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Cosa fare a Caldogno in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Caldogno: La sagra di Caldogno, Villa Caldogno, la chiesa di San Bartolomeo. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Caldogno?

Il comune di Caldogno confina a nord con Villaverla, a sud con Vicenza, a est con Dueville e Vicenza, a ovest con Isola Vicentina, Costabissara e Vicenza.

La sagra di Caldogno

La tanto attesa ricorrenza si svolge ogni anno nel mese di agosto negli ampi spazi degli impianti sportivi in Via Torino. L’edizione 2022 si è svolta dal 26 al 30 agosto.

In occasione dell’evento l’ameno paesino rurale si anima di divertenti attrazioni come l’adrenalinica pista di auto scontri, la vorticosa giostra dei seggiolini volanti, giganteschi scivoli gonfiabili e, per una vera e propria esperienza da capogiro, non mancherà il famosissimo tagadà.

Mentre i commensali affamati prendono posto ai tavoli disposti in lunghe file ordinate nella grande tensostruttura, nei campi da calcio e da pallacanestro, dalle cucine si propaga il profumo di costine, braciole e salsicce sfrigolanti alla griglia, panini croccanti ricolmi di porchetta fumante aromatizzata al pepe e rosmarino, gustose fette di polenta abbrustolita, fritture di pesce e bruschette croccanti servite nelle più svariate declinazioni, dalla classica e squisita pizzaiola, alla versione vegetariana con saporite e fresche verdure di stagione, oppure condita con affettati e accompagnata da patate fritte, solo per citare alcune delle pietanze del ricco menù.

Per chi non sa resistere a portate di carne gargantuesche e succulente, uno dei protagonisti della manifestazione sarà il maialino cotto lentamente allo spiedo.

Oltre a dissetarvi con boccali di birra e specialità vinicole di prima qualità, potrete rinfrescarvi il palato assaporare gelati artigianali disponibili negli appositi stand nell’area fieristica.

Se vi chiedete cosa fare a Caldogno e siete alla ricerca di iniziative per trascorrere al meglio le calde serate estive in questo incantevole comune al confine con Vicenza all’insegna di tipicità eno gastronomiche da leccarsi i baffi ed esibizioni pirotecniche mozzafiato, partecipare alla sagra di Caldogno è un’esperienza certamente consigliata!

Villa Caldogno

Situata in Via G. Zanella, Villa Caldogno è uno dei più significativi monumenti del patrimonio culturale del vicentino. Verticalmente tripartita, la facciata dell’edificio rinascimentale reca al centro tre maestosi archi ornati da una cornice in bugnato sopra i quali si staglia un timpano triangolare dentellato.

Accessibile tramite un’elegante scalinata, l’interno della dimora cinquecentesca è ingentilito da spettacolari affreschi plurisecolari che rappresentano scene danzanti, ludiche e musicali nonché raffigurazioni mitologico leggendarie armoniosamente inserite in un’elaborata cornice architettonica dipinte che generano suggestive illusioni prospettiche.

Delimitato a est da un’ariosa barchessa porticata ritmata da un candido colonnato, il sontuoso giardino è costellato di rigogliose varietà arboree come abeti, pini marittimi e magnolie, disposte intorno ad una siepe ben curata di forma esagonale.

Se vi chiedete cosa fare a Caldogno, la nobile residenza signorile è un inestimabile punto di riferimento storico che merita senza dubbio una visita.

La chiesa di San Bartolomeo

Situata in Via Chiesa Rettorgole, 31, il luogo di culto è caratterizzato da una facciata a capanna, decorata da un motivo geometrico quadrangolare sui toni del rosso e dell’ocra, delimitata da due pilastri coronati da pinnacoli.

Il fronte è diviso verticalmente in tre sezioni, la centrale delle quali, in posizione lievemente avanzata, presenta un massiccio portale ligneo racchiuso da colonne tortili e sormontato da un archivolto decorato da un’immagine della madonna con le mani giunte in preghiera, il capo avvolto da un’aureola di dodici stelle e circondata da sei angioletti fluttuanti su uno sfondo celeste.

Ulteriori elementi di pregio ornamentale sono il raffinato rosone, la scultura di san Bartolomeo che regge la propria pelle come un mantello (colpiscono i dettagli degli zigomi e delle fasce muscolari delle gambe) che spicca sulla sommità del fronte ed un motivo ad archetti pensili trilobati acuti che asseconda il profilo degli spioventi.

Cosa fare a Monticello Conte Otto (VI): 5 idee

Scopri cosa fare a Monticello Conte Otto in provincia di Vicenza: La sagra dei santi Pietro e Gaetano, la sagra di san Matteo, parco Astichello, Villa Zanella, Villa Valmarana. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Monticello Conte Otto?

Il comune di Monticello Conte Otto confina a nord est con Sandrigo, a nord ovest con Dueville, a sud con Vicenza, a est con Bolzano Vicentino, a est con Dueville e Vicenza.

La sagra dei santi Pietro e Gaetano

La tanto attesa ricorrenza si svolge ogni anno a fine giugno. L’edizione 2022 si è tenuta dal 24 al 28 giugno. In Via Roma, 63, l’area del campo da calcio dell’ameno paesino rurale accoglie sia la popolazione locale che visitatori da ogni parte della regione nell’atmosfera gioviale di una festa popolare d’altri tempi all’insegna di specialità gastronomiche di prima scelta e qualità vinicole autoctone.

Delimitati a ovest da una rigogliosa siepe che asseconda un limpido torrente, gli ampi spazi degli impianti sportivi si riempiono di tavoli e panche ben allineate tra cui si diffondono gli aromi di braciole, salsicce, costine sfrigolanti alla griglia e fette di polenta gialla abbrustolita.

A rendere la manifestazione ancor più appassionante saranno le serate danzanti durante le quali potrete ballare il liscio grazie a eccezionali orchestre oppure scatenarvi al ritmo rock and roll di talentuosi gruppi tributo.

Se vi chiedete cosa fare a Monticello Conte Otto e desiderate trascorrere l’estate tra di fiumi di birra, danze sfrenate e pietanze da leccarsi i baffi, partecipare a quest’antica e affascinante celebrazione potrebbe fare proprio al caso vostro!

La sagra di san Matteo

La tradizionale fiera paesana ha luogo a fine giugno nella frazione di Cavazzale. L’appuntamento del 2022 si è svolto dal 25 al 29 giugno.

La festa prevede grandi aree di ristorazione nelle quali potrete assaporare tipicità culinarie goderecce, da hamburger ricchi di formaggio filante e peperoni cotti alla piastra a spiedini di carne alla brace da far venire l’acquolina in bocca.

Oltre all’accogliente tensostruttura, da cui proviene il vociare allegro dei commensali affamati, non mancheranno spettacolari attrazioni brillanti di luci elettriche come gli immancabili autoscontri, amati da persone di ogni età, la classica pesca di beneficenza, la vorticosa giostra dei seggiolini volanti, sconsigliata dopo i pasti, e le avventure mozzafiato del simulatore 3d che vi catapulterà in imprevedibili dimensioni virtuali da capogiro.

Durante le coinvolgenti esibizioni musicali potrete dissetarvi con freschi boccali di birra ai vari stand presenti nella fiera. Per chi è alla ricerca di idee e iniziative per vivere al meglio la stagione estiva, la sagra di san Matteo è un’occasione da non perdere!

Parco Astichello

Per accedere al parco Astichello potete lasciare l’auto nel parcheggio in Via Giulio Bedeschi. Meta ideale per chi voglia passeggiare in un incantevole angolo di natura sottratto al cemento e all’asfalto, il parco Astichello è una serena oasi verde costellata di pioppi bianchi, acacie, platani e salici attraversata da un sinuoso itinerario che asseconda il freddo corso d’acqua.

Se vi chiedete cosa fare a Monticello Conte Otto e volete immergervi in un ambiente incontaminato, pacifico e riposante, questo tranquillo polmone verde merita certamente una visita!

Villa Zanella

Situata in Via Saviabona, 46, Villa Zanella è avvolta dal placido e silenzioso scenario della campagna monticellese scandita da floride siepi e dalle anse serpeggianti dell’Astichello. Elevata su due piani, la residenza signorile del XIX secolo si distingue per una facciata ritmata da quattro lesene di ordine ionico sopra le quali poggiano l’architrave, recante l’iscrizione DATUR HORA QUIETI, ed il frontone triangolare dentellato.

Villa Valmarana Bressan

Situata in Via Vigardoletto, 33 a due passi dal parco dei cedri (45.609432970701, 11.58511415194109), Villa Valmarana è un inestimabile esempio di architettura palladiana.

La facciata settentrionale della dimora cinquecentesca, a doppio spiovente, reca al piano terra, ai lati dell’ingresso, due finestre sormontate da un timpano triangolare.

In posizione lievemente arretrata, la sezione centrale del fronte presenta un’elegante serliana anticipata da una gradinata.

Ai lati dell’arco della serliana si aprono due minuti oculi circolari sormontati da tre finestre quadrangolari. Sulla sommità del fronte si staglia un’ulteriore apertura circolare.

Aperta al pubblico su prenotazione, la splendida abitazione è uno dei più significativi punti di riferimento del panorama storico e culturale del vicentino.

Cosa fare a Dueville in provincia di Vicenza: 5 idee

Scopri cosa fare a Dueville: le risorgive del Bacchiglione, l’antica sagra e fiera di Sant’Anna, Villa Porto Vivaro, Villa Monza, la chiesa delle sante Maria e Fosca. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Dueville?

Il comune di Dueville confina a nord con Montecchio Precalcino, a sud est con Vicenza, a sud ovest con Caldogno, a est con Sandrigo e Monticello Conte Otto, a ovest con Villaverla e Caldogno.

Le risorgive del Bacchiglione

Meta ideale per gli appassionati di escursionismo alla ricerca di un’amena località naturalistica in cui passeggiare in tutta tranquillità, le risorgive del Bacchiglione nascono dalle gelide fonti delle Prealpi Vicentine. Una limpida rete di corsi d’acqua sotterranei scende quindi a valle e attraversa la pianura fino a quando una formazione argillosa impermeabile ne comporta l’affioramento. Il risultato è un lussureggiante mosaico di biodiversità arborea e floreale in cui cristallini fontanili gorgoglianti lambiscono salici, ontani, neri e pioppi bianchi: fragile e prezioso ecosistema in cui prosperano numerose specie anfibie, ittiche e sgargianti varietà di volatili.

Se vi chiedete cosa fare a Dueville, visitare le risorgive del Bacchiglione sarà un’esperienza da non perdere!

L’antica sagra e fiera di Sant’Anna

La festa di sant’Anna ricorre il 26 luglio ma la celebrazione in suo onore si svolge anche nei giorni successivi a questa data. L’edizione 2022 ha avuto luogo dal 29 luglio al 3 agosto.

In occasione dell’evento le piazze e le vie del centro in corrispondenza dalla chiesa parrocchiale si animano di vivaci bancarelle, grandi aree di ristorazione in cui assaporare gustosi piatti della tradizione, dal saporito baccalà alla vicentina, da accompagnare con fette di polenta fumanti, alle irresistibili grigliate da far venire l’acquolina in bocca, per non parlare dello squisito guanciale e della vasta gamma di panini per soddisfare ogni palato, solo per citare alcune delle numerose ricette che compongono il prelibato menù gargantuesco. Naturalmente non mancheranno fiumi di birra e qualità vinicole di prima scelta.

Se vi chiedete cosa fare a Dueville e desiderate immergervi nel clima di spensieratezza di un’allegra manifestazione secolare all’insegna di appetitose pietanze e serate danzanti durante le quali potrete ballare il liscio o scatenarvi al ritmo di talentuosi gruppi rock, partecipare a questa manifestazione potrebbe fare proprio al caso vostro!

Villa Da Porto Casarotto

Situata in Via da Porto 7, la villa rappresenta uno dei più significativi monumenti del patrimonio architettonico del comune. Inserita in un radioso giardino alberato, la residenza signorile del XVI secolo è accessibile tramite un’elegante scalinata che conduce ad un sontuoso pronao scandito da due pilastri e quattro colonne di ordine ionico sovrastate da un timpano triangolare.

La dimora sorge affianco ad un imponente fabbricato ritmato da ampie arcate, sulla cui sommità svetta un elaborato campanile a vela.

Villa Monza

Situata in Piazza Monza 1, Villa Monza si affaccia su una vasta area verde costellata di enormi cedri che ne ombreggiano il candido fronte. Articolato su tre livelli, il corpo padronale presenta al piano terra un loggiato sorretto da colonne ioniche. Nel piano nobile si aprono tre pregiate finestre balaustrate sopra le quali si staglia il timpano triangolare. Affiancata da una maestosa barchessa con un arioso porticato, al villa e lo spettacolare parco che la avvolge meritano senza dubbio una visita.

La chiesa delle Sante Maria e Fosca

Sita in Piazza Monza, 44, la possente mole della chiesa longobarda domina il cuore storico della cittadina. L’impiego di differenti materiali di costruzione permette di individuare nella facciata due sezioni distinte da netti contrasti cromatici. Quella inferiore, formata da blocchi di pietra bianca, presenta tre portali sormontati da lunette con decorazioni musive, il centrale dei quali è anticipato da un protiro coronato dalle sculture di San Pietro, di Maria col bambino Gesù e dell’arcangelo Gabriele.

La sezione superiore, in mattoni rossi, reca al centro un’ampia apertura circolare incorniciata da lesene nelle quali si aprono sei nicchie.

Cosa fare a Torri di Quartesolo (VI): 5 idee

Scopri cosa fare a Torri di Quartesolo: la sagra del rosario e dell’asparago, Villa da porto Slaviero, il ponte sul fiume Tesina, la chiesa dei Santi Gervasio e Protasio. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Torri di Quartesolo?

Il comune di Torri di Quartesolo (così chiamato perché dista quattro miglia romane da Vicenza) confina a nord Quinto Vicentino, a nord est con Gazzo, a sud con Longare, a est con Gazzo e Grumolo delle Abbadesse, a ovest con Vicenza.

La sagra del rosario

Il giorno dedicato a Maria del Rosario è il 7 di ottobre (lo stesso della battaglia di Lepanto) ma la festa in suo onore si svolge anche prima di questa data. L’edizione 2022 ha avuto luogo dal 29 settembre al 3 ottobre.

La sentita processione in onore della Vergine si svolge in un’atmosfera che concilia la solennità di antiche cerimonie liturgiche con l’ambiente disteso e gioviale delle fiere di campagna d’altri tempi all’insegna di musica dal vivo, birre artigianali, calici di vino e cucina locale di prima scelta, la cui protagonista indiscussa sarà la squisita arna, squisito declinata in numerose ricette da far venire l’acquolina in bocca, dai sugosi e fumanti bigoli e pasticcio al ragù d’anatra al rotolo d’anatra ripieno.

Se vi chiedete cosa fare a Torri di Quartesolo e desiderate immergervi nei colori e nei profumi della stagione autunnale in una dimensione allegra e accogliente, partecipare a questo evento potrebbe fare proprio al caso vostro!

La festa dell’asparago

La frazione di Marola ospita annualmente, nella prima metà di maggio, la manifestazione gastronomica più significativa dell’incantevole comune confinante con Vicenza. Favorevoli condizioni climatiche unite alla salubrità di un terreno fertile sono le condizioni ideali per la crescita del pregiato e gustoso asparago bianco, fiore all’occhiello del patrimonio agricolo quartesolano che si presta alla preparazione di prelibate pietanze che esprimono il delicato equilibrio tra il creatività, rispetto della tradizione e delle materie prime delle aziende agricole locali.

Le Mezze maniche con Crema di Asparagi e Guanciale, i risotti agli asparagi e gli involtini di speck, asparagi bianchi e formaggio sono solo alcune delle saporite portate che potrete assaporare nelle grandi aree di ristorazione che rappresentano il punto focale della celebrazione.

Non mancheranno l’orchestra per ballare il liscio, la classica lotteria di beneficienza e giostre colorate per il divertimento dei più piccoli.

Villa da porto Slaviero

Situata in Via Roma 97, la residenza gentilizia è armoniosamente inserita in un lussureggiante giardino alberato ornato da siepi ben curate.

Risalente alla seconda metà del cinquecento, la parte centrale della facciata del nobile palazzo è scandita da tre eleganti arcate sormontate ed è coronata da un timpano triangolare. Gli spaziosi ambienti del palazzo, dei portici e delle barchesse costituiscono un’ambiente incantevole in cui ospitare ricevimenti e matrimoni da sogno.

Il ponte sul Tesina

Tra i più significativi esempi di ingegneria civile del comune, il ponte sul fiume Tesina (in Via Roma), fu realizzato nella seconda metà del XVI secolo seguendo il progetto del celebre architetto Andrea Palladio. Ritmata da tre maestosi archi, l’affascinante infrastruttura tardo rinascimentale permette di abbracciare con lo sguardo il folto manto di alghe ondeggianti che affiora dal limpido corso d’acqua delimitato da argini erbosi disseminati di salici su cui si affaccia la splendida Villa Da Porto Rigon, spettacolare dimora signorile cinquecentesca in ottimo stato di conservazione.

la chiesa dei Santi Gervasio e Protasio

Situata in Via Roma, 93, la chiesa si distingue per una facciata a salienti, quasi completamente disadorna ad eccezione di quattro statue ed una croce che completano lo sviluppo verticale del luogo di culto.

Accessibile tramite un massiccio portone ligneo anticipato da un candido protiro, la parrocchia è internamente illuminata da un’apertura circolare che si staglia al centro della facciata, da due sottili monofore laterali che danno slancio alla struttura e da una serie di finestre di ridotte dimensioni lungo i fianchi dell’edificio.

Ulteriore elemento di pregio architettonico è il raffinato campanile in mattoni rossi recante, in corrispondenza della cella campanaria, quattro bifore di gusto gotico sopra le quali svetta una cuspide conica.

Cosa fare a Quinto Vicentino: 5 idee

Scopri cosa fare a Quinto Vicentino: la festa dea bisata, la sagra di San Giorgio, Villa Thiene, Villa Tacchi di Quinto, la chiesa di san Giorgio. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Quinto Vicentino?

Il comune di Quinto Vicentino confina a nord est con San Pietro in Gu, a nord ovest con Bolzano Vicentino, a sud est con Gazzo a sud ovest con Torri di Quartesolo, a est con San Pietro in Gu e Gazzo, a ovest con Bolzano Vicentino e Vicenza.

La festa dea bisata

La tradizionale ricorrenza si svolge ogni anno sul finire di settembre nella frazione di Valproto. L’edizione 2022 si è tenuta dal 23 al 27 settembre. Protagonista indiscussa della celebrazione, la bisata è una specialità ittica d’acqua dolce dalla carne grassa e saporita che si presta a vari metodi di cottura: ai ferri, in umido o in tecia, fritta o al forno. Elemento distintivo della cultura e della cucina contadina del territorio, la squisita anguilla e le numerose ricette in cui può essere declinata attestano la qualità e la diversità del vasto mosaico gastronomico della regione Veneto.

Se vi chiedete cosa fare a Quinto Vicentino, in occasione della festa la serena località rurale si anima di spettacoli di musica dal vivo e serate danzanti, lotterie di beneficenza e grandi aree di ristorazione da cui si diffonde l’aroma di pietanze prelibate. In altre parole un’evento da non perdere!

La sagra di San Giorgio

La commemorazione del santo patrono si tiene il 23 aprile e la fiera in suo onore si tiene anche nei giorni precedenti e successivi a questa data. L’appuntamento del 2022 ha avuto luogo dal 22 al 26 aprile.

Manifestazione ideale per trascorrere la primavera in modo spensierato, il ricco programma dell’evento prevede tranquille passeggiate all’aria aperta, punti di degustazione in cui potrete assaporare piatti a base di luppolo selvatico, talentuose orchestre per ballare il liscio ed emozionanti esibizioni pirotecniche. Se desiderate immergervi nell’atmosfera d’altri tempi che concilia le solenni funzioni liturgiche in onore del santo patrono con il clima allegro di una fiera di campagna all’insegna portate goderecce, calici di vino e boccali di birra, la sagra di san Giorgio potrebbe fare proprio al caso vostro!

Villa Thiene

Situata in Piazza IV Novembre, 2, la dimora rinascimentale palladiana è riconoscibile per la maestosa facciata in mattoni rossi tripartita da quattro coppie di lesene doriche sovrastate da un frontone triangolare.

Anch’essa ritmata da lesene doriche, la facciata sud è rivolta verso uno splendido giardino alberato delimitato dall’argine del fiume Tesina e presenta al piano nobile raffinate finestre ad arco ribassato, ornate da balaustre, sopra le quali si staglia un timpano triangolare.

Se vi chiedete cosa fare a Quinto Vicentino, Villa Thiene è punto di riferimento culturale di inestimabile valore che merita senza dubbio una visita.

Villa Tacchi di Quinto

Situata in Via Quintarello, 18, Villa Tacchi Quinto è armoniosamente inserita in un parco secolare ben curato circondato da un limpido corso d’acqua che scorre in un sinuoso fossato. A rendere l’area verde ancor più suggestiva è il romantico laghetto avvolto dalla lussureggiante vegetazione arborea secolare.

Visibile attraverso un’elaborato cancello affiancato da due rigogliosi cipressi, la sontuosa abitazione settecentesca è caratterizzata da un corpo padronale coronato da un timpano affiancato da eleganti barchesse scandite da ampie arcate ammantate di edera.

La chiesa di San Giorgio

Situata Via Martiri della Libertà, 17, la candida mole del luogo di culto è accessibile tramite un massiccio portale ligneo (sormontato da una raffigurazione in altorilievo del santo a cavallo nell’atto di trafiggere il drago) incorniciato da svettanti lesene poggianti su alti basamenti.

A completare lo sviluppo verticale della struttura è un pregiato frontone spezzato culminante con tre statue. A fianco della chiesa si innalza il campanile, concluso da una cuspide poggiante su un tamburo ottagonale percorso da monofore.

Cosa fare a Bolzano Vicentino: 5 idee

Scopri cosa fare a Bolzano Vicentino: Sagra dei Santi Fermo e Rustico, la sagra di Santa Croce, la chiesa dei Santi Fermo e Rustico, la Chiesa di Santa Maria, il molino secolare. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Bolzano Vicentino?

Il comune di Bolzano Vicentino confina a nord est con Bressanvido, a nord ovest con Sandrigo, a sud est con Quinto Vicentino, a sud ovest con Vicenza, a est con San Pietro in Gu e Quinto Vicentino, a ovest con Monticello Conte Otto e Vicenza.

Sagra dei Santi Fermo e Rustico

La tanto attesa ricorrenza ha luogo nella prima metà di agosto. L’edizione 2022 si è svolta il 5, il 6, il 7 e il 9 agosto. Come ogni anno, l’ameno paesino di campagna si anima e si colora di un’atmosfera vivace e spensierata all’insegna di musica dal vivo e specialità eno-gastronomiche di prima scelta che potrete assaporare nelle grandi aree di ristorazione in Piazzale Oppi, in corrispondenza della scuola primaria, e nel parco degli alpini, serena area verde costellata di cedri, magnolie e frassini.

A concludere le celebrazioni saranno le sentite funzioni liturgiche che si terranno nella graziosa chiesetta, intitolata ai due martiri, avvolta da una vasta estensione erbosa delimitata a est dal freddo corso del torrente Tesina, a ovest da una florida siepe di pioppi, salici, olmi e acacie.

Se vi chiedete cosa fare a Bolzano Vicentino e desiderate trascorrere l’estate nella splendida cornice rurale del piccolo comune confinante col Padovano, partecipare alla fiera dei SS. Fermo e Rustico potrebbe fare proprio al caso vostro.

La sagra di Santa Croce

Le occasioni per divertirsi e vivere al meglio l’estate di certo non finiscono qui! Nella prima metà di settembre, il ricco programma della festa prevede punti degustazione in cui troverete eccellenze vinicole e tipicità culinarie che attestano la qualità dei prodotti del territorio.

Le piazze della cittadina sono pervase dell’aroma di gnocchi e bigoli al ragù d’anatra, carne alla griglia, spezzatini con patate al forno e baccalà alla vicentina servito con fette di polenta abbrustolite, per non parlare di squisiti dolci come gustose frittelle fatte a mano.

Strade disseminate di giostre e giochi gonfiabili, menù appetitosi e goderecci, serate di liscio, esibizioni di talentuosi dj dalle sonorità travolgenti, spettacoli di ballo latino americano e di line dance al ritmo di musica country: se vi chiedete cosa fare a Bolzano Vicentino la sagra di Santa Croce è un appuntamento imperdibile!

La chiesa dei Santi Fermo e Rustico

Uno dei monumenti più rappresentativi del comune, il candido luogo di culto si trova in Via San Fermo, 9. Immersa nell’incantevole scenario di floridi campi coltivati in cui svettano tre maestose querce, la chiesa è raggiungibile, non senza difficoltà, tramite un sentiero che si snoda da Via Crosara in corrispondenza della fattoria Il Pomodoro.

L’edificio si distingue per una facciata a capanna semplice e severa nella quale di apre, al di sopra del portone ligneo, un oculo che ne illumina l’unica aula ornata da un raffinato altare marmoreo.

Ulteriore elemento di valore architettonico è il grazioso campanile a vela che si innalza sul tetto tra la navata e il presbiterio.

La chiesa di Santa Maria

Situata in Piazza Roma, 9, la chiesa di Santa Maria presenta un’elegante facciata a salienti ritmata da fasce orizzontali che alternano la tonalità rossa dei mattoni a vista al colorito grigio delle sezioni intonacate. La parrocchiale è accessibile tramite tre portali lignei sormontati da lunette con pregiate raffigurazioni pittoriche. Al di sopra del portone centrale, anticipato da un protiro, si staglia un grande rosone con un elaborato traforo che richiama la figura di un fiore.

Coronato da pinnacoli, il fronte è ornato da un fine motivo di archetti pensili e colonnine che asseconda il profilo degli spioventi.

Il molino di Bolzano Vicentino

Uno dei luoghi più affascinanti del comune è l’antico complesso molitorio situato in Via Molino, riconoscibile per la ruota secolare alimentata dalle acque del torrente da cui cresce una rigogliosa siepe di salici.

L’originale strato di intonaco, sui toni del rosa scuro, è interrotto bruscamente dalla nuda parete di laterizio.

Elevato su tre livelli, l’imponente fabbricato è assalito da un folto manto di vegetazione infestante che si arrampica fino a raggiungere il tetto.

Cosa fare a Bressanvido in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Bressanvido: le risorgive, la festa della transumanza, la chiesa della visitazione della Beata Vergine. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Bressanvido?

Il comune di Bressanvido confina a nord con Sandrigo, a sud con Bolzano Vicentino, a est con Pozzoleone e San Pietro in Gu, a ovest con Sandrigo.

Le risorgive di Bressanvido

Il punto di partenza del sereno itinerario naturalistico è il parcheggio in Via XXV Aprile. Procedete in direzione est tramite una stradina che conduce ad un parco giochi, superato il quale dirigetevi verso il ponte su un tortuoso ruscello.

Superato il corso d’acqua, voltate a destra e proseguite fino a raggiungere un secondo ponte, attraversato il quale girate a sinistra e assecondate il sentiero che asseconda il serpeggiante fiumiciattolo all’ombra di rigogliose siepi di salici, platani, noci e acacie.

Seguite Via Bettinardi per 1,2 km fino allo stop (45.641935297950205, 11.636505644556799). Tenete la sinistra e continuate su Via Bettinardi per 450 metri. All’intersezione con Via Roma, svoltate a sinistra, poi svoltate a destra in Via S. Rocco.

Percorrete Via S. Rocco per 450 metri, poi svoltate a destra nel sentiero che si articola tra la fiorente vegetazione di aceri campestri, olmi e ontani che crescono rigogliosi lungo le verdi sponde della limpida risorgiva Castellaro.

Conclusa la visita alla sorgente, riprendete il cammino fino ad arrivare in Via Roncaglia. Svoltate a destra e procedete lungo Via Roncaglia fino all’intersezione con Via S. Rocco. Girate a sinistra e seguite Via S. Rocco per 120 metri, poi svoltate a destra in Via Trozzi fino all’incrocio in Via Roma. Girate a sinistra e percorrete Via Roma per 280 metri lasciando alla vostra sinistra la piazza del municipio, dopodiché svoltate a destra in Via Vegri. Superate il camposanto alla vostra destra e svoltate a sinistra nella stradina alberata che si snoda a nord est lungo il Rio Arcadia. La via sbuca in Via San Benedetto di fronte allo Spaccio Latterie Vicentine dove si innalza la svettante mole di un alto camino in mattoni rossi.

Svoltate a destra e seguite per 280 metri la pista ciclabile ritmata da una lunga fila di tassi ben allineati, dopodiché imboccate la strada sterrata, alla vostra destra, che si addentra nuovamente nel vibrante panorama rurale tra campi di granturco e vaste estensioni erbose.

Il cammino si articola nella splendida area della falda Lirosa, dal cui fondale cristallino spuntano folti ciuffi brillanti di erba gamberaia, appena affioranti dal pelo dell’acqua, sospinti dal movimento quasi impercettibile delle correnti della gelida fonte.

Il sentiero si collega alla Via Napoleonica, raggiunta la quale svoltate a destra e dirigetevi a sud per 400 metri immersi nella sconfinata pianura rurale, poi svoltate a destra e seguite Via Vegri per 1 km. A questo punto (45.64259687126067, 11.637426239982185) svoltate a sinistra e tornate al punto di partenza tramite Via Bettinardi.

La festa della transumanza

La festa della transumanza celebra il giorno in cui centinaia di capi di bestiame, di ritorno dalle malghe dell’altipiano dei sette comuni in cui hanno pascolato, fanno il loro ingresso a Bressanvido. L’edizione 2023 è prevista dal 22 settembre al 01 ottobre.

In occasione dell’antica ricorrenza il centro storico è costellato di punti di degustazione in cui visitatori da ogni parte della regione potranno assaporare tipicità casearie del territorio. La manifestazione include fattorie didattiche, laboratori artigianali, esibizioni acrobatiche mozzafiato e visite guidate volte a illustrare il delicato processo di produzione di formaggi locali.

Se vi chiedete cosa fare a Bressanvido, celebrare la secolare tradizione dell’alpeggio all’insegna di ottima cucina e qualità vinicole di prima scelta sarà un’esperienza indimenticabile.

La chiesa della visitazione della Beata Vergine

Situata in Via Roma 12, la chiesa si distingue per una candida facciata neoclassica scandita da due coppie di lesene ioniche poggianti su alti basamenti. A concludere lo sviluppo verticale del fronte è un timpano triangolare disadorno.

A lato del luogo di culto si eleva la svettante mole del campanile culminante con una cuspide ottagonale.

Cosa fare a Pozzoleone in provincia di Vicenza: 3 idee

Scopri cosa fare a Pozzoleone: la festa del solstizio, la fiera di San Valentino, la chiesa di Santa Maria e San Valentino. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Pozzoleone?

Il comune di Pozzoleone confina a nord e a nord est con Cartigliano, a nord ovest con Nove, a sud con San Pietro in Gù e Carmignano di Brenta, a est con Tezze sul Brenta e Carmignano di Brenta, a ovest con Nove, Schiavon, Sandrigo e Bressanvido.

La festa del solstizio

La tradizionale fiera riunisce la comunità pozzoleonese nei giorni immediatamente precedenti al solstizio d’estate, ovvero il momento dell’anno in cui il sole raggiunge il punto più alto all’orizzonte. L’edizione 2022 si è tenuta dal 17 al 19 giugno in corrispondenza della parrocchia di Santa Maria e San Valentino.

La ricorrenza include numerose iniziative per godere appieno delle ultime giornate primaverili, da tranquille passeggiate all’aria aperta a coinvolgenti laboratori artigianali e lezioni di tiro con l’arco, attività ideali per stimolare attenzione e creatività. I più competitivi potranno inoltre sfidarsi in un divertente torneo di calcetto.

Le vie del centro si riempiono di bancarelle in cui troverete un vasto mosaico di manufatti, accessori di moda, capi d’abbigliamento e punti di degustazione nei quali potrete assaporare le specialità enogastronomiche del territorio attraverso un ricco menù che comprende gustosi bigoli al ragù d’anatra e carne sfrigolante alla griglia da accompagnare con fette di polenta abbrustolita.

Ad attrarre e incuriosire visitatori di tutte le età sono attività sia ludiche che culturali come emozionanti incontri di letture animate, avvincenti rompicapo, costruiti rigorosamente in legno, per mettere alla prova la vostra astuzia, nonché espositori di moto d’epoca restaurate, imperdibili per gli appassionati di motori.

Se vi chiedete cosa fare a Pozzoleone e non sapete resistere al fascino d’altri tempi di vivaci sagre paesane e desiderate trascorrere momenti significativi all’insegna di musica dal vivo e cucina di prima scelta, la festa del solstizio sarà un modo ideale per dare il benvenuto alla bella stagione.

La fiera di San Valentino

Le origini della fiera di San Valentino della comunità pozzoleonese sono rintracciabili già dal rinascimento, come attestato da atti notarili cinquecenteschi. L’appuntamento del 2023 avrà luogo dal 4 al 19 febbraio.

In occasione della celebrazione contadina le vie dell’allegro abitato sono pervase dal vociare chiassoso ed esuberante di migliaia di visitatori che passeggiano tra centinaia di padiglioni e prendono posto nelle tensostrutture in cui vengono servite pietanze goderecce che dimostrano la qualità e l’unicità dei prodotti del territorio.

Non mancheranno parate di trattori d’epoca e conferenze su tematiche legate allo sviluppo rurale sostenibile e alle innovazioni in campo agricolo.

Oltre alle solenni funzioni liturgiche la manifestazione prevede itinerari in bicicletta alla scoperta di serene località naturalistiche, serate danzanti durante le quali potrete ballare il liscio al ritmo di talentuose orchestre, una vasta area costellata di giostre per i bambini e un’affascinante mostra di utensili artigianali e agricoli che illustra le antiche usanze dei nostri avi.

Per maggiori informazioni in merito al dettagliato programma dell’evento si consiglia di consultare la locandina della sagra disponibile nel sito fieradisanvalentino.it

Per chi si chiede cosa fare a Pozzoleone, la fiera di San Valentino è un’evento storico tra i più caratteristici e amati del comune.

La chiesa di Santa Maria e San Valentino

Sito in Via Chiesa Sud, 9, il luogo di culto si distingue per una facciata moderna dalle forme slanciate ed essenziali. Quattro possenti semicolonne ritmano il fronte in tre sezioni, la centrale delle quali, di dimensioni maggiori, presenta un grande arco strombato nel quale si apre il massiccio portone ligneo.

Il portale d’accesso è sormontato da un timpano triangolare sopra il quale si staglia una raffinata vetrata inserita in una cornice in pietra bianca conclusa da una lunetta recante una rappresentazione sacra in altorilievo.

Le sezioni laterali sono scandite da sei nicchie semicircolari, disadorne, che generano suggestivi giochi di luce e ombra. A coronare lo sviluppo verticale della struttura è un’alta croce fiancheggiata da quattro candide statue.

Cosa fare a Sandrigo in provincia di Vicenza: 3 idee

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Dove si trova Sandrigo?

Il comune di Sandrigo confina a nord est con Schiavon, a nord ovest con Breganze, a sud est con Bolzano Vicentino, a sud ovest con Monticello Conte Otto, a est con Pozzoleone e Bressanvido, a ovest con Montecchio Precalcino e Dueville.

La festa del baccalà

Occasione imperdibile per gli amanti delle specialità ittiche, la festa del baccalà si svolge ogni anno nella seconda metà di settembre. L’edizione 2022 si è tenuta dal 15 al 26 settembre.

Prelibata ricetta a base di stoccafisso, il rinomato bacalà alla vicentina è al tempo stesso elemento distintivo della gastronomia sandricense e ponte che unisce la cultura veneta a quella norvegese, valorizzandole entrambe.

Verde estensione erbosa affiorante dalle fredde profondità del mare di Norvegia al largo dell’arcipelago di Lofoten, l’isola di Røst è famosa per la pesca del merluzzo artico, antica tradizione che lega la splendida isola dalle cui coste frastagliate si intravedono gli aspri profili di creste rocciose che impallidiscono all’orizzonte, al soleggiato comune rurale incastonato nel cuore del vicentino.

In occasione dell’annuale ricorrenza le vie del centro storico si animano di vivaci punti di degustazione e aree di ristorazione in cui potrete assaporare le tipicità a base dello squisito pesce bastone nelle sue varie declinazioni, dai risotti e i bigoli agli gnocchi, ravioli e polpette di baccalà. Protagonista indiscusso dell’evento è senza dubbio il bacalà alla vicentina, ma come si prepara questa gustosa ricetta?

Dopo aver battuto e lasciato lo stoccafisso in ammollo per due o tre giorni, procedete a rimuovere la coda, la pelle, le spine del dorso, dopodiché aprite il pesce e togliete le spine al suo interno.

Fate soffriggere molto lentamente la cipolla, poi aggiungete le sarde, precedentemente ripulite dalle lische e dal sale (non vanno pulite in acqua) e lasciate che si dissolvano.

Salate, pepate e infarinate il pesce, in seguito cospargete il pesce con la cipolla e spolverate un po’ di parmigiano e prezzemolo.

A questo punto chiudete il pesce, tagliatelo a fette, infarinatele e inseritele nel tegame. Versate l’olio e il latte fresco nel tegame fino a coprire del tutto il pesce bastone.

Il baccalà alla vicentina deve cuocere molto lentamente, in gergo dialettale si dice pipare, per circa quattro ore, fino a quando lo stoccafisso assume un colorito bianco e l’olio è ben separato dal latte. A completare il piatto della tradizione sono le immancabili e gustose fette di polenta fumanti.

Se vi chiedete cosa fare a Sandrigo, in occasione dell’appassionante fiera Piazza Garibaldi è pervasa da un’atmosfera allegra e dinamica fatta di sgargianti parate di sbandieratori, spettacoli musicali dal vivo, scherme medievali ed esibizioni equestri mozzafiato, nonché interessanti incontri con la confraternita dello stoccafisso per scoprire nel dettaglio l’antico patrimonio enogastronomico del territorio.

La chiesa dei Santi Filippo e Giacomo

Accessibile tramite una elegante scalinata, il maestoso luogo di culto è uno dei più significativi monumenti di architettura del comune. Affacciata sulla vasta area lastricata di piazza Garibaldi, la candida mole della chiesa presenta un elaborato fronte scandito da due semicolonne di ordine composito, sopra le quali poggiano l’architrave e la cornice dentellata.

A completare lo sviluppo verticale della facciata è un raffinato coronamento curvilineo incorniciato da lesene affiancate da volute e culminante con un timpano triangolare.

Il massiccio portone ligneo ad arco è sormontato da un frontone dentellato ed è fiancheggiato dalle statue dei santi patroni inserite in nicchie semicircolari.

Dall’intersezione tra navata e transetto si eleva la grande cupola scura, poggiante su un tamburo percorso da dodici finestre e conclusa da una pregiata lanterna.

Parco Tremila

Se vi chiedete cosa fare a Sandrigo e siete alla ricerca di un luogo tranquillo in cui fare attività fisica all’aria aperta, Parco Tremila consiste in un’ampia area verde alberata che si estende presso il campo sportivo Arena.

Per gli appassionati di ginnastica, la distesa erbosa costellata di cedri e pioppi cipressini include una palestra di calisthenics che vi permetterà di eseguire una vasta gamma di esercizi per tonificare e rafforzare la vostra muscolatura.

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Dove si trova Montecchio Precalcino?

Il comune di Montecchio Precalcino confina a nord e a ovest con Sarcedo, a sud con Dueville, a sud ovest con Villaverla, a est con Breganze e Sandrigo.

La sagra di San Rocco

La commemorazione della scomparsa di San Rocco, pellegrino del regno di Francia vissuto nel XIV secolo, si tiene il 16 agosto, anche se la celebrazione in onore del santo guaritore si svolge anche nei giorni successivi a questa data. Nel 2022 la fiera si è svolta dal 19 al 22 agosto nella frazione di Preara.

La ricorrenza popolare concilia le solenni funzioni liturgiche con l’atmosfera allegra e gioviale delle pittoresche sagre di campagna attraverso l’espressione folclorica del canto, della danza e delle ricette tipiche di una cucina godereccia tramandate per generazioni, rendendo così omaggio all’antico legame, le cui radici si perdono nel tempo, che unisce la terra all’essere umano, frutto di conoscenze basate sul rispetto della natura e degli animali che nel corso dei secoli si sono sedimentate dando forma ai caratteri di sapienza e umiltà che caratterizzano la laboriosa cultura contadina.

Tra le ricche portate che potrete assaporare nelle vaste aree di ristorazione, il menù include gustosi galletti alla brace conditi con patate, succulenti panini onti straripanti di maiale sfilacciato nonché costicine e salsicce e braciole ai ferri il cui aroma si propaga tra le lunghe panche e i tavoli ben allineati delle ampie tensostrutture da cui proviene il rimbombo vivace dei convitati.

Pur essendo di origine veronese, uno dei piatti forti dell’evento è il prelibato tastasale, soffice impasto suino tritato, salato e pepato dal colore rosa acceso, particolarmente indicato per la preparazione di insaccati e risotti.

Occasione ideale per stimolare l’appetito e divertirvi all’aria aperta, le giornate di festa prevedono anche lezioni di zumba, attività ginnica che prevede di svolgere esercizi a tempo di musica.

Le calde serate estive si animeranno al ritmo di esuberanti danze latino americane. Per i più romantici non mancherà l’orchestra per ballare il liscio e, per chi vuole scatenarsi in pista, vi saranno spettacoli rock e postazioni dj da urlo.

Se vi chiedete cosa fare a Montecchio Precalcino e siete alla ricerca di un’idea originale per vivere l’estate in modo spensierato nell’incantevole cornice naturale di un paesino incastonato nei colli del vicentino, la sagra di San Rocco potrebbe fare proprio al caso vostro!

La sagra di Levà

La sagra ha luogo in Via Leva 80 in corrispondenza della chiesa del Santissimo Redentore di Levà.

La facciata dello splendido luogo di culto neogotico è ornata dalle statue di San Pietro e San Michele Arcangelo che affiancano un portone ligneo coronato da un archivolto a sesto acuto decorato dall’immagine del Cristo redentore immerso nell’oro.

L’edizione 2022 si è svolta dal 16 al 18 e dal 23 al 25 settembre.

Nelle fresche serate di fine estate, buone forchette di ogni età e da ogni parte della regione si riuniscono di fronte ai grandi girarrosto d’acciaio attratte dal moto roteante e quasi ipnotico, simile a quello di una giostra, di ordinate schiere di quaglie tondeggianti cotte sul fuoco scoppiettante e lucide d’olio d’oliva che diffondono tra i commensali i profumi di salvia e di grasso sfrigolante.

Per chi si chiede cosa fare a Montecchio Precalcino e desidera scoprire l’identità gastronomica montecchiese tra calici di vino e squisite ricette a base di pernice selvatica, la sagra di Levà è un’esperienza più che consigliata.

Villa Forni Cerato

Situata in Via Venezia, 7, Villa Forni Cerato è uno dei più significativi edifici storici del comune e dal 1996 fa parte della lista dei patrimoni dell’Umanità UNESCO. Inserita in un prato brillante che include un brolo coltivato, la dimora palladiana è circondata dallo spettacolare profilo ondulato dei soleggiati e fertili colli di origine vulcanica solcati da dense e folte siepi alberate.

La residenza gentilizia cinquecentesca si articola su tre livelli: il basamento, il piano nobile, accessibile tramite una elegante scalinata e il sottotetto.

L’abitazione è divisa verticalmente in tre sezioni, la centrale delle quali, in posizione avanzata rispetto alle laterali, è conclusa da un pregiato frontone triangolare.

Per maggiore informazioni in merito a questo gioiello di architettura rinascimentale, si consiglia di visitare il sito villafornicerato.it