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Cosa fare a Fontaniva in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Fontaniva: maggio fontanivese, parco Brenta Viva, Villa Gallarati Scotti. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Fontaniva?

Il comune di Fontaniva confina a nord con Cittadella, a sud est con San Giorgio in Bosco, a sud ovest con Grantorto, a est con Cittadella e San Giorgio in Bosco, a ovest con Carmignano di Brenta e Grantorto.

Maggio Fontanivese

La vivace ricorrenza popolare si svolge ogni anno nel mese di maggio nel cuore del paese. Nel 2023, la festa si è svolta da venerdì 29 a domenica 21 maggio e si concluderà da venerdì 26 a domenica 28 maggio.

Allestite presso piazza Umberto I, comode e spaziose aree di ristorazione vi permetteranno di assaporare sia pietanze goderecce della tradizione veneta, come i bigoli al ragù d’anatra e lo squisito baccalà alla vicentina, sia invitanti piatti della cucina emiliana come le trippe alla parmigiana e le lasagne alla bolognese. Non mancheranno succulente braciole, salsicce, costicine sfrigolanti alla griglia e fette di polenta fumante cotte ai ferri, nonché prelibate fritture di pesce e panini ricchi di affettati di prima qualità che potrete gustare con freddi boccali di birra e specialità vinicole del territorio.

Il ricco programma dell’evento prevede inoltre ampie balere per danzare al ritmo di grandi orchestre di liscio, spettacolari giostre brillanti di luci elettriche, come i vorticosi seggiolini volanti, autoscontri e scivoli gonfiabili colorati.

Gli appassionati di motori potranno assistere ad affascinanti esposizioni di trattori d’epoca accuratamente restaurati.

Se vi chiedete cosa fare a Fontaniva e desiderate trascorrere la stagione primaverile nella cornice rurale di uno splendido paesino dell’alta padovana all’insegna di musica dal vivo e appetitose ricette da far venire l’acquolina in bocca, la divertente fiera di Fontaniva potrebbe essere proprio quello che state cercando. Per rimanere sempre aggiornati in merito alla tradizionale celebrazione si consiglia di consultare la pagina Facebook Fiera di Fontaniva.

Parco Brenta Viva

Per arrivare al sito naturalistico potete lasciare l’auto nell’ampio spiazzo sterrato in Via delle Zattere (45.63407151423045, 11.737505011447407).

La riserva è ammantata di floridi pioppi, frassini, ontani, acacie e salici argentati lambiti dal corso del Brenta, le cui anse serpeggianti solcano lo sconfinato scenario agreste della campagna fontanivese scandita da campi di granturco racchiusi da rigogliose siepi di aceri campestri, platani e robinie.

Se vi chiedete cosa fare a Fontaniva, il parco Brenta Viva è un’incantevole oasi immersa in un ambiente primordiale e fiabesco, meta ideale per prendere il sole su spiagge di ciottoli bianchi arroventati dal cielo estivo, fare il bagno nelle acque terse del fiume originario delle gelide sorgenti trentine di Caldonazzo e di Levico, oppure per riposarsi all’ombra della svettante e folta vegetazione boschiva da cui proviene il cinguettio di pettirossi, picchi e scriccioli nascosti tra le fronde.

Villa Gallarati Scotti

Situato in Via Guglielmo Marconi, 61, il sontuoso complesso architettonico è armoniosamente inserito in un vasto parco delimitato da siepi ben curate e attraversato da viali incorniciati da cipressi che si addentrano nel lussureggiante patrimonio arboreo di un giardino romantico plurisecolare.

Da Via Guglielmo Marconi si gode di una veduta ad ampio raggio della soleggiata distesa erbosa da cui si innalzano un pioppo ed una maestosa farnia (mi sembra una farnia ma non ne ho certezza). Più in lontananza, all’estremità est della proprietà, si scorge un grazioso luogo di culto tinto di rosa, concluso da un tetto a doppio spiovente e accessibile tramite un arco a sesto acuto.

Al centro dell’ampia area prativa si distingue la candida mole della dimora padronale circondata da giganteschi cedri, pioppi, cipressi e tigli. Affiancata da due eleganti barchesse, la residenza signorile è coronata da un luminoso belvedere.

Cosa fare a San Giorgio in Bosco (PD): 3 idee

Scopri cosa fare a San Giorgio in Bosco (PD): la festa di San Giorgio, Villa Bembo, il bosco del Brenta. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova San Giorgio in Bosco?

Il comune di San Giorgio in Bosco confina a nord con Cittadella, a nord est con Tombolo, a nord ovest con Fontaniva, a sud est con Campo San Martino, a sud ovest con Piazzola sul Brenta, a est con Villa del Conte, a ovest con Grantorto e Piazzola sul Brenta.

La festa di San Giorgio

Una delle manifestazioni più coinvolgenti e attese del comune, la festa di san Giorgio si svolge ogni anno tra i mesi di aprile e maggio. L’edizione 2023 ha avuto luogo da sabato 22 e martedì 25 aprile.

Occasione ideale per le buone forchette alla ricerca dei sapori squisiti e autentici della cucina veneta, la sagra prevede spaziose tendostrutture nelle quali potrete assaporare succulente braciole, salsicce, costine sfrigolanti alla griglia e fette di polenta ai ferri, il cui aroma di diffonde tra le lunghe schiere di panche ben allineate, nonché gnocchi e bigoli al pomodoro e al ragù d’anatra (solo per menzionare alcune delle prelibate pietanze del ricco menù) da gustare con qualità vinicole autoctone e boccali di birra.

Allestita presso il campo da calcio in Via del Donatore, 291, l’area fieristica ospiterà grandi scivoli gonfiabili per i più piccoli, mostre di macchinari agricoli antichi ed esposizioni di trattori all’avanguardia. Per gli appassionati di motori non mancheranno raduni di moto e auto sia d’epoca che moderne.

Se vi chiedete cosa fare a San Giorgio in Bosco e desiderate immergervi nell’atmosfera spensierata di una fiera popolare d’altri tempi all’insegna di musica dal vivo, specialità gastronomiche goderecce e passeggiate all’aria aperta nella cornice campestre della vasta pianura dell’alta padovana, partecipare alla festa di San Giorgio potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per maggiori informazioni in merito al prossimo appuntamento della sagra è possibile consultare la pagina Facebook San Giorgio Eventi oppure consultare il sito www.comune.sangiorgioinbosco.pd.it.

Villa Bembo

Accessibile da Vicolo Bembo, 1, Villa Bembo rappresenta uno dei più significativi punti di riferimento architettonico e culturale del comune.

L’edificio è armoniosamente inserito in un ameno giardino costellato di rigogliosi frassini meridionali, aceri, palme, lecci, pioppi ed un incantevole esemplare di mirto crespo, albero di origine asiatica il cui tronco si dirama in un ventaglio di rami lisci e tortuosi coronati in primavera da un manto floreale rosa acceso.

Rivolto verso un’elegante fontana da cui emerge la scultura di una testa equina, il lato ovest del palazzo è alleggerito alla base da un portico sorretto da colonne e pilastri raccordati da balaustre. Al piano nobile si aprono tre finestre centinate ornate da parapetti.

Il lato est presenta al centro due svettanti camini alla veneziana. Se vi chiedete cosa fare a San Giorgio in Bosco, una visita a questo splendido palazzo seicentesco è certamente consigliata!

Il bosco del Brenta

Per raggiungere il parco del Brenta potete lasciare l’auto in corrispondenza del camposanto in Via Montagnola, 8, nella frazione di Fontaniva. Lasciatevi alle spalle l’ingresso del cimitero e procedete a sud lungo Via Montagnola per circa 240 metri, poi voltate a destra e seguite Via Coltura fino ad arrivare al bosco del Brenta.

Circondata dallo sconfinato scenario agreste sangiorgese scandito da vasti campi di granturco delimitati da floride siepi di salici, acacie e aceri campestri, la straordinaria oasi è disseminata di pioppi, olmi, robinie, salici, betulle, ontani e frassini ammantati di densi grovigli di piante rampicanti che sovrastano spiagge di ciottoli, arroventati dal sole nella stagione estiva, lambite dal terso e serpeggiante corso del Brenta, nato dalle gelide sorgenti di Caldonazzo e di Levico in Trentino-Alto Adige.

Cosa fare a Villa del Conte in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Villa del Conte: Oasi Vallona, la sagra dei Santi Pietro e Paolo, la chiesa dei santi Giuseppe e Giuliana. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Villa del Conte?

Il comune di Villa del Conte confina a nord con San Martino di Lupari, a sud con Campo San Martino, a est con Santa Giustina in Colle, a ovest con Tombolo e San Giorgio in Bosco.

Oasi Vallona

Il lussureggiante polmone verde si estende in corrispondenza della casetta del gruppo degli Alpini nell’area retrostante la chiesa parrocchiale. Racchiusa dalle sponde erbose di un corso d’acqua che in questo punto si biforca, il parco naturale è attraversato da candidi sentieri che si addentrano nella florida vegetazione arborea di salici, pioppi cipressini, aceri e tigli.

La piacevole area verde fa parte di un affascinante itinerario naturalistico che attraversa i comuni di Campodarsego, San Giorgio delle Pertiche, Villa del Conte e Massanzago, Piombino Dese e Trebaseleghe snodandosi nel panorama agreste della sconfinata pianura dell’alta padovana costellata di graziosi paesini rurali, lambita da gelide risorgive, ammantata da dense formazioni boschive, scandita da rigogliosi vigneti e campi di granturco.

Per maggiori informazioni in merito al sentiero potete visitare la sezione del sito del comune dedicata all’iniziativa “Percorsi da Vivere“.

La sagra dei Santi Pietro e Paolo

La ricorrenza popolare si svolge ogni anno tra i mesi di giugno e luglio a pochi passi dalla sede municipale.

In occasione della festa verranno allestite in piazza Vittoria spaziose e comode tendostrutture nelle quali potrete assaporare specialità caserecce e squisite della gastronomia veneta, da succulente braciole e costine con polenta ai ferri e patate fritte, a fritture di pesce da far venire l’acquolina in bocca da gustare con calici di vino e freddi boccali di birra, ideali per combattere la calura estiva.

Oltre alla classica lotteria di beneficienza, il programma prevede serate danzanti con orchestre di liscio e balli sfrenati al ritmo di talentuosi dj e gruppi rock.

Se vi chiedete cosa fare a Villa del Conte e siete alla ricerca di iniziative per trascorrere in modo spensierato la bella stagione nella serena cornice di un ameno paesino campestre, la sagra dei Santi Pietro e Paolo è un evento certamente consigliato.

Per essere sempre aggiornati in merito ai prossimi appuntamenti dell’evento popolare è possibile consultare la pagina Facebook Pro Loco Villa del Conte.

La chiesa dei Santi Giuseppe e Giuliana

Situata in Via Roma, 77, la chiesa parrocchiale è una delle più suggestive opere architettoniche del comune insieme alla chiesa neogotica di Sant’Eufemia Vergine e Martire, situata in Via Martiri della Libertà, 62.

Poggianti su alti basamenti, quattro possenti semicolonne corinzie dividono la facciata in tre settori. Il massiccio portale ligneo è sormontato da un timpano ricurvo ornato dalle statue di due angeli con le ali spiegate, sopra i quali si apre una nicchia in cui è inserita una scultura della Madonna col bambino. Ai lati del portone si trovano altre due nicchie con le statue di due santi.

Al di sopra della cornice marcapiano si stagliano tre aperture, quelle laterali di forma circolare, quella mediana distinta da un sinuoso profilo curvilineo. Ad accentuare la verticalità dell’edificio, cinque sculture coronano la sommità del frontone.

Incorniciato da una schiera di pallidi olivi disposti lungo le sponde di un limpido canale, il luogo di culto è affiancato da uno svettante campanile culminante con un’elegante cuspide metallica poggiante su un tamburo ottagonale.

Se vi chiedete cosa fare a Villa del Conte, la chiesa parrocchiale custodisce uno straordinario patrimonio di opere pittoriche e scultoree, poco conosciute ma di inestimabile valore.

Nel periodo natalizio gli ambienti austeri e imponenti della chiesa ospitano un elaborato presepio meccanico ricco di incantevoli statuine che animano splendidi scenari urbani in miniatura. Oltre alla grotta della natività, il presepio illustra momenti di vita quotidiana di pastori e artigiani nella città di Betlemme. Particolarmente suggestiva è la scena in cui San Giovanni Battista battezza Gesù con le acque del fiume Giordano.

Cosa fare a Santa Giustina in Colle (PD): 3 idee

Scopri cosa fare a Santa Giustina in Colle. La festa dei fiori e dell’agricoltura, la chiesa di Santa Giustina, la sagra paesana. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Santa Giustina in Colle?

Il comune di Santa Giustina in Colle confina a nord con Castelfranco Veneto, a sud con San Giorgio delle Pertiche, a est con Loreggia e Camposampiero, a ovest con San Martino di Lupari, Villa del Conte e Campo San Martino.

La festa dei fiori e dell’agricoltura

La vivace ricorrenza popolare si svolge ogni anno nel mese di aprile. L’edizione 2023 ha avuto luogo da venerdì 14 a domenica 16 aprile presso la chiesa parrocchiale e la sede della pro loco.

In occasione dell’evento le principali vie e piazze del paese si animano e si colorano di sgargianti mercati floricoli e laboratori all’aria aperta in cui abili artigiani intrecciano cesti e copricapi con fibre vegetali, falegnami costruiscono mobili e utensili agricoli, filatrici illustrano la secolare tradizione della filatura con l’antico arcolaio a pedali. Abili sarte realizzano grembiuli, tovaglie e capi d’abbigliamento con macchine da cucito vintage, altre realizzano incantevoli pizzi e merletti, lavorano maglia e creano graziosi pupazzi all’uncinetto.

Nella vasta area verde in corrispondenza della pro loco, in corrispondenza del camposanto in Via Dante, si terrà un’affascinante esposizione di auto, moto e trattori sia d’epoca che moderni. Oltre ai giochi gonfiabili per l’intrattenimento dei più piccoli, il ricco programma prevede grandi aree di ristorazione in cui potrete degustare specialità gastronomiche del territorio da assaporare con qualità vinicole autoctone.

Per maggiori informazioni in merito alla manifestazione potete consultare la pagina Facebook Pro Loco Santa Giustina in colle.

Se vi chiedete cosa fare a Santa Giustina in Colle e desiderate trascorrere la stagione primaverile nell’atmosfera allegra e spensierata di una fiera d’altri tempi nelle tranquilla cornice campestre dell’alta padovana, partecipare alla festa dei fiori e dell’agricoltura potrebbe fare proprio al caso vostro!

La chiesa di Santa Giustina

Situata nel cuore storico del paese, in Piazza Martiri, 16, la chiesa di Santa Maria Giustina è uno dei più significativi punti di riferimento culturali e spirituali del comune.

La possente mole in mattoni rossi del luogo di culto si caratterizza per un’imponente facciata a salienti verticalmente tripartita da quattro paraste. Inserito in una candida cornice architettonica, il massiccio portale è decorato da raffigurazioni bibliche come l’apparizione dell’arcangelo Gabriele e scene della vita di Cristo come la crocifissione e la lavanda dei piedi, compiuta da Gesù durante l’ultima cena.

Il luogo di culto è illuminato da una serie di aperure circolari, tre delle quali si stagliano sul fronte, due nelle sezioni laterali e una inscritta in un grande arco a tutto sesto al di sopra del portale.

La possente struttura concilia l’austera maestosità degli esterni, severi e disadorni, con l’atmosfera radiosa e accogliente che pervade le candide navate e l’area absidiale.

Scandite da ampie arcate a tutto sesto sorrette da colonne corinzie, le tre aule ed il presbiterio custodiscono splendidi crocifissi lignei, altari in marmi policromi, un raffinato organo a canne ed un pregiato capocielo dorato.

La sagra paesana

La celebrazione di svolge ogni anno nel mese di luglio. Nel 2022 la festa si è tenuta da venerdì 1 a martedì 5 luglio.

Appuntamento consigliato per le buone forchette, l’evento prevede un ricco menù con pietanze appetitose e goderecce di mare e di terra, da succulente grigliate miste con fette di polenta fumanti, a invitanti fritture di pesce e spaghetti allo scoglio da far venire l’acquolina in bocca.

Se vi chiedete cosa fare a Santa Giustina in Volle e siete alla ricerca di iniziative coinvolgenti per trascorrere la bella stagione all’insegna di musica dal vivo, tipicità culinarie da leccarsi i baffi, fiumi di birra e calici di vino, la comunità santagiustinese vi accoglierà a braccia aperte!

Cosa fare a Camposampiero in provincia di Padova: 6 idee

Scopri cosa fare a Camposampiero: le giornate medievali, i santuari della Visione e del Noce, palazzo Tiso, il cammino di Sant’Antonio. la torre dell’orologio. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Camposampiero?

Il comune di Camposampiero confina a nord con Loreggia, a sud est con Borgoricco, a sud ovest con San Giorgio delle Pertiche, a est con Trebaseleghe e Massanzago, a ovest con Santa Giustina in Colle.

Le giornate medievali

L’edizione 2023 della festosa rievocazione storica avrà luogo sabato 3 e domenica 4 giugno. In occasione dell’evento il cuore storico della cittadina dell’alta padovana si anima di sgargianti sfilate in costumi d’epoca, di musici, acrobati e sbandieratori, di fabbri, tessitori, falegnami e cuochi che prepareranno antiche e squisite ricette. Non mancheranno giostre mozzafiato in cui cavalieri in armature duecentesche si sfideranno a singolar tenzone.

Se vi chiedete cosa fare a Camposampiero e desiderate fare un viaggio nel tempo alla scoperta delle celebrazioni e delle usanze che scandivano la vita quotidiana nel XIII secolo, la manifestazione Le Giornate Medievali dimostra che l’epoca medievale era tutt’altro che buia!

Per maggiori informazioni in merito alla tradizionale ricorrenza è possibile consultare la pagina Facebook Proloco camposampiero ed il sito prolococamposampiero.com.

Se non sapete resistere al fascino di allegre, dinamiche e sgargianti rievocazioni storiche, potrebbe interessarvi anche la fiera di Santa Lucia, appassionante evento fieristico che si tiene tutti gli anni dal 1362 a Santa Lucia di Piave, in provincia di Treviso.

Il santuario della Visione

Situato in Via Sant’Antonio, 6, il luogo di culto fiancheggia il convento dei Santi Giovanni Battista e Antonio, splendido complesso architettonico articolato intorno ad un elegante chiostro porticato.

La chiesa presenta una facciata a salienti verticalmente tripartita da quattro paraste raccordate da archetti pensili. Divisa in tre navate scandite da ampie arcate a tutto sesto, la chiesa è accessibile tramite un elaborato portale ligneo incorniciato da colonne corinzie e sormontato da una lunetta raffigurante Sant’Antonio con il Bambin Gesù.

Al di sopra del portone di staglia una trifora, mentre due monofore si aprono nelle sezioni laterali del fronte.

Se vi chiedete cosa fare a Camposampiero, il Santuario della Visione custodisce inestimabili opere pittoriche ed uno spettacolare organo a canne.

Il Cammino di Sant’Antonio

Partendo dal Santuario della Visione, procedete a sud lungo Via Sant’Antonio. All’incrocio girate a sinistra e procedete fino alla successiva intersezione. Svoltate nuovamente sinistra e percorrete Via Monte Grappa per 500 metri. Alla rotatoria imboccate la prima uscita in Via Guizze Basse e procedete per 350 metri fino ad arrivare al ponte.

L’ameno sentiero naturalistico regala favolose vedute panoramiche della sconfinata campagna camposampierese scandita da floridi campi coltivati delimitati da limpidi canali e da rigogliose siepi di pioppi, acacie, salici e aceri tra le cui chiome svettano i campanili di antiche chiese campestri.

Il santuario del Noce

Per raggiungere il santuario del Noce potete lasciare l’auto nell’ampio parcheggio in Via Sant’Antonio, 6. Il luogo di culto quattrocentesco si trova all’estremità di un lungo viale alberato chiamato Il sentiero Antonio. Ombreggiato da floridi tigli ben allineati, il breve percorso offre una suggestiva veduta di diverse sculture bronzee simboleggianti i sacramenti, il perdono, la preghiera, l’apparizione di Gesù a Sant’Antonio.

Racchiuso tra la ferrovia ed il serpeggiante corso del Muson Vecchio, il grazioso santuario in mattoni rossi è accessibile tramite un grazioso protiro ed è internamente decorato da incantevoli affreschi del XIV e XV secolo.

Palazzo Tiso

Uno dei monumenti più rappresentativi del comune, Palazzo Tiso è un elegante castello medievale edificato per volere del casato dei Camposampiero.

Originaria dell’XI secolo, la sontuosa sede municipale è adornata alla base da un motivo ornamentale a bugnato ed è coronata da una serie di archetti ciechi a sesto acuto sormontati da una raffinata merlatura di gusto gotico.

Erta al fianco del palazzo, la torre millenaria domina il centro della città avvolta da un’aura severa e solenne. Ingentilita da una raffinata meridiana, la fortificazione militare reca sulla sommità una bifora e due monofore su ogni lato.

La torre dell’orologio

A circa 200 metri di distanza, in contrà Rialto, svetta la torre dell’orologio. Riconoscibile per i due quadranti che si stagliano sui lati nord e sud, la possente costruzione alta 24 metri reca quattro bifore in corrispondenza della cella campanaria.

Cosa fare a Trebaseleghe (PD): 4 idee

Scopri cosa fare a Trebaseleghe: antica fiera dei mussi, la chiesa arcipretale, la ciclovia dell’acqua, Tarvisium Celtica. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Trebaseleghe?

Il comune di Trebaseleghe confina a nord con Piombino Dese, a nord est con Zero Branco, a sud est con Noale, a sud ovest con Massanzago, a est con Zero Branco e Scorzè, a ovest con Camposampiero.

L’antica fiera dei mussi

Originaria del XII secolo, la ricorrenza tradizionale coinvolge ogni anno sia la popolazione locale che visitatori da ogni parte della regione. L’edizione 2022 si è svolta da domenica 4 a lunedì 12 settembre.

Appuntamento ideale per le buone forchette alla ricerca di squisite pietanze goderecce della gastronomia veneta, la manifestazione prevede grandi aree di ristorazione nelle quali potrete assaporare specialità come il baccalà alla vicentina, trippe alla parmigiana, e l’immancabile spezzatino di musso, piatto forte della sagra da gustare con freddi boccali di birra e specialità vinicole del territorio.

Il ricco programma include sfilate di trattori d’epoca, spettacoli musicali e teatrali, giostre, mostre zootecniche e laboratori artigianali.

Se vi chiedete cosa fare a Trebaseleghe e desiderate immergervi nel clima gioviale e spensierato di una splendida manifestazione di origine medievale, partecipare all’antica fiera dei mussi potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per maggiori informazioni in merito all’evento si consiglia di consultare la pagina Facebook Antica Fiera Dei Mussi Di Trebaseleghe ed il sito fieradeimussi.it.

La chiesa della natività della Beata Vergine Maria

Situata nel cuore storico della della graziosa cittadina dell’alta padovana, la maestosa mole in mattoni rossi della chiesa arcipretale si distingue per una facciata a salienti verticalmente tripartita da quattro paraste.

Il luogo di culto è accessibile attraverso tre portali lignei, il centrale dei quali è anticipato da un candido protiro concluso da una statua di Maria. Gli ingressi laterali sono coronati da archivolti sovrastati da due corpi di fabbrica a forma di cuspide, sostenuti da mensole e affiancati da croci celtiche.

Elementi architettonici degni di nota sono anche l’elaborato rosone ornato da una croce greca, il pregiato motivo di archetti pensili che asseconda il profilo degli spioventi e le cinque candide guglie che accentuano la verticalità della struttura.

Caratterizzato da una pianta a croce latina illuminata da monofore, il luogo di culto è diviso in tre navate scandite da ampie arcate a tutto sesto e custodisce preziosi altari marmorei e raffinati crocifissi lignei.

La ciclovia dell’acqua

Per intraprendere il sereno itinerario ciclo pedonale potete lasciare l’auto in prossimità di Parco Draganziolo in Via Vito Pattaro, 13.

Il sentiero si snoda lungo il limpido corso di risorgiva da cui il parco prende il nome. L’area golenale del vivace torrente è costellata di rigogliose varietà arboree e arbustive che circondano vaste aree prative attrezzate per fare grigliate.

Se vi chiedete cosa fare a Trebaseleghe e volete fare una piacevole passeggiata in un ambiente riposante, incontaminato, solcato da graziosi ponticelli e ombreggiato da maestosi salici, acacie, ontani e svettanti pioppi, la ciclovia dell’acqua regala vedute incantevoli di uno scenario lussureggiante e sospeso nel tempo.

Tarvisium Celtica

L’evento culturale e musicale Tarvisium Celtica rievoca i costumi e le remote usanze dell’etnia nordeuropea che durante l’età del ferro abitava le oscure e impenetrabili foreste lambite dai gelidi corsi del Reno e del Danubio.

Ad avvolgere questa antica civiltà in un’aura di fascino e mistero quasi irresistibile è lo straordinario universo di simboli, creature magiche e archetipi che nel corso dei millenni la tradizione orale ha saputo radicare nell’immaginario collettivo attraverso appassionanti leggende diffusesi in tutto il mondo.

Ogni estate, nell’amena area verde di Parco Draganziolo, il folclore dei popoli celti si anima tramite rievocazioni storiche, spettacoli musicali, combattimenti in costumi d’epoca, racconti e danze intorno ai falò accesi al centro di grandi accampamenti.

L’evento rende onore anche ai popoli scandinavi, anglosassoni (particolarmente evocativi ed emozionanti sono i concerti di cornamuse e percussioni) e alla grandiosa civiltà romana, cui sono dedicate lezioni inerenti all’arte militare, alla medicina, al commercio e persino alla scrittura e tessitura.

Per rimanere sempre aggiornati in merito ai prossimi appuntamenti con il festival si consiglia di visitare la pagina Facebook Tarvisium Celtica.

Cosa fare a Piombino Dese (PD): 3 idee

Scopri cosa fare a Piombino Dese: il gran bosco dei fontanassi, la festa di San Giuseppe, la pista ciclo-pedonale Treviso-Ostiglia. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Piombino Dese?

Il comune di Piombino Dese confina a nord con Vedelago, a nord est con Istrana, a sud con Trebaseleghe, a est con Morgano e Zero Branco, a ovest con Resana, Loreggia e Camposampiero.

Il gran bosco dei Fontanassi

Per raggiungere il gran bosco dei Fontanassi potete lasciare l’auto all’ingresso dell’oasi naturalistica Porta dell’acqua in Via S. Brigida, 64, 31050 Vedelago (TV). Dal parcheggio procedete a sud lungo Via S. Brigida costeggiando un bosco di pioppi. Superata un’abitazione in corrispondenza di un campo di granturco, imboccate la candida stradina alla vostra sinistra.

Dopo circa 200 metri girate di nuovo a sinistra e percorrete un lungo viale ombreggiato da pioppi e salici che conduce all’ingresso del parco, segnalato da cartelli che illustrano l’itinerario dell’area protetta.

Il sentiero si snoda attraverso la lussureggiante vegetazione arborea e arbustiva alimentate dalle fredde polle sorgive da cui ha origine il fiume Sile, chiamate in dialetto fontanassi.

Corsi d’acqua sotterranei di origine pluviale, uniti a gelidi torrenti montani e alle correnti ipogee del fiume Piave, affiorano a Vedelago e a Torreselle a causa della superficie limosa e ricca di torba che caratterizza il suolo in questi luoghi, la cui elevata permeabilità determina l’emergere della falda generando un suggestivo gorgoglio.

Il patrimonio di biodiversità di questo delicato ecosistema include maestose querce, faggi, carpini, pioppi neri, ontani e dense formazioni di giunchi che spuntano dal soffice manto singhiozzante delle fonti cristalline.

Se vi chiedete cosa fare a Piombino Dese e siete alla ricerca di una tranquilla località in cui contemplare uno splendido polmone verde lambito da limpide e pure sorgenti, il gran bosco dei Fontanassi regala scorci paesaggistici indimenticabili di un ambiente incontaminato e sospeso nel tempo.

La festa di San Giuseppe

Il giorno dedicato a San Giuseppe è il 19 marzo ma la celebrazione in suo onore si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data. L’edizione 2023 ha avuto luogo da venerdì 17 a domenica 26 marzo presso la chiesa arcipretale di San Biagio Vescovo.

In occasione della tradizionale ricorrenza, le vie le piazze principali del paese ospitano grandi aree di ristorazione nelle quali si diffonde l’aroma di carne sfrigolante alla griglia, fette di polenta abbrustolita e piatti fumanti di spaghetti al ragù (solo per citare alcune delle pietanze del ricco menù dell’evento) che potrete assaporare con boccali di birra e qualità vinicole del territorio,

Ad animare il centro piombinese saranno anche giostre brillanti di luci elettriche, mercatini all’aperto, la classica lotteria di beneficienza, commedie in dialetto veneto e coinvolgenti esibizioni di gruppi musicali.

Se vi chiedete cosa fare a Piombino Dese e desiderate trascorrere l’inizio della stagione primaverile nell’atmosfera piacevole e divertente di una festa d’altri tempi nella serena cornice rurale dell’alta padovana, partecipare alla festa di San Giuseppe potrebbe fare proprio al caso vostro!

Pista ciclo-pedonale Treviso Ostiglia

Per raggiungere la pista ciclabile Treviso-Ostiglia potete lasciare l’auto presso il municipio in Piazza Andrea Palladio, 1. Procedete ad est lungo Via Roma fino ad arrivare alla Chiesa di San Biagio Vescovo, dopodiché svoltate a destra in Via Regina Cornaro. Percorrete Via Regina Cornaro per 950 metri, poi tenete la destra in Via G. Marconi. La pista ciclabile si trova a 200 metri di distanza.

L’itinerario asseconda il tratto di un’antica ferrovia militare che per circa 70 km attraversa il panorama agreste della pianura veneta solcata da vivaci ruscelli, scandita da floridi vigneti, costellata di alberi da frutto e ammantata da campi di granturco incorniciati da folte siepi di pioppi, salici, acacie, olmi, aceri, platani e cipressi tra le cui chiome spuntano i campanili di pittoreschi borghi di campagna.

Cosa fare a Loreggia in provincia di Padova: 4 idee

Scopri cosa fare a Loreggia: la sagra di Loreggiola, la sagra di San Rocco, Parco la Risaretta, Villa Rana. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Loreggia?

Il comune di Loreggia confina a nord est con Resana, a nord ovest con Castelfranco Veneto, a sud con Camposampiero, a est con Piombino Dese e Camposampiero, a ovest con San Martino di Lupari e Santa Giustina in Colle.

La sagra di Loreggiola

La vivace ricorrenza si tiene ogni anno tra i mesi di aprile e maggio in corrispondenza della chiesa di Santa Maria Immacolata in Via Papa Pio X, 4. L’edizione 2022 ha avuto luogo da sabato 22 aprile a lunedì primo maggio.

In occasione della festa di paese vengono allestite grandi tendostrutture nelle quali potrete assaporare specialità goderecce che includono panini ricchi di affettati di prima scelta e succulenti spiedi di carne sfrigolante da gustare con qualità vinicole del territorio e freddi boccali di birra.

Oltre alle squisite specialità culinarie, il programma comprende gare di calcio balilla, pedalate di gruppo nel sereno panorama rurale dell’alta padovana, laboratori per apprendere la difficile ed avvincente disciplina del tiro con l’aro, utile per affinare concentrazione e autocontrollo, nonché spettacoli mozzafiato di abili prestigiatori, acrobati e artisti come il mangiafuoco, antica e quasi leggendaria figura circense che da secoli affascina e ammalia spettatori di ogni età calando il pubblico in un’atmosfera fiabesca ed emozionante con la propria magica e pericolosa arte.

Per gli appassionati di motori non mancheranno esposizioni di auto, moto e trattori d’epoca che sfileranno per le vie principali della cittadina.

Se vi chiedete cosa fare a Loreggia e siete alla ricerca di iniziative originali e divertenti per trascorrere in buona compagnia la stagione primaverile tra pietanze ghiotte, musica dal vivo e coinvolgenti attività sportive e ludiche all’aria aperta, l’accogliente comunità loreggiana è pronta ad accogliervi a braccia aperte!

Per maggiori informazioni in merito al prossimo appuntamento si consiglia di visitare la pagina Facebook Sagra Loreggiola.

La sagra di San Rocco

Secondo il calendario liturgico il giorno dedicato a San Rocco è il 16 agosto, tuttavia la celebrazione in suo onore si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data. Nel 2022 la manifestazione si è svolta dall’11 al 17 agosto.

Delimitata da floridi e svettanti pioppi cipressini, la sconfinata area verde di Prato Wollemborg ospita, come da tradizione, vaste aree di ristorazione in cui potrete gustare tipicità del territorio da leccarsi i baffi, ampie e comode balere per danzare il liscio, enormi giostre brillanti di luci elettriche che si stagliano sul cielo notturno estivo.

Parco comunale la Risaretta

Il tranquillo polmone verde si estende a nord est del vasto giardino alberato di Villa Wollemborg. Solcata dal serpeggiante corso del Muson Vecchio, l’oasi naturalistica è costellata di carpini, aceri campestri e faggi che avvolgono il visitatore in un’ambiente incantato e sospeso nel tempo.

Se vi chiedete cosa fare a Loreggia e desiderate immergervi in un ambiente pacifico in cui contemplare torrenti cristallini da graziosi ponticelli di legno e riposare al riparo di maestosi alberi dalle cui chiome filtrano tenui raggi solari, il parco la Risaretta è una meta piacevole e poco conosciuta, facilmente accessibile dal parcheggio in Via dei Tigli, 24, a pochi passi dal centro del paese.

Villa Rana

Situata a breve distanza dalla Pro Loco del comune in Via Roma, 2, Villa Rana è uno dei più significativi punti di riferimento culturali e architettonici di Loreggia. Elevata su tre livelli, l’elegante dimora signorile è ingentilita da uno splendido doppio loggiato ritmato da sei archi a tutto sesto, sostenuti al piano terra da pilastri e colonne tuscaniche, al piano nobile da pilastri e colonne ioniche.

Le finestre al primo piano sono ornate da cimase con archi a tutto sesto decorate con motivi vegetali. A coronare la sommità della facciata è un raffinato timpano triangolare.

Cosa fare a Tombolo in provincia di Padova: 4 idee

Scopri cosa fare a Tombolo. La festa di Sant’Andrea, la chiesa di Sant’Andrea Apostolo, Villa Cittadella Giusti, il parco palude di Onara, Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Tombolo?

Il comune di Tombolo confina a nord con Galliera Veneta, a sud con San Giorgio in Bosco, a est con San Martino di Lupari e Villa del Conte, a ovest con Cittadella.

La festa di Sant’Andrea

L’edizione 2022 della festa si è svolta nei fine settimana del 19 e 20 novembre, il 26 e 27 novembre ed il 3 e 4 dicembre.

Esperienza consigliata per gli intenditori di buona cucina alla ricerca dei sapori autentici e prelibati della gastronomia veneta, l’evento prevede squisiti piatti a base di carne come i bigoli al ragù di salsiccia, fette di musetto con cren e sottaceti, selezioni di affettati di prima scelta nonché la tradizionale lingua salmistrata, solo per citare alcune delle pietanze che potrete assaporare durante la rinomata manifestazione culinaria.

Piatto forte della celebrazione sarà il gustoso lesso, specialità tipica del nord Italia cotta lentamente in brodo con carote, sedano e cipolla.

Per rimanere sempre aggiornati in merito ai prossimi appuntamenti della festa di Sant’Andrea si consiglia di visitare la pagina Facebook Pro Loco Tombolo.

Se vi chiedete cosa fare a Tombolo e desiderate intraprendere un viaggio sensoriale che valorizzi gli aromi dei prodotti genuini della regione, partecipare alla festa di Sant’Andrea è un’esperienza certamente consigliata!

Chiesa di Sant’Andrea Apostolo

Incastonata nel cuore storico del paesino rurale dell’alta padovana, la solenne struttura della chiesa ricorda quella di un antico tempio greco.

Situato in Via Chiesa Tombolo, 2, il luogo di culto è accessibile tramite un massiccio portale timpanato anticipato da un imponente pronao scandito da quattro colonne ioniche che sorreggono l’architrave, il fregio ed il frontone triangolare dentellato ingentilito da un affresco raffigurante Sant’Andrea, circondato da angeli, che impugna la pesante croce decussata con la quale è stato martirizzato.

Racchiusa da un grande arco a tutto sesto, la stessa scena si ripete al di sopra del portone ligneo. Ritratto con una veste blu e rossa, il santo apostolo è avvolto da nuvole luminose e paffute che nascondono quasi completamente la volta celeste, di cui si intravede uno spicchio in basso a sinistra. I contrasti chiaroscurali delle nubi generano una suggestiva veduta prospettica animata da angioletti che sorreggono la croce di Sant’Andrea.

Se vi chiedete cosa fare a Tombolo, l’incantevole luogo di culto custodisce uno splendido organo a canne e altari in marmi policromi di pregiata fattura.

Villa Cittadella Giusti

Situati in Via Sen. G. Cittadella, i ruderi della proprietà signorile sono cinti da una densa cortina vegetale formata da pioppi, acacie e aceri campestri avviluppati ad una schiera compatta di canne di bambù selvatico all’apparenza impenetrabile.

Ammantato da un fitto strato di edera che ne infesta la superficie fino a raggiungerne la merlatura a coda di rondine, l’arco di accesso è in parte nascosto da rigogliosi ligustri, oleandri, maestosi cedri e sinuosi esemplari di albero della carta (broussonetia papyrifera).

Simile ad un castello incantato protetto da due massicce torri, il cuore delle nobili vestigia è fiancheggiato da eleganti adiacenze rustiche porticate.

Il parco palude di Onara

Situata nell’omonima frazione di Tombolo, l’incantevole oasi è accessibile tramite un viale di cipressi svettanti presso l’oratorio di Santa Margherita, grazioso edificio risalente a circa novecento anni fa, armoniosamente inserito in un praticello ben curato in Via degli Ezzelini, 7.

Il sito naturalistico è attraversato da serpeggianti camminamenti di legno da cui è possibile contemplare la lussureggiante vegetazione arborea e arbustiva che include varietà di platani, biancospini, platani, salici, ontani ed un florido manto di equiseti, giunchi e canneti lambiti dalle limpide sorgenti gorgoglianti del fiume Tergola. Dalla superficie cristallina dei fontanili si intravedono folti ciuffi brillanti di erba gamberaia mossi lentamente da gelide correnti.

Cosa fare a San Martino di Lupari (PD): 4 idee

Scopri cosa fare a San Martino di Lupari: San Martino in fiore, le Motte di Sotto, la chiesa di San Martino, Sapori di un tempo. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova San Martino di Lupari?

Il comune di San Martino di Lupari confina a nord con Loria, a nord est con Castello di Godego, a sud con Santa Giustina in Colle, a sud est con Loreggia, a est con Castelfranco Veneto e Castello di Godego, a ovest con Galliera Veneta, Tombolo e Villa del Conte.

San Martino in fiore

L’edizione 2023 di San Martino in fiore ha avuto luogo il 23 aprile. La festa prevede esposizioni di macchinari agricoli e stand dedicati all’orticoltura, floricoltura e all’arredamento di esterni. Adornata da sgargianti scenografie floreali, piazza Serenissima ospita grandi tendostrutture in cui potrete assaporare tipicità del luogo.

Per maggiori informazioni in merito al prossimo appuntamento è possibile consultare la pagina Facebook Pro loco San Martino di Lupari.

Le Motte di Sotto

Ciò che rimane di un antico insediamento dell’età del bronzo è un terrapieno quadrangolare, ammantato da un prato brillante cinto da una folta siepe di pioppi, aceri campestri, querce, platani, acacie, betulle, salici, ontani circondati da splendenti campi di granturco.

Se vi chiedete cosa fare a San Martino di Lupari, queste serena oasi naturalistica immersa nella campagna luparense è una delle località più incantevoli e misteriose del comune.

La chiesa di San Martino

Situata in Via Giotto 24, la grandiosa mole in mattoni rossi del luogo di culto si caratterizza per un’imponente facciata a doppio spiovente. Al centro del fronte, un grande arco a ogiva delimita il vestibolo in cui si apre un portale ligneo centinato. L’arco centrale è affiancato da altri quattro archi a sesto acuto di minori dimensioni, due dei quali ciechi, mentre quelli alle estremità incorniciano altrettanti portali lignei.

Quattro imponenti paraste dividono la parte superiore del fronte in tre sezioni. Nella sezione mediana, una polifora a cinque luci è sormontata da un candido rosone ed è affiancata da due bifore inscritte in archi a tutto sesto.

Distinta da una pianta a croce latina, la chiesa è internamente scandita in tre navate ed è sovrastata da un elaborato soffitto ligneo a cassettoni.

Una volta entrati nel luogo di culto è facile rimanere affascinati dall’area absidiale ricoperta da uno sfondo dorato su cui si stagliano le figure di Cristo, di santi e angeli.

Sapori di un tempo

La celebrazione popolare si svolge ogni anno nella località di Campagnalta. L’edizione 2022 si è svolta dal 25 giugno al 23 luglio.

Appuntamento consigliato per le buone forchette, la sagra propone un ricco menù che include invitanti piatti della tradizione culinaria locale, come i bigoli al ragù d’anatra, baccalà, fritture di pesce nonché succulente costate, salsicce e costine con fette di polenta abbrustolite il cui aroma si diffonde tra le lunghe schiere ordinate di tavoli gremiti di commensali festanti ed affamati.

Oltre alle storiche ricette venete come i bovoeti (lumachine che crescono nei terreni umidi, particolarmente gustose quando lessate e condite con aglio, olio d’oliva, prezzemolo, sale e pepe), l’evento propone specialità della gastronomia mediterranea come la paella, prelibatezza iberica a base di riso, zafferano e frutti di mare.

Nelle ampie piste da ballo potrete danzare al tempo di celebri orchestre e scatenarvi al ritmo di grandi DJ.

Se vi chiedete cosa fare a San Martino di Lupari e desiderate trascorrere la bella stagione nella serena cornice rurale della pianura dell’alta padovana tra calici di vino, boccali di birra e squisite pietanze di mare e di terra da far venire l’acquolina in bocca, partecipare alla manifestazione Sapori di un tempo potrebbe fare proprio al caso vostro!