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Cosa fare ad Arre in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare ad Arre: Note e sapori, Palazzo Papafava, Parrocchia di Santa Maria Assunta. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Arre?

Il comune di Arre in provincia di Padova confina a nord con Terrassa Padovana, a est e a nord est con Candiana, a ovest e a nord ovest con Conselve, a est e a sud est con Agna, a ovest e a sud ovest con Bagnoli di Sopra.

Note e sapori

L’edizione 2023 della ricorrenza popolare si è svolta da venerdì 28 a domenica 30 luglio in Via Roma, in corrispondenza della chiesa di Santa Maria Assunta.

In occasione del lieto evento, il cuore storico della graziosa cittadina rurale è costellato di opere d’arte di pittori, scultori e di abili artigiani. Spiccano in questo contesto le graziose miniature che illustrano con straordinario realismo scene di vita contadina attraverso minuziose riproduzioni degli utensili impiegati nell’agricoltura e nell’allevamento all’epoca dei nostri nonni e bisnonni: carri in legno trainati da buoi, stalle e recinti con animali da fattoria, fienili, antichi torchi per il vino nonché modellini in scala di biciclette, di moto d’epoca e di pittoreschi carrettini dei gelati vintage, solo per menzionare alcuni dei manufatti in scala che testimoniano l’abilità degli artigiani del luogo.

Opportunità per chi è alla ricerca di piatti goderecci e invitanti, la manifestazione prevede spaziose aree di ristorazione nelle quali troverete braciole, salsicce sfrigolanti alla griglia e costine succulente nonché appetitose fritture di calamari, seppie e gamberi servite con fette di polenta alla piastra, croccanti patate fritte e freddi boccali di birra, ideali per dissetarsi e lenire la calura estiva. Non mancheranno squisiti piatti di bigoli al ragù e insalate condite con mozzarelle e accompagnate da fette di sopressa.

Oltre alle tipicità autoctone, come i produttori locali di miele, prodotti d’alveare, confetture e conserve, la sagra include stand con leccornie tipiche della Sicilia (protagonista indiscusso è lo squisito cannolo siciliano).

Se vi chiedete cosa fare ad Arre e desiderate trascorrere la bella stagione in un antico paesino agreste della Bassa Padovana all’insegna di musica dal vivo, esibizioni di danza e specialità enogastronomiche da far venire l’acquolina in bocca, partecipare a note e sapori potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per essere sempre aggiornati in merito alla vivace e spensierata manifestazione potete consultare la pagina Facebook Pro Loco Arre APS.

Palazzo Papafava

Situato in Via Roma, Palazzo Papafava rappresenta uno dei più significativi monumenti storici del comune. Edificato per volere dell’omonimo casato padovano, ramo dell’illustre famiglia dei Carraresi, il maestoso palazzo a base rettangolare si articola su quattro livelli, elevandosi all’interno di una corte delimitata da imponenti fabbricati rustici porticati e da un muro in mattoni rossi nel quale si apre un elegante cancello in ferro battuto.

Ombreggiato da maestosi tigli, cedri dell’Atlantico e piante di alloro, il complesso architettonico risalente ai secoli XVI e XVII è uno splendido gioiello di architettura rinascimentale. Questo luogo incantevole si presenta come cornice per coinvolgenti iniziative culturali, folcloristiche e musicali come il carpe diem Festival (pagina Facebook: CARPE DIEM Festival 2.0).

Parrocchia di Santa Maria Assunta

Situata in Piazza D. A. Arzenton, 1, la parrocchia di Santa Maria Assunta si distingue per una facciata a doppio spiovente, ritmata da quattro paraste che separano la sezione centrale del fronte dalle ali laterali, di altezza inferiore. Un motivo di archetti pensili a sesto acuto asseconda i rampanti del tetto e delle ali laterali.

L’imponente portale ligneo è incorniciato da un candido paramento impreziosito da pinnacoli e da una lunetta raffigurante la Madonna e gli angeli in altorilievo. Al di sopra della lunetta, una statua si staglia sulla sommità dell’edicola centrale.

Sopra il portone, delimitate da eleganti colonne tortili, si trovano due nicchie contenenti statue. Queste nicchie sono ornate con gli stessi elementi decorativi simili a quelli che adornano il portale centrale.

Il grande rosone presenta al centro un quadrilobo intorno al quale si dispongono dodici colonnine raccordate da archetti trilobati. Al di sopra del rosone si staglia un’apertura, anch’essa quadrilobata.

Ad accentuare la verticalità della struttura sono cinque guglie, tre sulla sommità del tetto, due alle estremità delle ali laterali.

Sovrastata da uno spettacolare soffitto con volte a crociera ogivale, l’ampia e luminosa navata è ingentilita da altari in marmi policromi e splendide opere pittoriche risalenti ai secoli XIX e XX. Non si esclude tuttavia che il dipinto dell’Assunzione di Maria possa risalire al XVII secolo. Degni di nota sono inoltre una pregiata scultura lignea della Madonna col bambino e l’altare collocato nel presbiterio, decorato da putti dipinti su un brillante sfondo dorato.

Se vi chiedete cosa fare ad Arre, la chiesa di Santa Maria Assunta è un tesoro di architettura gotica ricco di opere pittoriche e scultoree di inestimabile valore.

Villa di Maser, gioiello di architettura palladiana

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Veduta aerea di Villa di Maser.

Progettata da Andrea Palladio e costruita dal 1549 al 1558, Villa di Maser (conosciuta anche come Villa Barbaro) sorge a mezza costa di un florido declivio boscoso nel punto in cui la rigogliosa pianura incontra i dolci pendii alberati dei Colli Asolani.

Situata in Via Cornuda, 7, la dimora rinascimentale è inserita in una tenuta di duecento ettari, di cui cento ettari a bosco, il resto a vite e in parte a uliveti.

Dichiarato patrimonio dell’umanità UNESCO nel 1996, il complesso architettonico si armonizza con le gentili pendenze del colle grazie all’equilibrato collegamento dei due principali livelli della residenza signorile con gli ambienti esterni: il piano terra con il giardino rivolto verso la sconfinata pianura trevigiana, il piano nobile con il Ninfeo a esedra cui fanno da sfondo soleggiati rilievi boscosi.

Come accedere a Villa di Maser?

Superato il meraviglioso tempietto a pianta circolare progettato da Andrea Palladio nel 1580, la lieve salita di via Barbaro porta al parcheggio della Villa e successivamente al cortile d’ingresso ammantato di rose, glicine e begonie rampicanti che in primavera regalano uno spettacolo suggestivo di profumi e colori.

Architettura di Villa di Maser

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Veduta aerea di Villa di Maser, della tenuta e del viale di accesso.

La dimora padronale

Concepito da Andrea Palladio come sede della tenuta agricola dei fratelli Daniele e Marcantonio Barbaro, il maestoso edificio che è possibile ammirare oggi è l’esito della ristrutturazione di un’antica casa dominicale che apparteneva ai committenti.

La facciata del corpo padronale è verticalmente tripartita da quattro semicolonne ioniche che affiancano il portale d’accesso, collocato in posizione mediana. Al di sopra dell’ingresso si staglia una monofora centinata impreziosita da un elegante parapetto. Nelle sezioni laterali si aprono due finestre rettangolari sormontate da frontoncini, ricurvi al piano terra, triangolari al piano nobile.

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Veduta della dimora padronale di Villa Barbaro.

Definito da Andrea Palladio come “Quella parte della fabbrica che esce alquanto in fuori“, il nucleo residenziale del complesso architettonico è in posizione avanzata rispetto alle barchesse e si innesta nella pendenza della collina retrostante.

Interrotta dall’archivolto della monofora, la trabeazione culmina in un frontone triangolare dentellato ingentilito da fini ornamenti a stucco in altorilievo, opera di Alessandro Vittoria, raffiguranti l’allegoria di pace e armonia. Il blasone dei Barbaro, posto sulla sommità del timpano, è sorretto da due figure a cavallo di delfini, rivolti verso un bucranio. Il fregio sottostante reca l’iscrizione DAN•BARBARUS•PAT•AQUIL – ET•MARCUS•ANT•FR•FRANC•E.

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La facciata di Villa Barbaro, anticipata dalle sculture di due leoni.

Le barchesse e le colombaie

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Veduta del giardino, delle barchesse e delle colombaie di Villa di Maser.

Disposte simmetricamente rispetto al copro centrale, le ampie e luminose barchesse sono scandite da cinque arcate sorrette da pilastri e ornate da mascheroni nel punto corrispondente alla chiave di volta.

Alle estremità delle ali porticate si elevano due colombaie, alleggerite alla base del fronte da tre ampie arcate sopra le quali campeggiano splendide meridiane. Quella ad ovest segna l’ora e l’inizio delle stagioni, quella ad est è un calendario zodiacale e indica mensilmente la data d’ingresso del Sole nel corrispondente segno dello Zodiaco. La facciata delle colombaie è ulteriormente nobilitata da quattro nicchie, ricavate nei pilastri, ospitanti pregiate statue.

I due fabbricati alle estremità delle logge laterali si prolungano sul retro incorniciando la corte posteriore, dalla quale si accede ad uno dei luoghi più magici e ammalianti di Villa di Maser.

Il Ninfeo

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Il Ninfeo, con ornamenti di Alessandro Vittoria e Marcantonio Barbaro.

Dal colle retrostante alla villa, costellato di scuri e regali alberi plurisecolari, Andrea Palladio fece ricavare un incantevole Ninfeo.

Il sistema idraulico che alimenta la cisterna in cima al bosco aziona, per caduta, gli zampillanti giochi d’acqua del Ninfeo, serve la Villa e, attraverso il giardino, arriva alla campagna antistante segnata dallo stradone alberato con tigli.

Le decorazioni di Alessandro Vittoria

L’esedra del Ninfeo è adornata da raffinate statue di divinità silvane e olimpiche inserite in dieci nicchie. Quattro imponenti telamoni, attribuiti a Marcantonio Barbaro, sorreggono la trabeazione ornata da putti e fasti.

La chiave di volta dell’arcata che dà accesso alla grotta è decorata dallo stemma dei Barbaro, sostenuto da due figure alate.

Le sale affrescare da Paolo Veronese

Sala a crociera

Suonatrice Paolo Veronese
Suonatrice nella sala a Crociera di Villa di Maser. Paolo Veronese

Realizzate a partire dal 1560, le architetture dipinte di Paolo Veronese si integrano sapientemente con gli spazi della sala a crociera, creando un delicato equilibrio nel quale gli ambienti progettati da Andrea Palladio sfumano dolcemente nelle prospettive illusorie del Veronese.

Trionfo del colorismo veneto, questo capolavoro di trompe l’oeil vivacizza il cuore della residenza gentilizia. Candide colonne e ampie arcate balaustrate regalano amene vedute di lussureggianti giardini alberati cinquecenteschi, un paggio e una bambina sbucano a dare il benvenuto dalle porte mentre nelle nicchie due suonatrici accolgono i presenti con piacevoli melodie.

Lance e alabarde appoggiate presso le finestre invitano ad alleggerirsi delle preoccupazioni per immergersi nell’atmosfera da sogno della tenuta.

Stanza di Bacco

Bacco dona luva ai pastori Paolo Veronese
Bacco dona l’uva ai pastori, Paolo Veronese.

La stanza di Bacco celebra la fertilità, l’abbondanza e la qualità delle uve prodotte nei prosperi vigneti della tenuta sin dal XVI secolo.

L’affresco sulla volta immortala Bacco nell’atto di offrire dell’uva ai pastori sospesi sulle soffici nubi. Un altro pastore riposa serenamente cullato dalle melodie di una suonatrice e di quattro putti svolazzanti. La scena è incorniciata da rigogliose pergole.

Le complesse geometrie del Veronese sembrano ampliare e donare luminosità alla stanza attraverso scene di vita quotidiana ambientate tra antiche rovine e scenari celestiali che generano l’illusione di un’ascensione senza confini.

Suggestivi contrasti chiaroscurali esaltano i volumi illusori di colonne ioniche scanalate e di nicchie ospitanti eleganti statue. La grandiosa struttura simulata incornicia viali alberati dipinti attraversati da carrozze trainate da maestosi destrieri. Una scena simboleggiante l’amore e la passione procreatrice illustra Apollo e Venere nell’atto si scambiarsi sguardi intensi.

Stanza di Bacco
Stanza di Bacco.

Stanza del Tribunale d’Amore

Il tema dell’amore coniugale è rappresentato da un tribunale celeste incaricato di valutare il comportamento della giovane sposa, genuflessa tra il consorte e il difensore. Seduto su una nuvola paffuta, il giudice è affiancato dalla Giustizia, con una clava in una mano ed un mazzo di fiori nell’altra.

La lieta conclusione del processo è intuibile dalla presenza di gioiosi putti che fanno piovere sgargianti fiori sui presenti mentre tre suonatrici, al di sopra del camino in stucco del Vittoria, rallegrano l’ambiente con la loro musica.

Alle affascinanti raffigurazioni di vita quotidiana fanno eco gli splendidi scorci del giardino visibili dalle ampie finestre. Ad accentuare il dinamismo della composizione è un gruppo di amorini alati che, disputandosi il prezioso servizio d’argento della famiglia Barbaro, ne mette in evidenza lo stemma.

Sala dell’Olimpo

Volta della Sala dellOlimpo Paolo Veronese
Volta della Sala dell’Olimpo. Paolo Veronese.

Affacciata al candido parapetto, Giustiniana Giustiniani, moglie di Marcantonio Barbaro, ci accoglie nella Sala dell’Olimpo, cuore della dimora gentilizia, insieme alla nutrice e a tre figli.

Dal portamento fiero ed elegante, la Signora Barbaro poggia le mani sul bordo della balaustra dove sono raffigurati un pappagallo e un cagnolino. Al di sotto di Giustiniana Giustiniani si scorge una rappresentazione di Villa Barbaro.

Espressione della maestria e del genio creativo del Veronese, imponenti colonne tortili abbellite da motivi vegetali accentuano la verticalità della sala. Le colonne simulate sorreggono la finta cornice architettonica ottagonale che ospita le principali divinità dell’Olimpo con i relativi simboli. Nelle lunette e negli angoli sono dipinte le stagioni e i quattro elementi.

Dal centro della brillante volta di luce emerge la figura di una donna su un mostro alato a portare un messaggio di salvezza, di Armonia universale.

Veduta Sala dellOlimpo verso autoritratto del Veronese
Veduta Sala dell’Olimpo verso autoritratto del Veronese.

Stanza del Cane

A dare il nome alla stanza è il grazioso cagnolino sulla parete di sinistra, accucciato di fronte al finto basamento marmoreo. L’allegoria sulla volta mostra tre donne che si contendono una cornucopia. Le figure femminili rappresentano Venezia, l’Ambizione e l’Invidia che nasconde un coltello. Svettanti coppie di colonne ioniche incorniciano un romantico paesaggio marino costellato di ruderi ammantati di vegetazione.

Nella parete di fronte all’entrata si può ammirare la la Sacra Famiglia con S. Caterina, protettrice della famiglia Barbaro.

Stanza della Lucerna

Ricca di simbolismi biblici, la stanza della lucerna è adornata da un’allegoria della Fede, con il Sacro Calice in una mano e la Bibbia aperta ai suoi piedi, che mostra al peccatore la via verso l’eternità, concetto incarnato da un serpente che circonda la terra mordendosi la coda. La Carità guida il peccatore e schiaccia con sdegno un forziere di gioielli dinanzi al Padre Celeste che emerge dalle nubi.

Degno di nota è senz’altro lo splendido inganno ottico generato dal putto con le ali spiegate che regge l’elaborata lucerna metallica appesa al soffitto.

Ritratto di Elena Caliari

La moglie di Paolo Veronese è ritratta in abiti eleganti, con un ventaglio, sulla parete in fondo alla successione di stanze. Le dimensioni della dama, maggiori rispetto a quelle reali, sono studiate appositamente per conferire un senso di prossimità attraverso un ingegnoso effetto prospettico.

Autoritratto di Paolo Veronese

Risalente al 1562, l’autoritratto di Paolo Veronese mostra l’artista con indosso un raffinato abito da caccia. L’opera è una preziosa testimonianza dell’affetto provato dal pittore per questo luogo, alla cui straordinaria bellezza ha contribuito con le proprie opere.

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Giardino di Villa di Maser.

Se desiderate scoprire un inestimabile capolavoro di architettura, pittura e scultura, sintesi del genio di alcuni dei più grandi artisti del rinascimento, ammirare giardini incantati ed opere di ingegneria idraulica ispirate alla civiltà romana, visitare le cantine di una storica tenuta vitivinicola incastonata nel cuore della D.O.C. Montello e Colli Asolani, visitare Villa di Maser sarà un’esperienza indimenticabile!

Villa di Maser

Quello che era……..e quello che sarà nuovamente

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Quella parte della fabrica, che esce alquanto in fuori, ha due ordini di stanze, il piano di sopra

è a pari del piano del cortile di dietro, ove è tagliata nel monte riscontro alla casa una fontana, con infiniti ornamenti in stucco e di pittura. Fa questa fonte un laghetto, che serve per peschiera:da questo luogo partitasi l’acqua scorre nella cucina e poi irrigati i giardini che sono dalla parte destra e sinistra parte della strada la quale pian piano ascendendo conduce alla fabrica; fa due peschiere co i loro beveratori sopra la strada commune; d’onde partitasi; adacqua il bruolo, il quale è grandissimo, e pieno di frutti eccellentissimi, e di diverse seluaticine”.

Andrea Palladio, I quattro libri dell’Architettura, libro II, Venezia 1570

Così Palladio descrive in poche righe la natura di Villa di Maser, dove l’acqua che scorre dalla fonte genera architettura, paesaggio e produzione agricola, in una sintesi straordinaria che ha conservato nel tempo il proprio carattere unitario.

La Villa comprende le barchesse, il tempietto, il Ninfeo servito dal sistema idraulico descritto e l’ampio giardino.

Il tempo ha in parte cancellato la funzionalità del pensiero del grande architetto, ma non la memoria, ed è obiettivo del progetto ridare vita per quanto possibile, anche innovandolo, all’idea palladiana.

Il complesso cresce nei decenni

Nel parco si alternano, a grandi prati a sud della Villa, due fontane circolari, il giardino del Ninfeo con prato e pavimento in ciottoli, il bosco sulla collina retrostante con conifere, cedri, lecci, tassi e altri alberi di pregio e gli orti a est. Nel 1930, a opera di Tomaso Buzzi e di Marina Volpi, proprietaria del complesso, vengono realizzati un giardino di rose, una sequenza di tre giardini con serre, limonaia e vasca e una straordinaria galleria di carpini, tipica dei giardini veneti. La Villa, il giardino e il suo paesaggio sono vincolati dal 1964, considerando l’insieme il vero bene da tutelare.

Viale Dei Carpini in restauro
Viale Dei Carpini in restauro.

L’unicità di un luogo dalle forti radici

Luogo emblematico della civiltà delle ville venete costituisce anche un riferimento per le iniziative di valorizzazione della produzione vitivinicola dell’area, delle colline del prosecco. Inserito nel circuito delle Strade dell’Architettura, Strada dei Vini e della Grande Guerra, e in un sistema di percorsi ciclistici e naturalistici. L’eccezionalità del sito è dovuta alla integrità delle relazioni storiche tra le componenti, al pregio botanico e storico di alcuni alberi (Juniperus communis, Sophora japonica), al sistema idraulico che alimenta la cisterna in cima al bosco e, per caduta, aziona i giochi d’acqua del Ninfeo, serve la Villa e, attraverso il giardino, arriva alla campagna antistante segnata dallo stradone alberato con tigli.

Riportare alla luce la bellezza

Il complesso e il suo giardino presentano alcune aree che hanno subito danni sia per scarsa manutenzione sia per eventi atmosferici straordinari. Il bosco retrostante, che nei primi dell’800 era coperto di ulivi e frutti, e poi risistemato con conifere e altri alberi di prima grandezza, è stato fortemente diradato da un fortunale e ha determinato problematiche statiche e fitopatologiche ad alcuni soggetti arborei anche prossimi alla Villa. Il circuito idraulico storico è attualmente interrotto per interventi incongrui effettuati nel tempo e, come per gli alberi, è urgente in quanto priva la Villa dei giochi d’acqua che la contraddistinguono.

Il ridare vita non consiste in un ritorno al passato, ma un recupero di significati presenti e in parte nascosti, alla luce della contemporaneità.

Questa volontà si concretizza anche per mezzo dell’impiego di moderne tecnologie, che consentono al parco e alle architetture contenute, di perseguire un approccio conservativo, basato su principi innovativi e sperimentali.

Gli step del Progetto

  • l’informatizzazione dei dati sulla componente vegetale e sui prati, e la redazione di un master plan generale del complesso, sia per il parco-giardino sia per la parte di paesaggio tutelata come bene monumentale, permetterà di iniziare una manutenzione programmata con monitoraggio e cura degli alberi, con la valorizzazione della naturalità dei prati e del bosco retrostante, con processo di arricchimento botanico nei tre giardini a ovest in un equilibrio controllato tra disegno e natura;
  • il recupero del sistema idraulico palladiano restituirà al complesso un sistema funzionale e aggiornato che sposa l’innovazione con la storia, divenendo un motore per la valorizzazione non solo della Villa ma dell’intero territorio;
  • il Ninfeo sarà restaurato e lo stato di conservazione monitorato in continuo con sofisticati sistemi di controllo digitali;
  • esempio di valorizzazione, verrà esternalizzato grazie a collaborazioni anche scientifiche risultato dell’accordo quadro con l’Università IUAV di Venezia con la quale sono previste attività scientifiche e di formazione a vari livelli, con pubblicazioni e ricerche che coinvolgeranno istituzioni e associazioni locali, nazionali e internazionali.
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Il Ninfeo a esedra con decorazioni di Alessandro Vittoria e Marcantonio Barbaro.

La valorizzazione e i suoi obiettivi

  • la gestione del complesso punta a incrementare il flusso di visita, ma anche a offrire un quadro dei valori integrati a quello primario dell’architettura con l’intento di evidenziare l’importanza di tutte le sue parti compresi il giardino e il paesaggio;
  • la sicurezza e l’accessibilità verranno adeguate attraverso l’individuazione di un percorso dotato di dispositivi speciali anche per utenti diversamente abili;
  • il Parco e la Villa di Maser saranno promossi e valorizzati attraverso il loro inserimento negli itinerari delle visite alle strutture del territorio appartenenti al network e al Patrimonio Unesco, delle Ville e dei Giardini più noti a livello internazionale, nonché nei circuiti artistico-culturali specializzati in parchi e giardini storici e in tour eno-gastronomici. Saranno progettate rassegne di eventi ed esposizioni attraverso specifiche partnership con le istituzioni locali, gli operatori turistici del settore botanico, culturale, dell’escursionismo ambientale, dello slow tourism e del cicloturismo, in combinazione con le eccellenze storiche, artistiche, naturalistiche e museali del territorio;
  • l’impiego di tecnologia web based consentirà di migliorare l’esperienza di accesso, visita e fruizione del Parco e della Villa anche per un pubblico con ridotta mobilità e percezione visiva.

Villa di Maser rinasce nel segno di Palladio e della sostenibilità

con i fondi del PNRR – Ministero della Cultura

2 milioni di euro per conservazione e valorizzazione delle parti esterne

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Veduta aerea di Villa di Maser.
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Villa di Maser, giardino e colli alberati sullo sfondo.

Villa di Maser, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1996, ha ospitato nella sala a Crociera Rosa la conferenza stampa di presentazione degli interventi di conservazione e valorizzazione in fase di avvio, resi possibili dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza-PNRR-M1C3, Ministero della Cultura (Unione Europea, NextGenerationEU*).

Ospite della giornata Vittorio Dalle Ore, proprietario della Villa. Sono intervenuti, oltre alle autorità, Paolo Faccio, Progettista e Coordinatore Generale del Progetto, Professore Ordinario di restauro presso lo IUAV di Venezia; Annachiara Vendramin, Progettista e Direttore dei Lavori della componente vegetale, agronomo del paesaggio; Andrea Di Lenna, Coordinatore delle attività di valorizzazione del Progetto, Professore di Organizzazione all’Università di Padova.

Durante la conferenza stampa è stato descritto nel dettaglio il Progetto di conservazione e valorizzazione che riguarda l’esterno del complesso concepito da Andrea Palladio nella metà del Cinquecento.

Lo stato dell’arte e gli interventi previsti

(…) Ove è tagliata nel monte rincontro alla casa una fontana con infiniti ornamenti di stucco, e di pittura. Fa questa fonte un laghetto, che serve per peschiera; da questo luogo partitasi l’acqua scorre nella cucina, & da poi irrigati i giardini, che sono dalla destra, e sinistra parte della strada, la quale piano piano ascendendo conduce alla fabrica; fa due peschiere coi loro beveratori sopra la strada commune: d’onde partitasi; adacqua il Bruolo, il quale è grandissimo, e pieno di frutti ecellentissimi e di diverse selvaticine (…).

Andrea Palladio, I quattro libri dell’Architettura, libro II, Venezia 1570

Villa di Maser (conosciuta anche come Villa Barbaro), è un complesso di ardita magnificenza. L’edificio è, come da volontà di Andrea Palladio, legato simbioticamente all’ambiente circostante e ha una vocazione agricola. Assomma su di sé un grande impatto visivo – colonne, frontoni, barchesse – e una funzionalità di alto livello: una vera “macchina territoriale”, impreziosita dalla componente artistica a cura del pittore Paolo Veronese e dello scultore Alessandro Vittoria. 200 gli ettari di pertinenza, di cui 100 ettari a bosco, il resto a vite e in parte a uliveti.

L’intervento finanziato dai fondi del PNRR M1C3 dedicato a “Parchi e Giardini Storici”* per un totale di 2 milioni di euro riguarda la conservazione della parte architettonica e impiantistica (sistema idraulico palladiano, uso della risorsa idrica in modo funzionale; restauro del Ninfeo e dell’apparato decorativo con materiali bio-eco compatibili e sostenibili). La componente arborea della Villa, con un’attenzione particolare per gli esemplari più antichi, sarà curata e integrata con altri elementi vegetali. Il giardino delle rose e altri tre giardini saranno restaurati e rinnovati con l’introduzione di piante e fiori particolarmente amati fra il Cinquecento e Seicento. Orto e frutteti saranno riqualificati, così come i prati, che verranno arricchiti dal punto di vista floristico e aromatico. Tutto concorrerà a rendere Villa di Maser ancor più accogliente e permetterà al visitatore di passeggiare nei giardini e tra le serre, supportato da un’adeguata cartellonistica informativa; sarà garantita l’accessibilità dei percorsi anche alle persone diversamente abili.

Un contestuale progetto piano di valorizzazione inserirà il complesso non solo tra gli itinerari di visita del Patrimonio UNESCO, delle Ville e Giardini più noti a livello internazionale, ma lo renderà location perfetta per eventi culturali di alto profilo e meta del turismo slow in tutte le sue declinazioni (botanico, culturale, sportivo, enogastronomico…).

Approfondimenti

Nel suo intervento, Vittorio Dalle Ore ha trasmesso ai presenti l’amore e la dedizione personale nei confronti di un’opera incredibilmente affascinante: “Sostenuta per questo Progetto dall’intervento del soggetto pubblico, attraverso l’Unione Europea. Questi investimenti sono intimamente connessi alla vita della Villa, in cui edificio e parti esterne dialogano in modo costante e rappresentano un indiviso di valore inestimabile. Finalmente la bellezza che ogni giorno si può vivere e respirare a Villa di Maser potrà essere condivisa con il visitatore in modo ancor più profondo: le persone potranno, oltre che ammirare gli affreschi e le sculture della Villa, anche passeggiare per i giardini, le serre, veder zampillare l’acqua dal Ninfeo. Un’esperienza ogni giorno diversa, una meraviglia che si rinnova all’infinito”.

Quando parliamo di innovazione, nello specifico caso di Villa di Maser – spiega Paolo Faccio – intendiamo il recupero del progetto originario di Palladio, già allora estremamente avveniristico. Il riferimento è soprattutto all’ottimizzazione delle risorse, in particolare dell’acqua, per l’uso sia funzionale sia estetico. Torneranno al loro splendore originario il Ninfeo, prodigio di architettura e ingegneria, le serre e i giardini. Per questi lavori sono stati selezionati fornitori del territorio altamente specializzati, in grado di garantire l’uso di tecniche e materiali innovativi, sostenibili e brevettati. Alla conclusione dell’intervento conservativo Villa di Maser tornerà a essere ciò che è sempre stata, con un plus: potrà coinvolgere tanti e diversi tipi di utenza, dai giovani ai turisti, dagli studiosi ai professionisti”.

Il verde nelle sue declinazioni – giardini, parco, orto, boschetto – è oggetto del progetto conservativo curato da Annachiara Vendramin: “Per un agronomo, per un paesaggista, è un privilegio poter contribuire alla rinascita di Villa di Maser, anche attraverso la valorizzazione delle componenti arboree di grande valore e la reintroduzione di fiori e piante rare. Il lavoro sarà molto articolato: il giardino storico sarà riqualificato in un’ottica di sostenibilità ambientale; saranno restaurate le pavimentazioni. Sarà recuperato il frutteto, con la messa a dimora di piante di frutti nani, antichi, e di piante officinali; anche il boschetto retrostante sarà riqualificato. A Villa di Maser vivranno insieme e dialogheranno due linguaggi, quello voluto da Palladio e quello impresso negli anni Trenta del secolo scorso dall’architetto Tomaso Buzzi e da Maria Teresa Parpagliolo Shephard, per volere della proprietaria di allora, Marina Volpi di Misurata. Pregevoli curiosità attireranno l’occhio del visitatore attento, come i vasi di terracotta che riporteranno le cifre MM, esattamente come un tempo”.

Specifica dello spirito del PNRR – commenta Andrea Di Lenna – è, oltre al focus sulla natura tecnica degli interventi, la valorizzazione del patrimonio esistente, così da mettere a disposizione della cittadinanza locale e poi di tutti coloro che passeranno in visita a Villa di Maser, strumenti adeguati per godere degli spazi. Concretamente, il Progetto legato ai fondi del PNRR sarà volto ad aumentare il numero di visitatori di Villa di Maser e pertinenze esterne; a digitalizzare le informazioni e renderle fruibili a tutti, sia in loco sia tramite il web; a far sì che parco e giardini siano protagonisti di eventi per diversi target di fruitori. A cambiare sarà anche l’accoglienza fornita che, come voluto dalla proprietà, condurrà le persone a sentirsi ospiti e non semplici visitatori, per una vera experience di valore, fuori dal comune. A essere valorizzato sarà anche il racconto dell’intero percorso di recupero e conservazione, che durerà un anno e mezzo, che già ora fa scoprire piccoli tesori di bellezza capaci di sorprendere anche i professionisti coinvolti nel Progetto”.

*PNRR M1C3 – INTERVENTO 2.3 – PARCHI E GIARDINI STORICI – INTERVENTO DI RECUPERO

Per ulteriori informazioni

Silvia Borsani – ufficiostampa@atelier-esse.com – cell. 335 8355368 

Cosa fare ad Agna in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare ad Agna in provincia di Padova: la fiera di San Lorenzo, Palazzo Mignoni, la chiesa di San Giovanni Battista. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Agna?

Il comune di Agna confina a nord con Candiana, a sud est con Cavarzere, a sud ovest con Anguillara Veneta, a est con Correzzola, Cona e Cavarzere, a ovest con Arre, Bagnoli di Sopra e Anguillara Veneta.

La fiera di San Lorenzo

Secondo il calendario liturgico il giorno dedicato a San Lorenzo è il 10 agosto. Nel comune di Agna, la celebrazione in suo onore si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data. L’edizione 2023 della ricorrenza ha avuto luogo da sabato 5 a martedì 15 agosto in Piazza Roma.

Occasione consigliata per le buone forchette, la sagra prevede grandi aree di ristorazione nelle quali potrete assaporare squisite pietanze di carne e pesce, da succulente braciole, costine e salsicce alla griglia alla gustosa paella, specialità di Valenzia a base di riso con gamberi, cozze, vongole, granchio, seppie, pomodorini, peperoni, piselli, zafferano e paprika.

Oltre alle invitanti tipicità iberiche, il menù include piatti caratteristici della gastronomia veneta come la straeca, taglio di carne tenera e sottile ricavata dal diaframma del cavallo, baccalà alla vicentina e appetitose fritture di pesce servite con verdure grigliate, fette di polenta alla piastra e freddi boccali di birra, ideali per lenire la calura estiva.

A vivacizzare ancor di più le serate di festa vi saranno elettrizzanti concerti durante i quali potrete scatenarvi al ritmo di grandi successi di musica pop e rock degli anni 70′, 80′ e 90′. Il programma include esposizioni di trattori e macchinari agricoli, sia d’epoca che moderni, a testimonianza dell’antica cultura contadina di questa pittoresca cittadina della Bassa Padovana.

Se vi chiedete cosa fare ad Agna e siete alla ricerca di piacevoli iniziative per trascorrere la bella stagione all’insegna di ricette goderecce, fiumi di birra e serate danzanti, partecipare alla fiera di San Lorenzo potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per essere sempre aggiornati sui prossimi appuntamenti dell’evento tradizionale potete consultare la pagina Facebook Pro Loco Agna.

Palazzo Mignoni

Situato in Via Roma, 28, Palazzo Mingoni è uno dei più affascinanti e significativi punti di riferimento architettonici del comune.

Progettata dai fratelli Attilio e Vincenzo Mingoni nella seconda metà del XVII secolo, l’attuale sede municipale è armoniosamente inserita in un giardino adornato da aceri, pini marittimi, siepi di bosso, lecci e salici.

La facciata del candido palazzo seicentesco presenta al pian terreno una loggia a tre fornici, al di sopra dei quali si aprono tre finestre centinate, la centrale delle quali balaustrata.

Il sontuoso edificio a pianta quadrata è internamente ingentilito da opere pittoriche del XVIII e XIX secolo di natura storica, biblica e leggendaria.

Se vi chiedete cosa fare ad Agna, Palazzo Mingoni è un incantevole dimora signorile incastonata nel cuore dell’ameno paesino agreste.

Chiesa di San Giovanni Battista

Situato Via Marconi, 56, 35021 Agna PD, il monumentale luogo di culto neoclassico si distingue per una facciata a doppio spiovente ritmata da due coppie di semicolonne corinzie separate da un grande arco a tutto sesto che campeggia al centro del fronte.

Incorniciato da lesene ioniche, il portale ligneo è sormontato da un timpano ricurvo sopra il quale si staglia un rosone cieco recante l’iscrizione D.O.M. IN HONOREM S. IOANNIS BAPTISTAE PRAECURSORIS DOMINI.

Le imponenti semicolonne sorreggono la trabeazione formata dall’architrave, dal fregio e dal frontone triangolare dentellato. La vasta e luminosa navata della chiesa è ingentilita da raffinati altari in marmi policromi, splendide sculture del XVIII secolo e pregiate opere pittoriche che decorano il presbiterio risalenti agli anni venti del Novecento.

Cosa fare a Correzzola in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Correzzola: la corte benedettina, la festa della SS. Trinità, la Marciliana. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Correzzola?

Il comune di Correzzola confina a nord est con Codevigo, a nord ovest con Pontelongo, a sud con Cona, a est con Chioggia, a ovest con Candiana e Agna.

La corte benedettina

Situata in Viale Melzi, la maestosa corte benedettina sorge in prossimità dell’argine destro del fiume Bacchiglione, il cui placido corso attraversa la fertile campagna correzzolese scandita da floridi campi di granturco e rigogliosi vigneti.

La presenza dei benedettini nella Bassa Padovana orientale è documentata dal XII secolo. Dal XII al XIV secolo i monaci si occuparono di riqualificare questi territori attraverso opere di bonifica, ampliando al tempo stesso le loro acquisizioni fino ad avvicinarsi ai margini del Dogado di Venezia.

Risalente al XVI secolo, il monumentale complesso architettonico è costituito da grandi barchesse porticate, luminose e ben ventilate, scandite da ampie arcate a tutto sesto. Gli imponenti fabbricati rustici costituivano una parte fondamentale dell’incantevole microcosmo bucolico-agreste in cui lavoravano i monaci benedettini. I granai, le stalle e i magazzini erano infatti necessari per le attività di coltivazione, allevamento e lavorazione dei prodotti della corte.

La festa della SS. Trinità

Secondo il calendario liturgico la Santissima Trinità si commemora il 4 giugno. Nel comune di Correzzola, la ricorrenza si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data.

L’edizione 2023 della festa della SS. Trinità ha avuto luogo da sabato 27 maggio a domenica 4 giugno in corrispondenza della chiesa parrocchiale di San Leonardo in Via Giuseppe Garibaldi, 60.

Alla solennità della SS. messa, la sagra associa il clima dinamico e spensierato di una fiera all’insegna di serate danzanti con orchestre di liscio e concerti di talentuosi gruppi tributo per rivivere intramontabili successi del rock italiano e internazionale.

Appuntamento consigliato per le buone forchette, la manifestazione prevede ampie e comode tendostrutture nelle quali potrete gustare saporite specialità di mare e di pesce, da appetitosi spaghetti allo scoglio alla squisita anguilla fritta, dai bisatei (piccole anguille) a fritture miste accompagnate da fette di polenta ai ferri, verdure grigliate e freddi boccali di birra.

Se vi chiedete cosa fare a Correzzola, la festa della SS. Trinità è una piacevole iniziativa per trascorrere la stagione primaverile all’insegna di prelibate tipicità gastronomiche, musica dal vivo, spettacoli di ballo ed esposizioni d’auto d’epoca nella splendida cornice di un grazioso comune della Bassa Padovana.

Per essere sempre aggiornati in merito alla celebrazione è possibile consultare la pagina Facebook Sagra di Correzzola.

La Marciliana

Uno dei più appassionanti eventi culturali di Correzzola, la marciliana rievoca un capitolo fondamentale della storia della Repubblica di Venezia: la guerra di Chioggia, feroce conflitto che dal 1378 al 1381 vide contrapporsi Venezia e Genova, le due più potenti repubbliche marinare del mediterraneo, per il controllo dei traffici commerciali nel Levante.

Nel 2023 la celebrazione ha avuto luogo da venerdì 28 a domenica 30 luglio centro storico dell’amena cittadina agreste.

Per celebrare il trionfo della Repubblica di Venezia, che durante la guerra aveva subito gravissime perdite e rischiato di essere sopraffatta dai genovesi, il cuore di Correzzola si anima di allegre sfilate con armature scintillanti e sgargianti abiti del XIV secolo. Il programma prevede inoltre dimostrazioni di balestrieri, laboratori artigianali con falegnami e fabbri, lezioni di scherma e tiro con l’arco, esibizioni di giocolieri, sputafuoco e falconieri, spettacoli di musici e tamburini nonché taverne e osterie in cui potrete assaporare specialità goderecce da leccarsi i baffi.

Se vi chiedete cosa fare a Correzzola e desiderate fare un viaggio nel tempo e immergervi nell’atmosfera magica di una festante e pittoresca cittadina medievale, partecipare alla Marciliana potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per maggiori informazioni in merito al coinvolgente evento folcloristico è possibile consultare la pagina Facebook Comune di Correzzola ed il sito prolococorrezzola.it.

Cosa fare a Candiana in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Candiana: Villa Garzoni, la festa di San Michele Arcangelo, giro in bicicletta a Candiana. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Candiana?

Il comune di Candiana confina a nord con con Bovolenta, a sud con Agna, a est con Pontelongo e Correzzola, a ovest con Terrassa Padovana e Arre.

Villa Garzoni

Situata nella frazione di Pontecasale a pochi km dal centro di Candiana, Villa Garzoni è uno dei più significativi punti di riferimento storici e culturali del comune.

Edificata nella prima metà del XVI secolo per volere di Alvise Garzoni, il monumentale complesso architettonico rinascimentale fu progettato da Jacopo Sansovino, proto della Repubblica di Venezia.

Armoniosamente inserito in una vasta tenuta di quindici ettari, il grandioso complesso architettonico include due enormi barchesse porticate scandite da ampie arcate a tutto sesto.

Sorto in un territorio acquitrinoso e paludoso, l’incantevole brolo della tenuta nobiliare che è possibile ammirare tutt’oggi è il risultato di accurate opere di bonifica volute dalla famiglia Garzoni nel corso del cinquecento.
Particolare di notevole interesse è il sistema di grondaie in pietra d’Istria che convoglia l’acqua piovana nella vera posta al centro della corte.

Incorniciata da un radioso giardino costellato di cedri dell’Atlante, tigli, pioppi e pini marittimi, Villa Garzoni è delimitata da un muro perimetrale nel quale si apre un elegante cancello in ferro battuto.

Accessibile tramite un viale ornato di statue che conduce ad un’imponente scalinata, la maestosa dimora signorile si distingue per una candida facciata recante al centro una doppia loggia a cinque fornici, ritmata alla base da semicolonne di ordine dorico, al primo piano di ordine ionico.

Se vi chiedete cosa fare a Candiana, avere la possibilità di ammirare, anche solo dall’esterno, la sontuosa mole di questo magnifico complesso architettonico veneziano è un’esperienza emozionante.

Giro in bicicletta a Candiana, Correzzola e Pontelongo

Il punto di partenza del percorso consigliato è il parcheggio in Piazza Rubin De Cervin, in prossimità del municipio e del Duomo di San Michele Arcangelo.

Procedete a est in direzione del Duomo passando affianco al giardino pubblico costellato di tigli, magnolie e cedri dell’atlante, le cui chiome argentate ombreggiano la stele commemorativa di Candiana ai suoi caduti, di tutte le guerre.

Lasciate il Duomo alla vostra destra e seguite Via Rialto per circa 600 metri, poi tenete la destra in Via Villa del Bosco e Via Termini per 2,7 km. All’incrocio con Via A. Sandano svoltate a destra. Dopo circa 65 metri girate a sinistra in Via Giuseppe Giusti. Attraversato il ponte svoltate a destra e seguite Via Pelosa per 2,3 km assecondando il placido corso del canale, le cui acque irrigano sconfinati campi di granturco, campi di frumento dorati e rigogliosi filari di vite.

A questo punto attraversate il ponte alla vostra destra e svoltate a sinistra in Via Idrovora. Dopo poco più di un km e mezzo superate il ponte e procedete a nord in Via Concadalbero, addentrandovi nel tranquillo scenario agreste correzzoleze punteggiato di antichi rustici porticati e graziose cascine ristrutturate.

All’incrocio girate a sinistra in Via Farmacia e continuate lungo Via del Sasso. Una volta superato il ponte continuate per 170 metri e svoltate a destra in Via Fossolo. Dopo circa 100 metri tenete la sinistra e seguite la ciclovia che si snoda verso ovest lungo gli argini del Bacchiglione ammantati di salici, olmi, acacie, gelsi, pioppi cipressini e querce.

Dopo poco più di un chilometro attraversate il ponte alla vostra destra, poi svoltate a sinistra in Via Terranova Sx. Procedete per 3,3 km lungo Via Terranova Sx e Via San Valentino.

Svoltate a sinistra e procedete lungo Via Nova per 800 metri. Alla rotatoria prendete la terza uscita. Superato il ponte svoltate a destra in Via Paltana. Seguite Via Paltana per 1,7 km fino all’incrocio con Via Candiana. Il tranquillo itinerario regala splendide vedute dei campi di granturco solcati dal sinuoso canale, dalle cui sponde crescono fitti boschetti di canne comuni. All’incrocio Svoltate a sinistra e procedete per 3,3 km lungo Via Candiana e Via Pontelongo.

All’incrocio svoltate a destra e procedete per 600 metri fino a tornare al Duomo di San Michele Arcangelo.

La sagra di San Michele

Secondo il calendario liturgico, il giorno dedicato a San Michele è il 29 settembre e la festa in suo onore, nel comune di Candiana, si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data.

Occasione indicata per le buone forchette, la sagra di San Michele prevede grandi aree di ristorazione in cui potrete assaporare succulente costine, braciole e salsicce sfrigolanti alla griglia con fette di polenta alla piastra e freddi boccali di birra, ideali per dissetarsi e lenire la calura estiva, solo per citare alcune delle pietanze del ricco menù.

Se vi chiedete cosa fare a Candiana e desiderate partecipare ad una vivace ricorrenza all’insegna di squisite tipicità gastronomiche, serate danzanti, musica dal vivo e parchi divertimento, la sagra di San Michele potrebbe essere l’evento adatto a voi!

Per maggiori informazioni in merito al prossimo appuntamento della tradizionale manifestazione è possibile visitare le pagine Facebook Comunità di Candiana & Pontecasale e Unità Pastorale di Candiana, Arre, Arzercavalli, Pontecasale e Fossaragna.

Cosa fare a Pontelongo in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Pontelongo: l’antica fiera franca di Sant’Andrea, Villa Foscarini Erizzo, giro in bicicletta lungo il Bacchiglione. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Pontelongo?

Il comune di Pontelongo confina a nord con Piove di Sacco, a nord est con Arzergrande, a nord ovest con Brugine, a sud est con Correzzola, a sud ovest con Candiana, a est con Codevigo, a ovest con Bovolenta e Candiana.

L’antica fiera franca di Sant’Andrea

Secondo il calendario liturgico il giorno dedicato a Sant’Andrea Apostolo è il 30 novembre e la celebrazione in suo onore, nel comune di Pontelongo, si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data. Come ogni anno, la vivace ricorrenza popolare si svolge in Via Villa del Bosco.

In occasione della tradizionale manifestazione il centro storico del paese si anima di fattorie didattiche, laboratori artigianali, mostre di trattori e macchinari agricoli, espositori di manufatti e prodotti agricoli del territorio.

Se vi chiedete cosa fare a Pontelongo, l’antica fiera franca di Sant’Andrea è un’occasione ideale per trascorrere la stagione autunnale all’insegna di gustose specialità della gastronomia locale, parchi divertimento e suggestive rievocazioni della cultura contadina.

Per maggiori informazioni in merito all’evento potete visitare la pagina Facebook Proloco Pontelongo APS e il sito prolocopontelongo.it.

Villa Foscarini Erizzo

Situata in Via Roma, 271, la sede municipale di Pontelongo è una splendida abitazione rinascimentale incastonata nel cuore storico dell’amena cittadina agreste. Articolata su tre livelli, la dimora padronale è rivolta verso l’argine sinistro del Bacchiglione.

Accessibile tramite una doppia scalinata balaustrata, l’avancorpo centrale della facciata meridionale è scandito alla base da sei semicolonne ioniche che sorreggono l’architrave, il fregio e la cornice. Un piano attico separa la trabeazione dal pregiato frontone triangolare, al centro del quale si staglia un’apertura quadrilobata.

Se vi chiedete cosa fare a Pontelongo, Villa Foscarini è uno dei più significativi punti di riferimento culturale e architettonico del comune.

Giro in bicicletta lungo il Bacchiglione

Il punto di partenza del breve itinerario ciclabile è il camposanto di Pontelongo, in Via Candiana, 3. Procedete a sud lungo Via Candiana per circa 350 metri tra svettanti platani e sconfinati campi di granturco che si estendono a perdita d’occhio, dopodiché, in corrispondenza di un rudere divorato dall’edera e dal tetto sfondato, girate a sinistra in Via Paltana.

Il sentiero si snoda per poco più di un chilometro e mezzo lungo il sinuoso corso del canale, dalle cui sponde cresce rigogliosa la densa vegetazione di canne comuni. All’intersezione svoltate a destra in Via Giacomo Leopardi e procedete per 550 metri fino alla rotatoria. Prendete la seconda uscita e procedete per 3,3 km lungo Via del Sasso e Via Frassine.

Punteggiato di graziose cascine ristrutturate e affascinanti barchesse porticate, il paesaggio agreste di Pontelongo è scandito da floride siepi di salici argentati, pioppi cipressini, scuri e maestosi cedri, pini marittimi e ciliegi selvatici.

In prossimità degli argini erbosi del canale, un viale di cipressi conduce ad un candido cimitero campestre circondato dai campi di granturco. Dal muro perimetrale intonacato emergono gli spioventi di un’edicola funeraria.

All’intersezione tra Via San Benedetto e Via Vanezza 1, svoltate a sinistra. All’incrocio successivo svoltate a destra in Via Isola Terranova.

Superate la chiesa di San Geminiano di Terranova ed il monumento ai caduti e tenete la sinistra in Via Correzzola. Procedete a ovest lungo Via Correzzola assecondando gli argini del Bacchiglione ammantati da acacie, sambuchi, ailanti, salici, noci e olmi. Procedete per circa 5 km lungo Via Correzzola e Via Zuccherificio attraversando l’incantevole panorama urbano e fluviale della vivace cittadina agreste, dopodiché tenete la sinistra nella pista ciclabile in Via Giuseppe Mazzini fino a tornare al punto di partenza.

Cosa fare a Terrassa Padovana: 3 idee

Scopri cosa fare a Terrassa Padovana: la festa dei sapori e delle tradizioni, Villa Sartori, la chiesa di San Tommaso Apostolo. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Terrassa Padovana?

Il comune di Terrassa Padovana confina a nord est con Bovolenta, a nord ovest con Cartura, a sud con Arre, a sud est con Candiana, a sud ovest con Conselve, a est con Bovolenta e Candiana, a ovest con Cartura e Conselve.

La festa dei sapori e delle tradizioni

L’edizione 2023 del vivace evento fieristico è prevista da venerdì 15 a domenica 17 settembre nel parco retrostante al municipio in Via Roma, 54.

Opportunità per assaporare pietanze goderecce che valorizzano la gastronomia veneta e lombarda, la festa prevede grandi aree di ristorazione nelle quali potrete gustare gnocchi al taleggio e zucca, tagliatelle al ragù di musso, costine, salsicce e braciole sfrigolanti alla griglia, il tastasae, o tastasal, (insaccato veronese di carne di maiale salata e pepata particolarmente indicato per preparare squisiti risotti). Non mancheranno succulente specialità come le trippe, i fasoi in tocio, galletti alla brace nonché tipicità di pesce come il baccalà e aringhe con polenta, da assaporare con freddi boccali di birra e qualità vinicole locali.

La manifestazione rievoca le antiche tradizioni contadine attraverso laboratori artigianali, prove di aratura con trattori Landini testa calda, espositori con giocattoli in legno realizzati a mano e prodotti tipici locali. Il programma prevede inoltre lezioni di tiro con l’arco, spettacoli di sbandieratori e giri a cavallo per i più piccoli, solo per citare alcune delle appassionanti attività della fiera.

Per maggiori informazioni in merito agli orari e al programma della coinvolgente ricorrenza popolare e per essere sempre aggiornati sulle numerose iniziative e sagre organizzate dal comune e dalla pro loco, come ad esempio la la festa della bontà di bufala, è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Terrassa APS.

Se vi chiedete cosa fare a Terrassa Padovana e desiderate trascorrere la bella stagione in buona compagnia in un ameno paesino rurale della Bassa Padovana, la festa dei sapori e delle tradizioni è un’occasione ideale per fare un tuffo nel passato ed immergervi nell’atmosfera spensierata di una fiera d’altri tempi all’insegna di ricette caserecce da leccarsi i baffi, musica dal vivo, esibizioni di danza e molto altro!

Villa Sartori

Situata in Via Rena, 36, l’incantevole abitazione rinascimentale rappresenta uno dei più importanti punti di riferimento culturali del comune.

Armoniosamente integrato in un radioso e ben curato giardino disseminato di cedri, pioppi cipressini, magnolie, platani e salici, la dimora padronale si articola su tre livelli. Due statue leonine anticipano il portale d’ingresso al pian terreno, al di sopra del quale, al piano nobile, si apre una porta finestra balaustrata, sormontata da una lunetta sulla cui sommità campeggia un pregiato mascherone.

Il corpo principale è affiancato a est da una barchessa scandita da ampie arcate a tutto sesto, a ovest dalla cappella di famiglia, visibile dalla strada.

Per maggiori informazioni in merito alla splendida residenza cinquecentesca si consiglia di visitare il sito villasartori.it.

La chiesa di San Tommaso Apostolo

Situata in Via Roma, 55, la parrocchia di San Tommaso Apostolo è riconoscibile per la candida facciata a doppio spiovente, verticalmente tripartita da quattro lesene sopra le quali si stagliano l’architrave, il fregio ed il frontone triangolare al centro del quale si apre un piccolo rosone.

Al di sotto della trabeazione, due nicchie contengono due antiche statue di pietra.

Illuminata da ampie finestre a lunetta, la candida navata della chiesa è adornata da raffinati altari in marmi policromi, elaborate specchiature che ingentiliscono il soffitto ed un prezioso capocielo dorato che si staglia nel presbiterio.

Se vi chiedete cosa fare a Terrassa Padovana, la chiesa di San Tommaso è un vero e proprio tesoro di arte e architettura di origine medievale.

Cosa fare a Conselve in provincia di Padova: 4 idee

Scopri cosa fare a Conselve: Villa Ca’ Sagredo Toderini, il Casone di Via Beolo, Prà Conselve, Conselve Summer Prà. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Villa Ca’ Sagredo Toderini

Situata in Via Matteotti, 185, la sontuosa dimora fu edificata nella seconda metà del XVII secolo per volere del procuratore di San Marco Giovanni Sagredo. Caratterizzata da un accentuato sviluppo orizzontale ispirato ai canoni architettonici toscani, la dimora signorile è riconoscibile per una candida facciata scandita da quattro paraste, sopra le quali si staglia il frontone triangolare coronato da statue e da eleganti volute.

Al di sopra del portale d’accesso, sormontato da una lunetta ornata da un sinuoso motivo in ferro battuto, campeggia uno stemma araldico da cui emerge un elaborato elmo.

Armoniosamente inserita in un radioso giardino costellato di piante secolari, la residenza nobiliare è internamente decorata da raffinati stucchi, sculture e pregiate opere pittoriche.

Se vi chiedete cosa fare a Conselve, Villa Ca’ Sagredo Toderini è uno dei più affascinanti monumenti culturali del comune. Per maggiori informazioni in merito allo splendido gioiello di architettura seicentesca, riportato all’antico splendore da accurati interventi di restauro, è possibile visitare il sito ca-sagredo.it.

Il casone di Via Beolo

Riconoscibile per gli svettanti e ripidi spioventi, l’antico fabbricato rurale situato in Via Beolo, 76 è un caratteristico capanno impiegato secoli orsono sia come abitazione che come deposito agricolo.

Oltre alla decadenza causata dai materiali deperibili con cui venivano costruite, a determinare la scomparsa della quasi totalità delle pittoresche case di campagna è stata la decisione, da parte di Mussolini, di demolire le graziose case campestri in quanto ritenute sporche e fatiscenti e quindi in contrasto con l’immagine di modernità e progresso imposta dalla propaganda fascista.

Se vi chiedete cosa fare a Conselve, accogliente cittadina di origine romana, il casone ottocentesco di Via Beolo è un fragile ma incantevole esempio di architettura rurale meritevole di essere visitato e preservato.

Nel vicino comune di Piove di Sacco si trovano altri esemplari di queste rudimentali dimore di campagna, ristrutturate e dipinte con colori sgargianti.

Prà Conselve

Incastonato nel cuore urbano dell’ameno paesino rurale, Prà Conselve è un radioso polmone verde costellato di tigli, pioppi cipressini, betulle e faggi, le cui maestose chiome ombreggiano candidi sentieri che circondano un campo da calcio e un parco giochi.

Il vasto giardino pubblico è una meta ideale per riposarsi in una panchina per leggere un libro, fare attività fisica all’aria aperta, o semplicemente cercare riparo dall’asfalto e dai rumori del traffico.

La vasta estensione erbosa è inoltre adatta ad organizzare sagre ed eventi fieristici, di cui non si può non citare il Conselve Summer Fest.

Conselve Summer Prà

L’edizione 2023 della vivace ricorrenza ha avuto luogo da venerdì 9 giugno a sabato 1 luglio nella florida cornice naturalistica di Prà Conselve.

Occasione consigliata per le buone forchette, la festa prevede grandi aree di ristorazione nelle quali potrete gustare specialità goderecce da far venire l’acquolina in bocca, da fragranti pizze farcite e panini goderecci ricchi di carne, affettati e verdure ai ferri, allo squisito baccalà mantecato e polpette di carne da assaporare con croccanti patate fritte, eccellenze vinicole locali e freddi boccali di birra ideali per dissetarsi e lenire la calura estiva.

Il programma prevede un parco divertimenti con esilaranti giostre brillanti di luci elettriche, esibizioni di danza e di arti marziali, nonché competizioni sportive per mettere alla prova forza, velocità e riflessi.

Per essere sempre aggiornati in merito a questa dinamica e coinvolgente iniziativa si invita a consultare la pagina Facebook Conselve Summer Prà.

Se vi chiedete cosa fare a Conselve e desiderate trascorrere la bella stagione in modo memorabile all’insegna di concerti elettrizzanti, fiumi di birra ed emozionanti spettacoli pirotecnici, partecipare alla Conselve Summer Prà potrebbe fare proprio al caso vostro!

Cosa fare a San Pietro Viminario (PD): 3 idee

Scopri cosa fare a San Pietro Viminario: la festa dei peri, Villa Giustiniani, giro in bicicletta a San Pietro Viminario. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova San Pietro Viminario?

Il comune di San Pietro Viminario confina a nord con Pernumia, a sud con Tribano, a est con Cartura e Conselve, a ovest con Monselice.

La festa dei peri

L’edizione 2023 della festa dei peri ha avuto luogo da venerdì 23 giugno a domenica 2 luglio in corrispondenza della parrocchia di San Pietro Apostolo in Piazza San Pietro, 9.

Il programma dell’evento spaziose aree di ristorazione in cui potrete gustare appetitosi piatti a base di pere nonché prelibate tipicità di carne e pesce, dal baccalà alla vicentina alla straeca di cavallo con polenta, da galletti ai ferri a tagliate di manzo e trippa alla parmigiana, da assaporare con qualità vinicole locali e freddi boccali di birra.

Se vi chiedete cosa fare a San Pietro Viminario e desiderate trascorrere la bella stagione all’insegna di musica dal vivo, serate di danza e degustazioni di squisiti prodotti locali nella serena cornice di un ameno paesino immerso nella pianura padovana, partecipare alla festa dei peri potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per maggiori informazioni in merito al vivace evento folclorico si consiglia di visitare le pagine Facebook Festa dei Peri San Pietro Viminario e ProLoco San Pietro Viminario.

Villa Giustiniani

Situata in Via Ronchi, 8, nella frazione di Vanzo, Villa Giustiniani è uno dei più affascinanti e significativi punti di riferimento culturali del comune.

Armoniosamente inserita in un vasto giardino alberato, il complesso architettonico nobiliare si caratterizza per una pianta a “T”. Realizzata nel XV secolo, la parte trasversale è costituita da un corpo padronale, articolato su tre livelli, affiancato da ariose barchesse scandite da ampie arcate a tutto sesto.

Al XVIII secolo risale l’edificazione della dimora gentilizia di ispirazione palladiana, accessibile da ovest attraverso un romantico viale di tigli. Verticalmente tripartita, la facciata della villa è ritmata al centro da due coppie di imponenti semicolonne doriche sopra le quali poggiano l’architrave, il fregio ed il fronte triangolare dentellato, al centro del quale si staglia il blasone della famiglia Giustinian, riconoscibile per la maestosa aquila bicefala.

A coronare lo sviluppo verticale della struttura sono cinque maestose guglie piramidali, due delle quali (quelle poste alle estremità) fungono da camini.

Giro in bicicletta nella campagna sampierana

Il punto di partenza del percorso ciclabile è la parrocchia di San Matteo Apostolo in Via San Matteo, 7. Procedete a nord ovest lungo Via San Matteo e lasciate alla vostra destra il viale di tigli di Villa Giustiniani. Dopo circa 120 metri svoltate a destra in Via Ronchi.

Percorrete Via Ronchi per 2,1 km, inoltrandovi nel piacevole senario rurale sampierano scandito da rigogliosi filari di vite e sconfinati campi di granturco delimitati da floride siepi di pioppi, acacie, olmi, salici e ailanti, poi svoltate a sinistra e percorrete Via Carlo Dottori fino all’incrocio con Via Levà.

All’incrocio svoltate a sinistra, procedete per 260 metri e svoltate a destra in Via Levà. Alla rotonda, prendete la seconda uscita e procedete in Via Reoso per 1,3 km tra campi di frumento e giardini ben curati costellati di magnolie, pini marittimi, cipressi, pioppi cipressini, cedri e ciliegi.

Alla rotatoria successiva prendete la terza uscita e seguite Via Cristo Prima Str. per 1,4 km fino a trovare alla vostra sinistra Piazza San Pietro, nel cuore urbano di San Pietro Viminario. A questo punto attraversate le strisce pedonali e procedete lungo Via G. Marconi e Via S. Matteo per circa 2 km fino a tornare al punto di partenza.

Se vi chiedete cosa fare a San Pietro Viminario, questo breve ma suggestivo itinerario si addentra nell’incantevole campagna sampierana e regala splendide vedute di alcuni dei più significativi monumenti di questa graziosa cittadina della Bassa Padovana.

Cosa fare a Pernumia in provincia di Padova: 4 idee

Scopri cosa fare a Pernumia: la festa dell’asparago, la festa della rana, passeggiata lungo il canale Bagnarolo, Villa Maldura. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Pernumia?

Il comune di Pernumia confina a nord est con Due Carrare, a nord ovest con Battaglia Terme, a sud est con San Pietro Viminario, a sud ovest con Monselice, a est con Cartura, a ovest con Battaglia Terme e Monselice.

La festa dell’asparago

L’edizione 2023 della festa dell’asparago ha avuto luogo da venerdì 21 a martedì 25 aprile presso gli impianti sportivi in Via Giuseppe Verdi, 3.

L’evento gastronomico valorizza il prelibato ortaggio primaverile attraverso squisite ricette che conciliano in modo equilibrato innovazione e tradizione. Nelle spaziose e comode aree di ristorazione allestite in occasione dell’evento potrete assaporare risotti agli asparagi, asparagi con uova e sopressa, ravioli al burro e salvia ripieni di asparagi e formaggio e panzerotti fritti ripieni di asparagi, mozzarella e pomodoro, solo per citare alcune delle appetitose ricette del menù.

Il programma della celebrazione include raduni di trattori e moto d’epoca ed espositori di prodotti agricoli e artigianali del luogo.

Se vi chiedete cosa fare a Pernumia e desiderate trascorrere la stagione primaverile in una graziosa cittadina agreste incastonata nel cuore del padovano, partecipare a questa vivace iniziativa all’insegna di tipicità prelibate e genuine, musica dal vivo, mostre mercato e serate danzanti potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per essere sempre aggiornati in merito al prossimo appuntamento della festa dell’asparago è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Pernumia APS.

La festa della rana

La festa della rana si svolge ogni anno tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, in Via Verdi, 3.

Occasione ideale per i buongustai alla ricerca degli aromi autentici della cucina padovana, la sagra esalta la tenera e delicata carne anfibia attraverso numerose e invitanti ricette gourmet, come ad esempio il risotto di rane e le croccanti rane fritte. Non mancheranno ghiotte specialità di mare come le seppie ai ferri, il carpaccio di piovra e i bisatei (piccole anguille) fritti.

Per maggiori informazioni in merito alla festa della rana si consiglia di visitare il sito prolocopernumia.it.

Passeggiata lungo il canale Bagnarolo

Per intraprendere il sereno itinerario naturalistico potete lasciare l’auto in Piazza Ruzante. Lasciate la Piazza e la sede del comune alle vostre spalle. Svoltate a destra in Via Unità d’Italia e tenete la sinistra in Via Castello costeggiando Piazza Don L. Ferrazzi. Lasciate alla vostra sinistra la facciata della Chiesa Arcipretale di Santa Giustina e procedete per 130 metri all’ombra di un pittoresco portico, dopodiché tenete la destra in Via Angelo Beolco. Dopo pochi metri imboccate la candida stradina alla vostra sinistra che serpeggia lungo gli argini del canale.

Se vi chiedete cosa fare a Pernumia, il piacevole sentiero si snoda all’ombra di acacie, pioppi e salici e regala amene vedute del panorama fluviale e urbano di questa ridente cittadina di campagna.

Villa Maldura

Situata in Via Rimembranza, 3, Il complesso architettonico signorile è armoniosamente inserito in un vasto giardino secolare incorniciato da un elegante perimetro murario.

Articolata su quattro livelli, la sontuosa abitazione originaria del XVII secolo è accessibile tramite una scalinata che conduce ad un massiccio partale ligneo, sormontato da una finestra a lunetta.

Al piano nobile si staglia un balcone balaustrato con una porta finestra ad arco, ornata da un raffinato mascherone e sormontata da un timpano ricurvo.

Costellato di candide sculture antropomorfe velate di muschio, il vasto parco di 18.000 m² è disseminato di maestose magnolie, cedri, ippocastani, abeti e tigli le cui fronde ombreggiano incantevoli fabbricati di servizio, come la barchessa ed una splendida serra settecentesca.