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Bosco di Olmè a Cessalto in provincia di Treviso

Dove si trova il bosco di Olmè?

L’ingresso del bosco di Olmè si trova in Via Dante, 7, 31040 Calstorta di Cessalto (TV).

Con un’estensione di ventiquattro ettari, il bosco di Olmè rappresenta una delle oasi naturalistiche più significative nella regione Veneto.

Meta ideale per chiunque sia alla ricerca di un’atmosfera serena, rigenerante e pacifica immersa nel verde, l’ampia area planiziale è uno scrigno di biodiversità nel quale le più diverse specie arboree, floreali e faunistiche coesistono in armonia in un delicato ecosistema in cui il tempo pare sospeso in una dimensione primordiale non corrotta dall’intervento umano.

La flora del bosco di Olmè

Tra le numerose specie di arbusti e piante cespugliose citiamo il luppolo selvatico, il pungitopo dalle inconfondibili bacche rosse, nonché varietà quali il nocciolo, il viburno, il sambuco.

La flora arbustiva si caratterizza per maestosi esemplari di querce, olmi, frassini e pioppi bianchi.

Nella stagione primaverile, l’osservatore attento potrà scorgere splendide varietà di Orchidee, iris dai fiori blu e il Symphytum officinale, riconoscibile per la candida corolla tubulare a cinque denti.

Primule, campanellini e anemoni proliferano ai margini delle aree alberate popolate da ornielli, biancospini, aceri campestri e robinie.

La fauna del bosco di Olmè

Notevole interesse è suscitato dalla presenza di splendide farfalle che trovano il loro habitat in specifici microclimi in corrispondenza di piante erbacee.

Particolarmente suggestive, le specie anfibie includono esemplari di ramarro, rana agile, raganella e biscia d’acqua.

A rendere il sito boschivo una località consigliata agli appassionati di ornitologia sono le incantevoli specie avicole come l’usignolo di fiume, il merlo, la cinciallegra, lo sparviero e molti altri volatili riconoscibili per le colorazioni del loro piumaggio, dai toni grigi della capinera alle tonalità sgargianti del pettirosso.

Cosa fare a Ponte di Piave: 6 cose da non perdere!

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Cosa fare a Ponte di Piave? Scopri sei stupende località: la strada dei vini del Piave, l’oasi delle grave di Negrisia, la casa museo di Goffredo Parise nonché splendide opere di arte e architettura che attestano la ricchezza culturale del territorio.

Dove si trova Ponte di Piave?

Il comune di Ponte di Piave si trova nella Provincia di Treviso con un territorio che si estende su una superficie di 32,16 chilometri quadrati.
Confina a nord con Oderzo e Ormelle, a sud con Salgareda (consigliata la visita alla casa delle fate…) e San Biagio di Callalta, a est con Chiarano, a ovest con Breda di Piave e San Biagio di Callalta.

Strada dei vini del Piave

L’itinerario naturalistico ed enogastronomico si snoda attraverso la campagna veneta assecondando il corso del fiume Piave e accompagnando il visitatore lungo un percorso volto a riscoprire e valorizzare non solo le specialità culinarie e vinicole del territorio, ma anche il suo formidabile patrimonio storico e artistico.

Uno dei principali itinerari in cui si ramifica il tragitto è chiamato Le terre del Raboso, percorso che da Cimadolmo conduce a Ponte di Piave, immergendosi nel territorio in cui si coltiva la pregiata varietà del Raboso Piave, vitigno autoctono di Treviso dal gusto secco e fresco, dal colore rosso rubino e dal profumo fruttato, riconoscibile per la sua equilibrata combinazione di acidità-tannicità.

Se vi chiedete cosa fare a Ponte di Piave e vi appassiona il ciclismo, percorrere la strada dei vini del Piave sarà un’iniziativa ideale per conciliare le specialità eno-gastronomiche del territorio a scenari panoramici mozzafiato.

Oasi delle Grave di Negrisia

La spettacolare riserva naturale di Negrisia è costituita da un prezioso quanto delicato ecosistema caratterizzato da una impressionante biodiversità faunistica, floreale, arborea, nutrita dalle acque del Piave al confine con Ormelle.

Le splendide specie arboree che caratterizzano il sito boschivo includono pregiate varietà come il Salice bianco, il Pioppo nero, l’Ontano nero, circondate da ricca vegetazione erbacea e arbustiva. La variegata fauna avicola rende il territorio verdeggiante dell’oasi il luogo ideale per gli amanti del bird watching.

Il visitatore attento avrà la possibilità di osservare esemplari dal bellissimo piumaggio variopinto come il Picchio rosso maggiore, il Picchio verde, chiamato anche Pitonea, l’Occhione, specie di origine africana dai grandi occhi gialli adatti alla visione semi notturna, il Gheppio, il Falco cuculo, il Succiacapre, le cui abitudini notturne lo rendono un volatile difficile da scrutare, e lo splendido Martin Pescatore, dalla brillante colorazione azzurra con iridescenze verdi su testa, ali e coda e dal petto di color bruno-arancio o ruggine.

Villa Loschi a Ponte di Piave

Situata in via Postumia 29, 31047, comune di Ponte Di Piave in provincia di Treviso (TV), Villa Loschi è una meravigliosa dimora signorile settecentesca appartenuta all’omonima famiglia veneta e recentemente riportata al suo antico splendore grazie ad una serie di accurate opere di ristrutturazione e restauro resesi necessarie in seguito ai pesanti danneggiamenti che il maestoso edificio aveva subito durante la Grande Guerra.

Il sontuoso palazzo si sviluppa su due piani sovrastati da una caratteristica torre affacciata sulla Postumia.

Di notevole pregio sono le decorazioni esterne che richiamano i caratteri dell’art nouveau, rendendo Villa Loschi e il radioso scenario naturale in cui si inserisce uno degli elementi di maggior valore del patrimonio artistico, architettonico e storico della Regione.

Parrocchia di Levada e chiesa di San Bonifacio

Situata in Via della Vittoria, 23 a Levada di Ponte di Piave (TV), l’edificazione dello splendido luogo di culto risale agli inizi degli anni diedi del XX secolo.

La facciata a salienti è scandita da tre sezioni verticali, la centrale delle quali reca il massiccio portone ligneo anticipato da un suggestivo protiro ornato da pinnacoli, la cui struttura richiama l’accesso la chiesa novecentesca di Saletto di Piave (frazione di Breda di Piave).

Visita la Casa Museo di Goffredo Parise

La casa museo di Goffredo Parise si trova in via Via Giuseppe Verdi, 1, 31047 Ponte di Piave, provincia di Treviso (TV).

Dopo aver lasciato la vicina casa delle fate, incantevole abitazione immersa nello scenario golenale di Gonfo a Salgareda, il grande scrittore vicentino si trasferì nel 1984 nell’antica barchessa restaurata a Ponte di Piave nella quale avrebbe trascorso gli ultimi anni di vita.

Conscio della gravità del proprio stato di salute, Goffredo Parise si era trasferito in questa proprietà per la prossimità all’ospedale nel quale doveva sottoporsi alle terapie e dialisi.

Per informazioni in merito alla vita e alle opere del celebre giornalista e scrittore nonché agli orari di apertura della sua abitazione si invita a consultare il sito dell’associazione del Centro Studi Goffredo Parise.

Visita al Museo della Grande Guerra

Situato a pochi passi dalla casa museo di Goffredo Parise, il museo ripercorre attraverso un emozionante itinerario espositivo i momenti salienti delle battaglie decisive lungo il corso del Piave, lungo le cui sponde l’ardimento e spirito di sacrificio dei soldati italiani determinarono l’esito della Grande Guerra.

Documenti fotografici, cartografici, nonché diversi utensili dal profondo valore evocativo permettono di riscoprire gli interminabili momenti che scandivano le giornate al fronte prima e durante la battaglia del Solstizio, una delle più cruente e cruciali battaglie che videro contrapposti l’esercito italiano e quello austro-ungarico.

Per chi si chiedesse cosa fare a Ponte di Piave e volesse scoprire in prima persona l’eredità lasciataci dai soldati, molti giovanissimi, che hanno combattuto e sono periti per difendere la nostra Patria, visitare il museo del primo conflitto bellico mondiale recentemente inaugurato nel comune di Ponte di Piave sarà un’esperienza significativa ed emozionante.

Ti interessa questo articolo? Qui troverai tutti i comuni della Provincia di Treviso con le Info più interessanti!

Popolazione, Frazioni, CAP e altri dati di Ponte di Piave

Popolazione di Ponte di Piave

La popolazione conta 8296 abitanti per una densità di 257,96 abitanti per km quadrato

Frazioni del Comune di Ponte di Piave

Levada, Negrisia

Qual è il Codice di Avviamento Postale (CAP) di Ponte di Piave?

Il CAP di Ponte di Piave è 31047.

Qual è il Prefisso Telefonico di Ponte di Piave?

Il prefisso telefonico per chiamare in questo comune è 0422.

Informazioni Amministrative

  • Codice ISTAT: 26058
  • Codice Catastale: G846

Se stai pianificando una gita a Ponte di Piave ti consiglio di esplorare anche le attrazioni della provincia di Treviso o scoprire gli altri comuni di questa affascinante zona.

Orto botanico dell’Università degli Studi di Padova

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Dove si trova l’Orto botanico dell’Università degli Studi di Padova?

Situato in Via Orto Botanico, 15, 35123 Padova (PD), l’Orto botanico dell’Università degli studi di Padova rappresenta una delle mete naturalistiche più preziose, delicate e affascinanti a livello mondiale.

Nato come horto medicinale, il sito naturalistico è infatti il più antico Orto botanico universitario ad aver mantenuto inalterata la propria collocazione, oltre ad aver conservato le proprie caratteristiche originarie in modo quasi totalmente inalterato a partire dalla sua fondazione nel 1545.

Incastonato nel cuore storico della città di Padova, l’Orto fa parte del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1997 in quanto l’incredibile ricchezza del patrimonio di biodiversità in esso custodita (3.500 specie distribuite in un’area di 3,5 ettari) ha facilitato nel corso dei secoli l’evoluzione di discipline scientifiche come la botanica, la medicina, la chimica, l’ecologia e la farmacia.

La progettazione dell’Orto botanico di Padova

Realizzato grazie alla sollecitudine di Francesco Bonafede (1474 – 15 febbraio 1558), botanico, medico e titolare presso l’Università di Padova della cattedra di “lettura dei semplici” (volta ad aiutare gli studenti a identificare le piante medicinali),

il sito naturalistico presenta una complessa struttura formata da un cerchio con un quadrato inscritto, suddiviso a sua volta in quattro quadrati individuati da due viali perpendicolari.

Il rigore geometrico che distingue gli ambienti dell’antico Orto non è fine a se stesso: l’impostazione riproduce allegoricamente un microcosmo vegetativo in accordo con il principio filosofico di armonia tra essere umano e universo.

Il sapiente equilibrio tra il linguaggio di arte e architettura ed il simbolismo del mondo naturale rende l’Orto patavino punto di riferimento nonché modello esemplare per l’istituzione di altri Orti botanici in tutta Europa.

Divisi in aiuole collocate a formare suggestivi disegni geometrici, i quattro quarti, o spalti, prendono il nome dalla pianta che maggiormente li caratterizza: magnolia (sud-ovest), ginkgo (nord-ovest), tamerice (nord-est) e albizzia (sud-est).

La presenza di specie tanto rare e delicate quanto preziose rese necessaria, nel 1552, la costruzione di una muratura perimetrale, mentre agli inizi del XVII secolo risalgono la costruzione di quattro portali monumentali, l’appianamento del dislivello tra i viali e gli spalti nonché la collocazione di sei fontane in corrispondenza dei quarti e all’incrocio dei viali.

All’introduzione dell’Arboretum si aggiunsero in seguito due ulteriori fontane, una dedicata al filosofo greco Teofrasto e una ornata da busti marmorei raffiguranti le quattro stagioni.

Il teatro botanico, le serre in muratura e le tre ampie meridiane risalgono invece alla prima metà del XIX secolo.

Il giardino delle biodiversità

Ideato dall’architetto Giorgio Strapazzon e inaugurato nel 2014, il giardino delle biodiversità presenta cinque serre che riproducono i biomi arido, temperato, mediterraneo, tropicale e sub-tropicale.

Il visitatore avrà modo di scoprire ed osservare 1300 specie vegetali custodite nel loro habitat ideale attraverso due itinerari:

Le piante e l’ambiente: percorso che illustra il variegato patrimonio vegetativo delle aree climatiche di America, Africa, Asia
Europa temperata, Oceania.

Le piante e l’uomo: suddivisa in quattro aree, questa sezione del giardino indaga il rapporto tra l’essere umano e la vegetazione, dal processo di selezione di piante con finalità medicinali e alimentari alla rivoluzione agricola che 11.000 anni fa ha portato gli esseri umani a trasformarle e produrle in modo più efficace.

Le piante storiche

Palma di Goethe

Messa a dimora nel 1585, la secolare Palma di San Pietro è la pianta più antica dell’Orto botanico. Pur essendo una pianta erbacea di ridotte dimensioni, la pianta appartenente alla famiglia delle Chamaerops humilis custodita nell’Orto patavino ha raggiunto un’altezza di ben 12 metri grazie alla coltivazione in serra.

Il nome pianta di Goethe deriva dalla visita dell’omonimo scienziato e scrittore che il 27 luglio 1786 osservò e descrisse lo splendido arbusto durante il suo viaggio in Italia.

Platano orientale

Il maestoso platano fu messo a dimora nel 1680 e si caratterizza per una folta chioma ombrosa ed un fusto alto e possente. Il Platanus orientalis è comune in un’area che si estende dalla regione mediterranea orientale sino ad Est dell’Himalaya. Particolarità di notevole suggestione e interesse botanico è che l’albero, reso cavo dopo essere stato colpito da un fulmine, continui a vegetare in modo rigoglioso grazie ai tessuti di conduzione ancora funzionanti situati nella parte esterna del fusto.

Ginkgo biloba

Messo a dimora nel 1750, il grandioso albero secolare appartenente alle Gimnosperme è originario della Cina e risale a 250 milioni di anni fa. Conosciuto anche con il nome di capelvenere per l’intensa colorazione dorata che le sue foglie assumono nella stagione autunnale, il Ginko Biloba è uno degli alberi più spettacolari nell’Orto botanico.

Magnolia grandiflora

Originaria delle regioni meridionali degli Stati Uniti, l’esemplare custodito dal 1786 nell’antico Orto patavino è probabilmente la prima magnolia grandiflora introdotta in Italia.

La pianta può raggiungere altezze considerevoli di 20-30 metri, anche se quella custodita nell’omonimo quarto dell’Orto si caratterizza per dimensioni più modeste.

Di questa pianta arborea colpiscono con il loro fascino sgargiante i fiori candidi e i frutti di color rosso vivo nonché le eleganti foglie lanceolate, di un verde lucido nella pagina superiore e scuro in quella inferiore.

Natura, arte, architettura, filosofia e scienza si armonizzano in un incantevole microcosmo sapientemente inserito nel tessuto urbano della città tra le basiliche di Sant’Antonio e di Santa Giustina. L’ambiente riposante del giardino e dell’Orto si concilia con gli stimolanti itinerari informativi capaci di suscitare la curiosità e la meraviglia dei visitatori che li percorrono, rendendo l’Orto botanico patavino una delle mete più consigliate al mondo sia per gli amanti di serene passeggiate immerse nel verde sia per studiosi e appassionati della scienza botanica risoluti a difendere e preservare il fragile e fondamentale valore della biodiversità.

Villa Galvagna Giol a Fontanelle in provincia di Treviso

PRESSKIT FACCIATA VILLA Galvagna giol

Dove si trova Villa Galvagna Giol?

Sita in Via Calstorta, 137, 31043 Fontanelle (TV), la maestosa residenza signorile è avvolta dall’incantevole atmosfera senza tempo di un rigoglioso parco costellato di alberi secolari. La facciata neo-gotica romantica della sontuosa dimora si volge verso un laghetto limpido, dalle cui fresche acque emerge un grazioso isolotto dei cigni.

L’affascinante gioiello di architettura sorge a breve distanza dal centro storico di Oderzo, antica urbe sorta sulle vestigia di popoli venetici che migliaia di anni or sono abitarono le fertili terre percorse dai fiumi Lia e Monticano.

Villa Galvagna Giol: tra architettura e paesaggio

PRESSKIT PARCO VILLA Galvagna giol 1

Il sontuoso palazzo centenario che abbiamo la fortuna di ammirare oggi è frutto del desiderio del Barone Emilio Galvagna di sfruttare il potenziale di un fazzoletto di terra rurale, marginale e poco conosciuto, e trasformarlo in una delle più maestose dimore gentilizie della Regione, nonché luogo adatto ad accogliere ed intrattenere ospiti di elevato lignaggio provenienti da ogni parte d’Europa.

Il vasto e florido parco e gli ampi e luminosi ambienti del palazzo hanno infatti accolto eminenti personalità del calibro di Natalija Obrenović, regina di Serbia, e della futura nuora Draga Mašin, nonché emeriti studiosi come Theodor Mommsen, celebre storico, filologo ed archeologo tedesco e Richard Lionel Guidoboni Visconti, presunto figlio di Honoré de Balzac.

Lo spazio vasto, radioso e ben ventilato del salone al piano terra può ospitare fino a centoventi invitati e può essere allestito per celebrare matrimoni con rito civile ed organizzare riunioni e ricevimenti di gala in un ambiente magico ed esclusivo.

PRESSKIT SALONE VILLA Galvagna giol

Il parco di Villa Galvagna Giol

PRESSKIT parco VILLA Galvagna giol

Vera e propria opera d’arte a cielo aperto, il favoloso parco ottocentesco è la sintesi tra l’estro creativo di Francesco Bagnara, abile decoratore e architetto del paesaggio, ed il florido patrimonio floreale ed arboreo capace di affascinare con i suoi vibranti colori in ogni momento dell’anno.

Espressione del genio scenografico e gusto per la teatralità del Bagnara (il cui talento lo aveva portato a decorare gli interni del Teatro La Fenice), lo spettacolare parco si estende per ben dieci ettari e, a distanza di secoli dalla sua ideazione, stupisce e allieta chiunque vi si avventuri per scoprirne le meraviglie.

Avvolti dal morbido manto erboso del prato all’inglese, tre splendidi laghi con vivaci isolotti si alternano a sinuosi corsi d’acqua attraversati da ponticelli.

Simili ad un romantico sipario naturale osservabile da candidi viottoli, imponenti e fieri alberi sfiorano delicatamente gli specchi d’acqua con i loro rami verdeggianti.

La sala della Barchessa

PRESSKIT INTERNIBARCHESSA VILLA Galvagna giol

Riportata all’autentico splendore grazie ad accurati interventi di ristrutturazione e restauro, la barchessa di Villa Galvagna Giol è la location ideale per svolgere e vivere momenti significativi e memorabili.

Articolati su due livelli, gli spaziosi ambienti dell’antico edificio rurale si coniugano in modo armonioso ed equilibrato con il sereno scenario esterno, in cui le ombrose chiome di alti ippocastani creano un’atmosfera idilliaca e riposante.

In origine edificio rustico di servizio, la grande barchessa mette a disposizione le proprie sale per organizzare cene private o aziendali nel contesto di un clima festoso che concilia arte, storia, natura e delizie enogastronomiche di prim’ordine. La barchessa può ospitare fino a centoottanta persone.

Qualora voleste pianificare eventi personalizzati, il personale altamente qualificato verrà incontro alle vostre esigenze con la massima professionalità, al fine di garantire che la vostra esperienza si riveli non solo piacevole, ma indimenticabile.

Per qualsiasi informazione in merito ai servizi disponibili a Villa Galvagna Giol, punto di riferimento nel patrimonio culturale della Regione Veneto, si consiglia di visitare la sezione contatti del sito ufficiale.

Se cercate un luogo incantato in cui la realtà si sposa con il sogno, Villa Galvagna Giol farà sicuramente al caso vostro.

Halloween 2021 a Treviso: 10 luoghi misteriosi da vedere

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Halloween 2021 si avvicina: Cerchi un località intrigante e avvolta dal mistero in cui trascorrere la prossima domenica 31 ottobre?

Ecco 10 località storico-naturalistiche incantevoli e maestose di giorno, enigmatiche e tetre al calar della notte, ideali per vivere Halloween in modo autentico e spettrale. Siete pronti?

Cimitero dei Burci a Casier

Dove si trova il cimitero dei burci?

Osservabile attraverso un’ampia e comoda passerella in legno, il cimitero dei burci è un’affascinante località di interesse storico situata nel comune di Casier in provincia di Treviso.

Oltre ai burci, imbarcazioni fluviali da trasporto a fondo piatto, il cimitero dei bruci include esemplari di comacine, gabarre, batei, un topo e un barchetto, difficilmente distinguibili a causa del deterioramento della loro struttura e della graduale scomparsa di quelle conoscenze nautiche che il progresso tecnologico e la modernizzazione dei trasporti hanno reso sempre più desuete.

Avvolte nella stagione autunnale da un pallido manto di nebbia, i profili delle antiche barche alla deriva immerse nel quieto ambiente ripariale di canneti ed erbe palustri si distinguono per un fascino decadente ideale per trascorre la vigilia di Ognissanti in modo indimenticabile.

Cimitero dei burci a Casier in provincia di TrevisoTV

Mulino Toso

Dove si trova il mulino Toso?

Mulino Toso ed ex Stabilimento Chiari e Forti

Superati gli scafi in legno che affiorano dall’acqua, reperti di un grande museo a cielo aperto, si prosegue per circa 500 metri attraverso la passerella in legno e una stradina alberata che asseconda il corso del Sile. In un punto in cui la vegetazione arborea appare più diradata, è possibile osservare al di là del fiume la maestosa struttura di quello che un tempo era lo stabilimento molitorio di Angelo Toso.

Spettacolare esempio di archeologia industriale, l’edificio abbandonato è affiancato all’ex oleificio Chiari e Forti, la cui gigantesca facciata in mattoni rossi, coronata sulla sommità da merli a coda di rondine, affascina ogni giorno passanti e ciclisti.

Un po’ di storia

Nata nel 1920 grazie allo spirito imprenditoriale delle famiglie Chiari, Forti e Medioli, l’azienda molitoria acquistò nel 1937 il molino Toso come quarto impianto. Successivamente lo stabilimento introdusse le apparecchiature che negli anni ’50 avrebbero portato alla nascita degli storici marchi Topazio e Olio Cuore.

In seguito al periodo di crisi nato da false accuse in seguito smentite, la società fu risollevata.

Nel 2001, la cessione delle quote dei precedenti investitori portò la società ad indebitarsi di circa 175 milioni di euro. Falliti i tentativi di riconversione dell’area, si cercò senza successo di vendere all’asta l’impianto produttivo. In seguito all’incendio del 2015, forse doloso, dell’edificio, la speranza di riqualificare gli impianti di produzione svanì ormai del tutto.

Parco dello Storga

Panorama parco dello Storga TV

Dove si trova il parco dello Storga?

La vasta area boschiva si estende per 67 ettari nei comuni di Treviso e Carbonera. La partenza dell’itinerario naturalistico ha inizio dal parcheggio in prossimità della Comunità Murialdo di Treviso in Via Cal di Breda, 67, 31100 Treviso (TV). L’ingresso sud si trova presso la Chiesetta della Madonnetta, in Via della Madonnetta, 33, 31100 Treviso (TV).

Il sentiero che attraversa il parco si sviluppa in corrispondenza del complesso architettonico di Sant’Artemio, ex ospedale psichiatrico tra le cui mura molti vulnerabili degenti subirono nel corso del Novecento gli effetti devastanti dell’emarginazione, dell’isolamento e di indicibili sofferenze causate da trattamenti debilitanti, oggi fortunatamente scomparsi.

Il delicato quanto suggestivo sito archeologico, inserito nella cornice del parco regionale del fiume Sile, conta ben 19 relitti abbandonati nel corso del XX secolo.

La splendida oasi verde è popolata da un ricco patrimonio di biodiversità arborea che include pioppi, salici, ontani, frassini, carpini, noccioli, olmi, platani, nonché alberi da frutto come ciliegi e meli selvatici. Tra le specie floreali presenti nel parco sono degne di menzione la scilla silvestre, l’anemone dei boschi dai petali candidi, l’anemone giallo, il pungitopo dalle caratteristiche bacche rosse e altre sgargianti varietà come la primula e la campanula selvatica dai petali azzurro violaceo, solo per citarne alcune.

Il proliferare della fitta vegetazione erbacea che circonda le fredde risorgive, il tortuoso andamento del fiume Storga ed il profilo sinuoso di alberi spogli dai rami nodosi generano durante la stagione autunnale un’atmosfera truce, inquietante, irresistibile per gli amanti delle ambientazioni horror.

Parco della Storga a Treviso TV

La vecchia pieve di San Biagio

Dove si trova pieve di San Biagio?

Situata in via Pier Fortunato Calvi, 21, 31048 San Biagio di Callalta (TV), la chiesa secolare è uno dei luoghi di culto più arcani e affascinanti del comune di San Biagio di Callalta e della provincia di Treviso, anche se il grave stato di incuria ha reso la pieve inaccessibile da diversi decenni.

Risalente al XIV secolo, l’antica chiesa abbandonata è internamente divisa in tre navate con volte a crociera e volte a schifo recanti pregiate decorazioni pittoriche.

La facciata a capanna presenta un profilo a doppio spiovente costituito da due paraste che sostengono il frontone triangolare, sopra il quale si staglia una nicchia, anch’essa incorniciata da paraste che sorreggono un timpano.

Il campanile a base quadrata, alto più di trenta metri, presenta una cella campanaria con due monofore a tutto sesto per lato. Altre quattro aperture si aprono sul tamburo ottagonale, sormontato da una cuspide a bulbo.

Il castello di Collalto

Dove si trova il castello di Collalto?

Meta consigliata per amanti di storia e antiquariato, il castello di Collalto è una grandiosa fortificazione edificata nella prima metà del XII secolo per volere di Ensedisio I, feudatario e Conte di Treviso. Circondata dalle rovine dell’antico borgo, la massiccia torre dominava i territori circostanti attraversati dal fiume Piave.

Avvolta al calar della notte da un’aura occulta e minacciosa, la possente mole della rocca è il luogo in cui si svolse l’agghiacciante storia della morte di Bianca da Collalto, la cui tragica scomparsa è degna di uno dei più terrificanti racconti di Edgar Allan Poe.

La disperazione di Bianca da Camino per la partenza per la guerra di Tolberto da Collalto, nobile al quale la fanciulla era profondamente legata, attirò la tremenda gelosia di Aicha da Camino, la quale, per vendicare l’orgoglio ferito, attese la partenza del conte per ordinare che la giovane fosse murata viva e lasciata agonizzare nelle buie segrete del castello, condannandola a morire di fame e sete.

Secondo la leggenda, il fantasma di Bianca da Collalto si aggira ancora oggi tra le stanze del castello e sarebbe ancora possibile udire i lamenti spettrali della sua anima tormentata.

Castello di San Salvatore

Dove si torva il castello di San Salvatore?

La poderosa fortezza troneggia sulla cima dell’omonimo colle che Alberico da Romano, podestà di Treviso, aveva venduto alla nobile casata dei Collalto nel 1245.

Nel 1312 il conte Rambaldo VIII ottenne dall’imperatore Arrigo VII la totale giurisdizione politica e amministrativa delle contee di Collalto e San Salvatore, garantendo a se stesso e alla propria famiglia notevole autonomia sui territori circostanti pur rimanendo sotto il controllo di Treviso e in seguito della Serenissima.

Sede di un monastero francescano nel XVI secolo, poi convertito in filanda in epoca napoleonica, il castello di San Salvatore è arricchito dalle spettacolari opere pittoriche di artisti rinascimentali come il Pordenone e Francesco da Milano.

Analogamente alla fortezza di Collalto, il castello di San Salvatore non sfuggì ai pesanti cannoneggiamenti del primo conflitto mondiale che, pur compromettendone la struttura, non riuscirono a cancellare l’aura magica, enigmatica e arcana che distingue lo stupendo castello medievale e lo rende una località ambita dagli amanti del mistero.

Abbazia di Santa Maria del Pero

Dove si trova il monastero di Santa Maria del Pero?

Il monastero di Santa Maria del Pero si trova in Via Monastero, n. 3, 31050, Monastier di Treviso (TV).

La fondazione della solenne abbazia benedettina, in origine dedicata a San Pietro, risale alla seconda metà del X secolo grazie a una donazione di Ottone I. Il monastero fu successivamente intitolato a Santa Maria Assunta nel XIII secolo.

L’antica anima dell’abbazia sembra tutt’ora popolata da fantomatiche presenze, forse troppo legate a questi luoghi per riuscire a slegarsene. Come riportato da diverse testimonianze, tra le mura del monastero continuerebbe a riecheggiare l’eco lontano di monaci in preghiera, il cui canto liturgico accompagna processioni che hanno luogo al calar della notte.

All’apparenza inquietanti, le spettrali apparizioni non sembrano voler corrompere l’ambiente pacifico e riposante del monastero. Al contrario, più nostalgiche che tormentate, le anime dei benedettini paiono rimpiangere il sacro e quieto splendore di quello che un tempo era il loro rifugio e, nel farvi ritorno, tradiscono la propria presenza facendo sbattere una porta o una finestra, o recitando un’orazione a voce alta, destando la curiosità degli ospiti, o suscitandone inquietudine.

Abbazia di Sant’Eustachio

Dove si trova l’abbazia di Sant’Eustachio?

L’abbazia di Sant’Eustachio si trova in Via Collalto, 1, 31040 Nervesa della Battaglia (TV).

L’armonioso e placido scenario naturale in cui si inserisce il sito Benedettino sembra invitare al calmo raccoglimento meditativo, alla preghiera e all’introspezione.

Punto di riferimento nel panorama storico, archeologico e culturale del territorio di Nervesa, la fondazione dell’Abbazia di Sant’Eustachio è testimoniata dalla bolla papale di Alessandro II del 1062, secondo la quale la costruzione dell’edificio ecclesiastico sarebbe avvenuta per volere di Rambaldo III di Collalto (nobile feudatario di origine longobarda, signore di Lovadina e Santa Felicita Collalto) e dalla madre Gisla.

I saccheggi e depredazioni del periodo napoleonico, uniti all’emissione di un decreto di secolarizzazione e soppressione dell’abbazia da parte di Papa Pio IX, diedero inizio ad un lungo stato di trascuratezza del luogo di culto, la cui struttura sarebbe stata devastata in modo irreparabile dai massicci bombardamenti austriaci nel corso della Prima Guerra Mondiale.

Le costanti devastazioni subite nel corso dei secoli non sono riuscite tuttavia a cancellare la vera anima dell’antichissimo sito Benedettino, costituita dalla storia sua millenaria e mantenuta in vita da storici, restauratori, volontari e da tutti i visitatori che manifestano curiosità verso l’inestimabile mosaico culturale e artistico che caratterizza nostro territorio.

Messe nere nell’abbazia di Sant’Eustachio

Negli ultimi anni l’antico santuario è stato al centro di culti satanici, il cui svolgimento è testimoniato dalla presenza di lumini collocati in posizione rituale e dalle tracce di atti vandalici realizzati con vernice spray, di cui si distingue la locuzione latina “memento mori” ovvero: ricordati che devi morire.

I residenti hanno inoltre riportato di aver avvistato fuochi in corrispondenza delle rovine abbaziali e suoni di tamburi durante la notte.

Visitare l’abbazia di Sant’Eustachio, monumento storico e architettonico immerso nel verde e intriso di mistero, renderà quella di Halloween una giornata memorabile.

La torre degli Ezzelini

Dove si trova la torre degli Ezzelini?

Situata in via Castellaro, 27, 31020 San Zenone degli Ezzelini (TV), la candida fortificazione in pietra domina un’altura da cui si può ammirare il favoloso panorama dei territori un tempo appartenuti alla casata dei da Romano. La serena cornice naturalistica fatta di verdeggianti pendii scanditi da rigogliosi filari di vigneti ed ombrose estensioni boschive che circondano antichi santuari, stride con le raccapriccianti vicende che segnarono la fine del casato dei da Romano, la cui tragica sorte si consumò nella piazzaforte in cui Alberico e la propria famiglia si erano rifugiati.

Ezzelino III da Romano, il terribile

Bellicoso condottiero veneto, Ezzelino III da Romano fu ardente sostenitore di Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero dal quale il pugnace ghibellino aveva ricevuto la nomina di vicario imperiale della Lombardia. Animato da ambiziose mire espansionistiche, il conquistatore sottomise i territori di Bassano, Belluno, Brescia, Padova, Treviso, Trento, Vicenza e Verona, costituendo sotto il proprio dominio quella che può definirsi una proto signoria.

Indebolito politicamente in seguito alla morte di Federico II, Ezzelino si mostrò a tal punto bramoso di potere da attirare su di sé l’ostilità del Papa Innocenzo IV, che lo scomunicò nel 1254.

Sconfitto a Cassano d’Adda nel 1259 Ezzelino III fu catturato a Soncino e, rifiutate le cure, si lasciò morire il 27 settembre dello stesso anno.

L’eccidio dei da Romano

Con la scomparsa di Ezzelino III, una coalizione formata dai comuni di Treviso, Padova, Vicenza, Verona e Mantova assediò il castello di colle Castellaro nel quale Alberico, fratello di Ezzelino, e la sua famiglia si erano rifugiati.

Traditi dai soldati tedeschi, la roccaforte fu espugnata e il 26 agosto 1260 gli ultimi esponenti della famiglia da Romano furono brutalmente giustiziati: le donne arse vive, gli uomini decapitati. Alberico, prima di essere liberato della testa, venne legato alla coda di una cavallo e trascinato tra i rovi.

A distanza di secoli dalla raggelante strage, sono numerose le testimonianze degli abitanti del luogo che dichiarano di aver udito i lamenti strazianti di Ezzelino III e dei suoi familiari riecheggiare tra le rovine della fortezza.

Castello di Conegliano

Dove si trova il Castello di Conegliano?

Situata in via Coderta, 3, 31015 Conegliano (TV), la possente fortificazione del XII secolo è uno dei monumenti più rappresentativi del comune di Conegliano, nonché uno dei palazzi di maggior rilievo storico, architettonico, culturale e artistico della provincia di Treviso.

L’imponente struttura è riconoscibile per la maestosa torre campanaria i cui rintocchi davano formalmente inizio al Consiglio Cittadino.

Gli ambienti interni dell’elegante complesso architettonico ospitano attualmente il museo civico di Conegliano, all’interno del quale sono allestiti diversi itinerari che ripercorrono e illustrano elementi fondamentali dell’eredità culturale del comune: da una variegata collezione di rinvenimenti archeologici, la cui origine va dal paleolitico all’età romana, a splendide opere pittoriche e affreschi rinascimentali di carattere sacro, nonché diversi manufatti e opere artigianali di pregevole fattura rinvenuti da antiche chiese del territorio.

Chiesetta di San Giovanni Battista: Vandalizzata chiesetta millenaria a Breda di Piave in provincia di Treviso

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Deturpata la chiesetta di San Giovanni Battista a Pero di Breda di Piave

Le pareti esterne dell’oratorio di San Giovanni Battista a Pero di Breda di Piave sono state imbrattate con della vernice spray. Il 23 agosto è stata inviata la segnalazione dell’atto vandalico al sindaco di Breda di Piave.

Sulla facciata si distingue, a sinistra del portone in legno, la parola “ALBY“, affiancata dall’immagine stilizzata di una persona in vernice spray dorata. A destra, si legge la scritta “PERO” in caratteri dorati e altre lettere con vernice argentata meno visibili.

L’ingresso e la targa del gruppo alpini Pero sono stati sporcati di vernice color oro, argento e rosso.

Le pareti laterali del luogo di culto recano immagini e simboli caricaturali, grotteschi e volgari.

Storia della chiesetta di San Giovanni Battista

Edificato nel 1110, l’oratorio sorge nel suggestivo scenario rurale di Pero di Breda di Piave lambito dal placido corso del Musestre.

Edificato su un preesistente sacello, l’oratorio a navata unica si caratterizza per una facciata a capanna semplice e disadorna. Il portale ligneo è sormontato da una finestrella sopra la quale si scorge il rilievo di una candida croce.

Uno degli elementi più caratteristici dell’edificio è il grazioso campanile, concluso da una cuspide ottagonale coronata da una croce in metallo. Quattro bifore, una per ogni lato della cella campanaria, permettono di intravedere le campane.

Malinconia di fine estate nel 2021: 5 eventi a Treviso per vincerla

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Cos’è la malinconia di fine estate?

Capita spesso che con la fine di agosto si cominci ad avvertire un sentimento di lieve afflizione nel prendere coscienza che la spensieratezza delle vacanze estive lascerà presto il posto alla monotonia dei ritmi del lavoro, alla diminuzione delle ore di luce e al calo delle temperature.

La fine di settembre tuttavia non è sinonimo di noia e grigiore, tutt’altro: la stagione autunnale si distingue per le tonalità calde di maestose estensioni boschive dalle chiome dorate, per l’aroma di castagne, noccioli e melograni, per le ricercate specie di funghi con cui realizzare gustose pietanze, per non parlare delle appassionanti e misteriose tradizioni popolari che celebrano il legame tra i ritmi della natura ed il lavoro nei campi.

Una delle strategie più efficaci per superare la malinconia di fine estate e vincere la noia, apatia e svogliatezza che ci amareggiano con l’accorciarsi delle giornate è tenersi aggiornati in merito alle numerose occasioni di festa che animano e vivacizzano ogni angolo della nostra Regione.

Pianificare un calendario ricco di eventi ed essere pronti a raggiungere destinazioni sempre nuove sono la chiave per vivere esperienze uniche tutto l’anno: respirare a pieni polmoni l’aria fresca di antiche foreste, addentrarsi per le vie in un borgo medievale, assaporare i prodotti rari e prelibati che rendono unica la nostra terra.

Il seguente articolo suggerisce cinque eventi che si terranno nella provincia di Treviso dal settembre del 2021, occasioni ideali per appassionati di antiquariato, sportivi alla ricerca di percorsi ciclabili immersi nella natura, amanti di specialità eno-gastronomiche del territorio e molto altro.

Per chi fatica ancora ad abbandonare l’ombrellone ed il costume da bagno, ricordate che l’estate non è l’unica bella stagione!

Fiere di San Luca 2021

Dove e quando si svolgerà la prossima edizione delle Fiere di San Luca?

L’edizione del 2021 delle fiere di San Luca avrà luogo a Prato della Fiera dal primo ottobre al 24 ottobre 2021.

Lo spettacolare evento accoglie ogni anno migliaia di persone di ogni età in un vasto parco divertimento con attrazioni di ogni tipo, da giostre vorticose e adrenaliniche, postazioni di tiro al bersaglio che metteranno alla prova abilità e concentrazione, a numerose giostre adatte anche ai più piccoli, dalla pesca delle rane e tiro ai barattoli a divertenti tappeti elastici molleggianti.

Le persone un po’ più grandi, dotate di gran coraggio e prive di problemi cardiovascolari potranno vivere l’esperienza mozzafiato che solo il King, una delle attrazioni più spaventose ed esaltanti delle fiere di San Luca, è in grado di offrire.

Quali sono le tre attrazioni più amate e.. temute?

Evolution The King

Il King, conosciuto anche come Evolution The King, è un gigantesco gioiello di ingegneria alto quasi 20 metri ideato per sfidare la gravità e intimidire anche i più impavidi appassionati di velocità e avventurieri a caccia di adrenalina.

Polipo Energy

Sicuramente una delle attrazioni più divertenti e rappresentative delle fiere di San Luca è il Polipo Energy, imponente giostra turbinosa consistente in un gigantesco polipo colorato che vi accompagnerà in un rapido e imprevedibile viaggio da capogiro a bordo dei suoi tentacoli.

Star Flyer

Come le attrazioni già menzionate, lo Star Flyer non è di certo adatto a chi soffre di vertigini. L’enorme torre svetta per ben trenta metri come un gigantesco totem nel cuore dell’area fieristica. 24 sedili girano intorno al palo centrale e una volta raggiunta la quota massima la velocità arriva a raggiungere i 60 km orari. Avete il coraggio di fare un giro?

e non finisce qui!

Queste sono solo tre delle decine di attrazioni che potrete trovare nella vasta zona fieristica dell’antichissima fiera di San Luca, le
cui origini millenarie sono radicate nella cultura e nelle tradizioni di Treviso a partire dal X secolo. L’evento fieristico era
infatti una delle ricorrenze più attese e celebrate nell’Italia Nord Orientale.

Oltre alle numerose giostre, attività ludiche, concorsi di disegno e poesia e suggestivi spettacoli pirotecnici, la fiera include diversi
stand culinari pronti a offrire specialità eno-gastronomiche del territorio.

Per maggiori informazioni in merito alle decine di attrazioni e alle specialità offerte dagli stand gastronomici non esitate a visitare il sito ufficiale delle fiere di San Luca.

Festa dei Marroni a Combai

Dove e quando si svolge la festa dei Marroni di Combai?

La prossima edizione della festa dei Marroni avrà nell’area della pro loco di Combai, antico borgo del comune di Miane circondato dai pendii verdeggianti delle colline del prosecco e del Verdisio. L’evento si svolgerà nei seguenti giorni:

dal 15 al 17 ottobre ; il 23 e il 24 ottobre ; dal 30 ottobre al primo novembre 2021.

Orari: Sabato dalle 14:00 alle 20:00 ; Domenica dalle 10:00 alle 18:00

La festa promuove lo squisito marrone IGP (indicazione geografica protetta), prelibatezza locale che è possibile assaporare nel magico contesto naturalistico di affascinanti castagneti.

La manifestazione culturale valorizza il patrimonio di tradizioni, artigianato e specialità alimentari frutto di antiche conoscenze tese a difendere l’equilibrio tra il delicato ecosistema del territorio e la presenza umana che lo abita e ne sfrutta il potenziale preservandone al tempo stesso le risorse.

Occasione di incontro, scambio, socialità e desiderio di scoprire i luoghi e i sapori di una terra unica, la festa dei marroni è un’evento ideale per accogliere con trepidante attesa la florida e vivace stagione autunnale e superare la malinconia di fine estate.

Prosecco cycling

In cosa consiste Prosecco Cycling? Dove e quando si svolge questa attività?

L’evento si svolgerà il 3 ottobre 2021 attraverso un suggestivo itinerario naturalistico che si articola tra i vigneti che caratterizzano lo spettacolare scenario paesaggistico delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, patrimonio dell’umanità.

Una delle più entusiasmanti iniziative per celebrare la stagione autunnale, la manifestazione ciclistica prevede per la sua diciottesima edizione la premiazione delle squadre che impiegheranno più tempo per concludere il percorso di 100 km tra Ca’ del Poggio, Via dei Colli e Collalto. Proprio così! Saranno i ciclisti meno celeri ad essere ricompensati con fornitura di Prosecco Superiore Docg e con una sopressa in formato gigante, ghiotto insaccato di origine vicentina dal gusto inimitabile.

Fiera della Birra Artigianale a Santa Lucia

Dove e quando si svolge la fiera della birra artigianale di Santa Lucia?

Il tanto amato e atteso evento dedicato alla birra artigianale di alta qualità avrà luogo in Via Sarano, 34C, 31025 Santa Lucia di Piave (TV). La manifestazione si svolgerà nel corso di tre appuntamenti: dal 3 al 5 settembre, dal 10 al 12 settembre e dal 17 al 19 settembre.

L’iniziativa illustra accuratamente ogni aspetto della produzione e della vendita della birra grazie alla partecipazione di abili ed esperti mastri birrai che metteranno a disposizione del pubblico le proprie conoscenze, nel contesto vivace e divertente di una festa di paese animata da musica e da percorsi di degustazione da far venire l’acquolina in bocca.

Tecnologie all’avanguardia si sposano con i saperi millenari della produzione birraia al fine di valorizzare al massimo prodotti artigianali dall’aroma e gusto eccezionali, ideali da assaporare in compagnia dei propri amici e dei propri cari in una festa all’insegna di musica, spensieratezza e del sapore unico di birre di prima scelta.

Artigianato in Centro

Dove e quando si svolge Artigianato in centro?

L’evento Artigianato in centro si svolgerà il 26 settembre e il 10 ottobre 2021 all’interno della stupenda cornice storica e architettonica delle possenti mura medievali di Castelfranco Veneto.

La mostra-mercato avrà luogo dalle 9:00 alle 19:00 lungo Via Preti, Via Garibaldi e in Piazza XXIV maggio. I numerosi espositori offrono un vasto ed intrigante mosaico di prodotti ideati e realizzati manualmente e con diversi materiali.

Quello di Castelfranco Veneto è solo uno dei diversi mercatini che animano i borghi della provincia di Treviso nella stagione autunnale, mete perfette per appassionati di mobili d’epoca e oggettistica vintage. Passeggiare tra le pittoresche bancarelle del centro storico di Castelfranco è un’opportunità indimenticabile per fare un tuffo nel passato e riscoprire il fascino antico di un mondo passato ma per niente obsoleto.

5 Mercatini dell’antiquariato in provincia di Treviso nel 2021

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In cerca di mercatini dell’antiquariato in provincia di Treviso nel 2021? Mete ideali per gli appassionati di mobili d’epoca e oggettistica vintage, ecco cinque mercatini dell’antiquariato che si svolgono nel cuore di alcune delle più affascinanti città storiche della provincia di Treviso.

Mercatino dell’antiquariato e dell’artigianato nel castello di Collalto a Susegana

Quando si svolge il mercatino dell’antiquariato di Collalto?

Il mercatino dell’antiquariato di Collalto si svolgerà l’8 agosto 2021, dalle 8:30 alle 18:30.

Il mercato all’aperto di antichità si svolge ogni seconda domenica del mese da marzo a novembre in Via Morgante 2, Susegana (TV). L’evento ha luogo nello scenario storico-naturalistico del castello di Collalto, la cui possente torre, avvolta dalla florida vegetazione arborea, assume al calar della notte un’aura intrigante e spettrale. Oltre alla vendita di originali accessori e idee regalo ricercate, l’evento sembra evocare un sentimento di nostalgia verso quelle antiche arti e mestieri di cui oggi rimangono a testimonianza utensili artigianali impiegati per la lavorazione del legno e dei metalli, simboli di una sapiente maestria acquisita nel corso di generazioni che oggi, purtroppo, rischia di scomparire del tutto.

Mercatino di Treviso a Borgo Cavour

Quando si svolge il mercatino dell’antiquariato di Treviso?

Il mercatino dell’antiquariato di Treviso avrà luogo il prossimo 22 agosto 2021 a Borgo Cavour.

Evento ideale per hobbisti, collezionisti nonché appassionati di storia e arte, il mercatino di Borgo Cavour ha luogo a pochi passi dalla splendida cornice storica delle mura rinascimentali di Treviso, lungo le quali si svolge ogni estate il tanto amato festival Suoni di Marca.

Luogo di incontro, scambio e socialità, le pittoresche bancarelle della contrada trevigiana ridonano significato ad oggetti che progresso e tecnologia hanno reso obsoleti e spesso dimenticati e che la passione degli antiquari unita alla curiosità dei visitatori riportano alla luce attraverso la riscoperta del loro fascino antico.

Abbigliamento e oggettistica vintage, spille e medaglie ognuna con una storia da raccontare, antiche monete per i patiti di numismatica, zippo dalle più svariate colorazioni e decorazioni, queste sono solo alcune delle rarità che potete scoprire a Treviso il prossimo 22 agosto 2021, volete saperne di più?

Fiera dell’artigianato di Roncade

Quando si svolge la fiera dell’artigianato di Roncade?

La fiera dell’artigianato di Roncade si svolge la seconda domenica di settembre in via Roma e lungo le piazze laterali della città.

La manifestazione culturale che promuove artigianato e specialità del territorio si articola lungo la via che conduce a Villa Giustinian, Ciani Bassetti, nota anche come il castello di Roncade, una delle più sontuose abitazioni signorili del comune.

La tradizionale ricorrenza secolare ha origine nella metà del XIX secolo e accoglie annualmente migliaia di avventori. Oltre all’esposizione e vendita di prodotti locali l’evento fieristico permette di ammirare il processo di realizzazione di manufatti da parte di abili artigiani in un’atmosfera dinamica in cui intrattenimento, gusto, vivacità e confronto prendono vita lungo le incantevoli vie porticate del centro di Roncade.

Mercatino dell’antiquariato a Portobuffolè

Quando si svolge il mercatino dell’antiquariato di Portobuffolè?

Il mercatino dell’antiquariato a Portobuffolè si tiene ogni seconda domenica del mese ad eccezione di agosto. Il prossimo appuntamento sarà il 12 settembre, come sempre nel cuore del centro storico di Portobuffolè.

Da antichi utensili agricoli impiegati dai nostri nonni a quasi introvabili dischi in vinile, da raccolte di fumetti ben conservati del secolo scorso a quadri, libri e stampe secolari, mobili e suppellettili di art nouveau, radio d’epoca e molti altri caratteristici oggetti capaci di restituire valore al nostro passato e arricchite il nostro presente.

Partecipare a questo evento è un’ulteriore incentivo ad esplorare il suggestivo centro storico di Portobuffolé e scoprire il memorabile patrimonio architettonico e artistico che lo caratterizza.

Mercatino dell’antiquariato di Badoere

Quando si svolge il mercatino dell’antiquariato di Badoere?

Il mercatino dell’antiquariato di Badoere ha luogo ogni prima domenica del mese (ad eccezione del mese di agosto) nella Rotonda di Badoere, la grande piazza del paese in parte racchiusa dalla barchessa di villa Badoer. La data del prossimo mercatino è il 5 settembre 2021.

Realizzata per volere della nobile famiglia veneziana Badoer, la Rotonda è una delle barchesse di maggiore rilevanza storica e architettonica nella Regione Veneto grazie all’ottimo stato di conservazione e al carattere di unicità che la contraddistinguono. La struttura consiste in un porticato formato da quarantuno arcate che, disposte a semicerchio, delimitano il vasto spazio interno di piazza Indipendenza, dedicata al mercato. La progettazione e realizzazione della famosa Rotonda risalgono con ogni probabilità alla fine del XVII secolo.

Ed è proprio nella suggestiva cornice storica della struttura gentilizia che si svolge l’evento dedicato agli appassionati di antiquariato e collezionismo, occasione ulteriore per scoprire una delle località più affascinanti del nostro territorio.

5 Ville storiche da visitare a Carbonera in provincia di Treviso

Nel seguente articolo sono elencate cinque delle più suggestive Ville antiche nel comune di Carbonera. Circondate da vasti ed eleganti giardini secolari, le spettacolari residenze signorili rappresentano una inestimabile testimonianza del patrimonio architettonico e pittorico della nostra regione.

1 Villa Tiepolo Passi

Dove si trova Villa Tiepolo Passi?

La sontuosa dimora si trova in Viale Brigata Marche, 24, 31030 Carbonera, in provincia di Treviso (TV).

Le fondamenta del monumentale complesso architettonico sorgono su un antichissimo terrapieno paleoveneto poi convertito in castrum in epoca romana grazie alla sua posizione strategica.

Immerso nel sereno scenario naturalistico di un vasto giardino all’italiana, l’edificio progettato da Vincenzo Scamozzi è internamente decorato da sgargianti affreschi secolari (realizzati da Pietro Antonio Cerva e da Giovanbattista Canal) il cui ottimale stato di conservazione accompagna i visitatori in una dimensione in cui il tempo sembra essersi fermato ai secoli XVII e XVIII.

2 Villa Perocco di Meduna, tra le più splendide ville rurali a Treviso

Dove si trova Villa Perocco di Meduna?

Villa Valier Loredan Perocco di Meduna si trova in Via Valier, 28, 31030 Vascon di Carbonera, in provincia di Treviso (TV).

Magnificamente inserito nello scenario agreste della campagna di Vascon, il corpo padronale del candido palazzo, affiancato da barchesse scandite da ampi archi a tutto sesto, troneggia maestoso all’interno di un sereno giardino alberato delimitato da un muretto perimetrale in mattoni.

La facciata della dimora gentilizia presenta un basamento in bugnato (tipologia di muratura caratterizzata dallo sporgere di blocchi di pietra o mattoni per formare un’effetto scanalato con valenza ornamentale) dal quale emergono tre porte d’accesso.

Il piano nobile si distingue per la presenza di tre finestre centrali ad arco scandite da quattro raffinate lesene di ordine ionico sopra le quali poggia l’architrave, il fregio ed il frontone recante, al centro del timpano, un’apertura circolare.

Il sontuoso palazzo nobiliare è internamente decorato da un impressionante ciclo di affreschi di natura leggendaria.

3 Villa Bragadin, Ruberti

Dove si trova Villa Bragadin, Ruberti?

Villa Bragadin, Ruberti si trova in via Lovadina, 2, 31050 Vascon di Carbonera in provincia di Treviso (TV).

La raffinata dimora signorile a tre piani risulta in parte nascosta dalla suggestiva presenza di maestosi alberi secolari, in parte dall’alto muro perimetrale. La residenza gentilizia e la barchessa ad essa affiancata realizzate con ogni probabilità nel XVII secolo.

Il corpo padronale presenta al primo piano una serie di finestre ad arco sovrastate da cornici modanate.

4 Villa Visentini Caccianiga

Dove si trova Villa Visentini Caccianiga?

Villa Visentini Caccianiga si trova in Via Antonio Caccianiga a Carbonera, in provincia di Treviso (TV).

Risalente al XVIII secolo, la splendida residenza gentilizia si torva a circa dieci minuti a piedi da Villa Vitturi e Villa Sugana Saltore Caccianiga, eleganti dimore storiche nel comune di Maserada sul Piave.

L’imponente corpo centrale, visibile attraverso l’elaborato cancello in ferro, si articola su tre piani e presenta due ampie trifore in posizione centrale, una con parapetto in pietra al piano nobile e una all’ultimo piano in corrispondenza dell’abbaino. Al di sotto della cornice di gronda sono collocate quattro ulteriori aperture di forma quadrangolare.

La proprietà include una grande barchessa, una vasta estensione di campi coltivati e un lussureggiante bosco che affianca la candida abitazione rurale.

5 Villa Maria

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Villa Maria a Pezzan di Carbonera (TV)

Dove si trova Villa Maria?

Situato in Via Grande di Pezzan 72, il complesso seicentesco di Villa Maria (ex Villa Lebreton) si inserisce nel rigoglioso paesaggio campestre di Pezzan di Carbonera a nord-est di Treviso, nell’area della limpida fascia dei fontanili compresa tra il Sile e il Piave.

Di probabile fattura seicentesca, il nucleo residenziale a pianta quadrata si caratterizza per un volume compatto, ripartito in tre piani compreso il sottotetto, che rispecchia la tradizionale struttura del palazzo veneziano con salone passante e stanze laterali.

Un volume intermedio mette in comunicazione il corpo centrale con l’imponente barchessa porticata. Conclusa da un piano superiore ridotto, quest’ultima è scandita da cinque arcate a tutto sesto.

La proprietà include sul lato sinistro del cancello d’entrata un candido oratorio, il cui restauro si è concluso nel 2019. Prospicente Via Grande di Pezzan, la facciata del luogo di culto reca al di sopra del portale la scritta: Ave Maria.

Edera Film Festival 2021: le premiazioni

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Dove e quando si è svolta la terza edizione dell’Edera Film Festival?

L’edizione 2021 dell’Edera Film Festival si è svolta dal 28 al 31 luglio al cinema edera di Treviso.

Edera film festival 2021: i vincitori decretati dalla giuria tecnica

Presentati dai Direttori Artistici Gloria Aura Bortolini, Giuseppe Borrone e Sandro Fantoni, i trenta giovani registi di età inferiore ai 35 anni che hanno partecipato a questa edizione del festival provengono, oltre che dall’Italia, da diversi paesi del mondo: Francia, Belgio, Turchia, Macedonia del Nord, Regno Unito e Russia.

Premio per il miglior Lungometraggio

Stefano Giacomuzzi e Alfeo Carnelutti Pozzis Samarcanda

La giuria formata da Thomas Bertacche, Elisa Marchesini e Federico Sartori ha assegnato il premio per il miglior lungometraggio al film “Pozzis, Samarcanda” diretto da Stefano Giacomuzzi (Italia, 2021). Il giovane regista udinese ha saputo conciliare il ruolo di regista a quello di spalla di Alfeo Carnelutti, protagonista della pellicola che la giuria considera: “in tutto e per tutto un viaggio di iniziazione per l’autore che ci restituisce una meravigliosa umanità, un ritratto cinematografico autentico, lontano da ogni
compiacimento
.”

Menzioni speciali:

Menzione speciale è dedicata a “Nocturnal” di Nathalie Biancheri (Regno Unito, 2019) e a “Toprak” di Sevgi Hirschhäuser (Turchia, 2020)

Premio per il miglior documentario

La giuria composta da Paola Gallo, Livio Meo e Annamaria Sartor ha assegnato il premio per il miglior documentario a Matteo Sandrini, regista di “L’uomo delle chiavi, sulla vecchiaia”. La giuria ha scelto di premiare questo documentario:

“per la potenza e l’armonia che sprigiona la quotidianità del protagonista. Ci troviamo di fronte, inaspettatamente, ad
un vero e proprio inno alla vita perché, anziché trovare un anziano che attende sconsolato che arrivi
la morte, troviamo un’anima ricca di una saggezza antica, semplice e allo stesso tempo straordinariamente profonda, trasmettendo un messaggio assolutamente trasversale per tutte le età.

Menzioni speciali:

Tra i documentari hanno ricevuto una menzione specialeLa Patente” di Giovanni Gaetani Liseo (Italia, 2019) – “per la delicata impresa di osservare e raccontare, con semplicità e profondità, il sogno di un ragazzo conosciuto tra i silenzi e i rumori della natura e di cui si diventa, con il passare dei minuti, affascinati compagni di viaggio e spontanei sostenitori.” e a “Islam de Cuba” di Marzia Rumi (Italia, 2020) – “per avere in sé grande forza e coraggio nel proporre un tema totalmente nuovo e di cui spesso, nell’immediato futuro, risentiremo ancora molto parlare: la ricerca della spiritualità in ambienti che non sono stati storicamente educati a farlo.”

Premio per il miglior cortometraggio

La giuria formata da Bartolo Ayroldi, Maria Di Razza e Adolfo Valente ha premiato “November 1st” di Charlie Manton (Regno Unito, 2019) come miglior cortometraggio della terza edizione dell’Edera Festival.

Come dichiarato dalla giuria, a rendere il cortometraggio meritevole del primo premio è stata

la sua potenza, che coinvolge ed emoziona e non può lasciare indifferenti. La sceneggiatura, perfettamente supportata
da una regia rigorosa, essenziale, perfetta in ogni singola inquadratura, riesce a scavare nell’animo
dei personaggi con forza e con precisione chirurgica, senza mai cedere alle lusinghe del sentimentalismo
.”

Menzioni speciali:

A ricevere una speciale menzione in questa categoria sono i corti “Sticker” di Georgi M. Unkovski (Macedonia del Nord, 2019), “un’opera che mette in luce la disumanizzazione di una società burocratica, corrotta e persecutrice in cui l’individuo non può che soccombere ed è costretto a scegliere tra la responsabilità di cittadino e la responsabilità genitoriale…” e “Ma Planète” di Valéry Carnoy (Belgio, 2018)per la delicatezza dei toni e per l’originalità della messa in scena, in un’operazione che solo il cinema d’autore – talvolta – riesce a fare.”

e non finisce qui!

Ecco i vincitori decretati dalla giuria popolare:

Premio per il miglior lungometraggio: “Nocturnal” di Nathalie Biancheri (Regno Unito, 2019),

Premio per il miglior Documentario: “La Napoli di mio padre” di Alessia Bottone (Italia, 2020)

Premio per il miglior Cortometraggio a “Sticker” di Georgi M. Unkovski (Macedonia del Nord, 2019).

Premi speciali dell’edizione 2021

I passi per la vita di Simone Pazienza. Premio al miglior cortometraggio a tematica sociale assegnato dal Rotary Club Treviso Terraglio Edera Film Festival 2021

Premio Paesaggi che cambiano: “Movida” (Italia, 2020) del regista Alessandro Padovani assegnato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche

Premio al miglior cortometraggio a tematica sociale: “I passi per la vita” (Italia, 2019) del regista Simone Pazienza assegnato dal Rotary Club Treviso Terraglio

Premio alla miglior regista donna: “Nocturnal” (Regno Unito, 2019) della regista Nathalie Biancheri assegnato da AIDDA – Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda