzanti e squisite specialità eno-gastronomiche nell’amena cornice agreste di un grazioso paesino situato a meno di 15 km da Monselice, la sagra di Medaglino San Vitale potrebbe essere l’evento adatto a voi!

Per maggiori informazioni in merito alla tradizionale ricorrenza si consiglia di visitare la pagina Facebook Pro Loco Megliadino San Vitale APS.

Villa Bruni

Situata in Via Roma, la dimora rinascimentale è armoniosamente inserita in un radioso giardino costellato di cedri, betulle, carpini bianchi, tigli, farnie, abeti e altre maestose piante d’alto fusto.

Incorniciato da fiori sgargianti, un vialetto lastricato conduce all’elegante scalinata che dà accesso al piano nobile della residenza signorile.

Sormontata da una finestra a lunetta, la porta d’ingresso è affiancata da sei finestre rettangolari architravate, in asse con le finestrelle quadrangolari del basamento e del piano mansardato.

A coronare lo sviluppo verticale dell’abitazione nobiliare sono due candidi camini alla veneziana.

Riportato all’antico splendore a seguito di accurati interventi di restauro, il complesso architettonico include un fabbricato rustico porticato scandito da ampie arcate a tutto sesto.

Se vi chiedete cosa fare a Megliadino San Vitale, Villa Bruni e il suo incantevole parco alberato rappresentano l’ambiente ideale per allestire feste memorabili ed eventi culturali.

La chiesa di San Vitale

Situata in Piazza Giacomo Matteotti, 1, la chiesa di San Vitale è incastonata nel cuore storico del comune. Caratterizzato da una facciata a salienti, il luogo di culto di origine medievale presenta un candido basamento in blocchi di pietra, mentre la parte superiore della facciata è rivestita in mattoni a vista.

Il massiccio portale ligneo è concluso da una lunetta sormontata da un timpano triangolare lievemente sporgente. Inscritto in un grande arco, al di sopra dell’ingresso si staglia un elaborato rosone ornato da undici raggi raccordati da archetti a tutto sesto.

I vasti e luminosi ambienti della chiesa sono organizzati in tre navate, ritmate da archi a tutto sesto sorretti da coppie di colonne in marmo rosso.

Nelle nicchie laterali dell’edificio sacro sono inseriti pregiati altari in marmi policromi. Procedendo verso il presbiterio si nota, dietro l’altare maggiore, un sofisticato organo a canne. Illuminato da due raffinate polifore, l’abside è decorato da una raffinata opera pittorica che raffigura Gesù Cristo con le braccia aperte.

Erto al fianco della chiesa, il campanile in mattoni a vista reca un orologio in numeri romani al di sotto della cella campanaria.

Cosa fare a Borgo Veneto, provincia di Padova: 4 idee

Scopri cosa fare a Borgo Veneto in Provincia di Padova: Il trofeo di San Martino, Villa Vallaresso Pisani, Villa Fava del Pavaglione, la chiesa di San Silvestro. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Borgo Veneto?

Il comune di Borgo Veneto confina a nord con Pojana Maggiore e Noventa Vicentina, a sud con Piacenza d’Adige, a est con Ospedaletto Euganeo e Ponso, a ovest con Montagnana e Casale di Scodosia.

Il trofeo di San Martino

L’edizione 2023 del trofeo di San Martino è prevista sabato 11 novembre in corrispondenza della palestra comunale di Saletto, in Via Marconi.

Frutto della collaborazione tra la federazione italiana sbandieratori e il gruppo musici e sbandieratori di Borgo Veneto, il trofeo di San Martino vedrà esibirsi gli atleti in singolo, in coppia e in piccola squadra. Riconoscibili per i loro distintivi e sgargianti abiti tradizionali, gli sbandieratori daranno prova della propria abilità attraverso appassionanti coreografie con lanci, rotazioni e figure acrobatiche sincronizzate.

Se vi chiedete cosa fare a Borgo Veneto, il trofeo di San Martino è una delle manifestazioni culturali più coinvolgenti del comune, spettacolare testimonianza di come il medioevo fosse un’epoca tutt’altro che oscura.

Per trovare la locandina con le informazioni in merito al X trofeo di San Martino si consiglia di visitare la pagina Facebook Gruppo musici e sbandieratori di Borgo Veneto.

Villa Vallaresso Pisani

Situata in Via Roma, 28, l’attuale sede municipale di Borgo Veneto è incastonata nel cuore storico della frazione di Saletto (da non confondere con Saletto di Breda di Piave).

Originaria del XVII secolo, la residenza signorile si articola su due livelli sormontati da un piano mansardato. Ornato da un rivestimento in bugnato, il pian terreno è accessibile tramite un’elegante porta sormontata da una finestra a lunetta.

Al piano nobile, in asse con il portale d’ingresso, si staglia una porta-finestra archivoltata affacciata su un balcone con una balaustra metallica bombata. Ai lati del balcone si aprono sei finestre rettangolari, coronate da cimase triangolari.

Tra il piano nobile e il mezzanino, in posizione mediana, si aprono tre finestre rettangolari incorniciate da quattro lesene. Poggiante su un cornicione sorretto da mensole, la struttura è coronata da un timpano triangolare dentellato che sporge dallo spiovente del tetto.

Villa Fava del Pavaglione

Situata in Via Pasquale Longo, 12, Villa Fava, detta del Pavaglione è un’incantevole dimora gentilizia della seconda metà del settecento piacevolmente inserita nell’ameno panorama agreste di Megliadino San Fidenzio.

L’edificio si eleva su due piani, rivestiti di scuri ciottoli, conclusi da un mezzanino. Al centro della struttura si innalza un corpo sopraelevato, ingentilito da un balcone aggettante e completato da un timpano triangolare.

Incorniciata da un giardino costellato di cedri dell’Atlante, pioppi cipressini, aceri e salici, la facciata è nobilitata da due nicchie in cui sono inserite due candide statue.

Di notevole interesse sono il grazioso luogo di culto sorto a sinistra della villa, la cui torre campanaria è coronata da una riproduzione della Tour Eiffel, e una torretta di pietra affiancata a un muro merlato di gusto medievale.

La chiesa di San Silvestro

Edificata tra i secoli IX e X, la chiesa di San Silvestro è uno dei più antichi punti di riferimento culturali e spirituali della Bassa Padovana.

La minuta chiesa romanica è caratterizzata da una copertura a doppio spiovente, nella quale è inglobato il campanile in mattoni a vista culminante con una cuspide a base quadrata.

Sovrastata da un soffitto a capriate lignee, la navata unica del luogo di culto è ingentilita da splendidi affreschi del XV secolo.

Se vi chiedete cosa fare a Borgo Veneto, la chiesa di San Silvestro è un monumento di storia, arte e architettura tra i più significativi della provincia di Padova.

Cosa fare a Ponso in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Ponso in Provincia di Padova: la sagra di santa Marta, la chiesa di Santa Maria Assunta, giro in bicicletta a Ponso. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Ponso?

Il comune di Ponso confina a nord con Ospedaletto Euganeo, a sud con Piacenza d’Adige, a sud est con Vighizzolo d’Este a est con Ospedaletto Euganeo e Carceri, a ovest con Borgo Veneto.

Sagra di Santa Marta

Secondo il calendario liturgico il giorno dedicato a Santa Marta è il 29 luglio e la celebrazione in suo onore, nel comune di Ponso, si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data. L’edizione 2023 della tradizionale ricorrenza ha avuto luogo da venerdì 28 luglio a martedì 1 agosto in corrispondenza del centro parrocchiale.

L’evento concilia la solennità della santa messa al clima gioviale e spensierato di una festa paesana all’insegna di feste danzanti, musica dal vivo e cucina casereccia che promuove le specialità enogastronomiche locali.

Occasione indicata per le buone forchette, la sagra prevede ampie aree di ristorazione nelle quali potrete scegliere tra pietanze a base di musso, invitanti piatti di bigoli e carne alla brace servita con fette di polenta alla piastra, croccanti patate fritte e freddi boccali di birra, niente di meglio per dissetarsi e lenire la calura estiva.

Il programma della manifestazione prevede elettrizzanti concerti rock, serate di liscio ed esposizioni d’auto d’epoca. Non mancheranno attività culturali e ludiche, da esposizioni di opere pittoriche a tornei di tennis e gare di tiro con l’arco.

Se vi chiedete cosa fare a Ponso e desiderate trascorrere la bella stagione nella piacevole cornice rurale della Bassa Padovana tra calici di vino, pietanze goderecce, balli sfrenati e sport all’aria aperta, partecipare alla sagra di santa Marta potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per essere sempre aggiornati in merito al prossimo appuntamento della sagra, si consiglia di visitare la pagina Facebook PRO LOCO PONSO.

La chiesa di santa Maria Assunta

Situata in Via Vittorio, 1, la chiesa di Santa Maria Assunta è uno dei più significativi punti di riferimento culturali e spirituali del comune di Ponso. Sorto nel cuore storico del paese, il luogo di culto si distingue per una facciata a doppio spiovente, decorata alla base da fasce di blocchi di trachite (roccia vulcanica originaria dei Colli Euganei) intervallate da fasce in laterizio.

Nella parte superiore del fronte, rivestita in mattoni a vista, si aprono tre nicchie a tutto sesto. Ornate alla base da due statue, le nicchie laterali racchiudono due alte e sottili monofore a tutto sesto. La candida nicchia centrale, di dimensioni maggiori, reca al centro l’iscrizione D.O.M. B.V. MARIAE ASSUMPTAE, al di sopra della quale si staglia un’apertura circolare ingentilita da una vetrata policroma raffigurante l’Assunzione di Maria, circondata da amorini e dalla volta celeste punteggiata di nuvole.

Internamente la chiesa presenta un’unica e luminosa navata impreziosita da raffinati altari in marmi policromi e da antiche opere pittoriche, tra le quali spicca un dipinto a olio della seconda metà del settecento raffigurante la Beata Vergine Assunta.

Giro in bicicletta a Ponso

Il punto di partenza del itinerario è la piazza di fronte al municipio di Ponso in Via Vittorio, 33. Lasciate l’ingresso del comune alle vostre spalle e svoltate a destra in direzione della parrocchia di santa Maria Assunta. Raggiunta la chiesa tenete la destra e procedete per 1,3 km in Via Roma, dopodiché proseguite lungo Via Boschette e Via Palugana per 1,1 km. A questo punto svoltate a sinistra e seguite Via Sabbionara per 850 metri, poi svoltate a sinistra in Via Santi, in corrispondenza di un antico fabbricato rustico in mattoni a vista.

Seguite Via Santi per 1,6 km inoltrandovi nell’ameno panorama agreste scandito da vasti campi di granturco e rigogliose siepi, poi svoltate a destra in Via Segalara. All’incrocio con Via Chiesa di Bresega svoltate a sinistra. Dopo 450 metri tenete la destra e continuate lungo Via Chiesa di Ponso per 600 metri. Raggiunta la chiesa di Santa Maria Assunta imboccate Via Vittorio alla vostra destra e procedete fino a tornare al punto di partenza.

Se vi chiedete cosa fare a Ponso, questo breve percorso ciclabile regala scorci interessanti scorci del panorama rurale e urbano del comune.