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Cosa fare a Cinto Caomaggiore (VE): 3 idee

Scopri cosa fare a Cinto Caomaggiore in provincia di Venezia: la chiesa parrocchiale di San Biagio, il percorso naturalistico dei laghi di Cinto Caomaggiore, il bosco del Barabat. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Cinto Caomaggiore?

Cinto Caomaggiore confina a nord est con Sesto al Reghena, a nord ovest con Chions, a sud con Portogruaro, a est con Sesto al Reghena e Gruaro, a ovest con Chions e Pramaggiore.

Giro in bicicletta a Cinto Caomaggiore e Sesto al Reghena

Partenza

Il giro in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio dietro al municipio in Piazza San Biagio, 1.

Esplorando la Chiesa di San Biagio

Lasciatevi alle spalle l’ingresso della sede municipale, attraversate le strisce pedonali per arrivare alla candida area lastricata in pietra di Piazza San Biagio dalla quale si eleva l’austera mole della chiesa di San Biagio.

La solenne struttura si distingue per una sontuosa facciata a salienti scandita da due doppie di semicolonne corinzie che sorreggono l’architrave, il frontone recante l’iscrizione :”D.O.M. ET S. BLASIO EP. – MART. SACRUM” e il frontone triangolare sormontato da una croce latina che completa lo sviluppo verticale della struttura.

Accessibile attraverso tre massicci portali in legno, il centrale dei quali è sovrastato da un arco e incorniciato da due colonne che sorreggono la trabeazione, il sontuoso luogo di culto è affiancato da uno svettante campanile a base quadrata in mattoni a vista nel quale si aprono quatto bifore nella cella campanaria.

Esplorando il Parco regionale dei fiumi e dei laghi

Dirigetevi in direzione dell’oratorio Giovanni Paolo II passando sul retro della chiesa e imboccate Via Guglielmo Marconi fino a raggiungere la sede del Parco regionale di interesse locale dei fiumi Reghena, Lemene e dei laghi di Cinto.

Dalla sede del parco intraprendete il percorso ciclopedonale alla vostra sinistra che si articola tra la serena vegetazione boschiva e arbustiva lambita dal fiume Caomaggiore.

Seguendo il percorso ciclabile verso il bosco del Barabat

Dopo pochi metri, al bivio con Via Lungo Mulino, tenete la sinistra e procedete per circa 2 km tenendo sempre la destra immergendovi nel verdeggiante scenario agricolo cintese fino a sbucare in Via Udine (45.84119099777891, 12.788938983930997).

A questo punto svoltate a destra e proseguite per 350 metri, attraversate il sottopasso e imboccate la prima laterale a destra che si addentra nell’ameno panorama agreste tra vasti campi coltivati, fitte zone alberate ed aree prative rese fertili dalle fresche acque sorgive del Caomaggiore e del limpido lago Premarine.

Raggiunto l’argine boscoso del grande specchio d’acqua svoltate a destra e percorrete il sereno itinerario che asseconda l’andamento sinuoso dell’argine del lago.

Raggiunto il bivio (45.84717065330667, 12.806293135559772) imboccate il sentiero a destra e proseguite in direzione nord est mantenendovi ai margini del grande bosco di pioppi alla vostra destra.

Seguite il candido sentiero che accompagna all’uscita del bosco. Superato un ponticello di legno, attraversate le strisce pedonali e continuate fino ad immergervi nella vasta area verde dei Prati Burovich. Raggiunta l’uscita del parco delimitata da una siepe ben curata (45.848126553694925, 12.812868792870914) continuate diritto, attraversate il ponte sul fiume Reghena, dopodiché tenete la destra e procedete fino all’incrocio con Viale degli Olmi (45.84608289385667, 12.812582767905337).

Esplorando la natura lungo il fiume Reghena

Svoltate a destra e attraversate il ponte, poi prendete la prima laterale a sinistra e, salvo segnali di divieto, procedete lungo il sentiero che affianca il fiume Reghena fino ad arrivare all’incrocio con Via Risere (45.83314088042719, 12.800820976506547). Svoltate a sinistra, attraversate il ponte in Via Risere e continuate fino all’incrocio con la Strada Provinciale 28.

Girate a destra, superate il sottopasso ed il “Fiume Reghena Bridge“, dopodiché svoltate subito a sinistra e proseguite lungo il candido sentiero che si articola lungo gli argini erbosi del fiume. Assecondate il corso d’acqua per 2,8 km fino a sbucare in Via Alcide de Gasperi.

Il bosco del Barabat

Svoltate a destra e procedete per 900 metri, poi girate a destra nel percorso sterrato del Turundin. Seguite il cammino che si snoda nel tranquillo paesaggio agrario fino ad immergersi nel bosco del Barabat. Continuate lungo il Percorso Ex Via Vicinale avvolto dalla radiosa vegetazione alimentata dalle acque cristalline del Caomaggiore.

Ritorno al punto di partenza

L’itinerario si congiunge alla strada asfaltata di Via dei Prati e conduce all’incrocio con la strada regionale 251.
Svoltate a destra e procedete per 900 metri passando per il centro abitato dove troverete pizzerie, panifici, pasticcerie e caffè, poi svoltate a destra in Via Umberto Grandis.

Seguendo Via Umberto Grandis per 850 metri troverete alla vostra sinistra l’ingresso del percorso del “Lago Acco” 150 metri più avanti troverete, alla vostra destra, l’accesso all’oasi naturalistica dei Laghi “Perisotto” e “Secco”.

Conclusa la visita all’incantevole oasi naturalistica lacustre potete raggiungere il punto di partenza passando per Grandis. All’incrocio con la Strada Regionale 251 svoltate a destra fino a tornare al municipio di Cinto Caomaggiore.

Cosa fare ad Annone Veneto in provincia di Venezia: 4 idee

Scopri cosa fare ad Annone Veneto in provincia di Venezia: la chiesa di San Vitale, la sede municipale del comune, il percorso ambientale di Annone Veneto, chiesa di San Pietro a Spadacenta. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Annone Veneto?

Il comune di Annone Veneto in provincia di Venezia confina a nord con Pravisdomini, a nord est con Pramaggiore, a nord ovest con Meduna di Livenza, a sud con San Stino di Livenza, a est con Pramaggiore e Portogruaro, a ovest con Motta di Livenza e San Stino di Livenza.

Giro in bicicletta ad Annone Veneto e Santo Stino di Livenza

Partenza dalla chiesa di San Vitale

Il giro in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio della chiesa di San Vitale in 2, Via Cedrugno, 1, 30020 Annone Veneto (VE).

Incorniciata da alti e scuri cipressi, palme e tigli, la chiesa di San Vitale presenta una facciata candida e disadorna nella quale si apre un grande rosone vetrato sovrastato da un frontone triangolare.

Ulteriore elemento distintivo del complesso architettonico è il campanile in mattoni a vista recante quattro bifore in corrispondenza della cella campanaria. La svettante struttura culmina con una cuspide ottagonale circondata da un elegante parapetto.

Proseguimento dalla Chiesa al centro di Annone Veneto

Lasciatevi alle spalle il luogo di culto e imboccate la rotonda di fronte a voi. Prendete la terza uscita e svoltate a sinistra nella strada provinciale. Percorrete la SP11 e Via S. Antonio per 3,2 km fino all’incrocio con Via Postumia, dopodiché attraversare le strisce pedonali e continuate lungo Via Libertà in direzione del centro di Annone Veneto.

Esplorando il centro

Percorrete Via Libertà fino a raggiungere la piazza da cui si innalza la sede municipale del comune, sontuoso palazzo a tre piani distinguibile per il raffinato ornamento a bugnato al piano terra, i suggestivi mascheroni che emergono al di sopra dei portali d’ingresso e delle finestre al primo piano, le pregiate lesene scanalate che tripartiscono la facciata e le colonne di ordine corinzio sopra le quali spicca il candido parapetto in pietra.

Lasciate alla vostra sinistra la piazza lungo la quale si aprono pasticcerie, caffè e ristoranti, svoltate a destra e seguite Via IV Novembre per 250 metri, poi proseguite per circa 40 metri lungo Via Oltrefossa fino a trovare alla vostra sinistra l’inizio dell’itinerario naturalistico che per 3,2 km si snoda serenamente nel panorama rurale di Annone Veneto e Motta di Livenza attraverso ettari di vigneti e campi arati che si estendono a perdita d’occhio nel cuore dell’entroterra veneziano.

Il percorso naturalistico di Annone Veneto

Affiancato dalle folte chiome di acacie e pioppi e da dense macchie di arbusti, il piacevole sentiero offre a tratti incantevoli vedute del paesaggio agreste scandito dalla rigorosa successione delle viti a Sylvoz fino ad inoltrarsi nuovamente nella fitta vegetazione arborea, le cui fronde sovrastano il percorso dando l’illusione che la stradina di ghiaia diventi leggermente più angusta, simile ad un lungo e stretto corridoio verde illuminato da sprazzi brillanti di luce solare.

Proseguite fino a raggiungere Via Largoni, svoltate a destra e proseguite per 600 metri affiancando i binari arrugginiti affondati nel pietrisco circondati da campi di grano delimitati all’orizzonte da alte e scure siepi.

Raggiunto l’incrocio con Str. Muggia, svoltate a sinistra e continuate per 500 metri, poi svoltate a sinistra in Via Corbolone e procedete per 3,6 km lungo il placido canale erboso costellato di pioppi e salici, alla vostra destra, e sterminate estensioni di campi di grano e vigneti punteggiati di caseggiati rustici alla vostra sinistra.

Arrivo alla chiesa di Spadacenta

Continuate su Via Meduna, lasciate alla vostra destra la cascata di Corbolon ed un grande salice piangente e procedete lungo Via Riviera Corbolone all’ombra di alti tigli per 350 metri, dopodiché svoltate a sinistra in Via Annone Veneto.

Percorrete Via Annone Veneto, Via Fosson e Via Giai per 3,5 km avvolti da campi di granoturco, vaste tenute vinicole, maestosi platani, pittoresche abitazioni rustiche circondate da fertili giardini alberati. Superato un laghetto artificiale, un parco costellato di cedri ed un boschetto di noci, passate affianco ad un lungo filare di tassi fino a trovare alla vostra sinistra la chiesa di Spadacenta.

Isolato al centro uno spiazzo delimitato da una siepe e da un campo di granoturco, la chiesa in mattoni rossi presenta una facciata a doppio spiovente ornata da un motivo ad archetti ciechi che assecondano il profilo del cornicione e delle pareti laterali.

Accessibile tramite un massiccio portone ad arco, l’edificio riceve la luce solare dalle monofore lungo i lati nord est e sud ovest e dal rosone nascosto in parte dalle pesanti fronde di un cedro.

Il ritorno attraversando Via Giai e Via Trieste

Lasciate la chiesa alla vostra sinistra e continuate su Via Giai, poi tenete la sinistra e proseguite su Via Trieste fino alla rotonda, dopodiché prendete la seconda uscita e continuate per 400 metri. Attraversate le strisce pedonali e continuate su Via S. Antonio per 500 metri fino a tornare alla chiesa di San Vitale.

Perchè vale la pena di visitare Annone Veneto?

Se vi chiedete cosa fare ad Annone Veneto e vi incuriosisce fare un tuffo nell’ameno scenario campestre della pianura confinante con il Friuli-Venezia Giulia, lontani dal rumore del traffico nonché scoprire monumenti significativi di architettura civile e sacra di una comunità vivace, ricca di storia e di specialità eno-gastronomiche, esplorare questo piccolo ma affascinante comune sarà un’esperienza memorabile!

Cosa fare a Pramaggiore in provincia di Venezia: 4 idee

Scopri cosa fare a Pramaggiore: la chiesa di Pramaggiore, il museo etnografico del mulino di Belfiore, boschetto Martin Pramaggiore Belfiore e la chiesa di Santa Susanna. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Pramaggiore?

Il comune di Pramaggiore confina a nord con Chions, a nord est con Cinto Caomaggiore, a sud est con Portogruaro, a sud ovest con Annone Veneto, a est con Cinto Caomaggiore e Portogruaro, a ovest con Pravisdomini e Annone Veneto.

Giro in bicicletta a Pramaggiore

Il percorso in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio della chiesa di San Marco Evangelista in Strada Provinciale 64, 27.

L’austero luogo di culto presenta una candida facciata a doppio spiovente culminante con tre guglie sormontate da croci metalliche.

Accessibile tramite un portone ligneo scandito da formelle quadrangolari, la chiesa è illuminata grazie al rosone che si apre al di sotto del timpano e alle monofore incorniciate da lenese lungo i lati sud-est e nord-ovest, sopra le quali si distingue un ornamento ad archetti ciechi intersecati lungo il cornicione.

Ulteriore elemento di pregio architettonico è il campanile in mattoni a vista parzialmente inglobato nella parete in corrispondenza dell’area absidale.

Recante quattro bifore lungo la cella campanaria, la svettante costruzione culmina con una cuspide conica poggiante su un tamburo ottagonale.

Direzione sud-ovest lungo Piazza Libertà

Lasciate la chiesa alla vostra destra e procedete in direzione sud-ovest lungo Piazza Libertà per 140 metri fino alla rotonda, prendete la seconda uscita e percorrete per 1,2 km la pista ciclabile alberata lungo la strada provinciale 64.

Chiesa di Santa Susanna

Alla rotonda prendete la terza uscita e imboccate la strada regionale 53 Postumia. Percorrete la pista ciclabile per 1,5 km, poi svoltate a destra in Via Belfiore e inoltratevi nell’ameno scenario rurale dell’entroterra veneziano tra floride siepi e rigogliosi vigneti fino a trovare alla vostra sinistra l’incantevole chiesa di Santa Susanna, splendida costruzione in laterizio incorniciata da maestose farnie.

Distinto da una facciata disadorna accessibile tramite un grande portale in legno sormontato da un timpano triangolare, il luogo di culto presenta un semplice fronte a capanna culminante con una croce sulla sommità della struttura.

Museo etnografico del mulino di Belfiore

Lasciate l’edificio sacro alla vostra sinistra e percorrete Via Belfiore per circa sessanta metri, dopodiché troverete alla vostra destra l’ingresso, in parte nascosto da folte siepi e dalle chiome di pioppi bianchi e acacie, del museo etnografico del mulino di Belfiore.

Inserito armoniosamente nella florida vegetazione boschiva lambita dal limpido fiume, il museo è allestito all’interno del complesso molitorio risalente a circa quattrocento anni fa e di una più recente adiacenza rustica.

Percorso espositivo del museo

A rendere l’antico molino una delle località più significative del comune, oltre all’ameno e pacifico ambiente naturale in cui il museo è inserito, è l’anima storica del molino stesso, simboleggiata e mantenuta viva dalla grande ruota del molino azionata dalle acque del Lancon.

L’itinerario museale accompagna il visitatore attraverso un percorso espositivo volto ad illustrare le varie tappe della produzione della farina: dall’attività millenaria della coltivazione dei cereali agli affascinanti processi meccanici messi in moto dal corso d’acqua per azionare secolari macine di pietra.

Il percorso offre un suggestivo spaccato della quotidianità dei nostri avi prima che i più moderni processi di meccanizzazione dell’agricoltura rendessero tali tradizioni obsolete.

Ritorno alla chiesa di Santa Susanna

Se vi chiedete cosa fare a Pramaggiore e vi incuriosisce fare un tuffo nel passato in una dimensione immersa nel verde al fine di riscoprire aspetti culturali legati ritmi della natura e del lavoro che scandivano la vita delle nostre comunità secoli orsono, visitare il museo etnografico di Pramaggiore sarà un’esperienza memorabile.

Terminata la visita tornate alla chiesa di Santa Susanna, lasciate il luogo di culto alla vostra destra e procedete per circa settanta metri, dopodiché svoltate a destra in Via Lison.

Via Lison e Via della Pietra

Continuate su Via Lison per 650 metri e svoltate a sinistra in Via della Pietra e procedete per 900 metri inoltrandovi nelle vaste estensioni di vigneti costellate da caseggiati rustici. All’incrocio con Via Staimbeck, tenete la sinistra in Via della Pietra e proseguite per 250 metri passando affianco al Boschetto Martin Belfiore, sereno polmone verde incastonato nel cuore del comune popolato di aceri, pioppi, palme, salici, acacie, olmi e molte altre varietà arboree che coronano con le loro fronde dense formazioni arbustive.

Continuate lungo Via della Pietra fino all’incrocio con Via Belfiore, attraversate la strada, svoltate a destra e seguite la pista ciclabile lungo la Strada Regionale 53. Procedete per circa 1,4 km, poi attraversate le strisce pedonali alla vostra destra e continuate lungo la strada regionale in direzione nord est fino alla rotonda.

Ritorno affiancando la chiesa di Santa Maria Assunta

Prendete la prima uscita e seguite la Strada provinciale 64 affiancando la chiesa di Santa Maria Assunta e dell’alta torre campanaria fino a raggiungere il punto di partenza.

Cosa fare a Concordia Sagittaria (VE): 5 idee

Scopri cosa fare a Concordia Sagittaria in provincia di Venezia: la cattedrale di Santo Stefano Protomartire, il fiume Lemene, Domus e Pozzi Romani, parco dei Signini, il bosco delle lame. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Concordia Sagittaria?

Il comune di Concordia Sagittaria confina a nord con Portogruaro, a sud est con Caorle, a sud ovest con San Stino di Livenza, a est con Portogruaro, a ovest con San Stino di Livenza.

Giro in bicicletta a Concordia Sagittaria

Il percorso in bicicletta consigliato ha inizio dall’area parcheggio in Via Fornasatta (45.75336952679765, 12.842775241075334). Procedete in direzione del centro tramite Via Fornasatta fino all’incrocio con Via Romolo Candiani. Tenete la destra e percorrete Via Romolo Candiani fino all’intersezione con Via Primo Maggio. Svoltate a sinistra e continuate per 130 fino a raggiungere il Piazzale Cardinale C. Costantini, vasta area lastricata e delimitata sul lato ovest da tigli ben curati.

La cattedrale di Santo Stefano Protomartire

A rendere l’area urbana una delle più significative località del territorio è la presenza dei resti di una basilica romana, testimonianza delle radici paleocristiane che si diramano nell’antico cuore sotterraneo concordiense e dalle cui fondamenta si eleva la maestosa cattedrale intitolata a Santo Stefano, testamento dell’inestimabile patrimonio culturale, storico e spirituale dello splendido comune del veneziano.

Il parco dei Signin

Costruita nell’arco di due millenni, la chiesa presenta un fronte a salienti in mattoni a vista diviso verticalmente in tre sezioni da una coppia di lesene sopra le quali si staglia il grande arco in corrispondenza della navata centrale. Accessibile tramite un massiccio portone ligneo sormontato dalla candida statua di Santo Stefano, il solenne e austero luogo di culto riceve la luce del sole attraverso due monofore collocate sulla facciata in corrispondenza delle navate laterali e da un rosone che si staglia al di sopra del portale d’ingresso.

Conclusa la visita lasciatevi la facciata della chiesa alle spalle e attraversate la piazza fino a tornare in Via I Maggio, dopodiché svoltate a destra e imboccate la rotonda. Prendete la seconda uscita e percorrete Via S. Pietro per 400 metri, dopodiché svoltate a destra e seguite la pista ciclabile asfaltata che si addentra nell’area verde di Parco dei Signini costellata di pini marittimi e alti pioppi cipressini che fanno da cornice ad un’imponente struttura in acciaio e cemento avvolta da vegetazione rampicante.

Domus e Pozzi Romani

Lasciate l’edificio cubico ammantato di edera alle vostre spalle, procedete lungo il sentiero asfaltato fino a raggiungere Via Dei Pozzi Romani, attraversate le strisce pedonali (45.759812878793696, 12.842633393753196) per raggiungere un vasto parco dal quale emergono reperti di alcuni pozzi e pavimentazioni ornate da mosaici di sontuose domus risalenti a più di duemila anni fa. Le splendide testimonianze archeologiche, inserite nell’ameno scenario del parco costellato di tigli e ippocastani ricordano l’affascinante panorama storico del comune di Oderzo, di cui si consiglia di visitare lo splendido patrimonio architettonico e musivo di epoca romana.

Il bosco delle lame

Continuate lungo il sentiero lasciando il sito di scavo alla vostra sinistra fino a sbucare in Viale VIII Marzo (45.7601941975377, 12.843514476971048). Svoltate a destra e percorrete Viale VIII Marzo tenendo la sinistra. All’incrocio attraversate le strisce pedonali, poi svoltate a sinistra e procedete per 350 metri lungo Via Claudia, dopodiché attraversate il ponte su Via Lemene.

Superato il Ponte Rosso svoltate a destra e proseguite per 400 metri il sereno itinerario che si snoda lungo l’argine erboso del Lemene. All’incrocio tra Via Veneto e Via Marcantonio, tenete la destra e proseguite per 3,8 km lungo la Ciclabile Concordia che asseconda il serpeggiante andamento del fiume e dalla quale potrete godere di una veduta ad ampio raggio del centro storico, delle vaste estensioni di campi coltivati e di di pittoreschi caseggiati rustici.

Il ritorno a Via Fornasatt

Raggiunto il bivio tra il ponte in Via Frattuzza e Via Cavanella, tenete la destra, attraversate il ponte in Via Frattuzza e dopo 80 metri tenete la sinistra su Via Lame.

Procedete lungo Via Lame per 3,5 km immersi nel florido ambiente agricolo dell’entroterra veneziano lambito dalle acque del canale Nicesolo. Raggiunto l’incrocio con la strada provinciale Jesolana, attraversate le strisce pedonali e continuate lungo il candido itinerario sterrato circondato dai campi di granoturco fino ad inoltrarvi nel radioso polmone verde del Bosco delle Lame, località ideale per chi cerca un’oasi di pace lontana dallo smog e dai rumori del traffico in una dimensione di silenzio e tranquillità in cui il tempo pare essersi fermato.

Usciti dall’incantevole sito boschivo continuate per 500 metri lungo il piacevole sentiero alberato e seguite la curva a destra in direzione di canale Maranghetto, poi svoltate a destra in Via Marango e continuate per 1,2 km, poi attraversate la strada e procedete lungo Via Violin per 2,4 km.

A questo punto attraversate il ponte alla vostra destra (45.71559558770819, 12.832246896322115) da cui potrete ammirare la folta vegetazione ripariale che cresce lungo le sponde del canale. Continuate su Via Violin per 1,1 km, dopodiché, all’incrocio tra Via Alzaia e Via Frattuzza, svoltate a destra e procedete su Via Frattuzza e Via Cavanella per 3,9 km fino ad arrivare al ponte in Via I Maggio.

Attraversate il ponte alla vostra sinistra e percorrete la strada per 140 metri, poi svoltate a sinistra in Via Romolo Candiani e tornate al punto di partenza tramite Via Fornasatta.

Cosa fare a San Stino di Livenza (VE): idee

Scopri cosa fare a San Stino di Livenza: la parrocchia di Santo Stefano, il crossodromo sette sorelle, percorso ciclabile lungo la Livenza. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Santo Stino di Livenza?

Il comune di Santo Stino di Livenza confina a nord est con Annone Veneto, a nord ovest con Motta di Livenza, a sud con Caorle, a sud ovest con Eraclea, a est con Annone Veneto, Portogruaro, Concordia Sagittaria e Caorle, a ovest con Motta di Livenza, Cessalto, Torre di Mosto ed Eraclea.

Giro in bicicletta a San Stino di Livenza

Il percorso ciclabile consigliato

Il percorso ciclabile consigliato ha inizio dal parcheggio in corrispondenza della parrocchia del comune. L’imponente struttura, disadorna e solenne, si caratterizza per una possente facciata a salienti ritmata da una coppia di lesene sormontata da un frontone triangolare.

La chiesa e il campanile

Diviso in tre navate accessibili attraverso tre portali in legno, l’austero luogo di culto in mattoni faccia a vista è volto verso l’argine erboso della Livenza e due filari di scuri cipressi.

La maestosa mole della chiesa è affiancata dalla svettante torre campanaria a base quadrata ornata da lesene e archetti pensili. A concludere lo sviluppo verticale del campanile è la cuspide poggiante su un tamburo ottagonale circondato da un elaborato parapetto in pietra.

Percorso attraverso il centro storico

Lasciate la parrocchia di Santo Stefano alla vostra sinistra e percorrete Piazzale Santo Stefano fino all’incrocio tra Via del Popolo e Via Gonfi. Svoltate a sinistra e seguite Via del Popolo per 400 metri fino a giungere in Piazza Aldo Moro, dalla quale si eleva la stele in onore ai caduti della grande guerra.

Raggiunta l’area urbana pedonale, lastricata di sanpietrini e delimitata da ristoranti porticati, osterie e cafè, svoltate a destra e procedete lungo Via Roma fino alla rotonda. Prendete la prima uscita e seguite Via Stazione per 1,3 km fino a raggiungere i verdi argini della Livenza da cui si gode di una veduta ad ampio raggio del panorama fluviale in cui spiccano floridi canneti ripariali e le fronde ondeggianti di pallidi salici nodosi.

Attraverso la campagna veneta

Da Via Stazione continuate per 3 km su Via Zoccat, Via Ponte Tezze e Via Agazzi dopodiché, al bivio tra Via Fingoli e Via Biverone, tenete la sinistra su Via Fingoli (45.70199516229154, 12.710891562266903). Percorrete Via Fingoli per 1,1 km passando affianco a Villa Correr Agazzi, dimora signorile veneta elevata su tre piani sormontati da un mezzanino e collegata ad una grande e caratteristica barchessa, adiacenza rurale di servizio concepita come magazzino, deposito e per ospitare i lavoratori della tenuta agricola.

Lasciate alla vostra destra il sontuoso parco alberato della residenza gentilizia delimitato da alti pioppi cipressini e continuate su Via Fingoli fino all’incrocio con Via Fossa Fondi.

Svoltate a sinistra, continuate per 280 metri e svoltate a destra e addentratevi nello sterminato scenario agreste dell’entroterra veneziano delimitato da rigogliose siepi e punteggiato di salici piangenti. Continuate su Via Fossi Fondi, passando affianco al Crossodromo Sette Sorelle – MC Speedy a.s.d., fino all’intersezione.

All’incrocio svoltate a destra, procedete per 40 metri e svoltate a sinistra. Attraversato il ponte svoltate a sinistra e poi subito a destra in Via della Bonifica. Seguite per 1,7 km la candida strada sterrata da cui potete ammirare caseggiati rustici vaste estensioni di campi coltivati.

Lungo il fiume Loncon

A questo punto attraversate il ponte alla vostra sinistra e percorrete Via Sette Sorelle per 4,2 km lungo il Fiume Loncon, Canale Fosson e Canale Malgher, dopodiché svoltate a sinistra in Via Tre Ponti (45.72579049934673, 12.713214413200525).

Percorrete Via tre Ponti per 750 metri, poi svoltate a sinistra Via Caorle. Percorrete Via Caorle fino all’incrocio, poi svoltate a destra e seguite la pista ciclabile per 270 metri. A questo punto attraversate le strisce pedonali, svoltate a destra e continuate lungo la pista ciclabile in direzione della rotatoria.

Tenete la sinistra, attraversate le strisce pedonali in Via Walter Tobagi e proseguite per 130 metri passando affianco alla rotonda, poi attraversate le strisce pedonali alla vostra destra, svoltate a sinistra e imboccate Via Ezio Vanoni alla vostra destra.

Ritorno alla parrocchia di Santo Stefano

Percorrete Via Ezio Vanoni fino all’incrocio in Viale Trieste, dopodiché svoltate a sinistra continuate per 1,4 km fino alla rotonda. Alla rotatoria prendete la terza uscita e continuate su Via Stazione per 300 metri. Alla rotatoria prendete la prima uscita e seguite Via Papa Giovanni XXIII per 400 metri. All’incrocio svoltate a sinistra per tornare alla parrocchia di Santo Stefano.

Cosa fare a Torre di Mosto in provincia di Venezia: 4 idee

Scopri cosa fare a Torre di Mosto: Il fiume Livenza, la chiesa di San Martino, bosco Belvedere, la chiesa dei Santi Magno e Tiziano. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Torre di Mosto?

Il comune di Torre di Mosto confina a nord est con Santo Stino di Livenza, a nord ovest con Cessalto (consigliata una visita a Villa Zeno, dimora palladiana cinquecentesca), a sud con Eraclea, a sud est con Caorle, sud ovest con San Donà di Piave, a est con Santo Stino di Livenza e Caorle, a ovest con Cessalto, Ceggia e San Donà di Piave.

Giro in bicicletta a Torre di Mosto

Il percorso in bicicletta consigliato inizia dal parcheggio in Piazza Indipendenza di fronte alla sede municipale. Vi trovate di fronte alla sede del comune di Torre di Mosto, caratteristico palazzo articolato su due livelli recante al primo piano una bella bifora con una balaustra in pietra. Al centro della facciata si staglia la torre quadrangolare coronata da un cornicione sostenuto da beccatelli e ornata da un motivo a quadrilobi lungo il parapetto. Ulteriori elementi di spicco sono il grande orologio in numeri romani e arabi e la campana in cima alla torre.

Stele in onore dei caduti

Di fronte all’ingresso del municipio, circondata da scuri cipressi, tigli e alti cedri, si eleva una stele in onore dei caduti della prima guerra mondiale con al centro la scultura di un’aquila con le ali spiegate.

Piazza Giuseppe Mazzini

Lasciate la facciata dell’edificio ed il solenne obelisco alla vostra sinistra, passate da Piazza Indipendenza a Via II giugno e seguite la strada (lungo la quale troverete un risto-pub e un bar) fino raggiungere Piazzetta Giuseppe Mazzini alla vostra destra. Dall’area urbana lastricata, delimitata da portici e abitazioni colorate, potrete ammirare la candida mole della parrocchia di Torre di mosto incorniciata a nord est dagli argini erbosi della Livenza, a sud ovest dalla superficie in selciato di Piazza della Chiesa.

Chiesa di Torre di Mosto

Lo splendido luogo di culto si caratterizza per una facciata a salienti tripartita da quattro paraste di ordine corinzio che sorreggono l’architrave, il fregio e il frontone triangolare affrescato.

Caratterizzata da uno stile sobrio ed elegante, la chiesa neoclassica è accessibile tramite un massiccio portone ligneo scandito da formelle quadrangolari sopra il quale risalta una decorazione pittorica in cui si distingue la figura di San Martino, il quale, in groppa ad un bianco destriero, è colto nell’atto di porgere una parte del suo mantello ad un uomo sofferente in preda ai morsi del gelo.

Percorso lungo l’argine della Livenza

Lasciate la facciata della parrocchia alle vostre spalle, da Piazza della Chiesa svoltate a destra in Piazza Mazzini, poi svoltate nuovamente a destra in Via II Giugno e procedete in direzione dell’ansa del fiume. Percorrendo la salita che porta alla sommità dell’argine raggiungerete l’approdo antico di passo di Torre, da cui si gode di una veduta ad ampio raggio dell’ameno panorama fluviale e rurale di Torre di Mosto e San Stino di Livenza.

Bosco Belvedere

A questo punto lasciate l’approdo alla vostra destra e seguite l’itinerario che si snoda sopra l’argine della Livenza. Qualora vi fossero indicazioni di divieto, seguite Via Bandiera e Moro e allo stop tenete la destra lungo Via XXV Aprile fino alla rotonda, dopodiché svoltate a sinistra, continuate per 70 metri e svoltate a destra. Passate dietro il municipio e, raggiunto l’incrocio con Via Fratelli Cairoli, svoltate a destra.

Attraversando Via Fratelli Cairoli e Via Tezze

Continuate lungo Via Fratelli Cairoli e Via Tezze assecondando il corso serpeggiante della Livenza per circa 4 km. Raggiunto ponte Tezze svoltate a sinistra e percorrete la pista ciclabile circondati dal vasto scenario della campagna torresana.

Attraversando Via Alessandro Volta e Via Antonio Vivaldi

Raggiunto l’incrocio con Via Alessandro Volta, attraversate le strisce pedonali e proseguite sempre diritto lungo Via Triestina e Via Aido per 2,3 km, poi svoltate a destra e percorrete Via Antonio Vivaldi fino all’intersezione in Via Confin. Svoltate a destra e percorrete Via Confin per 260 metri, dopodiché girate a sinistra e immettetevi nella pista ciclabile da cui è possibile accedere a Bosco Belvedere. Sereno polmone verde dal quale svettano le chiome di salici bianchi e di alti pioppi cipressini, il bosco è incastonato tra l’area urbana e le ampie estensioni di campi coltivati a granoturco di Torre di Mosto.

Il sentiero nel Bosco Belvedere

Il piacevole sentiero ombreggiato da cui si può contemplare un grazioso laghetto sbuca nella pista ciclabile in Via Niccolò Machiavelli (45.68539299389499, 12.696575224441265). Dall’uscita del sito naturalistico svoltate a sinistra e percorrete Via Niccolò Machiavelli per 240 metri, poi svoltate a destra, imboccate la pista ciclabile e continuate per 270 metri. Al termine della pista ciclabile immettetevi in Via Borgo Santa Chiara alla vostra sinistra.

Via Borgo Santa Chiara e la villa veneta

Continuate lungo Via Borgo Santa Chiara per 2,8 km circondati dallo senario agreste scandito dalla regolare successione di floridi e ben curati vigneti, candidi viali percorsi da pini marittimi e scure siepi di abeti rossi. Lungo la strada troverete inoltre una maestosa villa veneta armoniosamente inserita in un radioso parco percorso da pioppi cipressini.

Proseguite lungo Via Staffolo fino a raggiungere la chiesa parrocchiale dell’omonimo abitato. Intitolata ai santi Magno e Tiziano, la chiesa di antichissime origini si caratterizza per uno stile disadorno ma affascinante.
Recante tre bifore nella parete ovest, il luogo di culto è accessibile attraverso un portico in mattoni rossi scandito da ampi archi a tutto sesto sopra il quale si staglia il campanile a vela.

Continuate per 500 metri lungo Via Staffolo, superate il ponte sul canale, svoltate a sinistra e procedete per 6,1 km lungo Canale Briàn – il Taglio dal quale potrete ammirare l’incantevole pianura dell’entroterra veneziano costellata di caseggiati rustici caratteristici, lunghe file di pioppi cipressini e vivaci macchie di canneti selvatici che crescono lungo le sponde del canale tanto amato dagli appassionati di pesca.

Attraversando l’abitato di Torre di Mosto

All’incrocio in Via Boccafossa girate a sinistra e percorrete per 450 metri la Via che attraversa il pittoresco abitato dell’omonima frazione di Torre di Mosto passando affianco al museo del paesaggio. Raggiunta l’intersezione, svoltate a sinistra percorrete l’argine da cui si gode di una veduta privilegiata del paesaggio fluviale e della facciata a doppio spiovente della bella chiesa di Sant’Anna.

Ritorno al centro di Torre di Mosto

Continuate lungo la strada provinciale per 5,1 km passando per Sant’Elena fino a tornare al centro di Torre di Mosto dove troverete diversi bar, pizzerie e trattorie. Alla rotonda prendete la seconda uscita per raggiungere il punto di partenza in Piazza Indipendenza.

Cosa fare a Ceggia in provincia di Venezia: 3 idee

Scopri cosa fare a Ceggia: la Parrocchia di San Vitale Martire, il percorso lungo il canale Piavon, il parco della memoria Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Ceggia?

Il comune di Ceggia confina a nord con Cessalto, a sud est con Torre di Mosto, a sud ovest con San Donà di Piave, a est con Torre di Mosto, a ovest con San Donà di Piave e Cessalto.

Giro in bicicletta a Ceggia e Cessalto

Il giro in bicicletta consigliato ha inizio dall’area di verde urbano in Via Pola (45.68671291935997, 12.633997970392349). Lasciate il parco pubblico alle vostre spalle e imboccate la pista ciclabile in Via Pola alla vostra destra. All’incrocio in Viale Duca d’Aosta girate a destra e percorrete il serena strada all’ombra di maestosi tigli passando affianco alla Casa della Dottrina, gestita dai volontari della parrocchia di Ceggia.

La festa della famiglia a Ceggia

Il centro culturale organizza ogni anno la festa della famiglia, coinvolgente evento estivo che ogni anno nella prima metà di agosto invita a trascorrere momenti di divertimento e spensieratezza all’insegna di musica dal vivo, specialità eno-gastronomiche locali, attività ludiche e competizioni sportive.

Chiesa di San Vitale Martire

All’incrocio con Via Roma svoltate a destra e procedete per 190 metri fino a raggiungere alla vostra destra la chiesa di San Vitale Martire anticipata dalla svettante mole della candida torre campanaria.

Distinta da uno stile sobrio ed elegante, la facciata a salienti del luogo di culto presenta evidenti richiami alla classicità individuabili nelle tre paraste ioniche che sorreggono il frontone, il fregio ornato da un motivo in bassorilievo raffigurante leoni alati ed il frontone triangolare dentellato in parte nascosto dal campanile che troneggia addossato al fronte della chiesa.

L’edificio riceve la luce solare tramite le ampie monofore lungo la navata centrale, da un’aperura circolare al centro del timpano e da una graziosa bifora nel lato sinistro della facciata.

Scandito da lesene e percorso da sottili aperture lungo il fusto, il campanile poggiante su un possente basamento in pietra reca un grande orologio al di sotto della cella campanaria. A completare lo sviluppo verticale della struttura è la cuspide a base quadrata culminante con una croce metallica.

Verso Villa Zeno

Lasciate la chiesa parrocchiale alle vostre spalle, attraversate la strada e raggiungete Via Ugo Foscolo passando affianco alla florida magnolia dalle scure foglie lucide che cresce a lato della biblioteca comunale.

Raggiunta Via Ugo Foscolo svoltate a sinistra e percorrete la strada lastricata di sanpietrini da cui si gode di una piacevole veduta del Piavon dagli argini erbosi che attraversa il centro urbano del paese. Dopo 170 metri attraversate il ponte metallico alla vostra destra, svoltate a sinistra e continuate lungo la ciclabile in Via Piavon e Via Noghera.

In corrispondenza di un grande salice affacciato sul fiume, seguite la curva a destra in Via Noghera, proseguite per circa 160 metri e svoltate a sinistra in Via Donegal.

Villa Zeno

Immersi nello scenario agricolo dell’entroterra veneziano, all’ombra di due filari di tigli, seguite Via Donegal per 850 metri fino a trovare alla vostra destra la grande barchessa di Villa Zeno, spettacolare dimora palladiana del XVI secolo armoniosamente inserita in un incantevole giardino costellato di tigli e cedri e incorniciato da radiosi pioppi cipressini.

Dopo aver ammirato l’elegante abitazione signorile, procedete per circa 300 metri e svoltate a destra in Via Colonne. Continuate per 1,2 km circondati da frutteti e campi di granturco delimitati da una vasta area boscata, dopodiché, superato il ponte, svoltate a destra e proseguite su Via Colonne lungo le sponde erbose del Piavon da cui crescono boschetti di canne plaustri e qualche arbusto.

Parrocchia di Gainiga

Superate il sottopasso e continuate su Via Gainiga che attraversa l’omonima frazione del comune di Ceggia fino ad arrivare alla parrocchia di Gainiga. Il moderno luogo di culto si distingue per una copertura metallica a doppio spiovente e da una pregiata vetrata policroma che si apre al centro della facciata.

Villa Loro

Continuate su Via Gainiga fino alla rotatoria, prendete la prima uscita e seguite Via Cavour per 650 metri al riparo delle chiome di platani e acacie e affiancando alla sontuosa Villa Loro, splendida residenza rurale della quale spiccano, al piano nobile, pregiate bifore e monofore vetrate nonché una monofora con balaustra in ferro sorretta da mensoloni in pietra a forma di teste leonine.

Ritorno a Via Pola

Da Via Cavour procedete lungo la pista ciclabile alberata in Via Noghera. Seguite Via Noghera per 650 metri, poi svoltate a sinistra in Via Folegot. Continuate su Via Folegot fino a giungere al parco della memoria, amena area verde urbana ricca di alberi che sorge in corrispondenza del camposanto comunale.

Continuate su Via Folegot fino alla rotonda, imboccate la prima uscita e seguite Via XXV Aprile fino all’intersezione. Svoltate a sinistra e procedete lungo Via Noghera e Via Piavon per 650 metri, dopodiché attraversate il ponte in Via Venezia e svoltate subito a destra in Via Ugo Foscolo.

Dopo 70 metri girate a sinistra in Piazzetta Ronchese. Da Piazzetta Ronchese svoltate a sinistra in Via Roma, lungo la quale troverete diversi bar e ristoranti. Alla rotonda prendete la prima uscita e percorrete la ciclabile lungo Via Dante Alighieri per circa 300 metri, infine svoltate a destra e procedete lungo Via Pola fino a tornare al punto di partenza.

Esplorando Ceggia e Cessalto

Se vi chiedete cosa fare a Ceggia e desiderate esplorare tranquille e fertili località rurali lambite da placidi corsi d’acqua e scoprire affascinanti opere di architettura secolari che attestano l’inestimabile valore culturale e storico della regione, visitare i comuni di Ceggia e Cessalto sarà un’esperienza memorabile e significativa.

Cosa fare a San Donà di Piave, provincia di Venezia: 9 idee

Scopri cosa fare a San Donà di Piave: il parco fluviale, il percorso ciclabile lungo il Piave, Piazza indipendenza, il duomo di Santa Maria delle Grazie, Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova San Donà di Piave?

Il comune di San Donà di Piave confina a nord est con Cessalto e Ceggia, a nord ovest con Salgareda (consigliata una visita alla casa delle fate, dimora dello scrittore Goffredo Parise) e Noventa di Piave, a sud est con Jesolo, a sud ovest con Venezia, a est con Torre di Mosto ed Eraclea, a ovest con Noventa di Piave, Fossalta di Piave e Musile di Piave.

Giro in bicicletta a San Donà di Piave e Noventa di Piave

Il parco fluviale del fiume Piave

Il percorso in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio pubblico in Via lungo Piave inferiore (45.62600133236082, 12.563814313756781). Da qui si accede al parco fluviale del fiume Piave, incantevole polmone verde percorso da una suggestiva rete di candidi sentieri che si snoda all’ombra delle scure chiome di pioppi neri, pioppi bianchi, svettanti pioppi cipressini, platani e salici bianchi lambiti dalle acque del fiume sacro alla patria che in questo luogo serpeggia placido e freddo donando vita e rendendo fertile e rigogliosa la terra un tempo esausta e martoriata dalla guerra.

Terminata la visita al parco tornate al parcheggio (sconsiglio di proseguire in direzione sud est perché Via Lungo Piave inferiore è piuttosto trafficata e senza piste ciclabili), attraversate le strisce pedonali (45.626402162993955, 12.563568888255482) e seguite la pista ciclabile che passa sotto ponte della Vittoria.

Passate al di sotto di ponte della Vittoria, attraversate le strisce pedonali alla vostra sinistra, dopodiché lasciate alla vostra destra il Multisala Cristallo e proseguite per qualche metro fino a trovare, sempre alla vostra destra, una piacevole stradina sterrata che asseconda il corso del Piave addentrandosi nella folta vegetazione arborea.

Percorso panoramico sul Piave

Percorrete il sereno itinerario da cui si gode di una spettacolare veduta panoramica del florido ambiente fluviale che cresce rigoglioso lungo le eleganti e sinuose anse del Piave. Dopo 7,3 km (45.65089501550506, 12.517208608431504) attraversate le strisce pedonali, svoltate a destra e percorrete la pista ciclabile in Via Cà Memo per 1,2 km, dopodiché svoltate a destra in Via Eugenio Montale, proseguite fino alla rotonda, prendete la seconda uscita e continuate su Via Torquato Tasso per 700 metri.

Il Duomo di Santa Maria delle Grazie

All’incrocio con Via Roma, svoltate a destra e procedete sempre diritto lungo la pista ciclabile che segue Via Noventa e Via Giuseppe Garibaldi. Dopo circa 3,5 km il passaggio dalla strada asfaltata alla pavimentazione lastricata in sanpietrini segnala l’ingresso nel cuore storico di San Donà di Piave. Alla rotatoria prendete la prima uscita e passate affianco a Villa de Faveri.

Proseguite lungo Corso Silvio Trentin fino a raggiungere il Duomo di Santa Maria delle Grazie. Il grandioso luogo di culto si distingue per il richiamo classico del pronao ritmato da possenti colonne scanalate sormontate da capitelli corinzi, riconoscibili per le ampie volute e le tradizionali foglie d’acanto.

Piazza Indipendenza e il monumento a Giannino Ancillotto

Le massicce colonne sorreggono l’architrave, il fregio ed il frontone triangolare dentellato sopra il quale si stagliano tre statue antropomorfe.

Particolare di notevole interesse è l’iscrizione latina lungo il fregio: “Deo Optimo Maximo et B.ae V.i Mariae Gratiarum titulo dicatum”, ovvero “intitolato a Dio ottimo e grandissimo e alla Beata Vergine Maria delle grazie”.
Recante internamente sei nicchie semicircolari in cui si inseriscono altrettanti altari in marmi policromi, il Duomo di San Donà di Piave è una delle mete più affascinanti a livello culturale e architettonico del centro storico.

Continuate lungo Corso Trentin fino a trovare, alla vostra destra, Piazza Indipendenza, vasta area lastricata dalla quale si eleva il monumento in onore di Giannino Ancillotto ufficiale ed eccellente aviatore nato a San Donà di Piave distintosi per le proprie abilità nella prima guerra mondiale.

La solenne opera commemorativa si distingue per due bianche ali ornate dai profili di sei aquile e dalla base di una colonna in cui è inciso il nome del giovane pilota prematuramente scomparso a causa di un incidente stradale. Il perimetro quadrangolare della piazza è delimitato da splendidi palazzi d’epoca ritmati da ampie arcate a tutto sesto.

Emerge a tal proposito la maestosa sede municipale elevata su tre piani, scandita al piano terra da tre arcate a bugne e culminante con un abbaino recante al centro il quadrante dell’orologio.

Ritorno al punto di partenza

Per tornare al punto di partenza seguite la pista ciclabile lungo Corso Silvio Trentin, alla rotonda prendete la prima uscita, attraversate le strisce pedonali e svoltate a sinistra, dopodiché seguite la pista ciclabile fino ad arrivare al parcheggio del parco fluviale.

Cosa fare a Fossalta di Piave in provincia di Venezia: 4 idee

Scopri cosa fare a Fossalta di Piave: la chiesa dell’immacolata concezione, il percorso lungo il Piave, il parco fluviale, la casa gialla di Ernest Hemingway. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Fossalta di Piave?

Il comune di Fossalta di Piave confina a nord est con Noventa di Piave, a nord ovest con Zenson di Piave, a sud est con Musile di Piave, a sud ovest con Meolo, a est con San Donà di Piave, a ovest con Monastier di Treviso e Meolo.

Giro in bicicletta a Fossalta di Piave

Partenza

Il percorso ciclabile consigliato ha inizio dal parcheggio a spina di pesce in Via della Conciliazione lungo il lato sud ovest della parrocchia di Fossalta di Piave.

Lasciate il parcheggio ornato da cinque lecci ben curati e dirigetevi verso la vasta superficie lastricata di sanpietrini da cui si eleva la candida mole della parrocchia del comune.

La chiesa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine si distingue per una solenne facciata nella quale quattro massicce paraste sorreggono la trabeazione. Non il è timpano triangolare, tuttavia, a completare lo sviluppo verticale della monumentale struttura.

L’architrave ed il frontone sono infatti inseriti all’interno di un imponente fronte quadrangolare, possente ed elegante al tempo stesso.

La grandiosa struttura è ingentilita dal motivo a dentelli che orna il frontone classico, dalle ampie volute dei capitelli ionici, dalle statue di due santi inserite in altrettante nicchie semicircolari e dal grande arco che sovrasta il massiccio portone ligneo.

Ulteriore elemento di rilievo architettonico è il campanile a base quadrata caratterizzato dal fusto in mattoni rossi ritmato da lesene e dalla cella campanaria scandita da bianche colonne e pilastri ionici. La svettante costruzione culmina con la brillante cuspide metallica poggiante su un tamburo percorso da aperture quadrangolari.

Il parco fluviale di Fossalta

Lasciate la facciata della chiesa alla vostra destra, immettetevi in rotonda e prendete la seconda uscita. Dopo circa 60 metri svoltate a destra in Via Ragazzi del ’99. Percorrete la strada porticata in cui si trovano panifici, pasticcerie e l’antica birreria Caramel, recante tutt’ora sulla facciata l’antica insegna dell’osteria Rialto. Continuate lungo Via Ragazzi del ’99 fino a raggiungere il battistero della pace edificato in onore dei giovani soldati sacrificatisi durante la prima guerra mondiale a cui la Via è dedicata.

Raggiunto il monumento svoltate a destra in Via Gonfo e procedete per 160 metri, poi svoltate a sinistra e scendete lungo la breve stradina che conduce all’approdo per le barche in prossimità di un grande pioppo nero. Da questo punto si può godere di un incantevole veduta del Piave e della florida area boschiva di pioppi, acacie, olmi e salici lambiti dalle sue acque.

Dopo aver ammirato il placido corso del fiume sacro alla patria imboccate il sentiero alla vostra destra che si immerge nella fiorente vegetazione arborea.

Proseguite lungo il sereno itinerario fino a raggiungere la vasta area del parco fluviale di Fossalta, spettacolare polmone naturale nonché scrigno di una complesso mosaico di biodiversità vegetale, floreale e faunistica. Conclusa la visita tornate in Via Gonfo (45.64408634742267, 12.52637098262831) e procedete in direzione nord est lungo il sentiero ombroso a cavallo tra il radioso paesaggio rurale dell’entroterra veneziano e le anse serpeggianti del corso del Piave.

Superata una vivace macchia di acacie (45.64046024974964, 12.530830090094524), proseguite lungo l’argine fino all’incrocio con Via Treviso (45.6391775954101, 12.526702714815913). All’incrocio svoltate a destra e proseguite lungo Via Treviso per 700 metri, dopodiché ricongiungetevi a Via Gonfo e continuate per 1 km.

All’incrocio (45.64976105137612, 12.514964900124436) tenete la destra e continuate su Via G. Garibaldi per circa 200 metri, poi imboccate la strada sterrata alla vostra destra in corrispondenza di un grande manifesto con una foto in bianco e nero di Ernest Hemingway.

Dopo circa 300 metri il sentiero alberato conduce ad un ameno giardino da cui si eleva una casa in mattoni a due piani con gli scuri dipinti di azzurro.

Le indicazioni in merito al rapporto tra lo scrittore statunitense e la graziosa dimora incorniciata dall’argine e dal bosco fluviale sono purtroppo carenti. A questo punto si consiglia di tornare in Via G. Garibaldi tramite una breve salita sterrata passando dal retro dell’abitazione.

Continuate su Via G. Garibaldi per 1,3 km lungo l’argine dalla cui posizione privilegiata si possono ammirare le vaste estensioni di campi coltivati delimitati da alte siepi e la torre campanaria della chiesa di San mauro Martire svettante in lontananza al di là del fiume.

Ristoro a Piazza Giacomo Matteotti e Piazza Vittoria

Raggiunto il bivio con Via Cristoforo Colombo (45.66068874188093, 12.519321003365118), tenete la sinistra e proseguite lungo Via delle Carbonere per 1 km. All’incrocio svoltate a destra e tornate al battistero dei caduti attraverso Via G. Garibaldi. Giunti al battistero svoltate in Via Ragazzi del ’99 per ritorno a Piazza Giacomo Matteotti e a Piazza Vittoria dove troverete diversi bar, osterie e ristoranti.

Un viaggio tra storia e cultura a Fossalta di Piave

Se vi chiedete cosa fare a Fossalta di Piave e desiderate immergervi in una dimensione affascinante in cui natura, storia e cultura si intrecciano in modo armonioso nell’ambito di percorso volto ad esplorare alcuni dei momenti più significativi della prima guerra mondiale, di cui questo territorio ora pacifico e rigoglioso reca ancora l’indelebile impronta, una visita a questo splendido comune veneziano sarà un’esperienza memorabile ed emozionante.

Cosa fare a Noventa di Piave in provincia di Venezia: 4 idee

Scopri cosa fare a Noventa di Piave: Piazza Vittorio Emanuele, la chiesa di San Mauro Martire, il parco fluviale, il percorso lungo il Piave. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Noventa di Piave?

Il comune di Noventa di Piave confina a nord con Salgareda, a sud est con San Donà di Piave, a sud ovest con Fossalta di Piave, a est con Zenson di Piave, a ovest con San Donà di Piave.

Giro in bicicletta a Noventa di Piave e San Donà di Piave

L’itinerario consigliato ha inizio da Piazza Vittorio Emanuele. In alternativa si può parcheggiare presso l’antico porto fluviale di Noventa (45.66034304229458, 12.52787742368779). Dal parcheggio di Piazza Vittorio Emanuele attraversate le strisce pedonali e raggiungete la chiesa di San Mauro Martire e dello svettante campanile.

Chiesa di San Mauro Martire

La maestosa mole del luogo di culto, in mattoni faccia a vista, è accessibile tramite un massiccio portone ligneo affiancato da monofore e anticipato da una bella area porticata scandita da tre archi a tutto sesto sorretti da colonne poggianti su alti basamenti.

Ritmata da possenti paraste, la chiesa reca al centro della facciata un grande rosone circolare ed è ornata da una serie di archetti pensili che assecondano il profilo del cornicione.

Di notevole interesse architettonico è lo svettante campanile a base quadrata che troneggia nel cuore di Noventa. Scandito da lesene che conferiscono slancio alla struttura, il fusto reca quattro grandi orologi, uno per lato, collocati al di sotto della cella campanaria, la quale presenta quattro eleganti bifore in pietra bianca sopra le quali si staglia il tamburo ottagonale percorso da monofore, coronato da merli guelfi e circondato da un suggestivo parapetto.

A concludere lo sviluppo verticale della torre campanaria è la suggestiva cuspide conica culminante con una croce metallica.

Il parco fluviale di Noventa di Piave

Lasciate alla vostra destra la chiesa incorniciata da scuri cipressi e percorrete Via Piave, strada lastricata di sanpietrini sulla quale si affacciano bar e ristoranti porticati e variopinte abitazioni in stile liberty.

Al termine di Via Piave, attraversate l’argine e svoltate a destra in direzione della bianca stradina del parco fluviale.

Tenendo la sinistra, seguite l’itinerario che delimita la vasta area verde da cui potete godere dell’incantevole panorama del Piave e della florida vegetazione arborea di pioppi bianchi, acacie e ontani lambiti dalle sue acque.

Tornati al parcheggio del parco procedete in direzione del grande pioppo che sorge in corrispondenza di un bivio: a destra si trova l’antico porto fluviale di Noventa di Piave di origini millenarie, a sinistra il percorso ciclopedonale, percorribile anche a cavallo, che asseconda il corso del fiume sacro alla patria.

Il parco fluviale di Fossalta

Imboccate il candido itinerario ciclopedonale che si snoda parallelamente a Via Argine assecondando l’andamento serpeggiante delle anse del Piave. Lungo l’itinerario si intravede, osservando attentamente attraverso le fronde degli alberi, l’incantevole polmone verde del parco fluviale di Fossalta.

Ritorno a Noventa di Piave

Percorrete il verde e pacifico sentiero per circa 9 km fino all’uscita della pista ciclabile in corrispondenza di Ponte della Vittoria. A questo punto potete visitare il parco fluviale oppure visitare il centro storico del comune di San Donà di Piave. In alternativa potete seguire Corso Silvio Trentin per 650 metri fino alla rotonda in corrispondenza di Villa De Faveri, prendere la seconda uscita e fare ritorno al centro di Noventa di Piave andando sempre diritto tramite Viale Giuseppe Garibaldi, Via Noventa e Via Roma.

Esplorare Noventa di Piave

Se vi chiedete cosa fare a Noventa di Piave e desiderate esplorare amene località immerse nel verde ricche di biodiversità faunistica, arborea e vegetale e visitare l’incantevole centro storico costellato di antichi e raffinati edifici, sia sacri come la chiesa di San Mauro Martire e la chiesa del Sacro Rosario, sia civili come il pittoresco Ex Palazzo della Società della ghiaia del Piave, una visita a questo affascinante comune in provincia di Venezia è certamente consigliata.