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Cosa fare a Segusino: 3 idee

Cosa fare a Segusino in provincia di Treviso? Ecco tre idee interessanti: Segusino summer Fest, Fiera Franca del Rosario, itinerari naturalistici tra splendide vette prealpine.

Dove si trova Segusino?

Il comune di Segusino confina a nord e a ovest con Quero Vas, a sud ovest con Alano di Piave, a est con Valdobbiadene.

Eventi e ricorrenze

Intorno alla metà di Giugno a Segusino si tiene la Summer Fest, festa della birra con stand gastronomici
dove è possibile gustare delle prelibatezze locali e dell’ottima birra, per quanto concerne invece
l’intrattenimento, la Summer fest offre eventi di stampo sportivo, quali il torneo di Green Volley o quello
di calcio a 6, eventi musicali con band e/o dj, e il concorso di bellezza dove si incorona la “Miss Basso
Feltrino”, che andrà poi a concorrere come Miss Grand Prix.

Segusino Summer Fest

Quando e dove si svolge il Segusino Summer Fest?

Segusino summer fest si svolge ogni anno nel mese di giugno in corrispondenza degli impianti sportivi di Segusino.

Oltre a riunire la comunità locale, l’evento accoglie ogni anno migliaia di visitatori animati dal desiderio di vivere momenti di divertimento in buona compagnia tra musica dal vivo, fiumi di birra e specialità vinicole di prima qualità che rallegreranno le serate di inizio estate.

Se siete una buona forchetta, la manifestazione gastronomica offre una vasta scelta di piatti succulenti: stinco di maiale con patate arrosto, salsiccia e polenta, gnocchi al ragù, gnocchi burro e salvia, fritture di pesce, solo per citare alcuni dei piatti prelibati del ricco e gustosissimo menù.

Per tenervi aggiornati su tutte le informazioni in merito all’evento, si invita a consultare il sito della pro loco del comune.

Fiera Franca del Rosario

Dove e quando si svolge la Fiera Franca del Rosario?

La Fiera Franca si svolge ogni anno negli ultimi giorni di ottobre per le vie del centro storico della pittoresca cittadina di Segusino.

Più di cento espositori gastronomici vi permetteranno di assaporate le invitanti ricette tradizionali che valorizzano il vasto mosaico di biodiversità del territorio e ne distinguono l’identità culturale.

Immersi nell’incantevole scenario di un’antica cittadina di pietra racchiusa a est dal candido letto sassoso del freddo corso del Piave e protetta a ovest dai suggestivi rilievi boscosi delle Prealpi, i visitatori potranno esplorare le bellezze del territorio attraverso eco-escursioni che dalle sinuose vie selciate e acciottolate del borgo medievale, costellate di punti di degustazione, si diramano nella florida e incontaminata dimensione vegetale di silenziosi boschi assolati e maestosi pendii rocciosi.

Tra le tipicità più apprezzate potrete degustare tipicità casearie come il formaggio S-cech, il cui aroma e sapore unico riporta all’atmosfera del focolare domestico di antichi casolari in vivevano le famiglie dei nostri nonni e bisnonni, nonché eccellenti qualità di salumi e birre prodotte artigianalmente.

Per chi si chiede cosa fare a Segusino e non sa resistere al fascino di un paesino i cui abitanti hanno saputo tenere vivo nel corso dei secoli il delicato equilibrio di sapori, tradizioni e natura che ne costituisce l’anima, partecipare alla Fiera Franca del Rosario sarà un’esperienza emozionante e memorabile.

Percorsi naturalistici e punti di interesse

Segusino, Incastonato tra il Cesen, il Doc e il Zogo, conta diversi sentieri naturalistici, alcuni dei quali possono essere imboccati da Milies. I percorsi si snodano intorno alla conca Milies e offrono scorci suggestivi sia in un contesto naturale che in un borgo, come Stramare, dove il tempo sembra essersi fermato.

Nel territorio comunale inoltre possiamo trovare un degli Albero Monumentale, per la precisione un Fraxinus excelsior, alto circa 20 metri.

Se desiderate immergervi in un’incantevole paesino di pietra incastonato tra ameni pendii boscosi, meta ideale per gli amanti di escursionismo e di specialità eno-gastronomiche frutto di una terra salubre e incontaminata, visitare il vivace comune di Segusino farà sicuramente al caso vostro!

Cosa fare a Valdobbiadene: 3 cose da fare

Scorpi cosa fare a Valdobbiadene in provincia di Treviso: Villa Sandi, Duomo di Santa Maria Assunta, Bigolino di Valdobbiadene.

Dove si trova Valdobbiadene?

Il comune di Valdobbiadene in provincia di Treviso confina a nord con Lentiai (Valbelluna), a est con Miane, Farra di Soligo e Vidor, a ovest con Segusino, a sud con Pederobba.

Villa Sandi

Situata in via Tessere, 1, 31049 Valdobbiadene (TV), la monumentale villa veneta è immediatamente riconoscibile per la linea equilibrata di gusto classico che ne contraddistingue la struttura, tipica dello stile palladiano.

L’elemento naturalistico incontaminato appare in simbiosi con la funzionalità del candido palazzo, attualmente sede di una delle aziende vitivinicole più rinomate della provincia: dal lussureggiante giardino ornato da eleganti statue all’ordinata estensione dei filari del pregevole vigneto chiamato La Rivetta.

La sontuosa facciata reca diversi ornamenti scultorei sul tetto, in corrispondenza dei vertici del timpano, mentre il maestoso pronao, sorretto da quattro colonne di ordine ionico, permette di accedere al nobile corpo padronale della residenza signorile, affiancata da due eleganti barchesse porticate.

Il fascino della villa antica risiede inoltre nel suggestivo percorso sotterraneo che conduce alle cantine secolari, nelle quali si producono vini, spumanti e grappe la cui eccezionale qualità.

Per maggiori informazioni in merito alle varietà dei vini prodotti e per visite guidate alla scoperta del di una delle più splendide ville del Veneto, si consiglia di visitare il sito ufficiale di Villa Sandi.

Duomo di Sana Maria Assunta

Situato in Piazza Marconi, 31049, Valdobbiadene (TV) il grandioso e austero santuario costituisce il monumento sacro più rappresentativo del patrimonio religioso, architettonico e artistico del centro storico di Valdobbiadene.

Realizzato seguendo i canoni dello stile neoclassico, l’antico luogo di culto che è possibile ammirare oggi presenta una splendida facciata scandita da quattro massicce colonne che sostengono il candido timpano triangolare.

Il luminoso ambiente interno ad ampia navata unica custodisce un inestimabile tesoro artistico che include pregiate opere pittoriche opere come la Pala raffigurante la Vergine e i Santi Sebastiano e Rocco, una Pala con S. Antonio Abate e S. Giovanni Battista, il ciborio dell’Altare della Madonna, solo per citare alcune delle stupende opere che danno significato all’imponente e secolare struttura.

Bigolino di Valdobbiadene

La suggestiva oasi incontaminata di antichissima formazione geologica si estende nell’area golenale (territorio pianeggiante che si estende in corrispondenza al letto di magra del fiume) del Quartier del Piave in zona Settolo Basso nel comune di Valdobbiadene, si caratterizza per un lussureggiante patrimonio arboreo, arbustivo e floreale che cresce rigoglioso grazie alla fertilità del terreno nutrito dalle acque terse e fresche di numerose risorgive e suggestive formazioni palustri, sulle cui sponde germogliano e prosperano caratteristici boschetti di canne di bambù.

A circa un km a nord di Bigolino si trova il parcheggio in prossimità del Parco del Piave. Raggiunto il capitello localizzato al termine della strada, si prosegue a nord per poi percorrere la via in discesa che conduce al pannello didascalico in corrispondenza dell’inizio dell’itinerario.

L’antico tracciato si immerge nel cuore del verdeggiante e radioso sito boschivo, tra misteriose insenature nelle pareti rocciose e limpidi e vivaci torrenti attraversati da pittoreschi ponticelli. Proseguendo a sinistra si raggiunge uno splendido belvedere che regala ai visitatori scenari paesaggistici di spettacolare fascino nell’alveo del Piave.

Per gli amanti della natura che si chiedono cosa fare a Valdobbiadene e desiderano immergersi in un ambiente sereno, le pacifiche oasi di cui abbiamo parlato in questo articolo faranno sicuramente al caso vostro!

Cosa fare a Miane: 3 cose da fare a Miane

Vi chiedete cosa fare a Miane? il territorio di Miane è incastonato nella splendida cornice delle vette prealpine al confine col bellunese.

Dove si trova Miane?

Il comune di Miane confina a nord con Mel (Borgo Valbelluna) a sud con Farra di Soligo, a est con Follina, a ovest con Valdobbiadene.

Eventi e ricorrenze

Assai conosciuta è la festa dei Marroni di Combai (di cui parleremo tra poco in modo più approfondito) che si tiene per quasi tutto il mese di Ottobre. Essendo il Marrone Di Combai un prodotto agricolo ad indicazione geografica protetta, la stessa Combai ospita dall’immediato dopoguerra una serie di festeggiamenti volti alla promozione del prodotto.

Tale manifestazione si compone naturalmente di degustazioni di Marroni e di altri prodotti tipici della zona (come la Combaiota, vale a dire la birra ai marroni, oppure il Pastin),  di un mercatino dell’artigianato locale sparso all’interno di tutto il suggestivo borgo, ma anche eventi sportivi ed escursionistici, senza dimenticare l’intrattenimento e gli spettacoli.

Festa dei Marroni a Combai

Dove e quando si svolge la festa dei Marroni di Combai?

La prossima edizione della festa dei Marroni avrà nell’area della pro loco di Combai, antico borgo del comune di Miane circondato dai pendii verdeggianti delle colline del prosecco e del Verdisio.

La festa attira ogni anno decine di migliaia di visitatori da ogni parte della regione per assaporare lo squisito marrone IGP (indicazione geografica protetta), pregiata tipicità autoctona che è possibile gustare nell’incantevole contesto naturalistico dei castagneti a breve distanza dal centro storico.

L’evento gastronomico promuove il patrimonio di tradizioni, artigianato e specialità alimentari frutto di antiche conoscenze tese a difendere l’equilibrio tra il delicato ecosistema del territorio e la presenza umana che lo abita e ne sfrutta il potenziale preservandone al tempo stesso le risorse.

Opportunità di incontro, scambio e socialità nonché occasione di esplorare le località di una terra fiabesca, la festa dei marroni è un evento ideale per festeggiare e celebrare i colori e i sapori offerti dalla stagione autunnale.

Un interessante itinerario inizia a Campea, andando verso i Colli e quindi passando alle Grave, dove dopo un percorso semi urbanizzato si può giungere al sentiero che,  serpeggiando tra i boschetti e le vigne, porta alla località Pecol Molin, quindi proseguendo si giunge ad un ponte (sul Campea, uno dei torrenti che solcano il comune), e spuntando sulla Strada Provinciale riporta a Campea, dove il giro è iniziato.

Secolare Sagra de Sant’Antoni

Dove e quando si svolge la secolare sagra de Sant’Antoni?

La festa in onore di Sant’Antonio Abbate si svolge nel mese di gennaio nel centro Polifunzionale del comune di Miane in Via Cal di Mezzo, 35.

L’evento accoglie ogni anno migliaia di visitatori accomunati dalla passione per la buona cucina e dal desiderio di trascorrere momenti di giovialità e spensieratezza all’insegna di musica, serate di danza e specialità gastronomiche che distinguono le tradizioni e l’identità culturale del territorio.

La celebrazione include immancabilmente bicchieri di vino rosso di prima scelta e la squisita “sopa co le tripe”, gustosa tipicità locale da accompagnare con il prelibato radicchio rosso di Treviso, dall’inconfondibile aroma amarotico e delicato.

La festa è rivolta a tutti, anche ai più piccoli, con giochi, bolle di sapone giganti che attirano e divertono persone di ogni età nonché giochi di gruppo per stimolare creatività e ingegno dei bambini.

Se vi chiedete cosa fare a Miane, la sagra de Sant’Antoni è una ricorrenza più divertenti e significative per rallegrare le fredde giornate di gennaio in provincia di Treviso.

Visita il centro storico di Miane

Centro abitato sorto in epoca romana e attraversato da Via Claudia Augusta a poca distanza dal centro abitato, Miane subì, come gran parte degli abitati di questa zona, le invasioni dei barbari durante il tardo impero.

Il comune mantenne negli anni lo status di centro rispetto ai modesti abitati collinari formatisi lì intorno (Combai, Campea, Premaor) Dapprima come Pieve, dopodiché come sede comunale fino ad arrivare ai giorni nostri pressoché immutata nella sua amministrazione territoriale.

Tra le località più pittoresche di Miane si consiglia di esplorare gli antichi borghi di Pedepiai e Cimavilla, graziosi nuclei abitativi attraversati da sinuose viuzze e scalinate selciate che sembrano fondersi con i muriccioli e le pareti delle casette di pietra.

Cosa fare a Follina: 5 cose da fare a Follina


Cosa fare a Follina? Considerato uno dei borghi più belli d’Italia e vantando un’abbazia considerata basilica minore, Il comune di Follina confina con i comuni di Borgo Valbelluna, Cison di Valmarino, Farra di Soligo, Miane e Pieve
di Soligo
.

Abbazia di Santa Maria e percorsi naturalistici

Costruita tra i secoli XI e il XIV, l’abbazia di Santa Maria si distingue per un’architettura severa e parca di decorazioni che riflette i caratteri dello stile gotico cistercense.

Uno degli elementi più suggestivi del complesso è lo spettacolare chiostro medievale scandito da archi sorretti da raffinate colonne e coppie di colonnine di diversi ordini e tipologie. Al centro del cortile porticato spicca un’affascinante fontana.

Vicino al centro si trova oltretutto la grotta di Santa Cecilia, la cui natura si intreccia con i aspetti storici significativi del territorio: prende infatti il nome da una chiesetta che fu rasa al suolo dagli invasori durante la prima guerra mondiale, e 25 anni dopo fu un rifugio per i partigiani durante la resistenza.

Cenni storici

Insediamento umano già durante la preistoria, Follina reca la testimonianza del passaggio di quella che si
presuppone possa essere la via Claudia Augusta.
Durante il XII secolo giunsero all’interno del territorio i monaci cistercensi, i quali, votati alla regola di San Benedetto per quanto riguarda l’austerità e il legame al lavoro manuale, porteranno alla
costruzione dell’Abbazia di Santa Maria.

Nel corso degli anni Follina (ed in genere il territorio d Valmareno) si affermerà progressivamente come
punto di riferimento per la produzione tessile. è altresì vero che la fortuna di Follina andrà ad esaurirsi nel
XIX secolo, a causa di una grave crisi dell’industria laniera.
Occupata dagli austriaci durante la Grande Guerra, verrà liberata nell’ottobre del 1918.
Si hanno oltretutto testimonianze di attività partigiana durante gli ultimi atti del secondo conflitto
mondiale.

Eventi e ricorrenze

Secolare Sagra di Pentecoste di Follina

Degno di nota è senza dubbio la Secolare Sagra di Pentecoste di Follina, La più antica
manifestazione della vallata, durante la quale è possibile ristorarsi agli stand gastronomici, o scatenarsi al
ritmo della musica dal vivo o partecipare alle numerose iniziative della Pro Loco di Follina, quali il torneo
delle Contrade o la serata dedicata ai giochi da tavolo.

Festa dei Santi Pietro e Paolo

La festa dei Santi Pietro e Paolo si celebra il 29 giugno nella frazione di Valmareno in piazza dell’Emigrante in corrispondenza della stupenda parrocchia dei Santi Pietro e Paolo e dello svettante campanile in pietra che troneggia sulla storica cittadina incastonata tra maestose Prealpi bellunesi.

La celebrazione in onore dei Santi patroni è organizzata dalla pro loco del paese e riunisce ogni anno migliaia di partecipanti da ogni parte della regione, pronti a gustare la specialità locale dei “Pit e fasoi sofegai soto al campanil” da accompagnare con ombre di rosso da bere in compagnia di amici e parenti per trascorrere le calde serate estive in un’atmosfera di vivacità e allegrezza.

La festa alpina di Praderadego

La festa alpina si svolge nei primi giorni di agosto nell’incantevole scenario di Praderadego, splendida località montana conosciuta soprattutto per il valico che collega le vette prealpine bellunesi e la verdeggiante vallata trevigiana.

L’evento avrà inizio come ogni anno con il tradizionale alzabandiera al cippo commemorativo a Croda Rossa, in seguito al quale si potranno alzare i calici e brindare allegramente in compagnia del gruppo Alpini di Valmareno.

Al termine della Santa Messa si svolgerà il pranzo durante il quale si potranno assaporare gustose specialità di pasta e carne allo spiedo, da accompagnare con qualità vinicole di prima scelta che distinguono le eccellenze gastronomiche del nostro territorio, cui seguiranno balli e musica dal vivo.

Per chi si chiede cosa fare a Follina, la festa alpina di Praderadego mantiene vivo il ricordo di alcuni momenti determinanti della nostra storia conciliandoli ad attimi di giovialità, spensieratezza, socialità e divertimento fondamentali per volgere lo sguardo al futuro animati da gratitudine e risolutezza.

Per info, prenotazioni e per tenersi aggiornati in merito alle novità su eventi fieristici e culturali si consiglia di consultare il sito del comune di Follina.


Cosa fare a Pieve di Soligo: 3 cose da fare a Pieve di Soligo

Cosa fare a Pieve di Soligo? Scopri cosa fare a Pieve di Soligo tra grigliate da record (lo spiedo gigante), misteriosi itinerari naturalistici e incredibili tesori di arte e architettura.

Dove si trova Pieve di Soligo?

Il comune di Pieve di Soligo in provincia di Treviso confina a nord con Cison di Valmarino, a sud con Sernaglia della Battaglia e Susegana, a est con Refrontolo e Susegana, a ovest con Follina e Farra di Soligo.

Cosa fare a Pieve di Soligo? Lo spiedo gigante

L’evento enogastronomico più atteso a Pieve di Soligo si svolge presso la Pro Loco comunale in via Giacomo Battistella, 1, a cui si recano ogni anno migliaia di visitatori di ogni età amanti della musica e della buona cucina, attratti in particolare dallo spettacolare ed enorme spiedo composto tradizionalmente da pollo, ossocollo e costicine di maiale e che, durante l’ultimo giorno della sagra culinaria, offre prelibata carne di quaglia.

Grazie all’amore per le specialità gastronomiche locali e alla determinazione dei cuochi, degli amministratori del comune, del comitato organizzatore dello Spiedo Gigante e dei volontari del Gruppo Festeggiamenti di Barbisano, la Pro Loco di Pieve di Soligo è riuscita a raggiungere, in data 08/10/2017, un risultato straordinario: il Guinness World Record per la più grande cottura di carne del mondo: 4 mila volatili cotti lentamente per ben sette ore, per un peso complessivo superiore ai 500 kg!

Per chi desidera partecipare ad uno degli eventi gastronomici più squisiti spettacolari al mondo, non esitate a visitare il sito dell’evento per tenervi aggiornati su tutte le novità della sagra da record.

Maglio di Pradella e Molino Fiorin

L’antico canale Tajada convoglia le acque dei laghi di San Giorgio e di Santa Maria dando vita, insieme alle acque di altri corsi d’acqua minori al fiume Soligo.

Attraversata la Vallata compresa tra le Prealpi Bellunesi e i rilievi collinari del Quartier del Piave, il fresco e limpido torrente volge il proprio corso a sud lambendo la rigogliosa vegetazione che cresce lungo le sue sponde per poi immettersi nel fiume Piave.

Durante il medioevo le acque del fiume Soligo, strettamente legate alle attività artigianali del luogo, costituivano la forza motrice che azionava diversi mulini e imponenti corpi di fabbrica i cui resti costituiscono suggestivi esempi di archeologia industriale.

Il maglio Pradella funzionava grazie ad una roggia che garantiva una costante quantità d’acqua e un ingegnoso sistema che sfruttava il salto di quota azionava il possente maglio. Tuttora in ottimo stato di conservazione, la struttura si eleva su tre piani ed era utilizzata per forgiare strumenti in metallo, in particolare utensili agricoli.

A poca distanza dal maglio, il Molino Fiorin, di origine medievale, presenta tutt’ora la caratteristica ruota di metallo. L’opificio veniva impiegato per la macinazione del grano e per la creazione di strumenti in ferro. Pur non essendo in funzione, il complesso molitorio è ben conservato e rappresenta uno splendido esempio di archeologia industriale nonché preziosa testimonianza del nostro passato e della cultura del nostro territorio.

Il Maglio di Pradella e il Molino Fiorin (nella frazione di Solighetto) si inseriscono in una delle più incantevoli cornici naturalistiche in provincia di Treviso.

Duomo di Santa Maria Assunta

Situata in via Guglielmo Marconi, 16, 31053 Pieve di Soligo (TV), il solenne duomo troneggia nel centro storico del comune di Pieve di Soligo, del quale costituisce uno dei monumenti di maggior valore storico e artistico per l’impressionante complessità e bellezza della sua architettura e per l’inestimabile patrimonio pittorico e scultoreo custodito al suo interno.

Il grandioso edificio è immediatamente riconoscibile per la maestosa facciata a salienti in laterizio, ornata da cinque svettanti guglie la cui disposizione lascia intuire la suddivisione della struttura in tre sontuose navate illuminate dalle ampie trifore nelle pareti laterali.

Uno degli aspetti di unicità della stupenda chiesa è la coesione di diversi canoni architettonici, in cui la spiccata verticalità tipica dell’architettura gotica si concilia armoniosamente con la robustezza di arcate e colonne romaniche ed elementi di gusto bizantino e giottesco.

Cosa fare a Vazzola: 6 cose da fare a Vazzola

Cosa fare a Vazzola in provincia di Treviso? GiraMonticano, Borgo Malanotte, Palazzo Tiepolo, chiesa di San Giovanni Battista e non solo.

Dove si trova Vazzola?

Vazzola confina a nord con Mareno di Piave e Codognè, a sud con Cimadolmo e San Polo di Piave, a est con Fontanelle e a ovest con Mareno di Piave.

GiraMonticano partendo da Vazzola

Partendo dalla parrocchia di Visnà, procedete lungo Via Masotti per 2,3 km attraverso il suggestivo panorama agricolo percorso da vaste estensioni di vigneti fino a raggiungere Via Ongaresca. A questo punto svoltate a sinistra e proseguite lungo Via Ongaresca fino al ponte, attraversato il quale svoltate a destra e percorrete l’itinerario ciclabile Giramonticano, percorso naturalistico di cui abbiamo parlato in un precedente articolo che attraversa i comuni di Fontanelle, OderzoGorgo al Monticano e Motta di Livenza.

Partendo dalla Parrocchia di San Giovanni Battista in Piazza Vittorio Emanuele, 13, procedete per Via Roma in direzione di Parco Rossi. All’incrocio svoltate in Via Cesare Battisti e proseguite in Via IV Novembre. Seguite la strada principale per circa 2 km e svoltate a destra in Via Rovinazzo Destra. In fondo alla Via girate a sinistra in Via Borgo Tonini e continuate in Via Duca d’Aosta fino a intravedere la solenne colonna romana che anticipa il pittoresco Borgo Malanotte a breve distanza.

Visita Borgo Malanotte

Dove si torva Borgo Malanotte?

Sito nella frazione di Tezze nel comune di Vazzola, Borgo Malanotte è un’incantevole località di origine medievale incastonata nell’incontaminato panorama rurale della campagna trevigiana, tra una serena estensione boschiva e i vasti campi scanditi dalla rigorosa successione di rigogliosi filari di vigneto.

Sorto in corrispondenza dell’incrocio tra Via Tridentina e Via Ongaresca lungo il percorso che conduceva al Guado di Lovadina, l’antico nucleo abitativo era cinto da mura e dotato di una torre di avvistamento.

Inserito nella rete “Borghi Europei del Gusto”, il territorio di Tezze è origine della pregiata qualità di Piave Malanotte o Malanotte del Piave DOCG, eccellente qualità vinicola distinta per la colorazione rosso rubino e per la struttura corposa che i visitatori potranno degustare nel contesto di piacevoli visite guidate tra floridi vitigni e l’affascinante borgo, all’apparenza immerso in un’atmosfera fiabesca in cui il tempo pare essere sospeso.

Per chi si chiede cosa fare a Vazzola, Borgo Malanotte è uno delle località storiche più incantevoli della regione.

Colonna romana

Dove si trova l’antica colonna romana di Vazzola?

Il candido monumento si erge a breve distanza dallo splendido Borgo Malanotte, in prossimità dell’intersezione tra le antiche vie romane Tridentina e Ungaresca.

Datata al V secolo d.C., la colonna in marmo bianco recante sulla sommità una figura umana priva di testa fu scoperta durante una campagna di scavo condotta a Oderzo secoli orsono.

Visita Palazzo Tiepolo

Dove si trova Palazzo Tiepolo?

Situato in Piazza Vittorio Emanuele, 103, 31028 Vazzola (TV), Palazzo Tiepolo è l’attuale sede municipale del comune.

Risalente al XVII secolo, la facciata del palazzo presenta tutt’ora il portone a tutto sesto a bugnato, sopra il quale di apre una suggestiva trifora centinata protetta da balaustra scandita da colonnine.
Internamente, la residenza secolare presenta sgargianti affreschi minuziosamente restaurati e di natura mitologica e leggendaria.

Per chi si chiede cosa fare a Vazzola, Palazzo Tiepolo è una località imperdibile per gli amanti di storia e architettura.

Chiesa di San Giovanni Battista

Dove si trova la chiesa di San Giovanni?

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista è situata in Piazza Vittorio Emanuele, 13, 31028 Vazzola (TV).

Risalente al basso medioevo ma sfortunatamente rovinata dai bombardamenti nel corso della prima guerra mondiale, la chiesa che possiamo ammirare oggi è l’esito di un’accurato processo di riparazione e ricostruzione che ha coinvolto anche la torre millenaria che fungeva da campanile.

Rasa completamente al suolo, l’antica torre merlata fu completamente riedificata in stile neogotico negli anni Venti del Novecento.

La facciata neoclassica a salienti è accessibile attraverso il grande portone ligneo anticipato da un protiro sopra il quale si staglia il rosone.

Parco Rossi a Vazzola

Il quieto parco alberato rappresenta un punto di riferimento per chiunque cerchi un luogo tranquillo e immerso nel verde in cui potersi distendere all’ombra delle chiome di alberi secolari, riposarsi su una delle numerose panchine per leggere e contemplare la natura o percorrere il sentiero che attraversa questa piccola oasi nel centro storico del comune. Il parco include inoltre una pista di pattinaggio, un parco giochi attrezzato e un campo di pallacanestro.

Proseguendo per Via Distrettuale potrete ammirare la folta vegetazione arborea del bosco secolare sorto in corrispondenza dell’antico centro abitato.

Svoltate a destra in Via Moranda e proseguite fino alla fine della Via all’incrocio con Via Verri. Girate a destra e proseguite per Via Verri e Via della Liberazione fino a tornare a Via Cesare Battisti, di fronte a Parco Rossi.

Per gli amanti dello sport all’aperta che si chiedono cosa fare a Vazzola, Parco Rossi è una località amena ideale per chi vuole fare esercizio a contatto con la natura.

Cosa fare a Cison di Valmarino: 7 cose da fare

Cosa fare a Cison di Valmarino: CastelBrando, il Teatro La Loggia, Artigianato vivo, la Via dei Mulini, il Bosco delle Penne Mozze, il Bivacco dei Loff, la chiesa Arcipretale di Santa Maria Assunta.

Dove si trova Cison di Valmarino?

Cison di Valmarino, in provincia di Treviso (di cui si consiglia di visitare lo splendido centro storico), confina a nord con Borgo Valbelluna (BL), a sud con Pieve di Soligo e Refrontolo, a est con Tarzo, a ovest con Follina.

Visita il Teatro La Loggia

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Il teatro La Loggia con le sue 3 arcate si affaccia alla piazza.

Situato in Piazza Roma, 8, il Teatro La Loggia è uno dei più affascinanti punti di riferimento culturali di Cison di Valmarino, antico borgo di pietra nella Valle del Rujo.

Castelbrando

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CastelBrando a Cison di Valmarino.

Situato in via Brandolini Brando, 29, 31030 Cison di Valmarino (TV), l’elegante fortezza millenaria troneggia sui rilievi del monte Castello circondata da radiose colline attraversate dai rigogliosi filari di vigneti.

Edificato sulle fondamenta di un castrum di epoca romana, il castello è oggi sede di uno dei più rinomati Hotel storici della regione.

Per chi volesse vivere una esperienza indimenticabile in una residenza dall’inestimabile valore artistico e storico, si consiglia di visitare il sito ufficiale del castello.

Ti interessa questo articolo? Qui troverai tutti i comuni della Provincia di Treviso con le Info più interessanti!

Artigianato Vivo

Come ogni anno la manifestazione si svolge tra le incantevoli vie del centro storico al fine di promuovere le antiche arti e mestieri che il progresso tecnologico rischia di portare all’estinzione.

In occasione dell’evento, creatività, talento e abilità manuale si esprimono attraverso i linguaggi della scultura, dell’intaglio, della tessitura, della musica, del canto e della cucina tipica per rivelare il grande mosaico che costituisce l’identità culturale di Cison di Valmarino, gioiello incastonato nelle Prealpi trevigiane.

Per chi si chiede cosa fare a Cison di Valmarino, Artigianato Vivo sarà un’occasione imperdibile per chi desidera vivere momenti emozionanti in un’atmosfera di festa, di amicizia, diversione e cultura.

La Via dei Mulini

Dove posso parcheggiare l’auto o il camper per intraprendere l’itinerario della Via dei Mulini?

Gli escursionisti interessati a percorrere la Via dei Mulini possono lasciare l’auto nel parcheggio di CastelBrando, situato in Via Pietro Mascagni, 8, 31030 Cison di Valmarino (TV). Per i camperisti è disponibile un parcheggio per camper in Via Pietro Mascagni, 3.

Partendo dal parcheggio di CastelBrando, imboccate Via Pietro Mascagni e proseguite verso nord fino a raggiungere Via Pietro Mascagni. Svoltate a destra e attraversate Piazza Brandolini Girolamo e Via Guglielmo Marconi, lungo la quale si erge la chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta.

Raggiunta Piazza Roma svoltate a sinistra in Via Giuseppe Mazzini, delimitata a destra dal muricciolo che segue il corso del torrente Rujo, a sinistra dagli splendidi edifici secolari del municipio e delle Antiche Cantine Brandolini.

Proseguite fino a scorgere sulla destra un grazioso ponticello di pietra che vi accompagnerà lungo la sinuosa Via Serenissima, affiancata da antiche abitazioni in pietra.

La strada asfaltata conduce ad un sentiero in selciato dove troverete un pannello informativo con le indicazioni per la Via dei Mulini.

Superato un caseggiato rurale in pietra e legno, troverete a breve distanza il primo mulino azionato dalle acque del Rujo. Il cammino si addentra nella lussureggiante vegetazione arborea e arbustiva dalla quale emergono graziose sculture lignee che ritraggono figure femminili e creature leggendarie.

Il sentiero si articola tra allegri ponticelli e vivaci cascate che zampillano tra le rocce ammantate di muschio. L’ombrosa volta arborea che fornisce riparo dal sole estivo lascia spazio alla vasta e brillante estensione erbosa di Prato Mazarol.

Il bosco delle Penne Mozze

Il percorso prosegue tranquillo tra graziosi canali, sentieri in terra battuta da cui emergono robuste radici e ruderi avvolti dalla vegetazione boschiva fino a portate al bosco delle penne mozze, memoriale ideato per commemorare i caduti Alpini della provincia di Treviso, ai quali sono dedicate oltre 2000 stele.

Per chi si chiede cosa fare a Cison di Valmarino, il bosco delle penne mozze è una delle località più incantevoli e significative della regione Veneto.

Bivacco dei Loff

Dove si trova il bivacco dei Loff?

Coordinate: 46.00123226239766, 12.14858453680633

Incastonato sui ripidi pendii del Crodon del Gevero, il bivacco dei Loff regala dalla su posizione privilegiata a 1140 metri sul livello del mare un’emozionante veduta panoramica di Cison di Valmarino.

Come raggiungere il bivacco dei Loff

Uno dei percorsi più piacevoli per arrivare al bivacco è il CAI 991.

Raggiunto il Ristorante Laris (Passo S. Boldo, 7, 31030 Cison di Valmarino TV), potete parcheggiare in prossimità del ristorante e iniziare la camminata seguendo le indicazioni per il percorso CAI 991, oppure percorrere in macchina Via di Vittorio Venezia, evitando circa 2km di strada asfaltata in salita.

Dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio alla vostra sinistra, procedere a ovest lungo la candida stradina che conduce al sentiero che si inerpica sul rilievo montuoso.

Coperta da un florido manto di vegetazione boschiva, il sentiero alberato conduce alla sommità della cresta rocciosa regalando all’escursionista una sorprendente ed emozionante veduta panoramica che ripaga le fatiche compiute.

Superato un suggestivo monumento di pietra, arriverete poco dopo ad una biforcazione. Tenete la sinistra seguendo le indicazioni che vi porteranno in breve tempo al bivacco.

L’accogliente struttura è addossata alla parete rocciosa del Crodon del Gevero. L’atmosfera calda e accogliente degli ambienti interni costituisce l’anima del bivacco di montagna. Varcata la soglia del rifugio troverete, sulla parete di sinistra, un grande camino a legna (ricostruito nel 2020) un fornello a gas ed una credenza con diverse pentole, padelle, teiere e caffettiere a disposizione degli avventori. A fianco della porta si trova un grande tavolo e delle panche in legno.

Una scala a pioli conduce ad una piccola soffitta in cui ci si può stendere e coricarsi. Per illuminare l’ambiente potete accendere una lampada alimentata da pannelli solari.

La chiesa arcipretale

Situato in Piazza della Chiesa, 5, il luogo di culto è uno dei più significativi punti di riferimento spirituali, artistici e architettonici del comune di Cison di Valmarino.

La maestosa facciata neoclassica è adornata dalla statua di San Giovanni circondata dalle virtù cardinali, ovvero Prudenza, Temperanza, Fortezza e Giustizia.

Ampia e luminosa, la navata unica della chiesa arcipretale custodisce al suo interno un tesoro di incredibile pregio pittorico e scultoreo, tra cui spicca la grandiosa Assunzione della Vergine che campeggia sulla parete dietro il maestoso altare.

Le pareti laterali e la cupola del coro sono ingentilite da rappresentazioni sacre di impressionante bellezza.

L’organo a canne, recentemente restaurato, è opera di Gaetano Callido (1727 -1813), uno dei migliori organari mai esistiti.

Cosa fare a Refrontolo: 5 cose da fare a Refrontolo

Cosa fare a Refrontolo in provincia di Treviso: passeggiata da favola, Mostra dei vini di Refrontolo, Molinetto della Croda, Villa Spada, Emma Ciardi.

Ecco l’approfondimento sulla storia del Molinetto della Croda a Refrontolo! Avete mai visto il Molinetto della Croda ammantato di neve?

Dove si trova Refrontolo?

Il comune di Refrontolo in provincia di Treviso confina a nord con Tarzo, a sud con Susegana, a est con San Pietro di Feletto, a ovest con Pieve Soligo e Cison di Valmarino.

Passeggiata da favola

L’ultima edizione della passeggiata naturalistica tra fiabe e leggende si è svolta domenica 15 maggio 2022 alle 17:30 in corrispondenza di piazza Francesco Fabbris.

La camminata accompagna i partecipanti nell’ameno ambiente rurale del comune di Refrontolo alla scoperta di serene aree boschive e di dolci pendii collinari attraversati da rigogliosi vigneti.

L’amena escursione si inserisce nell’abito della mostra dei vini di Refrontolo, manifestazione volta a promuovere le eccellenze enogastronomiche del territorio.

Per maggiori informazioni si invita a consultare la pagina Facebook della pro loco di Refrontolo.

Mostra dei Vini a Refrontolo 2022

Dove e quando si svolge la 51° edizione della Mostra dei Vini a Refrontolo?

L’ultima edizione della Mostra dei Vini di Refrontolo si è svolta dal 14 al 22 maggio 2022 in corrispondenza della barchessa di Villa Spada situata in Via D. Capretta, 1, 31020 Refrontolo (TV).

L’evento valorizza il ricco complesso di biodiversità della regione Veneto promuovendo sia le qualità enologiche autoctone sia le specialità vinicole dei comuni di Valdobbiadene e di Conegliano, le cui colline fanno parte del patrimonio dell’UNESCO dal 2019.

Per informazioni in merito al programma, si consiglia di visitare la sezione dedicata all’evento nel sito del comune di Refrontolo.

Visita il molinetto della Croda

Situato in via del Molino, 31020 Refrontolo (TV), il molinetto della croda è una splendida costruzione seicentesca incastonata nella croda, suggestiva formazione rocciosa attraversata dal fiume Lierza.

Se vi chiedete cosa fare a Refrontolo, l’antico complesso molitorio è stato riportato all’antico splendore a seguito di accurati interventi di restauro e ristrutturazione.

Villa Spada

Situato in Via D. Capretta, 1, 31020 Refrontolo (TV), il complesso architettonico nobiliare include una maestosa barchessa a due piani, una scuderia e altri corpi di fabbrica impiegati come rimessa per le carrozze.

Oltre ad ospitare l’annuale mostra dei vini di Refrontolo, il piano terra della barchessa rappresenta l’ambiente ideale per allestire manifestazioni artistiche e culturali.

Emma Ciardi

Situata in prossimità del campanile di Refrontolo, una pittoresca piazzetta del comune è dedicata all’artista Emma Ciardi (13 gennaio 1879 16 novembre 1933), pittrice veneziana di notevole talento innamorata dei paesaggi di questo piccolo ma incantevole comune del Trevigiano.

I radiosi paesaggi collinari di Refrontolo ispirarono alcune delle più emozionanti opere della pittrice: dagli idilliaci scorci panoramici raffigurati in Meriggio a Refrontolo, alle suggestive vedute del Molinetto della Croda.

Lo stile della pittrice è riconoscibile per le pennellate rapide e decise ma mai casuali, unite alla sensibilità nel creare contrasti chiaroscurali vibranti che sembrano animare le sue tele.

Augurandoci che la cittadina di Refrontolo continui ad allestire emozionanti esposizioni delle opere di Emma Ciardi, consigliamo a chiunque si chieda cosa fare a Refrontolo di visitare le località rurali che hanno suscitato l’estro di questa grande artista.

Cosa fare a Susegana: 5 cose da fare a Susegana

Cosa fare a Susegana in provincia di Treviso? Maggio suseganese, Nova eroica Prosecco Hills, colle della Tombola, castello di san Salvatore, il Castello di Collalto.

Dove si torva Susegana?

Il comune di Susegana in provincia di Treviso confina a nord con Refrontolo e San Pietro di Feletto e Conegliano, a sud con Nervesa della Battaglia, a est con Santa Lucia di Piave, a ovest con Pieve di Soligo e Sernaglia della Battaglia.

NOVA eroica Prosecco Hills

Evento ciclistico, enogastronomico e musicale, NOVA eroica Prosecco Hills è una manifestazione sportiva e culturale volta a promuovere il patrimonio naturalistico e paesaggistico del trevigiano reso inconfondibile dagli incantevoli colli assolati sui cui lievi pendii si adagiano regolari i floridi filari di vite da cui si ricava una delle qualità vinicole più rare e amate a livello mondiale.

Per chi desideri trascorrere momenti di svago e spensieratezza alla scoperta di maestose roccheforti avvolte da boschi secolari e rigogliosi vigneti si consiglia di consultare il programma dell’evento nel sito del movimento EROICA.

Maggio suseganese 2023

Dove e quando si svolge maggio suseganese?

L’edizione del 2022 di Maggio suseganese ha avuto luogo da venerdì 12 a domenica 28 maggio presso il Centro Ricreativo “Vivaio” APS – NOI Associazione in Via della Chiesa, 4.

Il ricco programma della festa prevede musica dal vivo, specialità di carne alla griglia da gustare con freddi boccali di birra e vini autoctoni di prima qualità per rallegrare le serate primaverili nella cornice di una delle più idilliache località storiche e naturalistiche della provincia di Treviso.

Per chi si chiede cosa fare a Susegana, si consiglia di consultare la pagina Facebook Maggio Suseganese per essere sempre aggiornati sui prossimi appuntamenti dell’evento.

Colle della Tombola

Il Colle della Tombola è un rilievo di antichissima formazione geologica sulla cui sommità svettano maestose varietà arboree, da alti e scuri cipressi e stupendi ippocastani a carpini, acacie e querce secolari.

Risalente all’alto medioevo, la possente rocca dei Conti di Collefusco troneggiava sulla cima del colle a breve distanza dalla piccola chiesa di San Daniele, (le cui origini potrebbero risalire a prima dell’anno Mille, anche se le prime documentazioni del tempio risalgono al 1270) purtroppo andata quasi completamente distrutta durante la Grande Guerra.

Accessibile tramite una candida scalinata di pietra ammantata dalla folta vegetazione arborea e arbustiva, il florido colle si trova a cavallo tra Colfosco, in direzione nord ovest, e San Salvatore, in direzione sud est.

La posizione dominante del suggestivo rilievo portò l’esercito austro-ungarico a farne un punto di osservazione durante la prima guerra mondiale.

Per chi si chiede cosa fare a Susegana e non sa resistere al fascino di appassionanti escursioni storico – naturalistiche, una visita al colle della Tombola è certamente consigliata!

Castello di San Salvatore

Situato in via Sottocroda, 31058 Susegana (TV) l’antichissimo complesso difensivo è uno dei monumenti di maggior rilevanza storica, architettonica e culturale della regione.

Armoniosamente inserito nell’incantevole scenario collinare della campagna della Marca trevigiana, il maestoso fortilizio venne realizzato tra il XII e il XIII secolo nel radioso e verdeggiante territorio della contea di Lovadina, la cui amministrazione fu ceduta nel 958 a Rambaldo, progenitore dell’illustre casata dei Collalto nonché genero di Berengario II Re d’Italia.

Le possenti mura merlate racchiudono al loro interno un grandioso palazzo nobiliare distinto dagli eleganti caratteri architettonici del Rococò.

Lo spettacolare castello rappresenta una location ideale per ospitare eventi, spettacoli, conferenze e matrimoni.

Castello di Collalto

Dove si trova il castello di Collalto?

Meta consigliata per amanti di collezionismo e antiquariato, il castello di Collalto è una formidabile roccaforte costruita nella prima metà del XII secolo per ordine di Ensedisio I, feudatario e Conte di Treviso.

Secondo la leggenda, la tristezza che affliggeva Bianca da Camino per la partenza in guerra di Tolberto da Collalto suscitò l’invidia di Aicha da Camino, la quale, per vendicare l’orgoglio ferito, ordinò che la giovane venisse murata viva e lasciata agonizzare nelle buie segrete del castello, destinandola a perire di fame e sete.

Secondo l’antica credenza popolare lo spettro di Bianca da Collalto si aggirerebbe tutt’ora tra gli ambienti del castello e sarebbe ancora possibile udire i lamenti spettrali della sua anima tormentata.

Cosa fare a San Pietro di Feletto: 5 cose da fare

Cosa fare a San Pietro di Feletto: mostra dei vini di Collina 2022, Parco Naturalistico al Rocol, le grotte di San Pietro di Feletto, Pieve di San Pietro di Feletto.

Dove si trova San Pietro di Feletto?

San Pietro di Feletto confina a nord con Tarzo e Vittorio Veneto, a sud con Susegana, a est con Conegliano e Vittorio Veneto, a ovest con Refrontolo e Susegana.

Mostra dei Vini di Collina 2022

Quando si svolge l’evento Mostra dei vini di Collina di San Pietro di Feletto?

L’edizione del 2022 della Mostra dei Vini di Collina si svolgerà dal 28 maggio al 12 giugno 2022

Dove avrà luogo l’edizione 2022 della Mostra dei Vini di Collina?

L’evento Mostra dei vini di Collina si terrà nella sede del comune di San Pietro di Feletto in Via Marconi 1.

Uno degli eventi più attesi e amati nella Marca Trevigiana, la mostra dei vini di collina è un’esposizione finalizzata alla promuovere l’eccellente qualità della produzione vinicola del territorio di San Pietro di Feletto.

Come ogni anno, la tanto attesa fiera enogastronomica si propone di valorizzare e rendere noti i caratteri di unicità e pregio della viticoltura e della gastronomia locale tramite diverse attività di degustazione in cui ricercatezza e salubrità si conciliano con il gusto eccezionale dei vini di Denominazione di Origine Controllata e Garantita, di cui il Prosecco DOP sarà il protagonista.

L’evento è organizzato dalla Pro loco comunale e dall’amministrazione di San Pietro di Feletto, con la presenza del Consorzio Pro loco Quartier del Piave e dell’associazione Città del vino.

La quarta de Otobre

Motivata da passione e spirito di iniziativa, l’Associazione “La Quarta de Otobre” si pone come obbiettivo da sei anni di tenere vivo l’antico folclore che per secoli, ogni quarta domenica di Ottobre, ha animato il cuore storico di San Pietro di Feletto.

Espositori enogastronomici, eventi musicali ed attività ludiche per i più piccoli accompagnano le serate di diversione e spensieratezza che si concluderanno con la tradizionale tombola, gioco da tavolo risalente al XVIII secolo di origine partenopea.

Per chi si chiede cosa fare a San Pietro di Feletto e cerca informazioni in merito alla divertente festa autunnale di Santa Maria di Feletto, si invita a consultare il sito dell’Associazione “La Quarta de Otobre”.

Grotte di San Pietro di Feletto

L’emozionante itinerario si articola nel lussureggiante contesto naturalistico della Val Trippera, oasi verdeggiante il cui spettacolare patrimonio di biodiversità faunistica, arborea, floreale e vegetale è arricchito e alimentato dalle acque fredde e terse del Crevada.

L’antichissima formazione morenica è attraversata da sinuose gallerie calcaree sotterranee che permettono ai visitatori di ammirare misteriose e suggestive cavità naturali, bore e doline, createsi in seguito alla frattura del bancone conglomeratico di era Cenozoica (da 65 a 2 milioni di anni fa) che si estende maestoso sulla fascia superiore del territorio comunale.

Oltre alle grotte dei “Landri” e dei “Landron”, uno degli antri di origine carsica di maggior interesse storico e culturale dell’area è la “grotta dea graspa” il cui nome deriva dalla pratica di distillare illegalmente deliziosa acquavite al riparo offerto dall’insenatura rocciosa, fino alla fine degli anni sessanta.

In dettaglio: sentiero alla scoperta della Val Trippera

Dalla Pieve di San Pietro di Feletto a borgo Anese.

L’itinerario suggerito ha inizio dalla pieve di San Pietro di Feletto in Via Roncalli, 1 e segue la segnaletica del percorso 019. Dal parcheggio dell’antico luogo di culto, imboccate la candida stradina che affianca la Società Agricola Paeanca in Piazza Giovanni XXIII°, 4. L’itinerario si snoda tra le vaste estensioni coltivate a vite e costeggia una florida e silenziosa area boscata e si prosegue fino a raggiungere Via Mason.

Svoltate a destra e raggiunto un bivio poco distante in corrispondenza di un grande albero tenete la sinistra. Il sentiero si articola tra i lievi pendii assolati che serpeggiando a cavallo tra scenario artificiale scandito dai regolari e precisi filari di prosecco all’ambiente selvatico che prolifera e non corrotto dall’intervento antropico lungo le sponde del torrente Crevada.

Ci si addentra così nel fiorente scenario dell’ombrosa volta arborea che offre riparo al fiorente sottobosco ricco di felci e ammantato in primavera da sgargianti varietà floreali come la primula, l’anemone, il dente di cane, i bucaneve e la scilla silvestre solo per citarne alcune, nonché habitat per specie protette come la salamandra.

Le limpide acque del Crevada hanno plasmato con il loro vivace corso la superficie dell’antica formazione rocciosa creando solchi e ricavando profonde fenditure e oscure doline.

Elementi particolarmente caratteristici da incontrare durante il percorso sono le già menzionate della “grotta dea graspa” e le cavità carsiche dei Leandri e del Landron. Tenendo la sinistra, continuate lungo l’itinerario che asseconda il rivo fino a giungere ad un ponticello, superato il quale raggiungerete una piacevole zona erbosa in si ergono i suggestivi resti del Mulino Crevada non più in funzione da più di un secolo.

Ripreso il cammino, ci si immerge nuovamente nella lussureggiante vegetazione arborea e, attraversato un guado, il verde e luminoso sentiero conduce a borgo Anese, pittoresco borgo medievale il cui nome deriva dalla tradizione della lavorazione della lana.

Per gli amanti di storia e natura che si domandano cosa fare a San Pietro di Feletto, questo itinerario renderà la vostra visita indimenticabile e significativa.

Pieve di San Pietro di Feletto

Situato in via Roncalli, 1, 31020 San Pietro di Feletto (TV), il santuario è uno dei monumenti di maggior rilevanza a livello artistico e storico per la sua origine millenaria e lo spettacolare complesso pittorico a fresco che ne decora le pareti interne.

Lo splendido tempio di origine longobarda, armoniosamente inserito nel radioso contesto della campagna collinare del trevigiano, si caratterizza per una struttura sobria e al tempo stesso solenne, con una facciata a capanna e pareti esterne disadorne, la cui apparenza severa contrasta con il meraviglioso apparato di antichi affreschi (il cui stile richiama l’arte bizantina) che ne arricchiscono le tre navate, accessibili tramite un suggestivo portico medievale.