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Cosa fare a Musile di Piave in provincia di Venezia: 4 idee

Scopri cosa fare a Musile di Piave: la parrocchia di Musile di Piave, la ciclovia basso Piave, la chiesa di Mille Pertiche, il percorso ciclabile Taglio del Sile (partendo da Portegrandi di Quarto d’Altino) Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Musile di Piave?

Il comune di Musile di Piave confina a nord con Fossalta di Piave, a nord est con San Donà di Piave, a nord ovest con Meolo, a sud con Venezia, a sud est con Jesolo, a sud ovest con Quarto d’Altino, a est con San Donà di Piave, a ovest con Meolo.

Giro in bicicletta a Musile di Piave

Partenza dal parcheggio in Piazzale dell’Artigliere

L’itinerario ciclabile consigliato ha inizio dal parcheggio in Piazzale dell’Artigliere. Lasciate alle vostre spalle il monumento commemorativo, svoltate a destra e seguite Via Guglielmo Marconi. Avvicinandovi a Piazza Libertà, al riparo dell’ombra delle scure fronde di alti cedri, delle chiome di pini marittimi e di giovani querce, si delinea in modo sempre più dettagliato la mole della chiesa parrocchiale di Musile di Piave e dallo svettante campanile in mattoni rossi.

La maestosa chiesa parrocchiale di Musile di Piave

La facciata a salienti del solenne edificio in laterizio è scandita da quattro lesene raccordate da archetti ciechi a sesto acuto. Affiancato da alte monofore vetrate, il massiccio portone ligneo è sormontato da una lunetta recante una raffigurazione pittorica di Gesù Cristo, di Giuseppe e di Maria, sopra la quale si staglia il grande rosone in cui si aprono suggestivi trilobi in pietra bianca.

Ulteriore elemento di pregio architettonico sono le bianche guglie culminanti con una cuspide ottagonale poste lateralmente rispetto alla maestosa croce metallica che spicca sulla sommità della facciata.

Il campanile si distingue per l’elegante cella campanaria recante per ogni lato una bifora sormontata da un elaborato traforo, sopra il quale si eleva una cuspide recante al centro un rosone. A completare lo sviluppo verticale della struttura è la cuspide a base quadrata su cui si innesta una croce.

Proseguimento lungo la pista ciclopedonale

Vi trovate di fronte alla facciata della chiesa, svoltate a sinistra e percorrete Via Roma per 350 metri. Alla rotonda prendete la prima uscita e procedete per circa 60 metri, dopodiché attraversate le strisce pedonali e imboccate la pista ciclopedonale.

Procedete lungo la pista ciclopedonale fino a giungere ad una biforcazione, tenete la destra e continuate fino ad arrivare alla strada provinciale. Attraversate le strisce pedonali e svoltate a sinistra nella ciclovia del basso Piave.

Il sentiero si articola nella folta vegetazione arborea assecondando l’andamento serpeggiante delle anse del fiume sacro alla patria.

Seguite l’itinerario sterrato addentrandovi tra floridi esemplari di acacie, pioppi, platani e frassini fino a sbucare in Via Tiro a Segno. Girate a destra e proseguite per circa 15 metri, poi svoltate di nuovo a destra e riprendete il suggestivo percorso ciclabile. Proseguite per 3,8 km, dopodiché svoltate in Via Treviso (45.63639925039856, 12.525431105853153).

Lungo Via Treviso fino al Parco Incantato

Proseguite verso sud lungo Via Treviso fino all’incrocio con la strada provinciale, poi girate a sinistra e continuate per circa 100 metri. Attraversate le strisce pedonali, svoltate a destra e procedete lungo la Via ciclopedonale che fiancheggia l’area di verde pubblico del Parco Incantato.

Superato il vasto giardino alberato proseguite per 400 metri lungo Via Don N. Simionato, poi svoltate a sinistra in Via Bosco. Procedete per 900 metri, poi svoltate leggermente a destra e proseguite per Via Bosco immergendovi nello sterminato scenario rurale dell’entroterra veneziano in cui si estendono a perdita d’occhio vasti campi di granturco interrotti dalla regolare successione di filari di vigneti. Al temine di Via Bosco attraversate la strada e continuate su Via Cascinelle, lungo la quale spuntano qua e là chiome pallide di salici e pioppi bianchi.

La chiesa di S. Maria delle Bonifiche

Al termine di Via Cascinelle nella frazione di Lazzaretto, di fronte all’Osteria da Stefy, svolate a destra e percorrete per 2,6 km Via Millepertiche, lungo la quale cresce rigogliosa la fiorente vegetazione palustre di cannucce d’acqua e di Brachiaria mutica, fino a trovare alla vostra sinistra la candida facciata a doppio spiovente della chiesa di S. Maria delle Bonifiche, parrocchia di Millepertiche.

Caratterizzato esternamente da uno stile sobrio e disadorno, il luogo di culto di gusto classico presenta una facciata a doppio spiovente tripartita da quattro lesene sormontate dall’architrave e dal frontone triangolare dentellato.

Accessibile tramite un grande portone in legno ad arco, l’interno della chiesa riceve la luce del sole da otto ampie finestre a lunetta.

Lasciate la facciata della chiesa alla vostra sinistra e proseguite lungo Via Millepertiche per 2,3 km circondandovi da prosperi vigneti sconfinati nonché campi dorati di grano e di mais che avvolgono tradizionali caseggiati rustici.

All’incrocio in Via Fossetta svoltate a sinistra e continuate per 4,8 km fino a raggiungere l’osteria Al Pescatore di Antonio Esposito. Girate a sinistra in Via Giuseppe Garibaldi, dopo 110 metri svoltate a destra in Via Cesare Battisti e immettetevi nella ciclovia da cui potete godere di un’incantevole veduta del Sile.

Passate affianco al rudere di un’abitazione rurale divorata dall’edera, dopodiché superate il ponte, svoltate a sinistra (curva a gomito) e proseguite lungo la ciclovia del Sile. Passate al di sotto della Strada Provinciale e tenete la sinistra fino ad arrivare alla conca di Portegrandi.

A questo punto troverete alla vostra sinistra (45.55609510306819, 12.445142915834872) uno stretto ponte metallico superato il quale accederete al punto di partenza dell’affascinante itinerario naturalistico del taglio del Piave.

Il piacevole sentiero si estende per 8,6 km tra la folta vegetazione di verdi canneti e cariceti ed offre una spettacolare visione panoramica della laguna di Venezia. Lungo il percorso potrete inoltre scorgere, con un po’ di pazienza, splendidi esemplari di aironi.

Raggiunto il ponte di barche di Caposile, attraversate il fiume e svoltate a sinistra in Via IV Novembre. Dopo circa 180 metri svoltate a destra e immettetevi nella rotonda, prendete la seconda uscita e continuate lungo la strada provinciale per 1,5 km, dopodiché svoltate a sinistra in Via Pietra. Lasciate alla vostra sinistra una grande casa di campagna a tre piani incorniciata da alti pioppi cipressini e proseguite lungo Via Pietra tenendovi a sinistra. Dopo il sottopasso procedete fino all’incrocio e svoltate a destra.

Ritorno

Ricongiungetevi alla strada provinciale proseguite per 2,2 km all’ombra di alti platani. Alla rotatoria prendete la prima uscita in Via Martiri e continuate per 1,3 km fino a tornare alla chiesa parrocchiale di Musile di Piave.

Cosa fare a Meolo in provincia di Venezia: 5 idee

Scopri cosa fare a Meolo: parco urbano comunale, la chiesa di San Giovanni Battista, Ca’ Cappello, il monumento ai caduti, il bosco belvedere. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova il comune di Meolo?

Il comune di Meolo confina a nord con Monastier di Treviso, a nord est con Fossalta di Piave, a sud con Quarto d’Altino e Roncade, a est con Musile di Piave, a ovest con Roncade.

Giro in bicicletta a Meolo

Il giro in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio in corrispondenza dell’ufficio servizi alla persona in piazzale donatori del sangue 1, Meolo (VE), presso il parco urbano comunale dotato di area giochi per bambini, di panchine e tavoli in legno in cui riposarsi all’ombra delle chiome di betulle, olmi, pini, cedri e acacie, solo per citarne alcune delle rigogliose specie arboree che costellano l’area verde.

Itinerario nel centro storico di Meolo

L’ingresso dell’ufficio servizi alla persona è alle vostre spalle. Procedete verso Via Giacomo Buranello alla vostra sinistra. Raggiunta Via Giacomo Buranello attraversate la strada e svoltate a destra, dopodiché tenete la sinistra e proseguite lungo Via Diaz per 250 metri. Svoltate a destra in Via papa Pio X e continuate per 170 metri lungo la strada affiancata da floridi tigli, poi svoltate a sinistra in piazza Pio X, splendida area lastricata di sanpietrini da cui si eleva la maestosa mole della chiesa di San Giovanni Battista, sorta dinnanzi al placido fiume da cui il comune prende il nome, anticipata dalla vista del candido campanile a base quadrata.

La Chiesa di San Giovanni Battist

La facciata a salienti in pietra, disadorna e austera, reca lateralmente due graziose bifore cieche, una delle quali in parte nascosta dalla possente torre campanaria addossata alla parete, e un ampio rosone, anch’esso cieco, che spicca in posizione centrale.

Accessibile tramite il portone ligneo scandito da formelle quadrate e sormontato da una lunetta, l’interno della chiesa è diviso in tre navate. Ulteriore elemento di pregio architettonico è il tamburo ottagonale del campanile recante una monofora per lato, sul quale si innesta la svettante cuspide.

Visita a Ca’ Cappello

Lasciate la facciata della chiesa alla vostra sinistra e percorrete il perimetro della parrocchia passando affianco all’oratorio fino a raggiungere Via papa Pio X.

A questo punto svoltate a destra e proseguite lungo Via papa Pio X per 150 metri fino a raggiungere alla vostra sinistra Ca’ Cappello, splendido palazzo medievale recante sulla facciata un’elegante trifora scandita da colonnine ioniche e recante al centro un candido parapetto, al di sotto de quale si staglia lo stemma comunale. In corrispondenza del mezzanino spiccano pallidi frammenti di antichi affreschi che si distinguono sulle pareti di color rosa scuro.

Il Municipio di Meolo

Accessibile tramite un portone ligneo affiancato da due sculture leonine, la sede del municipio si affaccia su una piccola piazza delimitata da lecci ben curati nella quale si erge il solenne monumento in cui sono incisi i nomi dei meolesi caduti della seconda guerra mondiale. Poggiante su un basamento in pietra bianca ornato da un capitello con ampie volute, il pennone commemorativo si innalza per diversi metri e culmina con la figura del leone marciano.

Escursione nel Bosco Belvedere

L’ultima tappa del percorso è la lussureggiante oasi del bosco Belvedere, sereno polmone verde nonché meta ideale per chi è alla ricerca di una località riposante e lontana dai rumori del traffico.

Lasciate l’ingresso di Ca’ Cappello alle vostre spalle e dirigetevi in direzione sud est lungo Piazza Martiri per la libertà per 180 metri. Alla rotonda prendete la seconda uscita e proseguite lungo Via Roma per 550 metri, dopodiché imboccate il sottopasso ciclopedonale, attraversato il quale tenete la sinistra in Via Roma e continuate per 280 metri.

All’incrocio svoltate a destra, attraversate il ponte e svoltate a sinistra in Via S. Filippo, poi continuate lungo Via S. Filippo per circa 300 metri fino a trovare alla vostra destra la strada sterrata che attraversa il prezioso microcosmo vegetale di Bosco Belvedere, vasta area naturalistica che include prosperi esemplari di pioppo bianco, olmo, acero campestre e perfino bambù, per non parlare del notevole complesso di specie anfibie e avicole la cui presenza attesta la salubrità del delicato ecosistema in cui vivono.

Goditi la natura a Meolo

Se vi chiedete cosa fare a Meolo e volete respirare aria pulita a pieni polmoni ed immergervi in un incontaminato ambiente nel quale il tempo pare sospeso, una visita al bosco del Belvedere è senz’altro consigliata!

Cosa vedere a Codogné in provincia di Treviso: 5 idee

Scopri cosa vedere a Codogné: CJF Music festival, la festa della mela cotogna, il parco di Villa Toderini, il contadino amico e la chiesa di Roverbasso. Volete saperne di più? prima di tutto…

Dove si trova il comune di Codogné?

Codognè confina a nord con Godega di Sant’Urbano, a nord est con Gaiarine, a nord ovest con San Fior e San Vendemiano, a sud est con Fontanelle, a sud ovest con Vazzola e Mareno di Piave, a est con Gaiarine, a ovest con San Vendemiano e Mareno di Piave.

CJF Music Festival

Quando e dove si svolge il CJF Music Festival?

Il CJF Festival si tiene ogni anno durante il terzo fine settimana di luglio nella vasta area in corrispondenza degli impianti sportivi di Codognè, in Via E. De Amicis, 1 31013 – Codognè (TV).

Festosa occasione di socialità e divertimento, il festival unisce emozionanti esibizioni musicali ad esperienze esilarati capaci di coinvolgere tutti i sensi, attraverso brillanti spettacoli pirotecnici e scorci paesaggistici mozzafiato ammirabili dall’altissima ruota panoramica che svetta luminosa nella grande area concerto.

A rendere il tanto atteso evento così accattivante per migliaia di persone è l’atmosfera di spensieratezza che solo il talento canoro di artisti eccezionali ed il cielo limpido delle serate estive sanno offrire.

Per maggiori informazioni in merito alle esibizioni, alle date, al prezzo del biglietto sono facilmente reperibili nel sito ufficiale del festival.

La festa della mela cotogna

Uno dei più piacevoli eventi autunnali nella regione Veneto, la festa della mela cotogna si svolge ogni ottobre nel radioso giardino alberato di Villa Toderini, splendida cornice naturale coronata dalla verdeggiante mutera secolare.

Il prelibato frutto da cui il comune trae il nome è protagonista di una vivace mostra mercato che coinvolge persone provenienti da ogni parte del Veneto per celebrare la stagione autunnale.

Tranquilli itinerari vi guideranno attraverso la florida vegetazione arborea durante il suggestivo spettacolo del fogliare autunnale, in un’atmosfera accogliente e silenziosa interrotta dalle risate e dal vociare esuberante dei partecipanti.

L’aria pungente e le tonalità calde del manto di foglie scricchiolanti accompagnano i visitatori alla scoperta dei sapori di golose specialità che affondano le loro radici nelle tradizioni di una terra antica e basate sui valori del rispetto della biodiversità e della comunità.

Per informazioni in merito al programma dell’evento e alle bontà gastronomiche che potrete gustare durante la festa della mela cotogna del 2022 si invita a visitare il sito della festa.

Il parco di Villa Toderini

Delimitata da siepi ben curate, l’ampia area verde in cui la villa è immersa è incorniciata da una suggestiva peschiera distinta da linee sinuose e da balaustre in pietra.

Il terreno ricavato dal processo di escavazione per realizzare la peschiera è stato impiegato per modellare la collinetta artificiale visibile dall’altro lato della strada e coronata dalle chiome di alberi secolari.

Il grazioso rilievo sarebbe stato costituisce un punto di osservazione per ammirare il radioso panorama della campagna trevigiana e della sontuosa residenza signorile.

Se vi appassiona arte e architettura e vi chiedete cosa vedere a Codognè, il parco secolare di Villa Toderini è una meta consigliata!

Il contadino amico

Al fine di promuovere la qualità dei prodotti delle aziende agricole locali, il comune di Codognè ha organizzato un mercato agricolo aperto ogni venerdì dalle 15:00 alle 18:30 nel parcheggio della chiesa presso piazza Europa.

L’appuntamento settimanale mette in contatto diretto agricoltori e consumatori facilitando la compravendita di tipicità autoctone come frutta e verdura di stagione fresche, salutari e a km zero.

Oltre alla riduzione dei consumi dei trasporti, l’iniziativa ecologica rafforza i legami della comunità basati su solidarietà e partecipazione.

Per chi si chiede cosa vedere a Codognè, il mercato “il contadino amico” è un’iniziativa che potrà rallegrare la vostra giornata e aiutare ad avere uno stile di vita sano. Per informazioni in merito ad eventuali cambiamenti degli orari e del luogo in cui si tiene il mercato si consiglia di consultare la sezione apposita del sito di confagricoltura di Treviso oppure la pagina Facebook del comune di Codognè.

Chiesa di Roverbasso

Dove si trova la Chiesa di Roverbasso?

Situata in Via Scuole, 4, 31013 Roverbasso (TV) la candida parrocchiale di Santa Maria Assunta si distingue per il campanile inglobato al centro della facciata, alla base del quale si apre il massiccio portone ligneo incorniciato da un arco a tutto sesto.

La torre campanaria, a base quadrata, è ornata lungo il fusto da lesene che conferiscono slancio alla struttura. La cella campanaria presenta una bifora per ogni lato e reca una cornice dentellata al di sotto della copertura.

La chiesa presenta interessanti analogie con la parrocchia di Colfrancui. Edificato nei pressi di un rivo al confine con Fontanelle, a breve distanza dalla fiabesca Villa Galvagna Giol, anche il campanile della chiesa di San Giacomo Apostolo è addossato al centro della facciata, con l’eccezione che quest’ultimo si eleva per ben trenta metri grazie alla distintiva cuspide ottagonale, svettante nel piacevole scenario rurale opitergino.

Cosa fare a Quarto d’Altino in provincia di Venezia: 5 idee

Scopri cosa fare a Quarto d’Altino: il campanile di San Michele, la chiesa di San Michele, il percorso lungo il Sile, l’Oasi di Trepalade e bosco de le Crete.

Dove si trova Quarto d’Altino?

Il comune di Quarto d’Altino confina a nord con Roncade, a nord ovest con Casale sul Sile, a nord est con Meolo e Musile di Piave, a sud con Venezia, a est con Musile di Piave, a ovest con Casale sul Sile, Mogliano Veneto e Marcon.

Giro in bicicletta a Quarto d’Altino

Il campanile di San Michele Arcangelo

Il giro in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio di fronte al campo da calcio in Via Stazione. Proseguite lungo Via Stazione in direzione della svettante mole del campanile della parrocchia di San Michele Arcangelo.

Erta nel cuore altinate a breve distanza dal placido corso del Sile, l’alta torre campanaria è percorsa da monofore a tutto sesto la cui regolare successione segue lo sviluppo a spirale della scala a chiocciola che conduce alla sommità della struttura.

La chiesa di San Michele Arcangelo

Dalla cima del campanile è possibile godere della veduta ad ampio raggio del panorama urbano e rurale del comune attraverso finestre strombate con candidi parapetti.

Monumento tra i più rappresentativi della città di origine romana, nonostante la sua edificazione risalga solo al secolo scorso, la possente costruzione in mattoni rossi troneggia al fianco della chiesa di San Michele Arcangelo, maestoso luogo di culto distinto da una facciata a doppio spiovente tripartita da due coppie di paraste corinzie che sorreggono l’architrave e il frontone triangolare.

Accessibile attraverso il massiccio portone ligneo incorniciato da lesene sopra le quali di eleva l’architrave ed il timpano, l’interno della chiesa presenta un’unica aula ornata da spettacolari altari in marmi policromi e raffinate opere pittoriche che raffigurano il Santo Patrono.

La ciclopedonale lungo il corso del Sile

Usciti dal luogo di culto svoltate a sinistra, imboccate la rotonda e prendete la seconda uscita. Proseguite lungo Piazza San Michele per 210 metri fino a raggiungere la pista ciclopedonale che si articola lungo gli argini del serpeggiante corso del Sile.

Imboccate l’itinerario ciclabile che si snoda verso est attraverso la fiorente vegetazione ripariale che prolifera lungo le sponde del fiume, tra cui si distinguono splendidi esemplari di platani, pioppi bianchi, betulle, acacie e frassini.

L’Oasi naturale di Trepalade

Dopo circa 2,5 km il percorso si immerge nel panorama boscoso dell’Oasi naturale di Trepalade, riserva naturalistica il cui delicato ecosistema costituisce l’habitat ideale per anfibi, volatili e mammiferi che in questi luoghi trovano rifugio dall’urbanizzazione e dall’espansione dell’agricoltura estensiva.

Proseguite per 5,1 km lungo la stradina che si inoltra tra il panorama fluviale di canneti e cariceti ed i vasti campi coltivati che si estendono a perdita d’occhio da cui si intravedono antiche cascine, dopodiché scendete dall’argine e attraversate le strisce pedonali (45°33’31.3″N 12°26’20.9″E), poi continuate lungo la ciclovia del Sile all’ombra delle chiome di un filare di tigli.

Superate il sottopasso e proseguite fino a giungere a un bivio. Tenete la destra e continuate per 650 metri lungo l’itinerario panoramico, dopodiché passate al di sotto della strada provinciale e procedete fino ad arrivare all’antica via di passaggio fluviale di Conca di Portegrandi.

Il Bosco de Le Crete

Ritornati all’incrocio in Via Trieste (45.55866071763713, 12.43917848285282), svoltate a sinistra e continuate per 3,8 km lungo Via Trieste e Via G. Marconi. Alla rotonda prendete la seconda uscita e procedete per 2,2 km fino alla rotonda successiva, prendete la prima uscita e continuate su Via Colombera per 300 metri. Alla rotatoria prendete la seconda uscita e proseguite su Viale della Repubblica fino a trovare alla vostra sinistra l’accesso alla vasta area alberata del Bosco de Le Crete.

Il bosco è una località ideale per chi cerca riparo dall’inquinamento e dai rumori del traffico e desidera immergersi in un ambiente riposante costellato di alti pioppi, regali querce, nonché betulle, olmi e farnie, solo per citare alcuni degli esemplari di alberi che coronano con le loro chiome il ricco e florido sottobosco percorso da piacevoli sentieri sterrati.

Ritorno al punto di partenz

Conclusa la visita tornate su Viale della Repubblica (45.57111149267382, 12.355439243965604), procedete verso ovest per circa 100 metri e svoltate in Via I Maggio. Proseguite fino alla rotonda, prendete la prima uscita e proseguite su Via Giovanni Pascoli e Via Antonio Gramsci per 750 metri. All’incrocio svoltate a sinistra e percorrete Via Stazione per circa 650 metri fino ad arrivare al punto di partenza.

Cosa fare a Marcon in provincia di Venezia: 5 idee

Scopri cosa fare a Marcon: il tempietto di san Giuseppe, percorso lungo il fiume Zero, la chiesa arcipretale di San Giorgio Martire, Marcon Summer Vibes, le oasi delle Cave di Gaggio. Prima di tutto…

Dove si trova Marcon?

Il comune di Marcon confina a nord ovest con Mogliano Veneto, a nord est Quarto d’Altino, a sud con Mestre, a ovest con Mogliano Veneto, a est con Quarto d’Altino.

Giro in bicicletta a Marcon

Il giro in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio tra Viale S. Marco e Via Boschette (45.561384369115615, 12.299342060034512). Procedete verso est in Via Boschette per 260 metri, poi svoltate a sinistra e seguite il breve percorso a zig zag che si inoltra in un florido parco alberato che conduce all’antico tempietto di San Giuseppe.

Il tempietto di San Giuseppe

Incorniciata dalle svettanti chiome sempreverdi di due cipressi ornamentali, la raffinata architettura del tempietto si distingue per una candida facciata ritmata da paraste ioniche.

Affiancato da lesene, il massiccio portone ligneo è sovrastato da una finestra a lunetta sopra la quale si staglia l’architrave e il frontone triangolare dentellato. Ulteriore elemento di spicco è il grazioso campanile a vela in corrispondenza dell’abside.

Il parco dello Zero

Inserito in un verde fazzoletto di terra alberato e circondata da un sentiero acciottolato, il tempietto di San Giuseppe è una delle località più particolari e amene del comune di Marcon.

Proseguite lungo Via S. Giuseppe fino all’incrocio in Via Molino. Raggiunta Via Molino attraversate la strada e imboccate Villaggio Molin, dopodiché tenete la sinistra e continuate per 350 metri in direzione del fiume Zero. A questo punto svoltate a sinistra nel sentiero sterrato affiancato da una siepe che asseconda l’argine e passa per l’Area verde (via Don Ballan).

Proseguite fino a congiungervi con Via Don Mariano Ballan, attraversate le strisce pedonali e proseguite verso sud per 80 metri, poi svoltate a destra nell’area parcheggio da cui si accede al parco dello Zero.

Superate il cancello e intraprendete l’itinerario che si articola tra le verdeggianti fronde di salici piangenti e le chiome di acacie, pioppi e querce. Il placido giardino pubblico include diverse panchine, un parco giochi e offre una veduta incantevole del vasto panorama rurale dell’entroterra veneziano solcato dallo Zero.

La Chiesa arcipretale di San Giorgio Martire

All’uscita dell’itinerario in corrispondenza di un parcheggio svoltate a destra in direzione di Via Monte Antelao, poi svoltate a sinistra e continuate fino all’incrocio in Via Monte Berico. A questo punto svoltate a sinistra e proseguite per 180 metri fino a trovare alla vostra sinistra la Chiesa arcipretale di San Giorgio Martire, splendido esempio di architettura ecclesiastica anticipata dalla svettante mole del campanile scandito da lesene e culminante con una cuspide a base quadrata sormontata da una croce di ferro.

Il solenne luogo di culto si distingue per la bella facciata a capanna tripartita da quattro paraste che sorreggono il frontone e individuano al centro della facciata una raffigurazione pittorica del santo.

Internamente la chiesa custodisce pregiate opere d’arte secolari: da altari in marmi policromi e raffinate sculture lignee a magistrali opere pittoriche di scuola veneta.

Ogni anno, tra i mesi di giugno e luglio, l’area parrocchiale ospita le celebrazioni in onore di San Giorgio che prevedono stand con tipicità culinarie e vinicole autoctone, attività ludiche per i bambini nonché musica, serate di danza ed emozionanti spettacoli pirotecnici.

Terminata la visita, l’ultima tappa del tragitto sarà forse la più incantevole. Da piazza IV Novembre entrate in rotonda, prendete la seconda uscita e proseguite lungo Viale San Marco per 1,5 km, poi svoltate a sinistra in Via della Cultura.

Percorrete Via della Cultura passando affianco a Piazza Mercato, nella quale ogni anno si tiene “Marcon Summer Vibes” evento che anima le piazze e le vie del comune con musica dal vivo e street food (o cibo da strada), ovvero specialità gastronomiche che potrete gustare passeggiando tranquillamente mentre ascoltate i vostri gruppi e generi musicali preferiti.

All’incrocio con Via dello Sport svoltate a destra e continuate per 220 metri, poi attraversate le strisce pedonali di fronte al Caaf Cgil e proseguite in direzione sud. Continuate tenendo la sinistra e imboccate il tratto di pista ciclopedonale che congiunge Via dello sport a Via Alta.

Continuate lungo Via Alta e Vicolo L. Perosi, poi svoltate a destra nel sottopasso. Usciti dal sottopasso proseguite lungo Via Enrico Mattei per 1,1 km. Alla rotonda prendete la seconda uscita e procedete lungo Via Giacomo Matteotti fino a raggiungere Via Matteotti 26, punto di partenza e di ritrovo per affascinanti escursioni dell’Oasi Lipu delle Cave di Gaggio.

L’Oasi Lipu delle Cave di Gaggio

Spettacolare riserva naturale il cui incredibile patrimonio di biodiversità è fiorito dove un tempo sorgeva un’area per l’estrazione di argilla, l’oasi protetta si caratterizza per un delicato quanto inestimabile ecosistema palustre nel quale sgargianti esemplari di volatili e rare specie di anfibi trovano il loro habitat.

Esplorare la Bellezza di Marcon

Se vi chiedete cosa fare a Marcon e volete immergervi in un ambiente incontaminato, all’apparenza primordiale e sospeso in una dimensione senza tempo, visitare l’Oasi Lipu Cave di Gaggio sarà un’esperienza indimenticabile!

Per tenervi sempre aggiornati su tutte le novità, iniziative e per prenotare visite guidate si consiglia di visitare la pagina Facebook della Lipu dedicata alle Cave di Gaggio.

Cosa fare a Spinea in provincia di Venezia: 3 idee

Scopri cosa fare a Spinea: il parco di Via Murano, il Parco Nuove Gemme, la sagra di Santa Maria Bertilla.

Dove si trova a Spinea?

Il comune di Spinea confina a nord con Martellago, a sud con Mira, a ovest con Mirano, a est con Mestre.

Giro in bicicletta a Spinea

Da Via Rimini al Parco delle Nuove Gemme

Il giro in bicicletta consigliato ha inizio dal parcheggio gratuito in Via Rimini (45.48532043041112, 12.15436044855054). Dal parcheggio procedete verso est in direzione del canale, superato il quale attraversate le strisce pedonali e proseguite in direzione nord lungo il candido sentiero alberato che asseconda il corso d’acqua.

All’incrocio in Via Fregene, attraversate le strisce pedonali e continuate lungo l’itinerario per 550 metri passando affianco al parco di Via Murano, vasta area erbosa all’interno della quale si trova un campo da calcetto e un parco giochi. Delimitata dalle chiome di platani, pioppi neri, salici, acacie e alberi da frutto come il nespolo, il giardino pubblico è una località ideale per svolgere esercizio fisico all’aria aperta in un ambiente ameno a breve distanza dal centro di Spinea.

Continuate fino alla fine dell’itinerario in Via Torcello, svoltate a destra e continuate lungo Via Torcello per 400 metri fino all’incrocio in Via Bruno Mion. All’incrocio svoltate a sinistra e continuate per 230 metri lungo la strada all’ombra di alti e maestosi platani, poi svoltate a destra e proseguite per 260 metri fino alla rotonda. Prendete la terza uscita in Via Garibaldi e proseguite per 140 metri, poi svoltate a destra in Via Michelangelo Buonarroti fino a trovare alla vostra sinistra l’ingresso al Parco Nuove Gemme.

Passeggiata al Parco delle Nuove Gemme

Florido polmone verde nel cuore storico del comune di Spinea, il vasto parco naturale si estende per più di quattro ettari in corrispondenza del centro di educazione ambientale del WWF e costituisce un’oasi incontaminata per chi desideri fare tranquille passeggiate all’ombra di pioppi, aceri e maestose querce che costellano il parco, sia per chi voglia riposarsi in una delle numerose panchine oppure sedersi al chiosco che sorge al centro dell’area verde.

Se vi chiedete cosa fare a Spinea e siete alla ricerca di una località serena e silenziosa, incontaminata e lontana dal traffico e sottratta all’urbanizzazione e allo smog, una visita al Parco delle Nuove Gemme è certamente consigliata.

Scoprire il Pattinodromo nuove gemme

Ma non finisce qui! Agli appassionati di pattini a rotelle e pattinaggio artistico farà piacere sapere che il fiorente giardino pubblico si articola intorno al Pattinodromo nuove gemme, situato in Via Giovanni Pascoli, 33, 30038 Spinea (VE).

Terminata la visita al Parco Nuove Gemme, tornate al parcheggio in piazzetta Sandro Pertini e svoltate a destra in Via Michelangelo Buonarroti. Proseguite fino all’incrocio tra Via Filande e Via G. Garibaldi. Svoltate a sinistra in Via G. Garibaldi e proseguite fino alla rotonda, prendete la seconda uscita e continuate lungo Via Roma passando di fronte a Villa Simion, sede della biblioteca comunale, nascosta dalle chiome di una magnolia e di un alto cedro.

Visita alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Bertilla

Alla rotonda prendete la prima uscita per raggiungere la chiesa parrocchiale di Santa Maria Bertilla, in corrispondenza della quale si svolge ogni settembre la sagra di Santa Bertilla, tradizionale celebrazione dedicata a Maria Bertilla Boscardin, religiosa dell’ordine delle dorotee di Vicenza che fu beatificata per la dedizione, compassione e spirito di abnegazione con cui si prendeva cura di malati, feriti e bisognosi in particolare durante la prima guerra mondiale.

L’evento prevede musica dal vivo, specialità enogastronomiche del luogo nonché manifestazioni e competizioni ludico sportive che coinvolgono partecipanti di ogni età.

Ritorno attraverso Viale Sanremo

Per tornare al punto di partenza, lasciatevi la chiesa alle spalle e attraversate le strisce pedonali, svoltate a sinistra in Via Roma, poi subito a destra in Viale Sanremo. Continuate su Viale Sanremo passando affianco all’area verde di parco dell’unità d’Italia, dopodiché imboccate nuovamente il sentiero che attraversa Parco Via Murano per tornare in Via Rimini.

Scopri le Meraviglie di Spinea: Un’oasi di Natura, Cultura e Relax

In conclusione, Spinea si rivela una località ideale per gli amanti della natura, del ciclismo e delle passeggiate tranquille. Con i suoi parchi verdi, come il suggestivo Parco delle Nuove Gemme, e le innumerevoli opportunità per il tempo libero, come il Pattinodromo nuove gemme, la città offre esperienze piacevoli e rilassanti lontano dal caos urbano. Inoltre, la sua ricca storia e tradizioni, evidenti nelle celebrazioni come la sagra di Santa Bertilla, arricchiscono ulteriormente il patrimonio culturale del luogo. Se siete alla ricerca di un luogo sereno e autentico dove trascorrere una giornata piacevole, Spinea merita sicuramente una visita.

Cosa fare a Martellago in provincia di Venezia: 3 idee

Scopri cosa fare a Martellago: il parco laghetti Martellago, mulino Gnocco, lago blu di Maerne.

Dove si trova Martellago?

Il comune di Martellago confina a nord con Scorzè, a sud con Spinea, a sud ovest con Mirano, a sud est con Mestre, a ovest con Salzano, a est con Mestre.

Giro in bicicletta a Martellago

Inizio del percorso al parco Tombotto

Il percorso ciclabile consigliato ha inizio dal parcheggio di parco Tombotto, area di verde pubblico incastonata nel tranquillo caseggiato nel cuore della frazione di Maerne.

Verso il Parco Ilaria Alpi

Imboccate il percorso che parte dal parcheggio e attraversa il giardino alberato. Continuate in direzione ovest seguendo il sentiero che conduce all’uscita del parco collegandosi alla pista ciclopedonale. Continuate per circa 100 metri verso ovest lungo la pista ciclopedonale fino a raggiungere Via Stazione.

All’incrocio con Via Stazione svoltate a destra e proseguite per 300 metri all’ombra di tigli e pini marittimi. All’incrocio con Piazza IV Novembre, svolate leggermente a sinistra, poi a destra e proseguite lungo Piazza IV Novembre passando di fronte alla candida facciata a salienti della chiesa arcipretale culminante con suggestivi pinnacoli.

Proseguite per 200 metri e svoltate a sinistra in Piazza Ilaria Alpi. Continuate per circa 120 metri e imboccate la stradina alla vostra destra che porta a Parco Ilaria Alpi.

Seguite l’itinerario che attraversa l’area verde, dotata di un campo da pallacanestro, in direzione di alti pioppi cipressini. Continuate lungo la stradina fino ad arrivare al ponticello sul fiume Marenzego, superato il quale riprendete la comoda pista ciclabile che passa per parco Isonzo e costeggia il fiume fino a raggiungere il grazioso Mulino di Gnocco.

Passate affianco a Mulino Gnocco e procedete lungo Via Mulino per 350 metri. All’incrocio svoltate a destra in Via Ca’ Rossa e continuate per 1 km, poi svoltate a sinistra in una strada sterrata al riparto delle chiome di alti alberi (45.52764924087866, 12.163549179328507). Percorrete la stradina sterrata affiancata da alti platani, pini marittimi, cipressi e acacie.

Esplorando il Parco delle Chiuse

Il percorso si inoltra sempre più nella florida e folta vegetazione boschiva che circonda due ampi bacini d’acqua formatisi dove un tempo sorgevano giacimenti per l’estrazione di sabbia. Rimaste in uno stato di degrado per molti anni, l’area fu poi riqualificata e si caratterizza oggi per un complesso e delicato patrimonio di biodiversità faunistica e vegetale che attrae ogni anno escursionisti alla ricerca di una località tranquilla sottratta al cemento e all’inquinamento.

Meta naturalistica immersa nel verde e all’apparenza sospesa in una dimensione primordiale e senza tempo, il parco delle chiuse è un punto di riferimento per chiunque desideri esplorare una fiorente oasi incontaminata nell’entroterra veneziano.

Il Lago Blu di Maerne

Seguite il sentiero che costeggia i vasti bacini idrici e, conclusa la visita, tornate all’ingresso dalla riserva naturale. Lasciatevi l’ingresso dell’oasi alle spalle e svoltate a sinistra, proseguite per 350 metri lungo Via Ca’ Bembo e svolate a destra. Continuate per 300 metri lungo la strada alberata fino a giungere il lago blu di Maerne, splendido specchio d’acqua circondato da folta vegetazione in cui si recano appassionati di pesca sportiva.

Raccomandazioni e ritorno al punto di partenza

L’amministrazione comunale organizza anche competizioni di pesca sportiva durante l’estate; per chi fosse interessato la prossima gara si terrà il 29 luglio 2022. nel sito del comune troverete tutte le informazioni necessarie per la partecipazione al torneo.

Se vi chiedete cosa fare a Martellago e vi incuriosisce scoprire una serena località lacustre incastonata nell’ameno scenario rurale fatto di sterminate estensioni coltivate delimitate da alte siepi, lambite dal serpeggiante corso del Dese e costellate di affascinanti fabbricati rustici, il lago blu di Maerne è una meta certamente consigliata.

Conclusa la visita tornate in Via Ca’ Bembo, all’incrocio svoltate a sinistra e continuate per circa 850 metri, poi, in corrispondenza di Eno_Ciccchetteria svoltate a sinistra in Via Rialto. Procedete lungo Via Rialto per 450 metri. Raggiunto lo svettante campanile di Maerne svoltate a sinistra e procedete lungo Piazza IV Novembre per altri 450 metri, poi svoltate a destra in Via Alessandro Manzoni. Continuate su Via Alessandro Manzoni per 1 km fino a tornare al punto di partenza.

Esperienza Unica alla Scoperta di Martellago

Il giro in bicicletta a Martellago offre un’esperienza indimenticabile attraverso luoghi suggestivi, storici e naturalistici, permettendo ai ciclisti di immergersi in una dimensione primordiale circondata dalla flora e fauna rigogliose dell’entroterra veneziano.

Cosa fare a Noale in provincia di Venezia: 4 idee

Scopri cosa fare a Noale tra musica, artigianato, natura e storia: il castello dei Tempesta, il centro storico, l’Oasi WWF Cave di Noale, la liuteria artigianale LARP. Prima di tutto…

Dove si trova Noale?

Il comune di Noale confina a nord ovest con Trebaseleghe, a nord est con Scorzè, a sud con Mirano, a sud ovest con Santa Maria di Sala, a sud est con Salzano, a ovest con Trebaseleghe e Massanzago, a est con Scorzè e Salzano.

Giro in bicicletta a Noale

Il percorso consigliato ha inizio dal parcheggio in Via Aldo Moro di fronte ad un parco alberato a breve distanza dal centro storico.

Verso Torre del Corvo

Procedete lungo Via Aldo Moro verso nord lasciandovi alla vostra destra l’area di verde pubblico.

All’incrocio con Via Montello svoltate a destra e proseguite per 220 metri fino a raggiungere, alla vostra sinistra, la Liuteria Artigianale Riccardo Poggi – LARP: laboratorio di liuteria con annesso negozio di strumenti musicali di cui abbiamo avuto il piacere di parlare nell’approfondimento (riportato qui sotto) durante il quale Riccardo ci ha parlato dell’origine del suo amore per la musica e di come la sua passione per questa delicata e antica attività artigianale lo abbia portato a creare, insieme a Manrico e Davide Bonolo, una realtà imprenditoriale dinamica e moderna intesa a recuperare strumenti altrimenti destinati all’abbandono per dare loro nuova vita e ottimizzarne le prestazioni. Come dice Riccardo, infatti, “ogni strumento va salvato”. Volete saperne di più?

Alla rotonda prendete la terza uscita e continuate per 250 metri fino a trovare alla vostra sinistra un ponte di legno che conduce ad un candido sentiero di ghiaia affiancato da un profondo fossato che circonda la maestosa mole di mattoni rossi della possente Rocca dei Tempesta, grandiosa fortificazione le cui svettanti torri merlate, a distanza di circa mille anni dalla loro creazione, troneggiano solenni nella strategica località di confine un tempo teatro di aspre contese tra trevigiani e padovani.

Superato il ponte di legno voltate a sinistra e proseguite lungo gli spalti della rocca per circa duecento metri passando affianco (alla vostra sinistra) alla vasta area verde dei giardini Vecellio. Continuate in direzione della Torre del Corvo, spettacolare costruzione in laterizio coronata da merli a coda di rondine che si stagliano sopra la cella campanaria in cui si aprono raffinate bifore gotiche.

Alla scoperta della Rocca dei Tempesta

Attraversate il portale per accedere all’incantevole centro storico che si articola intorno a piazza Castello, nella quale annualmente si svolge il palio di Noale, pittoresca tradizione che rievoca le festose celebrazioni che animavano la corte dell’illustre casato dei Tempesta: danze, cerimonie e competizioni sportive animano il cuore storico noalese nelle calde serate di giugno attirando sia la popolazione locale che visitatori e curiosi provenienti da ogni parte della regione.

Il centro di Noale

Continuate lungo la via porticata che delimita Piazza Castello, attraversate il portale a sesto acuto della torre dell’orologio, poi passate affianco il palazzo della Loggia, edificio cinquecentesco di stile gotico distinto da volte a crociera al piano terra e da raffinate monofore, bifore e trifore al primo e secondo piano. Proseguite diritto fino ad arrivare a Piazza XX settembre in cui troverete pasticcerie, ristoranti, osterie e cafè storici.

Oasi naturalistica delle cave di Noale

Superata la piazza Percorrete Largo San Giorgio per 280 metri e prendete la laterale a sinistra di Strada degli Ongari.

Continuate lungo Strada degli Ongari per 350 metri e, attraversata la linea ferroviaria, troverete alla vostra destra l’ingresso dell’oasi naturalistica delle cave di Noale.

Il giacimento sfruttato in origine per l’estrazione di argilla e in seguito lasciato ad uno stato di abbandonato si distingue oggi per un fiorente ecosistema palustre grazie alle acque ricevute dai torrenti limitrofi, dalle piogge e dall’affioramento di fonti sotterranee.

L’area protetta costituisce l’habitat ideale di numerose specie di sgargianti farfalle, di anfibi e di volatili come il fringuello, il picchio, il falco e il codibugnolo, pennuto di minute dimensioni e dal ventre candido (da cui prende il nome l’omonima area naturalistica a Maserada sul Piave in provincia di Treviso) solo per citarne alcuni.

Se vi chiedete cosa fare a Noale ed è alla ricerca di una località immersa nel verde in cui prolifera un virante complesso di biodiversità faunistica e vegetale isolata dal caos, dallo smog e dai rumori del traffico, l’oasi WWF le cave di Noale farà sicuramente al caso vostro.

Ritorno

Conclusa la visita tornate su Str. degli Ongari e proseguite fino all’incrocio in Via dei Novale. All’incrocio svoltate a destra e continuate per 500 metri fino a Piazzetta del Grano, poi svoltate a sinistra in Via Ubaldo Bregolini e proseguite fino alla rotonda. Prendete la seconda uscita, continuate per 210 metri e svoltate in Via Aldo Moro fino a raggiungere il punto di partenza.

Un’affascinante avventura tra storia, natura e cultura a Noale

L’esplorazione di Noale offre un’esperienza affascinante che mescola storia millenaria, bellezze naturalistiche e vitalità culturale. Il percorso in bicicletta ci ha portato alla scoperta della maestosa Rocca dei Tempesta, testimone di antiche battaglie e tradizioni, e ci ha guidato attraverso il suggestivo centro storico, con le sue piazze e architetture medievali. L’incontro con la Liuteria Artigianale Riccardo Poggi – LARP ci ha regalato uno sguardo appassionato nel mondo della musica e dell’artigianato. Inoltre, l’oasi naturalistica delle cave di Noale ci ha immerso in una natura rigogliosa e variegata, fornendo un rifugio rigenerante lontano dal trambusto cittadino.

Cosa fare a Scorzè in provincia di Venezia: 4 idee

Scopri cosa fare a Scorzè: la chiesa di San Benedetto Abate, il Parco di Villa Soranzo Conestabile, il Parco San Benedetto, l’itinerario dei mulini lungo il fiume Dese.

Dove si trova Scorzè?

Il comune di Scorzè confina a nord con Zero Branco, a nord est con Mogliano Veneto, a sud con Salzano, a sud ovest con Noale, a sud est con Martellago e Mestre, a ovest con Trebaseleghe e Noale, a est con Mogliano Veneto e Mestre.

Giro in bicicletta a Scorzè

Il percorso ciclabile consigliato inizia dal parcheggio di fronte alla chiesa di San Benedetto Abate in Via Roma, 118, 30037 Scorzè (VE).

La chiesa di San Benedetto Abate

La possente struttura si distingue per una candida facciata a doppio spiovente scandita da quattro massicce colonne culminanti con capitelli corinzi parzialmente inglobate nella parete, sulle quali si staglia l’architrave e il frontone dentellato recante al centro un motivo fogliare.

Internamente impreziosita da altari marmorei, raffinate pale d’altare, suggestive sculture di angeli che sembrano animati di vita propria e spettacolari affreschi di scuola veneziana, la solenne chiesa di stile neoclassico è anticipata dalle sculture poste davanti all’ingresso di San Paolo, a sinistra, riconoscibile per la spada al suo fianco, e di San Pietro, a destra, distinguibile dal simbolo della chiave.

Parco di Via Soranzo

Dirigetevi verso sud in Via Roma per 450 metri e svoltate a destra in Via Ronchi. Proseguite su Via Ronchi per 230 metri e girate a destra in Via dei Soranzo. A questo punto imboccate il viale che accompagna attraverso la folta vegetazione del Parco di Via Soranzo, splendido giardino attraversato da un sentiero sterrato nel quale potrete ripararvi dal caldo all’ombra delle chiome di aceri campestri, acacie e tigli, solo per citare alcune delle numerose varietà che costellano la vasta e silenziosa area verde.

Percorrete il parco proseguendo verso nord e uscite in corrispondenza del parcheggio di un negozio di articoli per la casa (45.57244443366713, 12.107234976607836). Continuate lungo la stradina alberata fino a raggiungere Via Roma, poi svoltate a sinistra e proseguite per poco più di 100 metri fino all’incrocio, raggiunto il quale attraversate le strisce pedonali e girate a sinistra, poi svoltate a destra in Via San Benedetto.

Continuate su Via San Benedetto per 200 metri e svoltate a sinistra, poco prima del ponte, nella candida stradina che costeggia il fiume Dese.

Separato dal placido corso d’acqua da una staccionata di legno e ritmata dalle lunghe ombre di svettanti pioppi cipressini, l’itinerario ciclabile offre suggestive vedute naturalistiche dell’entroterra veneziano.

Il mulino Todori

Seguite la tortuosa stradina di campagna che asseconda il serpeggiante corso del fiume fino a scorgere, alla vostra destra, il mulino Todori, antico complesso molitorio elevato su due piani la cui struttura secolare fa da sfondo ai floridi rami ricadenti di un salice piangente.

Inserito in una cornice ambientale distinta da una vibrante biodiversità vegetale e faunistica, il mulino rappresenta una delle località più significative del comune di Scorzè.

Superate il ponte alla vostra destra passando affianco al molino e continuate per 260 metri su Via Canove fiancheggiati dalla regolare successione di numerosi salici. All’incrocio svoltate a sinistra e proseguite per 1 km lungo la via immersa nel panorama rurale punteggiato di moderne aziende agricole e caseggiati rustici circondati da campi coltivati e aree prative la cui vasta estensione è interrotta da alte siepi.

Tenete la destra su Via Canove (45.58987661213065, 12.08792543164306) e proseguite fino all’incrocio, poi svoltate a destra e percorrete Via Rio S. Martino e Via Sant’Ambrogio per 1,8 km. All’incrocio con Via Onaro svoltate a destra e proseguite per 550 metri attraversando il tranquillo caseggiato in cui troverete un ristorante e un bar in prossimità della chiesa di San Martino, anticipata dalla svettante mole del grande campanile in mattoni faccia a vista.

Attraverso il verde di Parco San Benedetto

Superato il camposanto svoltate a destra in Via San Benedetto e proseguite fino a trovare l’ingresso di Parco San Benedetto, enorme estensione verde punteggiata di centinaia di alberi che creano un’ambiente ameno distinto di un delicato inquinamento, ideale per chi cerca rifugio dall’inquinamento, dai rumori del traffico e desidera svolgere esercizio fisico all’aria aperta.

Lungo il corso del fiume Dese

Conclusa la visita al parco tornate in Via San Benedetto e proseguite fino a raggiungere il fiume Dese. Prima del ponte (45.57663535265384, 12.106739501113722), svoltate a sinistra e imboccate l’itinerario ciclabile che costeggia il corso del fiume.

Il percorso si articola lungo il vivace caseggiato affacciato al freddo corso di risorgiva, lo stadio comunale e i centri sportivi. Attraversate Via Kennedy e proseguite fino al successivo incrocio con Via Treviso, poi svoltate a destra e dopo circa 80 metri girate a sinistra per riprendere il sentiero ciclopedonale immerso nel verde.

In corrispondenza del parco giochi tenetevi a sinistra e attraversate un ponte di legno, poi continuate lungo l’itinerario per 1,2 km fino all’Hotel antico mulino, in Via Moglianese Scorzè, 37.

Mulino Cosma

Proseguite lungo la stradina che costeggia il corso d’acqua e raggiunto l’incrocio con Via Moglianese, svoltate a sinistra e percorrete la pista ciclabile per 750 metri, poi svoltate a destra in Vicolo del Mulino e seguite il sentiero per 400 metri fino ad arrivare al Mulino Cosma.

Ritorno alla parrocchia di San Benedetto Abate

Superato il ponticello svoltate a destra e seguite la strada sterrata racchiusa da campi di granturco e dal Dese. Continuate lungo il sentiero che si snoda lungo l’argine fino a ricongiungervi con Via Moglianese, dopodiché svoltate a sinistra e continuate su Via Moglianese e Via Venezia per 1,8 km.

All’incrocio con Via Roma di fronte al parco di Villa Soranzo svoltate a destra e continuate fino a raggiungere la parrocchia di San Benedetto Abate.

Esplora Scorzè in bicicletta: un’esperienza ricca di natura e storia

Scorzè è un comune affascinante e ricco di tesori naturali e storici che offre non solo uno spettacolare contesto naturalistico, ma anche una rilevante eredità storica che traspare attraverso le sue strade e monumenti.

Cosa fare a Salzano in provincia di Venezia: 5 idee

Scopri cosa fare a Salzano: la chiesa di San Bartolomeo, la filanda Romanin-Jacur ed il suo grande parco secolare, l’Oasi Lycaena percorso Via Palazzone. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Salzano?

Il comune di Salzano confina a nord con Scorzè, a nord est con Martellago, a nord ovest con Noale, a sud con Mirano, a est con Martellago, a ovest con Noale.

Giro in bicicletta a Salzano

Il percorso ciclabile consigliato ha inizio dall’ex filanda Romanin Jacur in Via Roma, 166, 30030 Salzano (VE)

Splendido esempio di archeologia industriale, la secolare struttura anticipata dalla svettante ciminiera in laterizio costituisce oggi uno dei punti di riferimento storico e culturale del comune di Salzano.

Disposti a ferro di Cavallo, gli ampi e luminosi ambienti dell’antico complesso industriale fanno oggi parte di un itinerario museale nel quale le suggestive prospettive del fabbricato si sposano con le più moderne tecnologie multimediali al fine di rendere i visitatori partecipanti attivi, e non meri spettatori, di un’esperienza sensoriale entusiasmante e al tempo stesso educativa.

Per maggiori informazioni in merito alle iniziative culturali, agli orari e ai biglietti, si invita a consultare il sito internet ufficiale della Filanda Romanin Jacur.

Il Parco di Villa Romanin Jacur

Nella zona retrostante della filanda un candido viale alberato conduce al campo sportivo che include due campi da pallacanestro e un campo da calcio, ma la località naturalistica più affascinante è quella del grande parco alberato che sorge affianco allo storico stabilimento.

A rendere l’atmosfera del parco di Villa Romanin Jacur emozionante e fiabesca è l’attenta e calcolata creazione di uno scenario che illude il visitatore di trovarsi in un’ambiente primordiale e idilliaco, all’apparenza non corrotto dall’uomo. Alle precise geometrie dei terrazzamenti e dei rigorosi disegni geometrici di siepi e viali alberati ben curati tipici dei giardini all’italiana, il parco di Villa Romanin Jacur genera stupore e fascino attraverso l’andamento sinuoso di ruscelli, collinette ed ombrose aree boschive che circondano ameni laghetti e misteriose grotte.

Per gli amanti della natura che si chiedono cosa fare a Salzano, questa località è una meta imperdibile!

La Chiesa Parrocchiale di San Bartolomeo

Dopo aver visitato il parco potete uscire attraverso il cancello di ingresso di fronte alla facciata della villa. Procedete per 400 metri lungo Via Roma in direzione est fino a trovare alla vostra destra la Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo.

Situata in Via Roma, 57, 30030 Salzano (VE), la chiesa si distingue per la facciata di gusto classico ritmata da paraste di ordine tuscanico sopra le quali si staglia l’architrave ed il frontone triangolare. Lateralmente si aprono due nicchie semicircolari in cui si inseriscono le statue di due santi.

Internamente, la maestosa mole del luogo di culto è ingentilita da spettacolari affreschi, da raffinati altari marmorei e da un antico organo a canne.

Oasi Lycaena

Usciti dalla Chiesa continuate su Via Roma per 450 metri fino alla rotonda. Prendete la terza uscita e continuate su Via Montegrappa per 750 metri, poi alla rotonda svoltate a destra in Via Villetta. Proseguite per 280 metri e svoltate a sinistra in Via Borgo Valentini. Continuate per 1,1 km lungo la sinuosa strada affiancata da ombrose siepi immersi nello scenario rurale dell’entroterra veneziano.

Attraversate i binari e svoltate a destra in Via Leonardo da Vinci. Dopo 750 metri svoltate a sinistra per accedere all’Oasi Lycaena, riserva naturalistica sorta su un giacimento da cui si ricavava l’argilla per produrre materiale da costruzione.

La salubrità del delicato ecosistema formatosi in quest’area è attestata dalla presenza di numerose specie di volatili, come il candido airone e il martin pescatore, nonché di anfibi e insetti come l’omonima farfalla arancione da cui questo delicato microcosmo naturale prende il nome.

Ritorno

Terminata la visita, tornate all’ingresso dell’oasi e voltate a sinistra in Via Leonardo da Vinci attraversando il canale. All’incrocio svoltate a destra in Via Villetta, seguite la strada principale (tenete la sinistra) e attraversato il sottopasso continuate su Via Villetta per 1,6 km.

Alla rotonda prendete la prima uscita, dopo trecento metri girate a sinistra e proseguire lungo Via Frusta per 2,2 km. Alla rotonda prendete la terza uscita e continuate su Via Villatega per 600 metri, poi svoltate in Via Vallone. Superato il ponte sul canale girate a destra e continuate lungo la strada sterrata immersa nella campagna che affianca campi di granoturco e alcune case rurali.

Attraversate il ponticello di legno alla vostra sinistra, (assicuratevi che non vi siano indicazioni di divieto o problemi alla struttura) svoltate a sinistra in Via Mazzan e continuate su Via Palazzone.

Assecondate il placido e sinuoso andamento del canale Taglio passando accanto a una folta area boscosa di floridi pioppi, acacie e salici. Raggiunto l’incrocio con la strada asfaltata, girate a sinistra in Via Palazzone, poi proseguite su Via Ponte Grasso e all’incrocio svoltate a destra in Via Roma. Continuate lungo la pista ciclabile che attraversa per un breve tratto l’area industriale e commerciale del paese fino a tornare al punto di partenza dell’ex filanda e del maestoso giardino alberato che cresce al suo fianco.

Esplora la bellezza di Salzano

Salzano è una destinazione affascinante che offre una straordinaria esperienza tra storia, natura e arte.
Quindi, se vi state chiedendo cosa fare a Salzano, non perdete l’opportunità di scoprire questo affascinante comune del Veneto, dove storia, arte e natura si uniscono per offrire un’esperienza indimenticabile.