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Cosa fare a Resana: 4 cose da fare a Resana in provincia di Treviso

Scopri cosa fare a Resana in provincia di Treviso: in questo articolo troverete tre punti di interesse che rendono il comune di Resana una meta imperdibile per gli amanti della natura incontaminata e dell’ottima cucina tradizionale, nonché per tutti gli sportivi appassionati della divertente disciplina acquatica conosciuta come wakesurf, sport mozzafiato da svolgersi nello spettacolare contesto naturalistico del lago di Boscalto.

Dove si trova Resana?

Il comune di Resana in provincia di Treviso confina a nord con Castelfranco Veneto e Vedelago, a sud con Loreggia e Piombino Dese, a est con Vedelago e Piombino Dese, a ovest con Castelfranco Veneto e Loreggia.

Itinerario sul sentiero degli Ezzelini

Dove ha inizio il percorso il sentiero degli Ezzelini?

Il sentiero degli Ezzelini si articola per circa 40 km da Camposampiero in provincia di Padova a Crespano del Grappa, attraversando i territori dominati secoli orsono dal nobile casato degli Ezzelini.

Immerso nell’antico panorama rurale in cui prevalgono, specialmente in primavera, le tonalità luminose del verde intenso, l’itinerario storico – naturalistico si snoda lungo il placido corso del Muson, Muson dei Sassi, Musonello e Lastego.

Partendo da Resana, il primo ramo del percorso si segue l’andamento del canale secolare del Muson dei Sassi e del Musonello attraversando Castelfranco Veneto e Castello di Godego, fino a raggiungere l’ambiente suggestivo del parco del Muson e l’Oasi ai due torrenti nel comune di Loria.

Partendo da Asolo in prossimità della storica fornace fornace impiegata per la produzione di mattoni tra il XIX e XX secolo, il secondo sentiero ciclo-pedonale conduce a Onè di Ponte e prosegue verso nord in direzione di Fonte, Paderno del Grappa e Crespano del Grappa fino a raggiungere lo spettacolare giardino vegetazionale di Astego a Pieve del Grappa.

Il Bosco del Pettirosso

Dove si trova il bosco del pettirosso?

Il bosco del Pettirosso di trova in Via Boscalto, 63, 31023 Resana TV – Ingresso libero.

Il lussureggiante bosco del Pettirosso presenta un profilo rettangolare lungo il quale si sviluppa un lungo fossato che lo separa dalle proprietà adiacenti.

All’interno del parco è presente una vasta radura verdeggiante al cui centro sorge un limpido laghetto, mentre diverse specie floreali e vegetali crescono rigogliose alle estremità del prato, separandolo dal suggestivo sito boschivo.

Il perimetro dell’area verde è percorso internamente da un sentiero di ghiaia, perfetto chi voglia fare una passeggiata immerso nella natura o un tranquillo giro in bicicletta.

La splendida oasi naturale si caratterizza per un vasto mosaico di biodiversità che include un’aiuola vivaio, una siepe alberata spontanea, un vitigno nonché piante forestali autoctone incorniciate da diverse siepi ornamentali.

Fate un salto al Cable Park

Situato in via Boscalto, 63, 31023 Resana (TV), il Cable Park di Resana è il luogo perfetto per gli amanti del wakeboard o per chiunque sia curioso di cimentarsi con uno degli sport acquatici più emozionanti ed appassionanti di sempre, fusione unica e originale tra lo sci nautico e lo snowboard di origine americana.

Il lago di Boscalto è lo scenario perfetto per questa attività grazie alla presenza di attrezzature ed equipaggiamento all’avanguardia che consentono ai partecipanti di dedicarsi a questo sport in totale sicurezza. A rendere lo sport a tal punto appassionante e coinvolgente è la combinazione di adrenalina, passione per la natura e abilità di concentrazione, necessaria ai riders esperti per eseguire con precisione acrobazie da urlo grazie alle diverse rampe situate lungo i percorsi acquatici. 

Un’intera zona del parco acquatico è dedicata a chi volesse passare una giornata in completa tranquillità rilassandosi e prendendo il sole su una sedia sdraio, farsi una bella nuotata o giocare a pallavolo nell’area spiaggia.

Festa dea poenta

La festa della polenta è un appuntamento annuale volto a valorizzare non solo l’eccellente qualità della gastronomia e dei prodotti tipici locali, ma di intrattenere le centinaia di visitatori, famiglie, comitive e gruppi di amici, con spettacoli e attività sportive, tra cui spicca il famoso Palio dea Poenta, uno delle tradizioni più celebri del territorio della Marca Trevigiana. 

Ricavata dalla macinazione del mais, la polenta rappresenta un vero e proprio simbolo della gastronomia veneta in quanto piatto tipico della cultura contadina sin dal XVII secolo.

Considerata spesso un piatto povero, la polenta veniva consumata anche dalle classi sociali è più elevate grazie al suo delizioso sapore che si accompagna perfettamente a pietanze sia di carne, come la tipica “polenta e osei”, che di pesce.

L’appuntamento gastronomico si svolge ogni anno a settembre, presso gli impianti Sportivi in Via Dante Alighieri 31023 Castelminio di Resana (TV).

Non mancate!

Cosa fare a San Vendemiano: 5 cose da fare a San Vendemiano

Scopri cosa fare a San Vendemiano in provincia di Treviso: la Sagra di San Vendeman, o sagra della Madonna del Rosario, l’area di risorgiva detta “i Palù”, tranquilli percorsi ciclabili che si addentrano nello splendido panorama rurale del territorio, affascinanti ville venete secolari nonché rinomate aziende agricole immerse nella campagna trevigiana in cui assaporare le specialità del territorio.

Se sei alla ricerca di cosa fare a San Vendemiano in provincia di Treviso, questo articolo potrebbe fare al caso tuo!

Dove si trova San Vendemiano?

Situato in provincia di Treviso, il comune di San Vendemiano confina a nord con San Fior, a sud con Mareno di Piave, a est con Codognè, a ovest con Conegliano.

Sagra de San Vendeman Sagra della Madonna del Rosario

Dove e quando si svolge la Sagra della Madonna del Rosario?

La festa della Madonna del Rosario si svolge ogni anno nel mese di ottobre nel centro di San Vendemiano. Conclusa la solenne celebrazione nella parrocchia di San Vendemiale Vescovo, la popolazione locale partecipa alla processione per le vie del comune.

Secondo la tradizione, le origini della solenne cerimonia derivano dalla battaglia di Lepanto, combattuta nel 1571 dalla Spagna, Repubblica di Venezia e Stato della Chiesa contro l’Impero Ottomano. L’esito vittorioso della Lega Santa fu attribuito a Maria, a cui i soldati si erano appellati in preghiera tramite il rosario.

Secondo fonti ancor più antiche la devozione per la Madonna del Rosario risalirebbe a quando San Domenico, nel 1214, avrebbe ottenuto da Maria.

La sagra de San Vendeman si svolge anche all’insegna di musica e di prelibatezze della cucina veneta, dal baccalà con polenta al pollo arrosto con patate e prodotti tipici autunnali come le gustosissime castagne da accompagnare con specialità vinicole locali.

Visita le risorgive Palù

Cosa sono e dove si trovano i Palù?

I Palù sono una vasta area paludosa che nel territorio nord orientale della provincia di Treviso si estende tra i comuni di San Vendemiano, Codognè, San Fior, Godega di Sant’Urbano e Orsago.

Compresa tra i fiumi Livenza e Monticano, l’area sorgiva nasce nell’affioramento della falda a causa di un ribassamento rispetto al piano campagna.

L’emergere in superficie della corrente sotterranea genera un ambiente palustre caratterizzato da prati umidi, attraversato da limpidi ruscelli e distinto dall’intersecarsi di floride aree boscate e folte siepi che assecondano il sinuoso corso di freddi torrenti e danno vita un ambiente di notevole fascino paesaggistico in cui trovano il proprio habitat diverse specie rapaci e anfibie.

Bonificata dai monaci cistercensi più di mille anni fa per predisporla alla coltivazione di legname e foraggio e vigneti, l’area si distingue per un ricco ecosistema che include decine di varietà erbacee, arboree, arbustive, floreali e faunistiche che affascinano gli appassionati di botanica, del regno animale e chiunque sia alla ricerca di una località naturalistica pacifica e incontaminata.

Ulteriore aspetto di notevole interesse paesaggistico è la caratteristica conformazione bombata dei campi per facilitare il deflusso delle acque.

Agriturismo Al capretto

Dove si trovo l’agriturismo Al capretto?

Situato in Via Ungheresca Sud, 27, 31020 San Vendemiano TV, Al capretto è una rinomata azienda agricola nella quale potrete assaporare le eccellenze gastronomiche del nostro territorio nel contesto di splendida cascina ottocentesca ristrutturata.

All’interno della dimora rustica potrete entrare a contatto con l’anima antica di un’abitazione contadina che continua a vivere grazie alla passione, alle conoscenze e tradizioni secolari che si esprimono oggi nella qualità dei prodotti agricoli coltivati in loco, tanto genuini quanto saporiti, dall’immancabile radicchio, al gustoso asparago bianco, a svariate e squisite varietà di zucca, per non parlare delle succulente specialità di carne da far venire l’acquolina in bocca cucinate nell’ambito del massimo rispetto della tradizione e delle materie prime e abbinate alle pregiate varietà vinicole che solo la nostra terra è in grado di offrire.

Villa Vettori

Dove si trova Villa Vettori?

Situata in Via Calmaor, 41, 31020 Saccon di San Vendemiano (TV), Villa Vittori è un’elegante dimora nobiliare costruita con ogni probabilità nell’Ottocento. La sontuosa abitazione presenta i caratteri tradizionali delle residenze gentilizie rurali, consistenti in un corpo padronale, articolato su tre piani e affiancato da due ampie barchesse, fabbricati di servizio impiegati come magazzino, deposito e per accogliere i braccianti che lavoravano nella tenuta agricola.

Elemento di spicco dell’edificio, culminante con un timpano che ne conclude lo sviluppo verticale, è la apertura centrale protetta da una raffinata balaustra metallica.

Villa Lippomano

Dove si trova Villa Lippomano?

Situata in Via Longhena, 3, Villa Lippomano si inserisce nella radiosa cornice naturalistica di un enorme parco verdeggiante costellato di maestose chiome secolari.

Accessibile tramite un lungo viale alberato affiancato dai rigogliosi filari di viti, il corpo padronale della dimora signorile troneggia sul grande e arioso porticato scandito da grandi archi a tutto sesto.

In parte nascoste dalla florida vegetazione, due imponenti barchesse sorgono ai lati del nobile edificio secolare che, erto sulla cima di un colle, incanta lo spettatore con la propria candida facciata, ritmata da ampi archi a tutto sesto ingentiliti da suggestivi mascheroni e intervallati da coppie di lesene.

Percorso ciclo-pedonale

Partendo dall’azienda vinicola Lucchetta Marcello (in Via Calpena, 38, 31015 Conegliano TV), percorrete Via Calpena in direzione di Villa Lippomano, fino a raggiungere la pista ciclabile (45.90251800885797, 12.325985223633662).

Seguite l’itinerario ciclabile fino a raggiungere la rotonda, imboccata la quale prendete la seconda uscita e proseguite per Via Roma per ricongiungervi alla pista ciclabile attraverso una laterale sulla destra.

La pista ciclabile si snoda attraverso il centro di San Vendemiano assecondando il corso del Cervada. Tramite appositi sottopassi sarà possibile procedere nei tratti in cui passa l’autostrada e raggiungere la strada provinciale 15 Cadore-Mare, in prossimità del comune di Mareno di Piave.

Per gli amanti di ciclismo che si domandano cosa fare a San Vendemiano, questo sentiero ciclabile immerso nel verde potrebbe fare al caso vostro!

Cosa vedere a San Vendemiano: 3 cose da vedere a San Vendemiano

Cerchi cosa vedere a San Vendemiano? Scopri tre località che attestano l’inestimabile valore del patrimonio naturalistico e architettonico del comune trevigiano confinante a nord con San Fior, a sud con Mareno di Piave, a est con Codognè, a ovest con Conegliano. Per chi è alla ricerca di pacifiche oasi immerse nel verde attraversate da torrenti cristallini e vuole ammirare maestosi esempi di architettura secolare e religiosa, San Vendemiano merita sicuramente una visita

Le Risorgive e i Palù

Il territorio meridionale del comune di San Vendemiano è caratterizzato da un rigoglioso patrimonio di biodiversità faunistica e floreale nutrito da limpide acque di risorgive e aree paludose di origine prealpina di incredibile valore naturalistico e paesaggistico.

Lo spettacolare scenario panoramico si caratterizza per vaste estensioni prative, incontaminati siti boschivi e suggestive siepi arboree e arbustive che si estendono seguendo il l’andamento di placidi e tersi corsi d’acqua. L’area dei Palù presente nella frazione di Zoppè, sorta tra i fiumi Monticano e Livenza è attraversata da sentieri e itinerari naturalistici come la strada dei bunc, lungo la quale è possibile ammirare la notevole varietà di specie vegetali igrofile e di diverse specie avifaunistiche palustri.

Villa Lippomano

Situata in via Longhena, 3, nel radioso contesto rurale san vendemianese, la sontuosa dimora di villeggiatura costituisce uno dei monumenti di maggior valenza storica e artistica del comune.

Realizzata per volontà dell’omonima famiglia veneta, la nobile dimora rurale è immediatamente riconoscibile per il fascino dello stile barocco che ne caratterizza la candida facciata, nonché per la posizione privilegiata su cui l’edificio sorge, un rilievo verdeggiante che offre suggestivi scorci panoramici su querce secolari e splendidi boschi di ippocastani, cedri, tigli e platani che svettano maestosi nella campagna circostante, attraversata dai filari dei vigneti e costellata di pittoresche case campestri.

Il corpo centrale di questo capolavoro di architettura, cui si accede dopo aver superato lo spettacolare porticato con cinque archi a botte, si sviluppa su due piani e custodisce un preziosissimo complesso di affreschi e stucchi di pregevole fattura, mentre ai lati risulta affiancata da due eleganti barchesse, strutture rustiche con funzione di magazzino e volte ad ospitare contadini e braccianti della tenuta agricola.

Chiesa di San Vendemiale Vescovo

Situata in viale Europa 131020 San Vendemiano (TV), Il luogo di culto si distingue per la facciata di gusto neoclassico scandita da quattro eleganti lesene con capitelli corinzi sormontati da un timpano triangolare.

Internamente è possibile ammirare un apparato pittorico e scultoreo di inestimabile valore e in eccellente stato di conservazione di cui non si può non menzionare lo splendido dipinto su tela al cui centro spicca la figura del patrono San Vendemiale affiancato dai santi Girolamo e Liberale, sopra i quali si staglia il Cristo morto sorretto da tre angeli.

Lo spettacolare soffitto è impreziosito da tre affreschi il centrale dei quali, caratterizzato da magistrali effetti chiaroscurali e delicate sfumature luminose, raffigura l’ascensione al cielo della Madonna sostenuta e accompagnata da un gruppo di angeli immersi in un radiosa atmosfera estatica e celestiale che rivela il sapiente uso del colore del pittore.

Cosa vedere a Gaiarine: 3 cose da vedere a Gaiarine

Sei alla ricerca di cosa vedere a Gaiarine in provincia di Treviso? Scopri il patrimonio storico, folkloristico, paesaggistico e artigianale del comune veneto al confine col Friuli-Venezia Giulia:

  • Incantevoli scenari fluviali in cui mulini secolari, nati dall’armonia tra ingegno umano e natura, forgiano attrezzi e macinano il grano, allietando lo sguardo dell’osservatore col lento muoversi di antiche ruote sulle fredde acque convogliate nella roggia
  • Il piacevole silenzio di ombrosi siti boschivi, isolati dal traffico e dal cemento, interrotto da foglie scricchiolanti e vivaci cinguettii.
  • Il percorso ciclabile GiraLivenza che si snoda lungo le anse dell’omonimo fiume si snoda tra i comuni di Portobuffolè, Mansuè, Gorgo al Monticano e Motta di Livenza.

Francenigo a Primavera

Una delle ricorrenze più attese nel comune è la festività paesana dedicata alla stagione primaverile, periodo simboleggiante nascita e fertilità, fioritura e leggerezza.

La celebrazione è dedicata alla promozione degli aspetti culturali, panoramici e gastronomici del territorio, tramite la valorizzazione di prodotti tipici e il coinvolgimento dei giovani attraverso diverse attività di svago, da laboratori artigianali e culinari a divertenti e suggestivi percorsi in canoa, oltre a visite guidate al Maglio dei Tonet (Via del Palù, 18, 31018 Francenigo TV), antica officina a cui i contadini si rivolgevano per la riparazione di utensili agricoli, sorta in corrispondenza di un vivace torrente il cui corso azionava, tramite il mulino, macchinari per la battitura del ferro e dell’acciaio.

La festa popolare, organizzata dalla pro loco di Francenigo, è aperta a chiunque voglia trascorrere una tranquilla giornata di sole a contatto con la natura incontaminata, assaporando specialità della gastronomia autoctona e apprendendo aspetti della cultura e delle tradizioni locali che, per quanto antichi, sono mantenuti vivi dal senso di appartenenza degli abitanti del territorio e dall’interesse e curiosità che invogliano numerosi visitatori a recarvisi ogni anno.

Ansa Restera Zandegiacomi

L’itinerario naturalistico si articola lungo le sponde del Livenza, fiume originario delle sorgenti valchiusane, le ci gelide e limpide acque hanno favorito la crescita spontanea di un rigoglioso e verdeggiante patrimonio di biodiversità, offrendo ai visitatori scorci di rara bellezza.

I sinuosi meandri del fiume hanno portato alla formazione di un fertile fazzoletto di terra erbosa avvolto dall’ansa Restera Zandegiacomi, all’interno del quale prolificano diverse specie vegetali idrofile, arbustive, floreali e arboree come olmi, ontani, pioppi neri, salici bianchi, sanguinelle, frangole, sambuchi, rovi e salici cinerei, nonché faunistiche, anfibie, avicole e numerose specie ittiche come spinarelli, trote, lucci e alborelle, la cui presenza testimonia la qualità delle acque del Livenza.

Visita il bosco planiziale di Gaiarine

Il comune di Gaiarine, inserito nel radioso contesto rurale della campagna trevigiana al confine con il Friuli-Venezia Giulia, rappresenta una meta di immenso valore naturalistico e paesaggistico grazie ai suggestivi itinerari escursionistici che si snodano lungo il placido corso del Livenza per poi immergersi in maestosi siti boschivi.

Il bosco Zacchi accoglie una spettacolare varietà arborea che include farnie, carpini bianchi, frassini, olmi e aceri, nonché diverse specie floreali tra cui il mezereo o fior di stecco, delicato arboscello i cui fiori assumono colorazioni dal roseo al rosso-purpureo, l’anemone bianca dai petali candidi, talvolta con sfumature rosate o blu pallido, e il Sigillo di Salomone maggiore, dai caratteristici fiori penduli simili a campanelli.

Il favoloso sito boschivo è una meta ideale per gli amanti del birdwatching grazie alla presenza di diverse specie avicole come il Picchio Verde, lo Sparviere, la Ghiandaia e l’Allocco.

Cosa fare a Gaiarine: 10 cose da fare a Gaiarine

Cosa fare a Gaiarine? Scopri dieci cose da fare a Gaiarine in provincia di Treviso: da itinerari immersi nel verde lungo il fiume Livenza, splendide aree boschive, romantici mulini ad acqua e ville secolari.

Villa Pera

Cortile interno di Villa Pera a Gaiarine TV 2
Villa Pera a Gaiarine (TV)

Incastonata nel cuore storico di Gaiarine, a pochi passi dallo svettante campanile neogotico della Chiesa di San Tomaso di Canterbury, Villa Pera è un complesso architettonico signorile della seconda metà del Seicento avvolto da un lussureggiante parco secolare.

L’incantevole proprietà nobiliare è sede del Museo Arti e Mestieri de na volta. Allestito in uno dei granai della Villa, l’itinerario espositivo custodisce testimonianze del mondo agricolo e artigianale locale da inizio Ottocento.

Bosco Crasere e Bosco Utia

I boschi di Crasere e Utia si estendono per circa 19.000 m² nella frazione di Francenigo e attraggono visitatori alla ricerca di serenità e pace che solo la natura può evocare.

Accurate opere di sistemazione idraulica hanno permesso la formazione e crescita di un sito naturalistico popolato da specie autoctone il cui florido ecosistema riproduce le caratteristiche di un bosco planiziale sorto in modo spontaneo e non corrotto dall’intervento umano.

Coronato dalle chiome di maestose querce e alti carpini, nonché aceri, gelsi, tigli, pioppi e biancospini (solo per citarne alcuni) la piccola oasi sottratta al cemento e all’industrializzazione include un vivace laghetto in cui trovano il loro habitat diverse specie anfibie e avicole come la graziosa gallinella d’acqua.

A delimitare il sito, folte siepi accolgono sgargianti esemplari come il picchio, rosso e verde, la capinera, distinguibile per le colorazioni che dal grigio pallido sfumano nel nero del capo e del becco, nonché fringuelli e colombacci, a dimostrazione del fragile ma prezioso ecosistema che caratterizza l’ambiente di questa delicata meta naturalistica.

Bosco Zacchi

A rendere bosco Zacchi un punto di riferimento naturalistico nel comune di Gaiarine è la conservazione di un’antica formazione boschiva planiziale di cui, nella regione Veneto, sono rimasti pochissimi esempi.

Visitare questo ambiente incontaminato equivale a viaggiare nel tempo ed immergersi in un ecosistema primitivo costellato di regali querce, carpini, noccioli, ligustri, prugnoli e fusaggini, riconoscibili per i curiosi frutti velenosi di colore rosso vivo.

A testimonianza della salubrità di tale ecosistema sono le numerose specie di anfibi e di insetti che popolano il bosco e sottobosco.

Durante la stagione primaverile, il manto floreale di bucaneve, anemoni, denti di cane, mughetti e il gigli mortagone tinge il terreno ubertoso di bosco Zacchi di sgargianti colorazioni e attrae, oltre agli impollinatori, anche ai visitatori che non sanno resistere al fascino primigenio di delle aree naturalistiche più incontaminate e serene nella provincia di Treviso.

Maglio dei Tonet

La fucina del Maglio dei Tonet a Francenigo di Gairaine TV 1
La fucina del maglio dei Tonet a Francenigo di Gaiarine (TV).

Dove si trova il Maglio dei Tonet?

Situato in Via del Palù, 18, 31018 Francenigo (TV), il maglio di Tonet è un affascinante esempio di architettura proto industriale restaurato e tutt’ora funzionante grazie alla cura e al rispetto per la tradizione e del territorio del comune di Gaiarine.

Nato nei primi anni del XX secolo, l’antico mulino ristrutturato sfrutta l’energia idrica del vicino corso d’acqua sorgiva che affianca la fucina per azionare un maglio secolare impiegato per plasmare il ferro rovente e trasformarlo, grazie alla perizia di esperti artigiani, in svariati utensili necessari per lavorare la terra.

Oggi convertito in museo, il maglio dei Tonet guida il visitatore attraverso un dinamico itinerario espositivo che illustra il funzionamento del maglio e le tecniche di lavorazione del ferro che precedono i più moderni processi di meccanizzazione.

Visitare l’ecomuseo sarà un’esperienza significativa per chiunque desideri scoprire una realtà artigianale rimasta inalterata nel tempo da più di un secolo.

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La vasca di carico e le roste del Maglio dei Tonet. Sullo sfondo scorre la Fossa del Cimitero.

Contatti Maglio dei Tonet

Per prenotare una visita al Maglio dei Tonet si consiglia di inviare una mail a info@comune.gaiarine.tv.it

Mulino Santuz

Dove si trova il Mulino Santuz?

Sorto in via Resteiuzza nella frazione di Campomolino, a breve distanza dal bosco Crasere, il Mulino Santuz fa parte del caratteristico e affascinante patrimonio molitorio del comune di Gaiarine che il tempo e l’obsolescenza non hanno ancora portato all’estinzione.

Impiegato come segheria e per la trebbiatura delle granaglie, l’opificio secolare era alimentato dai corsi del Resteggia e del Rasego, affluenti del Fiume Livenza.

Per gli amanti di storia e natura che si chiedono cosa fare a Gaiarine, il Mulino Santuz è una meta certamente consigliata!

Setificio Piovesana

Affiancata alla maestosa Villa Piovesana in Via Per Brugnera, il setificio novecentesco è uno degli edifici più rappresentativi del comune di Gaiarine. Collocato a pochi passi dalla Livenza, la struttura è riconoscibile per la svettante ciminiera in mattoni rossi della caldaia a vapore.

I vasti ambienti del fabbricato industriale ospitano i macchinari per la trattura della seta, ovvero il processo di estrazione dei fili di seta dalla bava dei bozzoli, nonché gli ambienti adibiti all’essiccazione e allo stoccaggio dei bozzoli.

Visita la Mutera di Campomolino

Dove si trova la Mutera di Campomolino?

La mutera di Campomolino si trova in corrispondenza delle seguenti coordinate:

45°51’56.9″N 12°31’21.5″E.

Visibile da Via Abate Lorenzo Berlese, la formazione artificiale è riconoscibile per gli svettanti cipressi che si innalzano sulla sua cima. I lievi pendii della mutera interrompono la regolare successione di rigogliosi filari che scandiscono la sterminata pianura e guidano lo sguardo dello spettatore verso le Alpi che troneggiano all’orizzonte.

Passeggiata Ansa Restera Zandegiacomo

Sorto presso i suggestivi meandri della Livenza nella località di Campomolino sorge il parco Ansa Restera Zandegiacomo, serena località naturalistica lontana ideale per tranquille passeggiate lungo tortuose stradine, distendersi all’ombra del bosco o per percorrere in canoa il sinuoso andamento del fiume.

Se cercate cosa fare a Gaiarine l’itinerario consigliato e ideale per chi è alla ricerca di amene località che possano regalare scorci panoramici emozionanti!

Approdo Canoe fiume Aralt

Nata dalle sorgenti pordenonesi del Gorgazzo, della Santissima e del Molinetto, la Livenza scorre al confine tra Gaiarine e il Friuli-Venezia Giulia e offre scorci panoramici mozzafiato osservabili dalle sue sinuose anse e dai suoi affluenti Rasego e Zigana, suggestivi corridoi ecologici ombreggiate da floride siepi.

Per chi volesse esplorare e scoprire i più esclusivi scenari paesaggistici di Gaiarine e dei comuni limitrofi percorrendo la Livenza, l’Associazione Amica Terra ha realizzato un comodo approdo per le canoe nell’area retrostante la chiesa di San Tiziano, parrocchia di Francenigo.

Visita la Chiesa di San Tomaso di Canterbury

Dove si trova la Chiesa di San Tomaso di Canterbury?

Situata in Piazza S. Tomaso, 3, 31018 Gaiarine (TV) la Chiesa di San Tomaso di Canterbury ha origini risalenti a circa di cinquecento anni fa. Il luogo di culto si distingue per l’imponente cupola in rame a base ottagonale svettante alle spalle della facciata a capanna disadorna, austera e scandita da lesene sopra le quali si staglia il timpano recante al centro un’apertura circolare.

Internamente, la navata coperta da volte a botte è scandita lateralmente dalle nicchie in cui si inseriscono pregiati altari marmorei.

Per gli appassionati di arte e architettura che si chiedono cosa fare a Gaiarine, la chiesa di Canterbury è una meta di impressionante bellezza.

Cosa fare a Godega di Sant’Urbano: 6 cose da fare a Godega di Sant’Urbano

Scopri cosa fare a Godega di Sant’Urbano: Antica fiera di Godega di Sant’Urbano, itinerari ciclo-pedonali immersi storico-naturalistici, mercatini dell’antiquariato e molto altro!

Antica fiera di Godega di Sant’Urbano

Dove si svolge l’antica fiera di Godega di Sant’Urbano?

Uno degli eventi più lieti e attesi in provincia di Treviso, l’antica fiera di Godega di Sant’Urbano si svolge nel campo Fiera di Godega, in Via Art. Alpino Guido da Re.

La fiera valorizza i valori di biodiversità, di preservazione del patrimonio gastronomico che definisce la storia e la cultura dei nostri territori, oltre a promuovere tecnologie innovative a servizio dell’agricoltura.

Esito dell’unione dell’antica fiera franca e della fiera di Sant’Urbano, il tradizionale evento fieristico affonda le proprie radici in epoca medievale e si svolge attualmente in una vasti ambienti sia all’aperto che al chiuso, nei quali le discipline e le conoscenze legate all’agricoltura, all’allevamento e all’artigianato tramandate dai nostri avi (come il suggestivo maglio idraulico ancora in funzione) si integrano con le più moderne tecnologie utili ad assistere il lavoro dell’uomo nell’ambito del massimo rispetto dell’ambiente e della sicurezza.

Assistere ad appassionanti esibizioni equestri nonché prendere parte a percorsi eno gastronomici che illustrano la produzione di tipicità culinarie della regione Veneto secondo metodi tradizionali.

I bambini possono inoltre partecipare ad attività ludiche ed educative in compagnia di animali mansueti come gli asini, il cui temperamento docile li rende adatti all’ippoterapia, pratica utile a migliorare le condizioni psico-fisiche, emotive e cognitive attraverso il contatto e la comunicazione tra esseri umani e animali.

Occasione ideale per trascorrere momenti significativi di socialità e di divertimento all’aria aperta, assaporare gustose specialità della nostra terra e scoprire le ultime novità tecniche e tecnologiche in campo agro alimentare, partecipare all’antica fiera di Godega di Sant’Urbano è una delle iniziative più consigliate per trascorrere la primavere in provincia di Treviso.

L’evento annuale soddisferà le curiosità e le esigenze di chi è interessato alle tematiche relative a energie rinnovabili, tecnologie eco sostenibili, giardinaggio, arredamento, agricoltura biologica e biodinamica, allevamento, ippica e molto altro. Non mancate!

Mercatino dell’antiquariato

Uno dei diversi e pittoreschi mercatini in provincia di Treviso, il mercatino dell’antiquariato di Godega di Sant’Urbano si svolge ogni terza domenica del mese, ad esclusione di Luglio e Agosto.

L’evento si svolge in corrispondenza dei padiglioni dell’area fieristica di Godega di Sant’Urbano.

Per gli appassionati di collezionismo, di opere d’arte pittoriche e scultoree di pregiata fattura e ricche di storia, la partecipazione all’evento è caldamente consigliata.

Da giocattoli restaurati, dischi in vinile, oggettistica vintage e mobili antichi, agli utensili in ferro battuto impiegati dai nostri nonni e bisnonni, la sorprendente varietà di articoli esposti colora e vivacizza il centro di Godega come le tessere di un mosaico, riportando alla luce le vestigia del nostro passato e delle nostre tradizioni attraverso rari manufatti il cui valore, di fatto, va al di là della semplice materia che li compone ma si radica nella loro storia, nella vita, nelle necessità e nelle intenzioni di chi li ha realizzati.

Se vi appassiona il collezionismo, il mercatino di Godega farà senz’altro al caso vostro!

Area naturalistica di San Bartolomeo

Ristrutturata grazie al solerte impegno degli Alpini, una comoda e robusta passerella ciclo-pedonale si articola attraverso l’incantevole e delicato ecosistema sviluppatosi nella limpida fascia di risorgive Rio Zigana, fonte di numerosi ruscelli e torrenti cristallini in cui trovano il loro habitat diverse specie di pesci, di anfibi e di volatili come

l’Ardea Cinerea, riconoscibile per il lungo collo sottile becco giallo e la colorazione scura delle piume sul capo, la garzetta, dal piumaggio candido e dal becco nero, splendidi esemplari di usignolo che potranno allietare la vostra visita con il loro inconfondibile canto, solo per citarne alcuni.

Tra ponticelli, passerelle e sinuosi sentieri in terra battuta, il percorso naturalistico è una località ideale per chi ama immergersi nella natura incontaminata ed è alla ricerca di un ambiente silenzioso e salubre, tra alte e floride siepi e sorgenti terse e gorgoglianti che avvolgono l’architettura secolare dell’antica chiesetta di San Bartolomeo.

Se amate trascorrere momenti di tranquillità in una pacifica oasi verde, l’area naturalistica di San Bartolomeo è senz’altro indicata!

Giro in bicicletta a Godega di Sant’Urbano

Partendo dalla sede A.N.A a Pianzano, si percorre la pista ciclo-pedonale alberata in Via Sant’Urbano per circa 200 metri. Svoltando a sinistra, la pista ciclabile prosegue in Via dell’Albera e si percorre la Via per la sua interezza fino a raggiungere, tenendosi sulla sinistra, Via Molinara.

Attraversate le strisce pedonali, è possibile percorrere la pista ciclabile in Via Molinara in sicurezza e ammirare lo scenario rurale scandito dalla regolare e parallela successione dei filari di rigogliosi vigneti che si alternano alle rare e splendide belussere, consistenti in un’antico e particolare intreccio che si sviluppa diagonalmente rispetto all’interfilare creando delle forme suggestive che ricordano un ricamo.

Alla vostra sinistra, una maestosa estensione boschiva secolare ammanta la solenne struttura di Villa Pera Pianzano, situata in Via Resel, 53, 31010 Godega di Sant’Urbano TV.

Edificata nel XVIII secolo, la sontuosa residenza signorile si caratterizza per un corpo centrale a tre piani culminante con un timpano triangolare. Il palazzo è affiancato da due fabbricati di dimensione inferiore dai quali si sviluppano due ampie barchesse porticate ritmate da ampi archi a tutto sesto.

L’atmosfera fiabesca del vasto parco secolare, ornato da fiori sgargianti, piante secolari e da un vivace laghetto, rappresentano lo scenario ideale per celebrare matrimoni in uno scenario incantevole e indimenticabile.

Proseguendo lungo la pista ciclabile per circa 1 km. Raggiunta la rotonda, si svolta a sinistra e si raggiunge la parrocchia di Santa Margherita dopo circa 200 metri. In centro sono presenti diversi bar, gelaterie e pizzerie.

Se siete amanti del ciclismo, questo itinerario vi accompagnerà alla scoperta della bellezze di questo incantevole comune del trevigiano.

Parrocchia di Santa Margherita

Situata in Via Interna, 1, 31010 Godega di Sant’Urbano TV, la parrocchia di Godega di Sant’Urbano si distingue per la candida facciata neoclassica tripartita da quattro possenti paraste che sorreggono la trabeazione, consistente nell’architrave (da cui emerge l’iscrizione latina D.O.M. S. MARGARITAE V.M. DICATUM) e dal frontone dentellato.

Al di sopra del portone si staglia un rosone circolare affiancato da due nicchie semicircolari, collocate in posizione laterale al centro della facciata.

La chiesa che è possibile visitare oggi è l’esito di una ricostruzione avvenuta in seguito a pesanti danneggiamenti causati durante la II guerra mondiale.

Per chi è alla ricerca di cosa fare a Godega di Sant’Urbano, la chiesa parrocchiale è una preziosa testimonianza culturale che merita sicuramente una visita!

Santa Margherita

Vissuta nel III secolo, Margherita di Antiochia di Pisidia nacque nell’omonima città situata nell’attuale Turchia. Figlia di un ministro di culto pagano e orfana di madre, Margherita fu educata agli insegnamenti di Cristo dalla balia che si prendeva cura di lei, nel periodo in cui i cristiani venivano oppressi e tormentati dagli editti di Diocleziano.

Ripudiata dal padre a causa della sua fede, Santa Margherita lasciò per sempre la propria casa e fu accolta dalla propria nutrice. Respinti i tentativi di sedurre la giovane, il prefetto Ollario si vendicò facendo arrestare Margherita per le sue credenze religiose.

Secondo la leggenda, il diavolo, assunte le sembianze di un drago, trangugiò la ragazza la quale, impugnata una croce, divelse la pancia del mostro e si salvò. Decisa a non rinnegare la propria fede, un improvviso evento sismico annunciò la discesa di una colomba dal cielo e le fece calare una corona sul capo.

Pur avendo dato prova di coraggio e abnegazione, la giovane fu decapitata, il 20 luglio 290. All’età di quindici anni.

Visita la Chiesa di San Bartolomeo

A differenza della Parrocchiale sopra descritta, la chiesa di San Bartolomeo, situata in Via Molino, 12, 31010 Bibano di Godega di Sant’Urbano TV, è fortunatamente sopravvissuta ai bombardamenti dei due conflitti mondiali e costituisce il più antico esempio di architettura ecclesiastica del comune.

Situata in nel cuore dell’oasi naturalistica di San Bartolomeo, il luogo di culto medievale attraversò nel corso dei secoli diverse opere di ampliamento e rinnovamento.

Distinta per una facciata a capanna disadorna, la chiesa presenta una linea austera ed essenziale e custodisce al proprio interno un vero e proprio scrigno di opere scultoree e pittoriche che minuziosi interventi di restauro hanno riportato alla luce, come nel caso di una preziosa opera pittorica parietale risalente al secolare secolo, avente come soggetti la Madonna col Bambino e i Santi Bartolomeo, Rocco, Pietro e Sebastiano.

Ulteriore elemento di spicco è la raffinata pala d’altare lignea raffigurante San Bartolomeo.

San Bartolomeo

Vissuto nel I secolo d.C., San Bartolomeo è nato nella Galilea antica, tra il Mar Mediterraneo e il Mar Morto, ed è spirato nell’area tra la Georgia e la Siria.

Il santo apostolo Natatele avrebbe svolto la missione di diffondere la parola di Cristo nei territori della penisola arabica meridionale, della Mesopotamia, dell’Armenia e sarebbe stato martirizzato, secondo alcune ipotesi per decapitazione, per crocifissione oppure, secondo la versione più accreditata, sarebbe stato scuoiato.

Cosa fare a Portobuffolè: 10 cose da fare a Portobuffolè

Quercia secolare a Pra dei Gai Portobuffole
Quercia secolare a Prà dei Gai Portobuffolè

Cosa fare a Portobuffolè: Pra’ dei Gai e la quercia secolare

I Pra’ dei Gai costituiscono un vasto polmone ecologico che per 340 ettari si estende tra i comuni di Portobuffolè, Mansuè e Gorgo al Monticano in provincia di Treviso e del comune di Prata in provincia di Pordenone.

Lo splendido polmone verde offre suggestive vedute panoramiche sulla sterminata estensione prativa in parte coltivata, in parte dedicata al pascolo.

A determinare la notevole fecondità del terreno è la presenza della Livenza, le cui sponde, ricche di vegetazione arborea, arbustiva e ripariale, sono spesso soggette a straripamenti che causano l’allagamento dell’oasi naturalistica,

L’ambiente florido e ubertoso dei Pra’ dai Gai è legato inoltre al corso del Rasego, torrente di risorgiva nato a Fontanelle e affluente della Livenza.

Di notevole interesse ambientale, una maestosa quercia secolare che troneggia nell’immensa nella verdeggiante estensione prativa.

Il GiraLivenza

Il percorso ciclabile si articola attraverso il Friuli Venezia Giulia e il Veneto assecondano il corso del fiume Livenza, il cui andamento sinuoso nasce dalle sorgenti friulane ai piedi delle montagne del gruppo del Cansiglio-Cavallo e si snoda per circa 115 km attraverso le province di Pordenone, Treviso e Venezia fino a raggiungere il comune di Caorle e sfociare nell’Adriatico.

Per gli amanti di ciclismo che si chiedono cosa fare a Portobuffolè, il GiraLivenza è un itinerario naturalistico imperdibile!

Visita Ponte Friuli

Ponte Friuli è il Primo ponte in pietra ad essere edificato sulla Livenza.

Risalente alla seconda metà del XVIII secolo, Ponte Friuli sorge lungo quel tratto della Livenza deviato agli inizi del XX secolo a causa delle numerose alluvioni e della sempre minore rilevanza che il trasporto navale assumeva in questa città, anticamente sede di un fiorente porto fluviale per il commercio di materie pregiate.

Porta Friuli

Le ampie arcate, erte sopra il canale un tempo percorso dalla Livenza e ora coperte da un placido manto erboso, conducono a Piazza Vittorio Emanuele attraverso la spettacolare Porta Friuli (così denominata in quanto accoglieva ospiti provenienti dall’omonima regione), ad ornare la quale, colpiscono con il loro incantevole fascino la bocca della verità scolpita nella roccia, il maestoso leone Marciano sul cui libro si stagliano le parole “Diritti e doveri dell’uomo e del cittadino”.

Visita al Monte di Pietà

Risalente al XV secolo, il monte di pietà è un istituto volto a concedere prestiti a basso tasso di interesse.

Edificato affianco al Palazzo Pretorio, il monte di pietà reca pregiate decorazioni pittoriche sulla facciata raffiguranti le virtù cardinali e teologali: La Fama, distinguibile per il simbolo delle trombe, la Giustizia, riconoscibile per la bilancia, la Carità, intorno alla quale si distinguono le figure di diversi fanciulli, mentre l’ultima figura è raffigurata con un arco e una faretra e rappresenta forse la predicazione.

Ulteriore elemento di notevole interesse storico e artistico è il leone marciato con il libro chiuso racchiuso da un tondo.

visita alla Torre Civica

Uniche sopravvissute del sistema fortificato di Portobuffolè, le mura medievali della svettante costruzione difensiva conciliano il carattere austero e possente dei baluardi medievali alla qualità estetica dello stile rinascimentale, individuabile nei fregi cinquecenteschi che ingentiliscono la facciata in mattoni e al tempo stesso testimoniano l’evoluzione artistica e culturale che nel corso dei secoli ha distinto l’anima dinamica e vitale di Portobuffolè.

Attualmente, questo scrigno di storia e cultura è aperto al pubblico ed accoglie oggi il museo della civiltà contadina e dell’artigianato dell’Alto Livenza, itinerario che espone reperti legati al lavoro agricolo, all’allevamento e all’artigianato prima che i moderni processi di meccanizzazione e produzione in serie rendessero questi utensili obsoleti.

Ammira il Duomo di Portobuffolè

Situata in Piazza Vittorio Emanuele, 2, 31040, la chiesa di San Marco evangelista rappresenta il centro della vita spirituale della comunità di Portobuffolè.

L’austero luogo di culto del XVI secolo presenta una elegante facciata a capanna recante archetti pensili in corrispondenza dei cornicioni.

Internamente, l’ampia e luminosa navata è affiancata da due navate laterali di dimensioni inferiori.

Ulteriore elemento di spicco è lo spettacolare organo a canne realizzato dalla casa Callido.

Visita la casa di Gaia da Camino

Figlia di Gherardo III da Camino, la nobildonna aveva sposato nel 1291 il cugino Tolberto III. I coniugi, signori di Portobuffolè, avevano stabilito qui la loto loro maestosa abitazione (Via Businello, 2, 31019 Portobuffolè).

La facciata della residenza gentilizia si distingue per la presenza di suggestive bifore trilobate scandite da raffinati capitelli a fiore di loto.

Il piano terra ospitava la servitù mentre il primo e secondo piano, decorati da sgargianti affreschi, erano riservati ai signori.

Se vi chiedete cosa fare a Portobuffolè, la casa di Gaia da camino è una delle località più affascinanti della regione Veneto.

Visita la Chiesa di San Rocco

Situata in Via Roma, 27, 31040 Portobuffolè (TV), la chiesa è dedicata al culto di San Rocco, pellegrino e taumaturgo francese vissuto nel XIV secolo e considerato capace di proteggere dal terribile morbo della peste.

La facciata della chiesa, recante due alte finestre ad arco tra le quali si staglia il rosone, è volta verso la strada che la separa da una vasta estensione prativa dalla quale si intravede la cima della torre civica.

All’interno dell’ampia navata sono custoditi un pregevole altare in pietra con una scultura della Madonna seduta su una seggiola con il Bambino Gesù sulle ginocchia.

Oratorio di Santa Teresa

Situato in Via Roma, 31040 Portobuffolè (TV), il candido luogo di culto è l’oratorio di Villa Cellini-Giustinian, splendida residenza signorile del XVII secolo.

Intitolato a Santa Teresa, religiosa e mistica iberica vissuta nel XVI secolo, l’edificio presenta una maestosa facciata scandita da paraste che sostengono il frontone ornato da modanature a dentello.

Il massiccio portone ligneo è sovrastato da una timpano ad arco spezzato al centro del quale si staglia il busto di Santa Teresa.

A completare lo sviluppo verticale della struttura, tre acroteri raffiguranti Fede, Speranza e Carità ornano i vertici del timpano della chiesa.

I sontuosi interni dell’edificio recano spettacolari affreschi secolari, sculture in marmo bianco e un suggestivo crocifisso ligneo rosso

Le luminose vetrate e il sapiente contrasto cromatico generato dai ricercati motivi geometrici della pavimentazione testimoniano la notevole abilità artistica e artigianale veneta.

Cosa fare a Fontanelle: 3 cose da fare a Fontanelle

Cerchi cosa fare a Fontanelle? Sorto sulla fascia di risorgive un tempo distinta da fontanili cristallini, il territorio di Fontanelle è attraversato da un ricco sistema fluviale di cui il Monticano, seguito dai canali Lia, Rasego, Resteggia e Vallontello, rappresenta il corso d’acqua principale.

Se a favorire la nascita dei primi nuclei abitativi paleoveneti è stata l’abbondanza di risorse idriche e la fertilità del terreno, in origine ammantato da vaste e floride estensioni boschive, a promuovere lo sviluppo di una florida e vivace cittadina ha contribuito la costruzione della via di comunicazione romana che univa Opitergium a Serravalle.

Dove si trova Fontanelle?

Il comune di Fontanelle si trova in Provincia di Treviso, ha un territorio che si estende su una superficie di 36,05 chilometri quadrati.
Confina a sud con Ormelle (consigliata la visita all’antica chiesa templare) e Oderzo, a nord con Codogné e Gaiarine, a est con Mansuè e Oderzo, a ovest con Vazzola, San Polo di Piave e Ormelle.

Cosa fare a Fontanelle? Villa Galvagna Giol e il secolare parco all’inglese

Villa Galvagna Giol a Fontanelle in provincia di Treviso | VenetoClub
Villa Galvagna Giol a Fontanelle

Vera e propria opera d’arte a cielo aperto, il favoloso parco ottocentesco è la sintesi tra l’estro creativo di Francesco Bagnara, abile decoratore e architetto del paesaggio, ed il florido patrimonio floreale ed arboreo capace di affascinare con i suoi vibranti colori in ogni momento dell’anno.

Espressione del genio scenografico e gusto per la teatralità del Bagnara (il cui talento lo aveva portato a decorare gli interni del Teatro La Fenice), lo spettacolare parco si estende per ben dieci ettari e, a distanza di secoli dalla sua ideazione, stupisce e allieta chiunque vi si avventuri per scoprirne le meraviglie:

Avvolti dal morbido manto erboso del prato all’inglese, tre splendidi laghi con vivaci isolotti di cigni si alternano a sinuosi corsi d’acqua attraversati da ponticelli.

Simili ad un romantico sipario naturale osservabile da candidi viottoli, imponenti e fieri alberi sfiorano delicatamente gli specchi d’acqua con i loro rami verdeggianti.

Giramonticano: giro in bici da Fontanelle a Motta di Livenza

Partendo dalla Parrocchia della Natività di Maria in Fontanellette, si percorre Via Ongaresca e si oltrepassa un ponte che regala suggestivi scorci paesaggistici del fiume Monticano e della pianura circostante. Superato un grande Pioppo visibile sulla sinistra, si raggiunge un secondo ponte, attraversato il quale, sulla destra, si intraprende la pista ciclo-pedonale di 25 km che collega Fontanelle, Oderzo, Gorgo al Monticano e Motta di Livenza.

Segnalato da un ampio cartello che illustra il percorso ciclabile, il sereno itinerario che si articola lungo gli argini del Monticano offre una veduta ampia e privilegiata della panorama storico e naturalistico del territorio.

A poche centinaia di metri dall’inizio del Giramonticano, incorniciate dalle siepi che costeggiano un limpido canale e dai verdeggianti filari di un vigneto, si stagliano la candida facciata a salienti della Chiesa di San Pietro e della torre campanaria culminante con una cuspide ottagonale.

L’itinerario asseconda l’andamento sinuoso del fiume attraverso la florida e vibrante vegetazione rurale di Fontanelle fino a codurre alla chiesa parrocchiale di Lutrano. Dopo circa cinque km il Torresin e il duomo di San Giovanni Battista annunciano con la loro svettante mole il vicino centro storico di Oderzo.

La tappa successiva è la vecchia Chiesa Parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo in Fratta di Oderzo, riconoscibile per la struttura in mattoni a vista e l’austera facciata ornata da lesene raccordate da archetti pensili.

Il percorso prosegue accompagnando il visitatore a Gorgo al Monticano, meta ideale per gli appassionati di ciclismo e di tranquille passeggiate alla scoperta di suggestivi siti naturalistici come il bosco di Cavalier, scrigno di biodiversità arborea, floreale e faunistica, nonché incantevoli dimore signorili come Villa Foscarini Cornaro e Villa Revedin, simbolo della gloria e fasto del nostro passato nonché testimonianza inestimabile del patrimonio culturale della regione Veneto.

Arrivati al punto in cui il corso placido e serpeggiante del Monticano si riversa nelle acque della Livenza, prosegue l’avventura alla volta dell’antica città sorta presso la confluenza dei due fiumi, il primo nato dalle pendici del monte Prai a Vittorio Veneto, il secondo dalle gelide sorgenti carsiche della Santissima e di Gorgazzo nel comune friulano di Polcenigo.

Profondamente legata, oltre che al corso dei due fiumi, alla presenza di un antico monticello di terra sul quale troneggiava un tempo un leggendario castello, Motta di Livenza concilia l’atmosfera fiabesca di paesaggi fluviali contemplabile da riposanti viali alberati, all’impressionante diversità del patrimonio artistico e architettonico della città, dal Duomo cinquecentesco di San Nicolò Vescovo agli sgargianti affreschi che decorano la facciata di Palazzo Dugo, ai vasti e ariosi portici del Santuario della Madonna dei Miracoli, recanti internamente da pregiati dipinti, una delle quali, raffigurante l’Annunciazione, è attribuita a Pomponio Amalteo, (1505 ; 1588) grande pittore a cui Motta di Livenza ha dato i natali.

Per gli amanti del ciclismo che cercano cosa fare a Fontanelle, percorrere il GiraMonticano sarà un’esperienza memorabile ed emozionante!

Chiesa di San Pietro Apostolo

Dove si trova la Chiesa di San Pietro Apostolo?

La Chiesa di San Pietro Apostolo si trova in Via Chiesa, 45, 31043 Fontanelle (TV).

Edificata nel luogo in cui sorgeva una pieve millenaria, la splendida chiesa rinascimentale fu soggetta a diversi lavori di ampliamento e rinnovamento a partire dalla seconda metà del XVIII secolo con la realizzazione di un raffinato tabernacolo barocco e la costruzione delle due navate laterali.

La candida facciata di gusto classico è scandita da alte lesene di ordine ionico che sorreggono la trabeazione ed il frontone recante al centro un’apertura circolare. Internamente, la navata centrale presenta una copertura a specchio con lunette laterali mentre le navate laterali hanno una copertura con volte a crociera e includono altari finemente scolpiti con bassorilievi e intarsi policromi.

Per gli amanti di architettura che si chiedono cosa fare a Fontanelle, una visita alla chiesa di San Pietro Apostolo è certamente consigliata!

Popolazione, Frazioni, CAP e altri dati del Comune di Fontanelle

Popolazione di Fontanelle

La popolazione conta 5707 abitanti per una densità di 158,32 abitanti per km quadrato

Frazioni del Comune di Fontanelle

Lutrano

Qual è il Codice di Avviamento Postale (CAP) di Fontanelle?

Il CAP di Fontanelle è 31043.

Qual è il Prefisso Telefonico di Fontanelle ?

Il prefisso telefonico per chiamare in questo comune è 0422.

Informazioni Amministrative

  • Codice ISTAT: 26028
  • Codice Catastale: D674

Se stai pianificando una gita a Fontanelle ti consiglio di esplorare anche le attrazioni della provincia di Treviso o scoprire gli altri comuni di questa affascinante zona.

Cosa fare a Mareno di Piave: 3 cose da fare a Mareno di Piave

Scopri tre cose da fare a Mareno di Piave in provincia di Treviso: ristoranti in cui gustare piatti di prima qualità in un uno splendido ambiente naturalistico, itinerari in bicicletta lungo il sinuoso corso del Monticano, antiche dimore signorili immerse immerse nel verde. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Mareno di Piave?

Il comune di Mareno di Piave confina a nord con San Vendemiano, a nord ovest con Conegliano, a nord est con Codogné, a sud ovest con Santa Lucia di Piave, a sud est con Cimadolmo, a ovest con Santa Lucia di Piave, a est con Vazzola e Cimadolmo.

Oasi Campagnola a Mareno di Piave

Dove si trova Oasi Campagnola?

Incastonato tra due laghetti cristallini avvolti dalla rigogliosa vegetazione arborea, Oasi Campagnola sorge nel cuore della campagna trevigiana in Via Campagnola, 5C, 31010 Mareno di Piave (TV).

Capace di regalare vedute paesaggistiche spettacolari, il riposante scenario naturalistico in cui è incastonato il rinomato ristorante-pizzeria, accessibile tramite un romantico ponticello, avvolge questo appartato angolo verdeggiante in un’atmosfera fiabesca nella quale la sapienza nel valorizzare i sapori unici di prodotti di prima scelta si concilia con il panorama idilliaco di una terra fertile e salubre.

Il GiraMonticano

Per effettuare prenotazioni ed ottenere informazioni in merito alle specialità e prelibatezze che potrete assaporare nell’ambito di uno scenario incantevole e luminoso ammirabile attraverso la vasta terrazza e le ampie vetrate dell’elegante Oasi Campagnola della famiglia Mariotto si consiglia a visitare il sito Internet del ristorante o di chiamare i numeri 0438 499204 – 346 6156651.

L’itinerario ciclo-pedonale GiraMonticano asseconda il corso serpeggiante del Monticano per 40 km attraverso i comuni di Conegliano, Mareno di Piave, Vazzola, Fontanelle, Oderzo, Gorgo al Monticano e Motta di Livenza. Il percorso si snoderà per 40 chilometri e si raccorderà con altri itinerari ciclo turistici lungo Livenza, Rasego e Resteggia e nella provincia di Pordenone.

Giro in bici a Mareno di Piave

Partendo dal parcheggio pubblico di fronte alla Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo in Piazza Vittorio Emanuele III, 9, 31010 Mareno di Piave TV, immettetevi nella rotonda e prendete l’uscita in Via della Vittoria.

Seguite la pista ciclo-pedonale in Via della Vittoria per 800 metri. Alla rotonda prendete la seconda uscita e procedete lungo Via Chizze. Dopo 850 metri tenete la destra in Via Chizze e proseguite per 900 metri lungo la strada sterrata affiancata da rigogliosi salici, da un’alta quercia dal portamento elegante e immersa nel panorama rurale scandito dalla regolare successione dei floridi filari di vite.

Svoltate in Via Cal Longa che asseconda il sinuoso e placido corso del Monticano Continuate su Via Camilli e poi Via Chilo Soffratta.

Prima del ponte, svoltando a sinistra in Via Morer delle Anime si raggiunge Villa Montalbano Balbi Valier Paoletti. Se invece si attraversa il ponte, svoltate a sinistra in Via Balbi e procedere per 2,4 km fino al sottopasso, attraversato il quale si continua fino all’incrocio.

Svoltate a sinistra in Via Ungheresca e di nuovo a sinistra in Via Monticano. Proseguite lungo Via Monticano, poi Via Morer delle Anime. In fondo alla Via svoltate a sinistra in Via IV Novembre, percorrete Via Calmessa fino a raggiungere il parcheggio sulla sinistra.

Villa Montalbano Balbi Valier Paoletti

Dove si trova Villa Montalbano Balbi Valier Paoletti?

Situata Via Morer delle Anime, 18, 31010 Mareno di Piave (TV), Villa Montalbano Balbi Valier Paoletti è una splendida dimora signorile seicentesca armoniosamente inserita nel rigoglioso scenario rurale attraversato da rigogliosi filari di vite, la cui rigorosa e geometrica successione asseconda unicamente il sinuoso andamento del Monticano incorniciato da alti algini.

Elevato su tre livelli, il corpo padronale della residenza gentilizia presenta due trifore a tutto sesto sia al piano terra che al secondo piano e al piano nobile presentano un candido parapetto, mentre i fabbricati laterali presentano invece finestre rettangolari distribuite su tre piani.

A concludere lo sviluppo verticale del complesso gentilizio è l’abbaino con timpano triangolare svettante al centro dell’abitazione.

Tra le chiome verdeggianti di alti pioppi, pini e di una magnolia si scorge infine la sommità del grazioso campanile merlato della chiesa privata della nobile famiglia.

Cosa fare a Cappella Maggiore: 5 cose da fare a Cappella Maggiore

Scopri cosa fare a Cappella Maggiore in provincia di Treviso tra roccaforti millenarie svettanti sulle cime di verdi colli assolati, festose tradizioni popolari e squisiti prodotti tipici frutto di una terra salubre e unica al mondo.

Dove si trova Cappella Maggiore?

Il comune di Cappella Maggiore confina a nord con Fregona, a sud con Colle Umberto e Cordignano, a est con Sarmede, a ovest con Vittorio Veneto.

Visita la Sagra del Rosario

Quando si svolge la sagra del Rosario?

Il giorno dedicato alla Madonna del Rosario è il 7 ottobre.

Organizzata dalla pro loco di Cappella Maggiore, la tradizionale celebrazione e si svolge anche nei giorni precedenti a questa data.

Appuntamento consigliato a chi si chiede cosa fare a Cappella Maggiore, la ricorrenza prevede stand gastronomici con specialità di carne come lo spiedo gigante, nonché piatti di pasta e pesce, accompagnati da vini locali.

Alla processione della Madonna del Rosario segue l’esibizione del Corpo Bandistico di Cappella Maggiore per le vie del centro, in un’atmosfera vivace e festosa.

Il culto della Madonna del Rosario risale all’apparizione di Maria a San Domenico di Guzmán nel 1208.

L’antica celebrazione è legata ad alcuni degli eventi storici più significativi della nostra storia, come la battaglia di Lepanto, combattuta nel 1571 e vinta da Spagna, Repubblica di Venezia e Stato della Chiesa, i cui eserciti, prima di sconfiggere l’Impero Ottomano in uno scontro navale, avevano rivolto le loro preghiere alla Madonna recitando il rosario.

Oktoberfest. Rimedio alla malinconia di fine estate

La malinconia di fine estate affligge chi fatica ad accettare la fine delle vacanze, quando il tempo del mare, del riposo sotto l’ombrellone e delle escursioni sui monti lascia spazio alla grigia monotonia della routine quotidiana.

Nessun problema! Questo autunno, boccali di birra e piatti tradizionali vi aspettano per vivere momenti di spensieratezza in compagnia e celebrare la cultura gastronomica tedesca.

Quando si svolge l’Oktoberfest a Cappella Maggiore?

Occasione da non perdere per chi si chiede cosa fare a Cappella Maggiore, l’Oktoberfest prevede birre di prima scelta e appetitose pietanze come lo stinco di maiale, il saporito pollo arrosto e gustosi wurstel da accompagnare con patate fritte e bretzel, molto apprezzati nei paesi di lingua tedesca.

Anche quest’anno, Cappella Maggiore celebra la festosa tradizione teutonica con la banda folkloristica tedesca, ideale per creare l’atmosfera di allegrezza che coinvolge partecipanti di ogni età.

Mercato a Km zero a Cappella Maggiore

Dove e quando si svolge il mercato a Km zero a Cappella Maggiore?

Rispetto per l’ambiente, coscienza ecologica e promozione dei prodotti del territorio sono i valori che il mercato locale valorizza ogni sabato pomeriggio, animando il piazzale in Via della Paglia, 38, 31012 Cappella Maggiore TV (45.963022883746774, 12.36226839785559).

Da frutta e verdura di stagione a pregiate qualità di miele prodotte da apicoltori del luogo, i numerosi espositori mettono a disposizione prodotti salutari di prima scelta, attraverso la vendita diretta dal produttore al consumatore.

Questa iniziativa ha permesso di rafforzare i legami della comunità incentivando uno stile di vita sano che contribuisce a ridurre l’inquinamento e sostenere il lavoro degli agricoltori.

Il mercato settimanale rappresenta un metodo significativo per difendere il patrimonio di biodiversità che distingue l’unicità e la ricchezza del territorio in un delicato equilibrio che concilia tradizione e tutela della sensibilità ambientale.

Se cercate cosa fare a Cappella Maggiore, visitare il mercato a Km zero è un’esperienza significativa per trascorrere una piacevole giornata e scoprire prodotti genuini!

Visita il Castelletto

Dove si trova il Castelletto di Cappella Maggiore?

Situati in Via Carrettuzza, 52, 31012 Cappella maggiore (TV), i ruderi del fortilizio troneggiano sulla sommità di un verde colle, dalla cui posizione dominante si gode di una veduta panoramica dei vivaci pendii circostanti, ammantati da antichi boschi e scanditi da floridi vigneti.

L’atmosfera che si respira tra queste mura emoziona i visitatori, affascinati dall’aura di mistero che avvolge il complesso.

Località incantevole e all’apparenza sospesa nel tempo, il Castelletto è ideale per celebrare eventi e condividere occasioni memorabili.

Per maggiori informazioni in merito al Castelletto, punto di riferimento nel panorama storico, culturale e paesaggistico della regione Veneto, si invita a visitare il sito ufficiale di Castelletto eventi.

Se vi chiedete fare a Cappella Maggiore, visitare il Castelletto e il sereno panorama naturalistico che lo circonda sarà un’esperienza memorabile!

Giro in bici a Cappella Maggiore

Partendo dal parcheggio del cimitero in Via Fiume, imbocchiamo Via Valeria, sinuosa stradina incorniciata da folte siepi.

Raggiunta la Chiesa della Santissima Trinità, si svolta a destra in Via Mattarella, procedendo all’ombra di lecci, acacie, noccioli e aceri campestri.

Arrivati al capitello Regina del Rosario, svoltiamo a destra in Via Livel e procediamo per 1,2 km, poi giriamo a destra in Via Col delle Pere. Il percorso, in lieve salita, si snoda nella densa vegetazione di robinie, platani, ailanti, fichi e molte altre piante d’alto fusto. L’itinerario attraversa un tratto della centrale idroelettrica dalla quale si scorge una suggestiva veduta panoramica del paese e dei declivi che si stagliano all’orizzonte, tra i quali si scorge il campanile della parrocchia di Mescolino.

Dopo aver superato la condotta forzata della centrale idroelettrica, proseguiamo per circa 140 metri e svoltiamo a sinistra in Via delle Fontane. Dopo 400 metri giriamo in Via Montagnere e ci addentriamo nel luminoso scenario campestre di Cappella Maggiore punteggiato di cascine avvolte da rigogliosi vigneti.

Continuiamo per Via Montagnere tenendo la sinistra. Superato il ponte sul canale dell’Enel svoltiamo a destra, costeggiamo il corso d’acqua per un breve tratto e giriamo a sinistra in Via Carrettuzza.

All’incrocio con Via Anzano svoltiamo a sinistra e procediamo per 1,7 km.

Superato il ristorante “al Castelletto”, svoltiamo a sinistra in Via Roma. Alla rotonda prendiamo la prima uscita in Via Fiume e procedete fino a raggiungere il punto di partenza.