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Cosa fare a Tarzo: 5 cose da fare a Tarzo

Vi chiedete cosa fare a Tarzo? Sagra di San Bartolomeo, Castagne in piazza, Giardino museo bonsai della serenità, parco dei laghi, la via dei murales

Dove si trova Tarzo?

Tarzo confina a nord con Revine Lago (consigliato l’itinerario di Lago di Lago e Lago Santa Maria), a est con Vittorio Veneto, a sud con Refrontolo e San Pietro di Feletto, a ovest con Cison di Valmarino.

Sagra di San Bartolomeo 2022 a Tarzo

Dove e quando si svolge la Sagra di San Bartolomeo?

L’edizione del 2022 della sagra di San Bartolomeo si svolgerà come ogni anno ad Arfanta, frazione del comune di Tarzo, nel mese di Agosto.

I festeggiamenti in onore del Santo Apostolo, il cui nome significa “dono di Dio”, si svolgono nell’amena cornice naturalistica dell’antico paesino di pietra sorto ai piedi di lussureggianti rilievi alberati e attraversati da vivaci e freddi torrenti.

L’evento si svolge all’insegna di specialità culinarie sia italiane che internazionali, dal succulento pollo arrosto con patate al churrasco, pietanza tipica di carne alla griglia originaria della calda terra del Brasile e dell’Argentina da accompagnare con birra ed eccellenze vinicole che attestano la qualità e la diversità del patrimonio eno-gastronomico veneto.

Per chi desidera trascorrere momenti di spensieratezza in compagnia di amici e parenti nell’atmosfera gioviale di un evento che concilia musica dal vivo e cucina di prima scelta, la sagra di San Bartolomeo farà sicuramente al caso vostro!

Cosa fare a Tarzo in autunno? Castagne in piazza 2022

Dove e quando si svolge l’evento Castagne in piazza?

L’edizione del 2022 di Castagne in Piazza si svolgerà nel mese di ottobre a Colmaggiore, frazione di Tarzo. Organizzato dalla Pro Loco del comune, la manifestazione accompagna il visitatore attraverso un itinerario sensoriale che ha inizio dalla raccolta delle castagne, racchiuse nel loro involucro spinoso adagiato sul manto di foglie dorate di maestosi castagneti e conduce alla piazza del paese in cui grande Ristirale, le caratteristiche padelle forate per cuocere le castagne, vengono adagiate sul fuoco scoppiettante per sprigionare il dolce e inconfondibile aroma del frutto autunnale per eccellenza.

Marmellate, creme, miele, biscotti nonché diverse qualità di pasta e specialità di birra sono solo alcuni dei prodotti a base di castagne con cui realizzare ricette prelibate da accompagnare con vini e formaggi di prima scelta.

Migliaia di persone si riversano nelle piazze festose a rimuovere la scorze abbrustolita delle castagne facendo attenzione a non bruciarsi le dite per gustarne il dolce e morbido contenuto.

Per chi si chiede cosa fare a Tarzo trova irresistibile in fascino dell’autunno, Castagne in piazza è un evento da non perdere!

Giardino Museo Bonsai di Tarzo

Situata in Via Roma, 6, 31020 Tarzo (TV), la suggestiva oasi naturalistica cresce rigogliosa in prossimità della chiesa parrocchiale del centro storico di Tarzo, grazie alla passione, cura e abilità di Armando dal Col e della moglie Haina.

La vasta quanto ricercata collezione di bonsai, chiamata SEI WA BONSAI EN, che in giapponese significa giardino bonsai della serenità, si adagia sui pendii di una collina raggiungibile tramite antiche scalinate in pietra che sembrano dare accesso ad un mondo fantastico di antica e fragile bellezza.

Armoniosamente inserite nel suggestivo giardino didattico, emergono splendidi frassini maggiori, larici (larix decidua), betulle, carpini, ciliegi, pini mughi, esemplari di pesco e di un meraviglioso cotogno da fiore, nonché un maestoso faggio patriarca plurisecolare.

Se siete desiderosi di esplorare scenari paesaggistici incantevoli ed esclusivi, scoprire l’impressionante patrimonio arboreo che caratterizza questa meravigliosa e affascinante oasi naturalistica, nonché contemplare la rara bellezza di antichissime e delicate piante provenienti da terre lontane, o dedicarvi alla quieta meditazione immersi in un pacifico e radioso ambiente magicamente isolato dal resto del mondo, visitare il lussureggiante giardino botanico di Haina e Armando Dal Col sarà un’esperienza indimenticabile.

La Via dei Murales

Gli antichi borghi del centro storico di Tarzo sono costellati di pregevoli e affascinanti dipinti realizzati sulle pareti di caseggiati rurali, raffiguranti vivaci rappresentazioni legate alla vita quotidiana e alla socialità degli abitanti, veri protagonisti di queste opere legate al mondo dell’artigianato e al lavoro nei campi, cui si associano immagini di natura mitica e folcloristica: ne è un esempio suggestivo la rappresentazione di un intricato sito boschivo che fa da sfondo a un episodio leggendario in cui un gruppo di boscaioli incontra folletti un po’ monelli appollaiati sui rami degli alberi.

I variopinti murales di loro creazione immortalano emozionanti scene di natura familiare, talvolta legate alla difficoltà di mantenere i rapporti con i propri cari a causa della povertà e della conseguente necessità di emigrare per trovare lavoro all’estero.

Altre immagini si focalizzano su lavori tradizionali ed illustrano il processo di produzione del formaggio, di utensili agricoli e di laterizi. Altre scene mostrano l’alternanza tra il dinamismo dei momenti di festa, svago e riposo, e i lenti ritmi con cui la natura scandisce il duro lavoro nei campi.

Le sinuose calli del pittoresco centro storico aspettano solo di essere esplorate per rivelare agli occhi dei visitatori scorci di un mondo passato mantenuto vivo grazie alla memoria collettiva, espressa e alimentata da passione, arte e creatività.

Parco dei Laghi a Revine Lago e Va de Le Femene

Situato a circa 2 km dal centro di Tarzo, l’itinerario naturalistico del Parco Regionale dei Laghi di Revine e Tarzo ha l’obiettivo di valorizzare il prezioso patrimonio di biodiversità floreale, arborea e faunistica che cresce rigoglioso nel suggestivo ecosistema palustre dei due antichissimi laghi di origine glaciale.

I laghi di Santa Maria e Lago di Lago facevano parte di un bacino più ampio che in origine si estendeva fino alla formazione morenica in corrispondenza di Gai a Cison di Valmarino.

Una delle località di maggior interesse naturalistico è la Va dee Femene, oasi situata a Colmaggiore di Tarzo a sud del lago di Santa Maria, suggestivo angolo di natura circondato da suggestivi canneti e splendide ninfee a cui un tempo si recavano le lavandaie e che costituisce tuttora un importante luogo di aggregazione per la popolazione locale.

La riserva naturale rappresenta il luogo ideale sia per tuffarsi e fare una nuotata nelle acque limpide, fresche e invitanti di questi stupendi specchi d’acqua, sia per intraprendere suggestivi itinerari naturalistici lunghi circa 5 km che si addentrano nella florida e lussureggiante vegetazione arborea e floreale offrendo agli escursionisti scorci panoramici mozzafiato visibili da una torre di osservazione.

FRAZIONI DEL COMUNE DI TARZO

Arfanta, Colmaggiore, Corbanese, Fratta, Nogarolo, Resera

Cosa fare a Fregona: 5 cose da fare a Fregona

Ti chiedi cosa fare a Fregona? Scopri località naturalistiche mozzafiato e indimenticabili eventi eno-gastronomici! L’edizione 2022 della mostra del torchiato di Fregona, le rovine del castello di Piai, la piana del Cansiglio, il bosco dell’arte e il sentiero Pont del Ferr.

Mostra del torchiato

Dove si tiene la mostra del torchiato?

La mostra del torchiato avrà luogo in corrispondenza del Centro di Appassimento dei Produttori del Torchiato a Osigo, in Via Castagnola, 50, 31010 Fregona (TV).

Origine del torchiato di Fregona

Secondo la tradizione, una stagione particolarmente fredda nei primi anni del XVII secolo indusse un viticoltore di Fregona a disporre i grappoli d’uva sul solaio per completare il processo di maturazione in un luogo al tempo stesso ventilato e asciutto.

Per compiere la spremitura dell’uva, distinta da una consistenza morbida e da un’elevata concentrazione zuccherina a causa della perdita d’acqua, l’agricoltore utilizzò il torchio per ricavare il mosto che mise a fermentare in apposite botti di legno.

Il risultato fu un vino passito di colorazione ambrata, con sfumature dorate, dal gusto dolce e con delicate note tostate, ideale da degustare prima e dopo i pasti.

La manifestazione vinicola accompagnerà i partecipanti in un viaggio sensoriale volto a scoprire le peculiarità che rendono il torchiato di Fregona un vino unico e pregiato, esito di tre torchiature volte ad estrarre il delicato nettare dalla vinaccia.

Il procedimento di lavorazione odierno combina moderne tecnologie ad antichi utensili per ottenere un prodotto fedele alla secolare tradizione grazie alla quale potrete percepire i sapori e gli aromi della terra di Fregona e dei suoi colli soleggiati ritmati dal regolare susseguirsi delle rigogliose viti, immersi in un’atmosfera fiabesca che attende solo di essere scoperta e assaporata.

Se vi chiedete cosa fare a Fregona, partecipare alla mostra del torchiato sarà un’esperienza enogastronomica memorabile!

Le rovine del castello di Piai

Dove si trovano le rovine del castello di Piai?

Erti sulla sommità del monte da cui la fortezza prese il nome, i resti del castello di Piai sorgono presumibilmente su un preesistente insediamento fortificato di origine paleoveneta sorto migliaia di anni fa.

Ammantati dalla florida vegetazione arborea, le candide rovine assolate sono parte dell’eredità culturale del ramo della famiglia da Camino di Sopra e rappresentano una delle mete più affascinanti e romantiche nella provincia di Treviso, meta irresistibile per gli appassionati di tranquille escursioni naturalistiche da percorrere a piedi o in bicicletta.

Il rudere millenario si eleva in una posizione dominante e strategica da cui è possibile vedere il monte Pizzoc presso la piana del Cansiglio nonché le roccaforti di Serravalle, Ceneda e i territori del comune di Sarmede.

Ridotto in macerie in parte a causa della rotta subita contro Leopoldo d’Austria, in parte a causa delle incursioni nel territorio del Cenedese da parte del condottiero Filippo Buondelmonti degli Scolari, la roccaforte fu abbandonata alla vegetazione selvatica che ne riveste in parte la struttura.

Ritrovamento di impressionante valore per l’ingegno e perizia con cui è stato realizzato nonché per lo straordinario stato di conservazione, un forziere ligneo medievale recante un sofisticato meccanismo ancora intatto che permette l’apertura della cassaforte attraverso tre serrature.

Sentiero Pont de Ferr

Come si raggiunge Pont de Ferr?

Per raggiungere Pont de Ferr potete lasciare l’auto al parcheggio del campo di calcio di Fregona in Via Concia 62.

Seguendo le indicazioni per il percorso naturalistico vi troverete in men che non si dica avvolti dalla florida vegetazione arborea che potrete esplorare tramite un itinerario in parte sterrato, in parte acciottolato che accompagna al ponte di ferro sospeso su un vivace e freddo torrente.

Proseguendo il cammino che conduce alle grotte del Caglieron (a cui abbiamo dedicato un approfondimento grazie alla gentile collaborazione del Parco Grotte Caglieron) troverete anche una divertente area attrezzata per fare esercizio fisico e allungamento muscolare, superata la quale giungerete al paesino di Breda (da non confondere con Breda di Piave!). Raggiunto l’incrocio tenete la destra e percorrete Via Grotte del Caglieron per visitare una delle località più suggestive e incantevoli della regione Veneto.

Visita il bosco dell’arte

Dove si trova il bosco dell’arte?

Situato in Via Castagnola, 32, 31010 Fregona TV, il bosco dell’arte è una ampia estensione naturalistica la cui prospera vegetazione arborea, arbustiva e floreale costituisce un salubre e delicato ecosistema in cui diverse specie avicole, mammifere e di insetti trovano il loro habitat.

L’influsso benefico sulla psiche del colore verde, legato all’idea di rinascita ed indicato per chi è alla ricerca di un luogo in cui rigenerarsi, rilassarsi e ripristinare il proprio equilibrio emotivo, potrebbe essere una delle ragioni ad aver portato diversi artisti a conciliare la loro creatività e talento a questa lussureggiante e silenziosa oasi di pace, oggi luogo di appassionanti escursioni nonché sede di un laboratorio artistico utile a dare forma alla propria ispirazione e arricchire il complesso apparato di opere d’arte che si integrano e coesistono in modo armonioso con l’ambiente in cui sono inserite.

Per chi si chiede cosa fare a Fregona, il bosco dell’arte è una località ideale per chi cerca l’ispirazione a contatto con un’ambiente sereno e incontaminato.

Visita la Piana del Cansiglio

Situato nelle province di Belluno, Treviso e Pordenone, l’altopiano carsico consiste in un grande avvallamento erboso racchiuso da una maestosa selva estesa per più di 6.500 m², tra le cui alte e rigogliose chiome prolifera e trova rifugio un raro e prezioso mosaico di biodiversità vegetale e faunistica.

La spettacolare stratificazione del patrimonio arboreo dipende da un particolare fenomeno atmosferico determinato dalla conformazione geologica del Cansiglio: le correnti di aria fredda, di maggiore densità rispetto all’aria calda, scendono dai rilievi montuosi causando un maggiore abbassamento delle temperature a valle rispetto alle zone di alta quota.

A delimitare la vasta estensione prativa è il grandioso bosco di conifere in cui troneggiano gli abeti rossi, dal portamento solenne e adatti ai climi gelidi. Con l’aumentare di quota si intravedono gli abeti bianchi, distinguibili dai primi per la corteccia argentea e gli aghi verde scuro recanti due sottili linee candide che ne assecondano il profilo.

Più longevo rispetto all’abete rosso che può vivere fino a 400 anni, l’abete bianco può raggiungere i 600 anni di vita.

Dalla corteccia sottile e dalle foglie lievemente ondulate ed ellittiche, i faggi si ergono ad alta quota dove la temperatura è più tiepida e regalano con le loro mutevoli colorazioni vedute panoramiche emozionanti specialmente in autunno, quando le loro chiome assumono i toni caldi di sfumature dorate, arancio e rosso brillante.

I secolari guardiani vegliano silenti sull’antico altopiano offrendo riparo con le loro chiome pungenti a diverse specie avicole come l’astore, (riconoscibile per il piumaggio bianco sul ventre con screziature scure orizzontali), il gheppio, della famiglia dei falchi, dalle piume marroni con macchie nere, nonché il picchio nero, il gallo cedrone, la poiana, la misteriosa civetta, (difficile da intravedere in quanto attiva soprattutto di notte), solo per citare alcune dei numerosi esemplari di volatili che trovano qui il loro habitat.

Animale lustro, caldo, vigoroso e sfuggente, il cervo maschio abita nello scuro ventre della foresta e annuncia la propria presenza durante la stagione degli amori mostrando i possenti palchi ramificati ed emettendo potenti bramiti che spezzando la quiete notturna intimoriscono i maschi rivali attestando il suo rango alle femmine.

Non corrotta dall’intervento umano, una vasta porzione del fragile ecosistema manifesta i caratteri di un ambiente primordiale ed incontaminato in cui vita e morte si intrecciano al di sotto della grande cupola arborea, tra le cui fronde, a volte immobili a volte scosse dal vento, luci e ombre danzano nel quasi totale silenzio tra i rilievi imprevedibili di rocce calcaree emerse dal mare milioni di anni fa.

Solenni fusti colonnari, profonde fenditure, misteriose spelonche e i freddi specchi d’acqua delle doline creano un ambiente di spettacolare bellezza adatto ad ospitare innumerevoli specie di mammiferi, tra cui scoiattoli, daini, tassi, pipistrelli talpe e ricci.

Per gli amanti della natura che si chiedono cosa fare a Fregona, il sito di VenetoAgricoltura propone diversi itinerari che vi accompagneranno alla scoperta di uno dei parchi naturali più affascinanti al mondo.

Cosa fare a Ormelle: 3 cose da scoprire

Cosa fare a Ormelle: fiume Lia
Cosa fare a Ormelle: fiume Lia

Dove si trova Ormelle?

Il comune di Ormelle si trova nella Provincia di Treviso con un territorio che si estende su una superficie di 18,52 chilometri quadrati.
Confina a nord con Cimadolmo, San Polo di Piave e Fontanelle, a sud con Ponte di Piave (consigliata la visita alla casa delle fate…), a est con Maserada sul Piave, a ovest con Oderzo.

La Chiesa di Tempio

Dove si trova la Chiesa di tempio di Ormelle?

Situata in via Templari, 63, 31024 Ormelle (TV), la chiesa parrocchiale di Ormelle è uno splendido quanto antico luogo di culto cristiano edificato alla fine del XII secolo dall’Ordine dei Cavalieri Templari.

Immersa nella verdeggiante campagna trevigiana e lambita dalle acque del fiume Lia, la chiesa si caratterizza per uno stile sobrio ed essenziale che riflette i canoni dell’architettura romanica, come testimoniato dal carattere severo e solenne degli ambienti interni costituiti da una navata unica terminante con tre absidi.

Uno degli elementi strutturali più caratteristici del tempio è il suggestivo porticato affrescato scandito da archi a tutto sesto.

Il vasto patrimonio artistico custodito nel tempio è attestato da una ricca serie di opere pittoriche realizzati in epoche distinte, dal XII al XV secolo.

Se vi chiedete cosa fare a Ormelle e vi appassionano arte e architettura, la chiesa di Tempio è una delle località più significative in provincia di Treviso.

La Chiesa di San Bartolomeo Apostolo

La chiesa di San Bartolomeo Apostolo è situata in via XXIV maggio, 8 a Ormelle (TV).

Ricostruita negli anni venti del XX secolo dopo che le devastazioni della Grande Guerra ne avevano gravemente compromesso la struttura, la chiesa originale di San Bartolomeo Apostolo risale a più di quattrocento anni fa.

Affiancata da due navate laterali, l’aula centrale si distingue per una raffinata copertura lignea a cassettoni. All’interno dell’abside è custodita una pregiata opera cinquecentesca ritraente la Madonna con Bambino e quattro Santi nonché raffinate sculture marmoree.

La candida facciata si distingue per il suggestivo porticato sormontato da un loggiato, entrambi scanditi da grandi archi a tutto sesto. A concludere lo sviluppo verticale dell’edificio è il timpano triangolare sormontato da una croce.

Natura e viticoltura

Il Lago dei Templari

Cosa fare a Ormelle: lago dei templari
Cosa fare a Ormelle: lago dei templari

Il territorio del comune di Ormelle è compreso nella vasta area lambita a nord dal fiume Monticano e a sud dal Piave, corsi d’acqua che, uniti a una denso sistema idrografico di risorgive che si sviluppa rispetto al fiume Lia, costituiscono una risorsa di fondamentale importanza ambientale per lo sviluppo della ricca biodiversità arborea, floreale e faunistica del territorio, permettendo al visitatore di ammirare  visitatore scenari paesaggistici di inestimabile valore naturalistico.

Ne è un esempio il suggestivo Lago dei Templari, Oasi naturalistica che costeggia il fiume Lia e accessibile attraverso un ponticello. L’area verde, costellata di piante e alberi rigogliosi, è una meta ideale sia per chi cerca un luogo sereno in cui riposare ed abbronzarsi sia per gli appassionati di pesca sportiva. Il laghetto infatti, raggiungibile tramite via Ferralini, è riconosciuto dalla federazione italiana pescatori (Fipsas) e permette agli iscritti del circolo dell’azienda faunistica e venatoria (0422 745352 / 335 752 5039) di dedicarsi allo sport che tanto appassionava Ernest Hemingway, celebre scrittore americano autore de “Il vecchio e il mare” opera vincitrice del premio Pulitzer nel 1953.

Se vi chiedete cosa fare a Ormelle e amate trascorrere il vostro tempo libero a contatto con la natura, una visita al lago dei templari è certamente consigliata.

Lago dei Templari nel comune di Ormelle TV scaled
Fiume Lia comune di Ormelle TV scaled

Viticoltura

Il comune di Ormelle è una zona storicamente vocata per la viticoltura, coltivazione di grande rilevanza grazie alla notevole fertilità del terreno e al desiderio comune di coltivatori e imprenditori locali di sfruttarne al meglio il potenziale produttivo.

Vigneti a Ormelle TV
Cosa fare a Ormelle: 3 cose da scoprire 6

Il comune di Ormelle, situato in un’area pianeggiante a 22 metri s.l.m, ha portato i produttori locali a individuare le zone più idonee alla coltivazione di uve adatte alla produzione di vini eccellenti, in linea con gli elevati standard nella provincia di Treviso.

La vasta serie di denominazioni di origine dedicate al vino è legata alla presenza delle numerose cantine comunali, recensite nella Guida vini Quattro calici.

Ti interessa questo articolo? Qui troverai tutti i comuni della Provincia di Treviso con le Info più interessanti!

Popolazione, Frazioni, CAP e altri dati di Ormelle 

Popolazione

La popolazione conta 4543 abitanti per una densità di 245,28 abitanti per km quadrato

Frazioni del Comune

Roncadelle

Qual è il Codice di Avviamento Postale (CAP)?

Il CAP di è 31024.

Qual è il Prefisso Telefonico di Ormelle ?

Il prefisso telefonico per chiamare in questo comune è 0422.

Informazioni Amministrative

  • Codice ISTAT: 26052
  • Codice Catastale: G115

Se stai pianificando una gita a Ormelle ti consiglio di esplorare anche le attrazioni della provincia di Treviso o scoprire gli altri comuni di questa affascinante zona.

Cosa fare a Sarmede: 5 cose da fare a Sarmede

Cosa fare a Sarmede? Scopri 5 cose da fare a Sarmede in provincia di Treviso: Immagini della fantasia, casa Castellir, la chiesetta di Castellir e misteriosi ritrovamenti archeologici di una possente fortificazione recentemente riportati alla luce.

Dove si trova Sarmede?

Il comune di Sarmede in provincia di Treviso confina a nord con Fregona, a est e a sud con Cordignano, a ovest con Cappella Maggiore e Fregona.

Cosa fare a Sarmede? Immagini della fantasia

Immagini della fantasia è la mostra internazionale d’illustrazione per l’infanzia allestita annualmente nell’ambiente luminoso e moderno del Museo Štěpán Zavřel nel cuore storico di Sarmede.

L’evento culturale accoglie artisti riconosciuti a livello mondiale per la loro abilità di comunicare il proprio pensiero attraverso il linguaggio rivoluzionario del disegno.

Le arti figurative permettono grazie alla loro immediatezza estetica di cogliere l’oggetto rappresentato in modo istantaneo e di creare con lo spettatore un dialogo sensoriale, primordiale e psichico che supera la mediazione della parola.

Le antichissime pitture e incisioni rupestri impresse decine di migliaia di anni fa in oscure caverne rinvenute dal continente europeo all’Indonesia ci permettono di riscoprire, non senza difficoltà interpretative, aspetti culturali e spirituali che legano il mondo terreno alle dimensioni magiche con le quali dialogavano i nostri antenati.

Le diverse tecniche stilistiche, dal sapiente uso del colore alla scelta dei materiali, riflettono il talento e la sensibilità di ogni illustratore nell’evocare attraverso la luce e lo spazio ricordi, impressioni e sentimenti di paura, amore, coraggio, nonché dare espressione a concetti come quelli di casa, abitazione, altro, diverso, confine, natura, bellezza, sogno.

Accolti in un ambiente dinamico, spazioso e moderno, i partecipanti di ogni età sono invitati a conoscere e approfondire idee e sensazioni visive innovative che i moderni organi di comunicazione di massa tendono a banalizzare o travisare.

L’evento artistico e letterario è ideale per chiunque fosse interessato ad immergersi in un’atmosfera che stimoli fantasia e creatività, che possa generare stupore, meraviglia e ispirazione nei più piccoli e che educhi a maturare spirito critico, capacità di ascolto, rispetto reciproco e l’abilità di cogliere e apprezzare sfumature di significato nel pensiero altrui, nonché ad acquisire gli strumenti per riconoscere e liberarsi dalle invisibili gabbie mentali nelle quali l’uniformità e l’omologazione della nostra società cercano subdolamente di rinchiuderci.

Se vi chiedete cosa fare a Sarmede e vi appassiona il mondo dell’illustrazione, l’evento annuale Le Immagini della fantasia è un appuntamento sicuramente consigliato!

Casa Castelir

Dove si trova Casa Castellir?

Situata in Borgo Rugolet, 17, 31026 Sarmede TV, Casa Castellir è uno degli edifici più variopinti e affascinanti del comune di Sarmede per le spettacolari pitture che ne decorano le pareti interne ed esterne, frutto della creatività e del talento di Gabriele Cattarin, prolifico artista trevigiano il cui stile si distingue per l’immediatezza ed efficacia comunicativa delle sue composizioni, nelle quali il vivace dinamismo dei soggetti si concilia con il cromatismo acceso e brillante che stupisce e attrae lo spettatore con la propria vitalità ed espressività.

Stando alla versione riportata nel sito di Casa castelir, la rappresentazione che anima la parete ovest della dimora rurale raffigura un duello a cavallo che vede contrapporsi Rizzardo VI da Camino ed il campione al servizio di Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia.

Chi era Rizzardo VI?

Nato alla fine del XIII secolo, Rizzardo VI era figlio di Guecellone VII, capitano della città di Treviso il quale, dopo aver contrastato le mire espansionistiche di Cangrande della Scala in difesa di Padova, si alleò proprio con gli scaligeri contro i quali aveva appena combattuto dal momento che, nonostante il suo contributo nella vittoria contro il casato veronese, a Guecellone VII era stato negato il titolo di capitano di guerra di Treviso al quale ambiva.

A suggellare l’alleanza tra le due famiglie sarebbe stato il matrimonio combinato tra Verde della Scala Rizzardo VI nel 1316.

Rizzardo disattese tuttavia l’alleanza con gli scaligeri i quali, impadronitisi di Belluno e Feltre nel 1321, conquistarono, dopo la morte di Guecellone nel 1324, la città di Serravalle.

Riottenuto il possesso della città alla scomparsa di Cangrande, Rizzardo VI riallacciò nuovamente i legami con la signoria veronese sostenendo il suo piano di impadronirsi di Treviso.

In seguito al decesso di Pagano della Torre, patriarca di Aquileia, Rizzardo VI approfittò del vuoto di potere per occupare Sacile, conquistata la quale chiese a Bertrand de Saint Geniès, nuovo patriarca, il riconoscimento ufficiale dei feudi nei territori del Cadore, di Cordignano, Roganzuolo e di Cavolano.

In seguito ad una fase di stallo il conflitto armato si accese nuovamente portando questa volta ad un esito sfavorevole per Rizzardo il quale, già in difficoltà e non potendo contare sul supporto scaligero, fu cacciato da Aquileia e in seguito definitivamente privato dei feudi che aveva reclamato.

Rizzardo VI morì nel 1335 a causa delle ferite riportate in battaglia.

Interni di Casa Castelir

Le pareti interne di Casa Castelir recano sgargianti raffigurazioni di menestrelli, arcobaleniche composizioni floreali e faunistiche nonché suggestive illusioni prospettiche come la finestra che offre uno scorcio del focolare domestico e dalla quale due fanciulle ridenti invitano alla lettura dei racconti di Štěpán Zavřel.

Nel calore di un ambiente festoso, gioviale, luminoso e accogliente in cui arte e architettura si integrano in modo armonioso e magico, gli ospiti sono coinvolti in un viaggio sensoriale alla scoperta dei sapori di pietanze tradizionali nate da prodotti salubri che crescono su lievi pendii di colli verdeggianti.

Per volesse dedicare del tempo ad esplorare le bellezze storiche e naturalistiche di Sarmede e vivere l’atmosfera amena di una delle dimore più colorate e vive della nostra regione, vi consigliamo di visitare il sito di questa abitazione di campagna fuori dal comune.

Chiesetta Madonna di Val a Sarmede

Situata al termine del sentiero di Borgo Palù (coordinate: 45.98095831180605, 12.402552877635948) che si addentra sinuoso nella silenziosa area boschiva nella località di Rugolo, la chiesetta Madonna di Val è uno degli edifici più antichi nel comune di Sarmede. Le prime documentazioni che ne attestano la presenza sul territorio risalgono infatti al XVI secolo.

Sorta sui verdi pendii ammantati dalla florida vegetazione arborea, il minuto e isolato luogo di culto presenta una semplice facciata a capanna recante due lesene di ordine dorico sopra le quali si staglia il frontone recante al centro un apertura ottagonale.

Al di sopra del portone ligneo emerge una nicchia coronata da un arco a tutto sesto decorata internamente dall’immagine di Maria.

Chiesetta di Castellir

Dove si trova la chiesetta di Castelir? indicazione coordinate: 45.9898374142501, 12.408203677430823.

Partendo dalla chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire in Via Rogolo 1, procedete lungo Borgo Rugolet per 350 metri fino a raggiungere un bivio. Tenete la sinistra e proseguite lungo Borgo Rugolet da cui potrete ammirare scorci paesaggistici mozzafiato sui colli assolati percorsi da vigneti e costellati di oliveti.

Inerpicandosi sui rilievi alberati, la strada affiancata da staccionate in legno e candidi muri in pietra serpeggia tra i pendii di Montaner facendosi sempre più stretta fino a condurre alla graziosa chiesa alpina.

Erta sulla cima del monte Castellir, la chiesetta sorge in una posizione panoramica privilegiata da cui si possono ammirare le Prealpi Bellunesi.

Gli scavi archeologici

Il territorio di Sarmede, gravido di ricchezze che ne attestano il valore storico e culturale, ha recentemente riportato alla luce gli straordinari resti di una torre facente parte di un più vasto sistema difensivo, presumibilmente appartenuto al casato dei da Camino, a cavallo tra Montaner e Vittorio Veneto.

Per chi non sa resistere al fascino della storia e si chiede cosa fare a Sarmede, questa scoperta renderà la vostra visita ancor più emozionante!

Nel maggio del 2022 verranno pubblicate le informazioni ottenute dai sopralluoghi del rinvenimento archeologico e sarà possibile svelare, almeno in parte, l’aura di mistero che avvolge la maestosa fortificazione.

Cosa fare a Revine Lago: Lago Film Fest e molto altro!

Cosa fare a Revine Lago? Lago Film Festival, il parco archeologico del Livelet, la passeggiata che conduce al Pian de le Femene e itinerari cicloturistici alla scoperta di Lago di Lago e di Lago Santa Maria e non solo..

Dove si trova Revine Lago?

Revine Lago confina a Nord con Borgo Valbelluna, a est con Vittorio Veneto, a sud con Tarzo, a ovest con Cison di Valmarino.

Lago Film Fest

Dove si svolge la prossima edizione di Lago Film Fest?

La XVII edizione di Lago Film Fest nel 2022 si è svolta in Via Carpenè 18, 31020 Revine Lago (TV).

In cosa consiste l’evento Lago Film Fest?

Uno degli eventi più ambiti e attesti non solo nel comune di Revine Lago ma in tutta la provincia di Treviso, Lago Film Festival è una manifestazione di notevole profondità culturale volta a promuovere creatività ed immaginazione tramite il linguaggio pittorico, illustrativo, musicale, poetico, fotografico e, ovviamente, cinematografico.

L’iniziativa si svolge nel radioso scenario naturalistico del comune di Revine Lago, i cui splendidi specchi d’acqua circondati dalla rigogliosa vegetazione arborea e florale creano un’atmosfera stimolante che sembra favorire l’emergere spontaneo e la condivisione di idee originali.

Siete pronti a proporre e condividere iniziative, progetti, coreografie a cui avete dedicato passione, impegno e duro lavoro?

Se questo è il caso non esitate a proporre la vostra creazione seguendo le seguenti indicazioni nel sito di Lago Film Fest!

Giro in bicicletta a Revine Lago

Se vi appassionano ciclismo e natura, il percorso ciclo-pedonale consigliato si articola assecondando le sponde di Lago di Lago e del Lago di Santa Maria.

Partendo dal parcheggio di Via Carpenè svoltate a sinistra in direzione di Lago di lago e proseguite sulla strada asfaltata per circa 200 metri. Fiancheggiata da antiche abitazioni in pietra, la via si fa più stretta fino a condurre a un bivio. Girate a destra in direzione dell’area verde attrezzata che si affaccia sul lago. Proseguite a sinistra e imboccate una candido sentiero sterrato affiancato da una staccionata in legno.

Il percorso vi accompagnerà attraverso l’amena vegetazione arborea fatta di salici e alti pioppi disposti in file regolari che ristorano con la loro ombra il visitatore, lasciando intravedere tra i loro folti e verdi rami suggestivi scorci panoramici del grande specchio d’acqua azzurra.

Raggiunto il pontile potrete ammirare il sereno scenario di Lago di Lago, dal cui fangoso fondale spuntano giunchi e code di gatto e dalla cui fredda e silenziosa superficie affiorano splendide ninfee che lentamente assecondando i lievi movimenti delle correnti e delle increspature causate dal guizzo di un luccio o dal posarsi di un insetto. La veduta panoramica regala inoltre lo scorcio di una graziosa capanna su palafitta facente parte del parco archeologico del Livelet, di cui parleremo fra poco.

L’itinerario costeggia estensioni prative che sfumano nelle fresche rive sassose fino a immergersi in ombrose aree boscate in cui sono stati costruiti punti di osservazione in legno da cui osservare la flora e la fauna lacustre da una posizione comoda e privilegiata.

Superato il canale che unisce i due bacini si raggiunge il lago di Santa Maria. Il percorso si apre sulla vasta area verde di Revine Lago in cui si trova un campetto da calcio affiancato da un bar e dal parcheggio a pagamento.

Il sentiero attraversa alte e floride chiome e prosegue affiancando pontili in legno e suggestive oasi naturali come il Parco Va’ dee Femene. Addentratevi nella pittoresca località di Colmaggiore di sotto, nella quale colorate illustrazioni ingentiliscono le pareti esterne di varie abitazioni raccontando con efficace semplicità scene di vita contadina in incantevoli scenari rurali.

Proseguite per località Colmaggiore di sotto e ricongiungetevi al tragitto naturalistico tramite una laterale che affianca rigogliosi vigneti (coordinate 45.977807649616764, 12.220967176228829). Continuate lungo il percorso fino a raggiungere un ponte su uno stretto canale, superato il quale potrete ricongiungervi a Via Canapè e raggiungere il punto di partenza.

Per gli amanti di ciclismo che cercano cosa fare a Revine Lago, l’itinerario ciclistico consigliato potrebbe fare al caso vostro!

Passeggiata a Pian de le Femene

Il percorso suggerito parte dal parcheggio in Via Sottocroda (45.977807649616764, 12.220967176228829). Svoltate a sinistra verso la chiesetta di San Biagio in Via Sottocroda 6 e proseguite per 500 metri fino a trovare, alla vostra sinistra, Via degli Alpini. All’inizio della Via, immersa nella folta vegetazione boschiva, troverete un bivio. Tenete la destra seguendo la strada asfaltata e procedete lungo la salita che si inerpica sul colle fino a trovare un’altra biforcazione con un cartello (la posa: 8 ; Rospes: 5,5).

Svoltate a sinistra e continuate lungo il ripido sentiero che serpeggia attraverso l’area boschiva con una pendenza impegnativa. Seguite i numerosi tornanti in Via degli Alpini fino a raggiungere la località La Posa, pianoro da cui si scorge una splendida veduta dei di Lago San Giorgio e del Lago di Santa Maria.

Circondata da caratteristiche baite e casere, la Posa è un luogo molto amato dagli amanti di parapendio. Seguendo le indicazioni, procedete verso ovest per circa 2,5 km fino a raggiungere il pian de le Femene, a circa 1125 metri sul livello del mare. Presso il rifugio alpino Pian de le Femene potrete ammirare, oltre alle straordinarie vedute panoramiche, un monumento dedicato alle donne che hanno combattuto come partigiane durante la resistenza.

Per gli amanti di escursionismo che si chiedono cosa fare a Revine Lago, il sentiero che conduce a Pian de le Femene renderà la vostra giornata indimenticabile!

Visita il Parco archeologico didattico del Livelet

Palafitte sul Lago di Santa Maria Parco Archeologico Didattico del Livelet a Revine Lago TV Livelet 1 Luglio 2022 mr
Palafitte nel Parco Archeologico Didattico del Livelet a Revine Lago incorniciate dalle Prealpi trevigiane.

Inaugurato il 12 Maggio 2007, il Parco Archeologico Didattico del Livelet nasce dall’unione degli intenti e delle sensibilità della Provincia di Treviso, della Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane e il Comune di Revine Lago, con l’obiettivo di valorizzare il vicino sito archeologico di Colmaggiore di Tarzo e le peculiarità naturalistiche della zona.

Dal 2009 la gestione è stata affidata tramite convenzione al Comitato Provinciale UNPLI Treviso, in collaborazione con il Comune di Revine Lago e il Consorzio Pro Loco Quartier del Piave. Dal 2018 fa parte della rete Parchi Archeologico didattici dell’Alta Marca Trevigiana.
Grazie ad un fruttuoso lavoro di squadra e di collaborazioni attive, nel 2023 il Parco ha superato i 16.000 visitatori.

Le palafitte oggi visitabili sono state ricostruite grazie alle informazioni ricavate dalle campagne di scavo degli anni 80′ e 90′ nel sito di Colmaggiore, ma anche da altri “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”, iscritti nel 2011 nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, tra cui il sito trentino di Fiavè (TN). Gli scavi condotti dall’Università di Ferrara dal 2019 forniranno in futuro nuove informazioni utili a rinnovarle, in base alle più recenti scoperte, per dare un’idea il più fedele possibile della vita quotidiana in riva ai laghi fra Neolitico ed Età del Bronzo.

Visita la Chiesa di San Matteo Apostolo

Situata in piazzale della Chiesa 1, la maestosa parrocchia comunale è uno dei monumenti religiosi, storici e culturali di maggior rilievo nel territorio di Revine Lago, grazie alle sue origini antiche, all’eleganza della struttura e alla ricchezza dell’apparato decorativo che ne adorna gli ambienti interni, divisi in tre luminose navate.

In seguito alle devastazioni della Grande Guerra la parrocchia di origine medievale fu sottoposta ad un accurato processo di ristrutturazione e restaurazione che riportò all’antico splendore le opere pittoriche fortunatamente sopravvissute a terremoti e bombardamenti. 

La facciata in mattoni a vista presenta uno splendido rosone decorato con vetri variopinti che, penetrati dalla luce del sole, irradiano l’interno della chiesa con suggestivi effetti policromi.

Tra le numerose tele che ornano le pareti candide del tempio spicca la pala settecentesca ritraente Madonna col Bambino in gloria tra i Santi Matteo e Mattia, realizzata dall’artista cisonese Egidio Dall’Oglio.

Cosa fare a Cordignano: 5 cose da fare a Cordignano

Scopri cosa fare a Cordignano in provincia di Treviso: dai suggestivi scorci panoramici del limpido corso del Meschio ad affascinanti palazzi secolari e misteriose rocche medievali immerse nel verde.

Dove si trova Cordignano?

Situato al confine tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, Cordignano confina a nord con Sarmede e Caneva, a est con Caneva e Sacile, a sud con Gaiarine, Orsago e Godega di Sant’Urbano, a ovest con Colle Umberto, Cappella Maggiore e Sarmede.

Giro in bici lungo il Meschio

Il fiume Meschio, la cui sorgente cristallina nasce dal bacino del brent al di sotto del Monte Visentin a Vittorio Veneto, si snoda sinuoso e placido attraverso il comune di Colle Umberto per poi raggiungere il comune di Cordignano, superato il quale confluisce nella Livenza.

Il nome del fiume, di origine latina (misceo, misces, miscui, mixtum, miscēre) ovvero mescolare, mescere, indica la confluenza dei numerosi torrenti nel suo corso.

Animato da vivaci increspature, il tranquillo percorso del fiume ha favorito agricoltura e artigianato portando alla crescita del dinamico e pittoresco centro abitato che nel corso dei secoli si è articolato lungo le sue sponde.

Se siete appassionati di ciclismo e vi chiedete cosa fare a Cordignano, percorrere l’itinerario cicloturistico che si articola lungo il Meschio potrebbe proprio fare al caso vostro!

Le gelide acque di origine carsica, unite al clima mite e alla fertilità del terreno, favoriscono la crescita di oliveti e vigneti di pregiata qualità, i cui rigogliosi filari si adagiano ordinati sui lievi pendii collinari e assumono nei limpidi e pungenti tramonti autunnali brillanti colorazioni rosse e dorate, specialmente al rischiararsi delle cielo al termine di un temporale.

Piazza Italia

Le anse del Meschio, il cui silenzioso serpeggiare è raramente interrotto da piccole cascatelle, delimitano a sud la vasta estensione di piazza Italia, cuore storico del paese annunciato dalla svettante mole del campanile della chiesa parrocchiale, alle cui spalle troneggia maestoso il profilo delle montagne.

Il Palazzo del Dazio

Ecco l’approfondimento sulla storia del Palazzo del Dazio, realizzato grazie alla gentile collaborazione di Gian Marco Mutton, autore di Ponte della Muda: metamorfosi di un paese: documenti e testimonianze, Vittorio Veneto, 2013.

Situato in Via Fiume presso il corso del Meschio al confine con il Friuli, il Palazzo del Dazio fu edificato nel primo decennio del XVI secolo in qualità di alloggio per i funzionari incaricati di riscuotere le tasse sulle merci.

Una delle architetture più rappresentative del comune di Cordignano, il Palazzo del Dazio si distingue esternamente per un suggestivo porticato ritmato da arcate a tutto sesto. Internamente, il porticato è scandito da ampie volte a crociera sorrette da pilastri ingentiliti dal blasone nobiliare della famiglia Rangoni di Spilamberto.

Visita la Torricella

Situata in Via Torricella, la fortificazione sorge in prossimità delle sponde del Meschio e fu costruita tra i secoli XIII e il XV.

Immersa nel radioso panorama rurale di Cordignano, in parte nascosta dalle chiome di rigogliosi alberi, la costruzione difensiva medievale è avvolta da un’aura fascino e mistero che attrae numerosi appassionati di escursionismo e ciclismo.

Meta ideale per gli amanti di storia e natura che si chiedono cosa fare a Cordignano, l’antichissima struttura in pietra è un punto di riferimento per chiunque voglie esplorare e scoprire le stupende e rare vestigia del territorio di Cordignano.

Parrocchia di Santa Maria Assunta e San Cassiano

Situata in Piazza Italia, 12, 31016 Cordignano TV, la chiesa parrocchiale che troneggia solenne in piazza Italia è uno dei monumenti più significativi del comune.

L’imponente facciata a doppio spiovente è divisa verticalmente in tre sezioni da quattro coppie di lesene poggianti su alti basamenti. Coronate da capitelli corinzi, le lesene sono sormontate dal frontone dentellato recante al centro del timpano un’apertura ottagonale.

Internamente, l’aula unica della chiesa è affiancata da due aperture a base circolare in cui sono collocate le cappelle laterali.

Di notevole interesse sono i raffinati altari barocchi, sia lignei che marmorei, le pale d’altare plurisecolari e l’affresco raffigurante l’Assunzione della Vergine che adorna la navata.

Chi era San Cassiano?

Vissuto tra il III e il IV secolo d.C., San Cassiano di Imola fu un insegnante di grammatica e letteratura nell’omonima città emiliana. Denunciato per aver educato i suoi studenti alla religione cristiana, Cassiano si rifiutò di rinnegare la propria fede e fu per questo martirizzato.

Cosa vedere a Vazzola: 3 cose da vedere a Vazzola

(Articolo aggiornato) Scopri cosa vedere a Vazzola in provincia di Treviso: tre indimenticabili località di interesse storico, artistico e architettonico.

Dove di trova Vazzola?

Vazzola confina a nord con Mareno di Piave e Codognè, a sud con Cimadolmo e San Polo di Piave, a est con Fontanelle e a ovest con Mareno di Piave.

Visita Borgo Malanotte

Immerso nello splendido contesto rurale della campagna trevigiana, borgo Malanotte è un meraviglioso centro urbano di origine quattrocentesca situato a Tezze, frazione di Vazzola, il cui nome deriva dalla nobile famiglia di commercianti proveniente dalla Val di Sole in Trentino-Alto Adige.

Giunto nel territorio nella seconda metà del XVII secolo, un ramo della famiglia illustre diede il via ad una serie di lavori di ampliamento dell’antico centro abitato, anticamente cinto da mura e da una torre con funzioni di difesa e di vedetta, probabilmente sorta in corrispondenza del percorso che in direzione del Guado di Lovadina.

L’antico borgo costituiva una comunità autonoma e autosufficiente grazie alle diverse attività produttive agricole e artigianali (tra cui una filanda e una cantina), svolte dagli abitanti del piccolo villaggio fortificato.

Il centro abitato rappresenta un punto di riferimento nel panorama culturale del comune di Vazzola e ospita ogni anno celebrazioni tradizionali popolari, mercatini dell’antiquariato e del baratto, mostre mercato che valorizzano i prodotti tipici e la gastronomia del territorio, nonché laboratori artigianali e rievocazioni storiche che suscitano l’interesse di innumerevoli visitatori provenienti da ogni angolo del Veneto.

Se vi chiedere cosa vedere a Vazzola, borgo Malanotte nelle frazione di Tezze è una delle località più incantevoli.

Palazzo Tiepolo

Maestosa dimora signorile Secentesca, l’elegante palazzo Tiepolo è attualmente sede municipale di Vazzola, situata in Piazza Vittorio Emanuele, 103 e rappresenta un gioiello di arte e architettura del patrimonio storico e culturale del comune.

La sontuosa residenza di villeggiatura, le cui prime testimonianze risalgono alla metà del XVII secolo, è riconoscibile per le eleganti finestre di forma rettangolare al piano terra e ad arco al primo piano, oltre alla trifora con balaustra collocata al di sopra del massiccio portale d’ingresso.

Il valore artistico della struttura è testimoniato dai fastosi ornamenti in stucco e dai suggestivi affreschi del XVIII secolo raffiguranti scenari leggendari.

Chiesa di San Giovanni Battista

Situata in Piazza Vittorio Emanuele, 13, La parrocchia di Vazzola è uno dei monumenti di maggior valore nel panorama religioso e artistico del comune.

La splendida chiesa, le cui origini risalgono al XV secolo, è riconoscibile per la maestosa architettura che combina elementi decorativi orientaleggianti tipici dello stile bizantino ai sobri ma eleganti caratteri elementi di architettura lombardesca.

L’ambiente interno dell’edificio sacro include tre altari finemente decorati e in ottime condizioni di conservazione, nonché una serie di variopinti affreschi del XVI e XVII secolo raffiguranti il Battesimo di Gesù e il San Giovanni nel deserto.

Lo svettante campanile che è possibile ammirare oggi è l’esito di una ricostruzione avvenuta in seguito ai bombardamenti della Grande Guerra.

Cosa vedere a San Fior: 3 cose da vedere a San Fior

Scopri cosa vedere a San Fior in provincia di Treviso, da spettacolari ville incorniciate da maestosi alberi secolari a inestimabili capolavori pittorici cinquecenteschi che testimoniano l’incredibile patrimonio culturale e artistico del nostro territorio. Per chi è interessato a conoscere la straordinaria bellezza della provincia di Treviso, il comune di San Fior è una meta più che consigliata!

Villa Cadorin Soldi

Situato in Borgo Cané, il corpo padronale della residenza signorile si sviluppa su tre piani accessibili tramite un massiccio portone ligneo sovrastato da una bifora a tutto sesto con parapetto.

Elemento architettonico particolarmente suggestivo è la torre merlata del XX secolo che svetta prossimità della nobile abitazione.

Affiancata da imponenti annessi rustici, la tenuta rurale include inoltre una cappella con funzione di mausoleo e luogo di culto, circondata dai rigogliosi e verdeggianti alberi centenari e caratterizzata da un’elegante struttura a base quadrata, riconoscibile per le quattro guglie che si ergono in cima al tetto. 

Castello Roganzuolo

L’antica chiesa monumentale è l’edificio più rappresentativo non solo della frazione di Castello Roganzuolo ma dell’intero comune di San Fior e si erge in tutto il suo splendore su un rilievo naturale in posizione dominante rispetto alla cittadina.

Situata in via Castello di Regenza, 1, 31020 Castello Roganzuolo (TV), il maestoso luogo di culto troneggia su un solido basamento scandito da robusti archi a tutto sesto e presenta tuttora elementi strutturali che facevano parte del castello gotico preesistente.

L’interno dell’antica Pieve, a navata singola, custodisce inestimabili quanto delicati capolavori di arte rinascimentale, come lo spettacolare ciclo di affreschi realizzato da Francesco da Milano nonché un prezioso complesso di sculture di pregevole fattura e altre opere pittoriche che decorano gli altari e le cappelle laterali.

Chiesa di San Giovanni Battista

La parrocchia rappresenta uno dei più monumenti di maggior rilievo architettonico e storico del comune di San Fior a causa delle sue antichissime origini risalenti a più di 1500 anni fa, epoca in cui la Penisola era stata invasa e in seguito dominata dalla bellicosa popolazione germanica dei goti.

Situato in Largo G.B. Cima 5; 31020 San Fior (TV), il luogo di culto in stile neogotico è riconoscibile per la sontuosa facciata a salienti decorata da quattro candidi pinnacoli e recante al centro un’edicola, al di sotto della quale un ampio ed elaborato rosone reca l’immagine in vetri policromi della madonna.

Il massiccio portone ligneo è sovrastato da una decorazione pittorica dedicata al Battesimo di Gesù bambino.

Suddivisi in tre navate, gli interni della chiesa sono illuminati dai suggestivi riflessi cromatici del rosone e delle finestre piombate raffiguranti gli apostoli.

Il santuario presenta una pianta a croce latina con transetto absidato culminante con una elegante cupola a base ottagonale e custodisce al suo interno opere di inestimabile valore storico e artistico, tra cui una pala d’altare di Cima da Conegliano collocata nel presbiterio.

Cosa fare a Colle Umberto: 5 cose da fare a Colle Umberto

Scopri cosa fare a Colle Umberto: tra sagre popolari, maestose ville immerse in parchi secolari e itinerari storico – naturalistici.

Dove si trova Colle Umberto?

Il comune di colle Umberto confina a nord con Cappella Maggiore, a sud con San Fior, a est con Cordignano e Godega di Sant’Urbano e a ovest con Conegliano e Vittorio Veneto.

Sagra di San Sebastiano

Quando e dove si svolge la sagra di San Sebastiano?

Il giorno dedicato dalla chiesa cattolica a San Sebastiano è il 20 gennaio, in ricordo della morte del santo. Nel comune di Colle Umberto, i festeggiamenti in onore di San Sebastiano si svolgono in corrispondenza del 18 di agosto, per commemorare la fine dell’epidemia di peste, attribuita all’intervento del santo, che colpì la Sicilia nel Seicento.

L’associazione “I ragazzi del branco” accomuna giovani animati da buona volontà e spirito di iniziativa che dal 2005 si dedicano con passione a mantenere viva l’antica celebrazione del santo martire.

A vivacizzare l’estate vi aspettano musica dal vivo e prelibatezze da gustare nel grande stand gastronomico che ogni anno accoglie centinaia di persone.

Il menù delle precedenti edizioni ha previsto specialità come il porceddu sardo, maialino da latte cotto in verticale secondo la tradizione, oltre a galletti allo spiedo, costate, filetti e tipicità d’oltreoceano come il churrasco, grigliata mista tipica dell’Argentina e del Brasile.

L’evento valorizza l’unicità del territorio e l’incontro di diverse culture attraverso musica, ballo e gastronomia d’eccellenza in un’atmosfera di divertimento, spensieratezza, socialità e condivisione, in quanto parte del ricavato della sagra di San Sebastiano viene donato ad associazioni per la tutela e il sostegno della comunità.

Se vi chiedete cosa fare a Colle Umberto, la sagra di San Sebastiano è uno degli eventi più divertenti e attesi di questo piccolo e vivace comune del trevigiano.

San Sebastiano

Nato nella Gallia narbonese nel 256, Sebastiano era un alto ufficiale dell’esercito romano la cui fede negli insegnamenti di Cristo lo portò ad aiutare i cristiani perseguitati dagli editti imposti da Diocleziano.

Condannato alla pena di morte a causa della propria fede, Sebastiano sopravvisse miracolosamente alle frecce che lo trafissero. Medicato da Irene, si presentò di fronte all’imperatore per esprimere il proprio sdegno in merito le violenze perpetrate ai danni dei cristiani.

E fu così che Diocleziano, testimoniata la stupefacente apparizione, ordinò nuovamente la morte di Sebastiano. Rinvenute le spoglie del santo, la matrona Lucina diede sepoltura al defunto nei sotterranei della Via Appia.

Sagra di San Martino

Quando si svolge la Sagra di San Martino di Colle Umberto?

Il giorno dedicato a San Martino è l’11 novembre. Nel comune di Colle Umberto la celebrazione in onore del santo si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data.

I festeggiamenti si svolgono in Piazza Marconi all’insegna di musica e specialità gastronomiche, dallo spiedo con patate e polenta a piatti di pesce di prima scelta, dal baccalà alle fritture di pesce.

Le funzioni liturgiche nella chiesa di San Martino celebrano il valore della generosità attraverso la leggenda del taglio del mantello.

Per chi si chiede cosa fare a Colle Umberto, la sagra di San Martino è un appuntamento da non perdere!

La leggenda di San Martino e la conversione al cristianesimo

Nato ai confini con la Pannonia, nell’attuale Ungheria, nel 316/317, Martino fu arruolato in un reparto scelto dell’esercito romano nel 331 e trascorse gran parte della sua vita nella città di Amiens.

Nell’inverno del 335, Martino incontrò un uomo esposto ai tormenti del gelo. Il giovane soldato decise quindi di recidere con la spada la propria clamide e di porgerne metà al signore sofferente.

In seguito all’apparizione di Gesù Martino scoprì, risvegliatosi, che il proprio mantello si era rigenerato.

Profondamente colpito dalla miracolosa comparsa di Cristo, il giovane decise di convertirsi ricevendo il battesimo il giorno di Pasqua. Strenuo oppositore dell’eresia ariana, Martino subì punizioni corporali e fu espulso sia dalla Francia che da Milano.

In seguito a un ritiro spirituale di quattro anni sull’isola Gallinara, il Santo fece ritorno a Poitiers. Divenuto monaco, fu uno dei fondatori del monastero di Ligugé e divenne vescovo di Tours nel 371. Fondato un nuovo monastero nella città francese, Martino dedicò il resto della sua vita alla missione evangelizzatrice dedicandosi allo sradicamento dei culti eretici e pagani.

Visita Villa Verecondi Scortecci

La splendida villa plurisecolare è situata in Via Giovanni XXIII, 6, 31014 Colle Umberto (TV).

Villa Fabris

Dove si trova Villa Fabris?

Situata in Via Col de Manza, 6, Villa Fabris fu edificata nella seconda metà del XVI secolo.

Culminante con un tetto a padiglione, la sontuosa villa secolare si articola su tre livelli. La portafinestra al centro del piano nobile e l’apertura soprastante si rivolgono su un poggiolo in pietra ornato da una balaustra.

La nobile abitazione sorge nell’incantevole campagna dell’alta trevigiana scandito da rigogliosi vigneti incorniciati da folte siepi, a breve distanza dagli assolati declivi morenici che modulano il paesaggio a nord.

Pur non essendo aperta al pubblico in quanto abitazione privata, la residenza gentilizia arricchisce con la propria maestosa struttura il già incantevole scenario paesaggistico delineato da dolci pendii assolati attraversati da lunghi filari di vite a breve distanza da Conegliano.

Giro in bicicletta a Colle Umberto e San Fior

Per chi volesse fare un giro in bicicletta a Colle Umberto, il percorso ciclabile inizia dal parcheggio del parco giochi in Via Menarè (45.93202750157558, 12.322517659442866).

All’uscita del parcheggio giriamo a destra e seguiamo la pista ciclabile in Viale Roma in direzione del centro, tra floridi vigneti e svettanti platani.

Dopo 1 km, poco prima del campo da calcio, giriamo a destra in Via Calalte e proseguiamo per Via Contesse lungo il sinuoso itinerario che si snoda tra pallidi olivi e folte siepi di noccioli, sanguinelle, robinie, pini marittimi e molte altre piante d’alto fusto.

Dopo 550 metri, dalla cima di una collinetta alla nostra sinistra (alle coordinate 45.93677287581984, 12.337598110419755), si abbraccia con lo sguardo la cinta muraria e le torri merlate di Villa Lucheschi, dietro cui si profilano le vette prealpine.

Proseguiamo fino all’incrocio costeggiando il perimetro della sontuosa proprietà, dopodiché svoltiamo a sinistra in Via Modena, continuiamo su Via Caronelli e Via J. F. Kennedy. Attraversato il centro abitato, si svolta a destra e si procede in Via Pasubio fino a raggiungere il punto panoramico simpaticamente chiamato Colliwood, dalla cui sommità si possono contemplare i gentili declivi di Colle Umberto, punteggiati di chiese campestri avvolte da affascinanti belussere.

Proseguendo in Via Pasubio troviamo sulla sinistra la chiesa di San Sebastiano. Procediamo a sud in Via L. Tarlazzi fino all’incrocio con Via Giovanni XXIII. Svoltiamo a destra in direzione di Villa Verecondi Scortecci che troveremmo alla nostra sinistra a 350 metri di distanza.

Teniamo la sinistra in Via Asiago, poi svoltiamo a sinistra in Via Morosini e proseguiamo tra alte siepi alberate. Dopo circa 1,2 km troviamo alla vostra destra, in Via Monte Grappa, il birrificio nanà. A sinistra, si staglia maestosa Villa Morosini.

Giriamo a destra e seguiamo Via Monte Grappa fino all’incrocio con Via Pastrengo, dopo aver attraversato una fiorente area boscosa.

Giriamo a sinistra e continuiamo per 650 metri nella verde campagna di San Fior. Svoltiamo a sinistra in Borgo Gradisca per arrivare alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Castello Roganzuolo, appollaiata su un luminoso colle costellato di olivi. Conclusa la visita torniamo indietro per via Pastrengo, che seguiamo per un chilometro prima di svoltare a sinistra in Via Camerin.

Procediamo su Via Camerin e poi su Via Gorizia fino a raggiungere Viale Roma. Svoltiamo a sinistra e proseguiamo lungo Viale Roma fino a tornare al parcheggio del Parco Giochi di fronte alla parrocchiale della Madonna della Pace.

Se vi appassiona il ciclismo e vi chiedete cosa fare a Colle Umberto, questo itinerario panoramico potrebbe fare al caso vostro!

Cosa fare a San Fior: 8 cose da fare a San Fior

Scopri cosa fare a San Fior in provincia di Treviso: la Sagra di San Fior di Sotto, la chiesa di Castello di Roganzuolo, Ville storiche circondate da verdi parchi secolari, percorsi ciclabili e pedonali immersi nella natura, mercatini dell’antiquariato per appassionati di vintage e molto altro…

Dove si trova San Fior?

San Fior confina a nord con Colle Umberto, a sud con San Vendemiano e Codognè, a est con Godega di Sant’Urbano e a ovest con Conegliano.

Sagra di San Fior di Sotto: Festa della Madonna della Salute

Dove e quando si svolge la Festa della Madonna della Salute?

La tradizionale ricorrenza si svolge ogni novembre nel cuore del paese di San Fior di Sotto. Le origini secolari della festività annuale risalgono agli anni in cui un’epidemia di peste bubbonica afflisse il nord Italia dal 1630 al 1631.

Come segno di gratitudine nei confronti della Madonna si decise di ripetere la celebrazione ogni anno e di erigere in suo onore il tempio votivo di Santa Maria della Salute, splendida chiesa in stile barocco.

La cerimonia liturgica si concilia a festeggiamenti e attività di diversione. Alle esibizioni musicali si aggiungono eventi enogastronomici che esaltano le tipicità del territorio: specialità di carne, affettati, insaccati, formaggi, squisite varietà di funghi e ovviamente l’immancabile radicchio.

Per chi è alla ricerca di cosa fare a San Fior, la festa della Madonna della Salute è uno degli eventi più significativi di questo piccolo comune del trevigiano.

Visita la chiesa di Castello Roganzuolo

Dove si trova la chiesa del Castello Roganzuolo?

Situata in Via Castello di Regenza, 1, 31020 Castello Roganzuolo (TV), la chiesa dei Santi Pietro e Paolo si erge maestosa sulla cima dell’altura dei Castellari e rappresenta uno dei più preziosi e rappresentativi edifici del comune di San Fior.

Anticipata dalla svettante mole della torre campanaria coronata da merli ghibellini, la chiesa alterna il candore disadorno delle pareti esterne ed il formidabile complesso pittorico che ne adorna gli ambienti interni.

Avvolta da maestosi tigli, scuri cipressi nonché pallidi e nodosi olivi disseminati sui lievi pendii del colle, la chiesa faceva parte in origine di una roccaforte medievale che era stata divorata dalle fiamme ad eccezione del luogo di culto e della torre poi convertita in campanile.

Internamente, le pareti della chiesa sono animate da uno sgargiante apparato pittorico realizzato da alcuni dei più prominenti maestri del rinascimento tra cui Tiziano Vecellio.

Villa Liccer

Dove si trova Villa Liccer?

Situata in Via Ferrovia, 26-27-28, 31020 San Fior di Sopra TV, Villa Liccer è una splendida dimora signorile risalente con ogni probabilità al XVIII secolo.

La residenza gentilizia sorge nel cuore dell’area industriale e commerciale di San Fior che mal si concilia con l’originario e vastissimo ambiente rurale in cui la Villa era un tempo immersa, come testimoniato dalla presenza di diversi fabbricati di servizio, tipici elementi dell’architettura veneta, impiegati con funzione di magazzino, deposito e per ospitare coloro che lavoravano nella tenuta agricola.

Affiancato da due ali di dimensioni inferiori, il corpo padronale si distingue le aperture a tutto sesto, balaustrate, presenti al piano nobile e all’ultimo piano, culminante con un abbaino ornato da sculture.

Natale da Oscar di Oscar Bontempo

Dove si trova e cosa rende la casa del Sig. Oscar Bontempo così speciale?

Situata in Via A. Diaz, 18, una graziosa casetta a San Fior di Sopra regala ogni 25 dicembre suggestivi giochi luminosi grazie alla creatività, alla passione e all’esperienza del Sig. Oscar Bontempo, elettricista pensionato che da più di quarant’anni allestisce nel proprio giardino una spettacolare scenografia luminosa che affascina visitatori da ogni parte della regione.

Diverse ricerche sembrano infatti confermare l’influsso benefico della luce e dei colori sulla psiche: il colore rosso ha un effetto eccitante e stimolante mentre il rosa, almeno per i bambini, avrebbe un effetto calmante. Un esperimento rivela infatti che i disegni dei bambini tendono ad essere più positivi quando le pareti dell’asilo sono tinte di rosa.

Il giallo è invece associato alla dinamismo, al calore, all’energia e alla forza vitale, una delle tonalità predilette e impiegate magistralmente da Van Gogh, il quale, con geniale semplicità, ne parlava dicendo “Quanto è bello il giallo. Rappresenta il sole”.

A ravvivare il brillante il microcosmo artificiale, le pungenti notti invernali mettono in risalto con il loro scuro e gelido manto la sgargiante scenografia natalizia, altrimenti tenue e sfuggente bagliore nei grigi giorni di festa.

Quando la buia coltre di nubi lascia spazio alla volta nera e limpida, lontane costellazioni dicembrine vegliano sul crocchio di curiosi intabarrati, indecisi se osservare l’allegro gioco di luci singhiozzanti o volgere lo sguardo al cielo ed ammirare il bagliore candido delle stelle.

Fai un salto a Mercatopoli!

Situato in Via Marco Polo, 2, 31020 San Fior TV, Mercatopoli è uno dei più ricercati mercatini dell’usato in provincia di Treviso.

Negli ultimi anni l’attrattiva del mercato dell’usato è aumentata considerevolmente, in particolare nella fascia di popolazione più giovane.

Maggiore sensibilità in merito ai temi della tutela dell’ambiente e della riduzione degli sprechi motivano i consumatori, al giorno d’oggi sempre più informati e consapevoli, a ridare vita a oggetti altrimenti destinati, senza valida ragione, ad essere dimenticati in soffitta o a finire in discarica.

Il dogma della “moda usa e getta” che per troppo tempo ha distinto il settore dell’abbigliamento sta fortunatamente attraversando un processo di trasformazione grazie ad una maggiore maturità e all’affermazione delle proprie scelte e gusti personali al di là dell’influenza dei grandi marchi.

Il passaggio dalla cosiddetta “fast fashion” all’economia circolare permetterà di ridurre notevolmente gli sprechi alla luce del fatto che, secondo la Commissione e il Parlamento dell’Unione Europea, il settore tessile è responsabile del 10% delle emissioni di gas a effetto serra.

Oltre a valorizzare il settore dell’abbigliamento, Mercatopoli offre una variegata selezione di mobili, d’epoca e non, libri, manuali, opere d’arte e d’artigianato, strumenti musicali, elettronica, telefonia, biciclette, orologi, il tutto esposto in un ambiente ampio e luminoso.

Per chi si chiede cosa fare a San Fior, per chi volesse comprare o vendere oggetti in ottime condizioni e per gli appassionati di collezionismo desiderosi di immergersi in una dimensione originale, dinamica, in cui l’unica parola proibita è “obsoleto”, il negozio Mercatopoli a San Fior è una meta sicuramente consigliata!

Ciclismo a San Fior e Colle Umberto

Volete fare un giro in bicicletta a San Fior?

Se vi appassiona il ciclismo e vi chiedete cosa fare a San Fior, il percorso suggerito ha inizio dal parcheggio del municipio, affianco al parco commemorativo di Giovanni Battista Cima.

Imboccata Via Maria Pia Mastena, si svolta a destra in Borgata Monatti e, attraversata la strada, si prosegue per Via Serravalle per 850 metri, affiancando il maestoso bosco del parco di Villa Cadorin Soldi.

Proseguendo per Via Morosini, si Villa Morosini Lucheschi Valforte, candida dimora signorile settecentesca affiancata da ampie barchesse e accessibile tramite un lungo viale alberato.

Svoltando in Via Monte Grappa potrete fare tappa nel birrificio nana’, la cui produzione artigianale si radica nella coltivazione di orzo e luppolo di prima scelta su terreni salubri e accuratamente predisposti allo svolgimento ottimale di delicata e antichissima arte.

Proseguendo per Via Monte Grappa, la strada comincia, forse anche per l’effetto della birra, ad assumere un andamento più sinuoso e, dallo sterminato panorama coltivato a vigneto, ci si addentra in una folta siepe alberata.

Raggiunto l’incrocio, si svolta a sinistra e si percorre Via Pastrengo e si prosegue per 600 metri immersi nel sereno panorama rurale attraversato da rigogliosi vigneti e costellato di oliveti, fino a raggiungere il “Ristorante Antica Pieve”.

Svoltate a sinistra e percorrete Via Borgo Gradisca per 400 metri fino a trovare, sulla sinistra la via d’ingresso che accompagna alla chiesa del Castello Roganzuolo. Si gira per Via Serravalle e poi in Via Europa che conduce al municipio di San Fior.

L’itinerario si conclude seguendo Via Rividella e borgo Canè che vi condurranno nuovamente a Villa Cadorin Soldi.

Villa Cadorin, Soldi

Situata in Via Serravalle, 13, 31020 San Fior (TV) Villa Cadorin Soldi è una sontuosa dimora racchiusa da un perimetro murario che delimita il secolare parco alberato. La nobile residenza si articola su tre piani e presenta al piano nobile una raffinata bifora con parapetto in pietra.

Immersi nella vasta tenuta e attualmente abbandonati, gli ampi fabbricati rustici che ospitavano un tempo i lavoratori dell’azienda agricola sono tutt’ora pervasi da un’aura di fascino frutto della loro indelebile anima storica.

Ulteriori elementi di pregio architettonico sono la svettante torre coronata da merli guelfi e la cappella di cui si intravedono, dall’esterno della proprietà, le guglie di gusto neogotico.

Agriturismo Al Vecchio Convento – Tenuta Malvolti

Dove si trova Agriturismo Al Vecchio Convento – Tenuta Malvolti

Situato in Via Poloni, 7, 31020 Castello Roganzuolo TV, l’Agriturismo Al Vecchio Convento è una tenuta secolare di 45 ettari oggi convertita in uno splendido agriturismo e B&B incastonato tra gli assolati pendii delle colline del prosecco a pochi km dal centro storico di Conegliano.

Per informazioni in merito alla disponibilità delle camere e agli itinerari guidati si invita a consultare il sito ufficiale della Tenuta Malvolti.

Per chi cerca cosa fare a San Fior, vivere l’incantevole scenario di questa terra antica sarà senz’altro un’esperienza memorabile.