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Cosa fare a Isola Rizza in provincia di Verona: 4 idee

Scopri cosa fare a Isola Rizza: Villa Pollettini, la sagra dell’Addolorata, la chiesa di Santa Maria della Piazza, Villa Buri. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Isola Rizza?

Il comune di Isola Rizza confina a nord con Oppeano, a sud con San Pietro di Morubio, a est con Ronco all’Adige e Roverchiara, a ovest con Bovolone.

Villa Pollettini

Situata in Via Marconi, 187, Villa Pollettini è un incantevole palazzo rinascimentale armoniosamente inserito nel cuore urbano del comune. Attuale sede municipale di Isola Rizza, il complesso architettonico è formato da un nucleo residenziale, articolato su due piani più sottotetto, ai cui lati si collegano due volumi a un piano che si estendono lungo la direttrice nord ovest a sud est. Altri due fabbricati affiancano l’edificio a ovest, formando un angolo retto.

La facciata settentrionale dell’edificio è coronata da un’elegante merlatura a coda di rondine.

Affiancato da quattro finestre, il portale d’accesso centinato è sovrastato da una trifora con archi trilobati fiammeggianti, situata in posizione centrale al piano nobile. In asse con le finestre rettangolari sottostanti, ai lati della trifora si aprono altre quattro monofore, anch’esse concluse da archi trilobati inflessi. Nel mezzanino, in posizione mediana, si apre una bifora ingentilita da due cornici che riproducono archi trilobati fiammeggianti. Lo stesso motivo è ripetuto a coronamento delle finestre al pianterreno. La bifora nel sottotetto è affiancata da due canne fumarie, lievemente sporgenti dalla parete.

Se vi chiedete cosa fare a Isola Rizza, Villa Pollettini è uno spettacolare palazzo neogotico affrescato nonché uno dei più affascinanti edifici storici della Bassa Veronese.

Se vi interessa approfondire la storia di Isola Rizza, potrebbe interessarvi visitare la chiesa di Santa Maria Janua Coeli, grazioso luogo di culto quattrocentesco situato in Via Roma, 24.

La sagra dell’Addolorata

Secondo il calendario liturgico, il giorno dedicato alla Madonna Addolorata è il 15 settembre. Nel comune di Isola Rizza la tradizionale celebrazione si svolge anche nei giorni successivi a questa data. L’edizione 2023 della sagra dell’Addolorata ha avuto luogo da venerdì 15 a martedì 19 settembre.

Occasione consigliata per le buone forchette, la festa prevede spaziose e comode tendostrutture nelle quali è possibile scegliere tra gustose specialità del territorio, dal risotto all’isolarizzana al cotechino e bollito con pearà, salsa tipica della cucina veronese preparata con midollo di bue, brodo, pan grattato, burro, sale e pepe.

Se vi chiedete cosa fare a Isola Rizza, la sagra della Madonna Addolorata è un’opportunità per trascorrere del tempo in buona compagnia nella serena cornice agreste della Bassa Veronese tra musica dal vivo, serate danzanti e squisite specialità del territorio.

Per maggiori informazioni in merito alla sagra si consiglia di visitare la pagina Facebook Pro Loco Isola Rizza e il sito prolocoisolarizza.com.

Villa Sagramoso Buri

Situata in Via Nuova, la maestosa villa di origine medievale sorge tra il centro abitato di Isola Rizza e la sconfinata campagna veronese, scandita da rigogliosi frutteti e vasti campi di granoturco solcati da profondi canali ombreggiati da lunghi filari di pioppi cipressini. La sontuosa corte di campagna è delimitata da un perimetro murario nel quale si apre, nel lato sud, un cancello in ferro battuto. Dietro il muro in mattoni a vista, in parte ricoperto da un denso manto di edera, spuntano le folte chiome di cedri, abeti, magnolie, aceri, tigli e altre piante d’alto fusto.

Attraverso il cancello si scorge la grande mole della residenza padronale, articolata su due livelli più mezzanino. L’edificio è accessibile tramite una loggia scandita da tre ampie arcate, la centrale delle quali di dimensioni maggiori. Al piano nobile, in posizione mediana, campeggia una trifora con archi a tutto sesto affiancata da quattro monofore, anch’esse centinate.

Il nucleo residenziale è affiancato a ovest da un altro edificio a due piani. La proprietà include inoltre una barchessa con un arioso portico ritmato da ampie arcate a tutto sesto.

Cosa fare a Sorgà in provincia di Verona: 3 idee

Scopri cosa fare a Sorgà: il palazzo del diavolo, la festa del risotto col pessin, la chiesa della Natività di Maria. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Sorgà?

Il comune di Sorgà confina a nord con Erbè, a sud con Villimpenta, a est con Nogara e Gazzo Veronese, a ovest con Castelbelforte, San Giorgio Bigarello e Castel d’Ario.

Il Palazzo del diavolo

Situato in Via Roma, 7, il Palazzo del diavolo si erge nel placido scenario della campagna della Bassa Veronese al confine con la provincia di Mantova. Caratterizzato da una struttura maestosa e compatta, l’edificio rinascimentale si sviluppa su quattro livelli: basamento, primo e secondo piano e sottotetto. La facciata meridionale è scandita al centro da due coppie di lesene ioniche, al di sopra delle quali si stagliano l’architrave e il frontone triangolare, affiancato da due camini.

Accessibile tramite una scalinata a doppia rampa, il portale d’ingresso centinato è sovrastato al piano nobile da una finestra, anch’essa centinata, ornata da un parapetto. Le due finestre alle estremità del piano nobile sono rivolte su un balconcino balaustrato.

La festa del risotto col pessin

L’edizione 2023 della festa del risotto col pessin ha avuto luogo da venerdì 8 a domenica 17 settembre in corrispondenza di Piazza Generale Murari Brà.

Alimentata da abbondanti acque di risorgiva, la fertile pianura della Bassa Veronese rappresenta l’ambiente ideale per la coltivazione del riso, pratica diffusasi nel territorio a partire dal XVII secolo.

Oltre a plasmare l’incantevole paesaggio rurale che è possibile ammirare oggi, solcato da lunghi canali e punteggiato di casolari rustici incorniciati da siepi rigogliose, questa antica tradizione agricola ha dato vita a gustosi piatti che conciliano le pregiate qualità risicole coltivate in loco con gli squisiti pesciolini d’acqua dolce, conosciuti con il termine dialettale di pessin, che in questo ambiente trovano il loro habitat ideale.

Appuntamento consigliato per le buone forchette, la sagra prevede spaziose e comode tendostrutture nelle quali è possibile scegliere tra prelibate pietanze goderecce, dal risotto al tastasal, succulente grigliate miste e lasagne al forno al prelibato risotto col pessin, protagonista indiscusso dell’evento.

Il programma della festa include serate danzanti con orchestre e musica disco, concorsi canori e tornei di calcetto.

Se vi chiedete cosa fare a Sorgà, la festa del risotto col pessin è un’opportunità per conoscere e apprezzare i sapori autentici della gastronomia della Bassa Veronese, nonché trascorrere del tempo in buona compagnia nella serena cornice di un’accogliente cittadina rurale solcata dal sinuoso corso del Tione.

Per maggiori informazioni in merito alla vivace ricorrenza si consiglia di visitare la pagina Facebook PRO LOCO Sorga’.

Ricetta del risotto col pessin per quattro persone

Pulite il pessin (a volontà), impanatelo con farina e pan grattato e friggetelo nell’olio d’oliva (è possibile anche friggerlo nell’olio di semi). Fate bollire l’acqua con il sale. Aggiungete 400 gr di Riso Nano Vialone Veronese IGP e fatelo cuocere per 10 minuti, dopodiché abbassate la fiamma al minimo e coprite la pentola con un canovaccio e il coperchio. Dopo circa 10/12 minuti il riso sarà cotto. Mantecate il risotto con burro e formaggio, aggiungete il pessin fritto e un filo d’olio d’oliva.

La chiesa della Natività di Maria

Situata in Via C. Battisti, 14, la chiesa millenaria della Natività di Maria si distingue per una graziosa facciata a doppio spiovente, verticalmente tripartita da quattro lesene. Anticipata da due floridi olivi, un’elegante scalinata conduce al portale ligneo coronato da un timpano triangolare, al di sopra del quale campeggia un’apertura circolare. Ai lati dell’ingresso di aprono due finestre rettangolari archivoltate.

Adiacente alla parete nord del luogo di culto, l’oratorio si caratterizza per una facciata in stile barocco, anch’essa ritmata da lesene, conclusa da un frontone mistilineo.

Quando si accede all’aula unica della chiesa si rimane affascinati dal soffitto a capriate lignee e da splendide opere pittoriche rinascimentali.

Cosa fare a Nogara in provincia di Verona: 4 idee

Scopri cosa fare a Nogara in provincia di Verona: Palazzo Maggi, Villa Marogna, la festa del Riso co le Nose, la chiesa di San Pietro Apostolo. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Nogara confina a nord con Isola della Scala, a sud con Gazzo Veronese, a est con Salizzole e Sanguinetto, a ovest con Erbè e Sorgà.

Palazzo Maggi

Situato in Via G. Ferrarini, 1, l’attuale sede della biblioteca comunale è uno splendido palazzo affrescato risalente ai secoli XVI e XVII. L’edificio a pianta rettangolare è accessibile tramite un arioso portico con due archi ribassati, al di sopra del quale campeggia un grazioso loggiato con quattro archi a tutto sesto.

Villa Marogna

Situato in Via Palmino Sterzi 133, l’ingresso orientale della residenza privata è formato da un arco centinato ornato da bugne, con lo stemma signorile visibile in chiave di volta. Il portale è incorniciato da due lesene sopra le quali si staglia un frontone ad arco spezzato. La struttura è conclusa da un corpo sommitale affiancato da due spioventi arcuati e ingentilito da quattro guglie.

Armoniosamente inserito in un rigoglioso cortile quadrangolare, il palazzo rinascimentale si sviluppa su due livelli più mezzanino ed è coronato da eleganti camini sormontati da cuspidi. Uno degli elementi architettonici più caratteristici della villa è l’accesso meridionale, formato da tre arcate centinate sorrette da colonne.

La Festa del Riso co le Nose

Dal 3 dicembre 2023 al 7 gennaio 2024, il centro urbano di Nogara celebra la tradizione natalizia all’insegna di musica dal vivo, serate di danza e spaziose aree di ristorazione nell’affascinante cornice di un incantevole città storica illuminata a festa con decine di migliaia di brillanti luci colorate. Il programma della festa prevede attività di intrattenimento per partecipanti di ogni età, da letture animate a esibizioni di ballo a splendide piste di pattinaggio aperte fino a tarda sera

Se vi chiedete cosa fare a Nogara e desiderate assaporare squisite specialità del territorio, incontrare Babbo Natale e la Befana di fronte al fuoco con dolci e cioccolato caldo, partecipare alla Festa del Riso co le Nose potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per maggiori informazioni in merito all’evento si consiglia di visitare la pagina Facebook Festa del Riso co le Nose. 

La chiesa di San Pietro Apostolo

Situata in Via Caselle, la chiesa di San Pietro Apostolo si distingue per una facciata a salienti abbellita da cedri, cipressi, palme e oleandri. Rivolto a ovest, il fronte risulta incompiuto ad eccezione del candido basamento e del frontone triangolare dentellato. Il timpano è ingentilito da festoni vegetali che affiancano un’apertura ovale, al centro della quale è collocato un vaso con ornamenti floreali scolpiti. Il resto della facciata è in mattoni a vista.

Ai lati del portale ligneo si innalzano due semicolonne, prive di capitello, sopra le quali si stagliano l’architrave, il fregio e la cornice. La trabeazione doveva essere sormontata da un grande arco a tutto sesto.

Illuminate da grandi finestre semicircolari, le tre navate della chiesa sono scandite da possenti colonne corinzie. Sovrastata da un’ampia volta a botte, la navata centrale conduce al presbiterio concluso da una copertura semisferica, anch’essa sorretta da colonne corinzie.

Inglobato nella parete sud della chiesa, il campanile a base quadrata è ingentilito da una trifora con archi a ogiva su ogni lato della cella campanaria. A completare lo sviluppo verticale della struttura sono il tamburo ottagonale, recante una monofora a sesto acuto per lato, e la svettante cuspide metallica conclusa da una croce.

Se vi chiedete cosa fare a Nogara, la chiesa di San Pietro Apostolo è uno straordinario esempio di architettura neoclassica nonché uno dei più significativi punti di riferimento spirituali e culturali della Bassa Padovana.

Il Molinetto della Croda a Refrontolo (TV)

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Incantevole veduta invernale del Molinetto della Croda. Paesaggio innevato a Refrontolo (TV).

Situato a Refrontolo (TV) in Via Molinetto, 40, il complesso molitorio è incastonato nella croda, la parete rocciosa della montagna avvolta da vigneti e ammantata di faggi, olmi, carpini, pioppi, acacie, aceri campestri, ailanti e molte altre piante d’alto fusto.

Fondato nel XVII secolo, il mulino sorge presso il fiume Lierza, torrente stagionale le cui limpide acque sono convogliate in una canalina per azionare la ruota idraulica di legno. Il nucleo storico del fabbricato è stato ampliato nel corso dei secoli per ricavare gli spazi destinati alle famiglie dei mugnai.

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La sala macina del Molinetto della Croda a Refrontolo (TV).

A partire dal 1953, il Molinetto della Croda attraversò una fase di abbandono che durò fino al 1991, anno in cui il comune di Refrontolo acquistò il complesso molitorio per sottoporlo ad accurati interventi di restauro.

Simbolo del prezioso patrimonio di conoscenze e tradizioni della civiltà rurale veneta, il mulino è tornato in funzione grazie alla ricostruzione della macina, attualmente impiegata per la macinatura della “biava” proprio come avveniva nel Seicento. Il complesso molitorio si distingue come uno dei pochi mulini ad acqua ancora operativi per la produzione di farina di mais per la polenta, procedimento al quale è possibile assistere durante le visite guidate.

Se vi chiedete cosa fare a Refrontolo e desiderate immergervi in un luogo fiabesco tra suggestive cascate e boschi incantati, il Molinetto della Croda è punto di partenza di affascinanti itinerari naturalistici alla scoperta dei colli del Prosecco Superiore DOCG e del Refrontolo Passito DOC, eccellenze vinicole Patrimonio dell’UNESCO degustabili nella splendida cornice storica del mulino.

Gli ambienti del fabbricato sono adibiti a museo e ospitano interessanti eventi culturali in ogni periodo dell’anno. Dall’8 dicembre 2023 al 4 febbraio 2024, il Molinetto della Croda ospita la 26° edizione della mostra dei presepi.

Per informazioni in merito alle visite all’antico mulino e alle iniziative e manifestazioni per l’anno 2023 si consiglia di consultare la locandina riportata qui sotto.

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Il Molinetto della Croda e il torrente Lierza.

Cosa fare a Bovolone in provincia di Verona: 4 idee

Scopri cosa fare a Bovolone: la sagra del susino, parco valle del Menago, la parrocchia di San Giuseppe. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Bovolone?

Il comune di Bovolone confina a nord con Oppeano, a sud con Concamarise, a est con Isola Rizza, San Pietro di Morubio e Cerea, a ovest con Isola della Scala e Salizzole.

La fiera di San Biagio

Secondo il calendario liturgico, il giorno dedicato a San Biagio è il 3 febbraio. Nel comune di Bovolone, la 743° edizione della fiera di San Biagio ha avuto luogo da venerdì 3 a domenica 12 febbraio.

Se vi chiedete cosa fare a Bovolone, il programma dell’antica ricorrenza prevede grandi e comode aree di ristorazione in cui è possibile assaporare specialità del territorio. La manifestazione include fattorie didattiche, laboratori artigianali, esibizioni equestri e prove di equitazione, raduni e sfilate di trattori e macchinari agricoli, serate danzanti con orchestre di liscio e la tradizionale pesca di beneficienza.

Per essere sempre aggiornati in merito al prossimo appuntamento della fiera di San Biagio si consiglia di visitare la pagina Facebook Fiera San Biagio Bovolone.

La sagra del susino

L’edizione 2023 della sagra del susino ha avuto luogo da venerdì 23 a martedì 27 giungo nel centro Sportivo “San Pierino” in Via Creari, 30.

L’evento prevede comode e spaziose tendostrutture in cui è possibile scegliere tra invitanti specialità goderecce da gustare con freddi boccali di birra e qualità vinicole del luogo. Il programma della sagra include serate di liscio, concerti di gruppi tributo e suggestivi spettacoli pirotecnici.

Per maggiori informazioni in merito alla manifestazione è possibile consultare la pagina Facebook Proloco Bovolone e A.S.D. San Pierino.

Parco Valle del Menago

Delimitato a est dal corso del Menago, a ovest dalla Fossa Nuova, questo incantevole polmone verde è lambito da una sofisticata rete di canali e fiumi di risorgiva che al tempo stesso facilita il drenaggio delle acque e favorisce lo sviluppo di una florida e vibrante biodiversità tipica degli ambienti umidi, con stagni e laghetti incorniciati da rigogliosi salici e dense formazioni di canne palustri. L’ambiente incontaminato del parco costituisce l’habitat ideale di numerose specie di volatili, anfibi e rettili, come la testuggine Emys orbicularis, nonché api e mammiferi come le pecore brogne, razza tipica della Lessinia.

Il cuore del parco ospita una fedele riproduzione di un villaggio dell’età del bronzo. All’interno dell’insediamento, sorto all’interno di un’isola artificiale, si svolgono attività intese a tramandare conoscenze artigianali millenarie che vanno dalla fusione del bronzo alla cottura della ceramica alla lavorazione della selce, alla produzione di vasi e molto altro.

Se vi chiedete cosa fare a Bovolone, il parco Valle del Menago è una meta consigliata a chi desideri trovare immergersi in una lussureggiante oasi di pace immersa nel verde al riparo dal cemento e dai rumori del traffico.

Parrocchia di San Giuseppe

Situata in Via Carlo Alberto, 2, la chiesa parrocchiale di San Giuseppe è uno dei più significativi punti di riferimento spirituali e culturali del comune.

Accessibile tramite una candida scalinata, la chiesa presenta alla base un maestoso pronao sorretto da sei colonne corinzie, al di sopra delle quali poggia la trabeazione conclusa da un frontone triangolare. Al centro del timpano si staglia un’apertura circolare.

Il fronte è diviso in due registri scanditi da lesene corinzie. Le ali laterali sono raccordate al corpo centrale tramite due spioventi arcuati ornati da volute e affiancati da statue. Lo sviluppo verticale della struttura è concluso da un frontone semicircolare coronato da una statua di Gesù Cristo benedicente.

Internamente, la chiesa è divisa in tre navate scandite da ampie arcate a tutto sesto sorrette da colonne in marmo rosso di Verona. Sovrastata da una splendida volta a crociera, la navata centrale è illuminata da una serie di monofore concluse da archi a tutto sesto.

Se vi chiedete cosa fare a Bovolone, la chiesa di san Giuseppe custodisce raffinati altari in marmi policromi, opere pittoriche seicentesche e uno spettacolare organo a canne.

Cosa fare a Salizzole in provincia di Verona: 4 idee

Scopri cosa fare a Salizzole: Santa Lucia sotto le torri, la sagra di Sant’Eurosia, il castello di Salizzole, la chiesa di San Martino. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Salizzole?

Il comune di Salizzole confina a nord con Isola della Scala, a sud con Sanguinetto, a est con Bovolone e Concamarise, a ovest con Isola della Scala e Nogara.

Santa Lucia sotto le torri

L’edizione 2023 dell’evento Santa Lucia sotto le Torri è previsto da venerdì 8 a domenica 10 dicembre nella suggestiva cornice medievale della corte del Castello di Salizzole.

Il programma della festa prevede spettacoli di danza, partite di calcio, attività ricreative e di animazione per bambini con giochi in legno realizzati artigianalmente, mostre zootecniche, visite guidate al castello in costumi d’epoca nonché ampie aree di ristorazione in cui potrete partecipare a un banchetto degno di un re.

Per maggiori informazioni in merito all’evento si invita a consultare la pagina Facebook Santa Lucia sotto le Torri.

La sagra di Sant’Eurosia

Il calendario liturgico commemora Sant’Eurosia il 25 giugno. Nel comune di Salizzole, la celebrazione in onore della santa si svolge anche nei giorni precedenti a questa data. L’edizione 2023 della sagra di Sant’Eurosia si è svolta da venerdì 2 a martedì 6 giugno nelle principali Piazze e Vie della città.

Appuntamento consigliato per le buone forchette, la manifestazione prevede spaziose e comode tendostrutture nelle quali è possibile scegliere tra prelibate pietanze che valorizzano i prodotti del territorio, da squisiti risotti, fettuccine all’anatra e maccheroni al musso a succulente tagliate, costine, salsicce sfrigolanti alla griglia servite con fette di polenta alla piastra, croccanti patate fritte, qualità vinicole del territorio e freddi boccali di birra, ideali per lenire la calura estiva.

Il programma dell’evento prevede raduni e sfilate di trattori d’epoca, gare di calcetto ed esibizioni di ballo con grandi orchestre.

Se vi chiedete cosa fare a Salizzole, la sagra di Sant’Eurosia si svolge all’insegna di serate danzanti e musicali, competizioni sportive e invitanti specialità enogastronomiche nella cornice di un incantevole paese rurale della Bassa Veronese.

Per maggiori informazioni in merito alla sagra di Sant’Eurosia è possibile visitare la pagina Facebook No-Yes Salizzole.

Il castello di Salizzole

Incastonato nel cuore storico del paese in Piazza Castello, 18, il castello di Salizzole è uno degli edifici più rappresentativi del comune nonché uno dei più significativi complessi fortificati della Bassa Veronese. Risalente al XII secolo, la possente costruzione si impone alla vista attraverso due massicce torri a base quadrangolare, la più antica delle quali, quella occidentale, è coronata da un’elegante merlatura a coda di rondine.

Dimora della nobildonna Verde di Salizzole (1241 circa ; 25 dicembre 1306) madre di Cangrande della Scala, il castello è attualmente sede della biblioteca comunale. Se non sapete resistere all’aura di fascino e mistero di antichi castelli medievali, potrebbe interessarvi visitare anche la frazione di Bionde, in cui si trova la splendida Corte Dominicale Campagna (Via Bionde, 28, 37056 Bionde VR).

La chiesa di San Martino Vescovo

Situata in Piazza Castello, 18, la chiesa di San Martino Vescovo si distingue per una facciata a doppio spiovente verticalmente tripartita da due coppie di lesene ioniche poggianti su alti basamenti. Al centro della facciata si apre il grande portale ligneo sormontato da un architrave sorretto da mensole. Il portone d’ingresso è inserito in un grande arco a profilo centinato, leggermente rientrante rispetto al filo della muratura.

A concludere lo sviluppo verticale della struttura sono l’architrave modanato, il fregio recante l’iscrizione IN HONOREM S. MARTINI EP. ed il frontone triangolare dentellato coronato da una candida croce e da due statue acroteriali laterali. Al centro del timpano è riportata la sigla D.O.M. (Deo Optimo Maximo).

Accessibile tramite un rigoglioso viale di aceri, l’aula unica del luogo di culto neoclassico è ritmata da paraste ioniche che incorniciano le nicchie laterali e sorreggono la trabeazione. La vasta e luminosa navata è sovrastata da una volta a padiglione lunettata splendidamente affrescata.

Se vi chiedete cosa fare a Salizzole, la chiesa di Salizzole custodisce pregiati altari in marmi policromi e uno straordinario patrimonio di opere pittoriche.

Cosa fare a Veronella (VR): 3 idee

Scopri cosa fare a Veronella: la Corte Grande di Andrea Palladio, la festa della Verza Moretta, la chiesa di san Giovanni Battista. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Veronella?

Il comune di Veronella confina a nord est con Zimella, a nord ovest con Arcole, a sud est con Minerbe, a sud ovest con Bonavigo, a est con Zimella, Cologna Veneta e Pressana, a ovest con Belfiore e Albaredo d’Adige.

La Corte Grande di Andrea Palladio

Il cuore del complesso architettonico è costituito dai ruderi di un castello medievale (coronato da un’elegante merlatura a cosa di rondine) a cui si accosta un palazzo del XVIII secolo. Incorniciata da un perimetro murario in mattoni a vista, la proprietà include diversi fabbricati rurali di servizio, tra cui due barchesse disposte a elle, progettate da Andrea Palladio, scandite da ventitré arcate a tutto sesto.

Il progetto del Palladio, purtroppo incompiuto, è uno dei più affascinanti e significativi punti di riferimento storici e culturali di Veronella.

La festa della Verza Moretta

Uno degli eventi più caratteristici del comune, la festa della Verza Moretta di svolge ogni anno tra i mesi di novembre e dicembre nel centro urbano del paese. La manifestazione gastronomica valorizza il pregiato ortaggio la cui coltivazione era diffusa a Veronella sin dal XIX secolo.

Iniziata lo scorso 17 novembre, l’edizione 2023 della festa della Verza si concluderà domenica 3 dicembre in corrispondenza della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista.

La pregiata qualità di Brassica Oleracea si distingue esternamente per ampie foglie increspate e carnose, di un colore verde scuro che sfuma al centro in una tonalità viola intenso. Caratterizzato da un piacevole aroma agrodolce, il cuore della verza presenta sfumature che vanno dal giallo pallido al bianco.

Occasione consigliata per le buone forchette, la fiera prevede ampie e comode tendostrutture nelle quali è possibile assaporare invitanti pietanze a base di Verza Moretta con eccellenze vinicole del territorio.

Se vi chiedete cosa fare a Veronella, la festa della Verza Moretta si svolge all’insegna di serate musicali e danzanti, esposizioni fotografiche, mostre di auto e trattori d’epoca e invitanti tipicità che promuovono lo squisito ortaggio simbolo di questa incantevole cittadina rurale della Bassa Veronese.

Per maggiori informazioni in merito alla festa della Verza Moretta si invita a consultare la pagina Facebook Pro Loco Veronella APS e il sito prolocoveronella.it.

Chiesa di San Giovanni Battista

Situata in Piazza Guglielmo Marconi, 14, la chiesa di San Giovanni Battista si distingue per una facciata a salienti scandita al centro da quattro lesene ioniche poggianti su due alti basamenti.

Le ali laterali sono raccordate al corpo centrale attraverso due ali arcuate ingentilite da volute.

Tra le due coppie di lesene si trovano due nicchie in cui sono inserite, a sinistra, la candida statua di San Sebastiano, riconoscibile per le scure frecce che lo trafiggono, a destra la statua di San Rocco, raffigurato nell’atto di mostrare la piaga sulla gamba destra e con il cane ai suoi piedi.

Il portale ligneo è concluso da un timpano ricurvo dentellato coronato da tre statue. Al centro si trova una scultura femminile, in piedi, avvolta da ampi panneggi. A sinistra, una figura maschile, seduta, lascia pendere la gamba sinistra in modo rilassato. Della statua a destra rimane solo la base.

Al di sopra del portone si staglia un elegante blasone nobiliare avvolto da motivi vegetali. A completare lo sviluppo verticale del fronte sono l’architrave, il fregio e il frontone triangolare sormontato da tre statue.

Se vi chiedete cosa fare a Veronella, l’ampia e luminosa navata della chiesa di San Giovanni Battista custodisce pregiati altari in marmi policromi e incantevoli pale rinascimentali.

La Torricella di Cordignano (TV)

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La torre medievale si innalza in Via Torricella a ridosso della riva sinistra del fiume Meschio (coordinate: 45.94753670411089, 12.422625996246271).

In passato ebbe la funzione di Balestriera dalla metà del XVI secolo, la Torricella fu costruita prima che la Repubblica di Venezia conquistasse il Friuli nel 1420. Dalla metà del XVI secolo, in qualità di torre difensiva, la Torricella venne riconosciuta come di Balestriera.

La presenza di due bifore sui lati est e sud dell’antico fabbricato suggerisce che la Torricella (in dialetto Toresela), concepita come opera militare difensiva, fu successivamente convertita in abitazione.

Immersa nel radioso panorama rurale di Cordignano scandito da rigogliosi vigneti, floride siepi e campi di granturco, la Torricella rappresenta uno dei più affascinanti punti di riferimento storici e culturali di Cordignano.

Il Palazzo del Dazio a Cordignano (TV)

Costruito nel primo decennio del Cinquecento per volere del Governatore del Feudo di Cordignano, il Palazzo del Dazio venne eretto presso l’antico ponte sul fiume Meschio a Ponte della Muda (coordinate: 45.94527910733177, 12.43992720658075). Lo storico borgo fluviale fu amministrato dalla nobile famiglia veneziana dei Rangoni di Spilamberto dalla metà del XV secolo fino al 1763, anno in cui la famiglia Mocenigo acquisì il dominio del feudo.

Edificio tra i più rappresentativi del comune di Cordignano, il Palazzo del Dazio si distingue per un maestoso porticato scandito da ampie volte a crociera sorrette da pilastri, ingentiliti dallo stemma nobiliare dei Rangoni.

La storia del Palazzo del Dazio è legata alla presenza di un’importante arteria stradale di origine romana, conosciuta sin dall’Alto Medioevo come Strada Regia, che metteva in comunicazione la città di Venezia con Udine e il nord Europa.

L’edificio rinascimentale ospitava i funzionari incaricati di controllare le merci trasportate da e verso Venezia e di riscuotere il relativo dazio doganale. Nel palazzo trovavano dimora anche i Cavalieri Dei Daciari del Sal Di Treviso che collaboravano con i gabellieri per contrastare il commercio illecito di sale nei territori più a sud, solcati dal fiume Livenza.

Le riforme amministrative introdotte da Napoleone nel 1806 portarono alla soppressione delle giurisdizioni feudali e il Palazzo del Dazio divenne conseguentemente obsoleto.

Il toponimo Ponte della Muda deriva dal ponte, costruito sull’antico corso del fiume, presso il quale era stato edificato il Palazzo del Dazio.
Termine radicato nel linguaggio del Nord Italia sin dal Medioevo, la parola Muda, in origine Muta, significava appunto tassa, dazio o gabella. Inoltre, in loco veniva effettuata anche la muda, ovvero il cambio dei cavalli.

La deviazione del corso del Meschio, resasi necessaria negli anni Trenta del Novecento per ragioni di sicurezza, comportò la demolizione dell’antico ponte.

Si ringrazia Gian Marco Mutton per la gentile collaborazione.

G. M. Mutton, Ponte della Muda: metamorfosi di un paese: documenti e testimonianze, Volume I, pagg. 27 – 34, Vittorio Veneto, 2013.

Cosa fare a Roveredo di Guà (VR): 3 idee

Scopri cosa fare a Roveredo di Guà: passeggiata sul Lungoargine, la chiesa di San Pietro Apostolo, la fiera del radicchio. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Roveredo di Guà?

Il comune di Roveredo di Guà confina a nord est con Pojana Maggiore, a nord ovest con Cologna Veneta, a sud con Montagnana, a est con Pojana Maggiore e Montagnana, a ovest con Pressana.

Passeggiata Lungoargine da Via Dante Alighieri

Il punto di partenza del breve itinerario è la chiesa di San Pietro Apostolo.

Lasciate la facciata della chiesa di San Pietro Apostolo alla vostra sinistra, percorrete Via Basso fino all’incrocio con Via Dante Alighieri e svoltate a destra. Dopo 280 metri, al segnale di stop, girate a sinistra e continuate lungo Via Dante Alighieri per 230 metri fino a trovare, poco prima del ponte, l’imbocco della strada sterrata che si snoda parallelamente al fiume Guà. Il sentiero regala vedute suggestive della campagna roveredana ammantata da floridi campi di granturco e frumento e scandita da rigogliose siepi di salici, acacie, alianti, olmi, noci, platani e pioppi.

Dopo circa 650 metri, in corrispondenza di un annesso rustico di pietra in rovina, svoltate a sinistra in Via Chiavica. All’incrocio svoltate di nuovo a sinistra e seguite Via Chiavica, Via Possessione e Via II Giugno fino alla rotatoria. Alla rotonda prendete la terza uscita e seguite Via Dante Alighieri per 130 metri, poi svoltate a destra in Via Basso fino a tornare alla chiesa di San Pietro Apostolo.

La parrocchia di San Pietro Apostolo

Situata in Via Cesare Battisti 43, la chiesa di San Pietro Apostolo è rivolta su un florido giardino costellato di tigli, cipressi, pini marittimi, bagolari e magnolie che incorniciano un monumento in onore ai patrioti caduti nella prima guerra mondiale. Sulla sommità del candido cippo commemorativo si eleva la statua bronzea di un soldato che stringe un pugnale nella mano destra mentre solleva una corona d’alloro con la mano sinistra.

Incastonata nel cuore storico del paese a breve distanza dalle sponde erbose del Guà, la chiesa si distingue per una maestosa facciata a doppio spiovente, verticalmente tripartita da quattro lesene ioniche poggianti su alti plinti.

Concluso da un timpano triangolare sorretto da due mensole, il portale ligneo è affiancato da due nicchie in cui sono inserite, a sinistra, la statua di San Pietro, riconoscibile per il simbolo delle Chiavi del cielo e del Libro, a destra, la statua di San Paolo, riconoscibile per la spada a doppio taglio al suo fianco.

Al di sopra del portone d’ingresso e delle due nicchie si estende orizzontalmente una cornice modanata, sormontata dall’iscrizione D.O.M. ET B. PETRO AP DICATUM. A completare lo sviluppo verticale della struttura sono l’architrave, il fregio e il frontone triangolare dentellato coronato da tre statue acroteriali.

Se vi chiedete cosa fare a Roveredo di Guà, la vasta e luminosa navata del luogo di culto neoclassico custodisce pregiati altari in marmi policromi, uno spettacolare organo a canne e incantevoli opere pittoriche.

La fiera del radicchio

L’edizione 2024 della fiera del radicchio è prevista da venerdì 12 a domenica 14 gennaio in corrispondenza della chiesa parrocchiale.

Occasione ideale per le buone forchette, la manifestazione include comode tendostrutture riscaldate nelle quali sarà possibile scegliere tra gustose specialità che valorizzano lo squisito ortaggio del veronese, caratterizzato da foglie croccanti di color rosso scuro e da un piacevole gusto amaro. Gli invitanti menù delle precedenti edizioni hanno previsto saporite pietanze come le penne al radicchio e salsiccia, il risotto al radicchio e tastasale, salsicce al radicchio e polenta e molto altro!

Se vi chiedete cosa fare a Roveredo di Guà e desiderate assaporare tipicità enogastronomiche da far venire l’acquolina in bocca nella cornice di un ameno paesino rurale della Bassa Veronese, partecipare alla fiera del radicchio potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per maggiori informazioni in merito alla fiera è possibile visitare la pagina Facebook Fiera del Radicchio Roveredo di Guà.