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Cosa fare a Enego in provincia di Vicenza: 5 idee

Scopri cosa fare a Enego in provincia di Vicenza: la chiesa di Santa Giustina Vergine e Martire, la torre scaligera, la grotta della Valdicina, forte Lisser, la piana di Marcesina. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Enego?

Il comune di Enego confina a nord con Grigno, a nord est con Cismon del Grappa (frazione di Valbrenta), a nord ovest con Asiago, a sud con Foza, a sud est con Valstagna, a est con Valstagna e Cismon del Grappa, a ovest con Asiago e Gallio.

Il duomo di Enego

Dove si trova il duomo di Enego?

La chiesa di Santa Giustina Vergine e Martire si trova Via Chiesa, 9, 36052 Enego (VI).

Adagiati ordinatamente su un ripido rilievo roccioso che si eleva nel cuore urbano del paese costellato di alti palazzi bianchi con terrazzi e parapetti in legno, ventisette ampi gradini delimitati da un’elegante balaustra si diramano in due scalinate: quella a destra, in acciottolato e affiancata da un muretto in blocchi di pietra, quella a sinistra, in pietra bianca, che conduce all’austera mole della chiesa di Santa Giustina Vergine e Martire.

Realizzato sulle fondamenta di un tempio romano millenario, sui cui resti erano stati costruiti luoghi di culto cristiano divorati dalle fiamme nel XVII e XVIII secolo, il duomo di Enego si distingue per un’imponente facciata scandita da due coppie di semicolonne corinzie poggianti su alti basamenti che separano la parte centrale del fronte, culminante con un timpano triangolare ornato da un motivo a dentelli, da quelle laterali, ritmate da paraste che incorniciano nicchie semicircolari recanti al loro interno pregiate statue.

Accessibile tramite un massiccio portone ligneo ad arco incorniciato da semicolonne su cui poggia l’architrave ed il frontone a semicerchio, l’interno della chiesa è organizzato in tre navate e custodisce una spettacolare opera pittorica di Jacopo Bassano del XVI secolo.

La torre scaligera

Uno dei monumenti più significativi del comune di Enego, la massiccia torre di pietra fu costruita per volere del condottiero Cangrande della Scala nella prima metà del XIV secolo. Erta in corrispondenza di Piazza San Marco da cui si eleva la stele commemorativa dei caduti della grande guerra sormontata dalla statua di un soldato che impugna il tricolore, la svettante costruzione medievale è percorsa sulla sommità da beccatelli che sostengono la cima leggermente sorgente della struttura in cui è inserito lo stemma della potente dinastia veronese.

La grotta della Valdicina

Oltre ai grandiosi monumenti che attestano il valore del patrimonio artistico e architettonico di Enego, questo splendido comune dell’altopiano dei sette comuni presenta spettacolari mete naturalistiche rare ed incontaminate incastonate nelle montagne.

Per raggiungere l’abitato di Valdicina lasciate Piazza San Marco e la torre scaligera alla vostra sinistra e dirigetevi in direzione sud tramite Via Murialdo, dopodiché procedete lungo Via Valdifabbro di Quà e tenendo la destra, passate in Via Coste di Quà. Seguite Via Coste di Quà per 1,3 km, poi continuate su Via Coste di Là inoltrandovi nell’incantevole scenario dell’Altipiano di Asiago fino ad arrivare alla frazione della contrada di Valdicina arroccato sul versante della montagna da cui si innalza la fitta vegetazione di abeti.

La gelida corrente carsica emerge dalla cavità di una ripida parete rocciosa nella quale sono state ricavate delle vasche di pietra quadrangolari da cui si attingeva l’acqua l’acqua tersa e pulita necessaria alla popolazione locale.

Forte Lisser

Partendo dall’amena località di Tombal, la solenne mole della roccaforte novecentesca è raggiungibile tramite il sereno itinerario CAI 865 da cui si gode di una spettacolare veduta ad ampio raggio delle vette prealpine vicentine ammantate di boschi.

Realizzata pochi anni prima della Grande Guerra, l’imponente struttura costituiva uno sbarramento lungo il confine con le valli del Brenta e del torrente Cismon, suo tributario, per respingere l’avanzata dell’esercito austro-ungarico.

La possente fortificazione domina incontrastata sulla sommità dell’omonimo monte all’estremità orientale dell’altipiano dei sette comuni regalando vedute mozzafiato dei rilievi montuosi circostanti.

Se vi chiedete cosa fare a Enego e desiderate esplorare uno dei punti di riferimento storici più rappresentativi della provincia di Vicenza, nel quale le rigorose geometrie dell’architettura militare si armonizzano ai rilievi scoscesi della maestosa catena montuosa vicentina, una visita a Forte Lisser sarà un’esperienza memorabile!

La piana di Marcesina

Situata a 1.400 metri sopra il livello del mare al confine tra il Veneto orientale ed il Trentino-Alto-Adige, il vasto altopiano è una sconfinata area naturalistica caratterizzata da un affascinante ambiente di origine glaciale caratterizzato da sterminati pascoli brillanti e dense e silenziose formazioni boschive disseminate di giganteschi abeti dalle fronde pesanti e pungenti.

A tradire la presenza umana in un ambiente salubre e all’apparenza primordiale sono antichi casoni in legno che un tempo offrivano riparo dalle rigide temperature.

Per gli appassionati di escursionismo alla ricerca di un’atmosfera fiabesca e pacifica immersa nel verde in cui il tempo pare essersi fermato, la piana di Marcesina è una destinazione certamente consigliata!

Cosa fare a Cavallino Treporti (VE): 5 idee

Scopri cosa fare a Cavallino Treporti: il faro e la foresta di Punta Sabbioni, Foresta di Ca’ Savio, la chiesa di Santa Maria della Neve, Palazzo Boldù, la ciclabile in Via Pordelio. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Cavallino Treporti?

Il comune di Cavallino Treporti confina a nord e a ovest con Venezia, a est con Jesolo, a sud con il Mare Adriatico.

Giro in bicicletta a Cavallino Treporti

Il giro in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio della parrocchia di Santa Maria Elisabetta in Via Ca’ Martin, 1. Tramite Via Ca’ Martin dirigetevi alla rotonda in strada provinciale 42, prendete la prima uscita e percorrete la strada provinciale Jesolana per 2,5 km tenendo la sinistra. Lasciate il ponte sul Sile alla vostra destra, continuate lungo la strada provinciale Jesolana per 250 metri e svoltate a sinistra in Via del Casson.

Percorrete il piacevole itinerario asfaltato affiancato da una staccionata e proseguite lungo la strada piastrellata di mattonelle rosse che corre lungo l’argine erboso da cui si vede l’imbarcadero ed i pali in legno che assecondano il sinuoso corso di Canale Casson.

Procedete lungo Via del Casson fino a piazza S. Maria Elisabetta, tenete la destra e seguite la pista ciclabile in Via Pordelio per 400 metri, poi svoltate a destra e seguite Via della Marinona da cui godrete di una veduta ad ampio raggio dello sconfinato panorama delle barene distinto da lunghe lingue di terra coperte di ispida vegetazione salmastra lambita dalle sinuose correnti lagunari.

Da questo paesaggio onirico, nel quale tamerici e canne di palude paiono sospese sulla coltre di nebbia che al mattino avvolge mutevoli isolotti disseminati a pelo dell’acqua, si eleva un’affascinante e significativo lascito della gloriosa Repubblica Serenissima: un candido cippo di conterminazione risalente al 1791 che segnava i confini della laguna. (45.48452757806055, 12.534950968793115).

Continuate lungo Via della Marinona dalla quale potrete ammirare il suggestivo panorama naturalistico costellato di bricole di quercia che nelle giornate limpide si riflettono nel brillante specchio d’acqua che si perde all’orizzonte.

Al termine di Via della Marinona tenete la destra e proseguite per 6,1 km lungo la moderna pista ciclabile in Via Pordelio. Dal comodo percorso in legno, acciaio e cemento si scorgono agili imbarcazioni serpeggiare lungo il tortuoso labirinto dal quale ampi lembi di terra, a macchia di leopardo, emergono avvolti da un manto di vegetazione marittima capace di sopportare l’alta densità salina di questo ambiente.

Alla rotonda in corrispondenza del ponte in Via Treportina (45.457064225537366, 12.455978230251008), prendete la seconda uscita e continuate su Via degli Armeni per 1,2 km lungo canale Saccagnana, dopodiché tenete la sinistra in Via Lungomare San Felice e procedete per 2 km fino a raggiungere la fermata del traghetto di Punta Sabbioni dove troverete bar, ristoranti e tabacchi.

Procedete verso sud per circa 3 km tramite la pista ciclabile di Lungomare Dante Alighieri che fiancheggia il pontile fino a giungere al faro che si innalza all’estremità del litorale.

Dopo aver ammirato il mare limpido ed esplorato le profonde dune da cui spuntano ciuffi dorati di giunco e sparto pungente ondeggianti al vento, tornate all’ingresso della spiaggia (45.4261471086187, 12.431874781992756) e imboccate il sentiero sterrato che si addentra nel paesaggio incontaminato della foresta di Punta Sabbioni da cui svettano floridi pini marittimi, pini domestici e pini d’Aleppo.

Terminata la visita alla riserva naturalistica, dirigetevi a nord fino ad uscire in Via Montello.

Per raggiungere le ultime tappe del percorso ciclabile, la chiesa di Santa Maria della Neve e Palazzo Boldù, seguite Via Montello in direzione est passando affianco alla foresta di Ca’ Savio, serena località alberata percorsa da ameni sentieri all’ombra di ampie chiome sempreverdi.

All’incrocio con Via Retrone (45.44359720109913, 12.449291876464663) svoltate a sinistra e procedete per 650 metri. All’intersezione con Via Brenta, svoltate a destra, poi subito a sinistra e seguite Via Isonzo per 500 metri fino all’incrocio. Girate a destra e percorrete la pista ciclabile lungo la strada provinciale Jesolana fino alla rotonda.

Prendete la terza uscita in Via Treportina, superate il ponte sul canale Saccagnana, il ponte sul Canale Portosecco, poi continuate su Via Porfirogenito e passate per Piazza Santissima Trinità dalla quale si innalza la chiesa parrocchiale, stupendo luogo di culto cinquecentesco distinto da una facciata a salienti ornata da un motivo ad archetti pensili. Tripartita verticalmente da possenti paraste, la chiesa è accessibile tramite un portone ligneo sormontato da una lunetta sopra la quale si staglia il grande rosone vetrato incorniciato da un grande arco a tutto sesto.

A coronare lo sviluppo verticale della struttura sono due candide guglie che affiancano una croce in pietra innestata sulla cima della struttura.

Ulteriore elemento di pregio architettonico è lo svettante campanile ritmato in corrispondenza della cella campanaria da eleganti trifore.

Procedete verso nord, attraversate il canale Saccagnana e svoltate a destra. Continuate su Via Saccagnana per 1,2 km e girate a destra in Via del Prà.

Seguite Via del Prà per 300 metri, poi tenete la destra in Via di Lio Piccolo per 3 km immergendovi nello scenario magico e primordiale fatto di sottili canali che delimitano con il loro irregolare e imprevedibile corso innumerevoli lembi di terra incolti da cui affiorano tamerici, piante marittime e palustri come lo sparto delle barene, la salicornia e la pucinellia.

La strada vi condurrà ad un vasto spiazzo su cui si affaccia la sontuosa mole di Palazzo Baldù, maestosa dimora signorile a tre piani realizzata circa quattrocento anni fa. Affiancata al sontuoso edificio si trova la chiesa di Santa Maria della Neve e la torre campanaria di gusto gotico recante bifore a sesto acuto nelle quali si aprono, al centro della rosta, piccole aperture circolari. Realizzato sul finire del XIX secolo, il grazioso luogo di culto ed il fiabesco ambiente nel quale è inserito costituiscono una delle località più incantevoli del comune.

Percorrete la strada a ritroso fino a tornare alla chiesa della Santissima Trinità, continuate verso sud attraversando nuovamente i ponti sul canale Portosecco, Saccagnana e procedete lungo Via Treportina fino alla rotonda in località Ca’ Savio (45.45365265731794, 12.45784354204805).

Prendete la terza uscita e procedete verso est per 7,6 km all’ombra delle fronde pungenti di pini marittimi lungo la pista ciclabile della strada provinciale Jesolana. Alla rotatoria in corrispondenza dell’acquapark Europa prendete la terza uscita e proseguite per 700 metri fino alla successiva rotonda. Prendete la prima uscita e continuate per 220 metri, poi imboccate la strada lastricata alla vostra destra che dà accesso alla piazza di fronte alla chiesa di Santa Maria Elisabetta.

Se vi chiedete cosa fare a Cavallino Treporti e desiderate scoprire una località da sogno nella quale spettacolari esempi di architettura veneziana si inseriscono armoniosamente in un ambiente nel quale terra, acqua e vegetazione lussureggiante si fondono creando un paesaggio favoloso immerso in una dimensione senza tempo, una visita a questo splendido comune del veneziano sarà un’esperienza memorabile!

Cosa fare a Jesolo in provincia di Venezia: 5 idee

Scopri cosa fare a Jesolo: La chiesa di San Giovanni Battista, la spiaggia del faro, le vie alberate di Jesolo, Piazza Primo Maggio, Piazza Mazzini. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Jesolo?

Il comune di Jesolo confina a nord con San Donà di Piave, a nord est con Eraclea, a nord ovest con Musile di Piave, a sud con il mare Adriatico, a est con Eraclea, a ovest con Musile di Piave, Venezia e Cavallino Treporti.

Giro in bicicletta a Jesolo

Il percorso ciclabile consigliato da inizio da Piazza John Fitzgerald Kennedy dove troverete ampia disponibilità di parcheggi gratuiti. Seguite Via Arturo Toscanini in direzione ovest fino all’incrocio con Via XXIV Maggio, svoltate a sinistra, poi subito a destra in Via Francesco Petrarca fino a raggiungere la solenne mole della parrocchia di San Giovanni Battista.

La chiesa è distinta da un’imponente facciata a salienti in mattoni a vista ornata da un elegante motivo ad archetti pensili e da due doppie di colonnine bianche poste tra gli spioventi inferiori e superiori.

Affiancato da quattro arcate cieche a tutto sesto ritmate da massicci pilastri, l’ingresso strombato è sovrastato da un archivolto con lunetta decorata da un mosaico colorato. Ulteriore elemento di valore ornamentale è il rosone con un pregiato traforo a raggi.

Conclusa la visita al luogo di culto lasciate il fronte della chiesa alle vostre spalle e procedete verso piazza Giacomo Matteotti dalla quale si eleva il monumento dei Cannonieri Navali della prima guerra mondiale. Attraversata la piazza incorniciata da magnolie dirigetevi a est, superate le strisce pedonali per raggiungere Piazza Primo Maggio.

Delimitata da bar, gelaterie, pittoresche abitazioni colorate e sgargianti siepi fiorite, la caratteristica area lastricata include una graziosa fontana zampillante e ospita ogni anno l’incantevole presepe di ghiaccio.

Attraversate la piazza in direzione est fino all’enoteca Zona d’Ombra, poi svoltate a destra in Via Nazario Sauro. Procedete in direzione sud est lungo Via Nazario Sauro e superate ponte Spano, poi procedete per circa 90 metri e svoltate a sinistra in Via Damiano Chiesa.

Percorrete Via Damiano Chiesa fino allo stop, attraversate le strisce pedonali alla vostra destra e continuate in direzione nord est per 200 metri lungo la strada provinciale Jesolana, dopodiché svoltate a destra in Via Cavetta di Marina.

A questo punto percorrete Via Cavetta di Marina per 6 km costeggiando i canali erbosi del placido canale disseminati di fiori bianchi e ciuffi rigogliosi di vegetazione ripariale.

Raggiunto il ponte di Cortellazzo svoltate a destra e percorrete Viale Oriente per 350 metri, poi tenete la sinistra in Via Dragan Cigan e procedete fino a raggiungere la spiaggia di Jesolo da cui potrete godere di una veduta ad ampio raggio della foce del Piave e del panorama marittimo incontaminato ammantato di vegetazione salmastra.

Tornate all’incrocio con Viale Oriente, svoltate a sinistra e procedete lungo Viale Oriente per 3,4 km all’ombra delle chiome di alti pini marittimi.

In corrispondenza dell’Hotel Grifone, girate a sinistra e seguite Via Galileo Galilei fino ad arrivare al Lungomare Gina Lollobrigida.

Procedete in direzione ovest tramite il percorso ciclo-pedonale da cui si estende lo sconfinato paesaggio del lido ritmato dalla regolare disposizione di chioschi e ombrelloni colorati. Proseguite lungo la strada lastricata per 9 km fino a giungere alla scogliera della foce del Sile da cui innalza lo svettante faro di Jesolo scandito da bande orizzontali bianche e nere.

Conclusa la visita alla spiaggia del faro dirigetevi verso nord in Piazzetta del Faro, poi procedete lungo Via Alberto da Giussano fino alla rotatoria, prendete la prima uscita in Via Gorizia e svoltate a destra in Via Navigatori. Procedete per circa 60 metri e svoltate a sinistra in Via dei Mille.

Procedete per 550 metri fino alla rotonda, prendete la seconda uscita in Via Giuseppe Verdi e seguite la strada lastricata fiancheggiata da negozi, bar e ristoranti per 1,5 km fino a Piazza Aurora. Proseguite lungo Via Silvio Trentin fino a raggiungere Piazza Mazzini, una delle località più vivaci e frequentate di Jesolo il cui tratto distintivo è senza dubbio il Gasoline Road Bar e la sua pittoresca insegna al neon, affascinante e originale espressione di arte pop cui fanno da protagoniste le caricature tridimensionali di due giganteschi bagigi decorati da maschere messicane che impugnano due grandi birre affianco alle quali si stagliano le sagome di quattro svettanti palme e sgargianti insegne luminose roteanti.

Attraversate la piazza e proseguite lungo la strada alberata di Via Andrea Bafile, una delle mete commerciali più dinamiche e apprezzate del comune, piena di alberghi, locali, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, negozi di abbigliamento e souvenir. La tappa successiva è Piazzetta Casa bianca, ornata da un giardino fiorito ben curato racchiuso tra Via Bafile e Via dei Pioppi.

Continuate lungo Via Balfie fino ad arrivare in Piazza Guglielmo Marconi, poi dirigetevi a nord seguendo Via Goffredo Mameli per 180 metri e tenete la destra in Via Monaco. All’incrocio svoltate a sinistra in Via Levantina e alla rotonda prendete la prima uscita in Via Goffredo Mameli.

Seguite la pista ciclabile lungo Via Goffredo Mameli per 1,3 km e svoltate a destra in Via Pineda. Procedete per 100 metri ed accedete al Parco degli Aviatori alla vostra sinistra. Seguite il candido sentiero fino ad uscire in Via Pazienti e proseguite verso nord tramite Via Elsa Morante fino alla rotonda, prendete la prima uscita e percorrete Via Selghera e Via Alberto Gianquinto.

Alla rotatoria prendete la seconda uscita e percorrete Via Carlo Goldoni per 900 metri. All’incrocio voltate a sinistra in Via Cà Gamba, procedete verso nord immettendovi nella strada provinciale 42 e, superato il ponte su Canale Cavetta, svoltate a sinistra in Via Cesare Battisti.

Percorrete Via Cesare Battisti per 400 metri, poi svoltate a destra e percorrete Via Arturo Toscanini fino a Tornare al parcheggio da cui siete partiti.

Se vi chiedete cosa fare a Jesolo e desiderate immergervi in un ambiente ameno e pacifico nel quale sconfinate spiagge bianche, il mare limpido e pulito premiato per molti anni consecutivi con il titolo di bandiera blu e lo scenario riposante di vaste pinete si armonizzano ad aree urbane in cui regnano spensieratezza, vitalità e divertimento, una visita a questo splendido comune del veneziano sarà un’esperienza indimenticabile!

Cosa fare a Eraclea in provincia di Venezia: 6 idee

Scopri cosa fare a Eraclea: la chiesa di Santa Maria Concetta, l’idrovora di Torre di Fine, la laguna del Mort, Via della Pineta, il Canale Revedoli, la ciclovia lungo il Piave. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Eraclea?

Il comune di Eraclea confina a nord con Torre di Mosto e Caorle, a sud con Jesolo e il mare Adriatico, a est con Caorle e Santo Stino di Livenza, a ovest con San Donà di Piave e Jesolo.

Giro in bicicletta a Eraclea e Caorle

Partiamo dalla chiesa di Santa Maria Concetta

Il giro in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio ornato da palme e pini marittimi di fronte alla chiesa di Santa Maria Concetta.

Incastonata nel cuore urbano di Eraclea a pochi passi dal corso del Piave, l’austera mole dell’edifico sacro si distingue per un’imponente facciata a salienti in mattoni a vista ornata da un motivo ad archetti ciechi.

Tripartita verticalmente da due svettanti lesene, la parrocchia è accessibile tramite un massiccio portone ligneo anticipato da un’area porticata scandita da tre arcate a tutto sesto sorrette da colonne di ordine composito, al di sopra delle quali si staglia il grande rosone vetrato affiancato da due finestre sottili e slanciate.

Costituita da una pianta a croce latina, il luogo di culto reca internamente tre navate, la centrale delle quali conduce al presbiterio e all’altare maggiore racchiuso nell’abside semicircolare.

In direzione Crepaldo

Conclusa la visita al luogo di culto lasciate il lato est della chiesa alla vostra sinistra e imboccate Via Roma passando per Via Fratelli Bandiera. Seguite Via Roma in direzione nord est per 400 metri, dopodiché prendete Via Fausta e continuate per 500 metri fino alla rotatoria. Prendete la seconda uscita e procedete per 2,1 km lungo la strada provinciale Jesolana fino ad arrivare alla località di Crepaldo.

Alla rotonda, al centro della quale svetta il monumento ai Lagunari, prendete la seconda uscita e percorrete Via dei Sette Casoni per 4,4 km inoltrandovi nel sereno scenario naturalistico delimitato a nord da sconfinate estensioni di vigneti e campi di granoturco che avvolgono silos e grandi fabbricati rurali, a sud dagli argini erbosi del canale da cui spuntano densi ciuffi di pallide canne di fiume dalle foglie appuntite.

L’Idrovora di Torre di Fine

Attraversate ponte Ravanelli e procedete in direzione sud lungo la strada provinciale 53 e Via Grazia Deledda assecondando il placido corso di canale Ongaro fino ad arrivare alla candida parrocchia di San Ferdinando Re nell’incantevole località di Torre di Fine

Il luogo di culto si caratterizza per una facciata a capanna ornata da archetti pensili nella quale si aprono tre alte monofore vetrate.

Accessibile tramite un portico ritmato da tre archi a tutto sesto sormontati da un timpano coronato da statue acroteriali, l’interno della chiesa è luminoso, sobrio e costituito da un’aula unica che conduce all’altare sovrastato dalla cupola affrescata dell’abside.

Lasciate la facciata della chiesa alle vostre spalle e procedete verso sud lungo Via Grazia Deledda fino a trovare alla vostra sinistra, l’Idrovora di Torre di Fine.

Formidabile esempio di architettura industriale degli anni venti del Novecento, l’idrovora presenta un’elegante struttura in mattoni rossi incorniciata da cedri, cipressi e pini marittimi nella quale si aprono tre grandi aperture vetrate a volta.

Vero e proprio gioiello di meccanica realizzato per importanti opere di bonifica nel corso del XX secolo, lo splendido edificio centenario si inserisce armoniosamente nel panorama naturalistico eracleense di cui costituisce una delle località più affascinanti e significative.

La Laguna del Mort

Procedete in direzione sud passando da Via Grazia Deledda a Via Revedoli, attraversate ponte Revedoli e svoltate a destra, poi procedete per 1,3 km. Raggiunta la sbarra ed il segnale di divieto (45.55718677669953, 12.739045904442898), tenete la sinistra e continuate lungo la strada di campagna all’ombra di pioppi e acacie per 650 metri, dopodiché svoltate a sinistra immettendovi in Via dei Pioppi.

Procedete lungo Via dei Pioppi e Via Dancalia per 1,3 km fino a raggiungere la Laguna del Mort, bacino costiero formatosi negli anni trenta del Novecento in seguito allo straripamento del Piave. La formazione di questo suggestivo ambiente marino racchiuso dal litorale disseminato di arbusti, pini marittimi e vegetazione salmastra, costituisce un delicato ecosistema che favorisce la proliferazione di diverse varietà di piante e molluschi, la cui presenza attesta la salubrità di questo fragile e prezioso habitat.

La spiaggia di Eraclea Mare

Conclusa la visita alla Laguna del Mort tornate in Via Dancalia (45.54290596719734, 12.75362717443367) passando per la florida pineta attraversata da sinuosi itinerari in terra battuta. Dirigetevi in direzione sud est per accedere alla spiaggia bianca di Eraclea Mare, detentrice per molti anni consecutivi della bandiera blu, prestigioso riconoscimento che certifica la qualità delle acque e dell’ambiente marittimo.

Viaggio di ritorno

Attraversate la spiaggia scandita da ordinate schiere di ombrelloni colorati fino a raggiungere il chiosco dello stabilimento balneare Marefelice, dopodiché dirigetevi in direzione nord ovest tramite il sentiero che si addentra nella vasta estensione di pini marittimi, meta ideale per chi è alla ricerca di una località naturalistica silenziosa e riposante al riparo dal rovente sole estivo.

Procedete lungo il sentiero fino ad arrivare al ristorante Il Girasole, svoltate a sinistra e seguite Via delle Pinete per 500 metri, poi continuate su Via della Pineta per altri 550 metri fino alla rotonda, prendete la prima uscita in Via Marinella e dopo circa 80 metri svoltate a sinistra in Via delle Dune.

Percorrete Via delle Dune per 550 metri e girate a destra in Via dei Lecci. Procedete fino alla rotonda, prendete la terza uscita e proseguite in Via Dancalia fino a raggiungere Via dei Pioppi.

Seguite Via dei Pioppi per 900 metri, svoltate a destra e percorrete nuovamente la strada alberata fino a tornare a Ponte Revedoli, attraversato il quale tenete la sinistra in Via Revedoli per 3 km.

Superato il ponte sul Piave (bicicletta a mano), svoltate a destra e percorrete Via Massaua per 500 metri, dopodiché svoltate a destra e procedete per 6 km lungo la pista ciclabile immersa nel verde che asseconda le serpeggianti anse boscose del fiume sacro alla patria.

Superata la trattoria Terrazza Piave, attraversate il ponte sul Piave e alla rotatoria prendete la terza uscita, proseguite lungo la Strada Provinciale 52 per circa 100 metri e svoltate a destra. Procedete lungo Via Roma per 150 metri, poi svoltate a sinistra in Via G. Marconi fino a tornare al punto di partenza.

Cosa fare a Eraclea? Tiriamo le somme!

Se vi chiedete cosa fare ad Eraclea e desiderate immergervi in località marittime incontaminate, sconfinate aree boschive e pacifici sentieri naturalistici alberati che seguono il corso tortuoso e gelido del fiume sacro alla patria, una visita a questo splendido comune del veneziano sarà un’esperienza sicuramente memorabile!

Cosa fare a Portogruaro in provincia di Venezia: 5 idee

Scopri cosa fare a Portogruaro: il parco della Pace, la villa comunale, i mulini di Sant’Andrea, la chiesa di Sant’Andrea apostolo, Piazza della Repubblica. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Portogruaro?

Il comune di Portogruaro confina a nord con Gruaro, a nord est con Teglio Veneto e Fossalta di Portogruaro, a nord ovest con Cinto Caomaggiore e Pramaggiore, a sud con Concordia Sagittaria, a sud est con Caorle e San Michele al Tagliamento, a sud ovest con San Stino di Livenza, a est con Fossalta di Portogruaro e San Michele al Tagliamento, a ovest con Pramaggiore, Annone Veneto e San Stino di Livenza.

Giro in bicicletta a Portogruaro

Visita il Parco della Pace

Il percorso in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio in Piazza Castello da cui si accede al parco della Pace, pacifica oasi naturalistica delimitata a nord ovest dal fiume Lemene. Incastonato nel centro storico del comune e incorniciato da caseggiati porticati e antichi canali, il sereno polmone verde è costellato di maestosi alberi secolari, da ippocastani e farnie a pioppi cipressini, betulle e castagni che durante le roventi giornate estive offrono riparo ai visitatori con la loro ombra.

Attraversata da sinuosi sentieri di ghiaia, la densa vegetazione del giardino avvolge una candida fontana e una stele che commemora i martiri delle foibe.

Dal monumento procedete in direzione sud est fino a scorgere, attraverso i rami tortuosi di querce, platani e pioppi, l’affascinante architettura cinquecentesca della Villa comunale di Portogruaro.

Elemento affascinante e distintivo dell’edificio in stile rinascimentale è la raffinata loggia presente sia al piano terra che al primo piano, scandita da eleganti archi a tutto sesto sorretti da colonne corinzie.

I Mulini di Sant’Andrea

Al termine della passeggiata lasciate il florido parco alle vostre spalle e raggiungete Via Seminario. Da Via del Seminario svoltate a sinistra in Via Garibaldi, poi subito a destra in Via Roma e addentratevi nel cuore storico e culturale dello splendido comune del veneziano.

Una tra le più incantevoli e rappresentative località di Portogruaro sono infatti i Mulini di Sant’Andrea visibili dal massiccio ponte di pietra ornato da una statua del leone marciano. Risalente a quasi mille anni fa e recante gli stemmi vescovili che rivelano la committenza, il complesso molitorio impiegato per la macinazione del grano si compone di due fabbricati coperti da un tetto a padiglione e recanti due ruote in legno azionate dalle limpide acque del Lemene.

I mulini sono visitabili tramite un camminamento da cui si gode di una veduta ad ampio raggio del panorama urbano che nel corso dei secoli è fiorito intorno al corso di risorgiva che nasce dalla tersa fonte friulana di Casarsa della Delizia.

La Torre Civica

Conclusa la visita superate il ponte di Sant’Andrea e procedete in direzione est per accedere a Piazza Duomo da cui potrete ammirare la svettante mole della torre civica e la chiesa di Sant’Andrea apostolo.

L’austero luogo di culto si distingue per un fronte solenne e disadorno diviso verticalmente in tre sezioni di forma quadrangolare, la centrale delle quali superiore in altezza rispetto a quelle laterali.

Tre portoni lignei permettono di accedere alle navate scandite internamente da ampie arcate a tutto sesto sorrette da massicci pilastri.

Illuminata grazie alle monofore che si aprono lungo le ali nord e sud, l’ampia aula centrale è conclusa dall’abside semicircolare.

Il contrasto tra il carattere austero ed imponente degli esterni, la cui incombenza sulle abitazioni porticate in Corso Martiri della Libertà induce lo spettatore ad inarcare il collo per cogliere nella sua interezza la grandiosa facciata incompiuta, ed il sofisticato apparato pittorico e ornamentale neoclassico che ne ingentilisce gli interni: le fini modanature, le foglie d’acanto dei capitelli corinzi, la luminosa cupola affrescata, le statue lignee degli altari laterali, genera un emozionante effetto sorpresa tale da rendere il millenario luogo di culto una delle località più memorabili e ambite a livello turistico, nonché uno dei monumenti più significativi del comune.

Il Palazzo Municipale

Procedete in direzione sud lungo Corso Martiri della Libertà passando di fianco a Piazza della Repubblica, punto di riferimento culturale e sociale del paese dal quale si eleva il palazzo municipale, possente edificio medievale realizzato e ampliato tra i secoli XIII e XVI. Al centro della piazza, davanti all’irregolare facciata a spioventi ritmata da merli ghibellini della sede comunale, si erge il monumento equestre in onore dei caduti della prima guerra mondiale.

Viaggio di ritorno tra natura e storia

Lasciate la piazza alla vostra destra e proseguite al di sotto dei portici di Corso Martiri della Libertà per circa 180 metri fino ad arrivare a porta San Giovanni.

Svoltate a destra in Via del Rastrello e attraversate il ponte lambito dalle scure alghe ondeggianti del corso del Lemene racchiuse da sponde di pietra da cui si innalzano cedri, palme e arbusti fiancheggiati da case secolari, proseguite fino a raggiungere la Torre di Sant’Agnese, poi svoltate a destra e seguite Via Cavour per 210 metri fino a trovare alla vostra sinistra un antico edificio in mattoni nel quale si apre una pentafora scandita da colonnine ioniche protette da una balaustra.

Svoltate a sinistra in Via Padre Bernardino, poi girate a destra in Viale Luigi Cadorna e proseguite lungo le sponde erbose del percorso del Gemellaggio fino a giungere ad un ponticello sul canale. Superate il ponticello e procedete in direzione nord per tornare al punto di partenza passando per il parco della Pace.

Cosa fare a Portogruaro: Un magico tuffo nel medioevo

Se vi chiedete cosa fare a Portogruaro e desiderate immergervi nella suggestiva atmosfera medievale fatta di sontuosi palazzi merlati, mulini di pietra millenari, pittoresche abitazioni porticate, mirabili opere di architettura sacra nonché monumenti che attestano la gloria della Repubblica di Venezia, una visita al magico comune che si articola intorno al gelido corso del Lemene sarà un’esperienza indimenticabile!

Cosa fare a Caorle in provincia di Venezia: 5 idee

Scopri cosa fare a Caorle: il GiraLivenza, i casoni di Caorle, la chiesa della Madonna dell’Angelo, la scogliera viva, il duomo di Santo Stefano Protomartire. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Caorle?

Il comune di Caorle confina a nord con Concordia Sagittaria, a nord est con Portogruaro, a sud con il mare Adriatico, a est con San Michele al Tagliamento, a ovest con Eraclea, Torre di Mosto e San Stino di Livenza.

Giro in Bicicletta a Caorle

Il giro in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio della parrocchia La Salute di Livenza.

Recante un motivo ad archetti pensili che asseconda il profilo a salienti della facciata, la chiesa in mattoni rossi è accessibile tramite un massiccio portone in legno sormontato da una lunetta vetrata. Ulteriori elementi di pregio ornamentale sono le candide guglie che affiancano la croce metallica sulla cima del tetto ed il raffinato rosone con un traforo a raggi in pietra bianca.

Accanto alla solenne mole della parrocchia si innalza il campanile a base quadrata nel quale si aprono, in corrispondenza della cella campanaria, una trifora con parapetto per ogni lato. A completare lo sviluppo verticale della struttura spicca la cuspide ottagonale poggiante su un tamburo decorato da bifore e archetti ciechi.

Lasciate la facciata dell’edificio alle vostre spalle e uscite dal parcheggio incorniciato da scuri cipressi, dopodiché svoltate a destra in Via Martiri della Libertà e procedete fino allo stop.

A questo punto svoltate a sinistra e imboccate la pista ciclabile lungo il ponte sulla Livenza, attraversato il quale svoltate a sinistra e seguite la strada provinciale 62 per 2,1 km fino ad intravedere la graziosa chiesa della Risurrezione che si staglia presso un florido boschetto di pioppi.

Svoltate a sinistra e intraprendete il tranquillo itinerario sterrato che si snoda lungo l’argine erboso ammantato di ranuncoli gialli e brillanti che sfuma nelle folte distese di cannucce d’acqua dalle foglie taglienti e dalle infiorescenze piumose e ondeggianti al vento.

Assecondate il sentiero che si articola tra gli scuri e tortuosi meandri del fiume che lambiscono isolotti fluviali sepolti dalla densa vegetazione di arbusti selvatici, pioppi e salici bianchi e lo sconfinato e lo scenario rurale disseminato di casolari immersi nelle distese regolari di campi delimitati all’orizzonte da alte siepi.

Poco prima della secolare cantina Ca’ Corniani (45.61433171478204, 12.86103874571374), riconoscibile per i possenti corpi di fabbrica ritmati sul tetto da svettanti camini che incanalano i leggeri venti marini per donare al vino il suo carattere pregiato e inconfondibile, svoltate a destra nel parcheggio di BIKEandGO, azienda operante nel noleggio di biciclette e nell’organizzazione di tour guidati.

Vi trovate di fronte all’ingresso della ciclo – stazione. Svoltate a sinistra e dopo circa 40 metri svoltate a destra, dopodiché procedete in direzione ovest per 150 metri passando di fronte a parco della Rimembranza, giardino alberato circolare racchiuso da quattro stradine di ghiaia.

Procedete in direzione ovest per altri 40 metri, poi svoltate a sinistra e dirigetevi in direzione sud per 150 metri passando tra un lungo stabile rurale a due piani ed un grande orto ben curato. A questo punto (45.612385981752155, 12.859048232987803) seguite la pista ciclabile in direzione sud per 1,5 km fino a raggiungere la sponda della Livenza (45.60059727598933, 12.857447679969216).

Tenete la sinistra e continuate per 1,6 km lungo l’itinerario ciclabile che asseconda l’ansa del fiume fino ad arrivare al ponte delle bilance. Superato il ponte seguite la strada provinciale 62 per 400 metri fino alla rotonda, prendete la seconda uscita e seguite Strada Nuova passando di fronte al Museo Nazionale di Archeologia del Mare. Alla rotatoria prendete la seconda uscita, attraversate il ponte di legno e svoltate a sinistra, poi seguite strada Palangon e Strada Falconera per 2,9 km lungo la strada bianca che corre tra l’argine del canale e vaste estensioni di frutteti.

Al termine di strada Passo Falconera troverete di fronte a voi l’inizio del percorso che conduce ai Casoni halászfalu, antiche costruzioni lagunari costruite in legno e canne usate per le attività di caccia e pesca.

Procedendo invece lungo Via dei Casoni vi inoltrerete in una atmosfera selvaggia, incontaminata e quasi fiabesca all’apparenza sospesa in una dimensione primordiale. Continuate lungo il bianco sentiero che si addentra per circa 2 km nell’affascinante panorama lagunare dalle coste frastagliate costellato di isolotti avvolti dalla vegetazione arborea.

Al termine del sentiero continuate lungo la strada asfaltata e lasciate il ristorante Capri alla vostra sinistra, poi svoltate a destra in Viale dei cacciatori e attraversate l’area campeggio fatta di bungalow ben allineati e coperti dall’ombra di alti pini marittimi. All’incrocio con Via Torino svoltate a sinistra e percorrete per 1,8 km il lungomare Trieste da cui si gode di una veduta ad ampio raggio del suggestivo panorama marittimo di Caorle e delle schiere ordinate di ombrelloni colorati.

Da Lungomare Trieste continuate su Lungomare Venezia fino a raggiungere la Chiesa della Madonna dell’Angelo che sorge isolata circondata dalla bianca scogliera al limite della spiaggia di Levante.

Edificata nella metà del XVIII secolo sulle fondamenta di un’antichissimo luogo di culto risalente a circa 1300 anni fa, la chiesa presenta un fronte a doppio spiovente anticipato da un’area porticata sostenuta da due colonne e due pilastri corinzi che sorreggono il frontone dal profilo ondulato ornato da statue, la centrale delle quali raffigura San Michele Arcangelo.

Internamente il luogo di culto presenta un’unica aula sorretta da lesene e sovrastata da una volta con una raffinata decorazione pittorica che racconta il leggendario rinvenimento di una statua di Maria da parte di alcuni pescatori.

Ulteriore elemento di valore storico è una croce lapidea del XVI secolo inserita nel basamento del campanile.

Lasciate la facciata della chiesa alle vostre spalle e procedete lungo la scogliera recante diverse sculture raffiguranti creature marine e anfibie, volti espressivi, giochi prospettici e raffigurazioni simboliche e leggendarie.

Raggiunta la fontana del lungomare Venezia accedete a piazza vescovado dalla quale si eleva il duomo di Santo Stefano Protomartire e la torre campanaria cilindrica conclusa da una cuspide conica e percorsa da monofore e bifore.

Distinta da una grandiosa e disadorna facciata a salienti, il duomo è diviso internamente in tre navate scandite da ampie arcate a tutto sesto sormontate da un bel soffitto a capriate lignee.

Conclusa la visita al luogo di culto millenario, procedete da Piazza Vescovado a Piazza San Pio X in direzione nord ovest, poi continuate in direzione nord ovest e imboccate Calle delle Liburniche passando per il pittoresco Rio Terrà delle Botteghe.

All’incrocio con Fondamenta Pescheria (45.60002412949869, 12.887539074579243), svoltate a destra in Piazza Papa Giovanni. Entrate nella rotonda, prendete la terza uscita e percorrete Strada Nuova per 1,8 km fino a tornare al ponte della bilance.

Attraversato il ponte svoltate a sinistra e percorrete il GiraLivenza per 5,7 km fiancheggiando il Canale Commessera fino a giungere al Ristorante Dal Mercantin. Continuate lungo Strada Brian, lasciate il Ponte su canale Revedoli alla vostra sinistra e proseguite lungo l’argine per 12 km fino ad arrivare al ponte della Strada Provinciale Jesolana (45.646132470389986, 12.790561368570657).

Imboccate la pista ciclabile alla vostra destra e procedete in direzione nord est per 1,3 km, dopodiché attraversate il ponte sul fiume Livenza, svoltate a destra fino a tornare al punto di partenza.

Cosa fare a San Michele al Tagliamento (VE): 5 idee

Scopri cosa fare a San Michele al Tagliamento: la ciclabile del Tagliamento, la cartiera di Villanova della Cartera, Villa Ivancich, la riserva naturale della foce del Tagliamento, il faro di punta Tagliamento. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova San Michele al Tagliamento?

Il comune di San Michele al Tagliamento confina a nord est con Varmo, a nord ovest con Morsano al Tagliamento, a sud con il mare Adriatico, a est con Varmo, Ronchis, Latisana, Lignano Sabbiadoro, a ovest con Morsano al Tagliamento, Fossalta di Portogruaro, Portogruaro e Caorle.

Giro in bicicletta a San Michele al Tagliamento

Inizio del percorso a Villanova

Il giro in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio nella Strada Provinciale 75 nella frazione di Villanova (45.83705002783913, 12.957998427312305). Uscite dal parcheggio, attraversate le strisce pedonali e svoltate a sinistra lasciandovi alle spalle la Parrocchia di San Tomaso Apostolo.

La cartiera di Villanova

Percorrete la pista ciclabile lungo la Strada Provinciale 75 per 650 metri inoltrandovi nel fertile panorama rurale all’ombra di floride siepi di acacie, pioppi e salici fino a trovare, alla vostra sinistra, la cartiera di Villanova.

Storia e bellezza della cartiera

Armoniosamente inserito in un fazzoletto di terra verde lambita dal freddo corso del Tagliamento e incorniciato da una vasta formazione boschiva golenale, la struttura che è possibile visitare oggi era in origine un opificio trasformato nel XVII secolo in stabilimento per la produzione della carta, materiale molto prezioso la cui fabbricazione richiedeva ingenti consumi di acqua.

Successivamente convertito in centrale idroelettrica e riportato all’antico splendore in seguito ad accurati interventi di ristrutturazione, lo stabile rappresenta uno degli esempi di archeologia industriale più significativi del comune.

Il percorso lungo il Tagliamento

Conclusa la visita proseguite in direzione sud per 60 metri lungo la strada provinciale e imboccate il percorso sterrato alla vostra sinistra in corrispondenza del cartello dell’itinerario Gira Tagliamento.

Seguite per circa 9 km il sentiero che si snoda presso le anse sinuose del Tagliamento lungo le cui sponde cresce rigogliosa le dense formazioni boschive floreale.

Monumento ai caduti e Villa Mocenigo Biaggini Ivancich

Superata la frazione di San Giorgio al Tagliamento scendete dall’argine in corrispondenza del solenne monumento dedicato ai caduti della prima guerra mondiale che sorge presso uno scuro cipresso (45.773537567559856, 12.993714215861257).

Lasciate il monumento alla vostra sinistra, svoltate a destra e percorrete la strada provinciale 73 per 140 metri, dopodiché svoltate a sinistra in Via Carlo Ivancich fino a raggiungere l’ingresso di Villa Mocenigo Biaggini Ivancich.

Villa Mocenigo Biaggini Ivancich

Immersa in un giardino lussureggiante costellato di maestosi cedri, lecci e pioppi cipressini, la sontuosa residenza signorile è con ogni probabilità il più notevole esempio del patrimonio architettonico di Latisana.

Avvolti da un irresistibile atmosfera di mistero, i candidi ruderi del complesso architettonico sono i magnifici resti della tenuta dei Mocenigo che hanno resistito ai devastanti bombardamenti della prima guerra mondiale.

In prossimità della nobile dimora, elevata su tre livelli e distinta da una elegante trifora con parapetto, le imponenti barchesse del tardo XVI secolo, scandite da ampie arcate a tutto sesto, sorgono isolate nel parco secolare, a differenza delle tradizionali ville rurali venete nelle quali gli edifici rurali di servizio erano collegati alla corpo padronale.

La riserva naturale della foce del Tagliamento

Dopo aver visitato l’incantevole proprietà secolare, una delle località più affascinanti e romantiche del territorio, riprendete la ciclabile del Tagliamento e procedete in direzione sud assecondando l’andamento serpeggiante del limpido fiume che, a tratti silenzioso e placido, a tratti impetuoso, traccia il proprio corso erodendo il primitivo letto roccioso e formando tortuosi intrecci che delimitano mutevoli isole fluviali di sassi bianchi.

La spiaggia di Bibione

Seguite le indicazioni del percorso cicloturistico al confine con il Friuli-Venezia Giulia fino a giungere al tratto di fiume che separa Bibione dalla Riviera di Lignano. Per arrivare all’ultima tappa dell’itinerario continuate lungo la piacevole stradina di ghiaia all’ombra di alte acacie che si addentra nella riserva naturale della foce del Tagliamento, pacifica oasi naturalistica sepolta da folte chiome pungenti tra i cui rami aguzzi filtrano pallidi i raggi di sole nella stagione autunnale, brillanti e roventi nel mese di agosto.

Le foglie secche e appuntite sparpagliate sul sentiero si diradano sfumando nel terreno sabbioso che sfocia nella costa disseminata di canne selvatiche e cespugli spinosi da cui si innalza il faro che annuncia con la propria svettante mole lo stupendo scenario della spiaggia d’orata del mare di Bibione, premiato nel 2022 con la trentunesima e consecutiva Bandiera Blu per la salubrità del suo ambiente e biodiversità.

Il panorama mozzafiato di Bibione

Da qui potrete godere di una veduta ad ampio raggio del paesaggio fatto di scogliere irte e regolari, dell’orizzonte in cui mare e cielo sembrano fondersi nei giorni sereni, dei ciuffi sparpagliati di vegetazione marittima irta e ancorata alla duna ammantata di arbusti e pini marittimi.

San Michele al Tagliamento: un esperienza indimenticabile!

Se vi chiedete cosa fare a San Michele al Tagliamento e desiderate immergervi in un ambiente incontaminato nel quale la prospera natura selvatica, nutrita dagli intrecci gelidi e tersi dell’antico fiume alpino, si armonizza ai grandiosi monumenti che tengono vivo il ricordo della gloriosa Repubblica di Venezia, una visita a questo incantevole comune dell’estremità nord est della regione Veneto darà un’esperienza indimenticabile!

Cosa fare a Fossalta di Portogruaro (VE): 4 idee

Scopri cosa fare a Fossalta di Portogruaro in provincia di Venezia: la chiesa di San Zenone, ferragosto fossaltese, il bosco di Alvisopoli, Villa Mocenigo.

Dove si trova Fossalta di Portogruaro?

Il comune di Fossalta di Portogruaro confina a nord con Teglio Veneto, a nord est con Morsano al Tagliamento, a sud con Portogruaro, a est con San Michele al Tagliamento, a ovest con Portogruaro.

Giro in bicicletta a Fossalta di Portogruaro

La partenza

Il giro in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio in piazza Risorgimento (45.793443556927556, 12.908387369863762).

La chiesa di San Zenone

La prima tappa del percorso è la chiesa ottocentesca di San Zenone. L’austera mole del luogo di culto si distingue per una facciata a salienti in mattoni a vista culminante con una svettante guglia che ne conclude lo sviluppo verticale.

Accessibile tramite un massiccio portone ligneo anticipato da un raffinato protiro, la chiesa reca due bifore in corrispondenza delle navate laterali e un’ampia trifora al centro della facciata.

Affiancata dal campanile a base quadrata culminante con una cuspide a base ottagonale, la chiesa presenta una pianta a croce latina divisa in tre navate sovrastare da una copertura a crociera e scandite da ampie arcate a tutto sesto.

Il Ferragosto Fossaltese

Ed è proprio in piazza Risorgimento che si tengono ogni anno i festeggiamenti del Ferragosto Fossaltese. La tradizionale ricorrenza inizia tra la fine di luglio e i primi di agosto e coinvolge la popolazione locale fino al 15 di agosto, giorno dell’assunzione di Maria nonché uno dei giorni più significativi del calendario liturgico.

Ad animare le vie del centro storico vi saranno spettacoli musicali e cinema sotto le stelle, serate all’insegna del ballo ed eventi teatrali, attività ludiche per i bambini, competizioni sportive e spettacoli pirotecnici per non parlare delle specialità eno gastronomiche da degustare nei grandi stand nell’area dell’oratorio.

Le celebrazioni si concludono con la messa e la solenne processione, il momento di partecipazione spirituale più significativo della festa.

L’oasi del bosco di Alvisopoli

Per raggiungere la successiva meta del percorso, l’oasi del bosco di Alvisopoli, lasciate la facciata della chiesa alle vostre spalle, svoltate a sinistra e percorrete Via Callalta per circa 100 metri, poi tenete la sinistra e percorrete per 1,3 km Via Trieste e Via Mocenigo lungo la pista ciclabile all’ombra di alti platani e siepi ben curate.

Villa Mocenigo

Tenete la destra in Via Mocenigo fino a trovare alla vostra sinistra l’ingresso di Villa Mocenigo, complesso architettonico cinquecentesco anticipato da una vasta piazza delimitata da un fossato che incanala il corso del Taglio, sulle cui acque si riflettono affascinanti corpi di fabbrica porticati.

Elevata su tre piani e culminante con un timpano classico, la dimora signorile progettata da Andrea Palladio è affiancata da barchesse e dalle dimore dei contadini collegate a loro volta a scuole, una chiesa, un complesso molitorio ed una fornace uniti a formare un perimetro quadrangolare che incornicia un giardino alberato.

Il bosco di Alvisopoli

Concepito come realtà utopica ed autosufficiente, l’antico abitato sorge presso il vasta e lussureggiante Bosco di Alvisopoli, pacifico sito naturalistico internamente percorso da ameni sentieri e da placidi corsi d’acqua che ne lambiscono il fiorente complesso di biodiversità arborea, arbustiva e floreale.

La chiesa di San Bernardino

Conclusa la visita al parco lasciatevi alle spalle la facciata della villa, svoltate a destra e seguite la pista ciclabile in Via N. Bettoni per 1,3 km, poi attraversate le strisce pedonali e continuate in direzione ovest lungo la ciclabile in Via Conti C. Valvason per circa 1 km fino ad arrivare al centro di Fratta dove si innalza la chiesa di San Bernardino, grazioso luogo di culto del XVI secolo distinto da una semplice ed elegante facciata a doppio spiovente ornata da archetti pensili e nella quale si apre un piccolo rosone.

Il Bosco Buranello

All’incrocio, svoltando a sinistra in Via Castello troverete le indicazioni per accedere al Bosco Buranello, ombrosa area verde bagnata da un limpido torrente.

Ritorno al punto di partenza

Se invece volete tornare al punto di partenza, procedete diritto in Via Carlo Altoviti per 260 metri, poi svoltate a sinistra e procedete per 1,7 km lungo Via Carnielli Don Candido e Via Giuseppe Barbuio inoltrandovi nel tranquillo scenario agreste del comune.

Lasciate alla vostra sinistra il camposanto e passate da Via Giuseppe Barbuio a Via San Pio X in direzione del centro. Percorrete Via San Pio X per 150 metri, poi tenete la sinistra e dopo 60 metri svoltate a destra nell’area lastricata di Piazza Risorgimento. Continuate per circa 120 metri fino a raggiungere il punto di partenza.

Cosa fare a Fossalta di Portogruaro

Se vi chiedete cosa fare a Fossalta di Portogruaro e desiderate immergervi in una serena località rurale dell’entroterra veneziano nella quale splendidi monumenti di arte e architettura, dall’inestimabile eredità palladiana a miti e silenziose isole verdi costellate di maestosi alberi secolari, si intrecciano a ridenti tradizioni popolari che attestano il valore storico, culturale, spirituale e folcloristico di questa vivace comunità, una visita a questo incantevole comune al confine col Friuli-Venezia Giulia farà sicuramente al caso vostro!

Cosa fare a Teglio Veneto in provincia di Venezia: 3 idee

Scopri cosa fare a Teglio Veneto in provincia di Venezia: la chiesa di Teglio, la chiesa di Sant’Antonio, il palio tegliese. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Teglio Veneto?

Il comune di Teglio Veneto confina a nord con Cordovado, a nord est con Morsano al Tagliamento, a nord ovest con Gruaro, a sud con Fossalta di Portogruaro, a sud ovest con Portogruaro.

Giro in bicicletta a Teglio Veneto e Cordovado

Inizio dell’itinerario

Il giro in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio in Via Cintello 1 (Qualora il parcheggio fosse occupato potete posteggiare presso l’ufficio postale in Via Chiesa, 19) dove si eleva la Glesia di Tei, austero luogo di culto neoclassico che si innalza da una candida piazza lastricata circondata da un prato brillante costellato di salici.

La chiesa di Tei

I richiami alla classicità si individuano nelle quattro lesene ioniche che sorreggono l’architrave, il fregio ed il frontone dentellato che conclude lo sviluppo verticale della facciata a doppio spiovente.

Accessibile tramite uno scuro portone metallico recante un ornamento a sbalzo che raffigura la crocifissione, la chiesa si affianca alla svettante mole del campanile in mattoni a vista nel quale si aprono, in corrispondenza della cella campanaria, quattro bifore scandite da colonnine in pietra bianca al di sopra del grande orologio in numeri romani.

Il palio tegliese

Ed è proprio nel centro storico di questa incantevole cittadina di pietra che ogni anno nella seconda domenica di settembre si svolge il palio tegliese, evento che celebra il legame primordiale tra l’uomo, i ritmi nella natura e gli animali che facilitano il duro lavoro nei campi. Durante la ricorrenza folcloristica gli abitanti sfoggiano abiti tradizionali mentre accompagnano i loro fidi asinelli, bestie da soma dal carattere tendenzialmente docile e dalla notevole resistenza fisica che per secoli hanno sostenuto le gravose attività di trasporto e di traino dell’aratro.

Chiesa di Sant’Antonio

Lasciate la chiesa alla vostra sinistra e percorrete il marciapiede in direzione nord est fino a raggiungere la chiesa di Sant’Antonio, luogo di culto originario del XV secolo il cui ingresso è anticipato da una suggestiva area porticata sorretta da sei pilastri e due colonne. Internamente, il luogo di culto presenta una pavimentazione a scacchiera bianca e nera che conduce all’area presbiteriale rialzata nella quale sono collocati tre altari. Ulteriori elemento di pregio sono la raffinata copertura a capriate lignee ed il campanile a vela che si erge all’apice del tetto.

Esternamente, le pareti laterali dell’edificio sono ornate da un motivo ad archetti ciechi intersecati che assecondano il profilo della cornice di gronda.

Esplorando l’entroterra veneziano

Conclusa la visita al luogo di culto, probabilmente l’edifico più rappresentativo del comune, procedete in direzione sud lungo Via Ippolito Nievo per 190 metri, dopodiché svoltate a sinistra e percorrete Via Perarutto per 1,8 km inoltrandovi nel tranquillo panorama agrario del piccolo comune dell’entroterra veneziano.

Immersi tra salici e ciliegi

Procedete lungo la sinuosa strada affiancata da argini erbosi disseminati di salici e ciliegi fino a raggiungere un’elegante residenza signorile avvolta da un radioso parco accessibile tramite un fine cancello in ferro in parte nascosto dalle folte chiome di maestosi frassini.

Tenete la sinistra e passate dalla strada asfaltata al serpeggiante itinerario che si addentra nel vasto e silenzioso scenario agricolo delimitato da alte e floride siepi.

Attraverso Via Parz

All’incrocio svoltate a destra e seguite Via Parz all’ombra di pioppi neri, salix viminalis, salici bianchi e una fitta siepe di bambù per 1,3 km fino ad arrivare ad un alto esemplare di acacia che sorge presso il B&b Ca’ del Tajo, splendida dimora di campagna a tre piani, in mattoni rossi, armoniosamente inserita in un sereno giardino alberato.

Seguendo il fiume Teglio

Superate il ponte e, salvo segnali di divieto, svoltate a sinistra e percorrete per 1,2 km il piacevole sentiero che segue il limpido e freddo corso del fiume Teglio passando di fronte all’Ex base missilistica NIKE Cordovado. Al termine della stradina sterrata e tenendo la sinistra lungo la strada asfaltata circondata da campi di granturco.

Il ritorno

Dopo 1,2 km svoltate a sinistra in corrispondenza della base militare americana e procedete nel cuore rurale cordovadese tra acacie, salici e campi di mais. All’incrocio (45.823732452563654, 12.891450463835573) svoltate leggermente a sinistra, poi a destra e continuate in direzione sud per 650 metri, dopodiché svoltate a destra in Via Miris.

Percorrete Via Miris fino all’incrocio, poi svoltate a destra e continuate su Via Parz per circa 500 metri fino a tornare alla chiesa di Teglio.

Teglio Veneto: Un comune ricco di tradizioni e monumenti

Per chi si chiede cosa fare a Teglio Veneto e desidera immergersi nel pacifico e riposante paesaggio di un ridente paesino animato da vivaci e affascinanti tradizioni e costellato di splendidi monumenti secolari che ne attestano la ricchezza architettonica, culturale e spirituale, una visita a questo splendido comune del veneziano al confine con il Friuli-Venezia Giulia farà sicuramente al caso vostro!

Cosa fare a Gruaro in provincia di Venezia: 3 idee

Scopri cosa fare a Gruaro: la parrocchia di San Giusto, Mulino di Boldara, il Lago Azzurro di Giai. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Gruaro?

Il comune di Gruaro confina a nord Sesto al Reghena, a sud con Portogruaro a est con Cordovado e Teglio Veneto, a ovest con Cinto Caomaggiore.

Giro in bicicletta a Gruaro e Portogruaro

Inizio del percorso ciclabile al Lago Azzurro di Gruaro

Il percorso ciclabile consigliato ha inizio dal parcheggio del Lago Azzurro di Gruaro. Avvolto dalla fiorente vegetazione arborea ai margini con il Friuli-Venezia Giulia, il limpido specchio d’acqua è accessibile tramite una candida stradina ed un camminamento di legno che ne collega le sponde erbose.

Il Lago Azzurro: un’oasi di pace

Delimitato da vasti campi coltivati e serene formazioni boschive, il Lago Azzurro è una tranquilla oasi di pace inserita nell’ameno scenario agreste dell’entroterra veneziano. Accessibile tramite la tessera soci che si può richiedere in sede, questa incantevole località è ideale per gli appassionati di pesca sportiva e per chiunque sia alla ricerca di una meta immersa nel verde in cui dedicarsi a tranquille passeggiate all’ombra di acacie e pioppi neri.

Proseguimento lungo la pista ciclabile

Dal parcheggio di Lago Azzurro procedete in direzione sud per poco più di 200 metri, poi tenete la sinistra e proseguite lungo Via Giovanni Pascoli per 600 metri. All’incrocio con la Strada Provinciale 76 svoltate a sinistra e procedete per 270 metri, dopodiché continuate lungo la pista ciclabile che inizia in corrispondenza del capitello.

Arrivo al centro di Gruaro e la chiesa di San Giusto Martire

Seguite la pista ciclabile che si inoltra per 2,5 km nel panorama rurale gruarese fino a raggiungere centro di Gruaro annunciato dalla solenne mole della chiesa di San Giusto Martire.

Lo splendido luogo di culto si caratterizza per una semplice facciata a doppio spiovente recante affreschi che, pur sbiaditi dagli inesorabili segni del tempo, catturano l’attenzione a distanza di secoli per la maestria con cui furono eseguiti.

Le decorazioni pittoriche mostrano sia la figura del Santo a cui è intitolata la chiesa sia quella di San Cristoforo che impugna un bastone e porta il Bambino sulle spalle, entrambi inseriti nella suggestiva cornice di una finta architettura costituita da due grandi archi sostenuti da colonne scanalate sormontate da capitelli ionici.

A concludere l’elegante struttura illusionistica è il massiccio architrave sopra cui si apre il rosone. Ulteriori elementi di pregio ornamentale sono il motivo ad archetti intersecati che asseconda il profilo del cornicione e le tre guglie che concludono lo sviluppo verticale della struttura.

Esplorazione del Mulino di Boldara

Svettante al fianco della chiesa millenaria, l’alto campanile in mattoni a vista presenta quattro monofore in corrispondenza della cella campanaria e culmina con una cuspide poggiante su un tamburo ottagonale.

Lasciate la parrocchia di San Giusto alla vostra destra e procedete lungo Via Roma fino a trovare alla vostra sinistra Piazza Egidio dal Ben, da cui si eleva il palazzo municipale al centro del quale si innalza la candida torre dell’orologio coronata da merli ghibellini.

Conclusione del percorso al Mulino di Boldar

L’ultima tappa del breve itinerario, forse la più affascinante e misteriosa, è il Mulino di Boldara. Lasciate la sede comunale alle vostre spalle e imboccate Via Guglielmo Marconi affiancando l’edificio d’epoca porticato “Bar Trattoria Centrale“. Seguite Via Guglielmo Marconi per 650 metri fino alla graziosa chiesetta di Sant’Angelo, poi tenete la sinistra e continuate lungo Via Sant’Angelo per circa 130 metri, dopodiché svoltate a destra in Via Boldara.

Descrizione del Mulino di Boldara

Seguite Via Boldara per 1,7 km addentrandovi nel paesaggio rurale formato da ampie distese di granoturco e radiosi boschi di pioppi che crescono lungo le sponde del terso e freddo corso del Lemene dai cui argini erbosi spuntano folte canne selvatiche ed alti alberi ammantati di vegetazione infestante.

Dopo appunto 1,7 km svoltate a sinistra nella silenziosa stradina sterrata ombreggiata da verdi chiome e fitte siepi da cui si può udire il vivace scorrere del fiume il cui suono si intensifica gradualmente con l’avvicinarsi all’antico mulino.

Esplorazione dell’area del Mulino di Boldara

Coperto di intonaco rosso sbiadito e sgretolato, il complesso molitorio in laterizio è un edifico a tre piani in parte avvolto da una densa ragnatela di foglie e spesse radici rampicanti, in parte nascosto dalle chiare fronde di salici piangenti riversati sulla spuma bianca di una cascatella.

Superate il ponte metallico e passate affianco alle finestre inferriate arrugginite, poi svoltate a destra nell’itinerario sterrato dal quale potrete godere di una veduta ad ampio raggio dell’area storico – naturalistica in cui il secolare esempio di archeologia industriale si fonde armoniosamente con l’edera che ne abbraccia le pareti, il muschio che ne percorre i cornicioni da cui spunta uno sparuto alberello, nonché l’alveo scuro e tortuoso del Lemene che muove le alghe d’acqua dolce che si gonfiano e ondeggiano lievi mimando il moto delle correnti.

Ritorno al punto di partenza

Seguite Via Cave passando dal florido ambiente arboreo e arbustivo alla sconfinata pianura rurale lambita dalle anse serpeggianti del fiume di risorgiva che racchiudono una dimora di campagna accessibile tramite un lungo viale alberato.

Attraversate i campi arati esposti al sole fino a raggiungere nuovamente le sponde del fiume Lemene, (45.81236879209113, 12.850645607544017) poi tenete la sinistra e procedete fino al termine di Via Cave.

All’incrocio svoltate a destra in Via Gervino, poi tenete la destra in Via Santa Maria affiancando la parrocchia di Portovecchio. Attraversate il ponte e alla rotonda prendete la prima uscita. Seguite Via Frassinedo per 1,6 km, svoltate a sinistra e proseguite S. da Ronci per 900 metri, dopodiché tenete la sinistra e continuate su S. da Ronci per 1,5 km.

Poco prima dell’incrocio attraversate le strisce pedonali alla vostra sinistra e procedete tenendo la sinistra fino a raggiungere il bar pizzeria da Sergio e Mary. Attraversate le strisce pedonali in corrispondenza del bar, poi svoltate a destra e continuate per 60 metri, dopodiché svoltate a sinistra in Via Giovanni Pascoli.

A questo punto seguite Via Giovanni Pascoli per 900 metri fino a tornare al punto di partenza.